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mercoledì 11 novembre 2020

Vuelle Pesaro. Il ritorno all'antico risveglia la passione

Repesa e Delfino possono rilanciare la Vuelle dopo le ultime sofferte annate

Il ritorno all'antico risveglia la passione

Un coach importante e un ex protagonista della Nba: Pesaro riscopre il fascino dei grandi nomi


di Giovanni Bocciero*


STAGIONI scarse di risultati, poche risorse economiche a disposizione, e un tifo caldo a sostenere quanto a criticare l’operato di squadra e società. Questa è Pesaro, piazza storica della pallacanestro italiana che quest’anno, nonostante l’emergenza Covid, ha deciso di rilanciarsi sul palcoscenico nazionale. E lo ha fatto calando due pezzi grossi, in panchina e sul campo: Jasmin Repesa e Carlos Delfino, nomi altisonanti che ricordano quelli a cui la città marchigiana era stata abituata per decenni, in un passato che oggi appare troppo remoto e il presente senza nulla in comune, come fosse un altro mondo.

Se il curriculum di Jasmin Repesa - preceduto dalla buona tradizione con il basket croato della VL da Aza Petrovic (fratello di Drazen, immenso campione Nba, scomparso prematuramente in un incidente stradale) e Pero Skansi - parla di 10 campionati e 10 trofei vinti tra Croazia, Italia e Turchia. Carlos Delfino chiama 9 anni di Nba, un oro e un bronzo olimpici, un oro e un argento ai campionati americani. Al coach che guidò la Fortitudo - eterna rivale dei pesaresi, e pure Carlito è un ex dell'Aquila, vedi il destino! - allo scudetto '05 è stato affidato il compito di risollevare le sorti della Vuelle, che ha vissuto le ultime otto annate in perenne apnea riuscendo a conservare la serie A spesso e volentieri solo all’ultima occasione utile.

«L’arrivo di Repesa può significare sicuramente una ripresa, ma per parlare di rilancio bisogna ancora aspettare - ha esordito il giornalista Massimo Carboni -. Questa ripresa è incominciata con il più grande acquisto che la Vuelle potesse fare, ovvero affidando il ruolo di coach a Repesa. Lui è uno di quegli allenatori sui quali si può fare un investimento sicuro, perché credo che fra le tante caratteristiche positive ne abbia due particolarmente importanti. La prima è che sa leggere le partite in maniera efficace, in quanto determina una tattica da perseguire anche e soprattutto in base ai giocatori che ha a disposizione. Non è un coach che chiede a un giocatore qualcosa che non riesce a fare, o che non sa fare, per limiti tecnici o caratteriali. Questa sua capacità di lettura - ha continuato l’ex inviato di Radio Rai - è notevole, ed è un punto assolutamente positivo perché sa cosa chiedere in base al materiale umano che ha a disposizione. L’altro punto è la grande capacità di saper lavorare sui giovani. Questa versione di Pesaro è un misto tra giocatori esperti e più giovani, e la gioventù è materiale sul quale Repesa sa lavorare meglio di chiunque altro suo collega. La ripresa credo che parta da questi due aspetti, e poi si potrà anche arrivare ad un vero e proprio rilancio».

«Il rilancio di Pesaro è basato sul fatto che ha preso un grande allenatore quale è Repesa - ha invece dichiarato coach Valerio Bianchini -. Nelle ultime stagioni la squadra ha sempre avuto tecnici modesti, che non riuscivano ad influire sullo sviluppo della società. Il suo arrivo credo che rappresenti un’evoluzione, perché non solo è un uomo di alta rappresentanza nel mondo del basket, ma darà sicuramente un’impronta forte all’organizzazione, come per la costruzione di una squadra degna della serie A, cosa che prima non accadeva. Questa evoluzione naturalmente comporta che la società si sia adeguata alle sue esigenze. Tutto ciò è molto positivo, e il pubblico sopraffino di Pesaro - ha concluso il Vate -, che per anni è stato costretto a soffrire, finalmente adesso può godersi una squadra in grado di competere con le altre».

L’ala argentina Carlos Delfino, nonostante i suoi 38 anni e gli acciacchi fisici è stato il colpo del mercato estivo. A lui si sono aggiunti altri giocatori d’esperienza come Ariel Filloy o Tyler Cain, e scommesse interessanti quali Justin Robinson oltre ai giovani da lanciare Henri Drell e Marko Filipovity.

