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mercoledì 22 marzo 2023

Gentile dopo i tormenti, a Udine per ripartire

Un incidente ha fermato Alessandro per diversi mesi, ma ora il ragazzo di Maddaloni è pronto a riprendersi un ruolo di primo piano

Gentile dopo i tormenti, a Udine per ripartire

«Sto sempre meglio. A 30 anni ho ancora sogni da realizzare. La Nba? Ho scelto io di non andarci. La Liga è clamorosa. Pozzecco ct scelta coraggiosa»


di Giovanni Bocciero*

 

RINASCERE come l’araba fenice, il mitologico uccello che molto bene può essere accostato ad Alessandro Gentile. Mito, perché quando si parla del nativo di Maddaloni c’è sempre un alone di grandezza che lo avvolge. Rinascere, perché dopo il brutto incidente di questa estate, che l’ha visto cadere da 4 metri e fratturarsi la vertebra cervicale, è ritornato a giocare, il che «è di sicuro molto bello. Chiaro che dopo tanto tempo sto riprendendo la condizione fisica». Ha scelto Udine per ripartire, in un campionato come l’A2 che per lui è completamente nuovo. Gli è stato però subito affidato il compito di guidare la squadra fuori dalla tempesta dopo l’esonero di coach Boniciolli e alcuni cambi al roster. «Sto a Udine solo da poco tempo, quindi piano piano sto sempre meglio e sto cercando di dare una mano. Abbiamo avuto dei cambiamenti da quando sono arrivato, per questo sto cercando di mettere l’esperienza che ho maturato negli anni al servizio della squadra. Cerco di facilitare il gioco per gli altri, e siccome il club vuole raggiungere obiettivi importanti darò il mio contributo per raggiungerli, in un campionato molto competitivo, con tante squadre costruite per arrivare fino alla fine. Noi dobbiamo pensare una partita alla volta, cercare di arrivare ai playoff nelle migliori condizioni fisiche possibili, consapevoli del fatto che se troviamo una continuità ed una consistenza nell’arco dell’intera gara - ha analizzato il figlio d’arte - possiamo mettere in difficoltà chiunque».

Alessandro Gentile, 30 anni, all'Apu Udine che si affida al giocatore
casertano per un salto di qualità in una stagione finora sotto le attese
(foto ufficio stampa)

Ale Gent come Basile, Fucka, Fontecchio, nella sua carriera ha giocato due anni con l’Estudiantes di Madrid in Liga Acb, un campionato ritenuto a furor di popolo il massimo in assoluto alle nostre latitudini. «È clamoroso, il migliore in Europa. C’è un’organizzazione ed un seguito sia come spettatori alle partite che per i diritti televisivi importante. La trasmissione delle gare in tv è molto superiore rispetto a quello che abbiamo in Italia, per non parlare della qualità della pallacanestro e della cultura sportiva che purtroppo noi non abbiamo. Tutto questo fa sì che la Liga abbia un appeal superiore a qualunque altro campionato». Questo si traduce anche nei «risultati della nazionale spagnola che parlano chiaro. Ci sono tanti ragazzi spagnoli che hanno l’opportunità di giocare da protagonisti sin da subito, anche se magari non sono giocatori stellari come quelli della generacion dorada. Tutti possono avere la loro occasione, e una cosa che mi ha colpito è che lì si parla spagnolo. Anche gli atleti stranieri si devono adeguare a questa condizione - ha sottolineato l’ex capitano dell’Olimpia -, e non il contrario. Credo che questa sia una cosa sacrosanta, ma in Italia parecchie volte siamo noi ad andare fin troppo incontro alle loro esigenze».

Gentile in campo ha sempre dato tutto, spesso uscendo anche fuori dalle righe proprio come Pozzecco, la cui nomina a ct dell’Italbasket «è stata una scelta coraggiosa. Il Poz è una figura di spicco della nostra pallacanestro, ma credo che sarebbe stato il primo a riderci su nel pensarsi in questo ruolo. Però ha dimostrato di essere comunque un ottimo allenatore, ottenendo dei risultati che ne giustificano la nomina». Nell’estate del 2019 Ale poteva essere allenato proprio dal Poz se si fosse definito l’ingaggio con Sassari, cosa che potrebbe comunque ancora avvenire in nazionale. «Ti dico la verità, al momento l’Italia non è nei miei pensieri. Credo che ci siano tanti giocatori che sono più giovani o che hanno più desiderio di essere protagonisti con la maglia azzurra, ed è giusto che abbiano il loro spazio. Poi, non ho più avuto contatti con la nazionale dopo i Mondiali in Cina, e quindi adesso non è tra le mie priorità».

30 anni compiuti lo scorso novembre, un’età con la quale si dice inizi una nuova fase della vita. E Gentile, dopo l’incidente e la prima esperienza in A2, presto diventerà anche papà. Ma c’è un sogno nel cassetto ancora da avverare? «Ce ne sono tanti, anche perché a 30 anni c’è ancora tanta voglia di fare e di ottenere, non solo dal punto di vista sportivo ma anche nella vita personale che non si conclude con la pallacanestro. Il fatto di diventare padre è un traguardo molto bello, anche perché ho sempre desiderato diventarlo. Vediamo col passare del tempo di continuare a sognare - la sua prospettiva -, di raggiungere sempre nuovi obiettivi». E riguardando indietro, c’è un rimpianto? «Rimpianto è una parola forte. Guardando indietro posso dire di aver cercato di essere sempre me stesso, leale e onesto con le persone con cui ho lavorato. Questa cosa però troppo spesso non è stata apprezzata. Non so se possa essere un rimpianto, ma posso dire che se potessi tornare indietro ragionerei di più con la testa e meno d’istinto. Questa è l’unica cosa di cui un po’ mi pento». Per l’ascesa della sua carriera, la Nba forse rimarrà un cruccio, anche se «ho scelto io consciamente di non andare quando mi volevano perché dove stavo mi sentivo felice. Poi quando pensavo di essere pronto non si sono più create le occasioni per andarci e questo mi è dispiaciuto. Ma non lo vivo come un rimpianto».

Per Ale nostalgia d'azzurro, ma ora applaude Pozzecco
e i suoi ragazzi (foto ufficio stampa)

Tanti in lui rivedono in campo papà Nando, per la sfrontatezza e la caparbietà. E proprio questi suoi atteggiamenti hanno creato due fazioni, i pro e i contro Ale Gent. Ma interiormente come hai vissuto questa cosa?
«Ricevere determinati insulti o appellativi non fa piacere a nessuno. Purtroppo troppe volte è passata un’immagine di me che non corrisponde esattamente alla realtà. Un po’ per colpa mia, un po’ per cose che non posso controllare. È una cosa che ho accettato da tempo, non mi fa piacere ma non posso farci nulla». Deciso e convinto sono altri due aggettivi che gli si possono affibbiare, evidenziati dall’aneddoto di gara 6 della finale scudetto contro Siena, quella del tiro di Jerrells passato alla storia. Con l’Olimpia spalle al muro, i genitori non volevano andare alla partita anche a causa del clima molto ostile. Invece lui li convinse a prendere posto dietro la panchina milanese. «Ho sempre cercato di essere me stesso, di essere positivo e di dare il massimo. Il fatto di aver iniziato a giocare molto presto, che mio padre è stato un grande giocatore, che tante persone hanno vissuto il mio successo precoce come ‘regalato’ può aver infastidito qualcuno. Questo però succede a tutti i livelli e in tutti gli sport, e quindi non mi sento l’unico. Potremmo fare centinaia di esempi di atleti criticati o presi di mira dai tifosi avversari. Fa parte del gioco e va bene così».

