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lunedì 25 novembre 2024

Italbasket convincente in Islanda ma festa rovinata a Reggio Emilia

Gli azzurri vincono e convincono in Islanda, ottimo l’esordio di Basile

Per la terza partita del girone di qualificazione ad Eurobasket 2025, l’Italbasket si è recata a Reykjavik per affrontare l’Islanda. Quarto confronto tra le due nazionali. Tra infortuni vari e indisponibili per l’Eurolega, gli azzurri si presentano in undici elementi, con tre esordienti in Basile, Rossato e Poser. In avvio il ct Pozzecco si affida all’esperienza di Spissu, Tessitori e Vitali, presenti anche due anni orsono nella sconfitta in terra scandinava con Hlinason protagonista con una prestazione da 34 punti, 21 rimbalzi e 5 stoppate.

Memori di quella gara, il piano partita sembra piuttosto chiaro: occupare l’area per non concedere spazio al centro islandese, con Tessitori che prova ad essere pericoloso dalla media e lunga distanza per portarlo fuori dal pitturato in difesa. La svolta del match arriva piuttosto presto, perché l’Italia alza l’intensità difensiva nella seconda metà del primo quarto costruendo il parziale da 19-0 anche per via delle scarse percentuali dalla distanza degli avversari. Le qualità di Basile e la grinta di Rossato emergono sin da subito, con Pozzecco che al 9’ ha mandato in campo già dieci giocatori differenti. Questo permette di tenere alta la concentrazione, ed è per questo che l’Italia raggiunge un vantaggio ben oltre i 20 punti (il massimo sul 23-49). All’intervallo sono nove gli azzurri ad aver segnato almeno 3 punti, con Bortolani migliore a quota 9 chirurgico da 2 (3/3) e meno da 3 (1/4). Ma è tutta la squadra che tira meglio da dentro l’arco (60%) che da fuori (31%), piuttosto in controtendenza oggigiorno.

Dopo l’intervallo è l’Islanda ad entrare in campo con maggiore energia e cattiveria agonistica. Gli azzurri in grande difficoltà sono comunque bravi a non concedere rimbalzi offensivi agli avversari (1 in tutto il match), che col parziale di 15-0 si fa pericolosamente sotto. L’Italbasket, con Pozzecco rimasto negli spogliatoi causa emicrania, perde completamente fluidità in attacco, sbattendo più e più volte contro il totem Hlinason. Dopo oltre 5’ di siccità, ci pensa Basile con la tripla a sbloccare la nazionale. Poi il lungo di Cantù è bravo ad aprire la scatola islandese attirando il centrone avversario fuori dall’area e arrivando velocemente a quota 15 punti. L’assistente Casalone si affida a Rossato ed Akele (che timbra una doppia doppia), e questi rispondono con un ottimo impatto tanto in attacco quanto in difesa. L’Islanda pur essendo un fiume in piena riesce a tornare fino al meno 9. Poi gli azzurri grazie ad una serie di recuperi corrono veloci in contropiede, e di fatto riaprono la forbice. Festeggia anche per Poser, che appena mette piede in campo trova i suoi primi punti in azzurro.

Vittoria convincente per l’Italia, considerando le tante assenze di oggi e i risultati di altre importanti nazionali. Finale 71-95 (qui il boxscore). Appuntamento adesso lunedì 25 novembre al PalaBagi di Reggio Emilia per il return match.

Giovanni Bocciero



Un’Islanda più affamata rovina la festa di Reggio Emilia

Non è stata una bella Italia quella che al PalaBigi di Reggio Emilia ha affrontato per il return match della finestra Fiba l’Islanda. Gli azzurri del ct Pozzecco sono stati battuti da degli avversari che hanno dimostrato di avere più fame e più voglia, con una qualificazione ad Eurobasket 2025 ancora tutta da conquistare. Spissu e compagni hanno iniziato contratti e non hanno mai trovato continuità. Rispetto al match giocato pochi giorni prima, gli scandinavi hanno tirato meglio, in particolare da 3. L’Italia ha cavalcato i reggiani, di nascita o acquisiti. Se Melli nei primi 20’ si è visto poco, molto poco, Vitali è stato il primo a far esplodere il palazzetto con il canestro che ha inaugurato la sfida. Ed ha continuato ad essere una delle poche note liete della prima frazione. Insieme ad Akele, che sull’onda lunga della gara di Reykjavik è stato tra i più propositivi e si è reso protagonista anche di una bella schiacciata. Giocata nata da una delle poche azioni corali delle quali si è fregiata la nazionale italiana prima dell’intervallo.

