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venerdì 4 febbraio 2022

Nba Draft 2022 - Jalen Duren, una forza della natura

Jalen Duren, una forza della natura

Il centro di Memphis non sta brillando come ci si aspettava,
ma ha un potenziale smisurato e per questo rimane intrigante in ottica Draft


di Giovanni Bocciero*

Della non brillante stagione di Memphis - l'ennesima, per la verità - ne sta risentendo anche il centro Jalen Duren. Osservato speciale degli scout Nba insieme al compagno Emoni Bates (o forse ex compagno dato che, a quanto pare, quest'ultimo sta meditando di lasciare i Tigers), sta dimostrando di avere tante belle qualità, che si sposano alla perfezione con la combinazione di fisico, atletismo e dinamicità che possiede e che tanto piacciono. Però non mancano diverse lacune rispetto alle quali non sta facendo vedere grossi miglioramenti in questo suo primo e forse unico anno di college.

I doni di Madre Natura

Diciamolo subito: forse non sarà la prima scelta assoluta al Draft 2022, ma non dovrebbe essere scelto neppure al di fuori della top 5. Dopotutto è sempre un armadio da 2.11 metri per 113 kg con un wingspan di 228 cm, che corre benissimo il campo, salta come una cavalletta e che compirà 19 anni solo il prossimo novembre.

Un'àncora difensiva

La prima cosa che subito colpisce del gioco di Duren, è che domina i tabelloni tanto in attacco quanto in difesa. Afferra 7.3 rimbalzi di media, con un 10.8 di OR% e 20.3 di DR%. Lotta su ogni pallone che è in aria e i mezzi fisici gli permettono di nascondere qualche errore d'impostazione difensiva. Possiede un puro istinto per la stoppata, tant'è che viaggia a 2.5 per gara (26° in Division I). Intimidatore d’area come pochi, sempre pronto ad andare in aiuto, tende però a essere abbastanza falloso.

Se il fisico, per qualche scout già Nba-ready, gli potrebbe garantire di avere sin da subito dei minuti al piano di sopra, non sono da meno altre sue qualità. La capacità di correre il campo, l'ottimo controllo del corpo, i movimenti rapidi e veloci soprattutto sul pick and roll che spesso lo portano alla caccia del lob per la schiacciata, ne fanno un attaccante potenzialmente devastante, molto più degli attuali 10.7 punti di media. Nei pressi del canestro non ha un tocco dolce, ma sa essere efficace: non a caso ha il 61.8% di True Shooting.


Ancora troppo grezzo

Sì ok, è efficace nei pressi del ferro, ma se ci allontaniamo già a 4-5 metri la situazione cambia. Duren ha una mano quadrata, e i jumper dal mid-range sono la soluzione che le difese avversarie tendono a concedergli per evitare magari che parta in palleggio per avvicinarsi al canestro. Non è immune neppure da brutte percentuali ai tiri liberi (54.9%) Uno solo è il tiro che si è azzardato a prendere da oltre l'arco, e il risultato si può ben capire quale sia stato. Insomma, tutti segnali che è un prospetto ancora troppo grezzo.

Di sicuro però può migliorare con il lavoro. Non a caso ha mostrato anche dei lampi di genio con la palla tra le mani, segno che il potenziale c'è. Saper leggere le situazioni di gioco è un aspetto che va allenato, ma per adesso lui gioca prettamente d'istinto. È capace comunque di vedere ciò che gli succede intorno, di effettuare un assist vincente. Ma spesso la mancanza di tecnica lo costringe alla palla persa. E questo si traduce in un Turnover Rate consistente (21.1%).

Strengths

Weaknesses

In conclusione, Jalen Duren è senz'altro un prospetto sul quale poter puntare: non è Nba-ready in ogni aspetto del gioco, anzi, ma vale la pena provare a lavorare su una forza della natura dal potenziale smisurato come il suo.


*Articolo per BasketballNcaa.com

venerdì 10 settembre 2021

Emoni Bates e Jalen Duren, si punta in alto a Memphis

 Emoni Bates e Jalen Duren, si punta in alto a Memphis


di Giovanni Bocciero*


Non c’è una squadra in tutto il college basketball affascinante come Memphis. I reclutamenti di Jalen Duren prima e di Emoni Bates qualche settimana dopo hanno riacceso l’attenzione nei confronti dell’università allenata da Penny Hardaway. Ma come si inseriranno nello scacchiere dei Tigers i due nuovi fenomeni sbarcati sulle rive del Mississippi?

