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mercoledì 1 maggio 2013

Ciclismo - Napoli si tinge di rosa

DAL CORRIERE DELLA CAMPANIA DEL MESE DI APRILE

Un circuito cittadino darà il via alla 96esima edizione del Giro d'Italia
Ciclismo - Napoli si tinge di rosa

NAPOLI. In questo periodo la città di Napoli è senz’altro un punto importante del mondo, a cui sono rivolte milioni di telecamere, perché quel che succede all’ombra del Vesuvio interessa dagli Stati Uniti all’Australia, dalla Svezia all’Africa, passaggio per la Russia, la Cina ed ogni angolo del mondo. Bisognerebbe quasi individuare Napoli sulla cartina geografica e segnarla con l’evidenziatore, in modo da non perderla. Infatti, poco più di una settimana fa, dal 16 al 21 aprile, nel golfo di Napoli ci sono state le World Series dell’America’s Cup, la massima competizione di vela internazionale, e a distanza di quindici giorni, venerdì 3 e sabato 4 maggio a Napoli si ritroverà la crème de la crème del ciclismo mondiale, visto che dal capoluogo regionale sarà dato il via alla novantaseiesima edizione del Giro d’Italia.
Il salotto buono del ciclismo internazionale si riunirà nella città partenopea, dove lo spettacolo è a dir poco assicurato. I simboli della prima tappa della Corsa Rosa saranno Piazza del Plebiscito e Via Caracciolo, perché nella prima, tra Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco di Paolo, dove vengono allestiti i palchi dei grandi concerti, delle feste di Capodanno e dei comizi elettorali, nel giorno del venerdì ci sarà la presentazione ufficiale delle ventitré squadre partecipanti, per un totale di duecentosette corridori. Un numero consistente se si pensa che l’Uci (la federazione internazionale) vieta ad ogni grande competizione di superare il numero di duecento ciclisti. Questa volta però, si è fatto uno strappo alla regola per il semplice fatto che uno dei team di caratura mondiale, la russa Katusha del numero uno del ranking mondiale Joaquim Rodriguez, ha vinto il ricorso presentato al Tas dopo aver subito l’esclusione dal World Tour per motivi etici. Ventitré squadre (nove corridori ciascuna) di cui diciannove invitate di diritto e quattro wild card decise dall’organizzatrice Rcs Sport, che saliranno sul palco per un primo assaggio con il calore del pubblico napoletano intorno alle ore 15.30, con una stupenda Cerimonia di apertura che si chiuderà alle ore 19.00, mentre nel resto della piazza ci sarà il villaggio di partenza. Il quartier tappa sarà un altro elemento di spicco della città, ovvero Castel dell’Ovo, dove ci saranno conferenze stampa, riunioni direttive e la segreteria. Al sabato, dopo un breve trasferimento da Piazza Plebiscito a Via Caracciolo, sul lungomare di Napoli, si abbasserà la bandierina per il via effettivo all’altezza della Rotonda Diaz, altro punto nevralgico dove nel settembre scorso si è giocato lo spareggio tennistico di Coppa Davis tra Italia e Cile.
Il percorso, interamente cittadino, di questa prima tappa, pianeggiante e dunque alla portata dei velocisti, è stato disegnato per un totale di 130 chilometri circa, e vedranno i ciclisti e le loro squadre seguire per quattro volte un circuito da 16.3 chilometri, che porta dal centro della città fino alle zone vicino al mare, quali Bagnoli e Posillipo, e proprio in quest’ultima meta, precisamente a Via Petrarca, sono posti due Gran premi della Montagna di quarto livello, il più basso esistente, in coincidenza dei passaggi al chilometro 23.3 e 39.6; conclusi questi quattro giri lunghi, il circuito si accorcia ad un giro prettamente cittadino, della lunghezza di 