Appunto, c’è da scindere l’Italbasket del primo tempo da quella del secondo, che invece ha innescato molto bene Melli con i giochi a due di Spissu. In difesa invece, si è concesso molti meno rimbalzi offensivi, sui quali l’Islanda aveva costruito il +14. Ma gli islandesi sanno essere rognosi per davvero, e quando sono entrati in fiducia hanno trovato anche dei canestri dal difficile quoziente. Il Poz ha fatto ruotare dieci elementi nei primi 10’, facendo esordire anche Sarr, che ha sbagliato i liberi che gli sarebbero valsi i primi punti con la nazionale maggiore. Le triple di Ricci e Bortolani hanno permesso il sorpasso, poi ha saggiato il campo anche Tessitori, con Caruso che ha rimediato un n.e.

Ma le idee del ct sono state chiare: Ricci e Melli i titolari, Akele e Basile i principali rincalzi. E proprio la prestazione dell’italo-americano è la fotografia migliore per descrivere l’intera prestazione di squadra rispetto alla gara di pochi giorni fa. Sul finale gli azzurri si sono impigriti di nuovo, hanno rinunciato anche a qualche tiro aperto, e così l’Islanda è ritornata sul +14. Il finale ha visto commettere tutti gli errori da evitare, in particolare la concessione dei rimbalzi agli islandesi. Che di fatto, hanno dimostrato di avere più fame e dunque meritato la vittoria: 74-81.

QUI le statistiche del match

Giovanni Bocciero




lunedì 21 marzo 2022

World Cup. Italbasket, quanta fatica

Italbasket, quanta fatica

La qualificazione alla World Cup è ancora a rischio: per la sicurezza dovrà battere a luglio l'Olanda


di Giovanni Bocciero*


La Nazionale italiana del ct Meo Sacchetti ha chiuso la seconda finestra per le qualificazioni alla Fiba World Cup 2023 con una vittoria ed una sconfitta, che sommate allo stesso record della prima fanno due vittorie e altrettante sconfitte. Un percorso che allo stato attuale non soddisfa il tecnico, che è stato chiaro nel dire che ci manca un successo. Se in trasferta contro la Russia era preventivabile ritornare con zero punti, la stessa cosa non doveva succedere nella partita disputata in Islanda. E invece purtroppo la “brutta figura”, così come è stata etichettata un po’ da tutti, dall’allenatore al presidente federale Gianni Petrucci, è avvenuta. Per fortuna non c’è stato alcun contraccolpo, visto che la contesa del PalaDozza ha visto gli azzurri rimettere quanto meno la situazione in pari.

QUESTIONE DI ATTEGGIAMENTO. Nessun alibi dopo la debacle islandese, ma il presidente Fip alla vigilia delle due importanti partite era ritornato su uno degli argomenti più scottanti quando si tratta delle finestre Fiba. Ovvero, la mancanza dei migliori giocatori a disposizione della Nazionale italiana. Con parole forti, il numero uno della nostra pallacanestro ha tuonato contro l’Eurolega. Uno sfogo che difficilmente troverà una soluzione, ma che forse ha avuto effetti addirittura controproducenti se guardiamo all’atteggiamento con il quale l’Italia è scesa in campo ad Hafnarfjordur. Sacchetti è stato chiaro anche in questo, quando ha detto che “abbiamo giocato 25 minuti non all’altezza”. È stato quello il peccato capitale della missione islandese. Una questione di atteggiamento che ha visto da un lato una squadra surclassata per voglia, intensità, forse addirittura intimorita dall’ambiente piccolo ma molto caloroso dell’impianto di Hafnarfjordur. Dall’altro lato invece, ed è stata una diretta conseguenza, si è permesso di galvanizzare una squadra sicuramente coriacea, ma non così talentuosa, che ha avuto nel centro Tryggvi Hlinason un vero e proprio fenomeno.

