giovedì 10 aprile 2014

Il capitano Mordente striglia la Juvecaserta

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/04/2014

LEGA A. L’esperta guardia delusa ed incazzata per le occasioni che i bianconeri stanno sprecando
Il capitano Mordente striglia la Juvecaserta

Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta deve stringere i denti in questo rush finale di stagione. Ci sono dei playoff da conquistare sul campo, che vanno ben oltre le più rosee aspettative d’inizio anno. La lotta sarà, però, serrata, perché se la settima (Reggio Emilia) è l’unica che forse può guardare in avanti (Roma), Caserta deve assolutamente stare attenta all’ammucchiata che la insegue. Cinque formazioni (Varese, Avellino, Pistoia, Venenzia e Bologna) contro le quali i bianconeri hanno il vantaggio degli scontri diretti, ma proprio due di queste (Varese e Bologna) sono rientrate in corsa in virtù dei successi sui casertani. Quando si dice farsi male con le proprie mani. Inutile piangere sul latte versato, bisogna rimboccarsi le maniche e gettarsi a capofitto in queste ultime quattro gare di regular season. Lo specchietto qui a fianco è una mappa utile per capire meglio la situazione. Fare calcoli non serve quasi a nulla, adesso, alla Juvecaserta servono però due vittorie per sperare, tre per essere quasi certi dei playoff.
Marco Mordente (Foto Carozza)
Dopo la gara di Varese, una partita persa contro un  avversario che comunque non si era dimostrato irresistibile, negli spogliatoi c’era rammarico?
«Non c’era soltanto rammarico - ha esordito Marco Mordente -. Diciamo che aleggiava un sentimento di delusione, perché alla fine abbiamo ripetuto la stessa identica gara di Bologna, e visti gli altri risultati molto favorevoli per noi è stata un’altra occasione che non abbiamo saputo sfruttare».
Secondo te, quale è la pressione che avvertite in trasferta e che vi condanna, e che in casa, invece, riuscite a superare?
«Nei momenti importanti in casa riusciamo sempre a trovare il modo per superare le difficioltà, e la pressione, mentre in trasferta - ha anlizzato il capitano bianconero - ci fermiamo sempre ad un passo. Fin quando abbiamo le energie facciamo bene, ma quando l’intensità degli avversari aumenta, anche e soprattutto perché supportati dal proprio pubblico, noi ci fermiamo e non abbiamo la durezza mentale per continuare ciò che stavamo facendo».
Più volte sia il giemme che l’allenatore hanno dichiarato che per quello che state facendo, si sta realizzando quasi un miracolo, visti i roster delle avversarie. Proprio in tal senso, in questa sorta di bagarre per i playoff, avete le carte in regola per potercela fare?
«Io penso che se riusciremo ad arrivare ai playoff realizzeremmo davvero un miracolo. Penso sia normale che adesso tutta l’attenzione sia rivolta a questo risultato, ma il nostro obiettivo principale - ha rammentato Mordente - era quello di arrivare a salvarci con tranquillità. Lo abbiamo fatto e abbiamo anche alzato l’asticella. Adesso, però, dovremo essere capaci di reggere tutte quelle tensioni che possono crearsi avendo cambiato in corsa il nostro obiettivo».
Questo, ovviamente, va a sottolineare il campionato ottimo che state facendo, al di là se si faranno o meno i playoff?
«Certo che sì - ha tagliato netto l’esperta guardia - senza alcun dubbio».
Coach Molin ha confessato che nella prima parte di campionato è stato costretto a spremerti più del dovuto. Adesso, con l’arrivo di Ronald Moore avresti potuto tirare di più il fiato, ma è arrivato l’infortunio di Tommasini. Da questo punto di vista dovrai essere utilizzato ulteriormente?
«Io so quello che il tecnico mi chiede, e quindi sono tranquillo. Mi rendo conto che il mio lavoro adesso viene apprezzato da pochi, tra cui ovviamente Molin, ma sono sereno perché l’obiettivo principale per me e per la squadra è quello di arrivare ai playoff. Quindi io lascerei proprio da parte le statistiche, le prestazioni individuali e soprattutto le mie, visto che quelle non brillano. Ma sono tranquillo, anche se in questo momento sono incazzato e amareggiato perché non mi piace perdere le occasioni. Ne abbiamo già avute due, rispettivamente a Bologna e a Varese, e non le abbiamo raccolte. Questo - ha concluso il capitano Mordente - è quello che mi da fastidio e mi brucia molto dentro».

