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domenica 17 giugno 2018

L'Italia dei canestri a due velocità: Caserta

Caserta riparte per la terza volta
Unica società ad aver vinto uno scudetto a sud di Roma, la JC rinasce dopo il traumatico epilogo della scorsa estate. Ma la città è scettica




di Giovanni Bocciero*



La Juvecaserta è stata indubbiamente la società del sud Italia che ha raggiunto i risultati sportivi più importanti. Unica formazione ad aver vinto lo scudetto al di sotto di Roma, ha legato i suoi successi al nome dell’imprenditore Giovanni Maggiò. Trasferitosi per lavoro dalla provincia bresciana all’ombra della Reggia, il Cavaliere si dimostrò un uomo passionale ma soprattutto un dirigente sportivo attento e competente. Certamente Caserta rientrò in quel momento storico in cui nella pallacanestro italiana c’erano i cosiddetti magnati che investivano somme sostanziose di denaro per vedere realizzato innanzitutto il proprio sogno, ma anche per regalare alla propria città, ai propri conterranei soddisfazioni sportive da poter sbandierare ai quattro venti.
Per fare grandi cose è necessario fare piccole cose e lasciarle crescere. Progettualità a lungo termine e cura della quotidianità sono essenziali per fare ciò, e Maggiò certamente batteva su questi due aspetti. E per portare in alto la Juvecaserta fu bravo a circondarsi delle persone giuste, come Boscia Tanjevic e Giancarlo Sarti, i quali a modo loro furono due grandi artefici del miracoloso scudetto del 1991. Trionfo che il Cavaliere non poté vivere perché venuto a mancare pochi anni prima. E così si apprezzò una sua ulteriore caratteristica, quella dell’essere lungimirante.
MAGGIO', PRESIDENTE ONORARIO NELLA NUOVA DIRIGENZA:
"VA CAPITO CHE I RISULTATI DI 30 ANNI FA SONO IRRIPETIBILI"
«Girando per la città ricevo sempre attestati di stima - ha osservato l’allora presidente del club bianconero Gianfranco Maggiò - per quel bellissimo momento che la mia famiglia ha regalato ai casertani». Poche settimane fa è stato festeggiato l’anniversario di quello storico tricolore che unisce un’intera città, un’intera provincia. «Man mano che passano gli anni mi rendo sempre più conto che quello che abbiamo realizzato è stato un qualcosa di straordinario - ha continuità Maggiò -, di cui forse all’epoca non abbiamo misurato adeguatamente la portata. E sono convinto che quello che è accaduto circa trent’anni fa è legato a tutta una serie di eventi irripetibili».
Se pensiamo ai proprietari della Juvecaserta che si sono succeduti negli ultimi quindici anni, bisogna senz’altro dire che a loro modo hanno cercato di tenere alto il nome di società e città. Non sempre ci sono riusciti, sia per problemi economici che a causa di beghe interne. Rosario Caputo è forse stato l’ultimo presidente che ha fatto davvero sognare i tifosi bianconeri, portando Caserta dopo la promozione in A ad una semifinale playoff e al preliminare di Eurolega. Per regalare quelle emozioni al popolo casertano, però, Caputo ha fatto il passo più lungo della gamba causando non pochi problemi a livello di bilancio. Con i conti perennemente in rosso Francesco Gervasio, Raffaele Iavazzi e Carlo Barbagallo hanno cercato di fare di necessità virtù, riuscendo anche a far coincidere raramente i costi con i risultati. Ma la crisi economica che ha attanagliato l’Italia, ed il Mezzogiorno in particolare, non ha risparmiato neppure le realtà sportive come la Juvecaserta.