In Islanda si è rivisto anche quell’attacco dalle polveri bagnate che ha fatto accendere la spia rossa nella prima finestra contro Russia e Olanda. Soltanto via via che la partita scorreva gli azzurri hanno aggiustato un po’ le proprie percentuali. La Nazionale ha provato ad essere più incisiva, ma c’è riuscita solo a tratti e soprattutto quasi in maniera individuale. Il finale di gara dei regolamentari di Stefano Tonut sono stati fantastici ma non sufficienti per capovolgere una partita che effettivamente è stata segnata dall’inizio. Peccato, perché alla fin fine bastava davvero un ultimo sforzo, magari un poco più di attenzione, o anche quel pizzico di fortuna per portare a casa una vittoria importante quanto preziosa per il cammino verso il Mondiale di Indonesia, Giappone e Filippine.

La palla a due della sfida al PalaDozza di Bologna
NECESSITA’ DI VINCERE. La gara di ritorno disputata al PalaDozza di Bologna metteva gli azzurri spalle al muro. Nel post gara Amedeo Della Valle ha fatto riferimento proprio alla necessità di vincere. Inutile girarci intorno, l’Islanda andava battuta e fortunatamente lo è stata. Non senza sudare le proverbiali sette camicie. Soprattutto in avvio, dove praticamente si è visto quasi lo stesso canovaccio della gara disputata ad Hafnarfjordur. Gli azzurri si sono dimostrati ancora poco reattivi in difesa, e soprattutto deve essere diventato frustrante non riuscire ad arginare Hlinason che aveva ripreso praticamente da dove aveva lasciato. Nella pallacanestro una buona difesa porta ad avere un buon attacco, ma non è un segreto che per le squadre del ct Sacchetti avviene esattamente il contrario. Ovvero, se nella metà campo offensiva si segna con continuità e magari con azioni corali, ne guadagna la voglia di difendere così da mettere quei piccoli granellini negli ingranaggi dell’attacco avversario. Ed è proprio quello che è avvenuto, e così anche l’incredibile Islanda che sembrava un rebus di difficile soluzione è stata imbavagliata. Ma soprattutto, a prendersi la scena è stato Della Valle. La guardia della Germani Brescia quando mette piede sulle tavole del palazzetto di piazza Azzarita sembra assumere le sembianze di un supereroe. L’ultima volta in maglia azzurra aveva realizzato 28 punti, distruggendo le resistenze della Polonia che aveva ambiziosi di qualificarsi al Mondiale in Cina del 2019. Questa volta è riuscito ad aggirare la fisicità degli islandesi, ha anticipato i movimenti caricando di falli la difesa ma soprattutto ha lucrato con i tiri liberi. È stata quella la spinta che ha permesso di avere ragione degli avversari. Sacchetti alla precisa domanda sulle problematiche che ha creato la fisicità dell’Islanda ha risposto che “per caratteristiche sono più piccoli e rapidi di noi, e dunque anche più reattivi. Questo ha fatto sì che soprattutto all’inizio abbiamo subito diverse penetrazioni al ferro. Ma noi puntavamo a cercare di togliergli spazio per evitare che giocassero i pick and roll in cui sono bravi a servire i lunghi”.

Mentre Della Valle faceva ferro e fuoco, sia a cronometro fermo che dall’arco dei 6,25, Michele Vitali, Nico Mannion e Alessandro Pajola si sono uniti nel colpire dalla lunga distanza sgretolando pian piano le certezze con le quali gli avversari erano venuti ad affrontare questo return match. E mentre, appunto, l’attacco collezionava punti e vedeva lievitare il proprio computo totale, ne guadagnava la difesa. Lo stesso Pajola si è tuffato un paio di volte per salvare o recuperare il pallone, così come sono stati diversi i recuperi avvenuti sui passaggi da un lato all’altro nei quali l’ex fortitudino Jon Axel Gudmundsson e compagni si sono dovuti rifugiare per uscire da attacchi con poche idee.