«A Pesaro è cambiata l’aria questa estate, c’è un entusiasmo diverso - ha commentato la giornalista Camilla Cataldo - che non si respirava da molto tempo. Il paradosso è che chiaramente nessuno può entrare al palazzetto, e mi auguro che la situazione futura cambi in positivo. Questa è la pecca e la preoccupazione principale per l’annata più del risultato del campo perché ci sarebbe un buco di 500 mila euro che va coperto. La società non ha mai fatto il passo più lungo della gamba, e quest’anno ha provato ad alzare un po’ l’asticella. Si spera dunque che in qualche maniera si riesca a coprire questo investimento. Per quanto riguarda la squadra si è andati al di là di ogni aspettativa. Giocatori come Cain, Delfino o Filloy erano impensabili solo pochi mesi fa. È stata importante la volontà in estate di mantenere la categoria perché a giugno sembrava che si potesse fare un passo indietro, e invece i consorziati hanno voluto riprovarci tutti uniti e compatti. È stata una spinta grande, un valore aggiunto, un passo in più proprio del gruppo consorziato nel quale è scattato qualcosa che ha fatto la differenza. Da lì si è deciso di puntare su una figura come Repesa che - ha continuato la giornalista del Corriere Adriatico - è venuto a Pesaro accettando una sfida nuova nella sua carriera a livello sia di obiettivi che di risorse. Ha pesato l’amicizia con Ario Costa, ma non ha avuto pretese fuori dal budget della Vuelle, ed alla fine ha deciso di cavalcare questa avventura che l’ha visto firmare addirittura un contratto triennale. Repesa rappresenta la ciliegia sulla torta di questo progetto, e insieme hanno costruito una squadra che per qualità non era pensabile, con giocatori più conosciuti, che hanno già vinto, in controtendenza col recente passato in cui si puntava più sui rookie. Quest’anno si vuol provare a puntare a qualcosa di più di una salvezza risicata. Poi a detta di tutti, e anche secondo me, il livello medio del campionato si è alzato con tutte le squadre che si sono rinforzate rispetto ad un anno fa e con due retrocessioni i rischi sono maggiori. Quello che si è visto sin qui è un qualcosa di diverso, perché c’è una squadra vera, ci si diverte, si lotta e si vede una pallacanestro di livello. Anche il ritorno di Walter Magnifico, in questo senso, è un’operazione che è stata accolta favorevolmente dalla piazza - ha concluso Cataldo - e che ha rappresentato un riconciliarsi al cento per cento con i tifosi e ripartire tutti uniti in questa nuova avventura. Insomma gli ingredienti per fare bene ci sono davvero tutti».

I successi degli scudetti ’88 e ’90, e prim’ancora la Coppa delle Coppe dell’83 e la Coppa Italia dell’85, senza dimenticare l’ultimo trionfo della Coppa Italia del ’92, sono soltanto un lontano ricordo per una piazza che, nelle parole degli intervistati, ha dei tifosi con una grande peculiarità: l’essere fedeli, sempre e comunque. «Chiamiamola passione, chiamiamolo tifo caldo, ma la caratteristica principale della tifoseria pesarese - ha sottolineato Carboni - è la fedeltà. Quando arriva il risultato così come la stagione tribolata, con un piede più in A2 che in A1, il pubblico è sempre lì. Ovvio che è anche autorizzato ad arrabbiarsi quando le cose vanno male, quando la società non può rispondere a quelle che sono le esigenze della piazza. Però è fedele, e questo sta a significare che spinti dalla passione, dall’amore per la maglia, è sempre presente e pronto ad incitare. Diciamo che il pubblico pesarese è come quella moglie che perdona il marito quando rientra tardi a casa».

«Dati i miei trascorsi posso solo immaginare l’umore della piazza. La partecipazione e la grande competenza dei tifosi pesaresi è notoria, così come la loro personalità - ha commentato Bianchini -, che evidentemente sono capaci di esaltarti nel momento della vittoria e criticarti in quello della sconfitta. Però restano sempre fedeli. Non dimentichiamoci che Pesaro anche in queste ultime stagioni difficili, soprattutto l’anno scorso quando non si vedeva una vittoria neppure a pagarla, ha sempre avuto almeno 4 mila spettatori. Si tratta di un pubblico che molte città invidierebbero».

«Pesaro è una piazza appassionata nel bene e nel male. I tifosi sono intenditori, non a caso si dice che in città ci siano 100 mila allenatori, quanto gli abitanti - ha ricordato Cataldo -, perché si mastica pallacanestro da una vita. Ancora si ricordano i tempi di Daye e Cook, e certamente sono stati abituati bene nonostante sia passato davvero tanto tempo. Quindi nel bene o nel male c’è sempre entusiasmo, con uno zoccolo duro sempre presente al palazzo, e quest’anno c’è stato questo evidente cambio di prospettiva garantito dall’arrivo di Repesa. È pur vero che si va molto dietro al risultato, ma la carica che c’è oggi non la si vedeva da molto tempo. Si è visto anche un bel modo di lavorare, con grande carica, e questo è una cosa che i tifosi poi riconoscono».

E proprio l’emergenza Covid, con l’ingresso solo parzialmente garantito nei palazzetti è un handicap non indifferente, che potrà avere ripercussioni soprattutto economiche. Non a caso mentre scriviamo la Vuelle, che può vedere vanificato il buon lavoro fatto in estate, sta pensando di giocare a Rimini per sfruttare l’ordinanza dell’Emilia-Romagna sulla maggiore percentuale d’ingresso degli spettatori.