«Il tifoso casertano è molto appassionato - ha continuato Gianfranco Maggiò -, legato alla pallacanestro tanto da andare addirittura oltre alla vicenda sportiva, perché vissuto come un mezzo di riscatto per le tante cose che non funzionano nella nostra città. Per questo quando avvengono cose come l’esclusione dal campionato dello scorso anno, viene vissuta in maniera amara, come fosse un tradimento. Devo anche dire che il tifoso casertano deve capire che con i tempi che corrono certe aspettative, definiamole esagerate, di poter rivedere una pallacanestro del calibro di quella che si è vista all’epoca dello scudetto sono impossibili. Oggi Caserta non offre potenzialità tali da poter sostenere una società che militi ad alti livelli. Bisogna stare con i piedi per terra e accontentarsi di vedere anche una squadra che non giochi in serie A - ha concluso Maggiò - e che non competa per i primi posti».
PER IL MOMENTO E' SICURA LA RIPARTENZA DALLA SERIE B,
CON UNO SGUARDO ATTENTO AD UN POSSIBILE TITOLO DI A2
Certamente l’ambiente non ha risposto appieno negli ultimi anni. Più volte alle richieste di partecipazione in massa della società la cittadinanza non ha risposto presente. Basti pensare che ogni stagione ci si fermava poco sotto i duemila abbonamenti, con un PalaMaggiò che anche nelle gare di cartello presentava diverse macchie vuote sugli spalti. Inoltre quando un manipolo di sostenitori bianconeri ha lanciato l’idea dell’azionariato popolare per supportare le spese economiche del club, fu davvero irrisoria la somma che si riuscì a raccogliere. Insomma Caserta città di basket solo a parole, e non con i fatti. Ed è proprio in questa direzione che sembra iniziare la propria attività il nuovo sodalizio che vede proprio Gianfranco Maggiò nella carica di presidente onorario, e dell’ex direttore generale Antonello Nevola nel ruolo di amministratore delegato. La Juvecaserta 3.0 ripartirà dal trasferimento di sede di Venafro che ha conservato la categoria della serie B pur passando attraverso i playout. E la tifoseria sembra già spaccarsi. In molti infatti ritengono che la società nascente non meriti fiducia, sostenendo una “cacciata dei mercanti dal tempio” visto che si paventa la presenza di Iavazzi dietro le quinte, il principale imputato per l’esclusione dell’estate scorsa.
Da questo punto di vista è senz’altro colpa della nuova dirigenza, che dalla conferenza stampa di presentazione dello scorso gennaio ancora non ha fatto capire chi sono gli imprenditori che compongono la società. La trasparenza è la principale causa di disamore da parte dei casertani per il basket. Nevola, nel frattempo, sta sondando il terreno per cercare un titolo di A2, anche se di società disposte a cederne non ce ne sono all’orizzonte. Non sono andate a buon fine le trattative con Mantova, Bergamo, Ferrara e Roseto che hanno deciso di proseguire l’attività senza nascondere difficoltà economiche. «Il mercato dei titoli è una situazione sempre in divenire - ha raccontato Nevola -, quindi monitoriamo qualsiasi cosa. Certamente abbiamo un titolo di B ed è da lì che ripartiremo. Con che tipo di aspettative dipenderà dal budget che riusciremo a costituire. Caserta è una piazza importante, e quindi sicuramente si cercherà di allestire una squadra che sia competitiva sin da subito». La cosa positiva è che in un modo o in un altro ritorna la pallacanestro in città a distanza di un anno.