UNDER 17. Il Maddaloni "conquista" le Final Four

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/04/2014

UNDER 17. Con il successo sul Flavio i maddalonesi si aggiudicano matematicamente la qualificazione
Il Maddaloni "conquista" le Final Four

PALL. SAN MICHELE 69
FLAVIO POZZUOLI 43
(10-16; 36-30; 52-38)

MADDALONI: Ianniello 10, Salanti 17, Calcavecchia 11, Nuzzo 4, Liguoro 9, Pascarella 7, Borrelli N. 2, Bocciero 5, De Lucia 2, Chiriano 2, All. Borrelli A.
POZZUOLI: Lubrano 11, Doarme 5, Crescenzi 9, Costagliola 8, Lucci 1, Amato 7, Taussi n.e., Merone 2, Benevento, Zenga, Mazzeo, All. Gaudioso
ARBITRI: Ferrante e Gazzillo di Caserta.

La formazione mentre festeggia
MADDALONI. Continua la cavalcata del Maddaloni che conquista ancora due punti preziosi ai fini del concentramento finale, trionfando su un Flavio Basket Pozzuoli che ha creato più di un grattacapo ad inizio gara. Infatti i puteolani venivano da un buon momento, avendo trionfato addirittura con una delle squadre che stava lottando per i primi quattro posto, ovvero la Cestistica Ischia.  I primi 10’ del match, non sono dei più esaltanti con i calatini che prendono sottogamba l’impegno e con il Pozzuoli che ne approfitta.  All’8’ si era sul punteggio di 8-8, con entrambe le squadre che non riuscivano a buttare la palla nel cesto e che perdevano qualche pallone di troppo. I puteolani però al 9’ trovano un mini parziale che li portano sul risultato di 8-13, con i maddalonesi che concedono troppo agli avversari in attacco. Il primo quarto si chiude con una tripla allo scadere del Pozzuoli che li porta in vanbtaggio di sei lunghezze (10-16). I biancazzurri, costretti a rincorrere, si risvegliano mel momento opportuno, e al 15’ si portano finalmente col naso avanti (21-18). Il quarto continua con il Maddaloni che tenta la fuga, che però viene ben arginata dagli avversari. Infatti al riposo lungo si va con il risultato di 36-30. Al rientro dagli spogliatoi, i ragazzi di coach Antonio Borrelli mettono in chiaro le cose, portandosi al 29’ sulle undici lunghezze di vantaggio grazie ad un attacco che finalmente trova la giusta dimensione con buone percentuali sotto canestro. Nell’ultima frazione di gioco, i maddalonesi continuano la loro opera, aumemtando sempre di più il loro vantaggio sugli avversari (60-40 al 35’) e mettendo così in cassaforte il risultato. Alla sirena finale, il risultato sul tabellone luminoso recitava 69-43 con i calatini che si sono potuti così concedere ai festeggiamenti. Infatti, con questa vittoria, i biancazzurri si sono matematicamente qualificati per il concentramento finale, avendo un vantaggio di sei punti sulla quinta in classifica a due gare dal termine del campionato. Il San Michele può gioire doppiamente, poichè questi ultimi svolgeranno la fase finale tra le mura amiche. Infatti la Federazione ha assegnato alla società calatina l’organizzazione delle final four di categoria, che dunque si disputeranno presso il PalaAngioni-Caliendo di Maddaloni. Sicura la partecipazione dello Sporting Portici, ancora imbattuta, e appunto del Maddaloni. Senza commettere passi falsi, le ultime due a prendere parte alla fase finale dovrebbero essere Saviano e Monte di Procida, che hanno quattro punti sull’inseguitrice Ischia, che si è complicata il cammino nelle ultime due giornate.
LUIGI BOCCIERO

mercoledì 9 aprile 2014

Lo sfogo dei tifosi: «Rammarico per la sconfitta di Varese»

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/04/2014

LEGA A. Le convocazioni all’All Star Game premiano il buon lavoro dopo anni travagliati
Lo sfogo dei tifosi: «Rammarico per la sconfitta di Varese»