Sin da ragazzino ha viaggiato tanto, con il ritorno dalla Grecia dove non gli piaceva giocare a basket ai primi tiri con l’Artus Maddaloni dove era allenato proprio dal papà prima di spiccare il volo verso Bologna, Treviso e Milano. Per questo Ale considera ‘casa’ «dove sta la mia famiglia, a prescindere dal luogo fisico. Ovunque riusciamo ad essere, per me quella è casa. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia molto unita, sempre presente, e adesso di incontrare una persona con la quale sto creando una mia famiglia. Per cui per me casa è stare con queste persone, sentire la loro vicinanza». E proprio la famiglia è stata fondamentale nel momento di depressione, della quale è stato tra i pochi sportivi ad avere il coraggio di parlarne. «Nel mio caso credo che fosse presente in me da tempo, ma che è esplosa nel periodo della pandemia che ha rappresentato solo la punta dell’iceberg. Sono stato isolato, da solo, ho iniziato ad avere determinate paure, particolari pensieri: la mia carriera precoce, il fatto che su di me ci siano sempre state alte aspettative, non solo dal mondo circostanze ma che anche io stesso mi ponevo. Sono arrivato ad un certo punto nel quale tutto ciò mi ha assorbito. Mi sono messo a pensare a chi fossi, all’Alessandro come persona e non solo al Gentile giocatore. Mettere in ordine questi pensieri, queste sensazioni, non è stato facile ed è un lavoro che continuo a fare ancora tutt’oggi. Impari a convivere con queste sensazioni, ad accettarle, a gestirle. Non sempre è facile, ma ci sono persone che ti sanno aiutare. E credo che sia importante proprio circondarsi delle persone giuste - il messaggio dell’ex azzurro -, e ognuno deve fare il proprio percorso per capire come affrontare questi momenti. Credo che sia una dimostrazione di grande coraggio e forza ammettere a sé stessi di avere dei problemi. Nel mondo in cui viviamo è un argomento sempre più importante, perché è un mondo che ti porta a perdere contatto con la realtà, è sempre più virtuale, molto appariscente ma poco genuino. Il fatto di parlarne apertamente è stato un qualcosa anche per dare coraggio o positività a persone che soffrono di questi momenti e che fanno fatica a trovare qualcuno con cui parlarne».

Papà Nando da dirigente sta rilanciando il basket a Caserta, con una squadra che sta provando a risalire la china in serie B. Magari in futuro Ale potrà indossare la casacca bianconera. «Perché no. Sicuramente stanno creando una bellissima cosa. Caserta aveva bisogno di entusiasmo, di ripartire da capo. Mi sono allenato per un periodo con loro, sono stato a vedere diverse partite, si è creato un bell’entusiasmo intorno a questa squadra. In futuro vedremo, anche perché mi sento ancora abbastanza nel pieno della carriera - ha concluso Gentile - e non sto pensando dove smetterò. Ma non è una cosa che escludo».


* per la rivista Basket Magazine

mercoledì 16 giugno 2021

Basket Minors. Ale Gentile torna alle origini, nella sua Maddaloni partitella tra amici

Basket. L'Olympia Maddaloni ha ospitato Alessandro Gentile per una partita tra amici

Lo sport è vita, aggregazione, inclusione, amicizia. Quante volte avete pronunciato o solo sentito dire queste affermazioni. Magari ai più suona addirittura come uno slogan vuoto, come quella pubblicità vista e rivista in televisione. Nulla di più sbagliato. Davvero. Capita che una sera del mese di giugno, nonostante le difficoltà che ormai tutti stiamo vivendo in questo periodo di Covid, un gruppo di amici ancora riesca a riunirsi in palestra per il solo gusto di giocare a pallacanestro. Il campionato di Promozione al quale sono iscritti non è stato disputato, eppure da febbraio i ragazzi dell'Olympia Basket Maddaloni non smettono di allenarsi. Per il gusto di farlo appunto, di sentire il pallone rimbalzare, per ascoltare il 'ciuff' ad ogni canestro, e non importano la fatica, il sudore e i sacrifici da fare per stare lì, in palestra.

Tra gli amici di questi ragazzi, compagno d'infanzia e soprattutto di squadra quando ancora si giocava a livello giovanile, c'è anche Alessandro Gentile. E allora è un attimo. Tra amici di lunga data ci si sente e ci si messaggia ancora. Alessandro ora è a casa perché ha deciso spontaneamente di finire anzitempo la stagione agonistica dopo aver contratto il Covid in quel di Madrid, dove stava giocando con l'Estudiantes. E allora un messaggio per chiedere come stai, presto si tramuta in un invio a fare allenamento. L'ok di Alessandro avvia un tam tam tra gli amici che vede presto unirsi anche Domenico Marzaioli, in forza da due anni alla Scandone Avellino.

Tutto organizzato dunque, appuntamento come da routine al PalaFeudo, la palestra della scuola elementare Brancaccio dove ha avuto inizio l'escalation dell'allora Artus Maddaloni. Neanche a dirlo che tra i venti ragazzi in campo tutti vantano un'esperienza in quello che all'inizio degli anni 2000 era uno dei più floridi vivai della regione Campania e del Sud Italia. Venti ragazzi compresi tra i 35 e i 21 anni - tra i quali anche Francesco Della Peruta e Ivano Ragnino che hanno indossato nelle ultime stagioni la casacca della Pall. San Michele Maddaloni tra serie B e C Gold - e che insieme contano la partecipazione a ben 5 Finali nazionali, ovviamente di diversa categoria ed annata, e svariati altri titoli a carattere regionale.

Tra crossover, tiri dai nove metri, passaggi no-look, difese dure, sorrisi, pacche sulle spalle e sfottò mai così ben accetti, è andata in scena un'amichevole spettacolo con l'assenza purtroppo del pubblico, in rispetto di quelle che sono le disposizioni anti-Covid. Ma siam convinti che qualche giocata avrebbe strappato applausi a scena aperta. Insomma si è svolta una serata di divertimento, che si è avvicinata a quella normalità che da mesi ormai ci sembra solo un lontano ricordo, inseguendo quella innata passione per la pallacanestro. Ma soprattutto tra amici veri. L'Olympia Basket Maddaloni è nata proprio fondandosi su questi valori. E poco importa la categoria, l'importante è sentire sempre il rumore di quel pallone che rimbalza.



martedì 19 febbraio 2019

Ale Gentile sta conquistando la Spagna

Ale Gentile sta conquistando la Spagna


di Giovanni Bocciero


Alessandro Gentile sta conquistando Madrid e la Spagna. Ripartito dall'Estudiantes, si sta affermando come uno dei migliori giocatori della Liga ACB. «Alessandro è un ragazzo di 26 anni, ha almeno altri dieci anni - ha commentato il suo procuratore Riccardo Sbezzi - di carriera davanti a sé, e questo spesso la gente se lo dimentica. Tutti pensavano che fosse finito, ma non so davvero da dove venisse questa convinzione. Ci si dimentica che lo scorso anno è stato il miglior realizzatore italiano della Lega A nonostante giocasse con questo problema al dito che, in pratica, non gli permetteva di tenere la palla in mano».

L'apporto di Gentile all'Estudiantes si è subito fatto sentire. La squadra ha vinto il derby col Real Madrid a distanza di quattro anni dall'ultimo successo grazie ad una sua prestazione monstre, ed è riuscita a qualificarsi per la Copa del Rey risalendo la china in classifica. «Dopo la dolorosissima separazione da Milano ha vissuto quattro mesi infausti tra Panathinaikos e Hapoel Gerusalemme prima di giocare a Bologna dove, pur con questo infortunio da lui sottovalutato, ha messo insieme cifre importanti. Questa estate si è sottoposto all'intervento per risolvere questo problema che peggiorava sempre più, e grazie a Dio è andato bene. Purtroppo - ha continuano il procuratore - siamo intervenuti troppo tardi, e adesso ha semplicemente ricominciato dal basso per fare un certo tipo di lavoro. Basta avere pazienza, perché sappiamo che questo percorso che sarà lungo gli permetterà di riacquistare la giusta meccanica di tiro. Questo ha comportato però, che quelle che per gli altri erano partite di campionato per lui fossero di pre-season. È ancora al 60-70% del suo potenziale, e sono sicuro che tornerà più forte di prima».