“Rispetto alla partita in Islanda abbiamo aggiustato qualcosa - ha continuato in conferenza stampa il ct azzurro Sacchetti -. In difesa sono stati più presenti sia i lunghi ma anche i piccoli, che hanno cercato di lasciare molto meno tempo agli avversari per trovare i passaggi sotto. Abbiamo avuto sprazzi importanti in attacco con Mannion, con Della Valle che ha attraversato un periodo di fuoco, con Vitali che ha trovato una buona serie al tiro. Non potevamo fare di meglio, ma sicuramente non potevamo fare peggio rispetto alla gara giocata solo alcuni giorni fa”.

La conferenza stampa del ct Sacchetti e Della Valle
RITORNI PREZIOSI. L’Italbasket in questa finestra ha avuto tanto sia da Della Valle che da Biligha. In particolare, il primo è stato decisivo nella vittoria di Bologna, mentre il secondo è stato prezioso finché ha potuto nella sconfitta di Hafnarfjordur. La guardia della Germani Brescia nella gara disputata in Islanda ha fatto fatica a trovare il giusto ritmo in attacco, esattamente il contrario nella seconda partita della finestra. Si è caricato la Nazionale in spalle, ha provveduto a rimpinguare il punteggio azzurro quando magari si poteva far fatica in attacco. Ha portato quell’esperienza e quella leadership che erano forse mancate contro Russia e Olanda. A questo punto ci si rende conto che non si può fare a meno di lui, cosa che ha dichiarato senza mezzi termini lo stesso allenatore: “Quando ho preso la Nazionale nel percorso per la qualificazione ai Mondiali del 2019, Della Valle ci ha dato una grossa mano. Per me lui è importante, è una realtà di questa squadra ed ha giocato bene proprio come sta facendo quest’anno in campionato. In Islanda ha bucato una partita, ma ci può stare. In alcune circostanze ha esagerato ma ha anche contribuito al gioco di squadra con alcuni passaggi di gran fattura. La completezza - ha concluso Sacchetti - del suo gioco non si discute”.

Non è stato da meno l’apporto di Paul Biligha, che ha dimostrato di essere una valida alternativa ad Amedeo Tessitori come centro dell’Italia. Le qualità del giocatore dell’Armani Milano sono ben conosciute, e sono proprio quelle che purtroppo mancano al pacchetto lunghi della Nazionale. In Islanda Biligha ha fatto vedere di poter diventare un vero e proprio fattore difensivo, un’àncora alla quale aggrapparsi quando la situazione si complica e non poco. Nonostante possa essere considerato a tutti gli effetti un pivot-bonsai, per grinta e volontà non è secondo a nessuno. Dispiace quasi vederlo ammuffire sulla panchina delle ‘scarpette rosse’, ma un’altra sua qualità da evidenziare è proprio quella che gli basta essere chiamato per portare il suo contributo. E a questo punto bisogna capire se anche lui, nell’ottica del ct, diventa un tassello importante di questa Nazionale, soprattutto in vista della prossima finestra per le qualificazioni alla Fiba World Cup del 2023.

ASPETTANDO ALLA FINESTRA. Archiviata questa seconda finestra delle qualificazioni con un record di due vittorie e due sconfitte, non ci resta che pensare alla prossima finestra. O magari sarebbe meglio dire di aspettare alla finestra, visto che al momento è quasi impossibile pensare ai prossimi impegni sportivi. Non solo per la tempistica, visto che si giocherà il prossimo mese di luglio, ma soprattutto per quelli che sono gli avvenimenti di attualità che stanno destabilizzando il mondo. La guerra tra Russia ed Ucraina ha in qualche modo influenzato anche le gare di qualificazione, nelle quali i protagonisti sportivi si sono resi artefici di gesti per scongiurare queste estreme soluzioni con gli slogan ‘stop war now’. Lo stesso ct Sacchetti ha indossato, nella gara del PalaDozza, una spilla dai colori giallo e blu proprio per essere vicino al popolo ucraino. Oltretutto la cosa non può che toccarci in prima persona avendo proprio la Russia nel nostro girone, e magari la stessa Ucraina in quello successivo. La Nazionale sovietica sarà proprio la prossima avversaria, con la partita fissata per il primo di luglio nel nostro paese (orario e luogo ancora da definire). Poi, gli azzurri affronteranno l’Olanda in trasferta e solo a quel punto, a conti fatti, si potrà valutare la situazione. Sono tre le squadre che si qualificheranno alla seconda fase, andando a formare un ulteriore raggruppamento a sei con le prime tre classificate del girone G, quello composto da Spagna, Georgia, Ucraina e Macedonia del Nord.


