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domenica 24 maggio 2015

L’ANDATA. Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/05/2015

L’ANDATA. Dopo la bella preseason tutto va a rotoli e la prima vittoria arriva solo al giro di boa
Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

da Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo la bella stagione precedente, con i playoff sfiorati d'un soffio, il telaio del roster pressoché rimasto intatto e con l'aggiunta durante il mercato estivo di tasselli che si pensavano fossero quasi dei lussi per il campionato italiano, la stagione 2014/15 della Juvecaserta non poteva che iniziare con una certa ambizione.
E questa era stata in un certo senso avallata dalle comunque soddisfacenti prestazioni in preseason con i vari tornei di Trapani, Brindisi e di quello casalingo al PalaMaggiò. Eppure proprio dalla finalissima del quadrangolare di casa la stagione ha preso purtroppo una piega diversa, tutt'altro che felice.
L'esordio in quel di Roma forse era stato profetico, visto che tra infortuni e acciacchi dell'ultimo momento i bianconeri a scendere sul parquet furono soltanto sette. Un segnale, decisamente nefasto ma non preventivabile. Sette giorni più tardi tocca a Brindisi violare l'impianto di Pezza delle Noci, in una gara che i pugliesi sostanzialmente conducono dall'inizio alla fine.
E nonostante questi segnali un po' tutti, società e ambiente, cercano di nascondere questo avvio abulico dietro ad una condizione fisica non ottimale. Un'altra settimana non basta per ritrovare la retta via visto che in trasferta contro Bologna arriva il terzo k.o. per i casertani dopo comunque aver fatto intravedere un minimo di recupero.
Il punto più basso da toccare è dietro l'angolo e neppure il doppio turno casalingo può evitarlo. Al PalaMaggiò arriva Pistoia, di certo non una squadra insormontabile, ma nonostante un serrato testa a testa quando c'è da vincere la gara con la testa la Juvecaserta si fa trovare impreparata. Successivamente c'è da affrontare Cremona, partita bruttissima, performance incommentabile e tifosi che all'intervallo quasi fanno invasione perché scontenti da ciò a cui stavano assistendo.
Addirittura toccherà all'allora presidente Carlo Barbagallo recarsi sotto la curva per stemperare un po' gli animi. Il post partita è frenetico, il giemme Atripaldi da le dimissioni, respinte dalla società, mentre si vocifera di un possibile esonero di coach Lele Molin che 48 ore dopo arriva puntuale.
Dopo alcune trattative si opta per ingaggiare il tecnico macedone ma trapiantato in Irpinia Zare Markovski. In settimana si hanno anche i primi movimenti di mercato con Richard Howell e Frank Gaines che salutano e Michele Antonutti e Dejan Ivanov che arrivano. A Capo d'Orlando si può fare ben poco anche se la sconfitta arriva davvero per una sciocchezza. Con Cantù, dopo aver avuto i possessi per chiudere la contesa si è andati ai supplementari e lì la benzina dei bianconeri è finita. A Venezia altra prestazione degna di nota per tre quarti circa, poi blackout totale e vittoria per gli avversari.
Il giorno dell'Immacolata al PalaMaggiò arriva Trento, siamo solo alla nona giornata eppure la gara assume le sembianze già di un match da dentro o fuori per la Juvecaserta. Ancora una volta manca una lira per fare un soldo, e questa volta ci si mette anche la sfortuna visto che la penetrazione di Michele Vitali per la possibile realizzazione della parità si blocca tra tabellone e ferro dopo forse un tocco del difensore: tempo scaduto e siamo così sullo 0-9.
IL GIEMME ATRIPALDI NEL MOMENTO DELLE DIMISSIONI
Altro post partita intenso, con il patron Lello Iavazzi che addirittura viene bloccato all'uscita da un gruppo di ultras e con Marco Atripaldi che dopo esser stato contestato dalla tifoseria prima della partita questa volta lascia definitivamente Caserta.
In questa situazione surreale si va a Milano ed ovviamente arriva la decima sconfitta. Non era di certo questa la sfida da vincere, semmai quella successiva contro Varese ma la "doppia v" sembra proprio stregata. Neppure i nuovi arrivi di Aleksandar Capin e Bozhidar Avramov aiutano la causa bianconera, con coach Markovski che viene sollevato dall'incarico.
A questo punto la dirigenza bianconera decide di promuovere al ruolo di allenatore il casertano doc Vincenzo Esposito, che a Santo Stefano affronta i cugini di Avellino purtroppo perdendo. Nella trasferta di Sassari c'è da mandare giù ancora un boccone amaro, così come in quella di Reggio Emilio, ma nel frattempo ha fatto le valigie la stella Sam Young, che nella sua esperienza all'ombra della Reggia si è rivelato troppo individualista, forse addirittura spaccone, ma sicuramente come un pesce fuor d'acqua, abulico a ciò che gli stava succedendo intorno.
L'11 gennaio s'intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. La cura di coach Esposito sembra funzionare e così nel match dell'ultima spiaggia contro la diretta concorrente per la salvezza Pesaro arriva quel successo. Un sospiro di sollievo, una boccata d'ossigeno che fanno concludere il girone d'andata con almeno due punti in classifica.

sabato 27 dicembre 2014

Juvecaserta, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/12/2014

LEGA A. La difesa e l’atteggiamento dei bianconeri le maggiori lacune di questa stagione
Juvecaserta, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo

CASERTA. E siamo arrivati a dodici sconfitte per la Juvecaserta adesso di coach Enzino Esposito. Battesimo da capo allenatore infelice per l’ex beniamino della “torcida bianconera”, che anche ieri è stato acclamato prima della palla a due ed anche in alcuni frangenti della stessa gara. Per lui un esordio infelice neanche tanto per la sconfitta in se e per se, ma per la prestazione quasi rinunciataria, remissiva, scialba. E con questo trovano purtroppo adito i vari cori della curva casertana che per sommi capi urlava: “Andate a lavorare”, “Meritiamo di più”, e tanti altri poco meno carini.
Nemmeno la bolgia “al contrario” del PalaMaggiò riesce a scuotere i giocatori, a far sì che in loro si sviluppi un moto d’orgoglio. Ed è anche per questo che il “capitano” Esposito, oggi più che mai di nome e di fatto, ha in un certo senso tuonato in sala stampa, puntando il dito contro la difesa, finita principalmente sul banco degli imputati, e soprattutto contro quei giocatori con poca voglia e dedizione. Effettivamente la difesa è una questione principalmente di volontà, di sacrificio. E lasciamo stare anche le rotazioni, gli aiuti, il lato debole e via discorrendo, cose che comunque Esposito ha sottolineato che “allenerà” come fossero al minibasket. E non tragga in inganno la maggiore fisicità e l’atletismo di Avellino, perché Caserta ha chiuso la partita con ben dieci rimbalzi in più (34 contro 24) ma gli avversari hanno fatto registrare un 34/41 da due punti, frutto di tanti facili lay-up ora in back.door, ora con taglio frontale a centro area o addirittura in penetrazioni 1vs1 e contropiede. Insomma, ogni qualvolta Avellino attaccava il ferro è riuscita per la stragrande maggioranza delle volte ad appoggiare comodamente il pallone nel cesto. Acqua da ogni dove per un’imbarcata generale.
FOTO CAROZZA
Con il derby possiamo forse assodare una cosa: questa è la squadra e con ogni probabilità questo sarà l’andazzo. Lavorare in palestra si, ma di margini di miglioramento non se ne intravedono. L’unica cosa che può segnare una svolta in questa stagione alla Juvecaserta è un cambio radicale dell’atteggiamento dei giocatori. Vedere gli avversari sbucciarsi le ginocchia per arrivare su di un pallone che sta per terminare fuori dopo che quello stesso pallone è passato non molto lontano dai propri piedi (ogni riferimento è puramente casuale: Sam Young) ha del pazzesco. E poco importa se poi si riescono a realizzare 78 o 80 punti, così come analizzato da “El Diablo” in virtù del fatto che Avellino ha tirato i remi in barca negl’ultimi due minuti di gara, quando poi concedi 59 punti alla fine del primo tempo e 105 alla sirena finale. Perché invece il pubblico applaude quasi a mo’ di standing ovation Andrea Michelori per un semplice tentativo di anticipo nemmeno riuscito? Perché in ciò si è intravista voglia di lottare, voglia di combattere, parole sconosciute per gran parte dei bianconeri.
Rispettiamo la volontà della società di apportare l’ulteriore staffetta in panchina da Markovski ad Esposito dopo aver raggiunto il record di 0-11, ma meno capiamo la tempistica. Insomma poche ore prima erano arrivati a Caserta Capin ed Avramov, due giocatori che verosimilmente ha voluto proprio il tecnico macedone. Ed infatti, contro Avellino Avramov è stato mandato in tribuna per scelta tecnica, anche se lo stato fisico sembra la causa ufficiale. Ed al posto suo si accomoda in panchina Ronald Moore, il folletto di Philadelphia con le valigie pronte da una settimana abbondante. Si aspettava il suo taglio, insomma, e invece Esposito lo manda nella mischia quando Capin in cabina di regia fa diversi danni, quasi come uno scherzo del destino. Scelte che lasciano molto a desiderare se si pensa che purtroppo, allo stato attuale, non ci sono delle regole ben precise, una tabella di marcia ferrea da seguire, costi quel che costi.
In fin dei conti stiamo parlando proprio delle stesse regole che il tecnico casertano doc ha ammesso di dover mettere per raddrizzare la situazione in  difesa. Purtroppo di tempo ne rimane sempre di meno. Domani la Juvecaserta sarà di nuovo in campo nella proibitiva trasferta di Sassari, al PalaSerradimigni che fu espugnato non più di otto mesi fa. Ma quella era tutta un’altra Caserta, una squadra che giocava insieme, si divertiva insieme, ed anche se aveva limiti tecnici e caratteriali, buttava sempre il cuore oltre l’ostacolo.

martedì 23 dicembre 2014

Juvecaserta, regna il caos a Pezza delle Noci

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 23/12/2014

LEGA A. Dopo l’undicesimo k.o. consecutivo è finito sulla graticola l’allenatore Zare Markovski
Juvecaserta, regna il caos a Pezza delle Noci

Giovanni Bocciero

CASERTA. Regna il caos in casa Juvecaserta. Un caos che neanche a dirlo aumenta di settimana in settimana, man mano che arrivano le sconfitte. Insomma, sembra quasi di rivivere la stessa identica storia ogni lunedì, all’indomani di un risultato negativo, e che purtroppo tende a crescere esponenzialmente sempre di più ogni sette giorni trascorsi. Regna il caos, perché dopo il giemme, l’allenatore, cinque nuovi giocatori, ci sono dei nuovi rumors, e forse non poteva essere altrimenti. Adesso sulla graticola c’è, neanche a dirlo, coach Zare Markovski, che pur con delle prestazioni di squadra quantomeno fiduciose per il futuro, ha raccolto uno 0-6, una sconfitta in più rispetto al proprio predecessore, arrivando al record complessivo di 0-11.
FOTO FILAURO
I rumors riguarderebbero una presunta decisione da parte della società di Pezza delle Noci di esonerare il tecnico macedone, che stava contribuendo a ricostruire la formazione bianconera a sua immagine e somiglianza. Ma se adesso dovesse esserci un altro ribaltone in panchina, tutti gli sforzi tecnici ed economici in sede di basket mercato che fine fanno? Perché si è deciso di avallare le decisioni di un coach che comunque aveva le ore contate, o comunque influenzabili dal risultato?
Che si voglia uscire da questa situazione negativa non lo si mette in dubbio, ma siamo sicuri che le scelte fin qui prese dalla proprietà casertana siano giuste, e che non siano dettate soltanto dalla frenesia, del momento?

Il tribunale dell’inquisizione bianconera con giudici supremi ha già punito l’allenatore Molin ed il giemme Atripaldi, su chi si focalizzerà adesso?

sabato 20 dicembre 2014

Juvecaserta, Markovski sui cambi: “Sappiamo ciò che lasciamo”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/12/2014

JUVECASERTA. In vista dell’impegno contro Varese il tecnico ha presentato i neoacquisti bianconeri
Markovski sui cambi: “Sappiamo ciò che lasciamo”