«La Vuelle sa che il pubblico è ogni anno il principale sponsor della società, con circa 4-500 mila euro derivanti dagli spettatori - ha ricordato Camilla Cataldo -, e magari quest’anno si sarebbe potuto toccare il record degli abbonati almeno per gli ultimi anni. Non ci saremmo meravigliati se in alcune partite il palazzo si fosse riempito. Lo abbiamo visto proprio l’anno scorso durante la Coppa Italia, quando lo spettacolo era all’altezza, c’è stato il tutto esaurito per tutti i giorni della manifestazione. È stato un colpo d’occhio notevole che testimonia le potenzialità del bacino pesarese. La società non ha mai fatto passi più lunghi della gamba. Non hanno mai chiuso un bilancio in rosso. In qualche modo credo che sopperiranno, magari i consorziati si guarderanno intorno per cercare nuovi soci, o in tasca per ripianare il disavanzo. Ma ci si augura che in parte possa essere riaperto il palazzetto agli spettatori. Mi rendo conto che le difficoltà sono enormi - ha concluso Cataldo -, e si naviga davvero a vista».


* per la rivista BASKET MAGAZINE

lunedì 28 marzo 2016

Juvecaserta, mantieni alta la concentrazione

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/03/2016

LEGA A. Con gli ultimi risultati la soglia salvezza potrebbe alzarsi oltre quota 20 punti
Juvecaserta, mantieni alta la concentrazione

CASERTA. La gara di Pesaro deve essere parecchio indicativa per la Juvecaserta. Sette uomini, sette, sono quelli scesi in campo all'Adriatic Arena e che hanno centrato un'autentica impresa sportiva. Di certo non la prima in questa stagione travagliata per la franchigia di Terra di Lavoro dati i tanti infortuni, ma piuttosto positiva per la posizione in classifica. Due punti per Caserta che oltretutto ha ritrovato la vittoria dopo cinque sconfitte consecutive ed un periodo non felice.
FOTO ELVIO IODICE
Gli uomini di coach Sandro Dell'Agnello hanno raccolto il loro decimo successo stagionale in una partita che rappresentava un crocevia fondamentale, dato che le prossime uscite per i bianconeri non saranno sicuramente alla portata. A partire dalla prossima trasferta in quel di Sassari. Poco importa però, perché i due punti sono arrivati e adesso si potrà guardare con maggiore serenità indietro, anche se la vittoria di Torino - ultima in classifica e adesso distante quattro punti dai bianconeri - ha fatto sì che comunque la lotta salvezza si riaprisse in parte.
Alla Juvecaserta forse mancava proprio una vittoria, e adesso che è arrivata non bisogna certamente perdere la concentrazione. Il capitolo salvezza ha preso una piega positiva ma non è del tutto chiuso, dunque con le festività pasquali ormai trascorse è bene rimettersi subito al lavoro e ritornare ad allenarsi come meglio si potrà, tenendo conto che i bianconeri fanno fatica anche a disputare il classico e semplice 5 vs 5 in quel di Pezza delle Noci.
La determinazione, la grinta, la caparbietà con cui si è disputata la partita dell’Adriatic Arena deve essere uno sprone per continuare a fare benissimo in questo rush finale di stagione, in cui però bisognerà tornare ad avere il miglior Siva. Il playmaker ex Louisville è stato protagonista di una prestazione opaca anche contro la Vuelle Pesaro, poco incisivo ed utile alla causa. Per il tecnico toscano mancava un solo ultimo passettino per la salvezza, che teoricamente a quota 20 punti dovrebbe essere cosa quasi certa. Con Pesaro che però non ne vorrà sapere di rischiare, e con Torino che invece non vorrà assolutamente darsi per spacciata, questa soglia di sicurezza potrebbe alzarsi. E allora è bene non perdere la bussola, e pensare alla prossima gara.

venerdì 4 dicembre 2015

Juvecaserta, Dell’Agnello a caccia di rivincita

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/12/2015

LEGA A. Il tecnico bianconero è stato seduto per un anno e mezzo sulla panchina di Pesaro
Juvecaserta, Dell’Agnello a caccia di rivincita

