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mercoledì 17 marzo 2021

Serie B. Amoroso: "Non ho rimpianti ma ora mi conosco meglio"

 A 40 anni Valerio è tornato a Roseto dove mosse nel 1998 i primi passi di una carriera lunga ma meno ricca dei risultati che avrebbe meritato

Amoroso: "Non ho rimpianti

ma ora mi conosco meglio"

Carattere di fuoco, senza peli sulla lingua, spesso scomodo, ammette: "Sono fatto così, e certe volte avrei dovuto reagire in maniera diversa". Ma questa è anche la sua forza, che l'ha portato a farsi apprezzare più nei piccoli centri che nelle metropoli: "Perché lì c'è più passione e più disponibilità a conoscerti come realmente sei, dandoti fiducia"


di Giovanni Bocciero*


DA ROSETO A ROSETO. Nel mezzo una carriera lunga 23 stagioni. A 40 anni Valerio Amoroso è ancora in prima linea, a dare battaglia come se fosse il primo giorno. E con la Pallacanestro Roseto, impegnata in serie B, non si pone limiti. «Siamo partiti abbastanza bene ma si può fare sempre meglio - ha esordito l’atleta -, anche perché in squadra ci sono ragazzi in gamba che si impegnano dalla mattina alla sera. Mi aspetto un’ottima annata perché comunque abbiamo tanto talento e c’è la possibilità di poter fare davvero bene. Roseto poi è una piazza che in questo momento ha bisogno di rialzare la testa. Viene da due anni di Stella Azzurra nei quali ci si è un po’ disaffezionati al basket perché i tifosi non sentivano propria la squadra. La mancanza di pubblico è pesante perché qui si può arrivare anche a 4 mila spettatori. Non c’è questa forza in più che ci spinge, però a differenza di quando ho avuto la mia prima esperienza sono passati tanti anni e sono cambiate tante cose, ad iniziare da come si gioca. Prima si respirava un’aria diversa - ha continuato Valerio - perché c’era il tifo organizzato e se camminavi per strada la gente ti fermava. Oggi c’è un distacco ancora più marcato anche a causa del Covid che ha stravolto un po’ tutto».

Valerio Amoroso, 40 anni, Roseto ha puntato su un amato
cavallo di ritorno per il rilancio (foto Tommarelli)
Amoroso è arrivato a Roseto la prima volta nel 1998, e vi è rimasto sino al 2002 facendo l’esordio in A1. La squadra era stata appena promossa in A2 e si stava rilanciando dopo i fasti degli anni ’50. Nel 2000 centra la storica promozione in massima serie, dove vi rimane per sei campionati consecutivi. Nell’estate del 2006, causa problemi economici, la società viene estromessa dalla A. Riparte nel 2008 dalla LegaDue grazie al trasferimento del titolo di Fabriano, ma a fine stagione retrocede e fallisce di nuovo. Con il nome Roseto Sharks riparte dalla C2, e grazie a promozioni e ripescaggi il club ci impiega quattro anni per ritornare in A2. Nelle ultime due stagioni ha collaborato con la Stella Azzurra Roma per formare dei roster con giovani talenti. Ma l’estate scorsa è terminato questo connubio, e così si è dato vita ad un consorzio che ha rilevato il titolo sportivo di Lecco. E quest’anno si festeggia un secolo di pallacanestro, che è arrivata in città nel 1921.

L’ala napoletana, che a Roseto era arrivato come astro nascente, oggi è tra i pilastri della squadra di coach Tony Trullo. Ma non chiamatelo chioccia, perché «questo ruolo spetta al capitano Antonio Ruggiero. È lui che ci fa da mentore, da leader in campo e fuori. È lui la figura di riferimento a cui guardiamo». Lui preferisce impegnarsi a dare il suo contributo. «A me piace lottare, mettermi in gioco, lavorare e farlo per bene. È ciò che faccio da una vita. Quando i momenti sono difficili e c’è da combattere, di sicuro io do il meglio di me perché mi piace stare in quelle situazioni. Sono a mio agio». Ma proprio questa sua grinta lo ha portato spesso ad essere odiato dal pubblico avversario. «In realtà a volte non piaccio neppure a quello di casa - ha puntualizzato Valerio -. A Caserta, mentre giocavo per la Juve, facevano cori contro mia madre. Ma io gioco per me, per quello che faccio e che sono. Magari per questo è più facile odiarmi».

DA SAN SEBASTIANO AL VESUVIO alla serie A, cosa serve per riuscire in una parabola come la tua? «Credo che quello che ho vissuto io non lo vivano i ragazzi di oggi, dove tutto è più semplice, più leggero. Alla loro età avevo meno possibilità, ma buttavo l’anima ogni giorno. Si poteva sbagliare davvero poco perché c’era più competizione e c’erano persone meno competenti. Con il tempo ho capito e apprezzato cosa significasse lavorare - ha continuato Amoroso -, e che il talento non basta per arrivare a certi livelli. Adesso invece di competenza ce n’è tanta e basta informarsi per cercare il posto giusto dove giocare. Al contrario, è diminuita la passione e c’è difficoltà a trovare ragazzi che vogliano davvero sacrificarsi». Forse è questo il marchio di fabbrica che permette al suo amico Poeta di essere ancora decisivo in A. «Peppe è un grande giocatore e se lo merita. Sta fisicamente molto bene, ma si impegna tanto e lo si vede da come gioca. Se però dei vecchietti come noi riescono ancora a fare la differenza in determinate categorie vorrà pur dire qualcosa. Il basket è certamente cambiato, ma se in meglio o in peggio non ne ho idea».