Giovanni Bocciero

CASERTA. Un’altra settimana di lavoro attenderà la Juvecaserta, che tornerà ad allenarsi quest’oggi, dopo aver avuto lunedì e martedì di riposo. Settimana corta, se ci passate il termine, in vista della sosta del prossimo fine settimana per l’All Star Game, in programma per domenica pomeriggio presso il PalaRossini di Ancora. Coach Lele Molin ha preferito far tirare un po’ il fiato ai suoi, dopotutto, bisogna conservare quante più energie possibili per il tanto atteso rush finale di stagione, in cui i bianconeri dovranno sudarsi il posto per disputare i playoff.
I giocatori, dunque, torneranno a mettere piede in campo oggi, senza ovviamente Claudio Tommasini, per il quale bisogna ancora valutare in giornata le condizioni dell’infortunio che ha rimediato venerdì scorso, e senza Michele Vitali, che invece è impegnato al raduno della Nazionale che scenderà sul parquet in occasione della gara delle stelle del nostro campionato di domenica. E peccato, perché oltre a Vitali anche lo stesso Tommasini sarebbe dovuto essere a disposizone del c.t. Simone Pianigiani per questo stage in azzurro della durata di circa una settimana.
Inutile piangersi addosso, come ha detto anche il tecnico casertano, guardiamo la situazione in modo positivo. Dopotutto, ripetiamo, la stagione della Juvecaserta, con o senza i playoff, resta soddisfacente.
I tifosi ovviamente vorrebbero sempre il massimo, per loro una vittoria potrebbe significare scudetto e una sconfitta invece la retrocessione. Ma ci sta, anche perché non è assolutamente sbagliato paragonare la Napoli calcistica alla Caserta cestistica. La passione la fa senza alcun dubbio da protagonista, ed è anche questa che spesso fa superare le difficoltà. Come ogni settimana, comunque, dedichiamo spazio sulle nostre colonne ai tifosi bianconeri, e questa volta è il turno di Giovanni De Crescenzo, 24enne nato a Capua ma residente a Bellona. Laureato in economia, e mentre sta continuando il percorso di studi fa anche praticantato in uno studio. Tifoso da sempre, proprio perché il sangue bianconero gli scorre nelle vene.
GIOVANNI DE CRESCENZO
Iniziamo dalla sconfitta di Varese. Cosa hai provato, amarezza, delusione, sconforto?
«Diciamo che ho provato per lo più rammarico. La partita è stata sempre alla nostra portata, ma quest'anno in trasferta ci manca sempre quel qualcosa in più che ci permetta di poter vincere».
Se fossi stato tu il coach, avresti optato per una particolare tattica pur di evitare la sconfitta?
«Alla luce della partita, niente di diverso, perché alla fine i giocatori non hanno risposto come ci si aspettava. Penso che dal punto di vista dell’allenatore non si poteva fare di più o diversamente».
Seconda sconfitta consecutiva e settima lontano dal fortino del PalaMaggiò. Quale è il tuo pensiero?
«Mai come quest'anno è palese che in trasferta ci manca qualcosa. Apparte i tre casi sporadici, contro Pesaro e Montegranaro che sono due squadre sicuramente più deboli di noi, poi c'è stata la partita di Siena, dove la squadra ha mostrato tutto il potenziale a sua disposizione».
Torniamo all’ultima gara di campionato, chi ti è piaciuto di più nella sfida contro Varese, ammesso che ti sia piaciuto uno?
«Per forza di cose dico Jeff Brooks, perché è stato l'unico che ha provato a giocare sopra le righe».
Nel complesso della squadra, chi pensi sia davvero essenziale per le fortune della Juvecaserta?
«Ad oggi penso che per andare ai playoff sia indispensabile l'apporto di tutti, chi più chi meno, ma c'è bisogno dell'apporto davvero di ogni singolo giocatore bianconero».
Altra occasione sprecata, e fortuna che chi insegue non ne approfitta. Ma questa Juvecaserta è realmente da playoff?
«Per quello che si è visto fino ad ora, e soprattutto tra le mura amiche, dico senz’altro di si. Ma bisogna assolutamente migliorare in trasferta».
Un argomento di grande discussione, che è il vero e proprio tormentone del momento, è quello inerente a se sia meglio Tony Easley oppure Cameron Moore. Tu cosa ne pensi?
«Ovviamente dico senza troppo pensarci Cameron Moore. Tony Easley dopo la partita contro Pesaro sembrava davvero in grande forma, e pronto a darci una mano, ma non è stato continuo ne ai livelli che ci si aspettava».
La convocazione di Brooks, Roberts, Tommasini e Vitali all'All Star Game è un segno tangibile del buon lavoro che si sta facendo?
«Ovviamente si, finalmente un po’ di tranquillità e programmazione dopo anni molto travagliati».
Il tuo personale sms alla dirigenza per il lavoro fatto fin qui?
«Complimenti e continuate così».
Il tuo personale sogno nel cassetto per questa società?
«Ritornare a giocare ad alti livelli, e soprattutto giocare l’Eurolega».

