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lunedì 23 novembre 2015

La Boxing Maddaloni dice no al terrorismo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 23/11/2015

L'INIZIATIVA. L’associazione pugilistica ha indetto una maratona per la Francia
La Boxing Maddaloni dice no al terrorismo

MADDALONI. Gli attentati terroristici avvenuti a Parigi ormai più di una settimana fa hanno inorridito la comunità globale, ed in questo non è stato da meno nemmeno lo sport, che con qualsiasi linguaggio ha espresso il suo personale “no” ad atti di questo genere.
Dal professionismo a quello amatoriale, da ogni latitudine del mondo e da ogni diversa disciplina sportiva, non sono mancati gli attestati di vicinanza. Ed in questo anche la Boxing Maddaloni ha denunciato il terrorismo, con una speciale “maratona per la Francia”, tenendo fede a quel progetto sociale che cerca di tenere lontani dalla strada i più giovani insegnandogli rispetto e disciplina. Questo il comunicato pervenuto dall’associazione pugilistica maddalonese che si stringe alle vittime di quella sciagurata notte parigina.
“Il presidente dell’A.S.D. Boxing Maddaloni Clemente de Crescenzo, maestro di boxe, ha voluto fortemente questa iniziativa a favore dei fratelli francesi scossi dopo l'ultimo attacco terroristico mascherato da una religione inesistente ma che cela ben altro, perché di sicuro qualunque Dio non vorrebbe nemmeno per sogno atti del genere.  Il fanatismo religioso è solo una macchia di questa epoca che si traduce in terrorismo e violenza gratuita soprattutto se poi va a colpire vittime innocenti. Noi della Boxing Maddaloni siamo sportivi impegnati, come ormai è noto, più di tutti nel sociale e il nostro presidente in concerto col coach della Boxing Maddaloni, il maestro Vincent Spina, ha voluto manifestare tutto il proprio dissenso e dolore per un atto così vile senza mezzi termini. Siamo e saremo sempre a favore di iniziative di vera e seria solidarietà, e sapere che noi proviamo ad aiutare con lo sport i giovani e poi arrivano balordi che nel mondo ce li ammazzano non ha senso, non ha parole, non ha altro che un nome forse: follia. La peggiore e più barbara e bieca follia che semina gratuitamente morte e dolore. Noi con lo sport manifestiamo il nostro dolore e con questa maratona vogliamo dire no alla violenza, no al terrorismo”.
GIBO

lunedì 9 novembre 2015

Boxing Maddaloni: corso di difesa personale per le donne

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/11/2015

A.S.D. BOXING MADDALONI
E’ iniziato il nuovo corso di difesa personale per le donne

MADDALONI. Non si ferma davvero mai l’attività dell’A.S.D. Boxing Maddaloni del maestro Clemente de Crescenzo, società che giorno dopo giorno sta crescendo a vista d’occhio quando si sta per compiere il primo anno di vita. L’associazione è soprattutto un progetto sociale visto che offre corsi del tutto gratuiti e con lo scopo di regalare a tanti ragazzi maddalonesi un’alternativa importante all’ozio ed alla vita da strada. In quest’ottica la Boxing Maddaloni offre grazie al suo staff professionale e meticoloso corsi di boxe e di military fitness, ma l’offerta formativa della società pugilistica si è ampliata come un ventaglio.
Infatti, l’importante novità presso la palestra del Palazzetto comunale di via De Curtis è rappresentata dal corso di difesa personale. L’intenzione di avviare questo tipo di lezione è stato deciso proprio nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Come sempre, l’appuntamento con tale attività si avrà una volta a settimana ed in modo del tutto gratuito, con lezioni a porte aperte in cui i maestri esporranno alcune tecniche di base di pugilato e di difesa personale. Oltre al progetto sociale, dunque, la Boxing Maddaloni allarga il suo raggio d’azione abbracciando anche la causa della difesa delle donne protagoniste purtroppo troppo spesso di alcuni casi tragici come stupri e violenze casalinghe.
GIBO

domenica 25 ottobre 2015

La Boxing Maddaloni diventa affiliata M.I.VA.S.S.

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 26/10/2015

PUGILATO. L’associazione calatina ospiterà corsi di fitness e sport da combattimento
La Boxing Maddaloni diventa affiliata M.I.VA.S.S.