Per il lungo nato a Cercola in provincia di Napoli
una carriera di successi (foto Tommarelli)
Nel corso della carriera gli sono state affibbiate diverse etichette, che ne hanno condizionato il percorso, ma «non ho alcun rimpianto. Solo mi dispiace per come sono fatto. Probabilmente avrei dovuto reagire in modi diversi in determinate situazioni. Ora mi rendo conto che molti miei malumori dipendono da come sono fatto. Adesso che sono maturo è più facile gestire i colpi di testa, capire quando e perché sbrocco. Importante è chiarirsi sin dall’inizio, e purtroppo non l’ho capito prima. Questo è forse il mio più grande rammarico. Ma bisogna fare determinate esperienze anche per imparare a conoscersi meglio». In carriera ha vestito canotte prestigiose come quelle della Virtus Bologna e della Vuelle Pesaro, eppure il meglio di sé l’ha fatto vedere in provincia, a Montegranaro, a Teramo. «Forse nei posti più piccoli ho trovato persone che mi hanno voluto conoscere per quello che sono, che mi hanno ascoltato e capito. Nelle grandi metropoli, dove girano più soldi, in fin dei conti è più difficile trovare gente del genere. Anzi, ci sono persone che pensano principalmente al proprio profitto. Nelle piccole città c’è invece più passione, e con gente che mette avanti a tutto la passione e non il proprio tornaconto personale - ha evidenziato Amoroso - i rapporti cambiano. E quando si incontrano persone in gamba, che sanno capire gli altri, si guadagna fiducia. Questo è quello che ad esempio non ho trovato in Nazionale, dove infatti sono stato malissimo». Il lungo conta 40 presenze in Azzurro, ma a livello senior non è andato oltre le Qualificazioni di Euro 2009. E oggi «quello che sto vedendo, a dire la verità, non mi piace tanto. Non voglio essere negativo, ma da ciò che ricordo il Ct Sacchetti ha sempre preferito gli stranieri. Affidargli la panchina dell’Italia è stata una scelta che non mi ha fatto impazzire. Però forse sono la persona sbagliata per parlarne».

Talento e punti nelle mani: anche a 40 anni un pericolo
costante per le difese (foto Tommarelli)
Nel rapporto con gli allenatori non è sempre stato fortunato, anche perché è un ragazzo che cerca un dialogo che spesso va oltre alla semplice impartizione degli schemi di gioco. «Io ragiono sulle cose, rifletto. Ho bisogno che il coach mi spieghi e mi motivi per arrivare a credere in ciò che sto facendo, ma se non riesce a comunicarmi queste sensazioni, faccio fatica. Prima impazzivo e basta, oggi invece comunico prima di impazzire. Questo è un problema che riguarda tutti, ecco perché vado sempre alla ricerca della giusta comunicazione». Insomma ha bisogno di essere reso partecipe per dare il massimo, e questo è sinonimo di un giocatore che pur se ha vinto due titoli italiani di 1-vs-1 (battendo Marco Belinelli nel 2004), tiene al gioco di squadra. «Ci sono giocatori e giocatori. C’è chi riesce a pensare solo a se stesso e si concentra per fare bene personalmente, e c’è chi invece è alla ricerca di soddisfazioni sia personali che di squadra. Io preferisco giocare in una squadra che sia composta da giocatori altruisti, ma capisco che ci sono modi e modi di vedere la pallacanestro. Se sei individualista non riesci a vedere altro che il tuo gioco e il modo di come fare canestro. Questa non è una colpa, ma un limite. Me ne sono accorto parlandone con alcuni coach - ha sottolineato Valerio -, che diversi giocatori americani non è che non volessero, ma proprio non ci arrivavano a capire il gioco di squadra. Era come parlare arabo con loro. E dunque prendi il giocatore così com’è e lo sfrutti per il bene della squadra. Lui è contento, tutti sono contenti».

MA COSA FARA' AMOROSO una volta terminata la carriera da giocatore? «Mi piacerebbe rimanere nella pallacanestro, ma bisogna vedere un po’ di cose. In primis ciò che la vita ti offre. A me piace leggere il gioco, stare a contatto con i giocatori, gestirli, capirli. Non escludo di fare il dirigente o l’allenatore, ruoli entrambi fattibili. Bisogna però vedere cosa c’è in giro. Sto studiando per diventare allenatore, ma è tutto un work in progress. L’importante è trovare qualcuno voglioso di investire e costruire». Lui, napoletano purosangue, ha un grande cruccio che si porterà per sempre dietro. «Noi giocatori difficilmente siamo profeti in patria. Casa mia ormai è Civitanova Marche e a Napoli ci torno per trovare i genitori. Da noi c’è sempre stata la mentalità che l’atleta straniero è più forte di quello sotto casa. Quindi non ho mai avuto l’opportunità di mettermi in mostra a casa mia, cosa che mi sarebbe piaciuta tanto. Ho avuto l’occasione a Scafati, da giovane - ricorda Valerio -, ma sono andato via. A Caserta, da napoletano, l’esperienza è andata malissimo. Insomma, nel proprio luogo di nascita non si è mai visti bene quanto invece lo si è lontano, dove non ti conoscono e ti apprezzano per quello che sei».


* per la rivista BASKET MAGAZINE 

mercoledì 30 dicembre 2015

Un anno di Juvecaserta: retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 31/12/2015

2015. In dodici mesi retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive e tanto calore
Salutiamo un anno di Juvecaserta molto intenso

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, un anno a tinte bianconere, un anno tra vittorie e sconfitte, esultanze e contestazioni, diatribe interne, imprese sportive, l’amara retrocessione, il dolce ripescaggio, volendo riassumere tutto ad una singola parola: Juvecaserta. E allora partiamo per questo viaggio che idealmente inizia dal PalaBigi di Reggio Emilia, dove il 4 gennaio scorso la squadra allenata allora da Enzo Esposito fu sconfitta per 95-74, e che si è concluso sportivamente parlando il 27 dicembre al PalaMaggiò con la vittoria per 80-75 ai danni di Brindisi. In dodici mesi la franchigia casertana ha chiuso con un record generale a cavallo ovviamente di due campionati differenti da 14 vittorie e 17 sconfitte. Un bottino tutto sommato buono, forse addirittura positivo contro ogni logica matematica, ma che proprio per via del fatto che sia stato compiuto in due stagioni agonistiche diverse ha dato pochi frutti.

