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lunedì 17 giugno 2019

Convegno "Riforma dello Sport. Quali vantaggi per il territorio?"




Dalla nascita del Coni alla riforma


Fine dello Sport elitario. Verso una nuova concezione


Lo Sport si avvicina alle persone, ma il Coni si oppone al cambiamento


Logica della vittoria o etica dello sport


Mondo dello Sport fra disagio previdenziale e ambiguità fiscale


Sindaco De Filippo in difesa Sport ed enti locali


Saluti del Sindaco De Filippo e Dora Olivieri di Ass Maddaloni Donna


04/04/19 Convegno "Riforma dello Sport. Quali vantaggi per il territorio?"

mercoledì 22 maggio 2019

L'Italia sportiva vuole il suo museo, che oggi è una sfida possibile

Il Senatore Claudio Barbaro, nell'editoriale scritto per la rivista Primato edito dall'associazione Asi Nazionale che lui stesso presiede, ha accesso i riflettori sulla necessità di avere un Museo Nazionale dello Sport. Questa volontà nasce da due dati molto importanti: i milioni di turisti che affollano ogni anno i musei italiani; i tanti sportivi e la loro grande partecipazione agli eventi. Diamo qualche numero, così come fatto egregiamente da Barbaro. Nel 2018 si sono contati 63 milioni di turisti venuti da ogni parte del mondo per ammirare quasi 5 mila musei presenti su tutto il nostro territorio. I dati pubblicati dal Ministero della Cultura nel 2017 dicono che sono stati oltre 50 milioni i loro visitatori, raddoppiando quasi la cifra rispetto a dieci anni fa.


Per celebrare degnamente chi ha contribuito a rendere l’Italia
grande nel mondo e per costruire cultura sportiva, Asi presenta una
petizione e lavora ad un progetto di crowdfunding per la realizzazione
di un museo dello sport. L’iniziativa gode del supporto di un Governo

che allo sport ha dimostrato di guardare con altri occhi.
Dall'altro lato lo sport in Italia è un vero e proprio mercato. Recentemente il presidente del Coni Giovanni Malagò ha sottolineato che proprio lo sport è l'unico comparto del Pil che cresce costantemente. Negli ultimi dodici mesi ha toccato un +3,5. Questo perché intorno agli eventi sportivi c'è una grande partecipazione. Sia fisica, cioè in loco, che virtuale, attraverso la televisione o con le nuove forme di fruizione tramite i più svariati devices. Da questa analisi nasce l'idea di rilanciare il progetto di un Museo Nazionale dello Sport. Un luogo che raccolga cimeli capaci di raccontare la grandezza della storia sportiva italiana scritta dalle gesta di indimenticabili atleti.

La prima proposta di un Museo Nazionale dello Sport fu avanzata da Mario Pescante all’inizio degli anni 2000, quando era Sottosegretario ai Beni Culturali con delega allo Sport. Lui voleva recuperare la Casa delle Armi del Foro Italico - negli anni '80 adibita addirittura ad aula bunker per i processi di casa nostra - per crearvi un luogo rappresentativo del mondo sportivo che potesse aiutare a diffondere una vera cultura sportiva

C’è un progetto fermo dalla fine del 2001 di cui si fece promotore
l’allora Sottosegretario ed ex presidente del Coni Pescante 
che sarebbe
dovuto sorgere all’interno del parco del Foro Italico. Studi e disegni
da troppo tempo giacciono in un cassetto. Fonte foto: Primato

La realizzazione di questo 'sogno' non è comunque semplice. Ci sono difficoltà legate principalmente agli investimenti - e quando mai - necessari per creare una struttura che sia un luogo dove poter richiamare i visitatori e fargli vivere un’esperienza divertente e coinvolgente di storia e di sport. Ma le potenzialità ci sono tutte. C’è il prodotto - una grandissima tradizione e storia sportiva - c’è il mercato (i 5000 musei italiani nel 2016 hanno raccolto oltre 110 milioni di persone) e potrebbe facilmente trovarsi la posizione. Insomma, dal punto di vista del marketing, l'idea è ottima.