MADDALONI. Continua alacremente il lavoro della A.S.D. Boxing Maddaloni che mercoledì scorso presso la propria palestra del Palazzetto dello Sport Angioni-Caliendo ha ospitato lo stage di Military Fitness. Un grande successo di partecipazione all’evento, organizzato con la collaborazione del personal trainer dell’associazione pugilistica Vincent Spina. Lo stage ha visto partecipare sia gli atleti della Boxing Maddaloni, che in virtù del suo progetto socio-sportivo garantisce corsi gratuiti a tutti i propri tesserati, sia persone esterne. Tutti gli iscritti si sono cimentati nel classico percorso militare abbinato ad esercizi di fitness e di pugilato. Una bella iniziativa che di sicuro può inorgoglire ulteriormente i dirigenti della società pugilistica maddalonese ed il suo maestro Clemente di Crescenzo.
IL MAESTRO CLEMENTE DI CRESCENZO
Nel suo primo anno di vita la Boxing Maddaloni si è resa molto attiva, con eventi e manifestazioni che potessero far conoscere in tutta la città ed anche nell’intera regione  l’attività dell’associazione che punta a rilanciare il pugilato calatino per raggiungere i fasti di un tempo. La società maddalonese inoltre, è diventata sede dei corsi Hombre Libre per il M.I.VA.S.S., il movimento italiano dei valori sportivi e sociali, che si addicono all’idea della società maddalonese. Con questa affiliazione da parte della Boxing Maddaloni al M.I.VA.S.S., il maestro Clemente di Crescenzo è stato abilitato a collaborare alla formazione di maestri di boxe e di tanti altri corsi di fitness e sport da combattimento quali istruttore di sala, personal trainer, istruttore military fitness, istruttore military self defense, maestro di military fitness hombre libre method, maestro di sport da combattimento, istruttore esperto disarmo. Corsi regolari che, su volontà della presidenza della Boxing Maddaloni, saranno prossimamente inseriti nella propria programmazione di attività.
GIBO

domenica 11 ottobre 2015

Boxing Maddaloni, un progetto socio-sportivo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 12/10/2015

PUGILATO. Tante le attività con protagonista l’associazione calatina in meno di un anno di vita, e altrettanti sono gli obiettivi
Boxing Maddaloni, un progetto socio-sportivo