PRIMA PARTE. La già citata sconfitta di Reggio Emilia, valevole come 14esimo turno del campionato 2014/15, aprì un anno in cui la Juvecaserta incappò nella sua 14esima sconfitta consecutiva con lo zero ancora ben fisso nella casella dei punti. La situazione a Pezza delle Noci naturalmente non era serena. Oltre alle sconfitte, molte davvero indegne per le prestazioni, Esposito era il terzo tecnico dall’inizio della stagione e da pochi giorni era stato tagliato il miglior giocatore del roster ma allo stesso tempo il meno empatico, tale Sam Young.
Il 7 gennaio proprio sulle nostre colonne patron Iavazzi fu protagonista di un’intervista in cui bacchettò l’operato dell’ex presidente Carlo Barbagallo, che di lì a poco si sarebbe dimesso, e del giemme Atripaldi. Inutile ricordare le repliche a distanza di poche ore. Il clima si appesantì ulteriormente in vista dell’ultimo match del girone d’andata contro la diretta avversaria per la lotta salvezza, ovvero Pesaro, che fu sconfitta per 80-73. Finalmente la prima vittoria dell’anno che diede il via ad un incredibile poker in cui i bianconeri batterono in successione Roma, Brindisi e Bologna. In poco meno di un mese la Juvecaserta si ritrovò da zero ad otto punti, e così la missione salvezza prese quota. La sconfitta in quel di Pistoia interruppe il buon momento bianconero che il 21 febbraio si complicò a causa del punto di penalizzazione inflitto dalla Com.Te.C per via del ritardo nei pagamenti Irpef. Inutile dire che questa assunse i connotati di una mazzata, con la squadra che uscì sconfitta anche da Cremona e ancor peggio in casa contro Capo d’Orlando dopo un brutto match. Il mese di marzo continuò negativamente con il k.o. di Cantù, in cui Esposito fu perfino espulso. Il 20 la società bianconera presentò ricorso per la penalizzazione, e la domenica i giocatori fecero il loro dovere battendo al PalaMaggiò la capolista Venezia. La cavalcata per la “remuntada” salvezza sembrava poter riprendere, e invece contro Trento, Milano e Varese arrivarono tre battute d’arresto sconfortanti.
Alla quartultima giornata Caserta era impegnata “on the road” per il derby con Avellino, e mai vittoria in terra irpina fu più importante. I casertani si preparavano così al rush finale, centrando due successi casalinghi prima con Sassari e poi con Reggio Emilia. Proprio quest’ultima, ad una giornata dal termine, permise di effettuare il sorpasso ai danni di Pesaro. E per uno scherzo del destino la salvezza sarebbe passata proprio per lo scontro diretto dell’Adriatic Arena. Cinque giorni prima del decisivo match, però, il 5 maggio il Collegio di garanzia dello sport del Coni rigettò il ricorso della Juvecaserta confermando la penalizzazione. E così alla palla a due Caserta si presentava con 15 punti in classifica e Pesaro con 14, con lo scontro diretto che a poco serviva. I bianconeri partirono a spron battuto, sembrava potessero prendere il largo a metà gara ma invece subirono la rimonta veemente dei pesaresi che alla fine s’imposero per 80-70 facendo sfumare l’incredibile rimonta dei casertani che, purtroppo, retrocedettero.


SECONDA PARTE. Ad una settimana dall’amaro verdetto del campo, ovvero il 18 maggio, patron Raffaele Iavazzi tenne una conferenza stampa in cui tirò le somme alla stagione, dichiarando di essere pronto anche a passare la mano qualora ci fosse un acquirente credibile, aprì al ritorno in società di Caputo e snobbò ancora Barbagallo con cui per tanto tempo si parlò della cessione del club bianconero alla nascente fondazione del socio di minoranza. Il 28 maggio il front office casertano si iscrisse alla A2 e contemporaneamente presentò domanda di ripescaggio alla Serie A. Il 17 luglio Caserta rinacque, perché il Consiglio federale accettò dopo un lungo tira e molla l’auto-retrocessione di Roma. Per l’ufficialità il club di Pezza delle Noci doveva adempiere ad alcune operazioni burocratiche che richiedevano ulteriore tempo rispetto al termine stabilito dalla Fip, e così ancora Iavazzi minacciò la scomparsa della squadra qualora la federazione non gli concedesse qualche giorno in più.
Fortunatamente, con buonsenso, il 4 agosto la Juvecaserta tornò a far parte del bouquet di A. Il resto possiamo considerarlo quasi presente. La caldissima estate con retrocessione, ripescaggio ufficioso e poi diventato realtà vide il passaggio del testimone da Esposito a Sandro Dell’Agnello. La squadra venne costruita tenendo ben presente il budget, e mentre i tasselli andavano man mano costituendo il mosaico bianconero, crebbe naturalmente l’attesa in città. Circa un migliaio di tifosi accolsero al raduno del 21 agosto la nuova squadra sul parquet, straordinario, del PalaVignola, dopo che il PalaMaggiò subì ben due furti di fili di rame. L’infermeria purtroppo inizia ad affollarsi sin da subito, da prima con Downs, poi Siva, Jones, Giuri, Gaddefors, Amoroso, e questo condizionerà non poco il campionato. Eppure all’esordio del 4 ottobre in quel di Varese, Caserta compie la prima grande impresa vincendo 51-58. Le successive tre sconfitte rispettivamente con Torino, Cremona e Milano aprono una crepa. Iavazzi torna a parlare rilasciando un’intervista in cui si lamenta di essere stato lasciato nuovamente da solo, ma la squadra reagisce espugnando Bologna nel “monday night” del 2 novembre, e bissando la vittoria in casa contro Capo d’Orlando. Due giorni dopo quel successo, ovvero il 10 novembre, per non influenzare la prestazione della squadra nella delicata partita, Rosario Caputo replica al patron bianconero sottolineando alcuni aspetti caratteriali dello stesso. La Juvecaserta intanto va vicina a battere in trasferta la capolista Pistoia che la spunta dopo un overtime, ma in settimana inizia la telenovela Valerio Amoroso, che la società gestirà malissimo. L’atleta, che sembrava aver rescisso, ritornerà in gruppo, il tifo non la prenderà bene ed il patron difenderà in modo autoritario questa scelta.
Intanto prima Cantù e poi Venezia batteranno Caserta, che torna alla vittoria il 6 dicembre contro Pesaro. Il doppio match con Sassari e Reggio Emilia, questa volta, non frutterà punti per la truppa casertana, che vivrà un momento di massima euforia a cavallo del Natale con l’impresa di Avellino, in cui si è imposta per 62-70 dopo un primo tempo terribile per come si stava giocando, e conquistando i “due punti” anche in casa contro Brindisi dopo una gara piuttosto autorevole da parte dei bianconeri, chiudendo così in modo soddisfacente il 2015.

martedì 22 dicembre 2015

Juvecaserta, tanto fumo ma poco arrosto

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 22/12/2015

LEGA A. Stamane l’assemblea dei soci che delineerà il futuro del sodalizio di Pezza delle Noci
Juvecaserta, tanto fumo ma poco arrosto

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La brutta quanto meritata sconfitta di Reggio Emilia dovrebbe essere un messaggio piuttosto chiaro per la dirigenza della Juvecaserta, improvvisare non porta da nessuna parte. Nel dopo gara coach Sandro Dell’Agnello è stato come al solito molto lucido, e proprio come contro Sassari si assunse le sue colpe, questa volta ha passato la patata bollente alla squadra. Ecco, ma quale squadra? Fin qui il tecnico non è mai riuscito ad avere per due partite consecutive gli stessi interpreti sul parquet. E questo inevitabilmente comporta che in campo non ci sia un’identità ben definita.

