giovedì 6 marzo 2014

La Juvecaserta impegnata nel “Tour dei Vincitori”

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/03/2014

LEGA A. Nella difficile trasferta di Brindisi la resistenza bianconera proverà l’incursione
La Juvecaserta impegnata nel “Tour dei Vincitori”

Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ha ripreso a lavorare anche e soprattutto in vista del difficile impegno di domenica in casa del Brindisi. Un match che potrà valere davvero un sacco per la formazione casertana, anche se per la corsa ai playoff ogni gara da qui al termine del campionato potrò rivelarsi fondamentale e decisiva.
A maggior ragione dopo la vittoria nel derby contro Avellino, e l’ottavo posto adesso agganciato dalla truppa di coach Lele Molin, la partita in terra pugliese è un viatico non indifferente per i bianconeri. Di sicuro non sarà una partita semplice, dopotutto, il Brindisi occupa pur sempre la seconda piazza in classifica alle spalle del rullo compressore Milano. Essere la prima inseguitrice è un degno premio vista la stagione stratosferica che i brindisini stanno compiendo, e che meritano di portare sino in fondo.
JEFF BROOKS (FOTO CAROZZA)
Ritorniamo però, alla sfida che attenderà la Juvecaserta in quel di Brindisi. Una partita che i casertani stanno preparando sin dal giorno di Carnevale, anche se al momento non hanno a disposizione la loro casa, ovvero il PalaMaggiò. Infatti, le ultime due sedute di allenamento, causa il concerto di Claudio Baglioni alla struttura di Castelmorrone, sono state sostenute al palazzetto di Viale Medaglie d’Oro, e al PalaIlario di San Nicola la Strada. Sicuramente un po’ stressante per quanto riguarda la logistica, ma anche l’occasione giusta per assaggiare il calore del popolo di fede bianconera. 
Non è un caso, infatti, che entrambi gli appuntamenti in “città”, siano stati seguiti da un bel numero di tifosi, che hanno colto l’occasione per far sentire alla squadra tutto il proprio sostegno. Come si suol dire, non tutti i mali vengono per nuocere. Oltretutto, vista la coincidenza del successo contro i cugini irpini, queste trasferte obbligate per gli allenamenti sembrano quasi un “tour dei vincitori”, proprio come l’ha pensato la scrittrice Suzanne Collins nel suo capolavoro letterario Hunger Games.
Volendo tralasciare questa metafora, che comunque sembra cadere a pennello, focalizziamoci sul prossimo impegno in quel di Brindisi. Nel derby la Juvecaserta ha messo in campo tanta grinta e cattiveria, e anche grazie al nuovo acquisto, Ronald Moore, che ha saputo da subito catapultarsi nella nuova realtà. Proprio dalle sue mani sono partite diverse assist che hanno armato, mai come prima, i tiratori in casacca bianconera. Questo è il punto di partenza da cui ripartire in vista del viaggio in Puglia, perché anche la resistenza dei Viet Cong, ogni tanto, devono provare una incursione.

Maddaloni è corsaro, asfaltato il Pozzuoli

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/03/2014

UNDER 17 ELITE. I biancazzurri espugnano senza troppi patemi il parquet di Monteruscello
Maddaloni è corsaro, asfaltato il Pozzuoli

PICK AND ROLL 35
PALL. SAN MICHELE 59
(4-16; 17-36; 28-54)

POZZUOLI: Vorzillo  2, Marra  2, Montalto  1, Uccello, Morvillo  4, Martino  2, Shutyak, Palumbo, Dionisio  4, Fiorini  14, Cacciapuoti  2, Alvieri  4, All. Costagliola.
MADDALONI:  Salanti  7, Nuzzo  5, Calcavecchia  11, Ianniello  4, Borrelli N.  6, Bocciero  4, Pascarella  5, De Lucia, Liguoro  15, Di Maria, Chiriano  2, All. Borrelli A.
ARBITRI: Pelliccia di Afragola e Cerullo di Marano.
NOTE: Fallo antisportivo a Vorzillo (16’). Fallo tecnico a Nuzzo (16’).

MONTERUSCELLO. Si è chiusa con una vittoria la trasferta dell’Under 17 della Pallacanestro San Michele in quel di Monteruscello, contro la locale Pick and Roll Pozzuoli, con i calatini  che tornano a casa vittoriosi grazie al risultato finale di 35 a 59. 
Una partita che non ha avuto storia dall’inizio del match, con i ragazzi maddalonesi che dopo circa cinque minuti di gioco, avevano già accumulato un vantaggio di dieci lunghezze con il parziale di 2-12, scaturito dalla brutta percentuale dei napoletani al tiro e dal buon cinismo dei ragazzi calatini. Ed è così che si arriva alla conclusione del primo quarto di gioco con il parziale di 4 a 16. 
Nel secondo quarto, dopo che i ragazzi di coach Antonio Borrelli si erano portati a quasi venti lunghezze di vantaggio, c’è stato un accenno di ripresa da parte della squadra puteolana, che si è portata a soli dieci punti di svantaggio. A stroncare però la rimonta del Pick and Roll, sono state tre bombe consecutive di Vincenzo Calcavecchia che hanno portato i biancazzurri al riposo lungo con diciannove lunghezze di vantaggio (17-36). 
Al rientro dagli spogliatoi, la musica non è cambiata, con i maddalonesi che hanno mantenuto in pugno la gara, e che hanno addirittura aumentato il vantaggio. Al termine della terza frazione di gioco, infatti, il parziale sul tabellone luminoso recitava 28 a 54. 
Il quarto ed ultimo periodo, è stato il più brutto dell’intera partita, tanto che è terminato con un esiguo punteggio di 7 a 5 per i ragazzi del Pozzuoli. Si è segnato poco a causa del fatto che ambedue le squadre avevano già la testa altrove, dato anche il punteggio assai differente tra di essi. 
Alla sirena finale il risultato recitava 35 a 59, con i calatini che hanno messo in cassaforte una preziosa vittoria, per la corsa ai primi quattro posti validi per il concentramento finale. Infatti, nello stesso giorno, una delle inseguitrici, la Cestistica Ischia, è stata sconfitta in quel di Caserta contro l’Ellebielle. Con questa vittoria quindi, i maddalonesi possono stare più tranquilli in vista dei prossimi impegni. Proprio stasera (20:45) i calatini se la vedranno con una delle dirette concorrenti, ovvero il Monte di Procida, sconfitto la settimana scorsa tra le mure amiche dai Tigers Saviano.
LUIGI BOCCIERO