8.5 chilometri, percorrendo Largo Sermoneta, Via Mergellina, Via Sannazzaro, Viale Dhorn, Piazza Vittoria, Via Partenope, ritornando su Via Caracciolo dove dopo sette passaggi, all’ottavo ci sarà lo striscione della fine. Con molta probabilità, dunque, la prima maglia rosa, e di conseguenza quella ciclamino (la maglia per segnalare il corridori con più punti conquistati) sarà indossata da un velocista, a meno che al plotone non sfugga una fuga che cambi i piani in tavola. E poi, chi riuscirà ad imporsi sulla doppia scalata di Posillipo si metterà sulle spalle la maglia blu, quella che indica il miglior scalatore del gruppo. Napoli per due giorni sarà la location della kermesse ciclistica che due anni fa, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia si fregiò del logo ufficiale dei festeggiamenti, al pari della Coppa Italia di calcio. Ma non solo il capoluogo partenopeo vivrà l’emozione della Corsa Rosa nella nostra Regione, perché domenica 5 maggio ci sarà la splendida cronometro a squadre Ischia- Forio, di 17,4 chilometri, che potrà in un certo senso già fare una selezione tra chi vorrà competere alla vittoria finale di Brescia (26 maggio), mentre il giorno dopo, lunedì 6, ci sarà la tappa lunga 212 chilometri che trasferirà la carovana da Sorrento a Marina di Ascea.
La città che fu di personaggi illustri come Antonio de Curtis, meglio conosciuto come Totò, Eduardo Scarpetta, Enrico Caruso e di Roberto Murolo, ha già incrociato più volte la sua storia con quella della Corsa Rosa, il più grande evento ciclistico che la storia e la tradizione sportiva del nostro Paese conoscano, e per questo proviamo ad approfondire l’amarcord che lega Napoli al Giro d’Italia. Nel comune partenopeo ci sono state trentacinque partenze e quarantuno arrivi in totale; nella fattispecie l’ultima partenza fu quella del 1963, quando da Napoli i ciclisti si avviarono verso Potenza; l’ultima volta che comunque la carovana ha toccato il capoluogo è stato nel 1996, dunque ben diciassette anni fa. In quell’occasione si trattava dell’ottava tappa di quell’edizione del Giro d’Italia, che vedeva il gruppo provenire da Polla, in provincia di Salerno, e dopo 135 chilometri di fatica ad alzare le braccia al cielo fu niente poco di meno che Mario Cipollini, con la maglia rosa Enrico Zaina che poi si classificò al secondo posto al Giro d’Italia del 1996.; mentre il giorno dopo si è partiti da Napoli con destinazione Fiuggi. Nel 1968 addirittura, dopo ventidue tappe, il 12 giugno fu fissato il traguardo finale della Corsa Rosa, con un’ultima tappa Chieti- Napoli di 235 chilometri, che vide vincere Guido Reybrouck, e concludere in maglia rosa Eddy Merckx, che in contemporanea vinse non solo la classifica generale, ma s’impose anche nella classifica a punti (maglia ciclamino) e in quella dei Gran premi della Montagna (maglia blu).
Dopo la Coppa Davis e le World Series dell’America’s Cup, quindi, la città all’ombra del Vesuvio ospiterà un altro evento internazionale, e ciò non può che far bene a Napoli e all’intero hinterland, perché la promozione ed il rilancio dell’immagine di questa passano anche e soprattutto attraverso manifestazioni come queste, che accendono i riflettori sulla realtà partenopea, sugli indiscutibili contenuti storici e monumentali, sulle radicate tradizioni ed il piacere di scoprire una città più a dimensione e con una migliore vivibilità rispetto al passato. Questa di Napoli è soltanto la prima tappa delle ventuno previste, per un totale di 3,405.3 chilometri, che percorreranno da cima a fondo tutta Italia dal 4 al 26 maggio.
Giovanni Bocciero