Aveva bisogno di un'esperienza dove non fosse costantemente sotto i riflettori? «Forse, ma il vero problema è che non deve giocare in Italia. Ci sono giocatori a cui viene perdonato tutto e altri come lui a cui non viene perdonato nulla. Non so per quale motivo lui divide, ed ogni cosa che gli accade - ha concluso Sbezzi - viene ingigantita all'inverosimile».

martedì 19 settembre 2017

Stefano Gentile: «Pelle d’oca a Maddaloni. Darò tutto alla Virtus». E la Nazionale…

#Gentilemania. Stefano di spalle e Alessandro riconoscibile tra la folla (foto Eventi Casertani)
In occasione del Torneo Città di Caserta a cui ha partecipato la Virtus Bologna, i fratelli Gentile non solo sono ritornati nella loro terra d’origine, ma siccome la kermesse si è svolta al Pala Angioni-Caliendo di Maddaloni, Alessandro e Stefano sono tornati davvero a casa. Su quel legno che li ha visti muovere i primi passi, sotto gli occhi attenti di papà Nando nella veste di allenatore, sono stati accolti da un grande affetto. Osannati e ricercati per foto e autografi, non si sono ovviamente tirati indietro.... continua a leggere

domenica 9 luglio 2017

X° Maddaloni Playground League

di Giovanni Bocciero*


È in corso di svolgimento il Maddaloni Playground League, appuntamento fisso dell’estate che scandirà le serate cittadine sino al prossimo 14 luglio. Torneo di 5 vs 5 che si disputa per tre settimane sull’asfalto della scuola media di via Brecciame, e che quest’anno raggiunge un traguardo storico: si festeggia infatti il decimo anniversario della manifestazione. Ideato e organizzato dal duo di cestisti Antonio Barbarisi e Francesco Schiavone, questa kermesse agli albori ha visto addirittura la partecipazione di Alessandro Cittadini.
Le attuali dieci squadre sono composte da un mix di giocatori di Serie C, D e amatori, caratteristica propria di questo torneo che premia innanzitutto l’amicizia pur avendo un livello qualitativo discretamente alto. Spesso tra la platea prendono posto dirigenti e procurati a caccia dell’affare per la stagione ventura, e non è nuovo incontrare anche la famiglia Gentile, che a Maddaloni è ovviamente di casa e sfrutta l’occasione per una serata rilassante in compagnia degli amici di vecchia data. Non solo torneo senior ma anche quello della categoria under 18, che da qualche anno a questa parte sta attirando prospetti da tutto il territorio regionale.



* per la rivista BASKET MAGAZINE

lunedì 10 ottobre 2016

Eurolega: Power Ranking 2016/17

Siamo all'alba della nuova Eurolega, composta da soli sedici team che si affronteranno in una competizione che assomiglia tanto ad un campionato sovranazionale. Inutile dire che per l'aspetto organizzativo e soprattutto economico le lingue ufficiali del torneo sono rispettivamente lo spagnolo ed il turco, avendo questi due paesi ben sette squadre ai nastri di partenza. Due iscritte se le dividono Grecia e Russia mentre una a testa per Italia, Germania, Israele, Lituania e Serbia. Di seguito il Power Ranking alla vigilia della stagione 2016/17, che si concluderà con la Final Four di Istanbul.



di Giovanni Bocciero

1- FENERBAHCE ISTANBUL
Dodici mesi dopo il Fenerbahce è ancora il favorito numero uno per aggiudicarsi l'Eurolega, ma non sarà affatto facile perché ovviamente gli avversari non staranno a guardare senza colpo ferire. L'amara finale di Berlino ha rilanciato le ambizioni di vittoria della truppa di coach Zeljko Obradovic che ha puntellato un roster che già era qualitativamente e quantitativamente profondo. Il volto nuovo è James Nunnally arrivato ad Istanbul da Mvp del campionato italiano con la casacca di Avellino, e che con il nostro Gigi Datome condividerà minuti e forse responsabilità. I veri acquisti sono però le conferme dei pivot Jan Vesely e Ekpe Udoh tentati in estate entrambi da un ritorno in NBA. Dixon, Bojan Bogdanovic, Antic, Sloukas, Kalinic e Mahmutoglu sono gli altri grandi protagonisti.

FONTE: WW.SPORTANDO.COM
2- CSKA MOSCA
Subito dietro al Fener ci sono i campioni in carica del CSKA Mosca, che proprio come i principali rivali hanno mantenuto l'ossatura della squadra mettendo soltanto qualche elemento che alzasse ulteriormente il livello. E allora partiamo proprio dagli innesti per coach Dimitri Itoudi, che ha migliorato il proprio potenziale attingendo dal campionato russo con l'esterno Semen Antonov dal Nizhny Novgorod ed il lungo James Augustine dal Khimki Mosca. La coppia in regia formata da Milos Teodosic e Nando De Colo è ovviamente una garanzia, così come il pivot bonsai ex Veroli Kyle Hines e la guardia ex NBA Cory Higgins. Il nucleo conta comunque sulla pattuglia sovietica composta dai vari Khryapa, Fridzon e Vorontsevich ed il role player Freeland.

3- REAL MADRID
Un gradino dietro, o forse soltanto mezzo, alle due principali favorite vi è il Real Madrid. I madrileni hanno dovuto modificare leggermente il proprio assetto, ma siam convinti che gli equilibri non saranno per nulla cambiati. Salutato Sergio Rodriguez che non ha voluto rinunciare all'opportunità di ritornare in NBA, il Real lo ha sostituito con il cavallo di ritorno Dontaye Draper grande fautore della splendida ultima stagione europea del Lokomotiv Kuban, dal quale è stato prelevato anche Anthony Randolph. Quest'ultimo va a rafforzare il reparto lungo in cui è stato inserito anche l'ex Siena Othello Hunter. Llull, Fernandez, Ayon, Maciulis, Carroll, Taylor, Nocioni, Reyes, Thompkins e la stellina Doncic fanno del Real Madrid una pretendente.

4- OLYMPIACOS PIREO
Al Pireo è passata la linea della continuità, e così sono stati confermati tutti i principali attori di queste annate: dal leader Vassilis Spanoulis all'estroso Georgios Printezis, dal preciso Vangelis Mantzaris al solido Kostas Papanikolau, menzionando poi Lojeski, Papapetrou, Agravanis e Athinaiou, giocatori più che utili alla causa. È stato confermato anche il nostro Daniel Hackett, che nel suo primo anno in maglia Olympiacos si è ritagliato uno spazio da protagonista. Si è cercato di alzare il livello della squadra pur con la partenza di Othello Hunter, innanzitutto con il recupero in quel ruolo di Patric Young lo scorso anno a lungo degente, al quale è stato affiancato un altro lungo atletico e dinamico come Khem Birch. Per aumentare il potenziale sugli esterni, invece, è stato ingaggiato l'ex Siena Erick Green pronto a portare tanti punti dalla panchina.

5- PANATHINAIKOS ATENE
Ritiratosi il faro Dimitris Diamantidis il Panathinaikos è pronto a ripartire con un roster che è composto da un mix di conferme e nuovi arrivi. I biancoverdi hanno fatto spesa in Spagna, dalla quale è arrivato l'asse play-pivot che ha fatto le fortune del Vitoria giunto sino alla Final Four di Berlino l'anno scorso, ovvero Mike James e Ioannis Bourousis. Dal Real è invece stato ingaggiato l'esterno K.C. Rivers. Tutti e tre sono transitati per l'Italia. Altro acquisto di spessore è Chris Singleton, anche lui visto a Berlino in occasione della Final Four con la sorpresa Kuban. Il roster del neo coach Argyris Pedoulakis potrà contare anche sulle conferme dei vari Calathes, Gist, Fotsis e Feldeine, altri conoscenti del nostro campionato.

6- BARCELLONA
Per i blaugrana questa stagione coincide con una sorta di rivoluzione a partire dalla panchina, dove il testimone è passato da Javier Pascual a Giorgios Bartzokas, coach del sorprendente Lokomotiv Kuban nella passata stagione. Con il suo arrivo a Barcellona si vuole cercare di avviare un nuovo ciclo di successi che non può comunque prescindere da Juan Carlos Navarro. In realtà il roster è stato aggiustato soprattutto in cabina di regia, con gli ingaggi dal Khimki Mosca di Tyres Rice e dell'ex Virtus Bologna Petteri Koponen, e con l'arrivo proprio dal Lokomotiv dell'ala spagnola Victor Claver. La squadra è completata dai vari confermati Tomic, Perperoglou, Doellman, Dorsey, Lawal, Ribas, Oleson ed il prospetto Vezenkov.

