martedì 19 febbraio 2019

Ale Gentile sta conquistando la Spagna

Ale Gentile sta conquistando la Spagna


di Giovanni Bocciero


Alessandro Gentile sta conquistando Madrid e la Spagna. Ripartito dall'Estudiantes, si sta affermando come uno dei migliori giocatori della Liga ACB. «Alessandro è un ragazzo di 26 anni, ha almeno altri dieci anni - ha commentato il suo procuratore Riccardo Sbezzi - di carriera davanti a sé, e questo spesso la gente se lo dimentica. Tutti pensavano che fosse finito, ma non so davvero da dove venisse questa convinzione. Ci si dimentica che lo scorso anno è stato il miglior realizzatore italiano della Lega A nonostante giocasse con questo problema al dito che, in pratica, non gli permetteva di tenere la palla in mano».

L'apporto di Gentile all'Estudiantes si è subito fatto sentire. La squadra ha vinto il derby col Real Madrid a distanza di quattro anni dall'ultimo successo grazie ad una sua prestazione monstre, ed è riuscita a qualificarsi per la Copa del Rey risalendo la china in classifica. «Dopo la dolorosissima separazione da Milano ha vissuto quattro mesi infausti tra Panathinaikos e Hapoel Gerusalemme prima di giocare a Bologna dove, pur con questo infortunio da lui sottovalutato, ha messo insieme cifre importanti. Questa estate si è sottoposto all'intervento per risolvere questo problema che peggiorava sempre più, e grazie a Dio è andato bene. Purtroppo - ha continuano il procuratore - siamo intervenuti troppo tardi, e adesso ha semplicemente ricominciato dal basso per fare un certo tipo di lavoro. Basta avere pazienza, perché sappiamo che questo percorso che sarà lungo gli permetterà di riacquistare la giusta meccanica di tiro. Questo ha comportato però, che quelle che per gli altri erano partite di campionato per lui fossero di pre-season. È ancora al 60-70% del suo potenziale, e sono sicuro che tornerà più forte di prima».

Aveva bisogno di un'esperienza dove non fosse costantemente sotto i riflettori? «Forse, ma il vero problema è che non deve giocare in Italia. Ci sono giocatori a cui viene perdonato tutto e altri come lui a cui non viene perdonato nulla. Non so per quale motivo lui divide, ed ogni cosa che gli accade - ha concluso Sbezzi - viene ingigantita all'inverosimile».

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