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Domani al PalaMaggiò andrà in scena un match delicato quanto importante per la Juvecaserta. L’avversario di turno, ovvero, la Vuelle Pesaro, arriverà all’ombra della Reggia certamente non incerottata come purtroppo lo sarà, quasi sicuramente, la formazione bianconera, ma anche i pesaresi non saranno al meglio. Con il via vai che ha coinvolto, appunto, Pesaro, l’affiatamento, l’alchimia non sarà dei migliori e di conseguenza non ci si attende una prestazione perfetta. Per non dire che anche la Vuelle come società è stata contestata nell’ultimo periodo, tanto che il tifo organizzato ha indetto un vero e proprio sciopero del sostegno. Insomma, domani si affronteranno due compagini che non stanno attraversando una fase positiva della stagione, e ancora una volta, a distanza di sette mesi circa, Caserta e Pesaro lotteranno per conquistare due punti preziosi in ottica salvezza. Per via del fattore campo i casertani hanno decisamente il pronostico a favore, nonostante sia Peyton Siva che Viktor Gaddefors sono ancora in forte dubbio per la partita, oltre a quel Valerio Amoroso che permetterà allo staff tecnico bianconero di avere un’ulteriore rotazione nel reparto lunghi.
Con il playmaker campione NCAA e l’esterno ex Bologna fermi ai box, avrà un’altra chance quel Muhammad El Amin che comunque non sarà impiegato nel suo ruolo ideale, ma dovrà nuovamente sacrificarsi anche in cabina di regia dove al solo Marco Giuri sarà adattato anche Daniele Cinciarini. Insomma, si prospetta una nuova partita in cui coach Sandro Dell’Agnello dovrà cercare in corso d’opera i giusti equilibri tattici. Ecco, proprio per il tecnico casertano quello di domani sarà il classico match dell’ex, lui che è stato seduto per una stagione e mezzo sulla panchina della Vuelle venendo esonerato l’anno scorso poco dopo la sconfitta al PalaMaggiò, che coincise con l’ultima giornata del girone d’andata e soprattutto con la prima vittoria della Juvecaserta allenata in quel momento da Enzo Esposito. Nella sua esperienza a Pesaro, Dell’Agnello nel primo anno riuscì in un vero e proprio miracolo mettendo in luce O.D. Anosike ed Elston Turner, l’anno scorso fu la volta di LaQuinton Ross, poi giustiziere di Caserta nello spareggio del maggio scorso. E con alte probabilità, se l’allenatore fosse rimasto in sella avrebbe comunque agguantato la salvezza. Per lui, che da giocatore ha vestito entrambe le casacche, ci sarà tanta voglia di prendersi una rivincita, di togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

giovedì 3 dicembre 2015

Caserta torna sui suoi passi, criticare Dell'Agnello è sparare sulla Croce Rossa

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 04/12/2015

LEGA A. Criticare il lavoro di coach Sandro Dell’Agnello è come sparare sulla Croce Rossa 
Caserta torna sui suoi passi per guardare al futuro

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Un’altra settimana difficile si sta concludendo per la Juvecaserta, alle prese con continui incidenti di percorso che stanno condizionando e non poco il lavoro di coach Sandro Dell’Agnello. Proprio il tecnico toscano è stato messo sulla graticola nell’ultimo periodo, da quei pseudo-tifosi di cui alcuni giorni fa ha parlato il patron Raffaele Iavazzi, che hanno avuto a che ridire del suo operato. In realtà, senza riuscire mai ad avere la squadra al completo se non per una sola settimana, e di conseguenza per una soltanto delle partite di campionato fin qui disputate, ogni valutazione sul coach dovrebbe essere fatta davvero con le pinze. E questo vale per lui così come per gran parte dei giocatori bianconeri.

INFORTUNI. Sono stati e sono tutt’ora il vero tallone d’Achille per la Juvecaserta. Un po’ a turno ogni atleta ha avuto i suoi guai muscolare in questo avvio di stagione, iniziando da Siva e Ghiacci passando per Jones, Giuri, Amoroso, e per ultimo Gaddefors. Questo ha di fatto sancito l’addio al preparatore fisico Roberto Russo che è stato prontamente sostituito dal ritorno a Pezza delle Noci di Domenico Papa. E questo non è stato l’unico movimento a ritroso per guardare al futuro.

MERCATO. Da almeno due settimane la società bianconera si è affacciata al mercato per cercare di rafforzare il roster. Per diverso tempo l’unica possibilità d’intervento sembrava nel reparto esterni, in cui si è parlato del possibile taglio di Muhammad El Amin. Poi con il momentaneo addio a Valerio Amoroso il front office casertano aveva pensato ad una sorta di rivoluzione, inserendo almeno due pedine: un tiratore ed un lungo. Si è per giorni parlato dell’imminente ritorno all’ombra della Reggia di Dejan Ivanov, dopo l’esperienza purtroppo conclusa con la retrocessione della passata stagione, ma dopo un lungo chiacchierare la notizia che ha spiazzato davvero tutti è stato il ritorno di Amoroso. Un cavallo di ritorno per un altro, insomma, con Bobby Jones che ha provato a riderci su dichiarando di pensare di essere in un reality show. Risistemato il pacchetto lunghi, ed accantonato il passaggio dalla formula 5+5 a quella 3+4+5, le attenzioni della Juvecaserta si sono rivolte sostanzialmente alla sola sostituzione di El Amin. Ebbene sì, nonostante l’americano ex Ferentino e Patrasso sia stato utilizzato contro Venezia per sopperire all’assenza di Siva, la sua esperienza in bianconero sembra sempre più agli sgoccioli. L’interesse però non è più rivolto ad un tiratore puro, bensì ad un play-guardia che possa anche sostituire l’ex leader dei Louisville Cardinals in cabina di regia. Evidentemente le condizioni fisiche del campione NCAA non rassicurano lo staff tecnico casertano tanto nel breve quanto nel lungo periodo. Il nome nuovo sarebbe quello di Olu Adegboye, che sta disputando la stagione tra le fila di Cremona e che ha appena rifiutato il prolungamento dell’accordo sino al termine dell’anno.