FONTE: WWW.FOXSPORTS.IT
7- OLIMPIA MILANO
È inutile forse ripetere sempre la stessa cosa. Quest'anno Milano si è attrezzata per fare non bene, ma benissimo in Eurolega. Da qui a dire che ci riuscirà ci passa ovviamente il mare, ma si ha tutto per riuscirci. I punti forti dell'Olimpia di coach Jasmin Repesa saranno gli innesti di giocatori di qualità come Hickman, Raduljica, Dragic e Pascolo; e la conferma del nucleo con il quale si sono gettate le basi per competere anche in Europa, da Gentile a Sanders a Cerella passando per Simon, Macvan, Kalnietis, McLean ed il neo capitano Cinciarini. La proprietà Armani ha ulteriormente investito nel parco giocatori, forse il divario con le big è ancora ampio, ma i playoff sono un obiettivo alla portata.

8- EFES ISTANBUL
La seconda squadra di Istanbul per importanza ha continuato ad investire molto per allestire un roster che le permetta di competere a testa alta in questa Eurolega. Eppure i cambiamenti in casa Efes non devono passare inosservati, tra tutti quello del cambio in panchina dove al posto di Dusan Ivkovic è stato richiamato Velimir Perasovic che ha portato Vitoria all'ultima Final Four. Perso il fenomeno Dario Saric diretto in NBA, ma confermate le stelline Furkan Korkmaz e Cedi Osman con altrettante aspirazioni Oltreoceano, sono stati ingaggiati gli americani Bryce Cotton, Tyler Honeycutt, DeShaun Thomas e lo sloveno ex Gran Canaria Alen Omic. Confermati il francese Heurtel, Granger, Balbay, Brown e l'ex Varese Dunston.

9- BROSE BAMBERG
Il Bamberg del nostro Andrea Trinchieri si appresta a vivere un'altra stagione di alto livello, con l'obiettivo piuttosto dichiarato di provare a dare fastidio alle solite grandi d'Europa. Certo che l'addio di Brad Wanamaker sicuramente non farà sorridere in Germania, anche se la squadra non si è per nulla indebolita. Al collaudato gruppo vincente che potrà contare ancora una volta sul nostro Niccolò Melli, l'ex Siena Nikos Zisis, Miller, Harris, Strelnieks e Theis, sono state aggiunte delle pedine interessanti. Nel settore play-guardia da Vitoria è arrivato il francese Fabien Causeur, mentre direttamente dall'America il tedesco ormai trapiantato Maodo Lo. Nel reparto lunghi è invece giunto a portare manforte con la propria fisicità il bielorusso l'anno scorso a Reggio Emilia Vladimir Veremeenko.

10- DARUSSAFAKA
Il club turco è uno delle grandi e nuove novità dell'Eurolega, in cui dopo la prima esperienza della stagione passata sta dimostrando con gli investimenti di volersi affermare come un'autentica big. Per il momento sembra essere un po' indietro anche se non mancano affatto le possibilità ed il potenziale. Non a caso in panchina hanno deciso di puntare su di un coach tra i più vincenti d'Europa, tale David Blatt che è tornato nel Vecchio Continente dopo la parentesi di un anno e mezzo ai Cleveland Cavaliers terminata con l'esonero. Per quanto riguarda il roster, si è deciso di puntare soprattutto sul trio di esterni Wanamaker, il tiratore Dairis Bertans e l'ex NBA James Anderson. Al competitivo reparto lunghi che contava già Slaughter, Erden, Aldemir ed Harangody è stato aggiunto il francese Moerman prelevato dal Banvit.

11- BASKONIA VITORIA
Il Vitoria che ha raggiunto lo scorso anno la Final Four di Berlino è ormai un dolce ricordo, perché da allora sono tanti i cambiamenti che hanno coinvolto il team basco che conta soli quattro confermati: Adam Hanga, Kim Tillie, Jaka Blazic e Tornike Shengelia. Il nuovo head coach è l'emergente spagnolo Sito Alonso, che tanto bene ha fatto prima a Badalona e poi a Bilbao. Dovendo salutare tanti protagonisti partiti per altri lidi, il Vitoria ha cercato di rilanciare la propria ambizione con tanti ex NBA come Shane Larkin, il nostro Andrea Bargnani e Rodrigue Beaubois. A rimpinguare la panchina sono invece arrivati il playmaker brasiliano Rafa Luz e l'ala-pivot tedesca Johannes Voigtmann.

FONTE: WWW.EUROLEAGUE.NET
12- GALATASARAY ISTANBUL
La sorpresa della post season potrebbe essere il Galatasaray che in estate non ha badato a spese. La formazione del tecnico Ergin Ataman vuole proseguire sulla scia della vittoria in Eurocup della passata stagione, ed ha stravolto il roster puntando su talento ed esperienza. Si è addirittura permesso il lusso di sostituire in maniera più che egregia gli infortuni di Nenad Krstic (stagione già finita) e Vladimir Micov, unico confermato insieme a Guler e Schilb. La società giallorossa ha rovistato per mezza Europa ed anche dall'altra parte dell'oceano per allestire il telaio. Il mercato ha fatto registrare gli ingaggi degli ex NBA Russ Smith e Tibor Pleiss, dai concittadini dell'Efes sono arrivati Jon Diebler ed Alex Tyus, dal Bayern Monaco Deon Thompson, dalla Cina l'ex Milano Justin Dentmon, anche se gli innesti principali si sono avuti nel reparto delle ali, con il veterano Emir Preldzic dal Darussafaka e l'emergente Austin Daye da Pesaro.

13- MACCABI TEL AVIV
Una delle grandi d'Europa vuole rialzarsi dopo tanti bocconi amari costretti a mandar giù in questi ultimi due anni - appena nel 2014 vinse l'Eurolega -. Purtroppo per il Maccabi, però, il tempo della rivalsa non sembra ancora essere arrivato. Il roster è stato rivoltato come un calzino, con i soli Mekel, Ohayon, Landesberg e Pnini confermati. Il reparto esterni è stato costruito sugli ex NBA Andrew Goudelock e Sonny Weems con la rivelazione ex Gran Canaria D.J. Seeley a fungere da riserva. Il pacchetto lunghi è stato completamente rifondato sulla coppia ex Stella Rossa Quincy Miller (subito infortunato e rimpiazzato momentaneamente da Victor Rudd) e Maik Zirbes, e con il ritorno dell'ex Sassari Joe Alexander e Colton Iverson pronti a subentrare dalla panchina.

14- ZALGIRIS KAUNAS
Squadra solida e sempre tosta da affrontare, soprattutto in trasferta, lo Zalgiris Kaunas potrà dare fastidio a chiunque nella singola gara, ma non sembra avere le carte in regola per aspirare ai playoff. Il fulcro del gioco lituano sarà dettato dal settore play-guardie, con il canadese Kevin Pangos ex Gran Canaria ed il francese Leo Westermann ex Limoges - e cercato insistentemente l'anno passato proprio dall'Olimpia - che sono andati a ricostruire la cabina di regia, mentre al nazionale Renaldas Seibutis spetteranno le maggiori incombenze realizzative. Rinforzato il pacchetto lunghi con il centro brasiliano Lima e soprattutto l'usato garantito del nazionale ex Caserta Antanas Kavaliauskas.

15- UNICS KAZAN
L’Unics Kazan del nostro assistant coach Lele Molin si riaffaccia sull'Europa che conta, e lo farà con il collaudato roster che tante soddisfazioni gli ha regalato nell'ultimo periodo. Certamente, però, dovrà essere valutato il primo impatto fondamentale con la nuova competizione, e soprattutto le rotazioni dato che la panchina non sembra lunghissima. Detto ciò, la qualità del roster non si discute, con l’ex Olimpia Keith Langford pronto a bombardare i canestri avversari ed il regista spagnolo Quino Colom che vuole continuare a deliziare. Nell'area pitturata sono pronti a dare battaglia i centri Latavious Williams ed Anton Ponkrashov e l'ala grande greca Kostas Kaimakoglou, con l'unico innesto di spessore rappresentato dall'ala americana Coty Clarke di ritorno in Europa.

