BentornatA2, il campionato che anima l’Italia intera
Sassari e Rimini davanti a tutte, ma Fortitudo,
Livorno e Brindisi sono pronte a inserirsi. Avellino, Cividale, Pesaro, Rieti,
Torino e Pistoia inseguono. E intanto la seconda serie italiana è al centro
della riforma dei campionati di cui stanno parlando Fip, Lba e Lnp.
di Giovanni Bocciero*
Ci sono campionati che iniziano con una favorita quasi
obbligata e altri nei quali la domanda più interessante è capire quante squadre
possano realmente sognare. La serie A2 2026/27 appartiene alla seconda
categoria. Venti squadre per una stagione lunghissima e un equilibrio che
promette di accompagnare il campionato fino alla primavera. Ma soprattutto una
categoria che continua a rappresentare qualcosa di molto più importante di un
semplice gradino intermedio tra serie A e serie B. L’A2 è quel luogo nel quale
il basket italiano può valorizzare maggiormente i propri giocatori.
È il campionato nel quale un giovane può trovare
minuti veri, responsabilità e palloni pesanti, confrontandosi
contemporaneamente con veterani della categoria, giocatori stranieri di qualità
e atleti che hanno già conosciuto la massima serie. È anche una categoria nella
quale il giocatore italiano mantiene un peso importante nella costruzione dei
roster, e spesso e volentieri è più decisivo ai fini del risultato sportivo che
di qualunque altro giocatore straniero. Un campionato, quello di A2, che si può
paragonare ad una sorta di laboratorio del movimento.
Ma allo stesso tempo un torneo che nel giro di un paio
di stagioni, potrebbe essere modificato radicalmente in virtù della riforma dei
campionati della quale stanno discutendo i tre attori principali: la
Federazione italiana e le due leghe di serie A e Lnp per l’appunto. La serie A2
è oggetto di discussioni e riflessioni che svariano dalla sostenibilità
economica alla necessità di renderlo più funzionale al percorso dei giovani. La
domanda di fondo, dunque, riguarda la funzione della seconda serie: un
campionato sempre più vicino alla serie A per livello e struttura, oppure una
categoria nella quale il risultato sportivo debba convivere ancora di più con
la valorizzazione dei giovani italiani?
LA STAGIONE 2026/27 parte con venti società: Avellino,
Fortitudo Bologna, Brindisi, Juvecaserta, Cento, Cividale, Juvi Cremona, Forlì,
Libertas Livorno, Mestre, Urania Milano, Montecatini, Pesaro, Pistoia, Rieti,
Rimini, Ruvo di Puglia, Sassari, Torino e Vigevano. Si tratta di un gruppo che
mette insieme piazze storiche e realtà emergenti, squadre pronte a rilanciarsi
dopo anni di massima serie e società che pur piccole vogliono conquistarsi il
diritto di restare lì dove sono.
Ovviamente tutti gli occhi sono puntati sulla
retrocessa Dinamo Sassari, che si ritrova in cima alla griglia delle favorite con
l’obiettivo di tornare immediatamente in serie A. Per riuscirci, la panchina è
stata affidata a Luca Vitali, alla sua prima grande esperienza da capo
allenatore. E per questa avventura ha voluto al suo fianco il fratello Michele,
che ha però subito in fastidioso infortunio alla mano. Per la Dinamo non è
stata l’unica tegola, avendo dovuto sostituire a gettone Kajami-Keane con
Brandon Young. Ma Sassari resta comunque in vetta, consapevole che a volte
bisogna essere più forte degli infortuni.
Subito accanto a Sassari c'è Rimini, che arriva da due
finali promozione perse e non ha più bisogno di dimostrare di essere diventata una
delle grandi realtà dell’A2. Sia sul campo che sugli spalti, con la tifoseria
riminese che spesso e volentieri è l’autentico sesto uomo nel catino del
PalaFlaminio. La squadra di coach Sandro Dell’Agnello dovrà cercare di
trasformare le due sconfitte nell'ultimo atto in esperienza utile per il terzo
assalto. Rimini ha mantenuto il nucleo portante del roster, aggiungendo Saverio
Bartoli sugli esterni e la coppia americana composta da Cody Demps e DeShawn
Stephens. Quest’ultimo veterano dei campionati italiani.
Se parliamo di campi infuocati e giocatori esperti
quanto trascinatori, troviamo diverse squadre che posseggono entrambe le
caratteristiche. La Fortitudo Bologna, ad esempio, che al termine della prima
fase degli abbonamenti ha fatto ancora una volta cifra tonda: 4500. E il gruppo
rinnovato affidato alle mani di coach Demis Cavina è comunque ripartito da due
pilastri come Matteo Fantinelli e Paulius Sorokas. Peccato per l’infortunio che
ha messo fuori gioco Umberto Stazzonelli, atteso forse dalla stagione verità
per la sua carriera. Ma come già detto, questi incidenti di percorso fanno
parte del gioco e bisogna essere pronti ad affrontarli.