MERCATO. Il front office bianconero ha gettato tanto fumo negli occhi senza mai concretizzare seriamente. Abbiamo già scritto su queste colonne che a Pezza delle Noci si stanno commettendo gli stessi identici errori dello scorso anno, ed anzi, con la telenovela Amoroso si è perfino fatto di peggio. E dopo due mesi circa, c’è un bisogno vitale di aggiungere un lungo che permetta al coach di avere un reparto con normali rotazioni, nulla di trascendentale. L’ultimo rinforzo, quel Adegboye, talmente del salto di qualità che ha portato alla squadra è stato rimasto in tribuna. Vero che è rientrato Siva, ma a quel punto cosa cambia tra il far accomodare sugli spalti lui o al tagliato El Amin? E intanto i rinforzi delle dirette avversarie trascinano le rispettive squadre alla vittoria, come Jerome Dyson per Torino contro la sua ex Sassari, oppure quel Austin Daye per Pesaro quasi deriso all’esordio proprio contro Caserta ma decisivo nella trasferta di Capo d’Orlando. Domani intanto si ritornerà subito in campo, con la Juvecaserta che sarà attesa dal classico derby natalizio in Irpinia. Un match che soprattutto per via della presenza sulla panchina di Avellino dell’ex Pino Sacripanti assumerà differenti ma intensi motivi per cercare di fare bene.

ASSEMBLEA. E intanto stamattina, alle ore 12:00, si terrà l’assemblea generale dei soci per procedere alla ricapitalizzazione del club. Barbagallo, ancora socio di minoranza, tempo fa aveva preannunciato che non vi avrebbe partecipato. Chissà cosa accadrà.

lunedì 14 dicembre 2015

Juvecaserta, bisogna voltare pagina in tutti i sensi

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/12/2015

LEGA A. Dimenticare Sassari, rinforzarsi sul mercato, trovare una solidità, questi i punti chiave
Juvecaserta, bisogna voltare pagina in tutti i sensi

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Contro i campioni d’Italia della Dinamo Sassari non era sicuramente un impegno facile per la Juvecaserta, e altrettanto non ci si aspettava una vittoria. Il problema più che il risultato è la prestazione, che ha fatto sicuramente storcere il naso. Coach Sandro Dell’Agnello si è accusato del brutto approccio alla partita, sottolineando che la squadra ha fatto praticamente il contrario di ciò per cui si è lavorato per tutta la settimana, ovvero si è limitato poco il loro tiro dalla lunga distanza, arma principale dei sassaresi che pur con il cambio dell’allenatore hanno apportato sin qui poche modifiche al loro assetto tattico.
La prestazione di squadra è frutto, ovviamente, di quelle dei singoli. E allora come non soffermarsi immediatamente su Ogo Adegboye, il nuovo arrivato da cui certamente non ci si può aspettare il salto di qualità per la squadra, e che pur non volendo gettargli la croce addosso, ci mancherebbe, non è il rinforzo tanto decantato dalla società. Così come il reintegro di Valerio Amoroso sembra tutto tranne che redditizio. La tifoseria, che già aveva tanti pregiudizi nei suoi confronti, non ne vuol sapere di perdonargli la fuga. E il giocatore, dal carattere piuttosto fumantino, viene condizionato tantissimo dai fischi provenienti dalle tribune.
La Juvecaserta, con la propria star Peyton Siva ancora indisponibile per le partite, non riesce ancora ad esprimersi al meglio in attacco, con geometrie che sembrano scarabocchi disegnati su di un foglio da cucina. E quando anche la difesa non gode di quella giusta intensità ed abnegazione, allora vincere non diventa una cosa ardua, ma molto di più.
Caserta, pur avendo commesso tanti errori, ha affrontato una Sassari che al PalaMaggiò ha indossato decisamente il vestito buono, quello delle grandi occasioni. E’ vero che i bianconeri hanno lasciato spazio agli esterni avversari per colpire a raffica dall’arco dei 6,75, ma è pur vero che quei tiri li devi comunque infilare. E tutto diventa più semplice quando dietro la maglia porti scritto Haynes oppure Logan. La qualità, dopotutto, è sempre qualità.
E proprio per un discorso di qualità, come abbiamo detto di aspettare Adegboye, di dargli una seconda opportunità prima di etichettarlo come fatto con Muhammad El Amin, che nel frattempo ha lasciato il capoluogo casertano in cerca di fortuna altrove, ci teniamo ad evidenziare una cosa. Adegboye va rivalutato, assolutamente, non è stato semplice calarsi subito nella nuova realtà peraltro non proprio serena.
Eppure in occasione della gara casalinga con Cantù, tra le fila brianzole esordì quel Hodge che in poco più di un paio di giorni si era erto a leader della squadra sfoggiando una super prestazione che condannò alla sconfitta i bianconeri. Ecco, ritorniamo al discorso della qualità. Inserire tanto per dire di aver apportato un cambio al roster porta a ben poco. In tal senso sembra che si stia prendendo la strada dello scorso anno, quando proprio per far vedere che ci si stava muovendo si consumarono letteralmente tutti i tesseramenti rimanendo con un pugno di mosche in mano (come non ricordare Aleksandar Capin e Bozhidar Avramov). Chissà cosa riserverà il futuro.

martedì 8 dicembre 2015

JUVECASERTA. Patron Iavazzi contestato, mantenga la promessa

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 08/12/2015

LEGA A. Alla Juvecaserta deve essere garantito un’innesto sugli esterni per trovare un’identità
Patron Iavazzi contestato, mantenga la promessa

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Una Juvecaserta decisamente non bella ha conquistato due punti preziosissimi in ottica salvezza contro una diretta concorrente come Pesaro. Certo, sottolineiamo ancora una volta, l’importante era vincere per cercare anche e soprattutto di stemperare quel malumore che si era creato in città dopo gli ultimi avvenimento che hanno visto protagonista la società di Pezza delle Noci.

LA SOCIETA’. Ecco, patron Lello Iavazzi nei giorni precedenti al match contro Pesaro non ha risparmiato dichiarazioni al vetriolo verso quella frangia della tifoseria che ha utilizzato soltanto parole di critica per evidenziare l’operato del club bianconero. Il ritorno di Valerio Amoroso, fischiato da gran parte del PalaMaggiò, non è stato del tutto digerito. Ma non è stato risparmiato neppure lo stesso azionista di maggioranza, bersagliato nel prepartita con diversi striscioni che l’hanno offeso anche personalmente. Insomma, tra la società e la tifoseria c’è una evidente frattura le cui prime schermaglie già si sono avute nella disgraziata stagione scorsa, e che per l’operato in questa stanno decisamente continuando. Stabilire se si tratta di un punto di non ritorno oppure se ci sono ancora i margini per ristabilire un sano e proficuo legame non è dato sapersi. Almeno in questo momento.

