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lunedì 7 settembre 2020

Le interviste di Basket Timeout. Con Pino Corvo

Intervista a Pino Corvo, ds della Virtus Arechi Salerno, con il quale si è discusso di serie B, della A2 a 27 squadre, delle elezioni federali, di giovani talenti, strutture sportive e naturalmente della ripresa delle attività in questo periodo di Covid-19.




sabato 4 giugno 2016

La Campania dei canestri ai “raggi x”, intervista a coach Ponticiello

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/06/2016

L’INTERVISTA. Coach Ponticiello: «Ci sono momenti di semina e di raccolta, questo è di semina»
La Campania dei canestri ai “raggi x”
Sei i trofei vinti: dalla Partenope Napoli alla Scandone Avellino passando per la Juvecaserta

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Da quando esiste la massima serie di pallacanestro come la conosciamo noi, ovvero dal 1965, c’è quasi sempre stata almeno una rappresentate della Campania. Le squadre della nostra regione sono anche state le uniche al di sotto di Roma ad alzare al cielo dei trofei: la Partenope Napoli prima la Coppa Italia del 1968 e poi la Coppa delle Coppe del 1970, la Juvecaserta prima la Coppa Italia del 1988 e poi lo Scudetto del 1991, il Basket Napoli la Coppa Italia del 2006 mentre la Scandone Avellino la Coppa Italia del 2008. Addirittura nella stagione 2008/09 si è sfiorato un clamoroso poker, se mentre Caserta festeggiava il ritorno in massima serie non ci fosse stata la retrocessione di Scafati, con Napoli ed Avellino a guardare. Le altre rappresentanti del Sud si limitano a Reggio Calabria, Brindisi e Capo d’Orlando, con Trapani e Messina che sono state delle autentiche meteore.
LA JUVECASERTA SCUDETTATA DEL 1991
I successi delle suddette formazioni campane sono arrivati grazie sicuramente agli investimenti fatti dai singoli patron dell’epoca, vedi Maggiò, Maione o Ercolino, ma sono stati il frutto di un duro lavoro, espresso con capacità e professionalità, spesso costruiti con il tempo. A far da cornice non poteva certamente mancare la passione per questo sport e quel pizzico di “cazzimma” tutta campana.
Coach Francesco Ponticiello a tal proposito si è anche detto contrario al termine “cazzimma” utilizzato in maniera abusata e troppo sufficientemente dai giornalisti, senza dargli il giusto valore. «Rispetto alla “cazzimma”, il mio non è un ripudio della capacità di “esser svegli” che ci contraddistingue, tutt’altro. Piuttosto una forma di congenita allergia agli stereotipi: spesso si dimentica che dietro il successo di giocatori campani come i fratelli Gentile, come Poeta, allargando il campo al calcio, i fratelli Cannavaro, Insigne, ci sia tanto lavoro, anni ed anni di sacrifici. Perché dimenticarsi di questo lavoro, del tanto allenamento, dietro ciò che ora rappresentano?».
Inoltre, abbiamo voluto il parere di un professionista come coach Ponticiello, più volte relatore ai clinic della Campania, per analizzare a 360° lo stato del movimento cestistico regionale, le piazze storiche ed i loro successi tra prime squadre e settore giovanile.
Partiamo da un dato di fatto, al di sotto di Roma soltanto le squadre campane sono state capaci di vincere sei trofei e tenere alta la bandiera del Meridione. Al budget bisogna legare capacità e passione?
«Non c'è dubbio, il budget è solo un punto di partenza. Poi viene il come questo venga trasformato in costruzione dello staff tecnico, in allestimento dell'organico, in quotidiana preparazione della competitività in campionato, ed infine in risultati. Non è assolutamente meccanica la trasformazione di un eccellente budget in vittorie. Napoli, Caserta, Avellino, quale che fosse il budget che ognuna delle squadre citate disponeva, parla soprattutto di una riuscita sintesi di tutti questi fattori».
COACH FRANCESCO PONTICIELLO
Veniamo all’oggi e non possiamo che applaudire la Scandone Avellino per la semifinale raggiunta dopo una stagione da record. Che impatto può avere sul movimento regionale un tale risultato?
«Sta a significare come, anche in Campania, puntando a costruire una buona sintesi tra il budget e ciò che viene dopo, ovvero se si riesce a determinare quella sintesi di cui parlavamo in precedenza, si può fare non solo bene, ma benissimo. È una grossa iniezione di fiducia per tutta la Campania dei canestri, non solo per Avellino. Ma è chiaro che alla società irpina, a Pino Sacripanti, alla squadra, vanno fatti innanzitutto tutti i complimenti del caso. Bravi davvero, anche perché l'inizio, come sempre avviene quando si cambia così tanto, non era stato così semplice. Ed invece il 2016 è stato davvero straordinario».
A Caserta purtroppo si sta vivendo una situazione drammatica. A suo avviso sarebbe stato meglio rinunciare al ripescaggio l’anno scorso ed avviare un progetto magari con qualche giovane italiano interessante?