Giovanni Bocciero


CASERTA. «Sai quello che lasci ma non sai quello che trovi». Con queste parole ha avuto inizio la conferenza stampa di coach Zare Markovski in vista del delicato incontro di domani contro la Pallacanestro Varese. Ovviamente queste parole si rifacevano agli ultimi due colpi di mercato messi a segno dalla Juvecaserta, che rispondono ai nomi di Capin e Avramov, e ai rispettivi tagli di Frank Gaines, già accasatosi a Pesaro, e di Ronald Moore, in via di rescissione. «Ci lasciamo indietro dieci sconfitte e proviamo a guardare al futuro. La struttura della squadra non cambia perché Capin viene al posto di Moore mentre Avramov sostituirà Gaines».
L’allenatore macedone ha poi analizzato i due volti nuovi: «Entrambi li conoscevo già per averli seguiti nelle loro carriere. Aleksandar Capin porterà esperienza, e cercheremo con lui di gestire meglio i momenti clou delle partite visto che abbiamo perso alcune gare proprio nel rush finale. Con Bozhidar Avramov invece, mettiamo un giocatore che speriamo possa trovare l’ambiente giusto qui a Caserta per esplodere. Dal punto di vista difensivo mi auguro che possano dare quanto davano Gaines e Moore, ma quello che più mi preme è che con loro miglioriamo in attacco viste le nostre carenze al tiro con percentuali molto basse. Fisicamente stanno entrambi bene, allenati e subito a disposizione. Mi aspetto un buon feeling tra Avramov e Dejan Ivanov, essendo entrambi giocatori della nazionale bulgara. Avramov inoltre, è un “2” che tende a giocare spesso palla in mano anche in situazione di pick and roll, oltre a poter tirare sugli scarichi. Con lui, Tommasini e Sam Young dovremmo avere almeno due giocatori contemporaneamente in campo capaci di giocare pick and roll».
L’allenatore ha poi risposto alle domande inerti la nuova veste di coach/giemme, e le responsabilità nonché le difficoltà che comporta: «E’ stato molto difficile intervenire sul mercato sia economicamente, perché siamo stati quasi costretti ad offrire più del valore dei giocatori, sia sportivamente per lo 0-10 che pende sulla nostra testa. Per quanto riguarda il ruolo di giemme non cambia assolutamente nulla, perché anche quando c’era Atripaldi venivo interpellato sulle questioni di mercato, e le mie parole avevano un peso. Adesso dovrei farmi le domande e darmi anche le risposte da solo».
Markovski ha avuto da parlare anche sugli italiani, sia per ciò che stanno facendo in campo sia per acciacchi vari: «Claudio Tommasini è un giocatore che non ti fa perdere ma nemmeno vincere, Amedeo Tessitori si è ben disimpegnato a Milano essendo una nota lieta, Michele Antonutti non si è allenato in settimana per uno stiramento al polpaccio, ma anche con una sola gamba giocherà, e lo stesso dicasi per Michele Vitali che domenica dovrà esserci anche se oggi (ieri, ndr) non si allenerà. La squadra per me personalmente è un piccolo orgoglio perché siamo sempre presenti nel lavorare. Purtroppo le vittorie mancano e le sconfitte tendono a demoralizzare tutti».
Sul prossimo avversario, invece, «Varese è squadra che ha un po’ tutto, io però mi preoccupo solo della mia squadra, e non di quello che non posso controllare. Tirano con buone percentuali e sotto le plance prendono tanti rimbalzi. Hanno in media anche più possessi di noi, ma controllare il ritmo della partita è una “favola”, perché non lo si può gestire. Bisogna imporsi in difesa per creare un buon numero di possessi in contropiede».
Le ultime battute del tecnico, più sciolto rispetto alle prime conferenze stampa, sono per Gaines, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto al veleno: «Sinceramente non ho nulla da dire. Sono senz’altro battute di basso valore per cercare di “arruffianarsi” l’ambiente. La crudeltà del momento è che carte alla mano era la guardia che ci mancava».
Chiusura scherzosa: «Adesso sappiamo che la squadra è incinta, dobbiamo però aspettare l’ecografia per vedere se si tratta di un maschio o di una femmina».

lunedì 15 dicembre 2014

Per la Juvecaserta uno “scontro” senza fine

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 16/12/2014

Bianconeri sempre più ultimi in classifica, tifoseria divisa e società senza alcuna pace
Per la Juvecaserta uno “scontro” senza fine

CASERTA. Come ampiamente preventivabile, la Juvecaserta è tornata dalla trasferta del Mediolanum Forum di Assago con “zero punti” in tasca, quello che forse era meno certo è che i bianconeri se la sarebbero giocata fino alla fine. E questo, naturalmente, non lascia che ulteriore amaro in bocca.
Insomma, questa squadra pur tra mille difficoltà e disavventure pare ce la stia mettendo tutta per sbloccarsi, ma purtroppo “manca sempre quel soldo per fare una lira”. Il team di coach Zare Markovski se la sta giocando con tutti, dimostrando a più riprese che questo 0-10 in classifica non è veritiero, soprattutto dal cambio dell’allenatore in poi, perché le gare in casa contro Pistoia prima e Cremona poi sono state uno spettacolo indegno per la piazza casertana.
Quello che purtroppo spaventa sempre più il popolo di fede bianconera è la retrocessione, un incubo che di domenica in domenica sembra diventare sempre più realtà soprattutto a causa del cammino che stanno facendo le dirette concorrenti. Domenica infatti Pesaro è passata sul campo di Cremona, Capo d’Orlando ha avuto la meglio tra le mura amiche di Cantù, proprio come Varese ha superato Bologna. E a questo punto siciliani e varesini sono saliti ad otto punti insieme ad un gruppone che comprende sei compagini, mentre i pesaresi sono penultimi a sei punti. La situazione, in pratica, non si poteva complicare più di questo. Per una Juvecaserta che rimane costantemente al palo, ci sono le avversarie che in qualche modo muovono la propria classifica, e questo rende tutto dannatamente complicato per Sam Young e compagni.
FOTO CAROZZA
Secondo le statistiche, è stato eguagliato il record di dieci sconfitte consecutvie appartenente alla stagione 1997-98, quando Caserta era in A2 e rimase a secco dal 12 ottobre del ’97 (quarta di andata) alla prima di ritorno del 21 dicembre dello stesso anno. Il “tabù doppia v”, così come riportato dal sito web Sportcasertano, fu sfatato con l’anno nuovo, in casa, contro Montecatini. I bianconeri persero a Trieste (88-78), Fabriano (83-74), tra le mura amiche con Gorizia (66-80). Ventello ad Avellino e k.o. di misura nel derby con Napoli 80-81. Sconfitta sul campo della neopromossa Jesi e venti punti di scarto al PalaMaggiò contro Imola. Le battute d’arresto continuarono a Livorno (100-84), Sassari (84-73) e a Forlì (94-64). Il sorriso fu ritrovato, di fatto, contro Montecatini. In Serie A la striscia negativa si era fermata a sei insuccessi, nella stagione 1993-94, e alla fine ci fu purtroppo la retrocessione. Dato, quest’ultimo, che va inesorabilmente aggiornato. Dal 21 novembre del ’93 l’allora Juvecaserta fu battuta da Treviso, Milano, Reggio Calabria, Livorno, Pesaro e Venezia prima di espugnare, guarda un po’, il PalaTerme di Montecatini. Verrebbe quasi da dispiacersi del fatto che la formazione toscana non stia in massima serie. Quello di quest’anno sarà ricordato certamente come l’avvio più brutto della storia dei bianconeri con lo 0-10 mai registrato prima. In precedenza si ricorda nella stagione 2010-11 lo 0-5 causato dai k.o. contro Biella, Sassari, Pesaro, Siena e Virtus Bologna prima del riscatto in quel di Brindisi.
Pensare al passato, però, non aiuterà in questo presente condizionato da troppa negatività. L’ultimo sfogo è stato del presidente Carlo Barbagallo che ha utilizzato come al solito i social network per invitare i tifosi a “lasciarci lavorare in pace”. Purtroppo è quello che attualmente manca alla Juvecaserta, la serenità, la tranquillità di poter lavorare in campo e molto probabilmente anche fuori, in modo da raddrizzare la barca. La tifoseria bianconera, in questo, sta soltanto peggiorando le cose, dividendosi al suo interno tra contestatori e difensori, tra disfattisti e fiduciosi. C’è chi, sarcasticamente, ricordava che Markovski ha centrato la quinta sconfitta consecutiva, proprio come Molin, e dunque dovrebbe essere esonerato? Via l’ex tecnico mestrino ed il giemme Atripaldi è arrivata un’altra sconfitta, ma non erano loro la colpa di tutto? Insomma, uno scontro praticamente fratricida in cui nessuno, ma davvero nessuno la può spuntare. Dopotutto lo stesso Marco Atripaldi ha confessato nel momento in cui rendeva le proprie dimissioni nel dopo gara contro Trento che l’ambiente deve compattarsi, non dividersi, altrimenti la strada si fa ancora più ripida, in tutti i sensi.
E dopo lo sfogo dell’azionista di maggioranza Lello Iavazzi, di sette giorni fa, gli fa ego il socio Barbagallo. Nulla di positivo, la proprietà sta vivendo male questa situazione, e i proprietari sembrano sempre più lontani dalla pallacanestro.