LA PROMESSA. Qualcosa sicuramente il patron potrà fare per convincere la tifoseria delle sue scelte. Non a caso, il reintegro di Amoroso è stato spacciato come il giusto rimedio per far sì che la Juvecaserta potesse ambire a trovare sul mercato un innesto, nel reparto esterni, che potesse alzare il tasso della squadra. Ovviamente colui che arriverà prenderà il posto di Muhammad El Amin ormai prossimo al taglio, ma questo lo si dice già almeno da tre settimane. A questo punto per Iavazzi non resta che rimanere fedele a questa promessa, intervenire sul mercato e fornire a coach Sandro Dell’Agnello quell’innesto che gli permetterà anche di lavorare sull’identità della squadra, che se non fosse per la caparbietà e l’intensità difensiva, vacillerebbe eccome.

lunedì 23 novembre 2015

La Juvecaserta sta attraversando una fase particolare

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 24/11/2015

LEGA A. Il club di Pezza delle Noci alle prese con il mercato ha perso uno scontro diretto
La Juvecaserta sta attraversando una fase particolare

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La rimaneggiata Juvecaserta di coach Sandro Dell’Agnello perde ancora tra le mura amiche del PalaMaggiò contro Cantù, in una sfida che per quello che si è visto sul rettangolo di gioco era sicuramente alla propria portata. Una gara evidentemente decisa dagli episodi, come lo stesso tecnico bianconero ha sottolineato in sala stampa nell’immediato post-partita.Episodi sfavorevoli ma che i casertani hanno fatto poco o nulla per cercare di capovolgere a proprio favore.

SCONTRI DIRETTI. Che la Juvecaserta abbia l’obiettivo di una salvezza tranquilla, lo sanno anche le pietre. E certamente non si può chiedere di più ad una squadra che fin qui è riuscita a giocare forse una sola partita a ranghi completi. Ciò che si può additare è il fatto che i bianconeri hanno perso tra le mura del PalaMaggiò, che in questa situazione dovrebbe essere un vero e proprio fortino, prima con Torino e poi con Cantù, che classifica alla mano  sono due potenziali dirette concorrenti per quella salvezza. La sconfitta con Torino alla seconda giornata è passa forse troppo inosservata, considerando che i piemontesi dopo quella vittoria sono riusciti a battere soltanto Milano nel momento forse di maggiore difficoltà per Alessandro Gentile e compagni. Diverso il k.o. con Cantù, che è vero fin qui ha stazionato soltanto nella parte bassa della graduatoria, ma è stata anche capace di perdere soltanto dopo un supplementare in quel di Reggio Emilia e appare ancora tutta in fase di rodaggio. Ancor di più visto l’arrivo del nuovo azionista di maggioranza Dmitry Gerasimenko che ha portato in dote un bel po’ di budget.


INTRECCI DI MERCATO. Archiviata la sconfitta con i brianzoli, la società di Pezza delle Noci deve al più presto venire a capo della situazione mercato. In una intervista patron Lello Iavazzi ha dichiarato apertamente che con l’addio di Valerio Amoroso si passerà dalla formula del 5+5 al 3+4+5. Proprio Amoroso, che ha rescisso per motivi personali, potrebbe essere un rinforzo di Cantù. A questo punto sarebbe facile pensare che il lungo napoletano non abbia lasciato Caserta nè per motivi personali, nè per dei disagi con lo staff tecnico ed in particolare con il coach. Ma forse la vera ragione è tutta economica. Leggasi l’avvento di Gerasimenko in Brianza. A pensar male spesso s’indovina. E allora un possibile rinforzo per la Juvecaserta potrebbe essere Dejan Ivanov, un cavallo di ritorno all’ombra della Reggia, la cui esperienza a Torino è arrivata ai titoli di coda. Per il momento tra la società di Pezza delle Noci e l’entourage dell’atleta c’è stato soltanto un abboccamento, ma nelle prossime ore si potrebbe arrivare anche alla conclusione dell’affare. Con il passaggio alla formula del 3+4+5 non sarà l’unico movimento di mercato per i bianconeri. Infatti ormai ha le ore contate Muhammad El Amin, che non è riuscito ad esprimersi al meglio con la scusante di non aver potuto giocare nella posizione a lui prediletta prima, e l’essere stato spedito in tribuna quando invece sarebbe potuto essere schierato nel suo ruolo dopo. Con il suo taglio il front office bianconera cercherà una guardia tiratrice comunitaria oppure Cotonou. Da sottolineare che con il passaggio dal 5+5 al 3+4+5 Caserta dovrà pagare una luxury tax da 40 mila euro.

venerdì 20 novembre 2015

Caserta dovrà ritornare sul mercato ma prima testa a Cantù

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 21/11/2015

LEGA A. Il club di Pezza delle Noci dovrà ritornare sul mercato ma prima testa a Cantù
Juvecaserta, è divorzio con Valerio Amoroso

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Un fulmine a ciel sereno che cambia le carte in tavola per la Juvecaserta. Ovviamente ci stiamo riferendo alla rescissione tra il club di Pezza delle Noci e Valerio Amoroso, la fine di un matrimonio che sembrava si stesse consolidando dopo i precedenti certamente non semplici tra l’atleta nativo di Cercola e la tifoseria bianconera. Amoroso è un nomade della nostra pallacanestro, ha cambiato nell’arco della sua carriera, iniziata nel lontano 1998, ben nove casacche diverse: Roseto, Scafati, Bologna sponda Virtus, Montegranaro, Teramo, Pesaro, Torino, Pistoia e per ultima Caserta, con una media di poco inferiore ai due anni passati in ogni piazza con anche ritorni di fiamma, come a Bologna sei anni dopo o Montegranaro quattro anni dopo la prima esperienza,
Amoroso è un giocatore particolare, dal carattere sicuramente non facile, napoletano verace per certi versi, che si ama o si odia, le mezze misure con lui non esistono. Dipende dai punti di vista ovviamente, perché quando è il portacolori della propria squadra non lo si può che osannare per la grinta, la caparbietà, l’impegno, l’abnegazione che ci mette sempre e comunque. Se si è dall’altra parte della barricata invece, diventa il nemico pubblico numero uno, il bersaglio per cori ed offese, ed è anche per questo che il suo approdo all’ombra della Reggia non era stato visto di buon occhio, a causa dei suoi trascorsi negativi contro la Juvecaserta.
E’ inappuntabile che Amoroso abbia dato tutto quello che aveva in questa avventura a tinte bianco e nere, decisivo nella vittoria di Bologna contro la sua ex squadra, così come in altre circostanze in cui affrontava il suo passato, vedi Torino prima e Pistoia poi, non abbia disputato la sua miglior gara. Ma per energia e voglia gli si può contestare davvero poco. Il divorzio è sopraggiunto per motivi personali del giocatore, almeno questa recita la nota ufficiale della società e dello stesso atleta. Spifferi però, indicano che tra Amoroso e lo staff tecnico, in particolare coach Sandro Dell’Agnello, ci siano stati dei dissidi, forse in occasione proprio dell’ultima partita di campionato che hanno portato l’ala a saltare gli allenamenti di tutta la settimana. Fatto sta questo addio farà ritornare la Juvecaserta sul mercato per sistemare il proprio roster, ma adesso testa solo a Cantù.

lunedì 16 novembre 2015

Juvecaserta, sprecata una ghiotta occasione?