«Non amo le semplificazioni, e nel caso specifico, bisogna ricordare che Sandro Dell’Agnello e la Juvecaserta, a parte qualche brivido finale, peraltro ben superato con la meritatissima salvezza, hanno disputato davvero un ottimo campionato. Le problematiche attuali, la criticità del momento non dipendono infatti da aspetti tecnici, e neppure di programmazione. Poi è chiaro che nella memoria di tutti ci sia la straordinaria tradizione di Caserta, quella che ha vinto lo scudetto con ben 7 giocatori su 10, tutto il roster meno Shackelford, Frank e proprio Dell’Agnello, composto da giocatori campani e prodotti del settore giovanile bianconero. E speriamo anche che questa caratterizzazione “indie” del basket a Caserta ritorni a manifestarsi. Però al momento tutti ci dobbiamo augurare che la Juvecaserta sia ai nastri di partenza dell’A1 il prossimo autunno. Questo è il fattore principale ed irrinunciabile».
Quello che non ha fatto Caserta l’ha fatto Scafati, nel senso che due anni or sono è ripartita dalla Serie B, ha messo a posto i conti, e adesso dopo aver dominato per tutta la stagione è tra le favorite per la promozione in A1?
«Scafati ha fatto una eccellente stagione, investendo su un organico di altissimo profilo ed il mio amico Perdichizzi ha tradotto tutto questo in competitività. Sarà senza dubbio, e fino alla fine, una delle principali protagoniste della corsa all’A1».
Sempre in Serie A2 quest’anno c’è stato il Basket Agropoli che da neopromossa ha disputato un campionato straordinario, centrando gli innesti per la categoria, segno che quando si lavora bene si raccolgono anche i frutti?
«Agropoli è stata senza dubbio la principale sorpresa di questa stagione di A2. E la società cilentana ha senz’altro portato avanti in questi anni una programmazione seria e mirata. Antonio Paternoster, altro amico, ha lavorato benissimo su un roster che ha mostrato da subito un eccellente equilibrio tra il talento del trio Roderick, Trasolini e Tavernari, la grande esperienza di Santolamazza, su cui è stato fatto un investimento coraggioso e dagli enormi risultati, e la gioventù del resto dell’organico. Direi che, come nei casi di Avellino, Caserta, Scafati, i complimenti siano assolutamente meritati, amplificati dall’evidenza che nessuno l’estate scorsa si aspettava che Agropoli disputasse un campionato tanto positivo».
Capitolo Napoli: da oltre un quinquennio si stanno scrivendo soltanto brutte pagine. La poca fattibilità dei vari progetti può essere riscontrata alla base, ovvero che nessuno è ripartito da un settore giovanile forte?
«Difficile valutare la situazione di Napoli, se non si conoscono direttamente le vicende che hanno portato a questi ripetuti blackout. In realtà delle società che investono ed hanno un’ottima programmazione in ambito giovanile ci sono, ad esempio il ViviBasket Napoli, che, oltre a fare un ottimo reclutamento, ha prodotto discreti prospetti, che hanno calcato anche i parquet di A2. Speriamo che si riesca a ripartire proprio da questi esempi di programmazione. La Campania del basket non può certo rinunciare a Napoli».
E arriviamo anche al settore giovanile, che in questa stagione ha visto una sola formazione (il Cilento Agropoli iscritto per altro alla Serie C) disputare il campionato Under 20 Eccellenza. Solo una questione di annate?
«No, francamente non credo che sia un fatto di annate, anche perché, in regione, dei ‘96 e dei ‘97 in grado di ben figurare nell’Under 20 ci sono senza dubbio, alcuni di loro sono stati parte importante delle nazionali giovanili che hanno centrato importanti risultati internazionali negli ultimi anni. Purtroppo è sopraggiunta nelle società un disinteresse, solo parzialmente motivato dalle oggettive difficoltà ad investire nell’attività giovanile. È piuttosto un problema di mentalità, che peraltro il positivissimo lavoro del Centro Tecnico Federale, in diretta connessione con il Settore Squadre Nazionali Giovanili, il lavoro sulla formazione dei giovani allenatori e l’opera lungimirante di alcune società, stanno contribuendo a migliorare. Per carattere tendo a sottolineare gli aspetti positivi, e pur non sottovalutando le criticità che tu hai riferito, sono ottimista per il futuro. Anche quello immediato».
L'ARTUS MADDALONI CON ALESSANDRO GENTILE
E SALVATORE PARRILLO ADESSO IN FINALE SCUDETTO
La Campania ogni anno produce prospetti interessanti che emigrano in piazze prestigiose, ma quest’anno dall’Under 20 all’Under 15 non avrà una rappresentante alle Finali Nazionali. Uno smacco per l’intero movimento?
«Senza dubbio, ed il confronto con anni, neppure così lontani, in cui compagini come Juvecaserta, Napoli, Sant’Antimo, Pozzuoli, Salerno, Scafati, Maddaloni, e dimentico colpevolmente, e senza volerlo, qualcun’altra, riuscirono a mandare loro rappresentanti alle Finali Nazionali Under 17 o Under 19, diviene impietoso. Perché anche regioni con minore quantità e qualità della nostra hanno centrato questi obiettivi. Ma non è il caso di piangerci addosso, ci sono momenti di semina e momenti di raccolta. Evidentemente questo è il momento della semina».