* per la rivista Basket Magazine

giovedì 17 febbraio 2022

Italbasket, le scelte di Sacchetti tra ritorni ed esclusioni

Italbasket, le scelte di Sacchetti tra ritorni ed esclusioni

di Giovanni Bocciero


Nel numero 78 della rivista di Basket Magazine, che potete trovare in edicola, abbiamo presentato il doppio confronto che a fine mese l’Italbasket del ct Meo Sacchetti dovrà sostenere contro l’Islanda (articolo che trovate in fondo). E proprio dalle parole del tecnico azzurro abbiamo cercato di stilare quella che poteva essere la lista dei convocati per questa seconda e fondamentale finestra delle qualificazioni alla Fiba World Cup 2023. L’allenatore non si era sbilanciato all’epoca dell’intervista, ma aveva sottolineato quanto guardasse al campionato della serie A per tenere in osservazione qualsiasi azzurrabile che potesse fare al caso della Nazionale.

I RITORNI. Dei 16 azzurri convocati per il doppio confronto con l’Islanda, spicca sicuramente e con merito Amedeo Della Valle. La guardia di Brescia, secondo marcatore (19.4 punti di media) e migliore per valutazione (21.5) della serie A, torna ad indossare l’azzurro dopo la parentesi della bolla per le qualificazioni all’Europeo 2022 di Perm’. Soprattutto tornerà al PalaDozza, dove fu a dir poco micidiale con 28 punti contro la Polonia per le qualificazioni al Mondiale 2019. La convocazione dell’ex Milano certifica la necessità di talento offensivo per l’Italbasket, che nella prima finestra delle qualificazioni contro Russia e Olanda ha destato qualche perplessità soprattutto dall’arco.

Insieme a Della Valle si rivede in azzurro anche Paul Biligha, la cui ultima apparizione risale appunto alla World Cup cinese. Tre anni nei quali il centro ha avuto un limitato minutaggio all’Olimpia Milano non riuscendo ad esprimersi al meglio. La sua convocazione risponde ad un altro quesito che ci si è posti all’indomani dei primi due match verso il Mondiale 2023. Innanzitutto la cronica mancanza di fisicità ed atletismo sotto le plance, al quale ci auguriamo che possa metterci una pezza al più presto Paolo Banchero. Senza voler mettere inutili pressioni sul giovane talento di Duke, bisogna guardare al presente. E Biligha è un’alternativa più che valida ad Amedeo Tessitori, àncora della Nazionale nella prima finestra.

Non solo il tiro dalla distanza e la presenza sotto canestro, perché l’ultima versione dell’Italbasket ha denotato un terza difetto: la cabina di regia. Con Mannion indisponibile, Pajola apparso in affanno, è stato adattato a fare il regista Diego Flaccadori. Cosa sulla quale sta lavorando anche a Trento agli ordini di Lele Molin, assistente di Sacchetti in Nazionale. E allora complice anche l’infortunio che costringerà Leonardo Candi a stare ancora per un po’ lontano dai campi di gioco, ha strappato la convocazione Matteo Imbrò, che ha assaporato l’azzurro con sole tre presenze in altrettante amichevoli nel 2012 e nel 2016.

LE CONFERME. Coach Sacchetti non poteva naturalmente rinunciare a quella che è l’ossatura della sua Italia, composta dal blocco ‘olimpico’ Michele Vitali, Stefano Tonut, Amedeo Tessitori, Alessandro Pajola e Nico Mannion, così come ai suoi pupilli Nicola Akele, Davide Alviti e Leonardo Totè, con quest’ultimo che però è ancora in cerca della sua prima presenza con la Nazionale maggiore. Nonostante i suoi 25 anni, l’ala della Fortitudo Bologna rientra in quel ‘young core’ che il ct sta provando a far crescere, a far evolvere, e dei quali fanno parte Matteo Spagnolo e Gabriele Procida.