martedì 8 aprile 2014

Interviste post-gara Maddaloni-Taranto 87-70

SERVIZIO VIDEO DA GIOVANNI BOCCIERO TV

Interviste post-gara Maddaloni-Taranto 87-70


Interviste a coach Massimo Massaro e al dirigente Pasquale De Filippo

La Juvecaserta deve riflettere sugli errori commessi

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 08/04/2014

LEGA A. La squadra ancora sconfitta in trasferta mantiene vive le speranze per i playoff
La Juvecaserta deve riflettere sugli errori commessi

Giovanni Bocciero

CASERTA. Ancora una volta, il giorno dopo la partita in casa Juvecaserta c’è da riflettere. Neppure a Varese si è riusciti a strappare questi due punti utili per la corsa ai playoff. Fortunatamente, il popolo casertano domenica ha avuto di che festeggiare, vista la promozione in serie C unica della Casertana. Se per il pallone c’è soltanto da sorridere, per quel che riguarda i canestri bisogna fare, forse, mea culpa. Proprio come contro la Virtus, anche la Cimberio ha approfittato della visita dei bianconeri per ritornare al successo, e a questo punto viene da pensare quasi che siano gli uomini di coach Lele Molin ad essere in missione. Per la Croce Rossa però.
Rammarico, delusione, amarezza, e chi più ne ha più ne metta, sono stati gli stati d’animo che hanno contraddistinto i tifosi bianconeri mentre negli ultimi minuti di gara il punteggio ormai andava consolidandosi per la formazione avversaria, che sicuramente avrà lottato sul parquet per raggiungere questa vittoria, ma che proprio come la settimana scorsa in quel di Bologna, i rivali di Caserta non sono sembrati irresistibili. E’ quello che maggiormente fa rabbia, perché chi vuol puntare in alto, deve anche e soprattutto dimostrare sul campo il proprio valore. E ovviamente in tal senso vanno a nozze gli scettici, i quali da tempo dichiarano che “ce la suoniamo e ce la cantiamo da soli”.
Certo, forse è bene ribadire che andare ai playoff sarebbe un qualcosa di estremamente positivo per i colori bianconeri, visto che la società aveva iniziato la stagione per raggiungere una salvezza tranquilla. Questo obiettivo è stato raggiunto con largo anticipo, e per via comunque dei buoni risultati raccolti nell’arco dell’anno, la Juvecaserta è ancora in piena lotta per strappare il biglietto per il gran ballo. Inutile sottolineare che per andare a disputare la post season bisognerà uscire almeno per secondi con la mano alzata da queste sabbie mobili, perché la concorrenza è realmente agguerrita.
Ecco, magari con un successo a Varese i casertani si sarebbero potuti allontanare dalla bagarre, visti anche i risultati delle dirette concorrenti, che fanno inesorabilmente crescere ancora di più la rabbia per l’ennesima occasione buttata praticamente alle ortiche. Con Reggio Emilia vincente contro Roma, gli emiliani guidano il plotone con 26 punti, e staccata di due lunghezze c’è la Juvecaserta. Ma a quota 22 punti sono pronte a risalire Varese, Pistoia, che ha espugnato il parquet di Venezia, Bologna, passata sul campo dell’Avellino, e le stesse Venezia e Avellino, che con le rispettive sconfitte hanno dato un bel calcio alla fortuna.

JEFF BROOKS CHE DIFENDE SU ADRIAN BANKS (FOTO RASO)
POSITIVITA’. Logico che per i tifosi questi up and down della squadra non sono affatto accettabili. Raggiunta la salvezza adesso vorrebbero sempre di più, ma forse è bene anche guardare alla dura realtà, e rendersi conto che magari queste sono le vere potenzialità della squadra, a cui manca un soldo per fare una lira, parafrasando proprio il tecnico Molin. «Prima di tutto voglio fare i complimenti a Varese - ha esordito in conferenza stampa il coach bianconero -, noi siamo stati incapaci di vincere questa partita, e in generale questo tipo di partite nell’arco dell’anno, che potrebbero far cambiare la nostra stagione da buona a buonissima. Abbiamo ottenuto la salvezza anticipata, giocando a testa alta su tutti i campi, compreso stasera (domenica, ndr). Ci manca però qualcosa, e sta diventando quasi una malattia. Il bicchiere è mezzo pieno perché è ancora tutto nelle nostre mani e dipende - ha concluso - tutto da noi».
Bene, nonostante tutto l’allenatore vuole un ambiente positivo, e in qualche modo cerca di isolare coloro che ostacolano l’ottimismo, perché dopotutto ribadiamo che essere in corsa per i playoff è già un bel successo per la truppa bianconera.