16- STELLA ROSSA BELGRADO
La Stella Rossa è uscita ridimensionata dal mercato estivo, avendo perso la coppia di lunghi composta dal centro Maik Zirbes e dall’ala grande Quincy Miller che hanno preso la direzione di Tel Aviv. Si è in parte cercato di sopperire a queste due partenze con l'ingaggio del pivot serbo ex Golden State Warriors e Panathinaikos Ognjen Kuzmic, ma non pare sufficiente. Proprio per questo ripetere il cammino dell'anno scorso, con il raggiungimento dei playoff, sembra pura utopia. Per il momento addirittura si trova sul fondo. Sugli esterni, invece, si potrà sempre contare sia sul cervello Stefan Jovic che sul poliedrico Luka Mitrovic, ai quali va aggiunto l’ex Olimpia Milano Charles Jenkins che è di ritorno in quel di Belgrado.

domenica 26 giugno 2016

IL FUTURO. Ale Gentile all’esame di maturità

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/06/2016

IL FUTURO. Il maddalonese doc è diviso tra l’esperienza continentale e l’avventura oltreoceano
Ale Gentile all’esame di maturità

di Giovanni Bocciero

MADDALONI. Senza soste la stagione agonistica per Alessandro Gentile, che dopo aver alzato le braccia al cielo lo scorso 13 giugno al PalaBigi di Reggio Emilia per la vittoria in Gara 6 e di conseguenza dello Scudetto, il 20 giugno scorso si è ritrovato al PalaDozza di Bologna per iniziare il raduno con la Nazionale in vista del Preolimpico di Torino del prossimo 4-9 luglio. Un'estate dunque impegnativa per la “pantera di Maddaloni” quanto un vero e proprio campionato, con la speranza che sia ovviamente quanto più lunga possibile con l'obiettivo dichiarato di voler disputare i Giochi Olimpici di Rio di agosto, dal 5 al 20.
Ma in questa estate caldissima non solo bisognerà sudare sul parquet, ma ci si attende anche un grande lavoro fuori dal rettangolo di gioco, negli uffici, dove sarà soprattutto il suo procuratore Riccardo Sbezzi a svolgere un'attività fondamentale. A naso, e secondo i rumors, sono cinque le opportunità per il futuro di Ale Gentile, ovvero la permanenza all'Olimpia Milano con lo scopo però di essere competitivi anche e soprattutto in Eurolega; il trasferimento a due top club continentali come il Barcellona - in vantaggio economicamente - o il CSKA Mosca che hanno già presentato le rispettive offerte al figlio di Nando e che potrebbero dargli l'occasione di misurarsi a livello europeo e di acquisire una dimensione internazionale; l'opportunità turca presentata dall'ambizioso team del Darussafaka Dogus che oltre alle potenzialità economiche può avvalersi della presenza di coach David Blatt sulla panchina; e poi l'ambizione di potersi misurare in NBA con quei Houston Rockets che hanno i diritti sul ragazzo che a 25 anni potrebbe aver raggiunto la maturità necessaria per la “lega più bella del mondo”.
Subito dopo la Finale Scudetto vinta contro Reggio Emilia, Ale Gentile dichiarò che la sua avventura in maglia Olimpia potrebbe essere giunta alla fine dopo cinque lunghe stagioni, e con due Scudetti ed una Coppa Italia messe in bacheca. Lo stesso presidente meneghino, Livio Proli ha avuto la sensazione che il capitano potesse decidere di chiudere qui la sua avventura all’ombra della Madonnina. Le parti in verità stanno ancora chiacchierando, e soprattutto in questa parte finale di giugno sembrano essersi riavvicinate parecchio piuttosto che una settimana fa. Il punto ovviamente non è affatto economico, ma piuttosto di prospettiva e competitività, perché Ale Gentile ha fatto capire a chiare lettere che per rimanere vuole giocarsi tutte le chance possibili in Eurolega dove Milano, nell’ultima edizione, è uscita addirittura alla prima fase. Con la formazione di Giorgio Armani l’atleta maddalonese doc ha contratto sino al 2018, e dunque chiunque volesse ingaggiarlo dovrebbe trovare un accordo per il buy-out.
E allora qui entrano in campo le tre compagini europee di cui abbiamo detto prima. I catalani sono senz’altro i favoriti per la proposta economica biennale fatta al giocatore, molto stimato dalla dirigenza del Barcellona che dovrà poi far coincidere le proprie aspirazioni con quelle del neo coach lituano Sarunas Jasikevicius, certo ma non ancora annunciato. I moscoviti del CSKA restano comunque dietro l’angolo ed hanno dalla loro oltre al grande prestigio anche un budget forse più ampio da poter spendere per allestire la squadra. Infine poi vi sono i turchi del Darussafaka che, oltre all’ambizione di voler diventare una sorta di punto di riferimento nel panorama continentale arrivando a grandi risultati in ambito di Eurolega, possono vendere bene il tecnico israeliano ed ex Treviso, Maccabi ed anche NBA ai Cleveland Cavaliers, Blatt. I soldi però non sono tutto, non ti fanno vincere, e allora pur tra mille ambizioni e tanti soldi da poter spendere il Darussafaka potrebbe non essere proprio la scelta migliore per compiere un ulteriore salto di qualità.
Ma nell’immediato futuro del nativo di Maddaloni potrebbe esserci anche la NBA, cosa che sino a qualche settimana fa si poteva quasi scongiurare almeno per la prossima stagione. A rompere gli indugi e a paventare la possibilità di questa scelta è stato lo stesso Ale Gentile, proprio come fatto in occasione della Finale Scudetto. E lo ha fatto con il guru dei giornalisti statunitensi, vale a dire Adrian Wojnarowski. Mettere piede negli Stati Uniti significa decidere di indossare la casacca degli Houston Rockets, avendo quest’ultimi acquisito i diritti sul giocatore in occasione del Draft 2014 quando il figlio di Nando fu chiamato con la scelta numero 53 dai Minnesota Timberwolves. Decidere di fare il viaggio transoceanico è sicuramente un gesto di grande maturità, perché per quello che è il carattere piuttosto vulcano e fumantino del capitano dell’Olimpia Milano, non lo vediamo starsene buono buono in panchina come la prima versione di Marco Belinelli ai Golden State Warriors oppure come sino ad un anno fa Gigi Datome tra i Detroit Pistons ed i Boston Celtics. Insomma, Gentile per andare in NBA innanzitutto vorrà avere delle rassicurazioni sul suo minutaggio dal coach dei texani Mike D’Antoni, e poi certamente è consapevole che onde tutto dovrà impegnarsi tanto per farsi valere sulla concorrenza, cercando anche di limare quelli che sono i suoi difetti di gioco.
E qui ritorniamo a questa estate che si spera possa essere davvero molto lunga. Le esperienze del Preolimpico prima e, incrociamo le dita, dei Giochi Olimpici dopo, possono aiutarlo a non dover essere per forza protagonista sia in termini di minuti che come qualità, come invece spesso e volentieri è successo in maglia Olimpia. Un esame parecchio interessante questo per “l’ariente di Maddaloni”, che proprio da questa esperienza in azzurro con il vice Giordano Consolini, colui che ai tempi della Virtus Bologna lo reputò non adatto, può maturare.

domenica 15 maggio 2016

PREOLIMPICO. L’ItalBasket sogna con Datome e Gentile

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/05/2016

PREOLIMPICO. L’ala del Fenerbahce e il capitano di Milano già in clima per l’evento
L’ItalBasket sogna con Datome e Gentile

