lunedì 18 luglio 2016

SERIE B: La Pall. San Michele mette a segno il primo acquisto

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 18/07/2016

La Pall. San Michele mette a segno il primo acquisto

L'A.S.D. Pallacanestro San Michele Maddaloni comunica di aver ingaggiato per la stagione 2016/17 la guardia-ala Alessandro Guagliardi. L'esterno nativo di Roma, classe 1994 ed alto 195 cm, ha indossato nell'ultimo campionato la casacca del Globo Isernia incrociando le lame proprio con la compagine maddalonese. Romano doc, sin da giovanissimo è entrato a far parte del settore giovanile della Virtus Roma, con la quale è giunto terzo nel 2012/13 alle Finali Nazionali DNG mentre nel maggio 2013 ha esordito in Serie A nella gara di playoff contro Reggio Emilia mettendo a segno una tripla. Dall'estate del 2013 ha iniziato la sua avventura in Serie B, vestendo prima la maglia dell'Eurobasket Roma, poi della Stella Azzurra Roma e l'anno scorso quella del Globo Isernia. Alessandro è dotato di un fisico prestante e di un tiro eccellente che gli consentono di disimpegnarsi sia da guardia che da ala piccola, e rappresenta il primo tassello del mosaico biancazzurro.

ALESSANDRO GUAGLIARDI LO SCORSO ANNO AD ISERNIA
«Sono felice di poter giocare dalla prossima stagione a Maddaloni - ha esordito il neo esterno calatino -, società che ha dimostrato grande fiducia in me. Di carattere sono una persona esigente, e quando mi è stato prospettato di essere un pezzo importante di una squadra ambiziosa che ha come obiettivo minimo il raggiungimento dei playoff non ho esitato. Ho avuto la possibilità di affrontare il San Michele nello scorso campionato, ed il pubblico maddalonesi mi ha colpito favorevolmente per il calore che trasmette. Poi ho seguito le gare dei playout, e vedere un palazzetto di quelle dimensioni praticamente sold out è un'immagine che ti rimane impressa. Il pubblico dovrà essere il nostro sesto uomo, e io così come la squadra - ha concluso Alessandro Guagliardi - ce la metteremo tutta per farlo divertire il più possibile».

Sul primo volto nuovo del San Michele Maddaloni in vista della prossima stagione, ha così commentato il dirigente responsabile Pasquale De Filippo: «È un prospetto che avevamo seguito lo scorso anno e che ha fatto molto bene, è un prototipo che può connotare il tipo di squadra che vogliamo fare quest'anno. Un grosso in bocca al lupo ad Alessandro».



Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

venerdì 15 luglio 2016

SERIE B: La Pall. San Michele riparte da coach Monda

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 15/07/2016

La Pall. San Michele riparte da coach Monda

L'A.S.D. Pallacanestro San Michele Maddaloni comunica che anche per la stagione 2016/17 la carica di head coach della prima squadra sarà ricoperto dal tecnico Giovanni Monda. L'allenatore è già all'opera, di concerto con lo staff dirigenziale, nella costruzione del roster biancazzurro che disputerà per la quarta stagione consecutiva il campionato nazionale di Serie B. Come lo scorso anno, la compagine maddalonese è stata inserita nel girone C dove vi sono stati diversi cambiamenti ed altri ve ne saranno ancora in questa estate a causa di rinunce e cessioni del titolo che aprono ai ripescaggi. L'attuale raggruppamento è così composto: Stella Azzurra Viterbo, Stella Azzurra Roma, Luiss Roma, Vis Nova Roma, Basket Palestrina, Virtus Cassino, Virtus Valmontone, Basket Scauri, Tigers Forlì (ha acquistato il titolo della Cesarano Scafati), Cilento Agropoli (potrebbe trasferirsi a Napoli), Planet Catanzaro, Zannella Cefalù, Sport è Cultura Patti e Basket Barcellona Pozzo di Gotto. In virtù della non iscrizione dell'Aquila Palermo, è previsto un ripescaggio.

In merito alla riconferma di coach Monda, queste sono le dichiarazioni del dirigente responsabile Pasquale De Filippo: «Credo sia la scelta migliore per dare continuità ad un lavoro iniziato da un po' da Giovanni che meritava una nuova occasione dopo la tanto sofferta salvezza della scorsa stagione. Non bisogna dimenticare che lo scorso anno oltre a mantenere la categoria, le due giovanili allenate da Giovanni hanno trionfato nei rispettivi campionati, dando lustro e sostanza al nostro settore giovanile che è ormai uno dei migliori della Campania. In bocca al lupo da tutti noi a Giovanni e da questo momento tutti, società, tifosi e città dobbiamo essere vicini alla squadra ed essere quanto più possibile una cosa sola. Forza Maddaloni».



Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

martedì 5 luglio 2016

Avellino riparte da Ragland e Leunen

Avellino riparte da Ragland e Leunen
In archivio una stagione da incorniciare, la Scandone è già sul mercato
Via Nunnally, si punta sulle conferme importanti e rapide operazioni


di Giovanni Bocciero*

AVELLINO - Quella della Scandone Avellino è stata una stagione fantastica. Dopo le difficoltà iniziali a trovare la giusta continuità di prestazioni, e una volta fatto quadrare il cerchio soprattutto in cabina di regia, la formazione irpina è arrivata ad un passo dalla finale che assegnava lo scudetto. I “lupi” sono usciti sconfitti dall’interminabile serie di semifinale contro Reggio Emilia, in cui è mancata la classica zampata per poter scrivere un’altra pagina memorabile della loro storia. «È un peccato perché davvero c’è mancato poco - ha commentato il diesse Nicola Alberani -, purtroppo il fattore campo è stato determinante in questi playoff. C’è piaciuto onorare il Pala Del Mauro come nostro fortino, ma non siamo riusciti a mettere a segno quel colpo che ci avrebbe permesso di cambiare la stagione». «Ci siamo sempre avvicinati alla vittoria - gli ha fatto eco coach Pino Sacripanti -, ma ci è sfuggita per una manciata di punti in un campo difficile e contro una squadra ben allenata e molto profonda. È un dispiacere perché ci credevamo fortemente e abbiamo dato tutto quello che potevamo dare. Ogni partita ha avuto dei tatticismi diversi, entrambe abbiamo cambiato ogni tanto qualche particolare, e alla fine le giocate individuali sono quelle che hanno deciso le gare».
IL DIESSE ALBERANI E COACH SACRIPANTI
Avellino dopo questa stupenda cavalcata, con la finale di Coppa Italia e la semifinale scudetto ripartirà proprio dal duo direttore-allenatore, confermati già a stagione in corso, e soprattutto da un collaudato roster visti i rinnovi già ufficiali di Maarten Leunen e Joe Ragland, tasselli importanti nell’economia di questa squadra. «Il nostro lavoro nella passata stagione è stato apprezzato - ha dichiarato il diesse biancoverde -, e pur avendo assemblato il roster in ritardo si è potuta ammirarne la qualità. Siamo partiti per ultimi e dunque abbiamo preso giocatori che gli altri avevano un po’ trascurato ma che adesso sono stimati. Cercheremo di mantenere l’ossatura, dovendo fare purtroppo qualche sacrificio, e punteremo a qualche giocatore dal sicuro avvenire». L’obiettivo della Scandone è quello di uscire dal prossimo mercato estivo possibilmente migliorata ulteriormente rispetto a questo anno, così da potersi affermare ancora una volta tra le migliori squadra in Italia, e in Europa. E per questo si sta già strizzando l’occhio a qualche possibile rinforzo seppur «le priorità assolute sono le riconferme - ha rivelato ancora Alberani -. Siamo a lavoro per Green e Severini, e siamo attenti agli italiani un po’ perché purtroppo ce ne sono pochi in giro, un po’ perché non abbiamo le garanzie che Cervi e Pini restino dato che hanno fatto un ottimo lavoro ed hanno diverse richieste. Fare una gara 7 di semifinale è di sicuro prestigioso. Ci sono oggettivamente squadre più attrezzate di noi, ma senz’altro proveremo a fare qualcosa in più l’anno prossimo anche grazie al gruppo Sidigas che ci mette nelle migliori condizioni per lavorare». Capitolo definitivamente chiuso, invece, quello legato a James Nunnally che ha le solite aspirazioni NBA. «Dobbiamo essere contenti di averlo avuto, ci ha dato una grossa mano, ci ha fatto divertire tanto, e gli auguriamo - ha detto il diesse - le più grandi fortune ai più alti livelli». Ci si può aspettare comunque un altro colpo in uscita dall’NBA come quello di Nunnally nella passata stagione, ovvero aspettare che la concorrenza scemi intorno ad un giocatore? «Da un lato ci piacerebbe, ed è un po’ il mio modus operandi - ha rivelato Alberani -, abbiamo però il dolce problema della Supercoppa (24-25 settembre) il che significa che intorno al 15 agosto dobbiamo esserci già tutti. Ed avere i giocatori per quella data comporta firmarli a fine luglio perché tra visti, viaggi e logistica dieci giorni se ne vanno. Non so se riusciremo a fare questa cosa». Rispetto alle ultime stagioni in cui la Scandone ci ha abituati a partire sempre di rincorsa, dunque, questa estate dovrebbe accelerare di gran lunga i tempi. «La speranza è quella, però sul mercato esistono dei valori da cui cerchiamo di non farci travolgere e dunque - ha concluso il diesse irpino - speriamo di anticiparci».