sabato 10 novembre 2012

Va in scena il 'Giro dei Ricordi'

DA CRONACHE DI CASERTA DEL 10/11/2012

Ieri mattina si è tenuta la kermesse sulla 'Corsa Rosa' a cura della Fondazione Villaggio dei Ragazzi
Va in scena il 'Giro dei Ricordi'

MADDALONI (Giovanni Bocciero) – Si è tenuto ieri mattina l’evento “Il Giro dei Ricordi”, che ha avuto come location la Sala Chollet della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, e come ospite d’onore l’ex direttore del Giro d’Italia, Carmine Castellano. Quest’iniziativa è stata voluta fortemente da Amedeo Marzaioli, referente casertano dei grandi eventi ciclistici, e Angelo Letizia, direttore di corsa federale, in collaborazione con la stessa Fondazione. Tanti gli ospiti che sono intervenuti, che hanno portato il loro saluto e testimonianza, in questa occasione che ha permesso di sviluppare immagini, ricordi ed istantanee della ‘Corsa Rosa’ a Maddaloni. 
L'avvocato Castellano mentre dona i libri a padre Miguel Cavallè
“La dirigenza del Villaggio dei Ragazzi – ha dichiarato il presidente della Fondazione padre Miguel Cavallè ha voluto fortemente questa manifestazione per onorare un amico quale è Carmine Castellano. Ho capito solo in un secondo momento il forte legame d’amicizia che c’era tra don Salvatore d’Angelo e Castellano, e lo ringrazio anche per la donazione della collana di libri sportivi che ha fatto alla Fondazione”. Prima di dare la parola a tutti i relatori, lo staff organizzativo ha mandato in onda un video che ha riassunto in pochi minuti ben trenta anni di Giro d’Italia per le strade del Comune. Dalla cronometro che vide vincere Hinault nel 1985, al trionfo di Moreni del 2000, passando per campioni quali Merckx, Pantani, Cipollini. “Tra me e don Salvatore – ha commentato l’avvocato Castellano – è sorta un’amicizia leale e sincera, e non posso dimenticare i consigli che lui diede alla mia famiglia. Ho pensato di donare i libri che mi venivano dati dalla mia azienda agli studenti, perché anche se un libro viene aperto una sola volta da una sola persona, penso possa accrescere lo spirito e la cultura”. L’evento è stato occasione per ricordare il fondatore del Villaggio dei Ragazzi, don Salvatore d’Angelo, perché “la passione con cui invitava il Giro alla Fondazione – ha ricordato Castellano – è il più bel ricordo di quel straordinario uomo qual era”
Castellano insignito con la targa ricordo da padre Miguel Cavallè
Paolo Romano, in rappresentanza del governatore Caldoro, ha ricordato “l’importanza dello sport per far crescere i giovani, e il Villaggio dei Ragazzi, nato dall’intuizione di don Salvatore, aiuta tale attività, oltre ad essere un esempio per l’intero territorio”. Il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, ha commentato “questa giornata di sport, di ricordi, ha fatto trapelare la passione di don Salvatore per il ciclismo, tanto che Castellano non poteva dirgli di no. Don Salvatore ha indovinato tutto, anche nei suoi successori”. Il questore Giuseppe Gualtieri ha ricordato “quando acquistavo le riviste ciclistiche e leggevo delle imprese in salita. È fondamentale il binomio ciclismo-formazione, e qui al Villaggio dei Ragazzi s’insegna che bisogna lavorare duro in salita per arrivare al traguardo e gioire”. Il presidente del Coni, Michele De Simone, si è soffermato “sul feeling tra Maddaloni e il Giro, che fa parte del dna della città. Quando io e Amedeo Marzaioli decidevamo di voler organizzare una tappa, ci ritrovavamo sempre a prendere il caffè con don Salvatore. Maddaloni trovava sempre un posto nella cartina del Giro, e penso che tra i Comuni più piccoli d’Italia, abbia il maggior numero di partenze, arrivi o intergiri”. Presenti alla manifestazione anche Antonio Cerreto, sindaco di Maddaloni, Carmela Pagano, prefetto di Caserta, il tenente colonnello Massimiliano Pellino, in rappresentanza del colonnello Giancarlo Scafuri, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, il generale Franco Sansone, comandante della Sac di Maddaloni.

sabato 14 maggio 2011

Zomegnan e Castellano: "Maddaloni è speciale"

DAL CORRIERE DI CASERTA DEL 14/05/2011

LA VOCE DEGLI ORGANIZZATORI
Zomegnan e Castellano: "Maddaloni è speciale"

MADDALONI (gb) – La città delle ‘Due Torri’ ha un feeling particolare con la corsa rosa. A confermarlo è il direttore unico del Giro d’Italia Angelo Zomegnan: “Il Giro ha un legame particolare con la città di Maddaloni e la Fondazione Villaggio dei Ragazzi, e quindi ogni volta che questa città si fa avanti per avere il Giro guardiamo sempre con attenzione e rispetto dovuto. La disavventura di Weylandt è stato un dramma vero che ha lasciato dei segni importanti su tutta la carovana, che si sta comunque pian piano riprendendo, e contiamo di recuperare quanto prima lo stato d’anima iniziale”.