domenica 6 settembre 2015

NUOVA STAGIONE. In Campania tante difficoltà economiche ed organizzative

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/09/2015

NUOVA STAGIONE. Anche quest’anno si sono registrate nove rinunce e due non iscrizioni
In Campania tante difficoltà economiche ed organizzative

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Un'altra stagione agonistica è alle porte, con le squadre senior e tante anche al giovanile che hanno ripreso gli allenamenti a pieno ritmo, ma le difficoltà sono purtroppo sempre dietro l'angolo. Ormai sono anni che si è ben capito che il basket in generale, ed in particolare quello della nostra regione, sta vivendo un periodo di vacche magre. E volendo paragonare le società cestistiche ai bovini, quanti di questi sono purtroppo morti strada facendo? I conti, a dire la verità, sono un po' sfuggiti, e non è certo un piacere raccontarlo. Per quanto riguarda questa stagione, i numeri dicono di nove rinunce (Magic Team Benevento, Cestistica Benevento, Basketorre 2009 Torre Annunziata e Partenope Napoli in Serie C, Basket Acerra ed S.B. Napoli Est in Serie D, Basket Casalnuovo, Centro Diana Maddaloni e Promobasket Marigliano in Serie B femminile) e due non iscrizioni (Delta Salerno in Serie C e Virtus Pontecagnano in Serie D).
IL PRESIDENTE FEDERALE MANFREDO FUCILE
Società che scompaiono e che purtroppo sono in buona compagnia. E la moria delle vacche non sembra ancora finita, perché i termini di iscrizione per il campionato di Promozione ancora non sono scaduti, e dalle notizie che trapelano, ci saranno sicuramente diversi forfait. Il motivo maggiormente evidenziato dagli addetti ai lavori sono le troppe spese legate allo svolgimento ed al mantenimento di una squadra, tra iscrizione al campionato, tasse gare e rimborsi agli arbitri, ma soprattutto i fatidici tesseramenti dei giocatori che costano quanto un occhi della testa man mano che si sale di categoria, oltre ovviamente ai compensi agli atleti che ormai soltanto alcuni club riescono seriamente a rispettare. Per inciso si stanno sempre più assottigliando diventando in pratica dei semplici rimborsi per la sola benzina. Di pallacanestro no si può vivere tranne se non si arriva al basket professionistico, e questo lo si sa, ma almeno un tempo aiutava a far quadrare i conti a quei giocatori che in regione avevano un certo pedigree.
Di conseguenza però, siamo ormai alla fine dell'estate e la Federbasket campana con a capo il presidente Manfredo Fucile, ha ancora qualche problemino per quello che riguarda gli organici e le formule dei diversi campionati. Ad esempio, sono state prorogate sino a ieri (6 settembre) le iscrizioni al campionato di Serie C femminile, visto che alla data ultima di luglio erano state soltanto sei le formazioni che avevano ratificato la loro partecipazione, ovvero Cestistica Ischia, Olimpia Capri, Basket Vomero Napoli, Virtus Melito, Azzurra Cercola e Basilia Potenza. Per quel che riguarda invece la Serie D, la rinuncia di settimana scorsa del Napoli Est ha costretto a riaprire la procedura per un ripescaggio. In realtà il girone in cui era inserita la squadra partenopea era composto da 13 team, e qualora non siano arrivate alcuna richiesta di ripescaggio il raggruppamento rimarrà tale e sarà generato un nuovo calendario per l’inizio del campionato.