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/11/2015

LEGA A. A Pistoia si poteva anche vincere se si fosse avuto pazienza e miglior mira da tre
Juvecaserta, sprecata una ghiotta occasione?

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La sconfitta rimediata in quel di Pistoia deve far riflettere la Juvecaserta, che ha avuto la ghiotta occasione di poter espugnare il PalaCarrara. Una partita che seppur sofferta ha visto la truppa di coach Sandro Dell’Agnello giocarsi ad armi pari le proprie chance di vittoria, contro quella che è a tutti gli effetti l’attuale capolista del campionato di Lega A.

IL LEADER. Ma veniamo ai fatti concreti. Per la seconda volta consecutiva è stato palese che questa Juvecaserta non può fare a meno dell’estro e della determinazione di Peyton Siva. L’ex Louisville non ha fatto la sua miglior partita, anzi, potremmo quasi dire che rispetto alla sfida con Capo d’Orlando ha fatto un passo indietro. Eppure quando è arrivato il momento di aggredire l’incontro negli ultimi possessi si è prima alzato dai 6,75 praticamente zittendo il pubblico avversario sempre parecchio rumoroso, e poi senza tremare dalla linea della carità dove ha infilato un 2/2 quando poco prima non era stato allo stesso tempo letale.

LA LACUNA. Nelle settimane scorse Daniele Cinciarini è stato l’autentico protagonista delle bellissime affermazioni dei bianconeri, soprattutto in quel di Bologna. Ieri purtroppo, all’ex di turno, è tremata parecchio la mano. Questo ha portato alla logica conseguenza che la Juvecaserta non ha avuto un terminale offensivo a cui appoggiarsi con grande fiducia nei momenti di particolare difficoltà. Anzi, in special modo nel secondo quarto la truppa casertana si era intestardita a voler recuperare il gap che si era venuto a creare unicamente con le conclusioni dall’arco dei tre punti. Inutile dire che questo “tira e tira” non ha prodotto alcunché. E adesso sorge spontaneo l’interrogativo su Muhammad El Amin. Sacrificato fin qui in cabina di regia per l’assenza di Siva, non ha brillato e neppure convinto più di tanto. Ma adesso, da guardia tiratrice, può ritornare utile a questa squadra? Non siamo nella posizione tecnica per poter dare un giudizio, e così lasciamo allo staff tecnico bianconero la “patata bollente”.

LE TORRI. Il reparto lunghi ha risposto come al solito presente, con la qualità di Bobby Jones, la solidità di Dario Hunt e l’energia di Valerio Amoroso. Un trio che sembra sposarsi perfettamente, garantendo versatilità e costanza a tutto il reparto. Jones è partito alla grande, tenendo con il muso avanti la Juvecaserta nella prima metà del quarto d’esordio rispondendo “colpo su colpo” all’attuale miglior giocatore del campionato quale è Alex Kirk. Peccato per i falli che lo hanno raffreddato. Differente ma allo stesso tempo essenziale il lavoro di Hunt, che nel primo tempo si è messo in evidenza soprattutto con diversi lay-up, ed anche qualche schiacciata, che hanno tenuto a contatto i bianconeri nel momento sicuramente più difficile; mentre invece nella ripresa ha alzato una diga davanti al proprio canestro rendendosi artefice di un paio di stoppate incredibili. Infine, Amoroso è stato il solito lottatore, tutta grinta e caparbietà che purtroppo per una cosa buona ne fa una sbagliata. Errori di puro agonismo che comunque si fanno apprezzare per la volontà. A questi davvero non si può chiedere altro.

martedì 3 novembre 2015

Juvecaserta, Gaddefors si conquista la conferma

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 04/11/2015

LEGA A. I bianconeri sono stati trascinati dalla matrice italiana, rimandati Downs ed El Amin
Juvecaserta, Gaddefors si conquista la conferma

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La vittoria è sicuramente la miglior medicina che esista nello sport, e allora la Juvecaserta che ha espugnato l’Unipol Arena di Casalecchio di Reno nell’ultimo “monday night” gode di ottima salute. O almeno è in via di guarigione, per continuare ad utilizzare una metafora tutta in ambito medico. Infatti l’impresa attuata dagli uomini di coach Sandro Dell’Agnello contro la Virtus Bologna ha messo fine a quella striscia di tre sconfitte consecutive (con Torino, Cremona e Milano), continuando tra l’altro a raccogliere punti in trasferta dopo la vittoria all’esordio presso il PalaWhirlpool di Masnago contro Varese.
Una Juvecaserta che di certo non è stata bella da vedere, ma che è stata di una concretezza forse unica. I bianconeri c’hanno messo davvero l’anima, dall’inizio alla fine ed anche in quel frangente in cui l’inerzia della gara sembrava essere passata dalla parte degli avversari. Dopo aver condotto il punteggio per circa 37’, subire il sorpasso proprio nel rush finale avrebbe potuto mandare al tappeto chiunque, ma non i casertani, soprattutto non questa squadra. Ripresa con i capelli la gara, con Hunt che se avesse avuto un rapporto discreto con i liberi si sarebbe potuto vincere prima, i bianconeri hanno messo in mostra tutta la loro “cazzimma” nel supplementare.