COACH PINO SACRIPANTI
Coach Sacripanti crede fortemente nel lavoro profuso in questa stagione, e nell’ottica delle riconferme «spero di ripartire dal più possibile per cercare di avere continuità. Questo è un volere mio e della società. Il mercato non è ancora partito spedito e mentre ci sono giocatori che stanno aspettando altri sono entusiasti di proseguire questo progetto. Vediamo il mercato cosa offrirà ma la volontà è quella di mantenere il nucleo più numeroso possibile». Diversi rumors vogliono la Scandone in cerca soprattutto di italiani, forse anche per necessità. «I giocatori italiani sono quelli lì, il movimento purtroppo non ne ha creati tanti - ha commentato il tecnico dei “lupi” -. Ne stiamo di sicuro cercando. Ci piacerebbe portare avanti il discorso con Riccardo Cervi, ma deve essere soprattutto una sua volontà. Spero che resti sennò pazienza, andremo altrove, sondando anche il mercato straniero. Parlando con Alberani, credo che la cosa più importante sia che un giocatore abbia la voglia di venire a giocare da noi, bisogna sposarlo il nostro progetto». L’allenatore biancoverde ha in mente di completare il mosaico con giocatori funzionali ai suo dettami tattici, ma sopra ogni cosa «sicuramente guardo alla qualità, e dopo trovo il modo di metterli nelle condizioni per loro migliori. Chiaro che se teniamo l’ossatura della scorsa stagione cercheremo di mettere dentro dei giocatori che possano essere funzionali al sistema di gioco che tanto ci ha fatto vincere». Ma se coach Sacripanti avesse un giocatore come desiderio, che vorrebbe poter allenare, chi sceglierebbe? «Ce ne sono mille di giocatori molto interessanti, quasi tutti impossibili. Mi piacerebbe allenare Gigi Datome o Rakim Sanders, ma stiamo parlando di fantabasket. Restiamo piuttosto con i piedi a terra, capiamo se l’ossatura abbia una sua funzionalità e poi vedremo come sistemarci». Con l’impegno della Supercoppa Avellino deve accelerare i suoi normali tempi di mercato. «Credo che se chiudiamo con i giocatori con cui stiamo già a buon punto nelle trattative arriveremo a Ferragosto con la squadra fatta, che poi è il nostro intento. È logico che se arriviamo a quella data con 8 giocatori e ce ne mancano 2, troveremo quelli necessari per chiudere il roster. L’importante è avere una base per sapere che tipo di giocatori inserire». Escluso dunque un colpo di fine mercato alla Nunnally? «Non escludo niente perché il mercato è molto vario. Se i giocatori che mi soddisfano sono da firmare domani, lo facciamo, ma se devo aspettare metà agosto, aspetteremo metà agosto, purché - ha concluso coach Sacripanti - ci sia una base dove poi poter inserire più facilmente i nuovi».


* per il mensile BASKET MAGAZINE

La JuveCaserta non rischia più

La JuveCaserta non rischia più
Dopo l'allarme di Iavazzi, la società guarda con ottimismo al futuro


di Giovanni Bocciero*

CASERTA - Il 21 maggio scorso Caserta festeggiava perché ricorreva il 25mo anniversario dello storico scudetto del 1991, e soprattutto per quel ricordo ci si è dato da fare per dare un futuro alla JuveCaserta. “Qui o si fa la storia o si muore”, verrebbe da dire, pensando alle scadenze ormai prossime della fidejussione da 250 mila euro e dell’iscrizione alla Fip di 18 mila euro. In questa ottica il “day after” la conferenza stampa di fine stagione del patron Raffaele Iavazzi aveva fatto palesare un futuro prossimo piuttosto burrascoso. Con le proprie aziende che hanno ricevuto l’interdittiva antimafia, l’azionista unico della JuveCaserta non può più sobbarcarsi l’intero onere economico di una stagione agonistica in Lega A. Ma con dispiacere si è dovuto prendere atto che nessuno è stato pronto a rilevare la proprietà e a garantire la continuazione dell’attività in quel di Pezza delle Noci a livello di prima squadra. Alle parole del presidente che ha comunque iscritto regolarmente la squadra al prossimo campionato ha fatto eco un nefasto silenzio soprattutto da parte della classe politica ed imprenditoriale le cui attenzioni sono state rivolte certamente alle elezioni amministrative.

LA TIFOSERIA. Però la tifoseria casertana, che ha rivissuto nella propria mente i ricordi del 1998, quando la formazione della città vanvitelliana fallì per ripartire poi dalle minors e riapprodare in Lega A nell’estate del 2008, non si è chinata ad un destino ormai quasi scritto. Per questo è nata l’associazione “Io sto con la JuveCaserta”, che alla base ha quell’azionariato popolare che vuole a tutti i costi garantire la sopravvivenza del club bianconero. Il progetto pur con tanta voglia e buona volontà e nonostante il coinvolgimento di svariate personalità ed artisti - casertani e non - come Boscia Tanjevic, Massimo Lopez e Marco D’Amore tanto per citarne qualcuno, non si è purtroppo concretizzato seriamente. La somma raggiunta ad oggi - mentre scriviamo - che non servirà assolutamente ad acquistare quote della società perché il gruppo di supporters non aspira ad entrare a far parte dei quadri dirigenziali, si aggira intorno ai 50 mila euro. Cifra purtroppo esigua per poter realmente sostenere la squadra, ma che comunque rappresenta un primo tentativo di coinvolgere il territorio. Perché si parla tanto della partecipazione collettiva per salvare un patrimonio di tutti come la JuveCaserta, ma questo incentivo deve partire proprio da quella cittadinanza attiva.