PESARO. Domenica intanto arriva al PalaMaggiò la Vuelle Pesaro, in una sfida che sa tanto di scontro-salvezza. Non sono attese novità al roster, oggi o al massimo domattina saranno rivalutati sia Gaddefors che Siva per vedere se riusciranno ad essere dell’incontro, ma per Dell’Agnello il compito non sarà certamente semplice. Criticarlo per ciò che sta facendo sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

lunedì 11 maggio 2015

Per la Juvecaserta una retrocessione “mentale”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 12/05/2015

LEGA A. I bianconeri hanno dimostrato di giocarsela ad armi pari fin quando non hanno perso la bussola
Per la Juvecaserta una retrocessione “mentale”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Amarezza, tristezza, rabbia, sono queste le parole giuste per descrivere lo stato d'animo o gli stati d'animo che stanno provando innanzitutto il popolo di fede bianconera e poi tutto l'entourage della Juvecaserta. Lo spareggio salvezza contro Pesaro purtroppo non è andato come ci si immaginava, per colpe proprie ma anche e soprattutto per i grandi meriti degli avversari.
Volendo fare un'analisi tattica della partita sicuramente l'approccio dei casertani alla sfida è stato perfetto, da squadra convinta e capace di prendersi ciò che voleva nonostante stesse giocando fuori casa. Grazie alle spaziature e alla palla che girava una bellezza il tiratore libero lo si trovava sempre, e questo puntualmente non falliva l'appuntamento con la realizzazione. Due triple di Scott, altrettante per Moore battezzato dalla difesa pesarese per le sue scarse percentuali al tiro, ma anche Antonutti e Tommasini realizzano dai 6,75.
FOTO CAROZZA
Si trattava di una Juvecaserta che sapeva correre, sapeva tenere le redini del gioco in mano, sapeva perfettamente quello che voleva. E quasi quasi non faceva nulla se in difesa poi le marcature sembravano piuttosto blande, soprattutto nel pitturato dove i lunghi avversari grazie a fisicità ed atletismo facevano un po' quello che volevano. Proprio come il suo allenatore faceva quando indossava canotta e pantaloncino, così la Juvecaserta e dava quasi esclusivamente all'attacco, conscia che bisognava segnare un punto in più di Pesaro per salvarsi.
Già con il passare del tempo nel secondo quarto le percentuali al tiro hanno iniziato a subire un logico rallentamento. Ronald Moore inviperito ed in versione "top-scorer" si è reso artefice di un paio di giocate da applausi. Mentre invece capitan Marco Mordente ha gettato alle ortiche due possessi importantissimi con un passaggio ipoteticamente difficile ed un tiro completamente sbilenco permettendo ai rivali di piazzare forse il break decisivo grazie al quale hanno chiuso in vantaggio il primo tempo.
Nella ripresa si è assistiti forse alla peggior Juvecaserta del campionato, con un Henry Domercant che in pratica non è mai riuscito ad essere una volta pericoloso. Pesaro ne approfitta, segna con grande costanza trascinata da un LaQuinton Ross che più passa il tempo più diventa decisivo trainando in spalle i compagni. E quando lo svantaggio bianconero tocca per la prima volta la doppia cifra, in quel caso undici, coach Enzo Esposito chiama timeout. Forse un po' tardivo visto la piega che hanno preso i suoi ragazzi.
Il rientro non è migliore, anzi. Caserta sbaglia anche delle conclusioni molto vicino al ferro e la lotta a rimbalzo sembra premiare soltanto i padroni di casa. La gara sta scivolando via soprattutto dal punto di vista mentale per i bianconeri, e la miglior fotografia per accertare questa cosa è il facile layup sbagliato da Antonutti ben servito in taglio da Ivanov dopo che un paio di minuti prima con un'azione fotocopia aveva segnato.
La difesa in questo momento di difficoltà non fa il salto di qualità, perché se in attacco si soffre di questa amnesia almeno nella propria metà campo si dovrebbero limitare i danni per restare a contatto con Pesaro. E invece gli avversari, soprattutto e forse unicamente Ross, sembrano tirare verso una vasca da bagno ed alla Juvecaserta non entra più nulla. Da imputarle forse sempre lo stesso stile di gioco, mai un cambio tattico che possa sovvertire il ritmo di gioco. Le percentuali scendono vertiginosamente eppure i bianconeri continuano imperterriti a cercare la conclusione dall'arco.

