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venerdì 10 giugno 2022

Italbasket, la lunga estate già caldissima

Italbasket, la lunga estate già caldissima



di Giovanni Bocciero*



DALLE DIFFICOLTÀ MOSTRATE negli ultimi impegni al commissario tecnico pro tempore, passando per i risvolti della guerra russo-ucraina, le parole d’amore di Danilo Gallinari, i giovani talenti del futuro e le indicazioni arrivate da coppe e campionato. Tutto questo si fonderà nell’estate azzurra dell’Italbasket, alle prese prima con le finestre di qualificazione al Mondiale 2023, e poi con l’Eurobasket 2022 di scena con il girone preliminare al Forum di Milano.

L’ESTATE AZZURRA. Ma andiamo con ordine e diamo innanzitutto uno sguardo al calendario della nazionale azzurra, che si radunerà per la prima volta il 20 giugno a Trieste. Lì dove tira sempre la bora gli uomini selezionati dal ct Meo Sacchetti ospiteranno per un’amichevole di prestigio la Slovenia il 25 giugno all’Allianz Dome. Un test match che servirà per rodare la squadra in vista dell’ultimo impegno, dopo l’esclusione finalmente decisa dalla Fiba di Russia e Bielorussia dalla prima fase di qualificazione alla World Cup 2023 influenzata dalla guerra in Ucraina. La Federazione italiana col sostegno del Coni, aveva già fatto sapere che non sarebbe scesa in campo il 1° luglio contro la nazionale russa. Per questo, dopo la preparazione a Trieste gli azzurri voleranno direttamente in Olanda per affrontare la partita decisiva per la qualificazione contro la nazionale orange guidata dal tecnico Maurizio Buscaglia in programma il 4 luglio ad Almere. La classifica attuale vede Italia e Islanda, entrambe a 4 punti, e l’Olanda fanalino di coda con i suoi 0 punti: battere gli orange significherebbe prendersi la testa del girone ed entrare nella seconda fase con 6 punti già all’attivo. A fine agosto, infatti, si giocheranno le prime due gare della seconda fase di qualificazione al Mondiale 2023. Ricordiamo che le squadre porteranno con sé i punti della prima fase e andranno ad incrociarsi con le formazioni qualificate del raggruppamento che comprende Spagna, Georgia, Ucraina e Macedonia del Nord.
Ancora impossibile conoscere le prime avversarie, si sanno però le date e le location, con il primo impegno in trasferta il 24 agosto, ed il secondo a Brescia il 27 agosto. Per queste due partite, dovremmo già vedere le idee chiare sulle scelte del ct per quel che riguarda i giocatori che comporranno la nazionale, che dal 28 agosto si trasferirà a Milano. Qui potrebbero giusto esserci gli ultimi tagli del roster, che inizierà a lavorare per l’esordio all’Eurobasket 2022. Dal 2 all’8 settembre l’Italia affronterà nell’ordine Estonia, Grecia, Ucraina, Croazia e Gran Bretagna alla ricerca del passaggio del turno per le fasi finali che saranno disputate a Berlino.


ALLENATORE PRO TEMPORE. L’estate azzurra vedrà forse per l’ultima volta sedere il ct Sacchetti sulla panchina dell’Italia. Il presidente federale Gianni Petrucci ha forse rilasciato una battuta poco piacevole nei suoi confronti, con quel siamo tutti pro tempore riferito alla permanenza con conseguente rinnovo dell’allenatore. Ciò non esclude che il connubio possa continuare, come successo proprio dodici mesi fa dopo il ritorno dell’Italia all’Olimpiade. Ma se in quel caso il risultato sportivo ha avuto un peso specifico fondamentale, questa volta potrebbe non essere importante in tal senso, ma conteranno più i rapporti e le vedute comuni. Un bandolo della matassa per nulla semplice da sciogliere insomma.