PATRON RAFFAELE IAVAZZI (FOTO ELVIO IODICE)
LA PISTA ESTERA. Mentre la classe dirigente di Terra di Lavoro ha latitato a scendere concretamente in campo, nonostante una riunione a luci spente presso gli uffici dell’Unione Industriali cittadina, uno dei soci fondatori dell’associazione dei tifosi, Alfredo Scauzillo, ha fatto da intermediario con un gruppo estero capitanato da mister Lawish Mohamed Williams, imprenditore anglo-arabo proprietario di diverse aziende sparse per il mondo e che si occupano di diversi settori. Le referenze su tale personaggio sembrano ottime, dalla serietà all’ingente budget, ma fa nascere delle perplessità il fatto che di lui si conosce davvero ben poco. E proprio per questo è stata anche paventata l’idea che sia soltanto un prestanome. Pur non avendo alcun interesse commerciale qui Italia, ma spinto anche dall’amicizia con Giorgio Armani, ha comunque presentato un’offerta per rilevare il 100% della JuveCaserta. Patron Iavazzi - che ha il desiderio di rimanere in società con una piccola quota del 10%, magari 20% - ha fissato dei paletti ben precisi su questa vendita: la squadra deve rimanere a giocare a Caserta, e lui vuole un diritto di prelazione alle stesse condizioni in caso di successiva vendita della società. Nonostante qualche dubbio di natura emotiva l’accordo sembra potersi chiudere al più presto, forse già mentre stiamo scrivendo, anche perché ci sono delle scadenze piuttosto prossime da rispettare.

IL PIANO B. Ma patron Iavazzi nello stesso tempo in cui portava avanti la trattativa con mister Williams sembra abbia scavato un tunnel come via di fuga in caso non volesse più cedere. La trattativa, in tal caso, è parsa essere uno specchio per le allodole. E questo “piano B” corrisponde ad un ipotetico pool di sponsor dove oltre ad esserci la famiglia Pallante con il marchio Pasta Reggia, vi è entrato a far parte ufficialmente anche il Gruppo Ferrarelle, per voce del suo direttore generale Giuseppe Cerbone, che con un proprio brand farà da sponsor principale per la stagione prossima. Si andrebbe così a costituire un gruzzoletto di oltre 500 mila euro grazie anche all’apporto di qualche altro partner.

IL FUTURO. Cosa riserverà di preciso il futuro, mentre scriviamo, non è dato saperlo. Soprattutto perché la situazione è in un continuo divenire, a volte si tratta soltanto di una questione di ore che spuntano idee, prospettive e intenzioni come funghi. Di certo si è piuttosto ottimisti, adesso, sulla salvezza della JuveCaserta, che o con l’ingresso di mister Williams, o con ancora Iavazzi al timone, dovrebbe disputare la prossima Lega A. E lo dovrebbe fare in entrambe le situazioni con un discreto capitale da investire per il mercato. Sicuramente il patrimonio giovanile è salvo, ed anzi, si vocifera che possa essere addirittura rilanciato dallo stesso Iavazzi. Il patron ha infatti escluso dalla vendita il settore giovanile, esistente sotto forma di JC Academy e con altro codice FIP, e sta addirittura cullando il sogno del ritorno in qualità di responsabile di Franco Marcelletti.





La stagione: promossi e bocciati
Hunt e Gaddefors i migliori, la delusione è Ingrosso

DARIO HUNT (FOTO ELVIO IODICE)
La stagione della JuveCaserta ha avuto degli “up and down” incredibili se si pensa che al termine del girone d’andata il club aveva sfiorato l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, mentre un girone dopo ha dovuto conquistare la permanenza in Lega A nel match da dentro o fuori contro Trento in un PalaMaggiò “sold out”. C’è anche da dire che il campionato è stato indubbiamente travagliato dalla lunga serie di infortuni che ha permesso a coach Sandro Dell’Agnello di poter disputare si e no due partite con il roster al gran completo. Per non parlare dell’ultima fase in cui la formazione bianconera è scesa in campo regolarmente con soli sette effettivi. È dunque facile paragonare la salvezza conseguita ad un vero e proprio miracolo sportivo. Detto ciò, di promossi ce ne sarebbero tanti e di bocciati pochissimi. Dario Hunt si è guadagnato la palma di Mvp perché alla fin fine è stato il più costante tra i suoi. Uomo d’area come pochi, nonostante la sua statura “undersize”, si è aggiudicato la classifica delle doppie-doppie rivelandosi un attaccante piuttosto concreto ed un rimbalzista straordinario dominando svariate volte contro centri più corpulenti. Al suo pari Viktor Gaddefors è stato decisivo fin quando ha potuto giocare, rivelandosi un valore aggiunto pazzesco per la truppa casertana. Arrivato in punta di piedi si è conquistato gara dopo gara tutta la stima possibile, grazie a prestazioni fatte di sacrificio e dedizione. Ha portato versatilità al quintetto, ricoprendo in modo abusato la posizione di ala grande, e quella abnegazione difensiva che si è fatta rimpiangere nel momento in cui si è infortunato. Di bocciati, come detto, ce ne sono pochissimi, ma Tommaso Ingrosso può essere additato sicuramente come il “flop” di questa stagione bianconera. Da lui non ci si aspettava di certo chissà che cosa, però è sembrato inadatto al palcoscenico della Lega A. Non mettiamo in dubbio la sua voglia ed il prezioso lavoro fatto in allenamento, ma alla fine il suo minutaggio è la fotografia di quello che poteva dare realmente alla squadra. Ha avuto delle semplici apparizioni, e neppure con l’acqua alla gola si è deciso di puntare forte su di lui. Una bocciatura eccellente sarebbe invece la dirigenza, che ha sicuramente fatto delle scelte sbagliate (vedi Adegboye e Slokar) nell’arco della stagione che si sono rivelate inutili e soprattutto inefficaci in corso d’opera.