Parole importanti anche quelle pronunciate dall’ex patron del Giro d’Italia Carmine Castellano: “L’amicizia con don Salvatore è un’amicizia di lunga data che iniziò al Giro del 1985 con la vittoria di Bernard Hinault qui a Maddaloni. Maddaloni è sempre stata una città appassionata di ciclismo, don Salvatore era un amico del ciclismo, mi ha messo sempre a disposizione il suo Villaggio dei Ragazzi, abbiamo fatte tappe del Giro d’Italia, della Tirreno- Adriatico, del Giro dilettanti, siamo stati ospiti per la sala stampa nei suoi locali. È stato un rapporto davvero meraviglioso e bellissimo. Ora abito nella penisola sorrentina, e quindi il giro era vicino casa, e ho colto l’occasione per venire a salutare gli amici. Non potevo mancare per nulla al mondo”.

Una festa nel ricordo di don Salvatore

DAL CORRIERE DI CASERTA DEL 14/05/2011

Il Giro a Maddaloni A Montevergine successo del belga De Clercq davanti ai big italiani Scarponi e Garzelli

Una festa nel ricordo di don Salvatore
Applausi per tutti i ciclisti che hanno anche attraversato il Villaggio dei Ragazzi

di Giovanni Bocciero

MADDALONI – Una giornata a livello di sport internazionale è stata quella che si è avuta a Maddaloni, in occasione della settima tappa del Giro d’Italia che vedeva i ciclisti dover partire dal comune delle ‘Due Torri’ e giungere a Montevergine, percorrendo in totale 110 km. Tappa molto al di sotto in termini di lunghezza rispetto alle sei precedentemente effettuate, ma che allo stesso tempo rappresentava la prima vera frazione in cui coloro che ambiscono ad indossare la maglia rosa a Milano si sarebbero dovuti dare battaglia. Come si usa dire in gergo tra gli addetti ai lavori, questa tappa non precludeva ad individuare chi poteva vincere il Giro d’Italia 2011, ma piuttosto chi non poteva più giocarsi le proprie chance di vittoria. Dicevamo 110 km di fatiche in cui si attraversavano tre provincie, quelle di Caserta, Benevento e Avellino, in cui poco dopo la metà del percorso era posto un gran premio della montagna, a Serra della Strada, e successivamente ad Avellino, in pratica ai piedi della salita al Santuario di Montevergine, il traguardo volante. Primo arrivo in salita di quest’anno, non nuovo però per Montevergine, che nel 2004 prima e nel 2007 poi fu determinante per la vittoria finale rispettivamente di Damiano Cunego e Danilo Di Luca. A Maddaloni si giungeva dopo la tappa con arrivo a Fiuggi, con la maglia rosa sulle spalle di Pieter Weening, olandese della Rabobank, con appena 2” di vantaggio sul duo della HTC Team Pinotti, prima maglia rosa di questo giro, e il bielorusso Sivtsov. Conservarla dopo questa tappa non sarebbe stata cosa facile, ma sicuramente non impossibile. E di fatti a Montevergine è ancora lui la maglia rosa, con la classifica generale quasi immutata. Il ciclismo, seppur troppo volte indicato come uno sport sporco, per via delle numerose vicende di doping, resta lo sport che maggiormente riesce a coinvolgere migliaia di persone, dagli sfegatati appassionati e tifosi ai semplici curiosi, che comunque vada applaudono sempre quando questi ragazzi, in groppa ad una bici, passano per le strade di tutta Italia, e non solo. Questo amore forte per le ‘due ruote’, è stato possibile avvertirlo anche al villaggio di partenza di Maddaloni posto a via Pietro Colletta, dove davvero un numero impensabile di persone si è assediato intorno l’area predisposta. Un bagno di folla ha poi salutato i ciclisti lungo le strade percorse da quest’ultimi, in una sfilata cittadina che li ha visti passare per via Pietro Colletta, a sinistra via Matilde Serao, Cavalcaferrovia, via Libertà, a destra via Mercorio, a sinistra via Santacroce, a destra via Marconi, Piazza Umberto I°, Piazza Matteotti, ingresso nel Villaggio dei Ragazzi, uscita su via Nino Bixio, a destra via Altomari, a destra Piazza della Pace, a sinistra via Capillo, a sinistra via San Francesco d’Assisi, via Ponte Carolino, a sinistra via Ponti della Valle (S.S.265), dove alle 14.25 è stato dato il via ufficiale. Significativo il momento del passaggio del gruppo all’interno del Villaggio dei Ragazzi, dove i ciclisti, accolti dalla banda musicale della fondazione, presente in mattinata anche presso il villaggio di partenza, sono transitati dinanzi la statua del fondatore, nonché appassionato di ciclismo e amico del giro, don Salvatore d’Angelo. La popolazione maddalonese ha dunque salutato la carovana rosa, che sicuramente vuol essere un arrivederci all’anno prossimo, perché Maddaloni merita uno spazio, seppur piccolo, nello scacchiere della corsa rosa. Per onor di cronaca, sul traguardo del santuario irpino a trionfare è stato il belga De Clercq, che ha avuto coraggio a partire in solitaria sull’ascesa verso Montevergine, anche se proprio sul più bello sembrava ormai appesantito, e uno spumeggiante Scarponi quasi riusciva a rubargli la vittoria per centesimi di secondo.