Bisognava ragionare, bisogna usare la testa, e invece il problema è proprio mentale e la partita premia Pesaro. Una sconfitta che sa di retrocessione purtroppo per Caserta che per la rincorsa messa in atto nelle ultime settimane avrebbe meritato, anzi, strameritato la permanenza in Serie A, ma che per come ha giocato oltre due quarti di partita a Pesaro invece non meritava. Alla fine il campo è stato il giudice supremo e purtroppo la compagine bianconera è stata trovata mancante.

venerdì 8 maggio 2015

Juvecaserta, traguardo salvezza a un tiro di schioppo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/05/2015

LEGA A. I bianconeri arrivano a questo decisivo match in salute tanto fisica che mentale
Juvecaserta, traguardo salvezza a un tiro di schioppo

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Di ora in ora cresce sempre più l’attesa per la gara che la Juvecaserta disputerà all’Adriatic Arena di Pesaro. Una partita che varrà un’intera stagione visto che dall’esito di essa i casertani conserveranno la massima serie oppure saranno retrocessi. L’attesa è tanta soprattutto per quei 450 tifosi che si sobbarcheranno la lunga trasferta per sostenere e stare vicini ai propri beniamini.
FOTO CAROZZA
La società di Pezza delle Noci nella persona di patron Lello Iavazzi, così come la Vuelle Pesaro e le istituzioni casertane e pesaresi hanno lavorato affinché domenica sia innanzitutto una festa dello sport. Certo, però poi ci sarà il responso del campo che ovviamente farà piangere una delle due squadre, una delle due tifoserie, una delle due storiche piazze della pallacanestro italiana. “Mors tua vita mea” osavano esclamare i latini, ebbene non ci potrebbe essere locuzione migliore per esprimere il clima di avvicinamento a questo delicato match, e soprattutto a tutto ciò che il risultato finale comporterà.
Una potrà essere la squadra salva, una purtroppo quella che retrocederà. E ovviamente per il rush finale che stanno avendo i bianconeri la permanenza dovrebbe essere ad appannaggio di Ronald Moore e compagni. Una rincorsa pazzesca che si spera non termini proprio domenica, quando il traguardo insperato e forse impossibile da raggiungere soltanto tre settimane fa adesso è praticamente dietro l’angolo, ad un tiro di schioppo. E per addentrarsi più mentalmente che fisicamente o tatticamente-tecnicamente a questo incontro la società casertana ha pensato bene di partire con giorni d’anticipo per un ritiro salutare. Con ogni probabilità il luogo prescelto per questo raduno si trova nei pressi di Pesaro, qualche fonte addirittura dice possa essere in Umbria, ma quel che conta è che i bianconeri trovino la giusta concentrazione per affrontare quest’ultimo match della regular season, che poi per la Juvecaserta è per forza di cose anche l’ultimo della stagione.
Dicevamo che la formazione casertana è nettamente più in forma dei diretti avversari, non fosse altro per le tre vittorie consecutive che di fatto hanno riaperto i giochi per la salvezza a confronto con le sette sconfitte consecutive di Pesaro, e che fanno quattro casalinghe, con l’ultima affermazione che risale a quella di Capo d’Orlando con il finale che più di una polemica ha scatenato. Addirittura una frangia consistente del popolo bianconero ha più volte ricordato quell’accaduto come un segno tangibile della volontà da parte di Federazione e Lega nel voler far salvare la Vuelle piuttosto che la Juvecaserta. Ovviamente sono opinioni dalle quali prendiamo distanza perché rispetto ad altri sport, per fortuna, il basket è ancora “pulito”.
Vogliamo però ritornare sulla questione “destino”, perché alle volte esso può davvero essere beffardo. Dopo una stagione nefasta, lo 0-14 iniziale, la risalita, nuovamente il baratro sino alla retrocessione quasi inevitabile, i ragazzi di coach Enzo Esposito sono stati capaci di rialzarsi. E adesso, dopo il punto di penalizzazione non restituito, quello stesso destino ha decretato che ognuno dovrà essere artefice del proprio. Poco importa da dove si arriva e dove si vorrà andare, poco importa anche il come ci si è arrivati a questo punto, sarà una contro l’altra, Pesaro opposta a Caserta, con un unico obiettivo uguale per tutte e due: vincere per restare in Serie A, vincere per continuare a giocare sui palcoscenici che gli competono.

lunedì 27 aprile 2015

Juvecaserta, la salvezza nel nome di “El Diablo”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/04/2015