Due giovani talenti nostrani, che hanno ancora troppi alti e bassi ma dal potenziale sconfinato, addirittura in odore di draft Nba. Stemperando facili entusiasmi, per entrambi questa ennesima convocazione deve rappresentare un ulteriore step del loro percorso. Completano il quadro dei sedici nominativi i due brindisini Raphael Gaspardo, altro lungo atipico che tanto piacciono al tecnico, e Mattia Udom, ala che è stato l’ultimo dei 26 esordienti dell’Italbasket sotto la guida di Sacchetti nel match dello scorso novembre contro l’Olanda.

GLI ESCLUSI. Nell’articolo che trovate sulla rivista di BM in edicola, avevamo avanzato la possibilità di vedere tre giocatori in questa seconda finestra delle qualificazioni Fiba. Diciamo ognuno paragonabile ad un diverso livello di difficoltà che si potesse concretizzare. Ebbene, ne abbiamo azzeccato solo uno, ovvero Amedeo Della Valle, quello forse più semplice. Per certi versi ritenevamo semplice anche la convocazione di Andrea Pecchia, a maggior ragione dopo il suo exploit del gennaio scorso da 28 punti e 48 di valutazione nella vittoria di Cremona contro Sassari.

Giocatore sempre un po’ borderline quando si è trattato delle convocazioni con la Nazionale maggiore, credevamo che questa volta ce l’avrebbe fatta a guadagnarsi una maglia. Ma non è stato così, anche perché il ct è stato chiaro nel dirci che sceglie in base alle necessità della squadra ma anche in base a ciò che gli piace. Deve dunque ancora sgomitare il buon Pecchia. Da un Andrea all’altro, il terzo nome che avevamo fatto è quello di Cinciarini. Seppur ormai fuori dal giro dell’Italbasket, chi meglio di lui poteva sopperire alla mancanza di leadership in regia in questo momento. E forse ci ha dato ulteriore ragione la sua ultima prestazione, ovvero la prima tripla-doppia realizzata da un giocatore italiano. Nella vittoria di domenica di Reggio Emilia contro Treviso, il play ha messo insieme 12 punti, 10 assist e 11 rimbalzi.


Conti in rosso, Sacchetti può richiamare Della Valle

di Giovanni Bocciero*

 Articolo terminato il 24 gennaio

Sul cammino della Nazionale italiana verso il mondiale del 2023 si presenta il doppio confronto con l’Islanda. Per la seconda finestra delle qualificazioni alla World Cup che si disputerà il prossimo anno in Giappone, Filippine ed Indonesia, gli azzurri del ct Meo Sacchetti avranno il compito di addomesticare la formazione della ‘terra del ghiaccio’. Contro Jon Axel Gudmundsson (che ha lasciato da un mese circa la Fortitudo Bologna), Kristinn Palsson (che è maturato nel vivaio della Stella Azzurra) e compagni, l’Italia giocherà il 24 e il 27 febbraio prossimi. Prima palla a due ad Hafnarfjordur, e sarà la prima volta per gli azzurri che in Islanda non c’hanno mai messo piede. Per la verità, contro la nazionale dell’isola del profondo nord europeo sarà solo il secondo match che giocherà l’Italia, la prima ed unica volta - con annessa vittoria - all’Eurobasket del 2015. Quel successo di Berlino che arrivò a fatica (71-64), con un Alessandro Gentile che vestì i panni di miglior marcatore con un bottino da 21 punti.