* per il mensile BASKET MAGAZINE

domenica 26 giugno 2016

IL FUTURO. Ale Gentile all’esame di maturità

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/06/2016

IL FUTURO. Il maddalonese doc è diviso tra l’esperienza continentale e l’avventura oltreoceano
Ale Gentile all’esame di maturità

di Giovanni Bocciero

MADDALONI. Senza soste la stagione agonistica per Alessandro Gentile, che dopo aver alzato le braccia al cielo lo scorso 13 giugno al PalaBigi di Reggio Emilia per la vittoria in Gara 6 e di conseguenza dello Scudetto, il 20 giugno scorso si è ritrovato al PalaDozza di Bologna per iniziare il raduno con la Nazionale in vista del Preolimpico di Torino del prossimo 4-9 luglio. Un'estate dunque impegnativa per la “pantera di Maddaloni” quanto un vero e proprio campionato, con la speranza che sia ovviamente quanto più lunga possibile con l'obiettivo dichiarato di voler disputare i Giochi Olimpici di Rio di agosto, dal 5 al 20.
Ma in questa estate caldissima non solo bisognerà sudare sul parquet, ma ci si attende anche un grande lavoro fuori dal rettangolo di gioco, negli uffici, dove sarà soprattutto il suo procuratore Riccardo Sbezzi a svolgere un'attività fondamentale. A naso, e secondo i rumors, sono cinque le opportunità per il futuro di Ale Gentile, ovvero la permanenza all'Olimpia Milano con lo scopo però di essere competitivi anche e soprattutto in Eurolega; il trasferimento a due top club continentali come il Barcellona - in vantaggio economicamente - o il CSKA Mosca che hanno già presentato le rispettive offerte al figlio di Nando e che potrebbero dargli l'occasione di misurarsi a livello europeo e di acquisire una dimensione internazionale; l'opportunità turca presentata dall'ambizioso team del Darussafaka Dogus che oltre alle potenzialità economiche può avvalersi della presenza di coach David Blatt sulla panchina; e poi l'ambizione di potersi misurare in NBA con quei Houston Rockets che hanno i diritti sul ragazzo che a 25 anni potrebbe aver raggiunto la maturità necessaria per la “lega più bella del mondo”.
Subito dopo la Finale Scudetto vinta contro Reggio Emilia, Ale Gentile dichiarò che la sua avventura in maglia Olimpia potrebbe essere giunta alla fine dopo cinque lunghe stagioni, e con due Scudetti ed una Coppa Italia messe in bacheca. Lo stesso presidente meneghino, Livio Proli ha avuto la sensazione che il capitano potesse decidere di chiudere qui la sua avventura all’ombra della Madonnina. Le parti in verità stanno ancora chiacchierando, e soprattutto in questa parte finale di giugno sembrano essersi riavvicinate parecchio piuttosto che una settimana fa. Il punto ovviamente non è affatto economico, ma piuttosto di prospettiva e competitività, perché Ale Gentile ha fatto capire a chiare lettere che per rimanere vuole giocarsi tutte le chance possibili in Eurolega dove Milano, nell’ultima edizione, è uscita addirittura alla prima fase. Con la formazione di Giorgio Armani l’atleta maddalonese doc ha contratto sino al 2018, e dunque chiunque volesse ingaggiarlo dovrebbe trovare un accordo per il buy-out.
E allora qui entrano in campo le tre compagini europee di cui abbiamo detto prima. I catalani sono senz’altro i favoriti per la proposta economica biennale fatta al giocatore, molto stimato dalla dirigenza del Barcellona che dovrà poi far coincidere le proprie aspirazioni con quelle del neo coach lituano Sarunas Jasikevicius, certo ma non ancora annunciato. I moscoviti del CSKA restano comunque dietro l’angolo ed hanno dalla loro oltre al grande prestigio anche un budget forse più ampio da poter spendere per allestire la squadra. Infine poi vi sono i turchi del Darussafaka che, oltre all’ambizione di voler diventare una sorta di punto di riferimento nel panorama continentale arrivando a grandi risultati in ambito di Eurolega, possono vendere bene il tecnico israeliano ed ex Treviso, Maccabi ed anche NBA ai Cleveland Cavaliers, Blatt. I soldi però non sono tutto, non ti fanno vincere, e allora pur tra mille ambizioni e tanti soldi da poter spendere il Darussafaka potrebbe non essere proprio la scelta migliore per compiere un ulteriore salto di qualità.
Ma nell’immediato futuro del nativo di Maddaloni potrebbe esserci anche la NBA, cosa che sino a qualche settimana fa si poteva quasi scongiurare almeno per la prossima stagione. A rompere gli indugi e a paventare la possibilità di questa scelta è stato lo stesso Ale Gentile, proprio come fatto in occasione della Finale Scudetto. E lo ha fatto con il guru dei giornalisti statunitensi, vale a dire Adrian Wojnarowski. Mettere piede negli Stati Uniti significa decidere di indossare la casacca degli Houston Rockets, avendo quest’ultimi acquisito i diritti sul giocatore in occasione del Draft 2014 quando il figlio di Nando fu chiamato con la scelta numero 53 dai Minnesota Timberwolves. Decidere di fare il viaggio transoceanico è sicuramente un gesto di grande maturità, perché per quello che è il carattere piuttosto vulcano e fumantino del capitano dell’Olimpia Milano, non lo vediamo starsene buono buono in panchina come la prima versione di Marco Belinelli ai Golden State Warriors oppure come sino ad un anno fa Gigi Datome tra i Detroit Pistons ed i Boston Celtics. Insomma, Gentile per andare in NBA innanzitutto vorrà avere delle rassicurazioni sul suo minutaggio dal coach dei texani Mike D’Antoni, e poi certamente è consapevole che onde tutto dovrà impegnarsi tanto per farsi valere sulla concorrenza, cercando anche di limare quelli che sono i suoi difetti di gioco.
E qui ritorniamo a questa estate che si spera possa essere davvero molto lunga. Le esperienze del Preolimpico prima e, incrociamo le dita, dei Giochi Olimpici dopo, possono aiutarlo a non dover essere per forza protagonista sia in termini di minuti che come qualità, come invece spesso e volentieri è successo in maglia Olimpia. Un esame parecchio interessante questo per “l’ariente di Maddaloni”, che proprio da questa esperienza in azzurro con il vice Giordano Consolini, colui che ai tempi della Virtus Bologna lo reputò non adatto, può maturare.

