domenica 28 settembre 2014

VIDEO: Una Juvecaserta strappa applausi

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/09/2014

PRESENTAZIONE JUVECASERTA 2014/15



CITTA' DI CASERTA. Pubblico del PalaMaggiò tutti in piedi per l'ultima gara di "El Diablo"
Una Juvecaserta strappa applausi
Battuta in modo agevole Cremona

Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo aver riscaldato l’ambiente con la presentazione della nuova Juvecaserta, c’è stata la palla a due della seconda semifinale del Torneo “Città di Caserta”, che metteva di fronte la formazione bianconera e la Vanoli Cremona. Partono a spron battuto i casertani, che si prendono gli applausi per le due bombe di Scott e di Enzino Esposito, che viene accolta con un vero e proprio boato. Cremona però, come se stesse in una bolla, realizza con il trio Usa Haynes-Clark-Ferguson e passa in vantaggio (8-9 al 3’). La Juvecaserta però si affida completamente a Sam Young, il quale segna prima in penetrazione con tanto di contatto, e poi in schiaccia battendo il proprio uomo (21-14 al 6’). Coach Pancotto ricorre al timeout, e coach Molin toglie dal parquet Esposito. Scott colpisce ancora dalla lunga distanza mentre Gaines segna appoggiando al vetro proprio sulla sirena del quarto. Caserta fa le prove di fuga.
ENZINO ESPOSITO IN AZIONE
Al rientro in campo i bianconeri muovo subito il tabellone con Michelori che fa a sportellate nel pitturato segnando in gancio. I bianconeri provano effettivamente ad innestare il turbo, andando a realizzare dei comodi canestri in campo aperto con i vari Scott, che schiaccia, e Gaines, che si beve in slalom due difensori. Grande merito però, va alla difesa che stringe bene le maglie e permette dei buoni recuperi. Cremona prova a schierarsi in difesa con una zona 2-3, più volte mal posizionata. Questo permette al play Moore di innescare per ben due volte Frank Gaines che da tre punti non perdona (46-24 al 14’). La Juvecaserta è completamente padrona della gara, perché tutto quel self controll che i cremonesi avevano dimostrato di possedere nella prima parte di prima frazione, va perdendosi. Gli esterni provano a superare la retroguardia casertana, ma i loro tentativi dalla media distanza si spengono quasi esclusivamente sul ferro. L’unico a mettere punti in cascina è Kenny Hayes, che fa ammattire il diretto avversario in un paio di occasioni. Il finale sorride proprio Cremona, che riesce a ridurre a venti punti esatti il divario al giro di boa.  
Al rientro dagli spogliatoi non c’è molto da sorridere per la Juvecaserta, anche se non ha a nulla a che vedere con il punteggio. Infatti, è l’infermeria quella che sembra essersi già riempita. Infatti, Luigi Sergio, già docciato, torna in panchina con il ghiaccio sul ginocchio, causa un contatto subito durante il primo tempo. Il pubblico del PalaMaggiò può comunque sorridere per Richard Howell, perché il prodotto di North Carolina State mette più volte il pallone nel fondo della retina, concludendo diversi giochi a due con i compagni. E addirittura, si toglie il lusso di fare una stoppata al povero Clark spiccando il volo addirittura dalla lunetta. I ragazzi di coach Pancotto non si sfilacciano, pur apparendo piuttosto esili. Ferguson prima e Hayes dopo colpiscono dalla lunga distanza, ma il divario tra le due squadre resta praticamente invariato. Quando rientra capitan Marco Mordente ci sono applausi anche per lui, visto che prima manda a schiacciare in campo aperto Michele Vitali, un po’ in affanno durante tutto il match soprattutto al tiro, e poi si mette in proprio realizzando una tripla sulla sirena dei 24”.
Anche l’ultimo quarto la Juvecaserta lo gioca con grande intensità, con i bianconeri che si lamentano più volte con gli arbitri per dei fischi contro oppure fischi non arrivati, vedi Gaines e Michelori. La gara comunque è ormai in ghiaccio per i ragazzi di coach Lele Molin, che giocano gli ultimi minuti davvero sul velluto. Per Cremona, che manda a segno due triple con Mian e Mei, prova a scuotersi il rookie James Bell, che realizza quattro punti quasi di fila. Il problema, però, è che mentre in attacco cerca di rendersi utile, in difesa salta sulle finte di Young che, da questo punto di vista, lo porta a scuola. Negl’ultimi 5’ c’è di nuovo spazio per “El Diablo” Esposito, che quando a 39” lascia il parquet per l’ultima volta nella sua straordinaria carriera, viene accolto da uno scroscio di applausi, tanto che viene richiamato a centrocampo con la partita ferma. Prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo, regale delle ultime magie, servendo prima l’assist da tre punti a Gaines dopo essersi liberato con una serie di cambi di mano, e poi attaccando il proprio difensore guadagnandosi il viaggio in lunetta.

Per onor di cronaca, alla finale della gara da tre si sono qualificati Mian (66 punti), Gaines (60) e Diener (60), a causa dell’ex-aequo.


L'ALTRA SEMIFINALE
Avellino si arrende solo nel finale alla più rodata Reggiana

CASERTA. Primo tempo equilibrato nella semifinale tra la Scandone Avellino e Reggio Emilia. Mentre gli irpini devono rinunciare ad Adrian Banks a causa di un risentimento muscolare, gli emiliani sono al completo con l’assenza già scontata di Darjus Lavrinovic. Avellino appare un cantiere aperto, appoggiandosi più volte a Anosike in post che porta quantomeno qualche buon fallo a casa. Reggio Emilia, invece, riesce a difendere con più intensità, e a realizzare diverse volte in transizione. E quando non si può fare contropiede, ci pensa Drake Diener a colpire dalla lunga distanza, dimostrando di essere già in pieno ritmo per il campionato. Daniele Cavaliero ha però prontamente rispetto più volte dall’arco dei 6,75 così fa far andare le due formazioni al riposo lungo con sole due lunghezze a dividerle.
Alla ripresa delle ostilità Avellino inizia a accusare la stanchezza fisica. Reggio Emilia, invece, produce soprattutto con Rimantas Kaukenas e quando, a tratti, riesce a sciorinare un basket d’alta scuola, raggiunge la doppia cifra di vantaggio (75-65 al 28’). Nell’ultima frazione poteva essere ancora una partita se i biancoverdi non sbagliavano quasi ripetutamente dalla lunetta (12/23, appena il 52%), perdendo l’occasione di rimanere a contatto. Da applausi, comunque, l’alley-oop direttamente dalla rimessa di Adam Hanga per l’accorrente Justin Harper che ad una mano ha inchiodato il pallone nel cesto.
GIBO

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