Le difficoltà non si hanno soltanto per i tornei senior, dove l’assenza di sponsor e dunque di quella liquidità necessaria per sostenere tutte le spese si fa sentire in maniera evidentemente maggiore. Ma anche a livello giovanile non mancano le stesse identiche complicazioni, il più delle volte dovute anche a problematiche economiche ma non solo. Ad esempio, il campionato Under 18 Eccellenza aveva bisogno di un’altra formazione per completare l’organico richiesto da dodici squadre. E così dopo la chiusura delle iscrizioni a metà luglio, sono stati riaperti i termini per tutto il mese di agosto e sino al prossimo 10 settembre. Data ultima per presentare domanda d’iscrizione anche al campionato Under 16 Eccellenza, che dopo aver visto iscriversi le dodici squadre necessarie, ha visto settimana scorsa il ritiro della Scandone Avellino che ha optato per autoretrocedersi al torneo Elite. Decisione non maturata da difficoltà economiche, anche se in irpinia è soltanto di alcuni anni fa un episodio in cui gli stessi genitori si lamentarono della completa assenza del club. La decisione invece è maturata per una semplice questione di tasso tecnico, che comunque fa pensare.

giovedì 16 luglio 2015

SERIE C. Sei squadre non iscritte, campionato già in salita

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/07/2015

SERIE C. I Cedri San Nicola parteciperanno senza problemi mentre Massaro va ad Angri
Sei squadre non iscritte, campionato già in salita

SAN NICOLA LA STRADA. Il prossimo campionato di Serie C nella sua nuova formula dopo la riforma non è ancora incominciato, che già si devono prendere nota di defezioni all’organico iniziale delle aventi diritto e polemiche che vanno contro i soliti costi che la Federbasket impone alle società. Dopo che nelle scorse settimane avevamo riportato che Cestistica Benevento e Timberwolves Potenza avevano annunciato che non si sarebbero iscritte al campionato, ha fatto sentire la propria voce anche la Magic Team ‘92 Benevento, che di fatto ha deciso di non disputare il prossimo campionato di Serie C e dedicarsi unicamente al settore giovanile per cercare nuova linfa vitale da qui agli anni futuri.
FOTO AFFINITO
“La Magic Team ’92 rinuncia ufficialmente alla disputa del campionato di serie C Regionale maschile, ex C nazionale, non condividendo la nuova formula del campionato che di fatto ha comportato una retrocessione - queste le parole lette nel comunicato ufficiale della società da parte del presidente Mimmo Di Nunzio -, non avvenuta sul campo, nel campionato regionale, oltre ad una cervellotica formula per eventuale promozione in Serie B con successivi aggravi di spese per la integrazione del costo dei parametri. Ma la rinuncia non compromette la continuazione e la crescita del settore giovanile che ha regalato ottimi risultati - chiosa la nota stampa - e traguardi nell’ultimo anno”.
Per i Cedri San Nicola, unica squadra della nostra provincia ai nastri di partenza, sarà un campionato ancora tutto da scoprire. Infatti mercoled’ scorso, 15 luglio, sono scaduti i termini per l’iscrizione, ed oltre alle due formazioni sannite e a quella lucana che avevano dichiarato ufficialmente che non si sarebbero iscritte, non sono pervenute le richieste neppure di Delta Salerno, Partenope Napoli e Basketorre 2009 Torre Annunziata. Per quanto riguarda queste ultime due, pur senza alcuna nota stampa, nell’ambiente cestistico regionale circolavano notizie negative per quanto riguardava la loro partecipazione. Più sorprendente invece è stata la non iscrizione del Delta. Ma fatto sta che delle venti inizialmente aventi diritto, adesso se ne sono iscritte soltanto quattordici con Felix Napoli e Pallacanestro Afragola che hanno presentato domanda di ripescaggio.
Tra notizie più o meno negative, c’è chi programma la stagione come Angri, che rescisso il tecnico Gino Dello Iacono passato agli avversari di Sarno, hanno subito trovato il nuovo head coach in Massimo Massaro che settimana scorsa ha salutato Maddaloni. Ovviamente un allenatore del suo spessore poteva rimanere davvero per poco senza una panchina.
Giov.Bocc.