sabato 13 dicembre 2014

Juvecaserta, Markovski certo: «Non dobbiamo tirarci indietro»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 13/12/2014

JUVECASERTA. Tiene sempre banco il mercato in cui saranno fatte scelte dettate dalla convenienza
Markovski certo: «Non dobbiamo tirarci indietro»

CASERTA. «Io cerco di isolarmi e pensare al mio lavoro perché non voglio essere preoccupato del resto». Queste le parole d’esordio di coach Zare Markovski in conferenza stampa, che poi ha proseguito dicendo: «se cominci a pensare alla sconfitta, alla classifica e a chi affronterò nelle prossime gare ti porta a rendere di meno. Quindi mi concentro quotidianamente su ciò che bisogna fare».
In vista della proibitiva trasferta di Milano il tecnico macedone ha dichiarato: «a prescindere da chi c’è dall’altra parte, noi dobbiamo dare il meglio. Non dobbiamo tirarci indietro nemmeno contro Milano. Il risultato è abbastanza scontato per l’opinione pubblica, ma per noi questa sarà una gara da Eurolega, sarà una vera sfida sportiva. Non credo ai miracoli, ma dobbiamo cercare di esprimerci al 100% per limitare i nostri avversari quanto più riusciremo. Se capiterà l’occasione dobbiamo essere bravi a coglierla, non come fatto nelle gare precedenti. Oltre che da noi, naturalmente, tanto dipenderà anche da cosa faranno i nostri avversari».
Il trainer bianconero non ha potuto sottrarsi alle domande sul mercato: «adesso sono incaricato anche del mercato, ma vista la situazione più che altro devo valutare le offerte che ci arrivano. È un lavoro societario che ha perso una pedina, ma che comunque ha dei punti di riferimento come il presidente Carlo Barbagallo e me. Non posso tirarmi indietro in questa situazione. Bisogna operare in fretta, nel smontare e costruire una squadra in modo tale da migliorare il roster attuale. Frank Gaines non ha rescisso e partirà con la squadra anche se tutto può cambiare velocemente. Tutti sono sul mercato ma tanto dipenderà da ciò che riusciremo a fare. La squadra è da ricostruire, ma non con un’aspirina per il mal di testa, almeno abbiamo bisogno di prendere un antibiotico. In questa situazione ogni euro risparmiato è un euro guadagnato, anche se non mi è stato imposto un budget e nemmeno l'ho chiesto, ma valuteremo tutto».
L’allenatore ha poi analizzato il momento attuale e alcuni aspetti del gioco: «la squadra sta continuando a lavorare, anche se ieri (giovedì, ndr) abbiamo dovuto fare a meno degli under impegnati a Latina e di Marco Mordente e Andrea Michelori assenti per acciacchi fisici. Le venti palle perse non sono dovute all’amalgama della squadra, ma più che altro ai giocatori in se. Abbiamo analizzato proprio questo dato con i ragazzi in sessione video. In difesa invece, effettivamente riusciamo a tenere per i primi 10” o 15”, ma poi ci distraiamo perdendo concentrazione. Per questo faccio una grande quantità di sostituzioni cercando di avere sempre alta l’intensità».
Infine, coach Markovski ha cercato di rianimare l’ambiente: «certamente non è stato piacevole vedere ciò che è successo fuori al PalaMaggiò lunedì. Bisogna che l'ambiente si rassereni, anche se la paura maggiore è la classifica attuale. Cercheremo di recuperare tutto l’affetto del palazzetto sul campo, perché sinceramente la squadra lavora bene anche se ci sono dei giocatori che purtroppo hanno delle difficoltà a trovarsi in questo campionato per tanti fattori. Per questo, per quanto ci sarà possibile, rimoderneremo il roster, partendo da un tessuto forte e vitale».

martedì 9 dicembre 2014

La Juvecaserta si sta sgretolando come un castello di sabbia

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/12/2014

LEGA A. Al momento la squadra ha bisogno di serenità per lavorare e uscire dal tunnel
La Juvecaserta si sta sgretolando come un castello di sabbia

Giovanni Bocciero

CASERTA. “Conta soltanto il risultato sportivo”, questo gran parte del riassunto della conferenza stampa tenuta nell’immediato post partita del Monday night contro Trento dall’ex giemme Marco Atripaldi, in cui rassegnava le sue irrevocabili dimissioni. Il risultato sportivo parla della nona sconfitta consecutiva della Juvecaserta, toccando con molta probabilità il peggior record della storia del club di Pezza delle Noci, sia come striscia consecutiva di sconfitte tanto come inizio peggiore di campionato. E’ solo questo che conta per i tifosi, o meglio, per un gruppo di facinorosi, che prima hanno bloccato nella sua auto patron Iavazzi, poi hanno interloquito all’esterno della palestrina del PalaMaggiò con il presidente Barbagallo e lo stesso Atripaldi, ma che già in precedenza e da alcune settimane invocavano a gran voce le dimissioni proprio del dirigente ex Biella.
Sono loro forse il cancro peggiore di questa Juvecaserta. Nessuno li obbliga ad acquistare biglietto o abbonamento che sia, quindi quando lo fanno dovrebbero avere un solo scopo: l’amore per la Juvecaserta. I fischi durante le partite ci stanno, soprattutto se pensiamo alle partite con Pistoia e Cremona. Ma tutto dovrebbe finire al fischio della sirena. E invece no, nel più classico degli esempi calciofili, questi tifosi si ergono a voce della verità, a coloro che sono in possesso delle soluzioni per risolvere ogni problema. Lo hanno fatto in occasione della “cacciata di Molin”, quando all’intervallo la curva Ancilotto si precipitò a bordo campo per chiedere la testa dell’allora head coach bianconero. Il suo cambio, a parer nostro, non è servito a nulla se quello che unicamente conta è il risultato sportivo. E siamo conviti che anche con l’"allontanamento di Atripaldi” poco cambierà sotto questo profilo, se non l’aver perso per Caserta il miglior giemme d’Italia allo stato attuale. Di errori ne ha commessi, certamente, se n’è assunto le sue responsabilità, ma spesso come si suol dire, solo chi si mette in gioco rischia di sbagliare.
IL DIMISSIONARIO ATRIPALDI IN CONFERENZA
Giunto a questo punto nelle ultime parole dell’ex general manager casertano si sono potuti leggere tra le righe tanta recriminazione, delusione, amareggiato per quello che poteva essere ma che purtroppo non è stato. Lo sport, insegna, che è bello anche per questo. Nel senso che sarebbe facile decidere la propria stagione mettendo qualche nome qui e la, che sulla carta sembra tutto fantastico. Questo è il primo step, poi è il campo quello che decreta se le varie mosse societarie in sede di campagna acquisti sono state “azzeccate” oppure no. Ed è proprio questo il bello dello sport. Ma il tifoso deve restare tale, acquistare il tagliando se vuole assistere ad uno spettacolo, quale è quello sportivo, oppure decidere di restare a casa se non vuole arrabbiarsi, perché dopotutto non risulta essere diventata una patologia da prescrizione sanitaria la “passione sportiva”.
E a tal proposito sottolineiamo ancora negativamente il comportamento di alcuni pseudo tifosi, visto che nel burrascoso dopo gara uno di loro, rimasto all’ingresso del tunnel che porta dal campo agli spogliatoi e decisamente frustrato per la sconfitta, ha chiamato a gran voce coach Zare Markovski, trattenutosi nel corridoio dei trofei, quasi minacciandolo con questa frase: “ricorda bene questa sconfitta”. Siamo sicuri che il tecnico macedone si ricorderà decisamente di questo k.o., così come farà di quelli con Capo d’Orlando, Cantù e Venezia, ma siamo altrettanto convinti che non sarà perché glielo ha ricordato questa persona.