L’AUTOCANDIDATURA DEL GALLO. Se c’è qualcuno convinto di esserci, in particolar modo all’Eurobasket, questo è Gallinari. L’ala impegnata in Nba ha avuto parole al miele per la nazionale e sembra già molto carico per la competizione continentale che non solo ritornerà con la fase preliminare in Italia dopo 31 anni dalla sua ultima edizione, ma soprattutto sarà disputata nella sua Milano. Lui vuole esserci, bisognerà capire se ci sarà sin dalle gare di qualificazione al Mondiale 2023 di inizio luglio. Non solo lui, magari sperano di poter riallacciare i legami con l’azzurro anche Marco Belinelli e Gigi Datome, che l’anno scorso decisero di non indossare la maglia della nazionale. Una scelta che fece infuriare più il presidente Petrucci che l’allenatore Sacchetti, per la verità. Se oggi ci sono delle possibilità di rivederli a giocare con l’Italia, forse, però, lo sanno soltanto loro.

LE FUTURE PROMESSE. Alessandro Pajola e Nico Mannion sono già parte integrante della nazionale, ma rappresentano ancora delle future promesse perché possono e devono migliorare ulteriormente. Si tratta di maturare e diventare sempre più pilastri della squadra. Eppure se Pajola è stato nominato miglior difensore della serie A, un premio che non stupisce più di tanto. Mannion con la piccola mini rivoluzione a stagione in corso della Virtus Bologna, che ha ingaggiato tra gli altri l’ex azzurro Daniel Hackett, ha perso posto, minuti e fiducia. Si tratta di un giocatore forse da recuperare prima mentalmente che fisicamente, visto che quest’anno tra infortuni e covid non è stato neanche semplice per lui.

Ma lo stiamo dicendo da tempo ormai, soprattutto stiamo dedicando spazio sulla rivista a quelle che potrebbero essere le future promesse dell’Italia. Parliamo dei prospetti della cosiddetta ‘generazione z’, come Matteo Spagnolo e Gabriele Procida che appena terminato il campionato sono volati negli Stati Uniti dove hanno partecipato alla Draft combine di Chicago. O ancora Giordano Bortolani, che ha ricevuto un riconoscimento non indifferente quale miglior giovane della Basketball Champions League. Questi sono tutti in lizza per poter aspirare a conquistare la maglia azzurra per le qualificazioni al Mondiale 2023 prima, ma anche all’Eurobasket poi. Tra questi bisognerà invece scartare a priori il tanto atteso Paolo Banchero, che dedicherà l’intera estate a prepararsi per la stagione da rookie in Nba.

LA NAZIONALE CHE VERRÀ. In vista dell’Eurobasket la nazionale ritroverà sicuramente i grandi protagonisti dell’estate scorsa, come Niccolò Melli, Simone Fontecchio, Achille Polonara, Pippo Ricci. Ma successivamente si ripresenterà il problema delle convocazioni dei giocatori impegnati in Eurolega. E con la ‘promozione’ della Virtus Bologna che ha meritatamente vinto l’Eurocup la questione non potrà che acuirsi ancora di più. Non volendo comunque guardare il bicchiere mezzo vuoto, è importante come sottolineare che le indicazioni provenienti dal nostro campionato potranno diventare ancora più importanti. Ad esempio nella seconda finestra delle qualificazioni al Mondiale 2023 si è visto che Amedeo Della Valle si è conquistato con merito la convocazione. Con Brescia si è ritrovato, e non è un caso che sia stato votato quale Mvp della serie A. Sul futuro di quella che dovrà essere la squadra italiana lavorerà anche Gianmarco Pozzecco, che in estate sarà alla guida della nazionale under 23 sperimentale. Al via con il raduno di Roseto degli Abruzzi dal 26 giugno, la compagine parteciperà al torneo Global Jam di Toronto, dal 5 al 10 luglio, nel quale affronterà i pari età delle selezioni di Canada, Stati Uniti e Brasile. Un bel banco di prova dove mettere alla prova non solo i giocatori in campo, ma anche lo stesso allenatore. Perché se ci dovesse essere un dopo Sacchetti, anche Pozzecco sembrerebbe accreditato per prenderne il posto.


venerdì 16 novembre 2018

Le storiche società meridionali: Caserta

Le storiche società meridionali sono ripartite dalla cadetteria con grandi ambiziosi