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* per il mensile BASKET MAGAZINE

lunedì 22 febbraio 2016

Juvecaserta, la città è in apprensione per il futuro

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 23/02/2016

LEGA A. Da patron Iavazzi agli ex soci Barbagallo e Caputo, il basket passerà da loro?
Juvecaserta, la città è in apprensione per il futuro

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Da un po’ di tempo all’ombra della Reggia si è ricominciato a parlare del futuro societario, che nonostante la fin qui ottima stagione che la truppa di coach Sandro Dell’Agnello è riuscita a disputare, è piuttosto nuvoloso. Questa poi sembra essere una settimana decisiva per il campionato della Juvecaserta, che con una vittoria in quel di Capo d’Orlando potrebbe davvero prendere un vantaggio consistente sulle dirette avversarie. Eppure raggiungere la salvezza non permetterebbe di vivere un finale di campionato tranquillo, perché si inizierebbe a parlare solo ed unicamente del da farsi in seno alla società, così da vivere forse la più calda estate. Tanto da battere persino quest’ultima che ha visto il ripescaggio dei bianconeri in massima serie.
Non è la prima volta, ma questo suona davvero come un ‘ultimatum’, il patron Raffaele Iavazzi non ne può più di continuare questa avventura cestistica completamente da solo, e l’imprenditoria locale non ha alcuna idea di sostenerlo. Caserta non potrà neppure sognare l’arrivo di petrodollari russi o arabi, perché dopotutto la Juvecaserta non ha questa grande immagine come suggeriva qualche collega, e siamo assolutamente d’accordo, purtroppo.
E allora gira e rigira i nomi sono sempre quelli, ovvero coloro che nelle ultime due stagioni hanno prima affiancato e poi si sono pian piano defilati perché non avevano un rapporto idilliaco con l’attuale patron. Carlo Barbagallo, con dichiarazioni anche fuori luogo, qualora la Juvecaserta dovesse scomparire potrebbe decidere di rituffarsi in questo mondo partendo però al massimo da un’A2, rilevando un titolo sportivo di un’altra società, con l’obiettivo di avviare un progetto votato ai giovani. Dall’altra parte ci sarebbe invece Rosario Caputo, che non in prima persona ma soltanto come tramite potrebbe coinvolgere magari qualche amico imprenditore per rilevare la stessa società di Iavazzi. Il futuro è piuttosto nebuloso, e lo scopriremo solo vivendo.

mercoledì 30 dicembre 2015

Un anno di Juvecaserta: retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 31/12/2015

2015. In dodici mesi retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive e tanto calore
Salutiamo un anno di Juvecaserta molto intenso

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, un anno a tinte bianconere, un anno tra vittorie e sconfitte, esultanze e contestazioni, diatribe interne, imprese sportive, l’amara retrocessione, il dolce ripescaggio, volendo riassumere tutto ad una singola parola: Juvecaserta. E allora partiamo per questo viaggio che idealmente inizia dal PalaBigi di Reggio Emilia, dove il 4 gennaio scorso la squadra allenata allora da Enzo Esposito fu sconfitta per 95-74, e che si è concluso sportivamente parlando il 27 dicembre al PalaMaggiò con la vittoria per 80-75 ai danni di Brindisi. In dodici mesi la franchigia casertana ha chiuso con un record generale a cavallo ovviamente di due campionati differenti da 14 vittorie e 17 sconfitte. Un bottino tutto sommato buono, forse addirittura positivo contro ogni logica matematica, ma che proprio per via del fatto che sia stato compiuto in due stagioni agonistiche diverse ha dato pochi frutti.