Il tecnico Lamberti convoca i 2000 a Casapulla

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/03/2014

RADUNO GIOVANILE. Ci sono tre ragazzi della Juvecaserta
Il referente tecnico Alfredo Lamberti
convoca 24 classe 2000 a Casapulla

CASERTA. Continuano i vari raduni giovanili per monitorare i migliori giovani talenti della Campania, e in particolar modo di Terra di Lavoro.
In relazione al Progetto di Qualificazione Territoriale, è stato organizzato un allenamento di osservazione riservato agli atleti nati nel 2000. Tale raduno si svolgerà quest’oggi, giovedì 6 marzo, alle ore 15:00 presso la Tendostruttura di via Kennedy a Casapulla.
IL TECNICO ALFREDO LAMBERTI
Su richiesta del Referente Tecnico Territoriale Alfredo Lamberti, in collaborazione con il Settore Squadre Nazionali ed il Comitato Nazionale Allenatori, sono stati convocati 24 atleti. Oltre al responsabile regionale Lamberti, faranno parte dello staff tecnico gli allenatori Federico D’Addio (Virtus 04 Curti), Ferdinando De Maria (Pall. San Michele), Antimo Tartaglione (Basket Casapulla) e Antonio Cioffi. Gli atleti convocati per questo raduno sono: Ciro Amicone e Luca Palermo dell’Artus Maddaloni, Francesco Brillante del Centro MB Marcianise, Andrea Cappabianca e Matteo Guerriero della Virtus 04 Curti, Angelo Carta, Salvatore Del Prete, Antonino Sabatino, Michele Tartaro e Salvatore Vigilante del Basket Casapulla, Francesco Casapulla del Basket Castelmorrone, Gianluigi Cecere, Antimo Maiello e Rosario Tramonti del Basket Juvecaserta, Giovanni Ceriello e Giulio Spallieri della Pall. San Michele Maddaloni, Davide Daniele dell’Ellebielle Caserta, Gianluca De Meo della Virtus Sinuessa Mondragone, Enrico Marotta del Kioko Basket San Nicola, Salvatore Migliaccio e Pasquale Tagliafierro della Scuola Basket Drengot Aversa.
L’elenco completo dei convocati non conta soltanto atleti della provincia di Caserta, infatti, sono stati selezionati anche tre ragazzi provenienti da società della provincia di Benevento, e si tratta di Mohamed Amine Bentrad e Giovanni Galietti del Città dei Ragazzi Telese Terme, e Andrea Manganiello del Basket Sant’Agnese.
GIBO

mercoledì 5 marzo 2014

Intervista post gara Maddaloni-Lanciano 81-74

SERVIZIO VIDEO DA GIOVANNI BOCCIERO TV

Intervista post gara Maddaloni-Lanciano 81-74


Intervista a coach Massimo Massaro e al dirigente Pasquale De Filippo


martedì 4 marzo 2014

La ricetta dei tifosi della Juvecaserta: «Più attenzione per i playoff»

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/03/2014

I supporters della Juvecaserta sognano la propria squadra tra le migliori del campionato
La ricetta dei tifosi: «Più attenzione per i playoff»

Giovanni Bocciero

CASERTA. La bella affermazione nel derby contro Avellino, è ancora tangibile negli occhi e nelle menti di tutti i tifosi bianconeri.  Un successo, quello, che ha un peso specifico non indifferente. Spesso la vittoria in un derby rappresenta quella scintilla che permette un cambiamento radicale di una intera stagione. E chissà che questa “doppia v” non apra emotivamente le porte alla post season ai casertani. Di questo e di tanto altro ne abbiamo parlato con il supporter Elpidio Cecere, studente 25enne di psicologia originario di Casapulla. 
ELPIDIO CECERE
Iniziamo dalla vittoria di domenica contro Avellino. Che importanza ha vincere il derby?
«Il derby è una partita a se, e un match difficile in cui la classifica si annulla, si guarda poco ai valori tecnici e subentrano altre emozioni. Importanti sono il cuore, la testa e poi le gambe. Vincere il derby aumenta l'autostima e c'è una consapevolezza diversa. Questa vittoria deve far capire ai ragazzi ed alla società che possono aspirare a qualcosa di più».
Da 1 a 10, che voto dai alla squadra in riferimento all'ultima prestazione contro i cugini irpini?
«Gli dò otto. Non sono abituato a dare voti alti, ma in questo caso è più che meritato. Non mi sento di dare, comunque, più di otto perché bisogna evitare errori ed interpretare meglio le varie fasi della partita lavorandoci durante tutta la settimana. Serve equilibrio per tutta la partita , cosa che non ho visto nel secondo quarto».
Chi ti è piaciuto di più tra tutti i giocatori nella gara contro Avellino?
«Jeff Brooks, perché è un giocatore insostituibile secondo me, è un leader, e al momento la Juvecaserta non può fare a meno di questo giocatore».
Secondo te, qual'è il giocatore essenziale per questa Juvecaserta?
«Ribadisco, Jeff Brooks. Vedo quella maglia con stampato il numero 21 ovunque, fare qualsiasi cosa».
Per quello che hai potuto vedere e soprattutto leggere, che idea ti sei fatto del nuovo arrivato  Ronald Moore?
«Il playmaker promette bene. Se ne è parlato tanto e mi aspetto una crescita evidente. Nella partita contro Avellino la qualità di Ronald Moore nei passaggi è stata altissima. Non credo sia giusto mettere su di lui tante aspettative, lasciamolo tranquillo e fidiamoci di coach Lele Molin».
Come reputi il lavoro della dirigenza, sia finanziariamente visti i conti in attivo, sia sportivamente visti i risultati del parquet?
«Molto ma molto positivo. Secondo me oggi in uno sport come la pallacanestro è difficile fare investimenti, e la società si sta muovendo senza sosta con un conto in positivo, notizia davvero strana sia per questo sport che per come vanno le cose. Davvero complimenti per il lavoro svolto dalla dirigenza».
Come vedi per la corsa ai playoff questa Juvecaserta. Ciò, per te è in grado di poter competere per la qualificazione?
«Secondo me assolutamente si. La classifica è buona, conta il presente, e soprattutto guardare gara per gara come evolve la situazione. In molte partite la squadra ha creato più degli altri, ma non ha ottenuto quello che meritava realmente sul campo. Molti punti sono stati persi per strada se si valutano le prestazioni e le vittorie sfumate, e dispiace. Ma ci sono ancora tanti punti in palio, quindi speriamo bene per il futuro».
Qual'è il tuo desiderio futuro che vorresti si avverasse per la Juvecaserta?
«E' quello di tutti i casertani, vedere una Juvecaserta competitiva, vederla di nuovo in alto, far sognare questa città e soprattutto vedere il palazzetto pieno in ogni posto a sedere e in ogni angolo, con famiglie e bambini. Ricordiamoci che c'è una società seria, ci sono i giocatori giusti, c'è una maglia, ma se non c'è il tifo queste cose possono crollare rapidamente».