Come proposto e dichiarato da Pescante a suo tempo, una nuova destinazione per l’Accademia di Scherma del Foro Italico è la scelta più logica e ideale, perché riqualificherebbe tutta l’area già destinata allo sport e in questo modo potremmo utilizzare il Foro Italico a trecentosessanta gradi e farne un polo di attrazione unico”. Magari si potrebbe cercare anche di creare la giusta atmosfera emozionale, sfruttando gli spazi sotterranei ampiamente presenti per ricavarne un anfiteatro - come si evince dal progetto - che rappresenterebbe un ingresso monumentale del museo.

martedì 19 febbraio 2019

#RiformaDelloSport - Analizziamo il disegno di legge

#RiformaDelloSport - Analizziamo il disegno di legge


di Giovanni Bocciero


Tra i tanti cambiamenti che il Governo composto da Lega e M5S vuole apportare al nostro paese c’è anche lo sport. Questo ha fatto molto discutere e tal volta fatto arrivare ai ferri corti il Sottosegretario di Stato con delega allo sport Giancarlo Giorgetti e il presidente del Coni Giovanni Malagò.
IL SENATORE CLAUDIO BARBARO
Alla fine dobbiamo arrenderci alla realtà, ovvero che lo sport come lo conoscevamo va definitivamente in una scatola da mettere in soffitta, ringraziando il Coni per quanto ha fatto per far eccellere l’Italia in giro per il mondo. E così, con il disegno di legge n. 999 presentato dal Senatore Claudio Barbaro - e altri - lo scorso 21 dicembre 2018, è prevista una vera e propria riorganizzazione e razionalizzazione del sistema sportivo italiano. Un processo di ristrutturazione e cambiamento che deve rispondere alle necessità del movimento nel suo complesso. In pratica con questo disegno di legge il Governo vuol cercare di appiattire le differenze tra lo sport di alto livello e quello di base, inquadrando lo sport non solo come competizione ma anche quale strumento per il benessere, l’inclusione, l’educazione.
Questo processo di rifondazione del modello sportivo italiano necessita della cooperazione tra il Ministero competente in materia, la nascente società pubblica denominata Sport e Salute spa, ed il Coni. Detto ciò, entriamo nel dettaglio di questo disegno di legge e analizziamo i nove articoli dei quali si compone.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL DISEGNO DI LEGGE

Gli Artt. 1 e 2 riguardano la delega al Governo per la razionalizzazione della normativa sullo sport, finalizzati a costruire un quadro ordinato e univoco della materia; e ai princìpi e criteri secondo cui lo sport deve essere considerato: come attività fisica e mentale apportatrice di benessere psico-fisico, integrità caratteriale e carica valoriale; come un diritto da garantire a tutti i cittadini senza alcuna discriminazione di sesso, razza, religione o condizione fisica, in ambienti sicuri e sani.
SEDE DEL CONI - FORO ITALICO - ROMA
L’Art. 3 individua e definisce i soggetti istituzionali coinvolti nel settore sportivo. Di conseguenza vi sono elencate l’Autorità di Governo competente in materia di sport con funzioni di indirizzo; il Coni con funzioni tecniche; la società Sport e Salute spa con funzioni gestionali e amministrative; le regioni con funzioni legislative concorrenti; il Comitato internazionale paralimpico (CIP); le Federazioni sportive nazionali (FSN), gli Enti di promozione sportiva (EPS) e le Discipline sportive associate (DSA) che devono rilasciare i brevetti agli istruttori. Va poi definita tutta la pratica sportiva scolastica, come le qualifiche professionali necessarie per l’insegnamento dell’attività motoria tra laureati in scienze motorie e diplomati Isef; le condizioni sanitarie relative alla certificazione medica e all’utilizzo dei defibrillatori; l’assegnazione alle società sportive semiprofessionistiche e dilettantistiche della gestione di impianti sportivi pubblici, ma anche la conversione in impianti sportivi di immobili con altre destinazioni d’uso; promuovere l’utilizzo degli spazi per l’attività fisica di base come strumento per il miglioramento della qualità della vita, per il contrasto alla deviazione giovanile, per l’inclusione sociale degli anziani e dei disabili; provvedere alla riforma dell’Istituto per il credito sportivo potenziando il fondo di garanzia a favore delle associazioni e società dilettantistiche per la ristrutturazione o la realizzazione di impianti sportivi pubblici a gestione diretta, e prevedere agevolazioni per i comuni interessati da calamità naturali con l’inserimento dell’impianto sportivo locale quale servizio pubblico territoriale.