Proprio il ciclista della Lampre è stato forse l’unico dei big a provare a cercare di fare qualcosa in ottica classifica generale. Solo un quarto posto per Stefano Garzelli, invece, uno dei corridori maggiormente osannato alla partenza di Maddaloni, mentre hanno un po’ deluso Di Luca e Nibali, dai quali ci si aspettava qualche segnale, magari lo scatto vincente, ma che purtroppo per lo spettacolo di questo sport non è arrivato. Questa tappa è stata smossa dalla fuga avvenuta al 13esimo km di gara, con il campione italiano Visconti, altro ciclista particolarmente apprezzato dal folto pubblico maddalonese, che in prossimità di Sant’Agata dè Goti si è portato in vantaggio rispetto al gruppo insieme ad altri quattro fuggitivi.

Giro, festa grande in via Pietro Colletta

DAL CORRIERE DI CASERTA DEL 14/05/2011

L'EVENTO A MADDALONI Sul palco anche i bambini delle scuole di Marcianise. Cerimonia in grande stile per la 'miss rosa'.

Era posta l'area di partenza che comprendeva il podio firma degli atleti e il village open
Giro, festa grande in via Pietro Colletta
Il sindaco ha premiato le 3 vetrine migliori addobbate con i colori della corsa

MADDALONI (Giovanni Bocciero) – La città di Maddaloni ed il Giro d’Italia hanno da sempre un rapporto strettamente amichevole, che fanno del comune delle ‘Due Torri’ appunto, una meta gradita per la corsa rosa. Per utilizzare una metafora tratta dal social network più cliccato, ovvero facebook, potremmo dire che Maddaloni e il giro hanno una relazione aperta. Già di per se il solo passaggio dei ciclisti è un avvenimento che la popolazione della città avverte e soprattutto accoglie con grande emozione. Quest’anno poi, siccome è stata istituita come sede di partenza, l’amministrazione comunale ha cercato di lavorare al meglio affinché l’accoglienza per la carovana rosa diventasse quasi indimenticabile. Già dalla primissima mattinata, nonostante la partenza dei corridori fosse fissata dopo le 14.00, le strade che di lì a qualche ora avrebbero visto il loro passaggio erano state chiuse al traffico, rendendo il centro di Maddaloni raggiungibile soltanto a piedi. La vera festa però, era in via Pietro Colletta, zona fiera settimanale, dove era posto il villaggio di partenza, che comprendeva il podio firma degli atleti, il village open dove i ciclisti potevano avere un contatto diretto con gli appassionati e dove erano posti i vari stand degli sponsor della corsa rosa.
Presso il villaggio di partenza, la mattinata è stata allietata dalla musica di Radio 105, e soprattutto dai tanti ospiti e volti noti che hanno preceduto i veri protagonisti, ovvero i ciclisti. I primi a farsi intravedere sono stati i vari commentatori e opinionisti, quali Gigi Sgarbozza e Paolo Savoldelli, oltre all’ex patron del giro Carmine Castellano, al c.t. della nazionale italiana Paolo Bettini, ed altri ciclisti nativi della zona ma che non hanno preso parte al via di questo Giro d’Italia, come Raffaele Illiano e Nicola D’Andrea. In attesa