Juvecaserta, Molin: «Voglio una Juvecaserta come i Viet Cong»

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 04/03/2014

LEGA A. I bianconeri dovranno fare del PalaMaggiò un fortino per conquistare i playoff
Molin: «Voglio una Juvecaserta come i Viet Cong»

Giovanni Bocciero

CASERTA. Alzi la mano quale tifoso della Juvecaserta non sognasse un’affermazione da parte della propria squadra proprio come quella avutasi domenica sera. Una vittoria, quella raccolta della truppa di coach Lele Molin, che ha fatto esplodere un PalaMaggiò che, per l’importante appuntamento, ha indossato l’abito migliore. E la squadra, dopo aver confezionato questo bellissimo regalo, ha omaggiato tutta la tifoseria con un giro di campo per esprimere tutto il proprio ringraziamento a coloro che li hanno sostenuti dall’inizio alla fine.
JEFF BROOKS (FOTO BUCO)
«Possiamo parlare di una bella vittoria - ha esordito nella conferenza stampa post partita il tecnico bianconero -. Vincere il derby qui a Caserta è sempre importante, e inoltre abbiamo rovesciato la differenza canestri. In generale, comunque, possiamo dire che è stata una bella partita di pallacanestro».
Non è mancato lo spettacolo sia sulle tribune che sul parquet di gioco, e questo è stato senz’altro merito del match di cui i casertani sono stati protagonisti.
«Siamo stati attenti e concentrati sia in attacco che in difesa - ha sentenziato il timoniere Molin -, e questo mi conforta perché i ragazzi stanno capendo quello che devono fare quando scendono in campo. Mi devo complimentare davvero con tutti i ragazzi, perché hanno saputo reagire nel momento migliore di Avellino, e poi hanno saputo chiudere una gara che ci ha visto meritatamente in vantaggio».
Oltre alla prestazione sicuramente ottima, con alcuni giocatori sopra le righe, è la fluidità offensiva che ha maggiormente colpito di Caserta.
«Sia Jeff Brooks, che Michele Vitali, che Chris Roberts hanno preso i tiri che dovevano prendere, e questo perché hanno ricevuto la palla come dovevano riceverla - ha sottolineato l’allenatore bianconero -, nei momenti giusti. Abbiamo tirato sempre in ritmo e questo ci ha permesso di essere sempre pericolosi in attacco».
Tutti gli occhi, però, erano rivolti verso un giocatore in particolare, quel Ronald Moore che non è partito nello starting-five, ma appena ha messo piede sul parquet ha infiammato il popolo di fede juventina con una bomba, segno di grande personalità. 
«Moore non ha avuto paura di prendersi il tiro da tre appena è entrato - ha proprio sottolineato coach Molin -, ha capito dove si trova, ha trovato il feeling soprattutto con i lunghi, che ha saputo innescare più volte con i pick and roll».
Con questo successo, oltre ad avere raggiunto due obiettivi, o piccioni come si suol dire, con una sola fava, ovvero il record di punti che ha così permesso alla squadra di aver raggiunto la soglia minima per la salvezza, è stata anche ribaltata la differenza canestri nei confronti dei cugini irpini, i quali sono stati battuti senza alcuna pietà. Ma adesso, archiviata definitivamente la questione salvezza, il mirino della Juvecaserta dovrà inesorabilmente spostarsi verso i playoff. Ebbene sì, la formazione di Pezza delle Noci può e deve competere per la lotta alla qualificazione alla post season della Lega A. Dopotutto il cabio in cabina di regia da Hannah a Moore è stato fatto anche in questa ottica. Ma cosa ne pensa coach Molin?
«Guardando la classifica attualmente, penso che dobbiamo fare del PalaMaggiò un vero e proprio fortino. Dobbiamo fare come i Viet Cong, e dovremo seminare di quante più mine possibile il nostro campo, la nostra arena. Dappertutto - ha concluso in sala stampa il tecnico casertano - i nostri avversari dovranno trovare insidie e difficoltà».
La metafora dei vietcong utilizzata dall’allenatore bianconero fa capire quanto il team voglia raggiungere i playoff. Le parole del coach devono essere interpretate, perché da ciò che ha detto si può estrapolare che voglia coraggio, determinazione, concentrazione dai suoi ragazzi.

lunedì 3 marzo 2014

Clemente Russo trascina l’Italia Thunder; Valentino: “Vogliamo ritornare sul tetto del mondo”

SPECIALE DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/03/2014

WORLD SERIES. Battendo gli Usa Knockouts per 3-2 la formazione della Dolce&Gabbana resta in vetta
Clemente Russo trascina l’Italia Thunder