Bates, idea point guard

La scelta di Memphis da parte di Bates è stata una decisione quasi rivoluzionaria. Sin da adolescente è un fenomeno generazione per la combinazione di mezzi fisici e capacità tecniche. Essendo capace di crearsi da solo il tiro e potendo sparare da ogni parte del campo sarà senz’altro un’ulteriore bocca da fuoco per Hardaway. Ma il tecnico vuole fare di più.


Sì, Bates ha scelto Memphis perché convinto dal coach a giocare parecchio da point guard. Un ruolo in cui è rimasto il solo Alex Lomax. Ma è un’idea che per la verità stride, e non poco, con le caratteristiche della squadra. I Tigers sono stati insuperabili nella propria metà campo (primi in assoluto nel paese con un Adj Efficiency Defense di 86.4, e da top 5 l'anno precedente con 89.1), ma in quella offensiva hanno dimostrato di non avere un briciolo di gioco ed organizzazione. Un dato? Un Turnover Percentage di 21.7 che l’anno scorso li posizionava al numero 308 nella nazione.

L’esperimento PG sembra inoltre cozzare anche con il modo di giocare del ragazzo. Non è un segreto che Bates sia un accentratore. Al liceo ha sempre tirato qualsiasi cosa gli passasse per le mani, anche per mancanza di compagni all’altezza. Al Nike Peach Jam, in nove partite ha avuto le medie di 20 punti, 5.2 rimbalzi e 1.4 recuperi, tirando con il 37.8% dal campo ed il 30.2% da tre su 53 tentativi. Inoltre ha avuto lo stesso numero di assist e di palle perse: 25. Bene e male allo stesso tempo. Insomma, leggendo queste statistiche, viene normale storcere il naso. Ma c’è un però che conferma la solitudine menzionata poco sopra.


Nella stessa manifestazione ha anche indossato la maglia del Team Final, insieme al neo compagno Duren. Ebbene lo staff tecnico della squadra è rimasto particolarmente colpito dalla sua disponibilità ad ascoltare e di mettersi a disposizione. Aspetti positivi che spetterà ad Hardaway sfruttare al meglio, come le sue qualità di passatore. Perché Bates, pur utilizzando poco questo fondamentale, ha dimostrato di avere un’ottima visione di gioco. E se è vero che in Ncaa genererà tanta attenzione su di sé in attacco, è facile pensare che possa liberare i compagni. Sarà forse questo l’aspetto del gioco sul quale sarà maggiormente valutato.

Duren e Bates compagni con Team Final


Duren, il centro di gravità

Memphis potrà schierare anche il centro Duren, osservato speciale degli scout Nba per la combinazione di stazza fisica, atletismo e dinamicità. Dopotutto stiamo parlando di un 2.10 metri per 104 kg con un wingspan da 228 cm, che può mettere palla a terra e attaccare fronte a canestro. È abituato a dominare i tabelloni, e potrà essere l’àncora della già ben messa difesa Tiger.

Rispetto al compagno Bates, che potrà essere eleggibile al Draft solo dal 2023, Duren è un prospetto da top 10 alla prossima selezione. E se la stagione andrà secondo i piani, punta deciso alla prima scelta assoluta. Per lui parlano soprattutto le statiche. Secondo Cerebro Sports, al Nike Eybl ha viaggiato alle medie di 23.6 punti, 15.1 rimbalzi, 3.3 assist e 4 stoppate col 57.4% di tiro reale sui 40 minuti. Cifre impressionanti.

Intimidatore d’area e grande stoppatore, è veloce nei movimenti e rapido di piedi, ed ha un ottimo controllo del corpo. Per qualche scout è Nba-ready, e il paragone che va per la maggiore è quello con Chris Webber. Ai Tiger andrà a sostituire Moussa Cissé che ha deciso di trasferirsi ad Oklahoma State, ma non sarà affatto un semplice rimpiazzo.


Essendo molto efficace spalle a canestro e in post basso, sarà interessante vederlo giocare in coppia con Deandre Williams, il giocatore più versatile di coach Hardaway. Un’ala tuttofare che potrebbe accendere Duren con delle giocate alto-basso potenzialmente immarcabili per le difese avversarie. Insomma a Memphis la tavola è apparecchiata per una grande stagione. Sta ai protagonisti mantenere le attese.



* per il sito web BasketballNcaa.com