CASERTA. Ottimi segnali per l'ItalBasket in vista del Preolimpico di Torino. Innanzitutto i San Antonio Spurs sono stati estromessi dai playoffs NBA e dunque questo vorrà dire che il C.t. Ettore Messina potrà essere in raduno sin dall'inizio, ma soprattutto programmare con attenzione tutto il lavoro che dovrà essere fatto in maniera graduale per avvicinarsi all'appuntamento clou del basket nostrano. Detto questo, notizie positive giungono anche e soprattutto dai veri protagonisti, coloro che saranno chiamati ad indossare la canotta azzurra e lottare affinché i sogni diventino realtà. In particolare ci vogliamo soffermare su Gigi Datome (in foto) e Ale Gentile.
Il primo sta dimostrando di essere uno dei migliori giocatori nel panorama continentale guadagnandosi con il Fenerbahce, e tanto del suo talento, la finalissima di Eurolega contro il CSKA Mosca di questa sera (domenica ore 20:00) a Berlino. Già capitano della Nazionale, Datome ha portato anche nell'avventura turca tutte le sue qualità di atleta multifunzionale tecnicamente, leader silenzioso emotivamente e grande uomo squadra. E quindi è naturale che qualche rammarico riaffiori ripensando all'EuroBasket dello scorso settembre. Chissà se con lui a pieno regime avessimo avuto qualche chance in più da giocarci in ottica qualificazione all'Olimpiade di Rio e perché no, addirittura per salire sul tetto d'Europa visto che facendo due calcoli, la Spagna campione l'avevamo battuta nel raggruppamento ed in un momento in cui ad entrambe le formazioni servivano punti. L'ex NBA sarà di sicuro un valore aggiunto per l'ItalBasket, essendo appunto un giocatore completo, un all-around, capace di segnare, difendere ma anche costruire e mettersi a disposizione degli altri. Un giocatore “cinque stelle” che oltretutto ha sempre dimostrato di tenerci tantissimo all'azzurro.
Per quanto riguarda il capitano dell'Olimpia Milano invece, dopo una stagione con tanti up and down dovuti di sicuro agli infortuni, nella serie dei playoff scudetto contro Trento ha fatto intravedere sprazzi del suo cristallino talento. La “pantera di Maddaloni” non ha nulla da invidiare a nessuno per grinta e competitività, valori che lo rendono un protagonista tanto atteso dell'ItalBasket. Il buzzer-beater segnato nella decisiva gara 3 al PalaTrento ha dimostrato che seppur la forma fisica non è ancora delle migliori, la sua determinazione è praticamente intatta. Atleta ancora giovane ma già dalla grande responsabilità, deve forse fare un ulteriore passo per entrare a far parte di quel club di giocatori che ovunque giocano spostano gli equilibri. E questa definitiva consacrazione passa naturalmente dall'accrescere il suo bagaglio di esperienza. L'ultima azione dei regolamentari contro la Lituania, ad esempio, deve diventare un'opportunità per ergersi ancor di più a campione piuttosto che passare per un giocatore non ancora pronto che commette un'errore, di cui lui stesso a caldo si accusò. Deve limitare la sua istintività per aumentare il raziocinio.

GIBO

venerdì 6 maggio 2016

PREOLIMPICO. 24 convocati, Cerella l’emblema di una idea

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/05/2016

PREOLIMPICO
Messina ha convocato 24 atleti
Cerella l’emblema di una idea

CASERTA. L'ItalBasket ha fatto il primo grande passo verso il Preolimpico di Torino del prossimo 4-9 luglio con la diramazione della lista dei 24 convocati del C.t. Ettore Messina. Riconfermato in toto lo zoccolo duro che ha fatto parte dell’esaltante spedizione all'ultimo EuroBasket, da Gallinari e Belinelli, a Datome e Gentile, passando per Hackett, Bargnani, Melli, i reggiani Aradori, Polonara e Della Valle, Cusin e Cinciarini. A questi 12 si aggiungeranno Poeta, Pascolo, Luca Vitali, Cerella, le sorprese del campionato Cervi, Abass e De Nicolao, i brindisini Cournooh e Zerini ed i bolognesi Fontecchio e Michele Vitali, e a concludere Magro.
Non figura nella lista l'Mvp della finale NCAA Arcidiacono, per il quale è ancora in corso l'iter burocratico per il passaporto italiano. Per il resto le scelte sembrano in linea con il meglio che c'è sulla piazza, anche se avrebbe qualcosa da ridire Mazzola nonostante la retrocessione con la Virtus.
Il C.t. azzurro Messina ha seguito un po' la strada che era stata indicata dal suo predecessore Pianigiani, senza stravolgere il telaio ed inserendo in punta di piedi qualche giovane emergente. Indicativi per la selezione finale saranno il lavoro durante il raduno e soprattutto l'idea di gioco che l’allenatore vorrà sviluppare. Per il resto però, non vi dovrebbero essere delle sorprese rispetto ai 12 che hanno partecipato alla competizione continentale, se non qualche piccolo accorgimento.
Sicuro è che Messina guarderà con un occhio particolare all’aspetto agonistico nel vero senso della parola, perché chiunque sarà selezionato dovrà sempre scendere sul parquet con l’obiettivo di dare tutto. Qualsiasi sia il minutaggio, bisognerà portare il proprio mattoncino. E allora, così, un Cerella potrebbe diventare l’emblema della filosofia che il tecnico azzurro vorrà impartire sin dal primo allenamento. Con l’obiettivo di salire sull’aereo che porterà ai Giochi di Rio. 
Giovanni Bocciero

giovedì 14 aprile 2016

PREOLIMPICO DI TORINO

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/04/2016

PREOLIMPICO DI TORINO
Ryan Arcidiacono rappresenta il futuro
Gentile e Bargnani saranno vogliosi

CASERTA. Con l'apertura della prevendita per il Preolimpico di Torino continua a grandi falcate l'avvicinamento al grande appuntamento estivo dell'Italbasket. Cresce l'attesa ma allo stesso tempo anche la voglia degli stessi azzurri di riprendere il cammino - teoricamente - interrotto nel settembre scorso in quel di Lille agli ultimi campionati europei.
RYAN ARCIDIACONO A VILLANOVA
Di quella squadra un grande fattore era stato Alessandro Gentile, e ci si augura che lo sarà anche nelle prossime uscite della nazionale italiana pur avendo attraversato sin qui una stagione travagliata. I tre infortuni, due muscolari e l'ultimo alla mano, lo stanno costringendo a vedere poco il campo e a sedere molto in tribuna, ma la “pantera di Maddaloni” ha senz'altro voglia di mettersi in mostra con la casacca azzurra. Così come quel Andrea Bargnani che, dopo aver rescisso con i Brooklyn Nets a stagione in corso e dopo aver rifiutato per diverse estati l'esperienza azzurra, adesso si aggrappa solo ad essa per rilanciarsi professionalmente. Non che gli mancassero le offerte in Europa per concludere quest'annata, ma l'ala-pivot romana ha deciso di lavorare da solo - con uno staff intero a sua disposizione - per prepararsi al Preolimpico.
All'evento di Torino non ci sarà quel Ryan Arcidiacono che circa dieci giorni fa ha vinto il titolo NCAA con i Wildcats di Villanova. Per lui è ancora in corso l'iter burocratico per avere la cittadinanza italiana - ergo, giocare per la nazionale azzurra - ma dopo aver visto cosa è stato capace di fare quest'anno al college siamo convinti che si cercherà di fare tutto pur di accelerare questa procedura. Anche se il Preolimpico è cosa parecchio preclusa a lui per il momento. Il Ct Ettore Messina seppur impegnato dall’altra parte dell’oceano sembra avere le idee piuttosto chiare su cosa il gruppo dovrà lavorare sin dall’inizio della preparazione per centrare la qualificazione all’Olimpiade di Rio, obiettivo alla portata ma non scontato.
Giovanni Bocciero

giovedì 10 marzo 2016

Juvecaserta a un passo dall’impresa, il Forum ha tremato

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/03/2016

LEGA A. I bianconeri di coach Sandro Dell’Agnello hanno giocato un secondo tempo perfetto
Juvecaserta a un passo dall’impresa
Il Forum ha tremato, fischi di paura