LEGA A. Coach Enzo Esposito sta scrivendo delle importanti pagine della storia bianconera
Juvecaserta, la salvezza nel nome di “El Diablo”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. “Non me ne frego un cazzo di niente, non voglio sentire niente, voglio solo questa salvezza”, parafrasando il grido di battaglia di Enzo Esposito in quel del Forum di Assago gridato nel lontano 1991 ed adattato ad oggi, aprile 2015. A ventiquattro anni di distanza ancora lui, “El Diablo”, sta gettando le basi per una grande impresa targata Juvecaserta. Dal primo scudetto a questo altro scudetto, nel segno indiscutibile della casertanità, della sua casertanità.
FOTO CAROZZA
“Per salvarsi ci vuole un miracolo”, queste sono state le note che hanno scandito la stagione bianconera da fine dicembre in poi, da quando a sedere sulla panchina della Juvecaserta è stato proprio Esposito, che di certo non ha nascosto difficoltà e incertezze, ma allo stesso tempo non ha mai fatto trasparire resa e sconforto. Adesso più che mai questa impresa porta in modo indelebile il suo nome e cognome, riscrivendo altre entusiasmanti pagine della storia legata alla società di Pezza delle Noci. E forse, comunque vada a finire, sarà stata un’avventura pazzesca, una cavalcata incredibile, una rincorsa forsennata. Certo, arrivasse anche la salvezza il miracolo sarebbe completato e, “tutti vissero felici e contenti”, come in ogni favola che si rispetti.
La gara con Sassari ha dimostrato che questa Caserta è viva e vegeta, che non ne vuole sapere minimamente di alzare bandiera bianca, che adesso quasi non deve neppure più sperare nel conservare la massima categoria ma che quasi può essere artefice del suo stesso destino. Sassari è stato l’ennesimo banco di prova che questa squadra è riuscita a non farsi scappare, pur soffrendo ed inseguendo per quasi tutti i 40’ di gioco i più forti avversari che soprattutto con il fisico hanno cercato di dominare la gara. Eppure la voglia, l’abnegazione, lo spirito di sacrificio, la fame di vittoria e quel pizzico di fortuna che mai deve mancare sono stati gli ingredienti giusti per far vivere a Caserta una domenica entusiasmante.
C’è chi non crede al destino, chi preferisce essere più pragmatico, più realista ed obiettivo piuttosto che aggrapparsi a qualcosa in cui invece ci si deve soltanto limitare a credere e sperare. Eppure destino e fede sono le due facce della stessa medaglia. Addirittura una conseguenza. Perché se è vero che il destino uno se lo può creare con il duro lavoro, è altrettanto vero che spesso arrivi ad un punto in cui quello stesso destino ti mette su di un piatto d’argento una grande chance.
Ora volendo fare due calcoli molto veloci, mancano due partite alla conclusione della regular season. La Juvecaserta nel prossimo turno ospiterà Reggio Emilia mentre Pesaro sarà di scena a Cantù. Successivamente martedì 5 maggio ci sarà la decisione sul punto di penalizzazione comminato ai casertani, e poi il match clou dell’Adriatic Arena. Caserta adesso è a meno uno da Pesaro, o addirittura in parità se quel punto gli verrà restituito.
Qualsiasi siano i risultati domenica prossima per Caserta e Pesaro, la retrocessione per l’una o per l’altra passerà sempre ed esclusivamente per lo scontro diretto, che al momento sorride ai bianconeri. L’unica che che può cambiare per le due formazioni, e forse anche sensibilmente, è lo stato d’animo con cui si avvicinano a giocarsi l’ultimo importante match dell’anno.

giovedì 8 gennaio 2015

Juvecaserta, la rincorsa salvezza passa tra trasferte fratricide e gare in casa proibitive

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 08/01/2015

LEGA A. La rincorsa salvezza dei bianconeri passerà tra trasferte fratricide e gare in casa proibitive
Juvecaserta, rimboccarsi le maniche e battere Pesaro

Giovanni Bocciero

CASERTA. Domenica o la va o la spacca! Non ci saranno mezze misure a disposizione della Juvecaserta nella sfida salvezza con la Vuelle Pesaro. Servono soltanto i due punti alla truppa bianconera per iniziare a sorridere in questo nuovo anno che ha un obiettivo ben preciso: quello di raggiungere la salvezza. Certo, arrivare a giocarsi questo match point dopo la querelle che ha visto coinvolti i due soci Raffaele Iavazzi e Carlo Barbagallo suonerà certamente un po’ strano, ma non è questo il momento di arrendersi. Ci sarà tempo per chiarire quel botta e risposta.

AMARCORD. Domenica sul parquet del PalaMaggiò saranno l’uno contro l’altro Enzino Esposito e Sandro Dell’Agnello, due personaggi che fanno inesorabilmente riaffiorare i ricordi a tutto il popolo di fede bianconera dello splendido scudetto del 1991. Sicuramente prima della palla a due ci sarà un attimo in cui questi due campioni si sfioreranno con lo sguardo e poi si abbracceranno a centrocampo, magari in compagnia di Franco Marcelletti e di Nando Gentile, chissà. Le tribune della “Reggia del basket” certamente attribuiranno un lungo applauso ai due allenatori, magari intonando anche qualche coro. Per la verità nessuno dei due se la sta passando bene, perché se Esposito è salito in corsa ma ancora non è riuscito ad invertire il trend negativo, Dell’Agnello vede la sua panchina traballare nonostante sei punti di vantaggio sull’ultima in classifica, ovvero Caserta.