dei ciclisti, il pubblico accorso in massa presso l’area riservata alla corsa rosa, si è goduto delle premiazioni d’iniziative collaterali. Ad esempio, il sindaco di Maddaloni Antonio Cerreto, con la presenza al completo di tutta la giunta, ha premiato i commercianti che hanno addobbato le migliori tre vetrine, rispecchiando i colori del giro, in occasione dell’iniziativa vetrina in rosa. Il palco poi è stato lasciato ad un centinaio di alunni delle scuole elementari di Marcianise, premiati in occasione delle iniziative che il Giro d’Italia porta con se nelle scuole. In prossimità dell’apertura del foglio firma, avvenuto alle ore 12.50, c’è stata la cerimonia odierna della ‘miss rosa’ che è andata a prendere la coppa del Giro d’Italia, che sarà consegnata al vincitore, a colui che porterà la maglia rosa il 29 maggio prossimo, ultimo giorno di gara. Un momento festoso accolto da tanti applausi dal folto pubblico ingabbiato dalle transenne, in cui questa miss ha preso in consegna la coppa per poi portarla sul podio firma. Alle 13.00 è stato il momento della carovana rosa, composta oltre un centinaio di mezzi coloratissimi e festanti, che stanno a rappresentare i vari sponsor della corsa. Al momento della sirena, è partita la sigla di questo enorme treno a ‘quattro ruote’ lungo circa 3 km, con tutti gli autisti e le varie show girl che sono scesi dagli automezzi per iniziare uno sfrenato ballo che ha coinvolto soprattutto i più piccini e i giovani. L’arrivo in susseguirsi dei vari corridori poi, ha svegliato nei veri appassionati la corsa all’autografo o alla fotografia. In virtù di ciò, i ciclisti a turno si sono avvicinati alle transenne per cercare di accontentare quanti più fan possibili. Tra i corridori più acclamati sono stati Vincenzo Nibali, uomo di classifica della Liquigas e gran favorito alla vittoria finale; Giovanni Visconti, campione italiano con tanto di maglia tricolore in dosso che ha risvegliato in tutti quella passione di italianità; i campionissimi Danilo Di Luca e Stefano Garzelli, i giovani Domenico Pozzovivo, Francesco Chicchi e Dario Cataldo, e ovviamente la ‘maglia rosa’, in dosso a Pieter Weening, poco conosciuto ma allo stesso tempo riconoscibile. Tutti presi d’assalto dal pubblico maddalonese, che almeno da più di un ciclista voleva un ricordo di questa festa. La musica, che torniamo a dire è stato un fattore costante per tutta la mattinata, si è alzata ancor di più quando a firmare è arrivato Johnny Hoogerland, ovviamente sconosciutissimo corridore olandese della Vacansoleil, che però festeggiava i suoi 28 anni, essendo nato il 13 maggio del 1983. Ci è mancato poco che lo speaker dal palco firma chiedesse al pubblico d’intonare la canzoncina ‘tanti auguri a te’. Tra tutti i ciclisti però, il più divertente è stato sicuramente Marco Bazzoni, in arte Baz, che si è divertito a zigzagare con un biciclo personalizzato tra persone, ciclisti, ammiraglie e stand, mettendo in atto giochi di una allegria pazzesca.