SALTO DI QUALITA’. Bè, è quello che manca a questa Juvecaserta, l’ultimo passo che bisognerebbe compiere per coronare senz’altro il sogno playoff, ma anche e soprattutto per completare con successo un percorso di lavoro che coach Molin e tutta la squadra hanno iniziato in questa stagione. Purtroppo non è semplice, e forse, ripetiamo, non ci sono neanche le potenzialità per poterlo fare. Da non confondere, se non è stato da voi già interpretato in queste colonne, che l’annata dei bianconeri resterà comunque più che soddisfacente anche se non si dovesse disputare la post season. L’amaro in bocca rimarrebbe certamente, ma ce ne si farebbe una ragione.
Il grande neo di questa squadra è senz’altro l’attacco, il vero tallone d’Achille, che purtroppo condanna Jeff Brooks e compagni ogni volta che arriva una sconfitta. I bianconeri hanno, nell’arco dei quaranta minuti agonistici, dei cali vistosi nella metà campo offensiva, in cui la palla diventa troppo statica, gli schermi non portano ai frutti sperati, prendere tiri puliti e in libertà diventa un’assurdità. Mentre nelle gare interne si sopperisce a questi blackout con un’arcigna e impenetrabile difesa, nei match in trasferta anche la retroguardia risente di un’eccessiva pressione, e si sbriciola nei momenti cruciali. Per non parlare dei singoli, visto che alcuni dei giocatori che dovrebbero salire in cattedra scompaiono, calcano il parquet senza incidere più di tanto sul match. Bisogna lavorare, ma quanto?

domenica 6 aprile 2014

Il San Michele fa il suo dovere, Taranto battuto

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 07/04/2014

Il San Michele fa il suo dovere, Taranto battuto

Gruppo Ventrone Maddaloni- Cus Jonico Taranto 87-70
Maddaloni: Pratillo, Piscitelli 6, Mastropietro 3, Moccia 8, Desiato 18, Loncarevic 8, Garofalo 8, Rusciano 10, Greco 12, Chiavazzo 14, All. Massaro.
Taranto: Bisanti, Leoncavallo 3, Fanelli 6, Moliterni 24, Giuffrè 9, Valentini 16, Salerno 3, Pannella n.e., Sarli 9, Marzulli n.e., All. Leale.
Parziali: 18-22; 35-42, 61-52
Arbitri: Ivan Cordone di Vigevano (PV) e Mirko Moreno Di Franco di Siziano (PV).