Nuovi dirigenti, gestione più attenta al consolidamento che ad inseguire sogni di rapida gloria. Club con molti punti in comune e la volontà di far dimenticare le delusioni recenti

di Giovanni Bocciero*


La pallacanestro del Sud Italia riparte da tre piazze storiche come Caserta, Napoli e Reggio Calabria, che per alterne vicissitudini si sono ritrovate tutte e tre ai nastri di partenza del campionato di serie B. Le tre storiche compagini, seppur con ambizioni diverse, hanno le potenzialità per rianimare il rispettivo ambiente, che rammaricato o deluso, dovrà appoggiare il nuovo corso affinché ognuna delle società ritorni a competere su quei palcoscenici che gli sono congeniali. Caserta ad un anno dalla inaspettata estromissione dalla serie A, che in parte è una ferita ancora aperta, sta provando a fare circolo intorno alla nuova società che ha acquistato il titolo sportivo di Venafro. La Juvecaserta sembra basarsi sul duo dirigenziale composto da Gianfranco Maggiò e Antonello Nevola, con il patron Raffaele Iavazzi dietro le quinte. Ed è proprio la contestata figura dell’ex presidente che divide la tifoseria, con la società e il diretto interessato che non hanno mai smentito il suo coinvolgimento. Dagli uffici al campo, il lavoro che stanno svolgendo coach Massimiliano Oldoini ed i suoi ragazzi è encomiabile. Il tecnico è stato scelto perché conosce molto bene l’ambiente essendo stato assistente di Pino Sacripanti soltanto alcune stagioni fa, e durante l’estate quasi non si è badato a spese provando a prendere il meglio sul mercato così da costruire un roster di tutto rispetto e con la dichiarata voglia di essere promossi. Perché la società vuole tornare a competere nelle categorie che più gli si addicono per il prestigio e la storia della piazza, seppur sposando una programmazione che non deve bruciare le tappe. Una prerogativa imprescindibile per costruire una struttura solida nel tempo e capace anche di reperire le risorse necessarie per svolgere l’attività.
GIANFRANCO MAGGIO' GARANTE DELLA NUOVA JUVECASERTA
CHE HA INIZIATO LA STAGIONE CON VITTORIE IMPORTANTI
Il personaggio che garantisce la bontà di questo progetto non può che essere Gianfranco Maggiò. «Io ero presente all’incontro tra Maggiò e il presidente Gianni Petrucci - ha raccontato il numero uno della FIP Campania Manfredo Fucile -. Magari non potrà fare quello che ha fatto il padre Giovanni perché sono cambiati i tempi, ma è sicuramente una garanzia la sua presenza. Il suo è un nome storico per la pallacanestro campana, sono contento che sia ritornato all’apice della società ed ho visto con che rispetto e riconoscenza è stato accolto da Petrucci. So che ci sta mettendo tutto l’impegno possibile. Dall’inizio ha detto che era meglio partire da un campionato inferiore, vincere subito e galvanizzare l’ambiente, ma ha bisogno che tutto il territorio, dai tifosi agli imprenditori e soprattutto gli sponsor, gli stiano vicino». Lo scoppiettante inizio di campionato sta confermando che Caserta è tra le principali candidate al salto di categoria. La coppia di esterni composta da Riccardo Bottioni e Leonardo Ciribeni, che l’anno scorso aveva ben fatto a San Severo, si sta confermando di livello per il torneo cadetto; l’esperienza sotto canestro dell’oriundo Marcelo Dip e del maddalonese Biagio Sergio; l’energia di Norman Hassan; l’efficacia di Niccolò Rinaldi; la precisione di Niccolò Petrucci sono gli ingredienti di un roster che rappresenta la base di un progetto che mira a rivitalizzare la storia bianconera con un pizzico di casertanità riscontrabile negli assistant coach Fabio Farina e Federico D’Addio.
Già il semplice fatto che dopo appena dodici mesi dal secondo funerale della Juvecaserta, questa abbia avuto la forza di rinascere e ripartire da un campionato nazionale deve far ben sperare per il futuro. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, allora i tifosi possono tornare a sognare. L’importante è che la nuova società comprenda che non bisogna fare il passo più lungo della gamba, come magari fatto negli anni passati. Basti pensare agli esosi sforzi economici di Rosario Caputo per allestire la squadra che poi disputò i preliminari di Eurolega lasciando i conti in rosso; oppure alla ferma volontà di Iavazzi di richiedere il ripescaggio quando invece si poteva ripartire da un’onesta A2 provando a ripianare i debiti. Solo con un’oculata programmazione, soprattutto economica, la pallacanestro all’ombra della Reggia può ritornare ad appropriarsi del suo prestigio. Con l’aiuto di tutti ed in particolare dei tifosi, che stanno provando a rilanciare l’iniziativa dell’azionariato popolare per acquisire quote della società tramite il Club Ornella Maggiò.