venerdì 13 maggio 2011

Dal Corriere di Caserta del 13/05/2011

MADDALONI (Giovanni Bocciero) – Oggi la città di Maddaloni si colorerà di rosa, in onore del Giro d’Italia, la corsa ciclista che spesso trova base in quel del comune delle ‘Due Torri’. La prima volta che la corsa rosa arrivò a Maddaloni era il 1985, in occasione della cronometro Capua-Maddaloni. Tappa contro il tempo che fu protagonista anche nel 1995, con la Telese- Maddaloni. Entrambe furono decisive per le rispettive classifiche finali. Maddaloni fu sede d’arrivo anche nel Giro d’Italia del 2000, in occasione della Terracina- Maddaloni, in cui ci fu un primo passaggio dei ciclisti in via Libertà, dov’era disposto il traguardo intergiro, per poi far ritorno in via P. Colletta dove era allestito il traguardo finale, in cui a trionfare fu Cristian Moreni sotto un fortissimo acquazzone. Maddaloni non è stata solo sede d’arrivo, ma anche sede di partenza, come del resto lo sarà quest’anno. E allora non si deve dimenticare l’edizione della corsa rosa del 1998, quando vi fu la tappa Maddaloni- Lago Laceno, come quelle consecutive del 2002 e 2003 delle frazioni Maddaloni- Benevento e Maddaloni- Avezzano. Di grandissima importanza fu il passaggio del 2001, quando la carovana rosa, in occasione dell’Avellino- Nettuno transitò per la città maddalonese per onorare il primo anniversario della scomparsa di don Salvatore d’Angelo, a cui fu intitolato il traguardo intergiro di Piazza Matteotti, posto di fronte l’ingresso della Fondazione creata dal sacerdote maddalonese, nonché amante delle due ruote. Maddaloni ha comunque sempre avuto una rilevanza geografica importante per la corsa rosa, e per questo in più d’un occasione il giro è almeno transitato per le vie cittadine, che ormai sono quasi familiari per i ciclisti. Grazie anche alla famiglia Marzaioli, la città di Maddaloni ha sempre avuto un ottimo rapporto con il ciclismo, e proprio per questo è doveroso ricordare che Maddaloni nel 2004 fu sede d’arrivo e di partenza della Tirreno- Adriatica, la cosiddetta corsa dei ‘due mari’, con le tappe Latina- Maddaloni con vittoria di Petacchi sul rettilineo di via Napoli prima, e con la Maddaloni- Isernia con partenza da Largo P. Colletta dopo. E inoltre, nel 2006 vi fu la sede di partenza della Maddaloni- San Bartolomeo in Galdo, 2° tappa del Giro d’Italia Under 26, che vide la partenza dal cortile della Fondazione Villaggio dei Ragazzi, con il campione iridato l’ucraino Grabovskyy in testa. In occasione della 7° tappa odierna, ovvero la Maddaloni- Montevergine di 110 km, il comune di Maddaloni ha indetto diverse attività collaterali, come l’iniziativa dei menù turistici rosa, elaborato nei contenuti e nei costi dagli esercenti ristoratori della città, oppure il concorso vetrina in rosa, la cui partecipazione è riservata ai commercianti maddalonesi che allestiscono le proprie vetrine con i colori del giro, e poi in base agli addobbi, il comitato organizzatore premierà le tre vetrine più belle. Di per se la corsa rosa già porta un’aria di festa, e l’amministrazione comunale di Maddaloni ha cercato in ogni modo di organizzarsi al meglio affinché la città possa davvero vivere un’emozionante mattinata.

Rispetto agl’altri anni la location di partenza per la tappa del Giro d’Italia a Maddaloni non è più Piazza della Pace, per ragioni di spazio, ma è stata individuata l’area migliore in Largo Pietro Colletta, zona mercato settimanale, che ospiterà tutto il villaggio di partenza, che comprende il palco firma degli atleti, il village open dove i ciclisti possono avere un contatto diretto con gli appassionati, e la zona ad essi riservata per prepararsi in virtù della partenza. L’area, raggiungibile per chi venisse da fuori Maddaloni sia in treno, per la vicinanza della stazione, sia in autostrada che per la variante esterna alla città, sarà aperta dalle ore 12.00 in poi. La carovana rosa, composta da oltre un centinaio di mezzi partirà da via Viviani alle ore 13.00, percorrendo il normale percorso dei ciclisti (partenza ufficiosa ore 14.15), ovvero: via P. Colletta, a sx via M. Serao, Cavalcaferrovia, via Libertà, a dx via Mercorio, a sx via Santacroce. a dx via Marconi, Piazza Umberto I°, Piazza Matteotti, Ingresso nel Villaggio dei Ragazzi, Uscita su via N. Bixio, a dx via Altomari, a dx Piazza della Pace, a sx via Capillo, a sx via S. Francesco d'Assisi, via Ponte Carolino, a sx via Ponti della Valle (S.S.265), dove per le 14.35 sarà dato il via ufficiale. Questo Giro d’Italia, ha voluto toccare la città di Maddaloni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, in virtù del fatto che proprio presso i Ponti della Valle, vi fu l’ultimissima battaglia dei garibaldini contro l’esercito borbonico, che sancì di fatto l’incontro a Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, con la nascita del nostro paese.