Gli Artt. 4 e 5 riguardano da un lato l’istituzione dei Centri di servizio per lo sport (CSS) per l’erogazione di servizi di informazione e comunicazione dedicati alla promozione e alla diffusione dello sport, coinvolgendo le sedi provinciali del Coni. Dall’altro lato qualifica i soggetti che praticano attività sportiva suddividendoli in professionisti, semiprofessionisti e dilettanti così come già previsto dalla legge.
I DIRITTI TV DEL CALCIO FINANZIERANNO L'ATTIVITA' SCOLASTICA
L’Art. 6 riguarda il finanziamento per lo sport, senza alcun dubbio il nodo della discordia tra Governo e Coni. Ebbene, questo articolo prevede la creazione di un sistema di finanziamento basato su un meccanismo di erogazione annuale delle risorse provenienti dal bilancio dello Stato (410 milioni di euro circa, di cui 40 destinati al Coni) e gestite dalla Sport e Salute spa (non più dal Coni, appunto) tali da garantire la sostenibilità dell’intero sistema. Oltre al Coni, i destinatari dei fondi pubblici (i restanti 370 milioni) saranno le Federazioni, gli Enti di promozione e le Discipline sportive in misura agli scopi istituzionali, nonché una quota parte di risorse sarà destinata allo sviluppo dell’attività motoria e dello sport sociale. Il potenziamento della pratica dello sport in ambito scolastico sarà invece finanziato da una parte, non inferiore al 10%, della commercializzazione dei diritti audiovisivi dei campionati di calcio.

Gli Artt. 7 e 8 riguardano la fiscalità a sostegno dello sport dilettantistico, e la disciplina del lavoro applicata allo sport. Nel primo sono introdotti incentivi statali e agevolazioni tributarie per le società semiprofessionistiche e per le società e associazioni dilettantistiche, per rafforzare la loro funzione sociale e favorire la manutenzione dell’impiantistica.
DETRAZIONE FISCALE PER GLI OVER 60 PER L'ATTIVITA' MOTORIA
Nella pratica vengono introdotte l’esenzione Iva per i corsi di avviamento alla pratica sportiva; la detrazione fiscale per l’iscrizione a società o associazioni sportive, palestre, piscine o altre strutture che promuovono lo sport ai soggetti di età pari o superiore ai sessant’anni; la garanzia della proprietà dei diritti sulla comunicazione e sul marchio per eventi promossi da società o associazioni sportive. Ai fini della disciplina del lavoro applicata allo sport, è previsto che l’entità delle indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa, i premi o i compensi erogati a soggetti già titolari di propria posizione previdenziale e assicurativa debbano essere considerati redditi diversi; mentre per quei soggetti che non siano già titolari di propria posizione previdenziale e assicurativa per tali indennizzi, pur mantenendo ai fini fiscali natura di reddito diverso, diventano soggetti all’iscrizione alla gestione separata presso l’Inps.

Infine l’Art. 9 riguarda in particolare lo sport nella scuola. Sancisce infatti l’introduzione dell’insegnante di educazione fisica e sportiva (personale abilitato in possesso di diploma Isef o laurea in scienze motorie e abilitazione all’insegnamento) sin dalla scuola primaria, con l’obiettivo che tale docente potenzi lo sviluppo dell’educazione motoria e sportiva necessaria alla tutela della salute, con un orario minimo per classe non inferiore a tre ore settimanali.
CREAZIONE DI UNA FEDERAZIONE DEGLI SPORT SCOLASTICI
Devono poi essere introdotti programmi appositi di attività motoria per alunni disabili o con difficoltà motorie, quale strumento di inclusione sociale, di prevenzione di patologie e di recupero di deficit funzionali. Devono essere programmate periodiche visite mediche sportive gratuite a scuola, finalizzate alla corretta prevenzione di malattie croniche di natura cardiovascolare e metabolica. Infine è prevista la creazione di una Federazione degli sport scolastici che si occupi di ideare e creare eventi sportivi studenteschi e di gestire le risorse a disposizione per il potenziamento dell’edilizia scolastica sportiva, anche con il coinvolgimento dei privati.

lunedì 15 ottobre 2018

Il Senatore Barbaro: la candidatura Milano-Cortina grande opportunità per il paese

Il Senatore Barbaro: la candidatura Milano-Cortina grande opportunità per il paese


di Giovanni Bocciero




Il senatore della Lega, Claudio Barbaro domenica scorsa ha presenziato alla IV edizione della “Alvignano Corre”, competizione podistica valevole quale campionato italiano dell’ASI Nazionale, ente di promozione sportiva di cui è presidente. In occasione della manifestazione svoltasi nel comune dell’alto casertano, ne abbiamo approfittato per intervistarlo riguardo diversi temi che interessano l’intero movimento sportivo nazionale. CONTINUA A LEGGERE SU SPORTECONOMY