L’ItalBasket continua a lavorare

DALLA GAZZETTA DEL 26/06/2016

PREOLIMPICO. Il Torneo di Bologna di questo weekend è un altro test
L’ItalBasket continua a lavorare

CASERTA. Il Torneo di Bologna è un altro step di avvicinamento di un certo livello dell'ItalBasket al Preolimpico di Torino. Dopo questo weekend il C.t. Ettore Messina dovrebbe scremare il gruppo sino ai 12 finali per l'appuntamento torinese. Di amichevoli ce ne saranno altre anche a Biella, ma queste in terra felsinea possono valere la convocazione per quei giocatori, vedi Poeta, Cinciarini, Pascolo o Tonut, ancora al limite nelle gerarchie del coach azzurro. Questo presumibilmente farà sì che ognuno scenda in campo dando il massimo per provare a confondere le idee del selezionatore.
E poi ovviamente ci sono i fuoriclasse azzurri, i vari Gallinari, Belinelli, Datome, Gentile, Hackett, Melli e Bargnani, certi di avere un posto di grande rilevanza in questa nazionale che non solo dovranno fare da traino per gli altri, ma anche provare a raggiungere un ulteriore gradino in ambito internazionale nonostante le tante e diverse esperienze sia in Europa che in NBA dove già si sono messi in vetrina. Questa Italia è indubbiamente talentuosa e valida in campo mondiale, ma bisognerà dimostrare sul rettangolo di gioco di meritarsi tutti gli aggettivi possibili ed immaginabili, perché alla fine sono sempre i risultati che etichettano e suddividono i campioni da quelli papabili. La mentalità portata dal C.t. Messina e di cui si è avuto già un assaggio in occasione del Torneo di Trento è senza dubbio un valore aggiunto per questo gruppo, che negli scorsi anni si è sempre dimostrato molto operaio. Questa qualità non deve mancare neppure adesso, soprattutto visto che il Preolimpico è davvero dietro l'angolo e diventa fondamentale impegnarsi forte e concentrare il lavoro in questi pochi giorni rimanenti. Ed ovviamente proprio questo Torneo di Bologna potrà dare delle ulteriori risposte in termini di valutazione dello stato di salute di questa ItalBasket.
Giovanni Bocciero

venerdì 24 giugno 2016

La Juvecaserta deve sostenere l’esame della fidejussione

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/06/2016

LEGA A. Il tempo scorre e patron Iavazzi vuol garantire un futuro al club bianconero
La Juvecaserta deve sostenere l’esame della fidejussione