Juvecaserta legata alla famiglia Maggiò
La Caserta del basket è legata a doppio filo alla famiglia Maggiò, che ne ha costruito il mito. Gianfranco Maggiò ha portato avanti l’impegno cestistico dopo la morte del padre Giovanni, centrando lo storico scudetto del 1991. Raggiunto l’apice ebbe inizio il declino, prima con la retrocessone in A2 del 1994 e poi il fallimento del 1998. Il nome Juvecaserta fu rispolverato nel 2003 con l’avvento del presidente Rosario Caputo e la fusione dei due club cittadini Ellebielle e Falchetti. Tornata in serie A nel 2008, in due stagioni raggiuse la semifinale scudetto e i preliminari di Eurolega. Con il subentro di Raffaele Iavazzi alla guida del club, Caserta ha sfiorato più volte i playoff per poi retrocedere ed essere ripescata nel 2015. Nell’estate del 2017 è stata invece estromessa dalla serie A.



* per la rivista BASKET MAGAZINE

giovedì 27 settembre 2018

Bianchini su nazionale, Tanjevic, gli Nba e riforme

Bianchini su nazionale, Tanjevic, gli Nba e riforme



Interessante intervista al leggendario coach Valerio Bianchini in merito alle prestazioni della nazionali di Meo Sacchetti, alle riforme proposte da Boscia Tanjevic e alle accuse e utilizzo dei giocatori Nba.




mercoledì 8 giugno 2016

PREOLIMPICO. Lo spirito è quello giusto per l’ItalBasket

PREOLIMPICO. A Folgaria è iniziato ufficialmente il raduno degli azzurri ancora incompleti
Lo spirito è quello giusto per l’ItalBasket

CASERTA. È iniziato ufficialmente il raduno dell'ItalBasket in quel di Folgaria in vista del Preolimpico di Torino del prossimo 4-9 luglio. Nel primo giorno di scuola sia il presidente federale Gianni Petrucci che il commissario tecnico Ettore Messina hanno rilasciato parole importanti che fanno capire quanto entrambi ambiscano a riportare la Nazionale azzurra alle Olimpiadi. C'è voglia di lavorare, di sudare, di lottare per centrare l'obiettivo estivo che riporterebbe così l'Italia nell'Olimpo. Sicuramente per il momento non si potrà lavorare con il gruppo al gran completo, dato che soltanto da poco si è unito il pivot Riccardo Cervi, mentre il playmaker Daniel Hackett arriverà in quel di Folgaria nei prossimi giorni.
Sono invece ancora impegnati nella finale scudetto i milanesi Alessandro Gentile, Bruno Cerella, Andrea Cinciarini e Daniele Magro, e gli emiliani Pietro Aradori, Achille Polonara, Amedeo Della Valle ed Andrea De Nicolao, così come Gigi Datome protagonista nella finale turca tra Fenerbahce ed Anadolu Efes e Nicolò Melli in quella tedesca tra Bamberg ed Ulm. A pieno regime hanno invece iniziato ad allenarsi anche i giocatori "americani" Danilo Gallinari e Marco Belinelli dopo aver osservato la tempistica richiesta dall'accordo tra FIBA ed NBA.
Insomma il cammino sembra piuttosto tracciato e soprattutto la volontà di fare non bene, ma benissimo, è davvero tanta da parte degli azzurri, che sono accomunati da uno spirito particolare, trapelato dalle parole del playmaker campano Peppe Poeta. Il fatto di essere stati solo convocati per il raduno, al di là delle scelte tecniche che poi porteranno il C.t. Ettore Messina a selezionare i 12 definitivi, renderanno partecipe di questa avventura tutti, anche se non fisicamente presenti. Questo è senz'altro lo spirito giusto per l'ItalBasket, che in verità lo ha sempre connotato. Già lo scorso anno più volte Michele Vitali che fu tagliato proprio all'ultimo per un fastidio muscolare tra l'altro, dichiarò che durante l'EuroBasket tra una partita e l'altra, ed anche nell'immediato post-partita, si messaggiava con gli azzurri per festeggiare insieme a tutti loro così come rammaricarsi per le sconfitte e pensare subito al prossimo incontro.
Uno spirito di squadra che può fare soltanto bene ad un gruppo che per talento non ha nulla da invidiare soprattutto a Grecia e Croazia, gli ostacoli decisamente più ostici al Preolimpico di Torino. Proprio su questo fattore, ma non solo, si baserà l'intenso lavoro del selezionatore Messina, pronto a raccogliere una sfida interessante e prestigiosa ma al tempo stesso anche dalla grande responsabilità. L'appuntamento è senz'altro clou per tutto il movimento cestistico italiano, ancor di più perché questa volta lo si ospita addirittura. E allora forza ItalBasket, tutti vogliamo andare a Rio insieme a voi.
Giovanni Bocciero