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta va vicina all’impresa in quel del Mediolanum Forum. Dopotutto, il tecnico bianconero Dell’Agnello lo aveva detto a chiare lettere che seppur Milano è una squadra più grossa e più lunga, personalmente avrebbe chiesto ai suoi giocatori di crederci, di non partire assolutamente battuti.
Coach Dell'Agnello cambia ancora il proprio starting-five rispetto alla gara di Pistoia mettendo Giuri al posto di Ghiacci, cercando maggiore fisicità contro gli esterni milanesi. L'Olimpia nel primo minuto e mezzo s'invola subito sul 6-0 con Batista che fa sentire il proprio peso nel pitturato. Le scelte però del tecnico toscano pagano immediatamente, visto che proprio Giuri infila due triple consecutive e recupera anche un pallone in difesa per il sorpasso Caserta: 6-8. I viandanti hanno avuto un approccio completamente differente alla gara rispetto a domenica scorsa, e la bomba di Siva regala tre lunghezze di vantaggio. La risposta di Milano non si fa attendere con Gentile e Co. che piazzano un break di 7-0. Uno spento Jones lascia il campo a Slokar, mentre Siva prima serve Hunt e poi Downs che s'iscrive dai 6,75 per il nuovo sorpasso Juvecaserta (15-16). Coach Repesa provvede a mandare in campo Lafayette e Sanders, e la panchina dei locali inizia ad essere un fattore con ben tredici punti firmati proprio da questi ultimi due che lanciano Milano sul massimo vantaggio sul finire del primo quarto: 28-20.
IL GRUPPO BIANCONERO (FOTO ELVIO IODICE)
Nel secondo periodo Caserta inizialmente perde la bussola. Daniele Cinciarini guadagna due tiri liberi ed in difesa coach Dell'Agnello ordina di schierarsi a zona per limitare la veemenza dei meneghini che comunque vanno per la schiacciata con McLean e Sanders che valgono il primo scarto in doppia cifra (32-22). La panchina casertana chiama timeout ed è costretta a ributtare nella mischia Siva che in penetrazione fa commettere il terzo fallo a Cerella convertendo in 2/2 il viaggio in lunetta. E quando il Cinciarini bianconero finalmente riesce a sbloccarsi dall'arco - sino a quel momento 0/3 per lui - Caserta torna sotto la singola cifra di svantaggio sul 36-29. L'Olimpia sembra giocare con tempo e ritmo, perché appena preme sull'acceleratore rimette tra se e gli avversari tredici lunghezze di distacco: 47-34. Hunt, che in precedenza aveva schiacciato, serve Jones che con un pizzico di fortuna vede il pallone arrampicarsi sul ferro per il meno dieci. Scarto con il quale si va al riposo lungo in virtù dell'errore al tiro da tre di Simon sulla sirena.
Dopo due giri di lancette della ripresa Milano allunga e costringe Dell'Agnello a chiamare timeout sul 60-43. Jones con il rimbalzo offensivo e Downs che subisce lo sfondamento in difesa sembrano poter suonare la carica per la Juvecaserta che poco dopo precipita sul meno diciotto. Superata metà frazione Daniele Cinciarini brucia la retina dai 6,75 riportando i suoi sul 64-50, ma poche azioni dopo perde la palla e ancora una volta Caserta non sfrutta le occasioni che gli capitano per riaprire la contesa. Slokar con due tiri pesanti rianima la franchigia di Terra di Lavoro che torna sotto la doppia cifra di svantaggio grazie alla stoppata di un energico Jones e ai liberi di Siva. Downs stoppato in contropiede e la persa di Slokar sembrano non premiare una Juvecaserta che comunque torna sul 66-63 con Jones che prima si alza dall'arco e poi assiste ancora Siva. Milano respira con i tiri liberi e chiude il terzo quarto con cinque punti di vantaggio.
Nell’ultimo periodo Gentile manda a bersaglio due piazzati che valgono il nuovo allungo per la formazione di casa. Caserta però non ha alcuna intenzione di alzare bandiera bianca, è conscia che di fronte ha la corazzata del campionato che però non si sta esprimendo al meglio, e allora come preannunciato da coach Dell’Agnello vuole approfittarne. Hunt schiaccia e Slokar infila il tiro dalla media che accorciano lo svantaggio. In questo frangente di gara sale in cattedra Cinciarini che con il fallo e canestro prima, ed il piazzato poi impatta il punteggio a quota 72. Un’ottima difesa da parte dei casertani e dall’altra parte Giuri insacca addirittura il canestro del vantaggio Caserta a quasi 4’ dalla fine. Da lì l’Olimpia, colpita nell’orgoglio, si scuote e piazza immediatamente un parziale di 6-0 che ribalta nuovamente il match. La coppia Hunt-Siva riporta la Juvecaserta con il naso avanti (78-80) ma la tripla di Sanders vale il controsorpasso, e quella di un Lafayette spentosi dopo un ottimo primo quarto sembra quasi chiudere la partita a due giri di lancette dalla conclusione. I bianconeri non demordono e provano a restare attaccati alla gara, ma Milano imprime quella accelerata decisiva che permette all’Olimpia di aggiudicarsi la posta in palio e vanificare la prestazione della Juvecaserta che è andata davvero vicina all’impresa in un Forum che a tratti si è fatto sentire addirittura con fischi di paura.

sabato 20 febbraio 2016

Final Eight, Sacripanti non si ferma: finale

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 21/02/2016

Final Eight, Sacripanti non si ferma: finale

CASERTA. Con l’eliminazione ai quarti di finale delle Final Eight di Pistoia (Esposito, Moore ed Antonutti) e Reggio Emilia (Stefano Gentile), di casertanità ed ex bianconeri ancora in lizza per la Coppa Italia sono andati più che dimezzandosi.
Nella prima semifinale di giornata la Scandone Avellino della coppia Pino Sacripanti-Max Oldoini ha inanellato la nona vittoria consecutiva battendo per 71-69 quella Trento che in un certo senso ha condannato la Juvecaserta alla non-qualificazione a questa competizione. Partita molto equilibrata con continui sorpassi che alla fine si è decisa nell’ultima azione con la tripla di Toto Forray che non ha trovato il fondo della retina. Sugli scudi per gli irpini i lunghi Cervi e Buva entrambi con 19 punti. Nell’altra semifinale l’Olimpia Milano di Ale Gentile, ancora a referto per onor di firma, ha dominato Cremona che alla fine si è arresa 90-58. Oggi alle 18:15 si gioca la finale.
GIBO

venerdì 19 febbraio 2016

Final Eight, Enzo Esposito già eliminato

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/02/2016

Final Eight, Enzo Esposito già eliminato

ENZO ESPOSITO (FOTO CAROZZA)
CASERTA. Tanta casertanità ed ex bianconeri sono scesi sul parquet del Mediolanum Forum di Assago ieri, nella prima giornata delle Final Eight di Coppa Italia. Il primo impegno delle ore 12:00 ha visto la Pistoia di Enzo Esposito sfidare l’Aquila Trento senza Ronald Moore fermo ai box e con Michele Antonutti autore di 10 punti. Dopo un primo tempo equilibrato i trentini scappano nel terzo quarto e s’impongono 81-74. Continua il momento meraviglioso della Scandone di coach Pino Sacripanti, che contro Reggio Emilia infila l’ottava vittoria consecutiva grazie al risultato finale di 94-87. 11 punti per Stefano Gentile che ha provato a suonare la carica per i suoi nel momento del massimo sforzo per la rimonta. Cremona elimina Sassari dopo un overtime (97-89), mentre è andato a referto solo per onor di firma Ale Gentile che ha visto la sua Milano disintegrare Venezia per 88-59.

GIBO

venerdì 5 febbraio 2016

PREOLIMPICO. Per Messina l’imbarazzo della scelta, e il diktat è...