MADDALONI. Dall'inizio di questo anno solare ha preso il via l'attività sportiva dell'A.S.D. Boxing Maddaloni, associazione che sotto la sapiente guida tecnica di mister Clemente sta portando avanti un'interessante quanto proficuo progetto votato soprattutto al giovanile. Attualmente la Boxing Maddaloni conta circa sessanta atleti attivi nella fascia d'età che va dai bambini di otto anni che si sono avvicinati per la prima volta al pugilato a quelli più esperti di trentacinque anni che invece fanno un po' da chioccia ai più giovani. Infatti, il senso di appartenenza è davvero alla base di questa associazione che svolge tutta la sua attività presso il Palazzetto dello Sport del comune di Maddaloni sito in via Antonio De Curtis. Inoltre, l'associazione offre corsi di boxe e di fitness associati all'attività pugilistica completamente in modo gratuito, sponsorizzando personalmente tutto il materiale tecnico dato agli atleti, ma soprattutto dando una grande importanza sociale a tutto il progetto grazie al valoroso impegno di alcuni essenziali collaboratori. Non è affatto un segreto che la Boxing Maddaloni è nata con il preciso impegno di permettere a tanti ragazzi maddalonesi di dedicarsi alla nobile disciplina del pugilato piuttosto che stare per strada ed essere deviati da faccende alquanto sgradevoli. 
Il pugilato, arte nobile che insegna la disciplina e l'educazione nella crescita dei più giovani, non è di certo una novità per il comune delle “Due Torri”. Maddaloni infatti gode di una lunga tradizione pugilistica sin dai tempi del Duca Alberto Tixon de Vidaurres, che nei primi anni '70 lanciò diversi atleti di ottimo livello. Da anni però questa tradizione tutta calatina è andata perdendosi a favore della vicina Marcianise, con la quale comunque non c'è alcuna rivalità. Ed è anche da quei successi e soprattutto soddisfazioni che la Boxing Maddaloni vuole cercare di ripartire, e non solo a livello di risultati che devono essere soltanto l'apice di un progetto a più lunga durata. In questi primi mesi di attività l'associazione ha partecipato già a diversi eventi svoltisi sul territorio comunale, dalla Notte Rosa che ha visto la piacevole partecipazione del maestro Angelo Brillantino e della campionessa Angela Carini, alla Giornata dello Sport organizzata in Piazza della Pace, oltre alle dimostrazioni effettuate in occasione della Grande Boxe Sotto le Stelle di Montedecoro e dell'ultima Festa Patronale di San Michele Arcangelo. Ma le attività della Boxing Maddaloni non si riassumono certamente soltanto a queste. Nell'arco dell'anno agonistico infatti, i due giovani atleti Marco Bagnano e Carmine D'Onofrio hanno partecipato alle selezioni del programma Italian's Got Talent con la loro esibizione denominata “Boxe e Tango”. Questo autentico spettacolo da palco ha visto i due pugili dimenarsi nel più classico combattimento e poi essere divisi dall'entrata di alcune ballerine che ballavano per l'appunto la danza tipica argentina. Uno spettacolo dunque in cui si boxava e si ballava, ma che aveva un significato molto particolare inerente alla non violenza sulle donne, di come infatti delle ballerine potessero intromettersi in un combattimento e avere la meglio pur non avendo i guantoni alle mani. Il prossimo mese invece, è in programma con data ancora da definirsi un'altra esibizione presso il piazzale del Royal Bingo, precisamente dinanzi al Ristorante Pizzeria Don Giovanni che darà un fattivo aiuto nell'organizzazione e nella logistica di questo evento che permetterà all'associazione di mettersi ulteriormente in evidenza e farsi conoscere maggiormente. Nel giro di un mesetto, dunque, un'altra importante attività vedrà protagonista la Boxing Maddaloni di mister Clemente. È ovvio che soltanto il duro lavoro in palestra e soprattutto i grandi sacrifici possono portare a traguardi importanti. In questa ottica, l'associazione ha preferito coinvolgere i propri atleti in questo primo anno di vita per le sole esibizioni, ma già dal prossimo anno diventerà una necessità la partecipazioni ai campionati italiani, che si svolgeranno con la loro prima fase a livello regionale. La necessità deriva proprio dal fatto di capire quanto di buono si sta facendo durante le lezioni, se si sta migliorando e di quanto, pur ricordando che alla base della nascita della Boxing Maddaloni non c'è lo spirito di sfornare campioni di pugilato, ma unicamente campioni di vita. I risultati poi si raggiungono anche e soprattutto grazie alla giusta preparazione, ed anche alle capacità acquisite e che riusciranno a trasmettere gli allenatori. Anche per questo, tra le diverse collaborazioni di cui l'associazione può vantarsi, c'è quella fondamentale di Vincent Spina, campione del mondo di Master e Fitness, istruttore MMA (acronimo anglosassone di Arti marziali miste) che quotidianamente tiene lezioni di fitness funzionale per tutti gli atleti della Boxing Maddaloni. Nonostante la struttura del Palazzetto comunale non accolga in maniera del tutto adatta l'associazione, durante gli allenamenti si respira grande entusiasmo tra i giovani pugili e gli allenatore, e di questo certamente il grande merito è di mister Clemente e di tutti i suoi collaboratori.
Giov.Bocc.

lunedì 3 marzo 2014

Clemente Russo trascina l’Italia Thunder; Valentino: “Vogliamo ritornare sul tetto del mondo”

SPECIALE DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/03/2014

WORLD SERIES. Battendo gli Usa Knockouts per 3-2 la formazione della Dolce&Gabbana resta in vetta
Clemente Russo trascina l’Italia Thunder