COSA RISERVA IL FUTURO? Bella domanda, alla quale di certo in questo preciso momento non c’è una risposta convincente. Resta il fatto che allo stato attuale questa Juvecaserta appare sempre più come “un castello di sabbia costruito sulla battigia e man mano che arrivano le onde questa struttura si sgretola”. C’è ben poco da salvare, e forse tutto da ricostruire, perché il progetto fondato sulla triade Barbagallo, Iavazzi, Atripaldi ha già perso un pezzo, e con ogni probabilità ne perderà un’altro. Stiamo parlando ovviamente del patron Raffaele Iavazzi, il quale dopo lo spiacevole incidente di lunedì sera sta maturato la decisione di lasciare la pallacanestro. Queste voci di corridoio già sono trapelate immediatamente dopo l’accaduto avvenuto fuori al PalaMaggiò, confermate dalle dichiarazioni rilasciate su facebook se si riesce a leggere tra le righe, e a dirla tutta, avevamo già avvertito questo presentimento diverso tempo fa. Ovviamente sono soltanto dei presentimenti.
Resta il fatto che domenica il nefasto record dovrebbe essere aggiornato in negativo, con la trasferta di Milano. E se guardiamo alle ultime gare del girone d’andata, ci sono due possibilità su cinque per poter fare punti, in casa con Varese e Avellino. Frank Gaines è prossimo al taglio, con Markovski che dovrebbe rivestire la doppia carica di coach e giemme, cosa già fatta proprio ad Avellino. Ma la squadra ha bisogno di serenità, per lavorare bene e cercare di uscire da questo tunnel, perché adesso è sfiduciata, troppo.

venerdì 5 dicembre 2014

Juvecaserta, Markovski: “Non possiamo sottovalutare nessuno”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 06/12/2014

JUVECASERTA. I bianconeri continueranno a sondare il mercato sperando nell’occasione giusta
Markovski: “Non possiamo sottovalutare nessuno”

Giovanni Bocciero

caserta. Coach Zare Markovski ha parlato della prossima sfida della sua Juvecaserta contro Trento, nella consueta conferenza stampa pre-partita. Il tecnico macedone come al solito è stato molto coinciso negli argomenti.
Su Trento ha dichiarato che: “non possiamo permetterci di sottovalutare nessuno in questo momento, perché noi siamo 0-8 mentre Trento ha il 50% di vittorie. Non hanno tanti giocatori pericolosi, ma ripeto, non possiamo sottovalutare nessuno. Come al solito dipenderà tutto da noi, proprio come contro Cantù e Venezia. Dobbiamo - ha proseguito l’allenatore bianconero - avere la giusta mentalità nella gestione della palla e difendere forte nella nostra metà campo”.
FOTO CAROZZA
Non poteva naturalmente mancare l’argomento mercato, che mai come in questa settimana la Juvecaserta è stata tirata in ballo in diverse trattative, oltre che aver avuto un’ufficialità. “Abbiamo seguito Brian Chase, ma purtroppo le sue condizioni fisiche non ci hanno permesso di ingaggiarlo. Per quanto riguarda l’arrivo di Amedeo Tessitori, invece, si è reso necessario viste le condizioni fisiche di Andrea Michelori che soffre al ginocchio. In questa ottica - ha continuato il coach di Pezza delle Noci - Tessitori potrà darci una grande mano. Per quanto riguarda invece Michele Antonutti, sta migliorando man mano la propria forma arrivando sempre più al top. Questo naturalmente sarà fondamentale per noi e per il prosieguo. Ci tornerà utile anche Michele Vitali, che si sta già allenando con la squadra, e sicuramente sarà il nostro valore aggiunto”.

Per quanto riguarda il capitolo mercato è intervenuto anche il giemme bianconero Marco Atripaldi, che soprattutto su Frank Gaines si è assunto le proprie colpe: “Ho speso per lui delle parole, ma purtroppo adesso il giocatore sta soffrendo mentalmente questa situazione. Anche Ronald Moore è in difficoltà, ma lui sa cosa significare essere 0-8 qui a Caserta rispetto a Gaines che invece è un rookie. Attualmente il mercato offre poche soluzioni per noi - ha rivelato il dirigente casertano -, e quindi questo ci porta a restare così come siamo. In caso di necessità e con la giusta opportunità siamo pronti a muoverci, proprio come nel caso di Tessitori, ma resta il fatto che dobbiamo tenere sempre a mente quelle che sono le esigenze tecnico-tattiche del coach, e soprattutto quelle che sono le possibilità economiche della squadra”.

sabato 29 novembre 2014

Juvecaserta, Coach Markovski: «Dobbiamo essere concentrati»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/11/2014

JUVECASERTA. I bianconeri all’impegno testa-coda con la Reyer Venezia dell’ex Cameron Moore
Coach Markovski: «Dobbiamo essere concentrati»