LA MATRICE ITALIANA. Con Peyton Siva ancora atteso all’esordio dal pubblico casertano e Bobby Jones ancora out, sono stati soprattutto i giocatori italiani a fare la differenza per la Juvecaserta. I leader assoluti di questa incredibile vittoria sono stati Daniele Cinciarini e Valerio Amoroso, che dopo aver prodotto tanta legna nel corso del primo tempo, nella ripresa sono stati degli autentici cecchini sino a diventare i giustizieri della Virtus Bologna nel pazzesco overtime in cui hanno infilato delle bombe con poco equilibrio e da oltre nove metri. Fare i loro nomi è semplice, ma non si possono “snobbare” nemmeno quello di Marco Giuri, che nel primo tempo si è messo in mostra con ottime qualità balistiche anche se la casella delle palle perse ha conteggiato troppi errori, alcuni dei quali nella decisiva corsa finale; oppure quello di capitan Andrea Ghiacci, buttato nella mischia e capace di fare sempre la cosa utile per la squadra, mandando a segno anche la sua prima tripla in carriera nella massima serie. Farsi trovare pronto, anche alla sua età, è essenziale.

I RIMANDATI. Nonostante l’incredibile vittoria che porterà un po’ di serenità e tranquillità nel lavorare alla truppa bianconera in questa settimana, non si può sorridere sotto ogni punto di vista. Le note negative, ancora una volta, sono stati i due esterni americani Muhammad El Amin e Micah Downs. Se sul secondo pende sulla testa quella spada di Damocle dell’infortunio che ne ha minato la preparazione e dunque anche l’ambientamento, lo stesso non si può dire per l’ex Patrasso che sta decisamente venendo meno a quella che è l’idea di basket giocato disegnato a tavolino del front-office bianconero. La domanda esistenziale è naturalmente: quanto si può ancora aspettare? Una regola precisa non c’è, ovviamente, e questa è spesso dettata dal portafogli di cui la società è dotata. A buon intenditore poche parole, come si suol dire.
Finalmente, invece, è salito alla ribalta lo svedese Viktor Gaddefors, il quale è stato a tratti decisivo per mantenere la Juvecaserta con il muso avanti nel forcing della sua ex squadra. Con grande freddezza ha infilato due triple, non certo la specialità della casa, ed è riuscito come fin qui fatto a portare energia e soprattutto scelte intelligenti. Merita decisamente la conferma sino a fine stagione, non fosse altro perché è utilissimo a questa squadra.

Cinciarini ed Amoroso trascinatori. Caserta espugna Bologna

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/11/2015

LEGA A. Ai bianconeri serve un overtime per vincere una gara dominata in lungo e in largo
Cinciarini ed Amoroso trascinatori
La Juvecaserta espugna Bologna

di Giovanni Bocciero

BOLOGNA. È un monday night dalle tinte bianco e nera quello tra Virtus Bologna e Juvecaserta. La partenza sorride ai casertani che allungano con la penetrazione di Cinciarini ed il piazzato di Amoroso. Il gap viene ricucito immediatamente da Mazzola, con il compagno Pittman che fa il buono ed il cattivo tempo visto che prima stoppa ma poi perde un banale pallone. Caserta si schiera dopo un paio di giri di lancette a zona 2-3 provando a sfidare i tiratori bolognesi, ma ciò che permette agli ospiti di toccare anche il +7 sono i diversi rimbalzi offensivi trasformati puntualmente in canestri. Prima Gaddy e poi ancora Mazzola, che poco dopo lascia il campo per una botta ricevuta, insaccano due triple importanti per i locali. La girandola di cambi non sposta gli equilibri, e un altro rimbalzo in attacco del neo entrato El Amin regala il +6 agli uomini di Dell'Agnello. Il tiro in sospensione di capitan Ghiacci, bolognese di nascita, che si libera bene con il movimento senza palla fissa il punteggio sul 22-15 per i viandanti non replicato dall'ex Michele Vitali che dopo un brutto attacco si prende un tiro sbilenco. La seconda frazione si apre con due bei canestri di Giuri capace di eludere l'avversario e trovare il fondo della retina, e con il contropiede di Gaddefors che appoggia al vetro il +9 per i casertani. Bologna fatica a leggere la difesa avversaria, tiri con percentuali bassissime e perde diversi palloni. E quando anche Hunt nel pitturato realizza i suoi primi punti della gara gli ospiti raggiungono il +13 e coach Valli è costretto a chiamare timeout per provare a sistemare le cose. La Unipol Arena non soddisfatta della prestazione dei propri beniamini fischia, e l'unico che prova a battere la pressione è il giovane Fontecchio. Due schiacciate prima di Pittman e poi di Odim riportano sotto la singola cifra di svantaggio Bologna, ma il gioco a due tra Downs che alza l'alley-oop e Hunt che affonda ad una mano riportano i casertani sul 38-28. Tre possessi consecutivi sprecati dalla Juvecaserta non permettono forse l'allungo decisivo prima del riposo lungo e servono l'assist ai felsinei che con Mazzola realizzano il canestro del -6.
Il secondo tempo vede Amoroso andare a segno dai 6,75 dopo un minuto di gioco, il che mette fine al digiuno della Juvecaserta che già sul finire del primo tempo non è riuscita più a segnare. E ancora il lungo napoletano poco dopo si permette il lusso di regalare il bis. Bologna a fatica cerca di tenere botta, Odom è il più lesto a rimbalzo e ad appoggiare il pallone nel cesto, ma dall’altra parte ancora Amoroso realizza il +10. In questo momento sale in cattedra Gaddy che si accende mandando a segno una tripla. Pochi secondi e recupera il pallone a metà campo servendo l’assist a Fontecchio che schiaccia, e poi quello ad Odom che è tutto solo nel pitturato. Il break di 10-0 bolognese è chiuso proprio dal canestro di Gaddy che regala alla propria squadra la parità a quota 50. Ci pensa Cinciarini a riportare un po’ d’inerzia dalla propria parte nella fase decisamente più frenetica della partita, e poi è l’ex virtussino Gaddefors a muovere la retina dai 6,75 dando a Caserta un importante +4. Ancora Mazzola ricuce lo svantaggio con 5 punti di fila che valgono la nuova parità a 57, ma Gaddefors è glaciale ed imbeccato dall’arco dei tre punti scrive altri tre punti nel proprio tabellino. L’ultimo periodo vede i bolognesi segnare il -1, ma la tripla di Ghiacci ridà ossigeno agli ospiti che proprio con il capitano recuperano la palla ma subito sprecano. Si sommano tanti errori da e ambedue le parti, non tanto per l’intensità e la tensione dell’incontro, ma proprio perché sono tante le lacune di Bologna e Caserta con i rispettivi roster non al completo. Cinciarini continua ad essere il giocatore più concreto tra le fila dei casertani, mandando a bersaglio il tiro del +5. La Juvecaserta perde un pallone sanguinolento con Ghiacci, ma Bologna non ne approfitta con Odom. La schiacciata devastante di Hunt, che vale il +7, potrebbe valere oro visto il basso punteggio e la poca continuità realizzativa dei padroni di casa. E così Valli decide di chiamare timeout. Bologna si rivitalizza grazie ai canestri di Vitali e Mazzola, con l’ex di turno che sale d’intensità sui contatti con Amoroso e poi quasi schiaccia il canestro del -1 che costringe coach Dell’Agnello a chiedere il timeout con 3’40” sul cronometro. La Virtus esce ancora una volta meglio con Odom che realizza la tripla della parità, la sua prima della gara, e poi il contropiede del vantaggio (71-69) avviato da un salvataggio di Vitali. Gaddy dalla lunetta regala il +4 ma sbaglia il libero decisivo visto che Amoroso era stato freddo a realizzare la tripla veloce del -1. Sull’ultima azione Hunt segna il pareggio e subisce il fallo, ma sbaglia il libero della vittoria e poi Bologna non ha il tempo per tirare: overtime! Amoroso e Cinciarini si ergono a leader prendendosi tiri pazzeschi, Downs sbaglia un’incredibile schiacciata, ma Bologna non risponde ed alza bandiera bianca.