Giovanni Bocciero

MADDALONI. Grande spettacolo al PalaAngioni-Caliendo di Maddaloni, per la kermesse internazionale di pugilato delle World Series of Boxing, che vedevano sfidarsi le formazioni dei Dolce&Gabbana Italia Thunder e il Team Usa Knockouts. L’evento, non nuovo per Terra di Lavoro, ha attratto tanti appassionati e anche puri curiosi presso la struttura calatina. 
Il primo match della serata, rivolto alla categoria minimosca (49 kg) metteva di fronte il giovanissimo filippino (classe ‘93) Mark Anthony Barriga, esponente del team italiano che ha due vittorie al suo attivo nelle World Series, ed il cinese Lu Bin per il team statunitense che ha vinto il suo unico incontro. I primi due round della sfida sono stati in fotocopia, con ambo i pugili che sfruttando i loro fisici snelli e atletici saltellavano, portavano colpi e schivavano. Il pubblico, piuttosto attento, ha applaudito ad ogni gancio che i due riuscivano a mettere a segno. Nel terzo round Barriga è stato più attendista, si muoveva in lungo e il largo per il ring con il cinese che lo inseguiva, e più volte è arrivato a chiuderlo nell’angolo senza scalfirlo più di tanto. La quarta ripresa ha denotato un pò di stanchezza, e così i due atleti hanno preferito stare sulle proprie piuttosto che scoprirsi. Nel quinto e decisivo round, Barriga ha deciso di far vedere tutto il suo carattere di vero combattente, attaccando più volte e facendo entusiasmare il pubblico che a sua volta ha iniziato ad intonare il nome del filippino.
Barriga vs Bin 3-0
50-45; 50-45; 50-44

Nel secondo match, riservato ai gallo (56 kg), si affrontavano l’azzurro Michele Crudetti, campione italiano della categoria, ma al suo attivo una sconfitta nella competizione, e lo statunitense Steven Fulton, che invece aveva un record pari di una vittoria e una sconfitta. Ci si aspettava che questo sarebbe stato l’incontri più equilibrato e forse più difficile per l’equipe dell’Italia Thunder, e infatti non si è sbagliato. Sin dalla prima ripresa i due pugili si sono più volte allacciati, con l’arbitro costretto ad intervenire. Man mano che si andava avanti con i round, l’atleta di Latina si è più volte voltato verso il proprio angolo per ascoltare le direttive e i consigli del c.t. Francesco Damiani. Fulton è però un osso duro, e grazie alla sua energia ha continuato ad attaccare a testa bassa. Alla quinta ripresa, supportato anche dal tifo di casa, Crudetti è stato più decisivo, ma non è bastato.
Crudetti vs Fulton 0-3
47-48; 47-48; 47-48

Nel terzo incontro, categoria superleggeri (64 kg), si sfidavano il serbo Branimir Stankovic (7 vittorie in undici match disputati) per il team azzurro, e il dominicano Carlos Adames (una vittoria e una sconfitta) per quello a stelle e strisce. Dopo un primo round in cui Stankovic ha praticamente girato in tondo all’avversario, che manteneva saldamente il centro del ring, Adames è uscito dal guscio, imponendo il suo ritmo. Pur dando la sensazione di soffrire più del dovuto, al termine della terza ripresa Stankovic poteva contare sui favori dei giudici. Nell’ultimo round il serbo ha dato vita ad una controffensiva che però non è bastata per rimediare ai colpi che il dominicano aveva portato precedentemente.
Branimir vs Adames 1-2
47-48; 47-48; 49-46

Quarto match di questa tappa delle World Series, per la categoria dei medi (75 kg), vedeva l’uno di fronte all’altro il romeno Bogdan Juratoni (una sola sconfitta per lui nella competizione) per la Dolce&Gabbana, e l’ecuadoregno Marlo Delgado (record di uno a uno) per il team d’oltreoceano. Dopo un inzio in sordina, nel secondo round Juratoni ha messo a segno una serie di combinazioni che gli hanno permesso di guadagnare campo, e soprattutto intimidendo l’avversario, che nella ripresa successiva ha denotato stanchezza e paura. Spinto dal caloroso pubblico del PalaAngioni-Caliendo, il romeno ci ha dato dentro, costringendo Delgado ad indietreggiare ogni volta che lui si faceva avanti. Gli ultimi due round sono stati quasi senza storia, con il pugile dell’Italia Thunder a farla davvero da padrone.
Juratoni vs Delgado 3-0
50-45; 50-45; 49-46