Entrambe le compagini si presentano a questa finestra con una vittoria ed una sconfitta, anche se sono proprio gli islandesi a poter guardare il bicchiere mezzo pieno in virtù dell’exploit in Olanda (79-77). A maggior ragione, vincere il doppio impegno contro di loro diventa già importante per gli azzurri, all’inseguimento della Russia che dopo due gare è in testa al girone H a punteggio pieno. «Bisognerà fare attenzione alle loro guardie - avverte Sacchetti -, ma sarà ancor più importante la nostra gara. Mi aspetto più costanza nell’arco della partita, cosa che ci è mancata nell’impegno con l’Olanda. Inutile dire che dobbiamo vincere entrambe le partite con l’obiettivo di posizionarci quanto meglio in classifica». Ad ogni finestra Fiba, ritorna anche la questione riguardante i giocatori impegnati in Nba o in Eurolega che non possono essere convocati. «Purtroppo è così, ma è una cosa che accomuna tutte le nazionali. Chi non vorrebbe schierare i migliori giocatori. Noi guardiamo a chi abbiamo». Ma se c’è una caratteristica da apprezzare in questa Italbasket, evidenziata nell’ultima estate tra Preolimpico ed Olimpiade, è proprio la capacità di trarre il meglio e il massimo da chi ha a disposizione. «Abbiamo dimostrato che la nostra principale forza è nel gruppo - continua il ct -, nel quale ognuno assume un ruolo ben definito. Quindi proseguiamo su questa strada».

CABINA DI REGIA. Una strada piuttosto chiara quella tracciata dal tecnico azzurro da oltre due anni ormai. Ovvero, cambio generazionale e largo ai giovani. Eppure il percorso delle qualificazioni alla World Cup è iniziato con qualche perplessità. L’assenza di giocatori di impatto come Simone Fontecchio, Achille Polonara o l’infortunato Nico Mannion, giusto per citarne qualcuno e non i soliti noti, hanno avuto il loro peso e magari dato adito a qualche alibi. Nelle prime due gare di qualificazione si è puntato il dito soprattutto verso l’inesperienza - per età e non solo - che la Nazionale ha fatto trasparire a tratti sia nella sconfitta con la Russia (92-78), che poteva essere anche più pesante, che nella vittoria con l’Olanda (75-73), arrivata in un finale tirato che poteva essere gestito meglio. L’assenza in particolare di Mannion, che sappiamo essere anche un discreto tiratore, e la doppia opaca prestazione di Alessandro Pajola, hanno evidenziato la mancanza di un leader in cabina di regia, dove è stato provato/adattato Diego Flaccadori. E allora chissà che non possa ritornare utile Andrea Cinciarini, che a Reggio Emilia sta vivendo una seconda giovinezza. Giocatore intelligente ed esperto, miglior assistman della serie A, potrebbe proprio fare al caso dell’Italia. «Non scartiamo nessuna ipotesi - commenta ancora Sacchetti - e non precludiamo la convocazione a nessuno. Guardiamo sempre con attenzione cosa ci dice il campionato, e chi sta meglio. Nelle scelte che si fanno contano però diversi aspetti, e non solo quello tecnico. Mi riferisco a quello caratteriale, a come un atleta vive il gruppo. E poi è logico, un giocatore deve anche essere funzionale al modo in cui voglio che la squadra giochi. Mi deve piacere».

Per quanto riguarda invece la linea verde varata dal ct, che ha fatto esordire ben 26 giocatori in Nazionale maggiore, tanti dei quali davvero giovanissimi, la visione è altrettanto chiara. «Monitoriamo tanti ragazzi e siamo pronti a dargli lo spazio che si meritano. Ma una cosa è giocare nel proprio club, un’altra è scendere in campo con in dosso la maglia dell’Italia». Parole sacrosante che non devono però intimorire. Ad esempio nell’ultima finestra si è messo in mostra Nicola Akele, in particolare nell’incontro con l’Olanda, quando si è fatto trovare pronto a prendersi le sue responsabilità. Ragazzo che lavora in silenzio, ha saputo aspettare il suo momento e adesso lo immaginiamo sempre più protagonista. E chissà che non possa essere affiancato da un’altra giovane ala per il doppio confronto con l’Islanda come Andrea Pecchia. Il giocatore di Cremona si è conquistato i titoli dei giornali ad inizio 2022 con la prestazione da 28 punti e 48 di valutazione con la quale ha spinto la sua squadra a battere Sassari. A questo punto anche per lui non è impossibile strappare la convocazione.