giovedì 21 aprile 2016

Guerra FIBA-ECA, tutta una questione di soldi

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 22/04/2016

L’Italia finita nel mezzo di questa diatriba si allinea con l’organo internazionale
Guerra FIBA-ECA, tutta una questione di soldi

CASERTA. Ormai sono mesi che va avanti la diatriba tra FIBA ed ECA che si contendono il potere del basket europeo e di conseguenza anche i soldi che intorno ad esso girano. Dopotutto la storia ci insegna che non si fanno le “guerre” se non per preservare i propri affari. In questi giorni la federazione internazionale capeggiata da Patrick Baumann è passata dalle parole ai fatti, facendo partire lettere indirizzate a tutte quelle federazioni nazionali che devono risolvere i problemi interni con i cosiddetti “club ribelli”. Stiamo parlando di 14 nazioni tra cui anche l’Italia, per la quale, così come per Grecia, Lituania, Isarele, Turchia e Polonia si tratta solo di un avviso affinché nessun club prenda accordi con l'ECA.
Tutte le federazioni nazionali, ovviamente, si stanno mettendo in regola per rispettare l'egida della FIBA. Sabonis ora presidente della federazione lituana e Kirilenko per quella russa hanno già minacciato i propri club che hanno accordi con l'organizzazione europea di estrometterli dai rispettivi campionati, così come la federazione croata presieduta da Radja ha disconosciuto la Lega Adriatica, competizione sotto il controllo dell'ECA. Anche l'Italia con Gianni Petrucci e addirittura il presidente del CONI Malagò sta cercando di “trattare” con Reggio Emilia, Sassari e Trento - i club ribelli - che vogliono firmare l'accordo con l'Eurolega piuttosto che partecipare alle coppe della FIBA. Poi ci sono anche alcune federazioni come quella slovena che ha accusato la federazione internazionale di “atto ingiusto”, ed altre come quella tedesca e turca che praticamente restano alla finestra aspettando l'evolversi della situazione prima di pronunciarsi e prendere una posizione. Ognuno fa dunque il proprio gioco.
A questa presa di posizione della FIBA fa eco il pugno duro dell'organizzazione europea gestita da Jordi Bertomeu (nella foto), che non ne vuol sapere di piegarsi nonostante le minacce. Anzi, l'ECA non solo ha più volte ribadito che vuol portare tutta la vicenda in tribunale perché convinta di avere ragione, ma ha costruito un fronte unito con tutti i club che vogliono poter partecipare alle sue competizioni piuttosto che a quelle della federazione internazionale. In tanti addetti ai lavori riconoscono la bontà del lavoro svolto dall'Eurolega nell'alzare la qualità della pallacanestro europea e creare un prodotto che al di là del mero risultato può senz'altro paragonarsi allo spettacolo che offre la NBA.
Quale allora la soluzione? Come spesso accade questa potrebbe trovarsi nel mezzo, ma rinunciare al “dio denaro” non sarà facile. Che la FIBA debba avere un ruolo predominante nell'organizzazione delle coppe europee - nonostante per anni lo abbia demandato per usucapione, se ci permettete il termine - è un dato di fatto perché per la struttura piramidale la federazione internazionale deve stare in capo ad ognuno. Da questo punto di vista l'ECA dovrebbe fare un passo indietro senza però lasciare del tutto l'organizzazione, perché l'Eurolega è il suo prodotto, migliorato anno dopo anno e che non potrà che crescere ulteriormente con il sostegno della FIBA in persona. Naturalmente nessuna delle due dovrà però rivendicare il potere sull'altra.
Giovanni Bocciero