di Domenico Landolfo

CASERTA. Il tempo fugge e non s'arresta un'ora... Il poeta così scriveva in versi, è un ripasso in periodo di esami non guasta mai, ma in casa Juvecaserta la differenza tra una promozione ed una bocciatura è davvero molto pesante. Steso un velo scuro sull'affaire Williams, che di qui a poco molto probabilmente finirà al vaglio degli inquirenti per gli accertamenti del caso, è tornato prepotentemente concentrica la situazione del patron Iavazzi. Negli scorsi giorni è emersa in maniera forte la sua volontà di garantire a questa squadra un futuro, ed ecco quindi il prodigarsi in maniera spasmodica per ottenere la fideiussione che è condicio sine qua non per andare a ratificare l'iscrizione al campionato.
FOTO ELVIO IODICE
Il fatto che comunque vicino alla società ci siano Ferrarelle e Pasta Reggia fa ben sperare che qualcosa si muova, eppure la celebre frase galileiana non tiene il passo. Si la fideiussione, ma poi Iavazzi ha detto in maniera molto netta che la società va ceduta affinché possa farsi la Serie A, e quindi ammesso che entro i prossimi giorni possa essere "sanato" il nodo gordiano dei 250 mila euro, ci si ritroverebbe con una società in vendita. E quindi il periodo di esami torna preponderante: se di letteratura e metafore abbiamo detto in apertura, di diritto potremmo presto parlare e di matematica economica possiamo ben dissertare, ora tocca alla filosofia, forse l'ambito che più fotografa il quotidiano bianconero.
Un pendolo come quello di Shopenauer che non si alterna tra la vita e la morte, ma tra il sentore di incertezza e la paura di sparire di nuovo. Perché la storia insegna, ed il '98 non è troppo lontano retaggio, che non serve molto altro per tornare in un baratro di difficile risalita. Ed allora, tocca mettersi sui libri e provare a dare il meglio di se perché per Caserta e la sua squadra di basket qui non si può rischiare di farsi trovare impreparati alle sfide che chiameranno nei prossimi giorni tutti i protagonisti sul campo. Il futuro è incerto, si attendono notizie e soffiate, proprio come i temi della maturità nel celebre film, sperando che il nostro lieto fine possa arrivare puntuale come nelle migliori pellicole.

domenica 19 giugno 2016

PREOLIMPICO. ItalBasket, il dettaglio delle scelte del C.t. Messina

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/06/2016

PREOLIMPICO. Ottime prove contro Repubblica Ceca e Cina, difesa intensa e movimento della palla
ItalBasket, il dettaglio delle scelte del C.t. Messina

CASERTA. L’ItalBasket ha vinto e convinto durante il quadrangolare della Trentino Cup, in cui ha messo in pratica alcuni dettami tecnici su cui basa il proprio lavoro il C.t. Ettore Messina, ovvero grande intensità difensiva ed ottimo movimento della palla. «Ho molto apprezzato due cose - ha commentato il coach azzurro Messina al termine del torneo - che mi danno fiducia per l’immediato futuro: nei momenti di difficoltà siamo riusciti ad uscirne con due palleggi in meno e un passaggio in più facendo muovere molto la palla. Quando la palla si muove veloce le cose funzionano. Quando la palla si ferma nessuna squadra può fare strada. Sono contento anche di aver trovato delle difficoltà: potevamo innervosirci e invece abbiamo avuto pazienza e autocontrollo, due virtù che ci serviranno come il pane. Mi ripeto, è bello vedere la grande disponibilità sia dei più famosi sia dei giovani».
Se la schiacciante vittoria per 78-48 arrivata in semifinale contro la Repubblica Ceca orfana dei suoi migliori giocatori Jan Vesely e Tomas Satoransky può aver agevolato e non poco il compito degli azzurri, contro la Cina in finalissima si è avuta una buona conferma della prestazione, soprattutto in termini di intensità e fisicità. La nazionale campione d'Asia già qualificata alle Olimpiadi di Rio, pur senza schierare l'ex NBA Jianlian Yi ma con il prospetto in ottica Draft (si terrà nella notte di giovedì) Zhou Qi, presentava un roster comunque valido tecnicamente e che dalla palla a due ha indirizzato la partita sul binario della fisicità. Sfida che la nostra nazionale ha accettato di buon grado senza indietreggiare e partendo spedita con un parziale di 18-0.
La competizione, a cui non hanno partecipato Andrea Bargnani e Stefano Tonut per alcuni risentimenti muscolare, ha dimostrato che Marco Belinelli è già in splendida forma evidenziando anche una certa leadership che va oltre il suo cavallo di battaglia che ha nel tiro da fuori. Danilo Gallinari dopo aver lasciato il palcoscenico agli altri contro i cechi, ha fatto vedere sprazzi del suo talento di fronte ai cinesi, quasi a voler far sapere che quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. Ottime impressioni sono giunte anche da Hackett, Abass, Cervi e Cusin, con performance solide. Ma il commissario tecnico Messina ha regalato spazio a tutti, ed i giovani come Fabio Mian, Simone Fontecchio o Matteo Imbrò hanno risposto presente lanciando un messaggio piuttosto chiaro: dietro ai soliti noti c'è chi spinge per entrare a far parte della nazionale azzurra.
Al termine della kermesse trentina sono stati comunicati i sedici che da oggi si ritroveranno in quel di Bologna, per la seconda parte del raduno, quella decisiva in ottica convocazioni per il Preolimpico che inizierà a Torino tra due settimane esatte. E già per queste decisioni non è stato facile escludere alcuni giocatori piuttosto che altri. Ma andiamo nel dettaglio. Messina ha diramato la lista dei sedici che comprende i playmaker Daniel Hackett, Andrea Cinciarini e Giuseppe Poeta; le guardie Pietro Aradori, Marco Belinelli, Amedeo Della Valle, Alessandro Gentile e Stefano Tonut; le ali Awudu Abass,  Andrea Bargnani, Gigi Datome, Danilo Gallinari, Niccolò Melli e Andrea Zerini; ed i pivot Riccardo Cervi e Marco Cusin. Riserva a casa sono invece i playmaker Luca Vitali e David Cournooh, la guardia Fabio Mian e l'ala Davide Pascolo. Esclusione eccellente è sicuramente Achille Polonara, che dopo aver preso parte all'EuroBasket dello scorso settembre osserverà un'estate di riposo dall'azzurro. Rispetto ai 24 preselezionati dello scorso maggio mancano anche Bruno Cerella, che poteva essere un valore aggiunto in ottica difensiva, e Andrea De Nicolao che aveva dimostrato di poter essere una valida alternativa in cabina di regia. Tra le riserve a casa c’è forse delusione per Pascolo, che in quel del PalaTrento ha fatto ammirare una buona pallacanestro ma che non è stato sufficiente per strappare la convocazione del C.t. Messina, che gli ha preferito un più energico Zerini che forse si sbatte di più su entrambe le metà campo. Da oggi, comunque, il livello si alzerà ulteriormente.
Giov.Bocc.