PUNTI DALL’ARCO. Dopo la trasferta in Islanda, le due squadre si affronteranno tre giorni dopo al PalaDozza di Bologna. Inutile dire che si spera l’Italia scenda in campo con una vittoria già in tasca, e con l’obiettivo di centrare il bis. L’ultima gara che ha visto gli azzurri calpestare il parquet dello storico impianto di ‘Basket city’ è stata disputata contro la Polonia il 14 settembre del 2018. In quella occasione le due squadre si contendevano la qualificazione al mondiale da disputarsi un anno dopo in Cina. Il pubblico bolognese riempì l’impianto, sostenne la squadra con il suo tifo caloroso, cosa che non dubitiamo mancherà neppure stavolta. Ma soprattutto ci si entusiasmò nel veder brillare Amedeo Della Valle, capace quasi da solo di abbattere la resistenza polacca con una prestazione da ben 28 punti, frutto di una prova balistica dall’arco da 8/11. Altro aspetto nel quale Stefano Tonut e compagni sono stati poco efficienti in Russia e contro l’Olanda. In quella circostanza il cecchino di Brescia era stato il trascinatore dell’Italbasket (vittoria 101-82), e chissà che non possa guadagnare questa volta la convocazione per ritornare ad indossare la canotta azzurra. Lui che dopo qualche stagione sfortunata sta tornando a far vedere tutto il suo talento, tanto da essere il miglior realizzatore della serie A.

In quella stessa partita Michele Vitali non mise piede in campo. Eppure oggi è, se non il capitano, un affermato co-capitano di questa Nazionale. Un giocatore imprescindibile, capace di ricoprire più ruoli, dal protagonista al comprimario, sempre a disposizione dell’allenatore e dei compagni. «Michele è un giocatore che non ha avuto una strada semplice. Ha lavoro sodo - dice Sacchetti -, con grande impegno ed abnegazione, ed è riuscito a costruirsi la sua carriera. Ha avuto delle difficoltà ma è stato coraggioso a mettersi in discussione giocando all’estero. E oggi è il giocatore che tutti ammiriamo».

LE SCELTE DEL CT. Dunque, chi bisogna aspettarsi tra i convocati della Nazionale al raduno di Bologna del prossimo 21 febbraio? Sottolineando per l’ennesima volta che è importante centrare due successi contro l’Islanda, bisogna anche dire che non guasterebbe facendolo con un gioco convincente. Non a caso nell’ultimo aggiornamento del ranking Fiba dello scorso dicembre, l’Italia è l’unica squadra della top 20 ad aver perso una posizione a vantaggio della Lituania che è salita all’ottavo posto. Non è ciò che più c’interessa, ma è sempre un segnale. Certamente il ct Meo Sacchetti non può non partire da una base solida, ovvero dal già citato Vitali, così come il compagno di squadra veneziano Tonut, così come il blocco della Virtus Bologna composto da Pajola, Mannion ed Amedeo Tessitori. Quest’ultimo unico centro italiano di ruolo a disposizione e àncora alla quale nell’ultima finestra ci siamo aggrappati. Abbiamo citato Cinciarini e Della Valle che sembrano ormai fuori dal giro della Nazionale eppure potrebbero risultare utili in questa circostanza. Anche Akele così come Davide Alviti, con il placet di Milano, sono dei papabili convocati, a maggior ragione perché pupilli del tecnico. Magari questa volta sarà della spedizione anche Pecchia, invece di essere una riserva a casa. E poi bisognerà capire se Sacchetti vorrà provare qualche giocatore diverso rispetto allo scorso novembre. Ci vengono in mente Tommaso Baldasso, che sta però trovando poco spazio tra le fila dell’Olimpia, o ancora Davide Moretti, che sta provando a rilanciarsi in quel di Pesaro. Queste sono però scelte soggettive, che rientrano in una sfera tecnico-tattica alla quale sono il ct può rispondere secondo cognizione di causa. L’importante è che chiunque sarà convocato scenda in campo per onorare la maglia. E su questo aspetto non nutriamo dubbi.


* per la rivista Basket Magazine