sabato 26 settembre 2026

BentornA2

BentornatA2, il campionato che anima l’Italia intera

Sassari e Rimini davanti a tutte, ma Fortitudo, Livorno e Brindisi sono pronte a inserirsi. Avellino, Cividale, Pesaro, Rieti, Torino e Pistoia inseguono. E intanto la seconda serie italiana è al centro della riforma dei campionati di cui stanno parlando Fip, Lba e Lnp.


di Giovanni Bocciero*


Ci sono campionati che iniziano con una favorita quasi obbligata e altri nei quali la domanda più interessante è capire quante squadre possano realmente sognare. La serie A2 2026/27 appartiene alla seconda categoria. Venti squadre per una stagione lunghissima e un equilibrio che promette di accompagnare il campionato fino alla primavera. Ma soprattutto una categoria che continua a rappresentare qualcosa di molto più importante di un semplice gradino intermedio tra serie A e serie B. L’A2 è quel luogo nel quale il basket italiano può valorizzare maggiormente i propri giocatori.

È il campionato nel quale un giovane può trovare minuti veri, responsabilità e palloni pesanti, confrontandosi contemporaneamente con veterani della categoria, giocatori stranieri di qualità e atleti che hanno già conosciuto la massima serie. È anche una categoria nella quale il giocatore italiano mantiene un peso importante nella costruzione dei roster, e spesso e volentieri è più decisivo ai fini del risultato sportivo che di qualunque altro giocatore straniero. Un campionato, quello di A2, che si può paragonare ad una sorta di laboratorio del movimento.

Ma allo stesso tempo un torneo che nel giro di un paio di stagioni, potrebbe essere modificato radicalmente in virtù della riforma dei campionati della quale stanno discutendo i tre attori principali: la Federazione italiana e le due leghe di serie A e Lnp per l’appunto. La serie A2 è oggetto di discussioni e riflessioni che svariano dalla sostenibilità economica alla necessità di renderlo più funzionale al percorso dei giovani. La domanda di fondo, dunque, riguarda la funzione della seconda serie: un campionato sempre più vicino alla serie A per livello e struttura, oppure una categoria nella quale il risultato sportivo debba convivere ancora di più con la valorizzazione dei giovani italiani?

LA STAGIONE 2026/27 parte con venti società: Avellino, Fortitudo Bologna, Brindisi, Juvecaserta, Cento, Cividale, Juvi Cremona, Forlì, Libertas Livorno, Mestre, Urania Milano, Montecatini, Pesaro, Pistoia, Rieti, Rimini, Ruvo di Puglia, Sassari, Torino e Vigevano. Si tratta di un gruppo che mette insieme piazze storiche e realtà emergenti, squadre pronte a rilanciarsi dopo anni di massima serie e società che pur piccole vogliono conquistarsi il diritto di restare lì dove sono.

Ovviamente tutti gli occhi sono puntati sulla retrocessa Dinamo Sassari, che si ritrova in cima alla griglia delle favorite con l’obiettivo di tornare immediatamente in serie A. Per riuscirci, la panchina è stata affidata a Luca Vitali, alla sua prima grande esperienza da capo allenatore. E per questa avventura ha voluto al suo fianco il fratello Michele, che ha però subito in fastidioso infortunio alla mano. Per la Dinamo non è stata l’unica tegola, avendo dovuto sostituire a gettone Kajami-Keane con Brandon Young. Ma Sassari resta comunque in vetta, consapevole che a volte bisogna essere più forte degli infortuni.

Subito accanto a Sassari c'è Rimini, che arriva da due finali promozione perse e non ha più bisogno di dimostrare di essere diventata una delle grandi realtà dell’A2. Sia sul campo che sugli spalti, con la tifoseria riminese che spesso e volentieri è l’autentico sesto uomo nel catino del PalaFlaminio. La squadra di coach Sandro Dell’Agnello dovrà cercare di trasformare le due sconfitte nell'ultimo atto in esperienza utile per il terzo assalto. Rimini ha mantenuto il nucleo portante del roster, aggiungendo Saverio Bartoli sugli esterni e la coppia americana composta da Cody Demps e DeShawn Stephens. Quest’ultimo veterano dei campionati italiani.

Se parliamo di campi infuocati e giocatori esperti quanto trascinatori, troviamo diverse squadre che posseggono entrambe le caratteristiche. La Fortitudo Bologna, ad esempio, che al termine della prima fase degli abbonamenti ha fatto ancora una volta cifra tonda: 4500. E il gruppo rinnovato affidato alle mani di coach Demis Cavina è comunque ripartito da due pilastri come Matteo Fantinelli e Paulius Sorokas. Peccato per l’infortunio che ha messo fuori gioco Umberto Stazzonelli, atteso forse dalla stagione verità per la sua carriera. Ma come già detto, questi incidenti di percorso fanno parte del gioco e bisogna essere pronti ad affrontarli.