Giovanni Bocciero

MADDALONI. Grande spettacolo al PalaAngioni-Caliendo di Maddaloni, per la kermesse internazionale di pugilato delle World Series of Boxing, che vedevano sfidarsi le formazioni dei Dolce&Gabbana Italia Thunder e il Team Usa Knockouts. L’evento, non nuovo per Terra di Lavoro, ha attratto tanti appassionati e anche puri curiosi presso la struttura calatina. 
Il primo match della serata, rivolto alla categoria minimosca (49 kg) metteva di fronte il giovanissimo filippino (classe ‘93) Mark Anthony Barriga, esponente del team italiano che ha due vittorie al suo attivo nelle World Series, ed il cinese Lu Bin per il team statunitense che ha vinto il suo unico incontro. I primi due round della sfida sono stati in fotocopia, con ambo i pugili che sfruttando i loro fisici snelli e atletici saltellavano, portavano colpi e schivavano. Il pubblico, piuttosto attento, ha applaudito ad ogni gancio che i due riuscivano a mettere a segno. Nel terzo round Barriga è stato più attendista, si muoveva in lungo e il largo per il ring con il cinese che lo inseguiva, e più volte è arrivato a chiuderlo nell’angolo senza scalfirlo più di tanto. La quarta ripresa ha denotato un pò di stanchezza, e così i due atleti hanno preferito stare sulle proprie piuttosto che scoprirsi. Nel quinto e decisivo round, Barriga ha deciso di far vedere tutto il suo carattere di vero combattente, attaccando più volte e facendo entusiasmare il pubblico che a sua volta ha iniziato ad intonare il nome del filippino.
Barriga vs Bin 3-0
50-45; 50-45; 50-44

Nel secondo match, riservato ai gallo (56 kg), si affrontavano l’azzurro Michele Crudetti, campione italiano della categoria, ma al suo attivo una sconfitta nella competizione, e lo statunitense Steven Fulton, che invece aveva un record pari di una vittoria e una sconfitta. Ci si aspettava che questo sarebbe stato l’incontri più equilibrato e forse più difficile per l’equipe dell’Italia Thunder, e infatti non si è sbagliato. Sin dalla prima ripresa i due pugili si sono più volte allacciati, con l’arbitro costretto ad intervenire. Man mano che si andava avanti con i round, l’atleta di Latina si è più volte voltato verso il proprio angolo per ascoltare le direttive e i consigli del c.t. Francesco Damiani. Fulton è però un osso duro, e grazie alla sua energia ha continuato ad attaccare a testa bassa. Alla quinta ripresa, supportato anche dal tifo di casa, Crudetti è stato più decisivo, ma non è bastato.
Crudetti vs Fulton 0-3
47-48; 47-48; 47-48

Nel terzo incontro, categoria superleggeri (64 kg), si sfidavano il serbo Branimir Stankovic (7 vittorie in undici match disputati) per il team azzurro, e il dominicano Carlos Adames (una vittoria e una sconfitta) per quello a stelle e strisce. Dopo un primo round in cui Stankovic ha praticamente girato in tondo all’avversario, che manteneva saldamente il centro del ring, Adames è uscito dal guscio, imponendo il suo ritmo. Pur dando la sensazione di soffrire più del dovuto, al termine della terza ripresa Stankovic poteva contare sui favori dei giudici. Nell’ultimo round il serbo ha dato vita ad una controffensiva che però non è bastata per rimediare ai colpi che il dominicano aveva portato precedentemente.
Branimir vs Adames 1-2
47-48; 47-48; 49-46

Quarto match di questa tappa delle World Series, per la categoria dei medi (75 kg), vedeva l’uno di fronte all’altro il romeno Bogdan Juratoni (una sola sconfitta per lui nella competizione) per la Dolce&Gabbana, e l’ecuadoregno Marlo Delgado (record di uno a uno) per il team d’oltreoceano. Dopo un inzio in sordina, nel secondo round Juratoni ha messo a segno una serie di combinazioni che gli hanno permesso di guadagnare campo, e soprattutto intimidendo l’avversario, che nella ripresa successiva ha denotato stanchezza e paura. Spinto dal caloroso pubblico del PalaAngioni-Caliendo, il romeno ci ha dato dentro, costringendo Delgado ad indietreggiare ogni volta che lui si faceva avanti. Gli ultimi due round sono stati quasi senza storia, con il pugile dell’Italia Thunder a farla davvero da padrone.
Juratoni vs Delgado 3-0
50-45; 50-45; 49-46

Clemente Russo
L’ultimo incontro della serata, era quello della categoria massimi (91 kg), in cui saliva sul ring il beniamino locale Clemente Russo, diciassette vittorie e due sconfitte recita il suo record in Worls Series, che doveva sfidare lo statunitense Joshua Temple, che ha racimolato una sconfitta nell’unico match disputato. Nel primo round Clemente ha praticamente giocato con il suo sfidante, con il volto irriverente da “scugnizzo” che nascondeva però la grande concentrazione. Nonostante la maggiore altezza, Temple non riusciva ad inquadrare il bersaglio, ovvero il volto di Russo, rapido a schivare i ganci dello statunitense. Con una boxe molto rischiosa, senza nemmeno proteggersi il volto nei momenti d’affronto, il due volte Campione del Mondo ha concluso avanti anche al termine della terza ripresa. Il quarto round è iniziato con Tatanka che continuava a giocare con chi gli stava di fronte. Dalle tribune si alzavano in continuazione dei cori per l’atleta di casa, che su questo entusiasmo forzava la mano per scassinare la guardia di Temple. Addirittura, qualche buon intenditore di pugilato gridava dei veri e prorpi consigli tecnici. Con cinque punti da dover recuperare (40-35), Temple ha dovuto attaccare sin dall’inizio dell’ultima ripresa, scoprendosi però alle controffensive di Clemente, che ad ogni colpo alzava in alto il pugno ed esultava, raggiungendo una meritata vittoria.
Russo vs Temple 3-0
50-44; 50-44; 50-44