venerdì 31 maggio 2013

Handball, terzo scudetto per lo Jomi Salerno

DAL CORRIERE DELLA CAMPANIA DEL MESE DI MAGGIO 2013

Handball, terzo scudetto per lo Jomi Salerno

SALERNO. La Jomi Salerno vince il terzo scudetto della sua breve storia sportiva (fondata otto anni fa dalle ceneri dell’Handball Salerno), creando una vera e propria dinastia nella pallamano femminile. Forse dire dinastia è pure troppo poco, visto che nel palmares della società ci sono tre scudetti, tre Coppe Italia, due Supercoppe e un Handball Trophy. Insomma, stiamo parlando di una vera e propria corazzata che sul suolo nazionale detta praticamente legge. Nell’ultima gara della stagione, la numero tre della poule scudetto, la Jomi si è imposta sul Sassari per 26-25 dinanzi ad un Pala Palumbo gremito per l’occasione. Una gara al cardiopalma che si è decisa a meno di un giro di lancette dal termine, quando il portiere di casa Prunster ha parato un penalty, e sul contropiede è nato il gol di Avram che ha permesso alle salernitane di conquistare il tricolore. Finale raggiunta dopo un testa a testa durato per tutta la stagione proprio con le sarde, che ha permesso al Salerno di calare il primo “triplete” della sua storia. 
“Non è facile spiegare le emozioni che ti assalgono in questi momenti – dichiara il tecnico Giovanni Nasta. Poter arrivare a giocarsi davanti al proprio pubblico una finale è la cosa più bella che ti possa capitare. Il nostro progetto tende ad unire i giovanissimi e le nostre ragazze che li crescono tutti i giorni, coinvolgendoli in varie attività, mentre noi come società forniamo il massimo contribuito tecnico-educativo che ci permette di raggiungere in un periodo lungo i nostri obiettivi. Ripartire dalle basi con le giovanili è l’unica strada percorribile, e a Salerno con questi dirigenti competenti – conclude l’allenatore salernitano – è tutto possibile”. Non soltanto il tecnico della Jomi è un salernitano purosangue, e quindi orgoglio di società e città, ma anche la capitana Antonella Coppola, che ha vestito i colori della società sin dalla sua fondazione, Pina Napoletano, la giocatrice più prolifica del campionato, e Assunta Lamberti, giovanissima in rampa di lancio. Il team salernitano adesso prova a guardare al futuro anche e soprattutto attraverso il proprio settore giovanile, che conta quattro formazioni femminili e due al maschile. La “cantera” ancora non ha portato quei frutti che invece ha conseguito la prima squadra, ma la strada percorsa è senz’altro la migliore. “Abbiamo rovesciato la piramide raggiungendo il risultato che ci eravamo prefissati nel giorno della ripartenza – commenta il direttore Lino Loria perché c’è chi partendo da una base forte riesce negli anni a costruire un modello vincente, e c’è chi, come noi, decide di partire dai risultati della prima squadra per allargare quella base. In due anni d’attività, abbiamo creato un settore giovanile all’avanguardia. I bambini crescono cercando di emulare le gesta delle ragazze, e tutto questo è stato possibile grazie alla disponibilità del Pala Palumbo e della collaborazione – conclude il ds salernitano – dei dirigenti scolastici degli istituti coinvolti”.

Giovanni Bocciero