venerdì 17 giugno 2016

FINAL FOUR UNDER 13. Maddaloni vuole il “triplete”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/06/2016

Maddaloni vuole il “triplete”, Del. Fes. il primo ostacolo

MADDALONI. Ultimo appuntamento stagionale per l’Under 13 della Pallacanestro San Michele che oggi e domani sarà impegnata nel Concentramento finale di Monte di Procida. I biancazzurri di coach Massimo Ricciardi arrivano a questa Final Four da imbattuti, avendo collezionato sin qui ventuno successi in altrettante partite disputate. Fondamentale l’ultima vittoria nello spareggio secco che ha visto Maddaloni impegnato sul parquet della Virtus Battipaglia, che ha assaporato il gusto amaro della prima sconfitta stagionale pur vendendo cara la pelle. Alla fine il punteggio di 68-53 ha premiato i ragazzi cari a patron Andrea De Filippo. La società maddalonese insegue adesso il sogno di poter vincere il suo terzo campionato giovanile in questa straordinaria annata agonistica, che l’ha vista già trionfare nelle categorie Under 16 Eccellenza ed Under 14 Elite. Oggi alle 17 semifinale contro la Del. Fes. Avellino, che arriva anch’essa a questo appuntamento da imbattuta, mentre a seguire palla a due dell’altra semifinale tra i padroni di casa della Virtus Monte di Procida ed il Sales Vomero. Domani le finali.
Giovanni Bocciero

giovedì 16 giugno 2016

Juvecaserta, tanti accordi ma nulla di concreto

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/06/2016

LEGA A.  Patron Iavazzi sembra non voglia cedere, gli sponsor la sua unica possibilità
Juvecaserta, tanti accordi ma nulla di concreto

CASERTA. C’è una situazione di stallo nella trattativa di cessione della Juvecaserta da parte di patrin Raffaele Iavazzi nei confronti di mister Lawish Mohamed Williams che sicuramente non fa bene. Il confronto - soltanto postale - tra le parti c’è stato, e si è anche giunti ad un accordo, eppure qualcosa non quadra. Da un lato ci sono le perplessità sulla persona di mister Williams, ovvero si conosce pochissimo di lui e ne tanto meno ha pensato di farsi un viaggio a Caserta - dato che a lui non mancano le possibilità - per capire in che baratto di marmellata sta mettendo effettivamente le mani. Da questo punto di vista, però, assicura sulla serietà del personaggio il suo massimo sponsor, cioè Alfredo Scauzillo che oltre a fare da intermediario in tutta questa faccenda ha anche la procura di mister Williams, e dunque parla per conto suo.
Dall’altra parte, però, sembra tanto che patron Iavazzi non voglia poi cedere con tanta voglia il club di Pezza delle Noci, la sua “creatura” come tante volte l’ha chiamata. Un pizzico di sentimentalismo che fa ancora sorridere in un mondo come quello dello sport, che purtroppo, sta diventando sempre più soggetto alle regole della finanza. Fatto sta che ad oggi una soluzione a tutto ciò, nonostante si abbiano ancora sensazioni piuttosto positivi nella conclusione dell’affare, ancora non si è raggiunta. Anche se mentre scriviamo si potrebbe sciogliere il nodo di questa matassa.
Il piano A resta la vendita della società bianconera, che finirebbe tra le aziende di mister Williams con un management completamente da ricostruire e soprattutto con le scadenze che incombono sempre più: 250 mila euro per la fidejussione e 18 mila euro da versare alla Fip per l’iscrizione.
Ma patron Iavazzi sembra avere anche il piano B, ovvero ringraziare dell’interessamento di mister Williams ma gettare per aria qualsiasi trattativa vi fosse sul tavolo, e di conseguenza rimanere al timone della Juvecaserta, la sua “creatura”, con un pool di sponsor pronti ad appoggiarlo. Vedi la famiglia Pallante con il marchio Pasta Reggia, vedi il gruppo Ferrarelle che potrebbe scendere in campo con il brand Acqua Vitasnella, e che frutterebbero poco meno di 500 mila euro - secondo i rumors - da poter ampliare con qualche altro sponsor che sposi la causa bianconera.