L’INTERVISTA - L’altro figlio di Marcianise incorona Clemente Russo premiato sul ring come Atleta dell’anno 2013
Valentino: “Vogliamo ritornare sul tetto del mondo”

Domenico Valentino
MADDALONI. L’antipasto dell’evento pugilistico non nuovo per il territorio di Terra di Lavoro, è stata la premiazione del due volte Campione del Mondo, a Chicago (Stati Uniti) nel 2007 e ad Almaty (Kazakistan) lo scorso ottobre, Clemente Russo, quale Atleta dell’Anno 2013 della Campania. La punta di diamante della Nazionale Italiana e naturalmente dei Dolce&Gabbana Italia Thunder., è stato eletto dai giornalisti Ussi della Regione. A consegnare il premio di tale riconoscimento all’atleta marcianisano, sono stati il presidente del Coni regionale della Campania, Cosimo Sibilia, e dal presidente dell’Ussi Campania Mario Zaccaria. Presenti alla consegna anche i cin que delegati provinciali del Coni, ovvero Michele De Simone (Caserta), Sergio Roncelli (Napoli), Giuseppe Saviano (Avellinio), Mario Collarile (Benevento) e Domenica Luca (Salerno).
Il parterre era davvero molto ricco, e infatti, oltre ai già citati rappresentanti del Coni, c’erano anche  la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, Angelo Musone, e l’altro campione locale, medaglia d’oro ai Mondiale del 2009 svoltosi a Milano, e membro del team Dolce&Gabbana Italia Thunder, Domenico Valentino, accompagniato dalla propria famiglia. Proprio all’altro figlio pugilistico di Marcianise abbiamo rivolto delle domande al termine della sfida tra la squadra italiana e il Team Usa Knockouts.
Archiviata questa vittoria con il risultato finale di 3 a 2, quanto era importante per voi portare a casa qjuesto successo contro gli statunitensi ?
«Era importantissimo imporci stasera perché il nostro grande obiettivo è terminare questa regular season da primi del nostro girone - ha confessato il pugile della categoria pesi leggeri -, e quindi a tale scopo è stata fondamentale la vittoria di Clemente nel proprio match, che ci permette di rimanere primi in classifica. Resta in testa, per noi, significa dover affrontare la forte Cuba solo in un ipotetica finale, e non in semifinale».
Durantel’incontro siete stati addirittura sotto per 2 a 1. Questo ha fatto sì che è aumentata ulteriormente la pressione su di voi?
«Effettivamente questo risultato parziale è stato quasi inaspettato. Questo soprattutto per via del fatto che nelle nostre ultime uscite siamo riusciti a vincere con grande scioltezza, con il risultato di 5 a 0 oppure di 4 a 1. Ritrovarci - ha analizzato l’atleta azzurro - sul 2 a 1, sotto di un punto, è stata una situazione un po’ dura per noi, però comunque abbiamo avuto la giusta reazione con Juratoni che ci ha permesso di pareggiare, e poi con il trionfo di Clemente che ci ha regalato il successo finale».
Quanta voglia avete, tu e i tuoi compagni, di ritornare sul tetto del mondo dopo la vittoria delle World Series di due stagioni fa?
«Noi abbiamo tantissima voglia di tornare a vincere questa competizione. Personalmente, stasera non ho potuto gareggiare, però mi sentito parte integrante della squadra che è salita sul ring. L’anno scorso abbiamo perso per un solo match contro l’Ucraina, che era fortissima anche e soprattutto perché schierava due atleti come Oleksandr Usyk (vincitore olimpico pesi massimi a Londra 2012 proprio contro Russo) e Vasyl Lomachenko (medaglia d’oro pesi leggeri alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012) che sono quasi imbattibili nelle loro rispettive categorie, e nonostante ciò siamo arrivati quasi a giocarci la finale. Quest’anno arrivando primi nel nostro girone, e con la formazione cubana nell’altro raggruppamento, il nostro obiettivo minimo è arrivare in finale. Giunti a quel traguardo - conclude il campione Domenico Valentino -, non partiremo assolutamente sconfitti, ma ce la giocheremo con tutte le nostre forze».
Con questa vittoria contro Usa, il team del c.t. Francesco Damiani sale a 23 punti, 4 in più a Ucraina Otamans seconda, il cui incontro con l’Algeria da disputare a Kiev è stato cancellato per la rivolta popolare. Nell’altro girone a punteggio pieno (27 punti) Cuba Domadores davanti all'Astana Kazakistan.
GIBO

Il Maddaloni si vendica del Lanciano

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 03/03/2014

Il Maddaloni si vendica del Lanciano

Gruppo Ventrone Maddaloni- Bper Basket Lanciano 81-74
Maddaloni: Piscitelli 12, Mastropietro n.e., Moccia 19, Desiato 4, Loncarevic 10, Garofalo 6, Rusciano 16, Greco, Chiavazzo 14, Salanti n.e., All. Massaro.
Lanciano: Muffa, Di Marco n.e., Castelluccia 21, Grosso 22, De Vincenzo 4, Bomba, Ucci 11, Crognale n.e., Martelli 11, Polonara 5, All. Salvemini.
Parziali: 18-16; 32-34; 53-52.
Arbitri: Danilo Lucarella di Leporano (TA) e Cosimo Schena di Castellana Grotte (BA).