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/02/2016

PREOLIMPICO DI TORINO
Per Messina l’imbarazzo della scelta
Il diktat sarà impegnarsi duramente

CASERTA. L'appuntamento dell'NBA All Star Weekend (12-14 febbraio) si avvicina a grandi falcate, e per il Ct della Nazionale italiana, Ettore Messina, sarà tempo di scrivere un'altra pagina importante della sua carriera: sedere sulla panchina della kermesse a ‘stelle e strisce’. Lo farà da assistente nella gara delle stelle della domenica, e da head coach al venerdì per il Rising Challenge. Dopo la stagione oltreoceano, comunque, il tecnico sarà impegnato nell'altrettanto importante Preolimpico che per l'Italia può significare Rio 2016.
Per quel appuntamento sarà decisivo arrivare con i vari protagonisti in ottime condizioni fisiche, perché il talento come già dimostrato all'ultimo EuroBasket non ci manca. Gallinari sta disputando una stagione da stella e leader a Denver, Belinelli si sta ritagliando il suo spazio in un ambiente non facile come Sacramento, Bargnani invece sta venendo poco utilizzato a Brooklyn e forse utilizzerà proprio la nazionale come valvola di sfogo. Datome sta facendo vedere di che pasta è fatto soprattutto in Eurolega con il Fenerbahce, e sulla sua scia si può dire lo stesso di Hackett all'Olympiakos che ha fatto preoccupare e non poco per l'ultimo infortunio, e di Melli al Bamberg che sta furoreggiando tra Europa e Germania. Gentile, purtroppo fermo ai box, è l'ariete di Milano e si spera di poterlo rivedere al più presto in campo. Gli altri italiani, da Aradori a Cusin, da Della Valle a Pascolo, da Polonara a Cervi stanno facendo un’ottimo campionato, con Cinciarini che forse a Milano deve ancora abituarsi al grande palcoscenico. Ma Messina avrà sicuramente l'imbarazzo della scelta, perché un Awudu Abass protagonista di un'annata straordinaria, o un Federico Mussini fortificato mentalmente da un'esperienza come quella di St.John's, rappresentano delle valide alternative. In campo però, sarà importante dare sempre il massimo, e se il risultato non dovesse arrivare, con queste premesse, bravi gli altri.
Giov.Bocc.

lunedì 26 ottobre 2015

La Juvecaserta è uscita a testa alta con Milano

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/10/2015

LEGA A. Ai bianconeri resta sicuramente l’amaro in bocca per non essere riusciti nell’impresa
La Juvecaserta è uscita a testa alta con Milano

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Doveva essere una Caporetto e invece si è usciti a testa alta, altissima. Questo il sunto della conferenza stampa di Sandro Dell’Agnello al termine del posticipo di domenica. La Juvecaserta pur sconfitta tra le mura amiche del PalaMaggiò può essere soddisfatta della prestazione che ha messo in campo contro una corazzata quale è l’Olimpia Milano, che dopo aver praticamente dominato nei primi minuti dell’incontro grazie alla maggiore fisicità palesata sotto le plance, si è dovuta inchinare per il resto del primo quarto all’ottima organizzazione di gioco che gli uomini di coach Dell’Agnello hanno messo in pratica. Alla fine però, i valori veri vengono sempre fuori e allora tra qualche azioni individuale di Alessandro Gentile, gara dalle polveri bagnate per il figlio di Nandokan che comunque è risultato il secondo miglior marcatore per i suoi, ed una serie infinita di triple mandate a segno dal collettivo meneghino è arrivata una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca per i bianconeri.
FOTO FILAURO
Nonostante una situazione infortuni che ha visto la Juvecaserta orfana dell’ormai cronico Peyton Siva e di Bobby Jones, con Marco Giuri che appena usciva dal campo si metteva a fare cyclette per tenere caldi i muscoli, e Micah Downs che appena sabato mattina si era fratturato un dito della mano fasciato e ben visibile all’occhio più attento, la rotazione si presentava risicata e circoscritta a sostanzialmente sette elementi, con quintetti imbastiti tenendo conto certamente di una logica tattica, ma soprattutto cercando di ripartire minutaggio e “batterie”. A tratti, appunto, questo aspetto camaleontico della Juvecaserta ha sottratto agli avversari di punti di riferimento essenziali per attaccare e difendere, che hanno fatto arrabbiare e non poco coach Jasmin Repesa che in conferenza stampa non ha negato le difficoltà che la sua squadra ha dovuto affrontare e superare per conquistare lo scalpo dei bianconeri. E questo ovviamente non fa che aumentare il rammarico per la sconfitta rimediata dopo aver sfornato una buona prestazione in tale situazione.
I bianconeri hanno lottato, si sono sbattuti, hanno sudato la maglia e fatto sudare le proverbiali sette camicie alle “scarpette rosse”, ma le differenze tra i due roster erano effettivamente enormi. Nonostante ciò non si può fare altro che applaudire Daniele Cinciarini e compagni che hanno davvero tenuto testa ai più quotati avversari, restando più di quanto previsto alla vigilia con il naso avanti nel punteggio. E quando poi Milano ha messo la freccia non è mai riuscita a fare propria la partita perché i bianconeri sono rimasti attaccati al match con grinta, caparbietà, voglia. Aspetti che sono stati trasmessi ovviamente dal trainer toscano Dell’Agnello, che dovendo fare ancora una volta di necessità virtù non vuol sapere di alcun alibi, è soddisfatto del suo gruppo e di come stanno affrontando i vari impegni di campionato pur tra le tante difficoltà che si presentano.

domenica 6 settembre 2015

EUROBASKET. Gentile e l’Italia si arrendono alla Turchia

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/09/2015

EUROBASKET. Per il nativo di Maddaloni 12 punti, 5 rimbalzi e 5 assist
Gentile e l’Italia si arrendono alla Turchia


CASERTA. L’Italia perde nella gara d’esordio dell’EuroBasket contro la Turchia, dopo una gara tiratissima e risolta soltanto nei secondi finali. L’approccio alla partita non è il migliore che si poteva immaginare per il figlio di Nandokan, che gioca qualche pallone ma soprattutto scrive sul proprio scout uno 0/3 al tiro. E’ tutto l’attacco azzurro che purtroppo non funziona, pallone troppo statico e poca fluidità offensiva che permette alla difesa della Turchia di chiudersi nell’area pitturata e raccogliere quasi tutti i rimbalzi. Proprio il nativo di Maddaloni ha toccato qualche carambola cercando di concedere un extra possesso ai suoi compagni, ma non c’è riuscito nonostante la volontà dimostrata. L’inerzia della partita è tutta per la nazionale che affaccia sul Bosforo, che tira con percentuali davvero assurde e usufruisce della maggiore fisicità per dominare sotto entrambe le plance. Oltretutto i fischi arbitrali che vanno a penalizzare un po’ troppo l’Italia danno un aiuto piccolo ma non fondamentale alla Turchia.
Sul finire del secondo quarto Alessandro Gentile viene rispedito nuovamente in campo dal ct Pianigiani, e grazie ad un recupero difensivo vola in campo aperto e schiaccia a due mani. Quella è un po’ la carica per gli azzurri, che erano rimasti attaccati al match grazie soprattutto a Danilo Gallinari freddissimo dalla linea della carità con il suo momentaneo 11/11. Il ragazzo di Santa Maria a Vico inizia ad accendersi, nonostante sia costretto a disimpegnarsi in cabina di regia con i compagni Hackett e Cinciarini già penalizzati dai falli. E così sul pick and roll realizza in step back poco prima che le squadre vadano al riposo lungo. Al rientro dagli spogliatoi l’Italia prova ad azzannare la partita, anche se gli avversari non ne vogliono sapere di indietreggiare. Gentile recupera un rimbalzo e poi parte in coast to coast mettendo altri due punti a referto. Il numero cinque azzurro però, accresce la sua intensità nella metà campo difensiva, e mette il fisico davanti agli avversari contestandogli i tiri. Una fotografia lampante quando il naturalizzato Dixon, decisamente il miglior attaccante per i turchi, se lo è ritrovato di fronte ed è stato costretto ad alzare la parabola senza trovare il fondo della retina. A cavallo tra terzo e quarto periodo anche Gentile viene contagiato dalla frenesia che colpisce tutta la nazionale italiana, sprecando diversi possessi che avrebbero potuto garantire l’aggancio. Nonostante una palla persa che lancia il contropiede turco, con freddezza realizza cinque punti quasi consecutivi con una tripla segnata con la mano del difensore in faccia. Segno questo che certamente non gli manca la determinazione giusta. Pianigiani addirittura lo fa attaccare come un francobollo su Dixon, pressandolo a tutto campo, e Gentile non si risparmia, ma non servirà.
Giov.Bocc.