Giovanni Bocciero

CASERTA. Nella consueta conferenza stampa di presentazione del prossimo impegno di campionato in quel di Venezia, il tecnico macedone della Juvecaserta Zare Markovski è stato come di consueto molto eloquente e poco loquace.
L’allenatore bianconero sa perfettamente che il match di domani non sarà semplice per i suoi ragazzi, ed anche in virtù di questo è molto concentrato sulla gara. Il malore occorsogli mercoledì in occasione dell’inaugurazione del playground Giannone è ormai soltanto un lontano ricordo.
Eppure Markovski c’ha tenuto a ringraziare tutti per «l’affetto dimostratomi in questo particolare momento in cui purtroppo non sono stato troppo bene, soprattutto lo staff dell’Ospedale di Caserta».
Inaugurato l’incontro con la stampa con questa doverosa parentesi, il trainer di Pezza delle Noci si è poi focalizzato esclusivamente sulla gara che vedrà i suoi uomini scendere in campo domenica sera, nel posticipo delle ore 20:30, sul legno del PalaTaliercio di Mestre.
«Domenica (domani, ndr) la partita rappresenta uno scontro testa-coda. Noi, nonostante ciò, cercheremo di fare la nostra gara - ha sottolineato il timoniere casertano -. Sarà importante l’approccio e l’intensità che riusciremo ad avere, visto che loro sono in undici uomini e tra l’altro molto versatili tra di loro».
L'EX BIANCONERO CAMERON MOORE
Il match ovviamente non è facile per la Juvecaserta, non lo sarebbe stato forse neanche se la squadra avesse punti in cascina, figuriamoci in questa situazione che vede la formazione del presidente Carlo Barbagallo ferma ancora al palo con quel “zero” alla voce punti in classifica.
«Venezia è una squadra totalmente in fiducia - ha continuato il coach che è un ex di turno - in una situazione tutta opposta rispetto alla nostra. Sono comunque fiducioso perché  i ragazzi si stanno allenando bene durante la settimana. Nel basket si gioca comunque cinque contro cinque, in cui tutti i giocatori toccano la palla. In tal senso non si tratta di dover fermare un giocatore in particolare, come ad esempio il centravanti nel calcio che merita di essere raddoppiato».
Markovski si è poi soffermato su due atleti in particolare, come Michele Vitali e Claudio Tommasini: «Vitali sta recuperando, e speriamo di averlo almeno in panchina contro Venezia. Tommasini invece sta vivendo un buon momento, e per questo sono contento per lui».
Proprio da alcune dichiarazioni fatte dall’esterno Tommasini nell’immediato post gara della sfida di sabato scorso contro Cantù, ovvero sul fatto che nessuno è indispensabile per questa Juvecaserta, è nata una domanda per l’allenatore: sta nascendo uno spirito di squadra che prima non c’era?
«Stiamo sicuramente migliorando come squadra, dove ogni giocatore deve portare il suo contributo. Resta il fatto che dobbiamo dimenticarci quanto prima delle partite giocate ieri, e pensare soltanto a quelle di domani. Non è certamente nuovo dire - ha proseguito l’allenatore - che la pallacanestro è un gioco di squadra, in cui ognuno deve portare il suo importante contributo. Sicuramente abbiamo dei giocatori più talentuosi a segnare ed altri più predisposti a lottare, a difendere, a battagliare. Ma questa resta una squadra».
Lo stesso coach ha ovviato in maniera netta e decisa alla questione mercato, precisando che: «capisco la ricerca delle notizie, ma parlare di Brian Chase e di Ebi Ere sapendo che abbiamo un solo visto a disposizione rende tutto vano. Adesso il mercato non m’interessa perché penso soltanto alla gara contro Venezia, che è molto più importante. Queste voci di mercato forse mettono sulle spine i giocatori che vengono spinti a dare il massimo in campo, ma ribadisco - ha concluso il trainer bianconero -, ho sempre visto massimo impegno da tutti sin dal mio arrivo».
Domani non sarà soltanto Markovski l’ex di turno, ma anche il pivot Cameron Moore, il quale di certo non sta particolarmente brillando in Laguna.
Tra la Juvecaserta e la Reyer Venezia si contano 17 vittorie a testa in campionato,  con un record di 11-5 per i lagunari quando giocano in casa. Venezia inoltre ha perso all’ottava giornata nelle ultime cinque stagioni di massima serie. Tra i due tecnici Recalcati e Markovski il conto delle vittorie vede in vantaggio il coach oroamaranto per 7-4, con Recalcati che ha un conto di 14-20 contro Caserta 14-20, e Markovski che invece è appena 0-1 contro la sua ex squadra. Mai in doppia cifra Tomas Ress contro la Juvecaserta, con un bilancio totale di 7-5. caso vuole che Ress non è mai andato in doppia cifra nemmeno contro coach Markovski, con il quale ha un bilancio di 7-4. Bilancio in parità, invece, tra il capitano bianconero Marco Mordente e coach Recalcati: 6-6, con la prima sfida risalente al lontano 1999 in un derby Varese-Milano.

sabato 22 novembre 2014

Juvecaserta, il PalaMaggiò vuole un cambio d'atteggiamento

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 22/11/2014

LEGA A. Contro Cantù dell'ex Sacripanti gara difficile. Esordiranno Ivanov e Antonutti
Il PalaMaggiò vuole un cambio d'atteggiamento


CASERTA. Ieri conferenza stampa di vigilia per la Juvecaserta, che stasera con palla a due alle ore 20:30 affronterà al PalaMaggiò l’Acqua Vitasnella Cantù, formazione degli ex Pino Sacripanti, Massimiliano Oldoini e Stefano Gentile.
Ad aprire l’incontro con la stampa il giemme Marco Atripaldi, il quale ha annunciato che «da dopo la partita terminerà il silenzio stampa vist che il momento particolare del cambio dell’allenatore è passato. Inoltre, i due nuovi acquisti vestiranno Antonutti il numero 9 e Ivanov il numero 44. Infine, in virtù del loro ingaggio e conseguente tesseramento che li vedrà regolarmente in campo stasera, posso dire che i problemi riguardante i BAT sono stati brillantemente e tenacemente superati».
La palla è poi passata all’allenatore Zare Markovski che ha subito presentato la prossima avversaria con razionalità e senza troppi fronzoli.
«La maggior difficoltà che sicuramente dovremo affrontare è il rodaggio di Cantù - ha esordito il trainer bianconero -. Tatticamente cercano di giocare molto pick and roll, di attirare l’attenzione sempre sulla palla e di punire le difese avversarie sugli aiuti e le rotazioni. Certamente non siamo ancora pronti, soprattutto con i due nuovi giocatori, ma dopotutto neanche con quelli che già c’erano lo siamo perché io sono venuto da una settimana. Cerchiamo di risolvere i problemi ogni volta che si presentano, i ragazzi si applicano in palestra e di questo sono molto contento. I possessi ed il ritmo di gioco non mi preoccupano più di tanto, perché entrambe tiriamo lo stesso numero di tiri. Purtroppo loro sono in dieci mentre noi da questo punto di vista dobbiamo lavorare ancora tanto. L’unico mismatch che più mi preoccupa può essere quello tra Eric Williams e i nostri lunghi, ma per il resto si tratta di una partita che dobbiamo provare a giocare al meglio delle nostre possibilità».
Il tecnico è stato “interrogato” anche a riguardo dei due rinforzi: «Dejan Ivanov l’ho visto già in forma campionato, avendo giocato comunque con Brindisi, mentre Michele Antonutti è più indietro nella forma avendo fatto l’ultimo allenamento quindici giorni fa, per questo il primo potrebbe - ha continuato il coach macedone - darci qualcosa già nell’immediato mentre per il secondo non saprei quantificare, visto che è una incognita anche per me. Il basket non è ovviamente il calcio, però volendo fare dei paragoni possiamo dire che Ivanov è un centrale difensivo mentre Antonutti è un centravanti. Mentre il pivot bulgaro ci permetterà di avere peso in area, ma allo stesso tempo pericolosità anche lontano da canestro e non solo al tiro, perché potrebbe essere un’aggiunta in fase di passaggio visto che possiede un ottimo tocco della palla, e quindi può dare qualche buon pallone in vernice. L’ala invece ci permetterà di avere ulteriore qualità in campo, soprattutto quando Carleton Scott sarà in panchina per rifiatare. Ci darà una dimensione sia sotto canestro che sul perimetro». Le due new entry scenderanno già in campo oggi, mentre bisogna aspettare ancora per Michele Vitali: «non sarà della partita - ha tagliato corto il coach -, arriverà ad ore qui a Caserta e stilerà un programma di riabilitazione con il preparatore».
Markovski ha poi analizzato quella che è la situazione attuale della squadra, apostrofando il perché ha lavorato specificatamente sulla difesa in settimana: «Sicuramente lo 0-6 in classifica non fa piacere, e per questo bisogna lavorare quotidianamente. Nella pallacanestro - ha commentato il timoniere bianconero - le difese e gli attacchi si scontrano continuamente durante una partita, e quindi è bene essere allenati in difesa se non riesci a segnare. Da questo punto di vista si può sempre migliorare. Per quanto riguarda Sam Young, invece, non posso dire nulla di cattivo, perché s’impegna. Domenica ha perso nove palloni, ma è stato costretto anche a giocare tutta la gara per via anche dell’infortunio di Howell. Con un po’ di riposo avrebbe perso meno palloni».
Ci sono più voci che continuano a volere la Juvecaserta al centro di operazioni per portare qualche nuovo elemento all’ombra della Reggia così da rinforzare il roster. Sul mercato, però, non si è voluto esprimere l’allenatore: «adesso diamo importanza alla partita perché è fondamentale trovare la prima vittoria in questo momento. La squadra ce la metterà davvero tutta, si sta allenando con intensità e questo mi fa ben sperare».
Gli ultimi commenti sono stati del giemme bianconero, che ha sottolineato come adesso, rispetto al mercato, sia più importante la gara di stasera.
«Parlare adesso di mercato è fuori luogo. Abbiamo già apportato delle modifiche con Antonutti e Ivanov cercando di permettere al coach di esprimere la sua idea di pallacanestro. Con questi due acquisti pensiamo di aver immesso qualità, solidità ed esperienza nel roster. Quando rientrerà anche Vitali - ha specificato il dirigente bianconero - possiamo dire di aver fatto un altro ingaggio visto che purtroppo da quando è iniziato il campionato non è mai praticamente stato in squadra. l’infortunio di Richard Howell ha fatto accelerare, in tal senso, l’intervento nel reparto lunghi, perché in questa situazione dover rinunciare ad un giocatore per quattro o cinque partite era insostenibile. E’ logico che con sei sconfitte sconfitte ci stavamo guardando attorno in tutti i sensi, cioè non stavamo guardando a qualcosa di particolare».
Infine una battuta su che atmosfera Atripaldi pensa di trovare questa sera al PalaMaggiò, dopo il clima piuttosto aspro e teso dell’ultima gara casalinga.
«Ribadisco che i tifosi hanno avuto pienamente ragione nel contestare soprattutto per l’atteggiamento che la squadra ha avuto in campo. Adesso sinceramente non so cosa aspettarmi - ha commentato il giemme -, ma spero che più che il pubblico sia la squadra a dare delle risposte concrete sul parquet, perché è quello che maggiormente mi sta a cuore in questo particolare momento».