Cronaca: Vittoria fondamentale per la Pall. San Michele Maddaloni, che non solo conquista i due punti, ma riesce anche a capovolgere la differenza canestri, visto che all'andata s'imposero gli abruzzesi con il punteggio di 71-65. Una situazione da non sottovalutare, visto che le due squadre sono divise soltanto da due punti, e quindi potrebbe succedere che al termine della regular season finiscano appaiate.
Gli ospiti partono con molta spavalderia, dimostrando di non avere nessun timore reverenziale nonostante giochino in trasferta. Il Maddaloni, con la mente alla gara d'andata, non ne vuole sapere di lasciare campo agli avversari, e così sin dall'inizio viene offerto un bello spettacolo. Mentre il Lanciano tende a velocizzare il gioco, sfruttando energia e atletismo, i padroni di casa sono più "riflessivi", cercano di organizzare la manovra offensiva e soprattutto di prendere le misure alla difesa a zona gialloblu. Ciò che proprio bisognava rattoppare per i calatini, erano i troppi rimbalzi offensivi concessi al Lanciano, che proprio dalle seconde e addirittura terze chance hanno costruito gran parte del loro bottino.
FOTO DELLA PERUTA
La seconda frazione ripercorre tale stile di gioco, con il punteggio che adesso premiava gli uni, e nell'azione successiva premiava gli altri. Un tira e molla che ha reso la gara molto equilibrata. A cavallo del 15' si è innalzato il ritmo della partita, le azioni hanno iniziato a susseguirsi l'una dopo l'altra con grande rapidità, tant'è che spesso alcuni giocatori rimanevano praticamente un giro indietro. Tutto ciò ha naturalmente reso lo spettacolo davvero affascinante. E la bomba infilata dai viandanti praticamente sul fischio della sirena (32-34) ha alzato ulteriormente questo tasso.
Al rientro dagli spogliatoi, la partita ha vissuto due momenti fondamentali. Sulla scia della tripla a fil di sirena precedentemente mandata a segno, il Lanciano continua a prendersi numerose conclusioni dall'arco dei 6,75 (alla fine saranno ben 37 conclusioni dalla lunga distanza, segnandone 12) allungando nel punteggio. I biancazzurri hanno risentito di un leggero contraccolpo, ma senza mai lasciar scappare gli avversari, pian piano sono rientrati. Una volta aver ritrovato la parità, i maddalonesi non si sono certo fermati, e proprio come era accaduto dieci minuti prima, questa volta sono loro che segnano la bomba sul fischio della sirena, riportando il naso avanti al termine della terza frazione.
Nell'ultimo periodo di gioco entrambe le squadre c'hanno dato sotto, e non le hanno di certo mandate a dire. Infatti c'è stato più di un contatto duro, tosto, e il gioco è diventato man mano che passavano i minuti sempre più maschio. La posta in palio era molto alta, e nessuna delle due formazioni ha indietreggiato di un millimetro sul parquet. La migliore controffensiva è stata comunque quella del Maddaloni, che dopo aver preso il largo ha iniziato a fare i calcoli. C'era una situazione di punti da ribaltare, e questa missioni è stata completata a meno di due secondi dal termine, con un gioco a due tra Desiato e Rusciano, con quest'ultimo freddo ad appoggiare al vetro il pallone.

Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

La Juve dà spettacolo al Palamaggiò

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/03/2014

LEGA A. Con questa vittoria i bianconeri vedono sempre di più l’obiettivo playoff a portata di mano
La Juve dà spettacolo al Palamaggiò
Scandone Avellino costretta alla resa

Giovanni Bocciero

CASERTA. Ben prima della palla a due già si sono susseguite tante emozioni soprattutto sugli spalti, con le due tifoserie, soprattutto quella bianconera, protagoniste di cori per incitare i rispettivi beniamini. 
Pronti, partenza e via, tra le fila degli irpini Ivanov è assente per cui coach Frank Vitucci schiera in quintetto Dragovic. Dall'altra parte, coach Molin non rischia il nuovo arrivato, Ronald Moore, ma preferisce partire con Mordente e Tommasini in cabina di regia. Si rende autore di una partenza sprint Tony Easley, che in vernice recita la voce grossa. Avellino sembra spaesata, sbaglia tanto al tiro (1/7 da due e 3/6 da tre), e cerca di rimanere a galla più che altro con delle azioni personali dei singoli. La Juvecaserta è concentrata, non molla mai di un centri metro, e alla fine arrivano anche i tiri pesanti che danno il primo grande strappo alla gara. Jeff Brooks manda segno due bombe consecutive, alle quali si aggiungono poco dopo quelle di Vitali e Moore, appena entrato. Il suo esordio, a 3' dal termine della prima frazione, è da ricordare per l'accoglienza che ha ricevuto. Dopo essersi iscritto a referto, ha dato il la ad un paio di azioni che hanno permesso appunto, alla formazione casertana di chiudere il primo quarto sul (28-13).
Coach Lele Molin
La seconda frazione ha seguito, inizialmente, la stessa falsariga della precedente, con Chris Roberts che ha mandato a bersaglio un'altra bomba per i suoi. Avellino ha provato a darsi una scossa, ma per i biancoverdi la situazione non è poi migliorata. La soluzione al tiro maggiormente utilizzata dagli ospiti era quella dalla lunga distanza, che oltretutto poco scalfiva il canestro difeso dalla formazione bianconera. Se Avellino non riusciva a trovare il bandolo della matassa, Caserta ha attraversato un momento in cui la concentrazione si è leggermente abbassata. L'attacco non ha avuto più la stessa fluidità dei primi dieci minuti, e inoltre è cresciuto il dato statistico in riferimento alle palle perse. Questo ha caratterizzato la parte finale del secondo periodo di gioco, con Avellino che ha guadagnato un po' di campo soprattutto grazie alle seconde chance avute dai rimbalzi offensivi. Nonostante ciò, al riposo lungo i casertani potevano contare su di un vantaggio che sfiorava le venti lunghezze (39-21).
Al rientro dagli spogliatoi la Juvecaserta ha ricominciato da dove aveva lasciato, doppiando i cugini sul 42-21. Il buon inizio casertano si è subito spento, quando Avellino ha messo Spinelli a dirigere la manovra, sul quale Molin voleva una pressione a tutto campo, con Lakovic e Cavaliero da esterni e Hayes da finto lungo. Con Cavaliero e Lakovic che sia in penetrazione che con i piazzati hanno più volte fatto male alla difesa avversaria, ma soprattutto con il gioco da tre punti di Hayes, Caserta si è rifugiata in un timeout (46-33 al 25') per riorganizzare le idee. All'uscita dal minuto sospensivo, Hayes ha piazzato la bomba, subito replicata da Brooks, ma ancora un coriaceo Cavaliero ha permesso agli irpini di rientrare sul 49-41 ad un giro di lancette per concludere la terza frazione. Dopo aver gestito un paio di attacchi in malo modo, perdendo diversi palloni, Vitali ha scoccato la tripla che ha permesso di respirare, anche se sulla sirena di fine terzo quarto, dall'angolo, Lakovic ha decretato che Avellino c'era, eccome (52-44).
L'ultimo e decisivo quarto di gioco non poteva che iniziare con un gioco spettacolare, alley-oop di Carleton Scott, piuttosto in ombra la sia gara, con Jeff Brooks che dall'altra parte dell'arcobaleno ha ringraziato e inchiodato la palla nel cesto. Poi Moore ha dato prova dell'ottimo ball-handling che possiede, servendo un assist al bacio per la bimane ancora di uno splendido Brooks, che tutto solo si è preso gli applausi e i boati del palazzetto (58-44). Avellino, davvero mai in palla, ha riperso molto presto la bussola, e quando Scott ha strappato la palla dalle mani di Lakovic, l'irpino è stato costretto a fermarlo fallosamente e a beccarsi l'antisportivo. Non contento, Scott nell'azione successiva si è reso protagonista di una mostruosa schiacciata (67-48) su rimbalzo offensivo del suo stesso tiro sbagliato, che ha di fatto chiuso il match. Tutto ciò che è successivamente accaduto, può soltanto arricchire il play-by-play della gara, o le statistiche, ma davvero nulla ha cambiato il processo del match.