Clemente Russo
L’ultimo incontro della serata, era quello della categoria massimi (91 kg), in cui saliva sul ring il beniamino locale Clemente Russo, diciassette vittorie e due sconfitte recita il suo record in Worls Series, che doveva sfidare lo statunitense Joshua Temple, che ha racimolato una sconfitta nell’unico match disputato. Nel primo round Clemente ha praticamente giocato con il suo sfidante, con il volto irriverente da “scugnizzo” che nascondeva però la grande concentrazione. Nonostante la maggiore altezza, Temple non riusciva ad inquadrare il bersaglio, ovvero il volto di Russo, rapido a schivare i ganci dello statunitense. Con una boxe molto rischiosa, senza nemmeno proteggersi il volto nei momenti d’affronto, il due volte Campione del Mondo ha concluso avanti anche al termine della terza ripresa. Il quarto round è iniziato con Tatanka che continuava a giocare con chi gli stava di fronte. Dalle tribune si alzavano in continuazione dei cori per l’atleta di casa, che su questo entusiasmo forzava la mano per scassinare la guardia di Temple. Addirittura, qualche buon intenditore di pugilato gridava dei veri e prorpi consigli tecnici. Con cinque punti da dover recuperare (40-35), Temple ha dovuto attaccare sin dall’inizio dell’ultima ripresa, scoprendosi però alle controffensive di Clemente, che ad ogni colpo alzava in alto il pugno ed esultava, raggiungendo una meritata vittoria.
Russo vs Temple 3-0
50-44; 50-44; 50-44



L’INTERVISTA - L’altro figlio di Marcianise incorona Clemente Russo premiato sul ring come Atleta dell’anno 2013
Valentino: “Vogliamo ritornare sul tetto del mondo”

Domenico Valentino
MADDALONI. L’antipasto dell’evento pugilistico non nuovo per il territorio di Terra di Lavoro, è stata la premiazione del due volte Campione del Mondo, a Chicago (Stati Uniti) nel 2007 e ad Almaty (Kazakistan) lo scorso ottobre, Clemente Russo, quale Atleta dell’Anno 2013 della Campania. La punta di diamante della Nazionale Italiana e naturalmente dei Dolce&Gabbana Italia Thunder., è stato eletto dai giornalisti Ussi della Regione. A consegnare il premio di tale riconoscimento all’atleta marcianisano, sono stati il presidente del Coni regionale della Campania, Cosimo Sibilia, e dal presidente dell’Ussi Campania Mario Zaccaria. Presenti alla consegna anche i cin que delegati provinciali del Coni, ovvero Michele De Simone (Caserta), Sergio Roncelli (Napoli), Giuseppe Saviano (Avellinio), Mario Collarile (Benevento) e Domenica Luca (Salerno).
Il parterre era davvero molto ricco, e infatti, oltre ai già citati rappresentanti del Coni, c’erano anche  la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, Angelo Musone, e l’altro campione locale, medaglia d’oro ai Mondiale del 2009 svoltosi a Milano, e membro del team Dolce&Gabbana Italia Thunder, Domenico Valentino, accompagniato dalla propria famiglia. Proprio all’altro figlio pugilistico di Marcianise abbiamo rivolto delle domande al termine della sfida tra la squadra italiana e il Team Usa Knockouts.
Archiviata questa vittoria con il risultato finale di 3 a 2, quanto era importante per voi portare a casa qjuesto successo contro gli statunitensi ?
«Era importantissimo imporci stasera perché il nostro grande obiettivo è terminare questa regular season da primi del nostro girone - ha confessato il pugile della categoria pesi leggeri -, e quindi a tale scopo è stata fondamentale la vittoria di Clemente nel proprio match, che ci permette di rimanere primi in classifica. Resta in testa, per noi, significa dover affrontare la forte Cuba solo in un ipotetica finale, e non in semifinale».
Durantel’incontro siete stati addirittura sotto per 2 a 1. Questo ha fatto sì che è aumentata ulteriormente la pressione su di voi?
«Effettivamente questo risultato parziale è stato quasi inaspettato. Questo soprattutto per via del fatto che nelle nostre ultime uscite siamo riusciti a vincere con grande scioltezza, con il risultato di 5 a 0 oppure di 4 a 1. Ritrovarci - ha analizzato l’atleta azzurro - sul 2 a 1, sotto di un punto, è stata una situazione un po’ dura per noi, però comunque abbiamo avuto la giusta reazione con Juratoni che ci ha permesso di pareggiare, e poi con il trionfo di Clemente che ci ha regalato il successo finale».
Quanta voglia avete, tu e i tuoi compagni, di ritornare sul tetto del mondo dopo la vittoria delle World Series di due stagioni fa?
«Noi abbiamo tantissima voglia di tornare a vincere questa competizione. Personalmente, stasera non ho potuto gareggiare, però mi sentito parte integrante della squadra che è salita sul ring. L’anno scorso abbiamo perso per un solo match contro l’Ucraina, che era fortissima anche e soprattutto perché schierava due atleti come Oleksandr Usyk (vincitore olimpico pesi massimi a Londra 2012 proprio contro Russo) e Vasyl Lomachenko (medaglia d’oro pesi leggeri alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012) che sono quasi imbattibili nelle loro rispettive categorie, e nonostante ciò siamo arrivati quasi a giocarci la finale. Quest’anno arrivando primi nel nostro girone, e con la formazione cubana nell’altro raggruppamento, il nostro obiettivo minimo è arrivare in finale. Giunti a quel traguardo - conclude il campione Domenico Valentino -, non partiremo assolutamente sconfitti, ma ce la giocheremo con tutte le nostre forze».
Con questa vittoria contro Usa, il team del c.t. Francesco Damiani sale a 23 punti, 4 in più a Ucraina Otamans seconda, il cui incontro con l’Algeria da disputare a Kiev è stato cancellato per la rivolta popolare. Nell’altro girone a punteggio pieno (27 punti) Cuba Domadores davanti all'Astana Kazakistan.
GIBO