mercoledì 20 aprile 2016

Kobe Bryant e la sua voglia di Italia

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 21/04/2016

Il cinque volte campione NBA può far crescere il movimento cestistico azzurro
Kobe Bryant e la sua voglia di Italia

CASERTA. Ad una settimana dal suo addio definitivo alla pallacanestro ci sono ancora alcuni interrogativi a cui Kobe Bryant non ha risposto in modo trasparente. Che lui sia particolarmente legato all'Italia non lo ha mai nascosto, fatto sta che durante la sua lunghissima carriera ai Los Angeles Lakers spesso e volentieri si è lasciato andare a dichiarazioni in lingua italiana. Segno inconfondibile che il Bel Paese gli è rimasto dentro. Adesso avendo appeso le scarpette al chiodo ovviamente gli si chiude un capitolo della vita e gliene si apre un altro che scommettiamo vorrà intraprendere con la stessa voglia di vincere che lo ha da sempre contraddistinto sul parquet. Lui stesso si è lanciato in proposte del tipo di aiutare i giovani cestisti italiani a crescere, a migliorarsi, ad affermarsi nel mondo della pallacanestro mondiale. Ma come?
All'amo gettato in acqua dal "Black Mamba" ha subito abboccato il presidente della FIP Gianni Petrucci, che seppur tra mille critiche bisogna dire che da quando si è riappropriato della poltrona del basket italico ha saputo rilanciare il movimento, sull'onda dei diritti televisivi della Serie A e dell'EuroBasket 2015. Alla domanda come Bryant potrà aiutare i giovani atleti azzurri noi rispondiamo con due differenti risposte, e c'è da premettere che non ci immaginiamo un Kobe fisso in palestra a fare allenamenti su allenamenti, nonostante la sua grande abnegazione quando era ancora chiamato a scendere in campo.
Una prima opzione sarebbe quella di coinvolgerlo a pieno regime nella Nazionale, per mandato diretto della FederBasket. Un ruolo da team manager non sarebbe poi follia, perché se ci possiamo permettere un Ct che per dieci mesi sta lontano dall'Italia pur svolgendo un ottimo lavoro di monitoraggio con il suo staff, anche l'ex Lakers potrebbe fare da spola tra Stati Uniti e Italia in base agli impegni dell'ItalBasket, e perché no, anche delle Nazionali giovanili. Ma vi immaginate un raduno dell'Under 16, per dire, con Kobe che si mette casacca e pantaloncini per prendere parte all'allenamento un po' come fa spesso Michael Jordan con i suoi giocatori agli Charlotte Hornets? Brividi!
La seconda ipotesi sarebbe, invece, quella di legare l'immagine di Bryant alla Lega Basket. Ciò vorrebbe dire vedere il cinque volte campione NBA diventare una sorta di ambasciatore del nostro massimo campionato in tutto il mondo; rendersi disponibile a presenziare ad ogni evento dalla Supercoppa alla Coppa Italia ed ovviamente alle Finali Scudetto; utilizzare anche la sua influenza per far approdare ai club italiani qualche giocatore di caratura per far accrescere anche lo spessore qualitativo della Serie A; ed infine esportare grazie alla sua popolarità il nostro campionato oltre i confini nazionali, in mercati come quello della Cina ad esempio, ma anche India o negli stessi Stati Uniti dove proprio grazie alla fama di Bryant potrebbero nascere, magari, qualche progetto comune votato soprattutto per i più giovani.
Giovanni Bocciero