Di peggio deve affrontare la Libertas Livorno, l’altra
grande storica piazza che guarda verso l’alto, e che ha iniziato questa
stagione dando purtroppo l’addio al proprio presidente Marco Benvenuti. Il
progetto tecnico di coach Andrea Diana punta sull’identità, sull’esperienza e
sulla capacità di costruire un gruppo competitivo senza rinunciare alla valorizzazione
degli italiani, tra cui Luca Possamai addirittura nel giro della nazionale. Ovvio
che il punto cardine resta Matt Tiby, il miglior giocatore straniero dello
scorso campionato di A2 che la società livornese è stata comunque capace di
trattenere nonostante qualche offerta ben più allettante per l’atleta.
Continuando a scendere per lo stivale, troviamo quella
che è denominata la stella del sud, ovvero Brindisi. Dopo un’ultima stagione
quasi deludente, la formazione ha deciso di azzerare tutto e ripartire, con un
ingresso importante in società proprio delle ultime settimane, che risponde al
nome dell’imprenditore brindisino Carlo Rubini. Quanto questo potrà rafforzare
il progetto, lo dirà soltanto il tempo. Di sicuro la conferma di Andrea
Cinciarini, l’ingaggio di un altro veterano come JaCorey Williams, ma anche
quelli dello specialista in promozioni Lorenzo Caroti e Riccardo Bolpin sono un
segno intangibile della volontà di Brindisi. Che per di più, ha provveduto
immediatamente a sostituire l’altro straniero di coach Nicola Brienza dopo
l’infortunio.
Restiamo al sud, e subito dietro le primissime
favorite troviamo Avellino. La squadra campana è un’altra piazza che riflette
alla perfezione le caratteristiche di parquet catino e giocatori trascinatori in
roster. Per la prima chiedere alla Fortitudo, che nella scorsa serie playoff è
stata costretta ad arrivare a gara 5. Per la seconda invece, la società insieme
a coach Gennaro Di Carlo hanno fatto un mercato mirato provando ad allungare le
rotazioni di una squadra cresciuta durante l’anno. Gli arrivi di Gianluca Della
Rosa, Mattia Palumbo, Marco Mollura, Michele Serpilli oltre al veterano Tariq
Owens, che nonostante l’età e un momentaneo riposo ai box promette battaglia
con chiunque.
Pronta a recitare il ruolo di guastafeste la solita
Cividale di Stefano Pillastrini, che è alle prese di una sorta di ricambio
generazionale. Da qui le novità Ivan Mobio e Willis Tiagande Tio, che si sono
messi in mostra alla grande in serie B Nazionale, oltre a Tommaso Vecchiola che
deve riprendere ritmo dopo l’ultima stagione saltata per infortunio e la coppia
azzurra, medaglia d’argento all’Europeo Under 18 di Trento, Federico Bottelli e
Werther Bellinaso che sembrano essere in rampa di lancio. Tanto, ovviamente,
passerà per le mani di Lucio Redivo.
Se Cividale è chiamata a confermarsi senza perdere
quella identità che l'ha resa una delle realtà più interessanti dell'A2, Pesaro
è chiamata a provare a ripetersi dopo la passata stagione, soprattutto per la
sua storia. Ma purtroppo per la Vuelle, non è la storia a scendere in campo, ed
ecco perché la squadra di coach Giorgio Valli è probabilmente una delle grandi
incognite. L’estate complicata, con interrogativi e difficoltà, ha
inevitabilmente condizionato la costruzione del roster. È uscito fuori un mix
tra giocatori collaudati e già protagonisti della cavalcata dello scorso
campionato, e giocatori tutti da scoprire tra cui anche l’azzurro Matteo
Accorsi, in prestito dalla Virtus Bologna, alla sua prima vera stagione senior.
Via via
troviamo tutte le altre squadre sparse per il territorio italiano. Rieti
riparte con un progetto rinnovato, e forse ridimensionato, più dal punto di
vista economico che non della passione. Quella al patron Roberto Pietropaoli
non potrà mai venir meno. Diversa l’estate di Torino, alle prese con una lieve
burrasca riguardante il tram tram inerente la possibile vendita del titolo
sportivo. Rientrato quel chiacchiericcio, si è ripartiti da coach Paolo
Moretti. Prova a rinascere Pistoia, una delle piazze che ha maggiormente
bisogno di ritrovare entusiasmo. Ha costruito un roster fatto di giocatori
navigati per la categoria, proprio come navigato è l’allenatore Franco Ciani.
Ha ridimensionato Forlì, che però ha preferito
intraprendere la strada dei giovani italiani da svezzare, come Giacomo Zanetti,
Mattia Ceccato, Tommaso Pinza. Cento rappresenta ormai una presenza consolidata
dell'A2, mentre Mestre e Urania Milano sono due realtà che possono diventare
scomode per chiunque, soprattutto la milanese con coach Sacripanti e i fratelli
Alessandro e Stefano Gentile in campo, entrambe senza eccessive pressioni. La
Juvi Cremona continua il proprio percorso in una categoria sempre più
competitiva, mentre Ruvo di Puglia vuole capitalizzare la crescita degli ultimi
anni. Poi ci sono le tre neopromosse. Montecatini che torna in serie A2 dopo diciotto
anni. Caserta riemerge dopo anni difficili, fatti dell’ennesima ripartenza dal
basso e per questo porta con sé il maggior carico emotivo. Mentre Vigevano è una
realtà che negli ultimi anni ha costruito progressivamente il proprio percorso,
ritrovando la categoria persa solo l’anno prima.
* per la rivista Basket Magazine