Cronaca: Non commette passi falsi il Gruppo Ventrone Maddaloni, che ha la meglio del Taranto anche se gli ospiti ha avuto sicuramente un approccio di gara migliore. Dopotutto, i tarantini, alla loro ultima partita della stagione regolare (l'ultimo turno riposeranno), avevano l'unico obiettivo di espugnare il Pala Angioni-Caliendo. L'impresa è naufragata mestamente sotto i colpi dei biancazzurri nel secondo tempo.
La palla a due dell'incontro
La gara ha inizio con una buona partenza dei viandanti, molto più concreti rispetto ai padroni di casa. Il punteggio è però in sostanziale equilibrio, e dopo 3' di gioco si è sul 8 pari. Il Taranto influisce molto sul match dei calatini, con una difesa solida che concede davvero pochi spazi. Tutto sommato però, i ragazzi di coach Massimo Massaro trovano un paio di bombe importanti, che rilanciano il Maddaloni sul 18-16 al 7' dopo aver inseguito per svariati minuti. I tarantini riescono a conquistare qualche buon rimbalzo offensivo, dai quali nascono i canestri su seconda chance che li portano a chiudere in vantaggio la prima frazione.
Il secondo quarto non si discosta molto dai ritmi dei primi dieci minuti. Il Taranto è abituato a rendere le gare molto lente, attaccando con razionalità senza mai premere il piede sull'acceleratore. Ed è così che raggiungono addirittura gli otto punti di vantaggio (21-29 all'8') che costringono la panchina rivale a chiamare un timeout. Il divario resta quasi lo stesso per il resto dei minuti, in virtù soprattutto del fatto che i maddalonesi vengono costretti a perdere tanti palloni dalla difesa jonica. Ma quello che fa la differenza, è che i biancazzurri non riescono a sciogliersi, troppo contratti e tesi per la posta in palio. Il Taranto allora è bravo ad approfittarne, e a costruire il proprio vantaggio sugli errori dei rivali.
Al rientro dagli spogliatoi la musica non sembra cambiare, visto che dopo la prima parte della terza frazione sono ancora sette i punti che dividono le due formazioni (45-52). Al Maddaloni sostanzialmente mancava la spinta giusta, quella azione che avrebbe fatto accendere Salvatore Desiato e compagni. E di lì a poco questa scintilla si sarebbe accesa. In men che non si dica, il gap era stato del tutto ricucito, e soprattutto sfruttando la stanchezza dei tarantini, il Maddaloni ha anche messo la freccia allungando sul più sette al termine del terzo quarto.
L'ultimo periodo di gioco, è un susseguirsi di emozioni soltanto a favore dei padroni di casa, che finalmente distesi dal punto di vista mentale, hanno dato sfogo a tutta l'energia che tenevano in corpo. Il Maddaloni ha praticamente capovolgo il piano gara, facendo esattamente quello che maggiormente mette k.o. il Taranto: difesa stretta e che fa nascere dai recuperi rapidi e chirurgici contropiedi. E quando parte la 4x100 biancazzurra, son dolori per qualsiasi avversario. Il Taranto cade sotto i colpi degli avversari senza nemmeno cercare di reagire, e quando si giunge addirittura sul punteggio di 77-57 al 35', coach Leale preferisce chiamare un minuto di sospensione per fermare questa emorragia, che ormai i danni li ha già procurati, e pure nettamente. La partita in pratica non racconta nulla più, se non fosse per l'ingresso in campo degli under Mastropietro e Pratillo, con il primo che manda a bersaglio anche una tripla dall'angolo.


Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

L'Intervista: Coach Massaro entusiasta per questa vittoria

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/04/2014

L'Intervista: Coach Massaro entusiasta per questa vittoria

MADDALONI. Il post partita non poteva che essere estremamente positivo per il gruppo maddalonese. Lo staff e i giocatori nello spogliatoio si sono lasciati andare ad un bel sospiro di sollievo, soprattutto perché dopo un primo tempo in cui il     Taranto ha fatto vedere comunque di che pasta è fatto, nel secondo tempo c’è stata la giusta reazione che ha portato alla meritata vittoria. Non dimentichiamoci che il Taranto è lo stesso roster che lo scorso anno ha disputato proprio contro il Maddaloni la finale promozione. «Siamo soddisfatti della vittoria - ha dichiarato coach Massimo Massaro -, perché dopo un primo tempo in cui il Taranto ci ha messo in difficoltà, noi siamo stati capaci di rispondere. Abbiamo sfornato la nostra solita prestazione casalinga, di fronte ad un pubblico che ci ha sostenuto ed incitato nei momenti di difficoltà. Ovviamente siamo contenti di poter regalare queste vittorie a loro. Il collettivo è stato fantastico, e spesso i nostri successi partono proprio da prestazioni corali. Ma una menzione particolare va fatta a Pasquale Greco, anche se, ripeto, tutti sono stati fondamentali ed incisivi. Continuiamo la nostra corsa cercando di evitare lo Scafati ai playoff - ha concluso il tecnico biancazzurro -, ma saremo una brutta gatta da pelare per chiunque ci affronterà».
GIBO

Juvecaserta: Brooks benino, Easley riattivo, Scott abulico

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/04/2014

LE PAGELLE: Brooks benino, Easley riattivo, Scott abulico

Coach Lele Molin (Foto Buco)
MORDENTE 5: Il capitano è, forse, l’ultimo ad abbandonare la barca. Dalla lunetta cerca di tenere aggrappata la squadra, ma non c’è nulla da fare.

VITALI 5,5: Prova a dare una scossa quando viene chiamamto in causa, e riesce a mettere a referto punti importanti. Dipendere quasi esclusivamente da lui non è proprio il massimo, però.

MICHELORI 6: Commuoversi. Quando il gladiatore scende in campo riesce sempre a fare qualcosa di positivo per la squadra. Adesso segna, adesso recupera un pallone, adesso cattura il rimbalzo. Un esempio.