martedì 20 ottobre 2015

Juvecaserta, una sconfitta che ha i suoi strascichi

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/10/2015

LEGA A. A Cremona una prestazione con più ombre che luci, mentre Siva resta un dilemma
Juvecaserta, una sconfitta che ha i suoi strascichi

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La sconfitta della Juvecaserta in quel di Cremona ha sollevato diversi problemi. Inutile sottolineare che la compagine di Pezza delle Noci sta vivendo sicuramente una situazione sfortunata, tra infortuni ed influenze che non permettono alla squadra di svolgere degli allenamenti all’altezza, ma anche numericamente consistenti. E la sconfitta contro Cremona, che al terzo tentativo dopo esserci andata vicina prima a Sassari e poi contro Trento trova finalmente la prima vittoria in campionato, ha evidenziato questa sofferenza per i bianconeri a giocare con intensità per l’intero arco della gara. Proprio come successo anche contro Torino settimana scorsa, quella stessa Torino che al PalaMaggiò ha fatto una buona prestazione senza però brillare, ma che in casa contro prima Reggio Emilia e domenica contro Venezia ha avuto vita piuttosto corta.
AMOROSO MENTRE DIFENDE
Al PalaRadi dopo averlo sbandierato a destra e a manca, Peyton Siva è stato nuovamente risparmiato. Scelta che ci può anche stare, ma aquesto punto bisognerebbe fare chiarezza sulle reali condizioni fisiche del play ex Louisville. Senza un regista vero la Juvecaserta soffre tantissimo nella costruzione del gioco, e questa sarà una nuova settimana in cui si cercherà di capire se contro Milano finalmente ci sarà.
Tornando alla gara di Cremona, Bobby Jones che ha rimediato un colpo ad inizio gara ha messo su una prestazione con più ombre che luci, commettendo diversi errori anche sotto canestro e non a caso lo si è visto più volte piegato sulle ginocchia a disperarsi; El Amin e Cinciarini ancora non sono riusciti a trovare la propria dimensione, troppe volte colpevoli di scelte forzate soprattutto al tiro, conseguenti però anche alle difficoltà della squadra di creare appunto gioco.
Micah Downs ha avuto un inizio di gara piuttosto positivo, rivelandosi trascinatore e miglior marcatore per i bianconeri, prima di scomparire man mano dal campo. Unico ad aver provato ad alzare per ultimo bandiera bianca è stato Valerio Amoroso, in palla sin da quando ha messo piede in campo (per sostituire Jones appena infortunato) e che per tutta la sfida ha trovato la via del canestro con una buona costanza, a volte anche con bombe siderali. Da capire il siparietto rivelato da alcuni tifosi cremonesi tra Downs e Amoroso, con lo statunitense che in panchina avrebbe mostrato il dito medio al napoletano. Un gesto di circostanza o una frattura nello spogliatoio?

mercoledì 22 luglio 2015

La Juvecaserta cala il terzo acquisto del mercato

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 23/07/2015

LEGA A. La società di Pezza delle Noci adesso segue con grande interesse l’ala Greg Whittington
La Juvecaserta cala il terzo acquisto del mercato

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Con la proroga da parte della Federbasket e della Lega al prossimo 4 agosto per espletare tutte le faccende burocratiche del caso, la Juvecaserta si è messa immediatamente al lavoro per la campagna acquisti con la quale bisognerà costruire il roster che prenderà parte al prossimo campionato di Serie A. E la dirigenza casertana ha subito messo a segno il colpo che porta il nome di Valerio Amoroso. L’ala partenopea non gode certamente di grande fama all’ombra della Reggia, e allora adesso spetterà alla tifoseria di fede bianconera accettare o meno questo ingaggio. Il consigliere e “direttore sportivo” Rosario Caputo ha presentato il giocatore sottolineando che c’è bisogno di giocatori combattivi e che da avversari possono anche sembrare dei gradassi. Sicuramente l’identikit non è sbagliato, così come non è sbagliato dire, e pensare, che Amoroso la maglia la suderà sempre e comunque quando scenderà in campo.
E dunque dopo Marco Giuri e Daniele Cinciarini, il club di Pezza delle Noci cala il terzo acquisto di questo mercato. Per un nuovo giocatore che arriva, forse c’è da registrare uno che non interessa più. Infatti, il front office bianconero sembra aver fatto un passo indietro con Gabriele Ganeto, l’ala piccola che avrebbe fatto comodo alla Juvecaserta se avesse disputato il prossimo campionato di A2, ma che nella massima serie forse non è poi così importante. Di certo le due parti avevano trovato già da tempo l’accordo su tutto, e mancava soltanto l’ufficialità da parte della società di patron Lello Iavazzi. A questo punto la trattativa sembra davvero saltata. Ma mai dire mai.
L’interesse di Caserta sembra adesso spostato sull’ala grande Greg Whittington (207 cm), che ha disputato l’ultima Summer League di Las Vegas con i Miami Heat, facendo registrare 13.2 punti, 8.2 rimbalzi e 1.6 stoppate in 30’ di utilizzo nelle cinque gare giocate, risultando il secondo bomber ed il primo rimbalzista e stoppatore della squadra. Il ragazzo viene da due anni di inattività per infortunio, dopo essere uscito dall’università di Georgetown, e sarà difficile portarlo in Italia visto che aspira a qualche contratto non garantito in NBA (forse Indiana) e che potrebbe anche ottenere. Nei giorni scorsi era forte su di lui Omegna, che adesso si è defilata.