PRIMA PARTE. La già citata sconfitta di Reggio Emilia, valevole come 14esimo turno del campionato 2014/15, aprì un anno in cui la Juvecaserta incappò nella sua 14esima sconfitta consecutiva con lo zero ancora ben fisso nella casella dei punti. La situazione a Pezza delle Noci naturalmente non era serena. Oltre alle sconfitte, molte davvero indegne per le prestazioni, Esposito era il terzo tecnico dall’inizio della stagione e da pochi giorni era stato tagliato il miglior giocatore del roster ma allo stesso tempo il meno empatico, tale Sam Young.
Il 7 gennaio proprio sulle nostre colonne patron Iavazzi fu protagonista di un’intervista in cui bacchettò l’operato dell’ex presidente Carlo Barbagallo, che di lì a poco si sarebbe dimesso, e del giemme Atripaldi. Inutile ricordare le repliche a distanza di poche ore. Il clima si appesantì ulteriormente in vista dell’ultimo match del girone d’andata contro la diretta avversaria per la lotta salvezza, ovvero Pesaro, che fu sconfitta per 80-73. Finalmente la prima vittoria dell’anno che diede il via ad un incredibile poker in cui i bianconeri batterono in successione Roma, Brindisi e Bologna. In poco meno di un mese la Juvecaserta si ritrovò da zero ad otto punti, e così la missione salvezza prese quota. La sconfitta in quel di Pistoia interruppe il buon momento bianconero che il 21 febbraio si complicò a causa del punto di penalizzazione inflitto dalla Com.Te.C per via del ritardo nei pagamenti Irpef. Inutile dire che questa assunse i connotati di una mazzata, con la squadra che uscì sconfitta anche da Cremona e ancor peggio in casa contro Capo d’Orlando dopo un brutto match. Il mese di marzo continuò negativamente con il k.o. di Cantù, in cui Esposito fu perfino espulso. Il 20 la società bianconera presentò ricorso per la penalizzazione, e la domenica i giocatori fecero il loro dovere battendo al PalaMaggiò la capolista Venezia. La cavalcata per la “remuntada” salvezza sembrava poter riprendere, e invece contro Trento, Milano e Varese arrivarono tre battute d’arresto sconfortanti.
Alla quartultima giornata Caserta era impegnata “on the road” per il derby con Avellino, e mai vittoria in terra irpina fu più importante. I casertani si preparavano così al rush finale, centrando due successi casalinghi prima con Sassari e poi con Reggio Emilia. Proprio quest’ultima, ad una giornata dal termine, permise di effettuare il sorpasso ai danni di Pesaro. E per uno scherzo del destino la salvezza sarebbe passata proprio per lo scontro diretto dell’Adriatic Arena. Cinque giorni prima del decisivo match, però, il 5 maggio il Collegio di garanzia dello sport del Coni rigettò il ricorso della Juvecaserta confermando la penalizzazione. E così alla palla a due Caserta si presentava con 15 punti in classifica e Pesaro con 14, con lo scontro diretto che a poco serviva. I bianconeri partirono a spron battuto, sembrava potessero prendere il largo a metà gara ma invece subirono la rimonta veemente dei pesaresi che alla fine s’imposero per 80-70 facendo sfumare l’incredibile rimonta dei casertani che, purtroppo, retrocedettero.