lunedì 1 aprile 2013

Palestra di campioni

DAL CORRIERE DELLA CAMPANIA DI MARZO 2013

Il maestro Brillantino racconta come si sono formati i suoi atleti e le Olimpiadi disputate
Palestra di campioni


MARCIANISE. “Marcianise, terra di pugili e di campioni”, è lo slogan che campeggia sul sito dell’Excelsior Boxe, la palestra guidata saggiamente sin dalla sua fondazione dal maestro Domenico Brillantino. “L’Excelsior – esordisce proprio il maestro marcianisano – per me è una seconda famiglia, è una cosa che dopo averla vissuta per tanti anni diventa quasi se stessi. In tanti mi chiedono chi tra la famiglia vera e la palestra viene prima. Certamente ho fatto una scelta di vita, rinunciando a ciò che in tanti fanno, e credo di aver preso la strada giusta visti i tanti successi e riconoscimenti conseguiti, anche se non ho fatto tutto ciò per ricevere alcun tipo di fama, ma solo ed esclusivamente per aiutare i ragazzi di Marcianise, perché anche io sono stato ragazzo di questa città. Oggi è necessario che i giovani trovino un rifugio attraverso cui riuscire a scappare dalle insidie della strada. Se ai ragazzi li facciamo affezionare ad un qualcosa, qualsiasi essa sia, e crede in ciò che fa, e vede che attraverso ciò può crearsi un futuro, essi vengono. Ho visto generazioni crescere nella mia palestra, e attualmente sto allenando i figli dei miei ex allievi – racconta Domenico Brillantino –, e questo è un segno di riconoscenza e fiducia, perché se in questa palestra avessero avuto, da parte mia o da chiunque altro, un gesto cattivo, penso non sarebbero più ritornati. Questo mi dà conferma che ho lavorato nella giusta direzione, al di là delle soddisfazioni tecniche con gli svariati campioni del ring, per ultimi Clemente Russo e Vincenzo Mangiacapre, passando per Angelo Musone. Io ho cercato di realizzare un sogno, quello di creare una scuola che identificasse la scuola di Marcianise, che è stata rinominata ‘Land of Boxers’, e c’è dunque una tradizione che viene tramandata da maestro in maestro, con una vera  e propria passione per il pugilato radicata nel territorio e negli abitanti. Quando fondammo questa palestra, abbiamo pensato di abbinare allo scopo puramente sportivo, la necessità d’inserire questi ragazzi nella società in maniera migliore rispetto a quelle situazioni poco simpatiche che li circondano. In questa palestra vige il metodo militare, perché s’impara ad essere disciplinati, al rispetto degli altri, alla legalità. Ed è un continuo martellare che sopperisce anche alle competenze dei genitori, che in alcune circostanze hanno perso il rispetto non avendo polso fermo ben prima”. 
Il vivere quotidiano della palestra Excelsior
L’Excelsior è dunque ben oltre ad una qualunque e semplice palestra, è una vera e propria scuola di vita. “Nel corso degli anni ho modificato un poco l’impegno in palestra, perché all’inizio nascemmo con delle buone intenzioni, ma soltanto pugilistiche. Poi con il tempo, abbiamo capito che questi ragazzi bisognava riprenderli un poco. Innanzitutto il mio obiettivo non è quello di allenarli per poi farli passare al professionismo. Io li preparo per entrare nei corpi sportivi militari, li preparo alla vita militare in cui bisogna rispettare le regole. Io non mi sono mai accorto, dall’interno, del lavoro che realmente stavamo riuscendo a svolgere, cosa che invece è stata appresa e recepita all’esterno, notando che questo atteggiamento che avevamo assunto era consono a quello della formazione dei giovani. È da ciò che ho coniato la frase che in questa palestra ‘prima si formano gli uomini, poi gli atleti, e infine i pugili’. L’obiettivo