sabato 1 marzo 2014

Juvecaserta: Ronald Moore si confessa!

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 01/03/2014

LEGA A. Il play:«Caserta è una grande occasione per me, e domenica sventolerò la bandiera»
Ronald Moore si è presentato alla città

Giovanni Bocciero

CASERTA. «Habemus play!», ha così esordito alla presentazione ufficiale del neo arrivato Ronald Moore, il presidente Carlo Barbagallo, che poi ha aggiunto: «Lo abbiamo rincorso, e alla fine abbiamo deciso di puntare forte su di lui. In questa concitata ricerca del playmaker, voglio ribadire che Duhon ha firmato un contratto regolare con noi. Per questo - ha ribadito il numero uno dirigenziale - stiamo procedendo per il tribunale sportivo tramite la FIBA, quindi siamo in una botte di ferro».
Focalizzando l’azione su Moore, Barbagallo ha commentato: «Credo molto in lui. L'ho visto allenarsi ed è arrivato qui con una grande voglia di giocare e di fare, soprattutto. Insomma, dopo aver affrontato un viaggio transoceanico, ha voluto subito sottoporsi alle visiti e scendere in campo per conoscere i nuovi compagni. Lo spirito è senz’altro quello giusto».
Il presidente Barbagallo è anche ritornato sulla disavventura capitata al nuovo play appena ha messo piede all’aereoporto. Infatti, i dirigenti che sono andati ad accoglierlo a Capodichino, lo hanno dovuto strappare alle grinfie dei pugili, visto che il povero Moore era stato scambiato per uno dei pugili della squadra americana che oggi pomeriggio combatteranno sul ring di Maddaloni per le World Series contro l’Italia Thunder di Clemente Russo.
Barbagallo, Moore e Molin (Foto Buco)
Il play uscito dal college di Siena, è stato prelevato dal Cherkasy, in Ucraina, dove purtroppo c’è stata la rivolta che lo ha praticamente costretto a scappare.
«La situazione politica ha influenzato sia me che i miei compagni di squadra, anche se tutto quello che è successo si è avuto a Kiev, cioè a 200 chilometri di distanza da dove giocavo. Solo una parte della protesta ha colpito la nostra città, e dopo averci consigliato di non uscire di casa, abbiamo deciso di lasciare il paese per la nostra sicurezza, mettendo in secondo piano la pallacanestro».
Adesso però, Moore ha voltato pagina, e si è tuffato a capofitto nell’avventura tricolore.
«Caserta è un’ottima chance per me. Già domenica (domani, ndr) ci sarà un grande match per la squadra, che coinciderà anche con la mia prima gara davanti ai nuovi tifosi. Se vinciamo sventolerò la bandiera bianconera».
Non potevano sfuggire domande sul suo modo di giocare, sul suo punto forte: «La mia migliore qualità è il passaggio. E sono convinto che grazie ai consigli dell'allenatore potrò migliorare».
Ma cosa ne pensa coach Lele Molin sul giocatore?
«Mi sembra un ragazzo arrivato qui con due obiettivi molto chiari: mettersi a disposizione della squadra non solo in virtù delle sue caratteristiche ma proprio mentalmente; l'altra cosa che mi ha colpito è la sua capacità di leader, che ancora non si è manifestate del tutto perché è entrato in squadra in punta di piedi. Non utilizzerà il campionato italiano per arricchire il suo curriculum, ragazzo serio che è molto sveglio. Ha già capito cosa gli succede intorno, sa come sta andando la squadra e si è messo completamente a disposizione per aiutarci».
Nemmeno la forma fisica è un problema, visto che stava in attività.
«Fisicamente l'ho trovato bene - ha dichiarato il coach -, ha una struttura fisica che non lo penalizza. Si tratta di un giocatore in piena attività, e penso non sia giusto mettergli delle aspettative inutile a dosso. Ci auguriamo che domenica (domani, ndr) possa già essere fondamentale e protagonista, ma sicuramente se non succederà non bisogna buttargli la croce a dosso».
Il tecnico è ritornato anche sul discorso del mercato: «Nel ruolo in cui cercavamo di fare qualcosa i giocatori sono di questa caratura. Noi avevano bisogno di un play che portasse organizzazione alla nostra manovra offensiva, che ci permettesse di passare meglio la palla. Ronald ha maturato già esperienze di buon livello qui in Europa, e quindi già conosce la dimensione della pallacanestro europea. Questo significa poterlo immettere da subito nel nostro contesto, perché non necessità di ambientamento alla nostra fisicità, al nostro arbitraggio. Eravamo tutti consapevoli che avevamo bisogno di un giocatore che desse una mano a Mordente e Tommasini in regia, e abbiamo deciso di puntare su di lui, che già monitoravamo da tempo».