Di peggio deve affrontare la Libertas Livorno, l’altra grande storica piazza che guarda verso l’alto, e che ha iniziato questa stagione dando purtroppo l’addio al proprio presidente Marco Benvenuti. Il progetto tecnico di coach Andrea Diana punta sull’identità, sull’esperienza e sulla capacità di costruire un gruppo competitivo senza rinunciare alla valorizzazione degli italiani, tra cui Luca Possamai addirittura nel giro della nazionale. Ovvio che il punto cardine resta Matt Tiby, il miglior giocatore straniero dello scorso campionato di A2 che la società livornese è stata comunque capace di trattenere nonostante qualche offerta ben più allettante per l’atleta.

Continuando a scendere per lo stivale, troviamo quella che è denominata la stella del sud, ovvero Brindisi. Dopo un’ultima stagione quasi deludente, la formazione ha deciso di azzerare tutto e ripartire, con un ingresso importante in società proprio delle ultime settimane, che risponde al nome dell’imprenditore brindisino Carlo Rubini. Quanto questo potrà rafforzare il progetto, lo dirà soltanto il tempo. Di sicuro la conferma di Andrea Cinciarini, l’ingaggio di un altro veterano come JaCorey Williams, ma anche quelli dello specialista in promozioni Lorenzo Caroti e Riccardo Bolpin sono un segno intangibile della volontà di Brindisi. Che per di più, ha provveduto immediatamente a sostituire l’altro straniero di coach Nicola Brienza dopo l’infortunio.

Restiamo al sud, e subito dietro le primissime favorite troviamo Avellino. La squadra campana è un’altra piazza che riflette alla perfezione le caratteristiche di parquet catino e giocatori trascinatori in roster. Per la prima chiedere alla Fortitudo, che nella scorsa serie playoff è stata costretta ad arrivare a gara 5. Per la seconda invece, la società insieme a coach Gennaro Di Carlo hanno fatto un mercato mirato provando ad allungare le rotazioni di una squadra cresciuta durante l’anno. Gli arrivi di Gianluca Della Rosa, Mattia Palumbo, Marco Mollura, Michele Serpilli oltre al veterano Tariq Owens, che nonostante l’età e un momentaneo riposo ai box promette battaglia con chiunque.

Pronta a recitare il ruolo di guastafeste la solita Cividale di Stefano Pillastrini, che è alle prese di una sorta di ricambio generazionale. Da qui le novità Ivan Mobio e Willis Tiagande Tio, che si sono messi in mostra alla grande in serie B Nazionale, oltre a Tommaso Vecchiola che deve riprendere ritmo dopo l’ultima stagione saltata per infortunio e la coppia azzurra, medaglia d’argento all’Europeo Under 18 di Trento, Federico Bottelli e Werther Bellinaso che sembrano essere in rampa di lancio. Tanto, ovviamente, passerà per le mani di Lucio Redivo.

Se Cividale è chiamata a confermarsi senza perdere quella identità che l'ha resa una delle realtà più interessanti dell'A2, Pesaro è chiamata a provare a ripetersi dopo la passata stagione, soprattutto per la sua storia. Ma purtroppo per la Vuelle, non è la storia a scendere in campo, ed ecco perché la squadra di coach Giorgio Valli è probabilmente una delle grandi incognite. L’estate complicata, con interrogativi e difficoltà, ha inevitabilmente condizionato la costruzione del roster. È uscito fuori un mix tra giocatori collaudati e già protagonisti della cavalcata dello scorso campionato, e giocatori tutti da scoprire tra cui anche l’azzurro Matteo Accorsi, in prestito dalla Virtus Bologna, alla sua prima vera stagione senior.

 

 Via via troviamo tutte le altre squadre sparse per il territorio italiano. Rieti riparte con un progetto rinnovato, e forse ridimensionato, più dal punto di vista economico che non della passione. Quella al patron Roberto Pietropaoli non potrà mai venir meno. Diversa l’estate di Torino, alle prese con una lieve burrasca riguardante il tram tram inerente la possibile vendita del titolo sportivo. Rientrato quel chiacchiericcio, si è ripartiti da coach Paolo Moretti. Prova a rinascere Pistoia, una delle piazze che ha maggiormente bisogno di ritrovare entusiasmo. Ha costruito un roster fatto di giocatori navigati per la categoria, proprio come navigato è l’allenatore Franco Ciani.

Ha ridimensionato Forlì, che però ha preferito intraprendere la strada dei giovani italiani da svezzare, come Giacomo Zanetti, Mattia Ceccato, Tommaso Pinza. Cento rappresenta ormai una presenza consolidata dell'A2, mentre Mestre e Urania Milano sono due realtà che possono diventare scomode per chiunque, soprattutto la milanese con coach Sacripanti e i fratelli Alessandro e Stefano Gentile in campo, entrambe senza eccessive pressioni. La Juvi Cremona continua il proprio percorso in una categoria sempre più competitiva, mentre Ruvo di Puglia vuole capitalizzare la crescita degli ultimi anni. Poi ci sono le tre neopromosse. Montecatini che torna in serie A2 dopo diciotto anni. Caserta riemerge dopo anni difficili, fatti dell’ennesima ripartenza dal basso e per questo porta con sé il maggior carico emotivo. Mentre Vigevano è una realtà che negli ultimi anni ha costruito progressivamente il proprio percorso, ritrovando la categoria persa solo l’anno prima.


* per la rivista Basket Magazine