primario è formare l’uomo con tutte le sue qualità, poi si forma l’atleta con la crescita fisica tramite gli allenamenti, e poi s’insegna il pugilato nella sua tecnica. Sul ring se non sale prima l’uomo e l’atleta, il solo pugile non serve a niente. Questa è la filosofia con cui conduco gli allenamenti, e a volte posso sembrare ossessivo ed oppressivo, ma l’esperienza che ho acquisito mi permette di parlare ai ragazzi e di farglielo capire. Bisogna dare fiducia ai giovani, e in questa palestra ogni singolo ragazzo fa un investimento su se stesso, e se si comporta come un vero atleta, potrà vincere qualsiasi scommessa, avendo – conclude il maestro Brillantino – più di una possibilità per il futuro”. Tanti sono stati i ragazzi allenati da Domenico Brillantino, tra cui anche Angelo Musone, medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984, il primo grande successo pugilistico per la città di Marcianise. “La mia Olimpiade di Los Angeles fu un’esperienza straordinaria, bellissima, perché era il sogno della mia vita che volevo realizzare non solo con la partecipazione ma soprattutto con il vincere la medaglia d’oro. A quel sogno ci sono arrivano molto vicino, ma mi posso ritenere fortunato perché quella esperienza ha portato a tanti cambiamenti di pensiero e rotta. Prima – commenta Angelo Musone – a Marcianise il pugile era equiparato ad un poco di buono, ad una persona che faceva cose poco consone al vivere civile. Con quel risultato, e con il lavoro del maestro Brillantino, siamo riusciti a sfatare quel modo di pensare della gente. Oggi ci sono addirittura delle mamme che accompagnano i propri figli in palestra per praticare la boxe, e penso che questa sia davvero una bella dimostrazione di quanto sia ritenuto importante il pugilato qui da noi. Ai ragazzi suggerirei di praticare uno sport, qualunque esso sia. Essendo stato un pugile, posso dire che la mia disciplina ti forma tantissimo, ti fa diventare un uomo, t’insegna ad affrontare i problemi sul ring, ammesso che le situazioni tattiche siano dei problemi. Ti abitua a risolvere le problematiche da solo, essendo la boxe uno sport individualistico, che a me piaceva praticare perché se vincevo ero io, insieme al mio allenatore chiaramente, a festeggiare, mentre se perdevo dovevo farmi degli esami per capire dove avevo sbagliato. Se un ragazzino pratica pugilato qui a Marcianise – rivela la medaglia olimpica –dove ci sono tecnici qualificati, in testa a tutti il maestro Brillantino, ed ha il sogno di partecipare alle Olimpiadi, a mio avviso è facilitato a poterlo realizzare perché nella nostra provincia, non per niente chiamata Terra di Lavoro, siamo votati al sacrificio e questo ci fa raggiungere traguardi importanti. Partecipare alle Olimpiadi penso sia il sogno di chiunque, anche se fa uno sport non molto rinominato, perché per ogni atleta quello rappresenta un po’ il punto d’arrivo. Per come ero io da adolescente, se non avessi fatto pugilato sicuramente avrei praticato qualche altro sport di lotta, come il judo ad esempio. Io ho sempre amato competere, nonostante da ragazzino fossi un po’ cicciottello. Un aneddoto che ricordo con piacere è che a scuola, un giorno, passò il professore di educazione fisica che cercava partecipanti per la corsa campestre. Io mi proposi di parteciparvi, e il professore vedendomi bello pienotto mi disse chiaramente dove vai che sei chiatto. Io partecipai comunque, completai la gara anche se vinsero gli altri, e negli anni ricordo sempre questa storia perché forse – conclude Musone – proprio da lì ho iniziato a costruire la mia medaglia di bronzo alle Olimpiadi”.
Giovanni Bocciero