SECONDA PARTE. Ad una settimana dall’amaro verdetto del campo, ovvero il 18 maggio, patron Raffaele Iavazzi tenne una conferenza stampa in cui tirò le somme alla stagione, dichiarando di essere pronto anche a passare la mano qualora ci fosse un acquirente credibile, aprì al ritorno in società di Caputo e snobbò ancora Barbagallo con cui per tanto tempo si parlò della cessione del club bianconero alla nascente fondazione del socio di minoranza. Il 28 maggio il front office casertano si iscrisse alla A2 e contemporaneamente presentò domanda di ripescaggio alla Serie A. Il 17 luglio Caserta rinacque, perché il Consiglio federale accettò dopo un lungo tira e molla l’auto-retrocessione di Roma. Per l’ufficialità il club di Pezza delle Noci doveva adempiere ad alcune operazioni burocratiche che richiedevano ulteriore tempo rispetto al termine stabilito dalla Fip, e così ancora Iavazzi minacciò la scomparsa della squadra qualora la federazione non gli concedesse qualche giorno in più.
Fortunatamente, con buonsenso, il 4 agosto la Juvecaserta tornò a far parte del bouquet di A. Il resto possiamo considerarlo quasi presente. La caldissima estate con retrocessione, ripescaggio ufficioso e poi diventato realtà vide il passaggio del testimone da Esposito a Sandro Dell’Agnello. La squadra venne costruita tenendo ben presente il budget, e mentre i tasselli andavano man mano costituendo il mosaico bianconero, crebbe naturalmente l’attesa in città. Circa un migliaio di tifosi accolsero al raduno del 21 agosto la nuova squadra sul parquet, straordinario, del PalaVignola, dopo che il PalaMaggiò subì ben due furti di fili di rame. L’infermeria purtroppo inizia ad affollarsi sin da subito, da prima con Downs, poi Siva, Jones, Giuri, Gaddefors, Amoroso, e questo condizionerà non poco il campionato. Eppure all’esordio del 4 ottobre in quel di Varese, Caserta compie la prima grande impresa vincendo 51-58. Le successive tre sconfitte rispettivamente con Torino, Cremona e Milano aprono una crepa. Iavazzi torna a parlare rilasciando un’intervista in cui si lamenta di essere stato lasciato nuovamente da solo, ma la squadra reagisce espugnando Bologna nel “monday night” del 2 novembre, e bissando la vittoria in casa contro Capo d’Orlando. Due giorni dopo quel successo, ovvero il 10 novembre, per non influenzare la prestazione della squadra nella delicata partita, Rosario Caputo replica al patron bianconero sottolineando alcuni aspetti caratteriali dello stesso. La Juvecaserta intanto va vicina a battere in trasferta la capolista Pistoia che la spunta dopo un overtime, ma in settimana inizia la telenovela Valerio Amoroso, che la società gestirà malissimo. L’atleta, che sembrava aver rescisso, ritornerà in gruppo, il tifo non la prenderà bene ed il patron difenderà in modo autoritario questa scelta.
Intanto prima Cantù e poi Venezia batteranno Caserta, che torna alla vittoria il 6 dicembre contro Pesaro. Il doppio match con Sassari e Reggio Emilia, questa volta, non frutterà punti per la truppa casertana, che vivrà un momento di massima euforia a cavallo del Natale con l’impresa di Avellino, in cui si è imposta per 62-70 dopo un primo tempo terribile per come si stava giocando, e conquistando i “due punti” anche in casa contro Brindisi dopo una gara piuttosto autorevole da parte dei bianconeri, chiudendo così in modo soddisfacente il 2015.