FOTO CAROZZA
L’EX DI TURNO. Non solo il tecnico pesarese ritornerà a Pezza delle Noci, ma anche e soprattutto la guardia Frank Gaines che immediatamente dopo il taglio e la firma con i marchigiani si è cerchiato in rosso sul proprio calendario l’incontro di domenica. All’esordio contro Trento ha fatto “virgola”, contro Bologna ha segnato 5 punti ma tirato 2/9, contro Pistoia ha avuto un meno 19 di plus/minus, eppure nell’ultima gara contro Cantù ha fatto registrare 18 punti con 5/6 da 2 e 2/5 da 3, quasi a voler far capire che sta riscaldando i motori in vista di questo scontro. Siamo quasi certi che il palazzo fischierà il giocatore tanto voluto dall’ex giemme Atripaldi al momento della presentazione e ogni qualvolta il pallone finirà nelle sue mani. Sarà importante capire se il ragazzo della Florida saprà farsi scivolare tutto a dosso, dimostrando di avere i cosiddetti attributi. E se questo accadrà sottolineerà ancora una volta come fosse l’ambiente casertano ormai saturo.

SCONTRO DIRETTO. Caserta vs. Pesaro è soprattutto lo scontro diretto per la salvezza. Coach Enzino Esposito ha dichiarato dopo la sconfitta di Reggio Emilia che la Juvecaserta deve fare la corsa sulla Vuelle per non abbandonare la speranza di restare in Serie A, ma a queste parole devono fare seguito i fatti. Pesaro deve lasciare i due punti al PalaMaggiò, che quest’anno è stato però terra di conquista per chiunque. E a poco conta che questo match è soltanto l’ultimo del girone d’andata, e dunque c’è tutto il ritorno da giocare, perché perdere contro i pesaresi avrà naturalmente un duplice valore negativo. A quel punto infatti, non saranno soltanto otto punti a dividere le due formazioni in classifica ma dieci, avendo Pesaro lo scontro diretto a favore. E l’unica pezza che i bianconeri potranno mettere sarà quella di andare ad espugnare l’Adriatic Arena con vantaggio ovviamente superiore. Ma questi sono calcoli che potranno essere fatti, nella più negativa delle situazioni, soltanto a partire da domenica sera.

IL GIRONE DI RITORNO. Domenica va dunque in archivio il girone d’andata del campionato italiano, e tutti sperano che per la Juvecaserta voglia poter dire almeno racimolare i primi due punti di questo disgraziato torneo. La cosa che maggiormente deve preoccupare la formazione casertana, Pesaro o non Pesaro, è con chi fare i punti che poi mancheranno. Nel girone di ritorno faranno la propria trasferta a Pezza delle Noci Milano, Venezia, Sassari e Reggio Emilia rispettivamente le prime quattro della classe, mentre Caserta farà visita a Brindisi, Trento, Cremona, Avellino e Cantù rispettivamente le prime cinque inseguitrici. Escluse queste prime nove, i bianconeri saranno impegnati in degli autentici scontri salvezza sia a Pistoia che a Varese che a Pesaro. Gli altri tre incontri da giocarsi al PalaMaggiò sono contro Bologna, Capo d’Orlando e Roma, che coinciderà proprio con la prima giornata di ritorno e dunque successiva a quella con Pesaro. In virtù di questo, prima Pesaro e poi Roma diventano match decisivi per la rincorsa, anche se la salvezza della Juvecaserta passerà tra trasferte all’ultimo sangue e gare casalinghe a dir poco proibitive.

venerdì 10 giugno 2011

La Polisport Acef è 8° ai Tricolori

DAL CORRIERE DI CASERTA DEL 10/06/2011

GINNASTICA All'evento svoltosi a Pesaro ben 26 società partecipanti
La Polisport Acef è 8° ai Tricolori

MADDALONI (Giovanni Bocciero) – Altro gran successo per la Polisport Acef Maddaloni, che in collaborazione con la scuola danza Il Cucciolo di Caserta, raggiunge uno straordinario piazzamento ai nazionali di danza ritmica a Pesaro dello scorso 4 giugno. Trasferta meravigliosa in terra marchigiana per le atlete e gli accompagnatori maddalonesi, in occasione dell’evento Ginnastica in Festa 2011, che il comitato organizzatore della manifestazione ha fatto svolgere negli spazi della Fiera di Pesaro, dove è stato lampante tutto l’entusiasmo e il coinvolgimento di un evento di grande spessore, ad oggi riconosciuto come tra i primi dieci appuntamenti dello sport giovanile italiano.

Un mare di ragazzi che, con la loro vitalità, hanno gareggiato nelle diverse specialità della Federazione Ginnastica d’Italia. Con la sua semplicità e la sua tradizione, la ginnastica, nelle sue varie forme, rappresenta l’attività sportiva più praticata in Italia, e con tale evento, si è dato vita alle straordinarie emozioni che lo sport, quando è pura e leale competizione, può suscitare. Emozioni che hanno regalato anche le atlete della Polisport Acef, ovvero Carla Garbo, Luisa Masella, Federica Padovano e Sara Padovano, che si sono classificate all’ottavo posto su ben 26 società partecipanti nel torneo GPT di primo livello, terza fascia nella rappresentativa di ritmica, con un totale punti di 86,700, frutto dei vari punteggio guadagnati agli attrezzi, ovvero fune, corpo libero e palla.