BROOKS 6: Alla fine risultat essere sempre il migliore per i suoi, anche nella non serata migliore. Il go-to-guy che risolve la situazione dello scontro diretto con il canestro sulla sirena.

ROBERTS 5,5: Dopo un primo tempo da non classificato in pagella, nella ripresa inizia decisamente meglio. Sembrava però dovesse spaccare il mondo, e invece non c’è riuscito.

MOORE 5,5: Questa volta da tre non ci vede, e perde anche qualche pallone di troppo. Limitato e innervosito dai falli, si dà da fare a rimbalzo.

SCOTT 5: Il sesto uomo questa volta non produce nulla di buono dalla panchina, ed è mancato tanto il suo apporto per questa impresa.

EASLEY 5,5: Bene, ma non benissimo, Dopotutto però, ha dimostrato che lui è utile per la squadra. Ha difeso come poteva sui lunghi avversari.

MOLIN 5,5: Houston, abbiamo un problema. Questo problema sono le gare da giocare in trasferta. Questa Juvecaserta proprio non riesce a compiere il salto di qualità, e purtroppo come spesso accade alla fine se i risultati non arrivano il primo ad essere additato è l’allenatore. E’ ancora tutto un work in progress lontano dal PalaMaggiò.

Giovanni Bocciero

La Juvecaserta alla conquista di Varese senza Tommasini

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/04/2014

LEGA A. Espugnare il parquet avversario sarà ostico, ma la vittoria in trasferta è attesa da sei turni
La Juvecaserta alla conquista di Varese senza Tommasini

CASERTA. Passare al PalaWhirlpool di Masnago sarà davvero cosa ardua per la Juvecaserta, ma deve provarci se vuole realmente staccare il biglietto per il gran ballo dei playoff. Vincere a Varese significherebbe anche spezzare il digiuno da trasferta, che dura esattamente da tredici turni, sei se consideriamo le sole gare disputate lontano dal PalaMaggiò, Cremona, Venezia, Milano, Roma, Brindisi e Bologna in rigoroso ordine. Prime di queste trasferte, che hanno voluto significare sconfitta, i bianconeri hanno espugnato neanche a dirlo il PalaEstra di Siena, il fortino della Montepaschi violato con una prestazione oltre le righe, che ha portato a quel 60-81 che ha avuto qualcosa di miracoloso. Lo stesso tecnico Lele Molin ha più volte precisato che in quella occasione i suoi giocatori si superarono, e dunque suona quasi da messaggio chiarissimo: la Juvecaserta per vincere lontano da casa non deve svolgere il compitino, ma deve realizzare una prova da trenta e lode.
CLAUDIO TOMMASINI (FOTO CAROZZA)
A dirlo sembra facile, il problema vero è farlo. Nessuno, ovviamente, ti regala nulla in questo campionato, e dunque spetta a te stesso armarti e prenderti quello di cui necessiti, e in questo caso per i casertani sono quasi di vitale importanza i due punti messi in palio. Certo è che la tegola di Claudio Tommasini rappresenta un incidente di percorso che si spera non influisca più di tanto. Oltretutto da quando è venuto Ronald Moore ed è stato schierato a pieno regime per il play azzurro c’è stato davvero poco spazio. Resta il rammarico che debba rinunciare anche alla settimana con la Nazionale durante l’All Star Game Italia. Vincere a Varese, però, significherebbe davvero fare un ulteriore e decisivo passo verso la post season, che se fosse per i soli impegni in trasferta assumerebbe le sembianze di una chimera. Fortunatamente, la Juvecaserta in casa ha tutto un altro ruolino di marcia, ed è a questo che Marco Mordente e compagni si aggrappano per lanciarsi a capofitto in questa missione. Deve però cambiare il trend in viaggio, e se arrivasse la svolta già da Varese potrebbe anche essere affrontato con meno pressioni il rush finale della regular season.