venerdì 14 novembre 2014

Juvecaserta, pensare alla salvezza per invertire il trend

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/11/2014

LEGA A. I bianconeri devono unirsi per remare tutti insieme verso gli obiettivi di squadra
Juvecaserta, pensare alla salvezza per invertire il trend

Giovanni Bocciero

CASERTA. In casa Juvecaserta c’è stato il ribaltone dopo l’inizio di campionato piuttosto difficile, con lo 0-5 che ha contraddistinto in negativo questo avvio. Non solo le sconfitte, sono state soprattutto il “come” sono arrivate che avranno spinto, quasi certamente, la dirigenza bianconera a prendere la decisione di sollevare dal suo incarico coach Lele Molin, per puntare sul tecnico macedone Zare Markovski. Parafrasando il collega Camillo Anzoini, però, “tutti per uno, paga uno per tutti”, ed è proprio ciò che è successo a Molin. L’allenatore mestrino ha certamente commesso degli errori all’ombra della Reggia, ma sicuramente non sono attribuirgli tutte a lui le colpe di questo percorso netto all’incontrario di cui è stata protagonista la Juvecaserta sino a qui.
C’era bisogno però di una scossa da dare all’intero ambiente, e alla fine ha pagato soltanto l’allenatore. Markovski già come si è presentato fa ben sperare. Pragmatico, concreto, senza mezze misure, con una dichiarazione che ha già fatto sorridere tifosi e addetti ai lavori. Insomma, con quel “chi non è d’accordo può prendere una fune e attaccarsela nganna”, estrapolato in un discorso riferito a Sam Young, ma che può essere benissimamente riferito ad ognuno dei giocatori bianconeri, fa intendere che di certo non sarà alla mercè dei giocatori. Cosa che invece pare sia accaduto proprio al suo predecessore.

C’è da giurarsi che il “trend” fin qui visto subirà un netto cambiamento. Se lo augura la dirigenza così come tutto il popolo di fede casertana, inteso come Juvecaserta e Casertana, visto che le due tifoserie sembrano ormai condividere insieme i momenti felici così come quelli infelici. Ed è proprio quello che servirà anche a Marco Mordente e compagni, unirsi verso un unico obiettivo, che da Capo d’Orlando significherà vincere la prima partita, e poi successivamente altro. Ma un passo alla volta, come chi, adesso, deve pensare a salvarsi.

giovedì 13 novembre 2014

Juvecaserta, Markovski: «Chi non si da può attaccarsi una fune "nganna"»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 14/11/2014

Il neo coach: «Avviare nuovo processo, se qualcuno è contrario può attaccarsi una fune "nganna"»
La Juvecaserta ha presentato il pragmatico Markovski

