venerdì 4 aprile 2014

Alla Juvecaserta manca il salto di qualità

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASETA DEL 05/04/2014

LEGA A. La formazione sta lavorando duramente in vista dell’insidiosa trasferta contro Varese
Alla Juvecaserta manca il salto di qualità

Giovanni Bocciero

CASERTA. In procinto di affrontare la Cimberio Varese, coach Lele Molin ha tenuto la consueta conferenza stampa, in cui ha snocciolato argomenti riguardanti sia la questione legata al tam-tam di Cameron Moore, sia a come dover affrontare gli avversari varesini. «È stata una settimana assolutamente normale. Abbiamo smaltito un po' di scorie perché la sconfitta di Bologna ha portato disappunto, e dispiace soprattutto perché ci eravamo messi nelle condizioni di poterla vincere quella gara. Purtroppo in quella circostanza gli avversari sono stati migliori di noi. Siamo dispiaciuti, come è logico che sia, ma ci siamo messi a lavorare alla ripresa degli allenamenti con il piglio giusto per poter andare a Varese per vincere, che è il nostro unico obiettivo».
Si è tanto discusso di Cameron Moore, che ha ripreso ad allenarsi. C'è chi lo reputa, viste anche le scarse prestazioni di Tony Easley, una sorta di manna dal cielo. Ma il tecnico ci tiene a buttare acqua sul fuoco, evitando che si creino inutili attese. «Cameron ha iniziato a lavorare con il preparatore atletico, ed ha anche ripreso ad allenarsi con la squadra. In settimana ha disputato diversi minuti di gara contro Napoli, nello scrimmage, ma come era prevedibile deve riprendere confidenza con il campo e con la palla, e dovremo aspettare almeno due settimane per poterlo rivedere in campo. Di conseguenza, bisognerà aspettare ancora per porci di fronte alla domanda chi mettere in campo tra lui e Tony Easley. Cameron sa perfettamente che adesso avanti a lui c'è Tony. È ritornato a Caserta per ritrovare una condizione accettabile e se lo riterremo opportuno ci aiuterà in questa parte finale di campionato. Purtroppo c'è il serio rischio che non essendo pronto possa cadere in qualche infortunio di natura muscolare o che lo stesso ginocchio possa ricadere».
Ovviamente dare giudizi, adesso, su Moore, è quasi ininfluente, perché è ritornato da poco e non ha una condizione sufficiente per poterlo testare a dovere. Dunque, il tecnico bianconero se ne va per opinioni oggettivi su ciò che ha intuito e visto. «La sensazione e che Cameron se ne sia andato via in piena fiducia, ma adesso deve ritrovarla, e per questo c’è bisogno comunque di tempo. Deve rieducare sia la parte prettamente fisica che quella mentale, ritrovando fiducia in ciò che riusciva a fare prima dell'infortunio. Noi in questo momento abbiamo la priorità di avere un giocatore che possa dare qualcosa alla squadra, e non il contrario».
Restando in termini di opinioni e idee, cosa pensa l'allenatore a riguardo di Tony Easley, e delle sue prestazioni al quanto deludenti? «Easley e un buon giocatore, che però ha palesato nell'arco della sua carriera delle lacune. Nelle altre squadre in cui ha militato, ha dimostrato che ricopriva bene un suo ruolo, ma l'identità della squadra la davano comunque altri giocatori. Sicuramente Tony ha delle pecche, intraviste nelle sue varie esperienze, e sicuramente è un giocatore che ha delle qualità. Il suo più grande difetto è che non ha continuità nel metterle in mostra. Per noi non è proprio una sorpresa questo suo andamento. Appena arrivato a Caserta mi disse che qui avrebbe voluto migliorare lì dove sapeva che era debole, e quindi ciò fa capire che è un giocatore che sa di non essere perfetto. Preso dall'euforia del nuovo ambiente, si è messo in mostra, ma poi quando bisogna fare il salto ci sono delle difficoltà».
Questo problema del salto di qualità, o comunque di un ulteriore passo in avanti, sembra quasi un argomento che si riflette sull'intera squadra. «I ragazzi sono frustrati dal fatto che non riescono a superarsi. Non posso dire che siano superficiali o che non danno importanza a ciò che fanno. Il desiderio di conseguire qualcosa di buono c'è, il come conseguirlo non è una cosa semplice, perché non lo si fa dall'oggi al domani ma lo si crea con il lavoro e il tempo. La squadra è insoddisfatta di questo, ma è evidente che tra la prestazione di casa e quella in trasferta perdiamo tantissimo. Siamo consapevoli di dover costruire un percorso che ci permetta di raggiungere l'obiettivo, e spero che ogni giorno la squadra sommi un qualcosa per acquisire la giusta fiducia. Non siamo così scarsi, ma ci manca sempre un soldo per fare una lira».
Domani ci sarà un avversario da non sottovalutare come Varese, e in tal senso sarà importante l'approccio alla gara, magari analizzando la gara di Bologna per non incorrere negli stessi errori. «Senza mancare di rispetto alla Virtus, non credo che loro abbiamo molte più armi rispetto a noi. La gara è stata un continuo ping pong dalla quale poi sono riusciti ad uscirne vincitori loro. Varese ha più talento di Bologna, sia come esperienza sugli esterni che tra i lunghi. È una gara che presenta molte insidie, e sono una squadra frustrata per come stanno andando le cose, sia per la stagione precedente che per l'organico che ha, sicuramente saranno motivati. Io spero che riusciremo a limitare il loro potenziale offensivo più che aumentare il nostro livello di pericolosità. In teoria la stessa cosa che abbiamo cercato di fare a Bologna, e che ci è riuscito soltanto per metà. Ma dovremo essere noi a mettere la gara sul nostro piano d'azione».
Un'ultima battuta sui quattro giocatori bianconeri (Brooks, Roberts, Tommasini e Vitali) convocati per l'All Star Game Italia. «Ci fa logicamente piacere per loro che abbiano avuto questa gratificazione. Non voglio sottolineare le individualità, perché essi si sono espressi nel contesto di squadra. Siamo ovviamente contenti, e non dico che stanno facendo una stagione al di sopra delle aspettative, perché neanche noi conoscevamo bene il nostro potenziale ad inizio stagione, ma siamo davvero soddisfatti».

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