GLI AVVERSARI. La Cimberio è una squadra che ha raccolto decisamente meno di quanto si potesse aspettare ad inizio stagione. L’intelaiatura del roster è pressoché composta dai grandi protagonisti della cavalcata dell’anno passato, che portò i varesini per pochissimo a non disputare la finale scudetto. Purtroppo, quando un’annata nasce male, spesso finisce anche peggio, ed è quello che sta succedendo alla squadra allenata da coach Stefano Bizzozi. In settimana la franchigia lombarda si è anche mossa sul mercato, con il taglio dell’ormai separato in casa Clark, e il tesseramento prima del lungo camerunense Francois Ambadiang Affia e poi del nuovo play statunitense Terrell Stoglin. Questi accorgimenti danno una nuova fisionomia alla squadra, in cui i punti cardini sono sempre l’ex bianconero Ebi Ere, i lunghi Marko Scekic e Dusan Sakota, la guardia Adrian Banks e i giovani italiani Andrea De Nicolao e Achille Polonara. Da valutare poi la condizione fisica di Linton Johnson, che ha ripreso gli allenamenti in settimana e che nel pitturato può sempre dire la sua e dar fastidio.

L’AMARCORD. I precedenti tra le due compagini sono 39, di cui 19 giocati a Varese, in cui la squadra di casa ha festeggiato 14 volte. Al contrario, a Caserta sono state giocate 19 gare con 16 successi dei bianconeri, dunque una sfida che predilige il fattore campo. L’unico incontro in campo neutro risale alla Coppa Italia del 1988, che vide la Juvecaserta aggiudicarsi il trofeo.

Il San Michele ospiterà il Taranto

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/04/2014

DNB. La formazione maddalonese allenata da coach Massimo Massaro attesa all’impegno casalingo contro gli ultimi in classifica
Il San Michele ospiterà il Taranto

MADDALONI. Oggi pomeriggio, con palla a due alle ore 18:00, il San Michele Maddaloni scenderà sul parquet amico per affrontare il Cus Jonico Taranto. Il match sulla carta non dovrebbe riservare sorprese per la compagine cara al presidente Andrea De Filippo, ma una cosa che questo campionato ha più volte dimostrato, è che seppur in classifica ci sia differenza tra le due squadre, l’equilibrio regna sovrano.
Il Maddaloni è attualmente all’ottavo posto in graduatoria, con un posto ai playoff che dev’essere soltanto consolidato visto che il Bernalda, staccato di sei punti, non sembra poter infastidire, nonostante le sei giornate al termine (due di regular season e quattro della fase ad orologio). Situazione del tutto diversa e, a dire la verità, piuttosto preoccupante per il Taranto, relegato all’ultima posizione della classifica con appena otto punti, alla pari del Venafro e con quattro lunghezze da recuperare al Monteroni. Tra l’altro i due roster, escluso qualche piccolo accorgimento estivo, sono praticamente identici a quelli dello scorso anno in DNC, quando le due franchigie si sfidarono nella finalissima della corsa promozione. In quella occasione, furono i biancazzurri a sorridere per il salto di categoria, vincendo la serie per 2 a 0.
Quello però era un altro campionato, adesso le due squadre lottano per obiettivi diversi. E mentre i maddalonesi dovranno vincere per continuare il testa a testa con il Martina Franca, attualmente settimo con due punti di vantaggio, ma lo scontro diretto a sfavore; i tarantini hanno il chiaro obiettivo di uscire dalle sabbie mobili dei bassi fondi, anche perché i playout sono senz’altro alla loro portata.
Dicevamo che quest’anno nessuna partita è mai semplice, anche se i risultati possono dire il contrario. Desiato e compagni non potranno permettersi di sottovalutare gli uomini di coach Nicola Leale, visto che tra le loro fila militano giocatori dalla grande esperienza e dal tasso tecnico, che sono stati costretti ad inginocchiarsi soltanto ai problemi fisici. «Sia a San Severo che contro Scafati abbiamo giocato due partite con grande intensità - ha dichiarato l’ala pivot biancazzurra Giuseppe Piscitelli -, senza raccogliere nulla purtroppo. Questo comunque ci fa ben sperare per il prosieguo della stagione, e siamo molto fiduciosi. Domenica (oggi, ndr) affronteremo il Taranto, e per noi sarà fondamentale vincere perché così avremo grandi chance, anche se mancherà la matematica, di accedere ai playoff. Continuerà questo testa a testa con il Martina Franca, con la quale ci giocheremo, nelle ulteriori quattro gare della fase ad orologio, la posizione in classifica, anche se abbiamo a nostro favore la differenza canestri». Bisogna sottolineare che il campionato del Maddaloni è comunque positivo, visto che almeno per questa stagione la società non si era posta degli obiettivi particolari se non quello della salvezza tranquilla. «Il nostro obiettivo è in linea con quelli che erano i piani societari, ovvero la salvezza e magari - ha concluso Piscitelli - la partecipazione ai playoff».
GIBO