Giovanni Bocciero

CASERTA. Presentato presso la sala clinic del PalaMaggio il nuovo allenatore della Juvecaserta, Zare Markovski. Nonostante la ventata di novità, però, il presidente Barbagallo ha voluto sottolineare come questa sia stata soltanto «una interruzione e non la sospensione del silenzio stampa, che durerà sino a che non si avrà la regolarizzazione degli assetti. Ringraziamo coach Lele Molin per l’uomo e l’allenatore che è stato in questo anno e qualche mese qui a Caserta - ha continuato il presidente bianconero - e diamo il benvenuto al tecnico Markovski, il quale è stato scelto naturalmente per le sue qualità e caratteristiche tecniche».
«Sono onorato di essere stato scelto da una piazza molto importante come Caserta - le prime parole del nuovo allenatore della Juvecasrta -. Ormai mi sono specializzato ad allenare storiche squadre della pallacanestro italiana come Pesaro, Venezia, Bologna, Milano. Il tempo in questo momento non è galantuomo, purtroppo, e come ha detto il presidente dobbiamo rimettere in sesto le cose. Il processo ha avuto inizio e adesso non dobbiamo fare altro che essere concentrati sul lavoro quotidiano per esprimerci poi bene in campo».
Difficile al momento pensare come possa giocare la formazione bianconera. Però nonostante il nuovo trainer sia arrivato da due giorni all’ombra della Reggia, dovrà capire tante cose in poco, pochissimo tempo. «Dopo oltre venticinque anni non è la squadra che deve giocare come voglio io, bensì adattarmi io ad essa - ha sottolineato Markovski -, con il materiale umano che avrò a disposizione. Cerchiamo di capire prima cosa si può ottenere da questa squadra, piuttosto che dire si sta dando poco».
Naturalmente con l’avvento del tecnico macedone, il primo segnale che la società di Pezza delle Noci ha voluto lanciare a tutto l’ambiente, giocatori compresi, è che adesso è arrivato il momento di darsi una scossa. «Tra le gare di Bologna e Brindisi, in cui la squadra ha dimostrato di tenere bene il campo, e le ultime due con Pistoia e Cremona c’è stata una involuzione evidente che poco si spiega. È facile dire che i giocatori non hanno la testa per giocare, il che è giustificato anche dal fatto che loro sono comunque delle persone. Dopo cinque sconfitte con quell’andazzo - ha continuato il neo coach - c’è bisogno di una scossa, ma tanto dipende anche dal paziente che il dottore ha, visto che ci sono tante situazioni differenti».
In questa situazione è ipotizzabile che almeno da qui a una decina di giorni il roster non subisca modifiche, perché «prima bisogna inquadrare tutta la squadra - ha dichiarato a riguardo il tecnico -, non c’è un giocatore in particolare che si può tagliare, perché quando sei ultimo in classifica sono tutti nell’occhio del ciclone. I miglioramenti si fanno e si hanno quotidianamente, il campionato avanza e quindi bisogna cercare di accelerare i tempi».
Riguardo al mercato, comunque, è intervenuto anche il numero uno societario, interrogato a riguardo della problematica uscita settimana scorsa sui lodi di alcuni ex giocatori bianconeri. «A giugno scorso abbiamo saldato con Maresca, e sinceramente non capisco perché la Fiba ci abbia notificato anche lui. In merito agli altri due giocatori, dobbiamo versare altri 11 mila euro a Doonerkamp, mentre abbiamo già versato 48 dei 107 mila euro spettanti a Jonusas. Possiamo comunque fare mercato - ha chiosato Carlo Barbagallo -, perché Markovski è qui ed è stato tesserato. È bloccato per gli stranieri, e dunque se abbiamo intenzione di intervenire in tal senso dovremo pagare quanto prima. Certo è che non riesco a capacitarmi del perché dobbiamo rispettare il contratto di Jonusas, quando fu il giocatore a suo tempo a rifiutare la convocazione. Resta che, per forza di cose, se vogliamo modificare la squadra dobbiamo prima saldare queste cifre».
La situazione resta quella che è, e la piazza casertana non è di certo contenta. La contestazione di domenica è ancora viva negli occhi di tutti, e questo può rappresentare una responsabilità in più per coach Markovski? «Non mi spaventa più del dovuto la responsabilità di essermi seduto su questa panchina. Domenica è ancora lontana in vista della gara contro Capo d’Orlando. Sarebbe facile per me mettere già le mani avanti, ma io non sono fatto di quella pasta. Da subito io lavorerò per preparare la gara, cercando di presentare la miglior squadra possibile».
Il nuovo allenatore ha comunque già visto la squadra all’opera nell’allenamento di mercoledì, mentre ieri l’ha diretta personalmente per la prima volta. «Le prime sensazioni nel vedere la squadra allenarsi sono state positive. Gaines sicuramente sta attraversano delle difficoltà in riferimento ai suoi numeri, ma ho visto anche che è un atleta strepitoso. Così come Howell, che ha un potenziale enorme e deve al più presto capire quali sono le esigenze in Europa ed in particolare in Italia. Io difendo ancora il nostro campionato, perché nonostante si pensi che è in caduta, a livello europeo è ancora uno dei migliori. Purtroppo sono i rischi che si affrontano quando si hanno giocatori rookie. Dicasi lo stesso per Sam Young, che può essere certamente gestito se lui lo permette, perché se ad una persona gli si offre la propria amicizia e lui la rifiuta, allora si può anche attaccare una fune "nganna"», ha concluso scherzando l’allenatore macedone.

Juvecaserta, Zare Markovski è il nuovo timoniere bianconero

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 13/11/2014

JUVECASERTA. Il coach sarà presentato oggi alla stampa e domenica esordirà a Capo d’Orlando
Zare Markovski è il nuovo timoniere bianconero

Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ha fatto la sua scelta, esattamente 48 ore dopo aver sollevato dal suo ruolo l’allenatore Lele Molin, e dopo 24 dalla decisione di confermare al suo posto il giemme Marco Atripaldi.
La società di Pezza delle Noci ha fatto le sue scelte in questi ultimi tre giorni, e l’ultima in ordine prettamente cronologico riguarda l’ingaggio del nuovo tecnico bianconero, che risponde al nome di Zare Markovski. Sarà il 54enne macedone naturalizzato italiano a cercare di rimettere in sesto la stagione della Juvecaserta, a partire già da domenica in quel di Capo d’Orlando, visto che da autentico “capitano” coraggioso e d’esperienza qual è, ha deciso di prendere immediatamente il timone tra le mani. Il neo coach già presente al PalaMaggiò nella giornata di ieri, verrà presentato quest’oggi alle ore 16:15 presso la sala clinic dello stesso, e sarà l’unico a parlare visto che la società del presidente Carlo Barbagallo non intende sciogliere il silenzio stampa indetto martedì scorso. 27esimo anno di onorata carriera da head coach in prima squadra per Markovski, che è rimasto inattivo soltanto nella stagione 2009/10.
Negl’ultimi due campionati è subentrato in corso d’opera prima a Pesaro e poi a Venezia, sostituendo  nel primo caso Giampiero Ticchi a cui la Juvecaserta di due stagioni fa inflisse la sesta sconfitta consecutiva, e nello scorso anno sostituendo Andrea Mazzon altro allenatore accostato in questi giorni proprio alla compagine bianconera.
Dopo aver appeso le scarpette al chiodo ed intrapreso la carriera di allenatore nel lontano 1983, Markovski approda per la prima volta in Italia nel 1991 alla Dinamo Sassari in Serie A2, prima come responsabile delle giovanili e poi come capo allenatore, raccogliendo due salvezze consecutive prima di venir esonerato nel suo terzo mandato. L’anno successivo (1994/95) approda in Serie A1 sulla panchina di Reggio Emilia, con cui non rinnova al termine dello stesso perché retrocesso.
Per sette anni fa la spola tra la Svizzera (Bellinzona e Lugano), la Macedonia (MZT Skopje e Nazionale macedone) e la Turchia (al Darussafaka), dove colleziona tre campionati svizzeri, due coppe svizzere ed una finale di Coppa Saporta. Nella stagione 2002/03 ritorna nel Bel Paese, alla guida della Scandone Avellino con cui conquista tre salvezze consecutive in massima serie. Il buon lavoro svolto in Irpinia gli vale la chiamata da parte della Virtus Bologna, dove allena per il biennio 2005/07 raccogliendo un record complessivo di 41 vittorie e 27 sconfitte.

Nell’estate del 2007 viene ingaggiato dall’Olimpia Milano. Alla vittoria all’esordio contro Napoli seguono cinque sconfitte consecutive che porteranno al suo esonero (destino simile a quello di Molin), sostituito da Attilio Caja altro coach accostato alla Juvecaserta nelle ultime ore. Nel 2008/09 è di nuovo ad Avellino, portando all’esordio in Eurolega della compagine biancoverde, perdendo però la Supercoppa contro Siena e non qualificandosi per i playoff. Al termine della stagione 2010/11 lo troviamo in Francia, al Limoges, prima di allenare la Biancoblu Bologna l’anno successivo in Lega2. Il recente passato lo hanno v isto, come già detto, a Pesaro e a Venezia.