IL DERBY. La Juve ospiterà gli irpini con il chiaro intento di vincere e continuare a coltivare il sogno dei playoff
Molin: «I tifosi ci spingeranno alla vittoria»

CASERTA. Ok l’entusiasmo per l’arrivo di Moore, ma domani sera c’è sempre una gara, difficile, da giocare. Ergo, bisogna mantenere alta la concentrazione.
«Rispondere a tutti i desideri che oggi sono intorno a noi - questo l’auspicio di coach Lele Molin -, è una partita sentita, giochiamo in casa, e una occasione in più per affrontare il match con la consapevolezza che possiamo vincere e far contenti i nostri tifosi».
Ma come vedrà la partita il tecnico?
«Ci saranno senz’altro delle difficoltà tecniche. Da quando loro hanno deciso di tenere fuori squadra sia Jeremy Richardson che Taquan Dean hanno trovato più equilibrio, più chimica, più concentrazione. Le loro vittorie fuori casa sono il frutto dello spirito che non avevano trovato fino ad ora. Sono convinto che la partita la si vincerà in area, perché oltre a qualche spunto degli esterni, sono alquanto sicuro che vincerà chi prevalere nel pitturato».
La conferenza stampa di ieri pomeriggio (Foto Buco)
Il derby è sempre il derby, e in gare come queste i campioni tendono sempre ad esaltarsi.
«Un derby e imprevedibile. Tutti si aspettano che i protagonisti possano essere Ivanov o Lakovic, e spero che anche i nostri giocatori sentano tutta questa importanza. Sono certo che i nostri tifosi saranno in grado di creare l'atmosfera giusta per spingerci verso il traguardo della vittoria».
Però, qualche recriminazione sulla gara di Roma c’è.
«A Roma siamo stati molto generosi, abbiamo fatto e disfatto noi stessi la gara. Abbiamo disfatto per dei limiti e spero di poter limare queste nostre difficoltà. Nelle ultime gare ci sta penalizzando il nostro attacco, soprattutto nel numero delle palle perse. Domenica bisognerà lottare e sono sicuro che nessuno di noi si tirerà indietro».
Ritornando al match in Capitale, bisogna spendere due parole su Easley, inguardabile in quella occasione.
«Easley non è stato protagonista a Roma, ma lui sta bene, e sono sicuro che ci aiuterà molto. Nella sua prestazione sottotono, abbiamo ritrovato Michelori, quindi sappiamo che in quel reparto siamo abbastanza coperti, e dunque se non si esprime bene uno possiamo ricevere tanto dall'altro. Il nostro problema, ripeto, è l'attacco. Sono però dei passaggi di crescita che spero possiamo superare».
Chissà se Avellino attuerà la difesa pressing che ha causato problemi alla Juvecaserta contro i romani.
«Mi aspetto che Avellino ci presserà per metterci in difficoltà. Loro però non hanno i giocatori per poterlo fare come ha fatto Roma».
Ronald Moore già protagonista?
«Moore è un giocatore dalla grande personalità, ma è arrivato da due giorni. Spero possa aiutare i nostri esterni a trovare qualche tiro in più in ritmo».




L’INTERVISTA. Ha il tatuaggio sul fianco “grazie” al fratello
Al nuovo play dal nomignolo Rizz piace la città di Como e il lago

CASERTA. Conosciamo meglio Ronald Moore, a cui abbiamo fatto delle domandine per conoscere la sua persona, quello che vive quotidianamente, le cose che gli piacciono e quelle che più odia.
Ronald Moore (Foto Buco)
Il tuo soprannome?
«Rizz, che mi è stato affibbiato da mio fratello».
Quando hai scoperto la passione per il basket?
«A dodici anni, seguendo mio fratello».
Cosa ricordi della prima partita giocata?
«Eravamo tutti bambini, quindi si correva su e giù per il campo».
La vittoria più bella?
«Al torneo NCAA contro Ohio State, dove misi il canestro della vittoria».
La sconfitta da dimenticare?
«Non ho mai perso nella mia vita - ride -».
La soluzione di tiro preferita?
«Mi piace concludere facendo arresto e tiro dalla linea della lunetta».
Il giocatore preferito?
«LeBron James».
L’amico cestistico più caro?
«Naturalmente mio fratello».
Il rito scaramantico?
«Non ne ho uno in particolare, diciamo che mi piace ascoltare la musica per distrarmi».
La tua squadra del cuore?
«I Philadelphia Eagles della NFL».
Il tuo pregio?
«Sono amichevole».
Il tuo difetto?
Ci riflette, ride, ma non risponde. Sarà un santo come si vociferà?
Il tuo detto?
«Non ne ho nessuno in particolare».
La cosa che più ti fa arrabbiare?
«Quando la squadra gioca male».
Segni particolari o tatuaggi?
«Ho tatuato Rizz sul fianco destro».
Città preferita?
«Ovviamente Philadelphia».
E quella più bella che hai visitato?
«Como e il suo lago».
Piatto preferito?
«La pasta».
Dolce o salato?
«Diciamo salato».
Musica preferita?
«R&B».
Cantante preferito?
«Jay-Z».
Film preferito?
«He Got Game con Ray Allen, un classico».
Attore preferito?
«Denzel Washington».
Auto preferita?
«La Bmw».
Hobby?
«Giocare a videogames».
Cosa pensi della Lega A italiana?
«Che è un ottimo campionato, con squadre forti».
Cosa sai della Juvecaserta?
«So che qui ha giocato Sean Colson, mio amico, può bastare».
Cosa ti auguri di fare qui a Caserta?
«Voglio raggiungere i playoff con la squadra, è il nostro obiettivo».
Il tuo sogno nel cassetto?
«Vorrei giocare in NBA».