martedì 10 novembre 2015

Juvecaserta, patron Iavazzi continua a “sfruculiare ‘a mazzarella”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/11/2015

LEGA A. L’azionista di maggioranza della Juvecaserta ha ricevuto una netta risposta da Caputo
Patron Iavazzi continua a “sfruculiare ‘a mazzarella”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Con la Juvecaserta che è ritornata a sorridere grazie ai due successi consecutivi in campionato, prima in trasferta a Bologna e poi in casa con Capo d’Orlando, l’ambiente poteva rasserenarsi, godersi alcuni giorni di tranquillità. E invece no. Caserta da questo punto di vista sembra una metropoli sempre e costantemente alla ricerca della notizia che fa parlare, fa discutere, soprattutto che fa schierare da una parte o dall’altra. E’ così e forse sempre lo sarà. Per chi non lo avesse capito, ovviamente, ci stiamo riferendo alla nuova diatriba che sta nascendo in seno alla società, con il patron Raffaele Iavazzi, l’azionista di minoranza Carlo Barbagallo e l’ex consigliere Rosario Caputo coinvolti allo stesso modo. Parla uno, e c’è la pronta risposta dell’altro. Un turbinio di chiacchiere che sembra non dover finire mai, e soprattutto che utilizza il mezzo della carta stampata per puntarsi il dito ed accusare. Ma proviamo a fare un riassunto per tappe.
Il 7 gennaio scorso, proprio sulle colonne della nostra testata, Iavazzi dichiarò di aver demandato scelte e responsabilità ad altri, ed il chiaro riferimento era al socio Barbagallo (all’epoca presidente in carica) e all’allora giemme Atripaldi. Il patron bianconero sottolineò questo suo errore e accuso i due quali colpevoli della fallimentare stagione. Al momento di quell’intervista la Juvecaserta aveva il record di 0-14 e si stava preparando al decisivo match con Pesaro, che coincise con la prima vittoria. La pronta risposta di Barbagallo arrivò nel giro di poche ore in quello stesso giorno, ritenendo le dichiarazioni del socio fuori luogo dato il momento, e minacciando anche di dimettersi. Iavazzi rincarò la dose, sempre a distanza di poche ore, portando alla luce le dimissioni di Barbagallo fatte pervenire già due giorni prima, sottolineando che lui mai avrebbe lasciato la barca nel momento di difficoltà. Seguirono “no comment” e mesi di silenzi, con Atripaldi che provò a spezzare una lancia soprattutto a suo favore portando alla luce in un’intervista del 13 marzo in cui si dipingeva Iavazzi come un “padre padrone”, il quale decise da solo il licenziamento di Molin, che lo stesso patron in quel 7 gennaio dichiarò essere stata una scelta troppo frettolosa. Fortunatamente per la Juvecaserta i tifosi, che contestarono duramente il comportamento dei due proprietari, riuscirono a concentrarsi sulla squadra che raccoglieva i risultati sul campo mettendo in piedi una miracolosa rimonta per la salvezza, poi infrantasi nell’ultimo match in quel di Pesaro.
Con la retrocessione acquisita sul campo, si è aperta una nuova querelle tra Iavazzi e Barbagallo che riguardava la vendita della società. Circa un mese di tira e molla con il patron bianconero che lanciava continui “ultimatum”, ultimo nella conferenza stampa del 18 maggio, ed il socio di minoranza che invece dimostrava di avere grandi intenzioni, come espresso nella conferenza stampa del 28 maggio, ma purtroppo solo a parole. Alla fine Iavazzi è rimasto al timone della società e e Barbagallo si è defilato pur restando proprietario delle sue azioni (10%). Nel frattempo il patron bianconero è stato affiancato da Rosario Caputo in qualità di consigliere. Proprio quel Caputo che più volte i due soci avevano attaccato per il passivo con cui aveva lasciato la Juvecaserta. Messa una pietra sopra a questa cosa, il nuovo consigliere ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del roster, e ancor di più per quello che è riguardato la burocrazia legata al ripescaggio. Da settembre, poi, si è eclissato anche Caputo e Iavazzi è rimasto nuovamente da solo al comando.
Intanto la squadra affidata a coach Sandro Dell’Agnello, tra alti e bassi, e con una gran dose di sfortuna, ha iniziato il campionato, portato a casa qualche vittoria e naturalmente anche qualche sconfitta. Pur tra le mille critiche avanzate al tecnico ed ai giocatori, il clima societario a Pezza delle Noci sembrava essere sereno, fiducioso. E poi una nuova intervista di patron Iavazzi, alla vigilia ancora una volta di una partita importante come quella di domenica scorsa con Capo d’Orlando, con l’intento proprio di voler “sfruculià ‘a mazzarella”. Iavazzi ha di nuovo puntato il dito a chi gli è stato intorno, dichiarando che di Barbagallo non ha più notizie da gennaio, mentre spera che Caputo tenga fede alle promesse fatte. Tempo 24 ore ed ecco la risposta di Barbagallo, che ha specificato di aver partecipato alla ricapitalizzazione dello scorso marzo, e soprattutto punzecchiando il socio di maggioranza sul fatto del perché resta sempre da solo. Si è fatto sentire nella giornata di ieri anche Caputo, che ha evidenziato anche lui un aspetto di Iavazzi: quello di voler controllare tutto da se. Bisogna aspettarsi una replica in questo continuo “botta e risposta”?

sabato 27 giugno 2015

Juvecaserta, la volontà è di remare nella stessa direzione

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/06/2015

LA CONFERENZA. Patron Iavazzi, il consigliere Caputo e coach Dell’Agnello sono uniti su questa idea
Juvecaserta, la volontà è di remare nella stessa direzione

di Giovanni Bocciero

FOTO BUCO
CASERTA. Venerdì c’è stato l’insediamento ufficiale di coach Sandro Dell’Agnello sulla panchina della Juvecaserta con la conferenza stampa che ha sancito questo matrimonio. Delle prime parole del neo tecnico bianconero si è già scritto e parlato abbastanza, quindi ci soffermeremo adesso sulle dichiarazioni rilasciate dagli altri “attori” di tale appuntamento con i media. Innanzitutto patron Lello Iavazzi ha rilanciato la voglia di costruire un roster alla portata della Serie A2, che possa ravvivare un ambiente che comunque è ancora scosso dalla retrocessione. Non sarà facile, anche perché c’è da monitorare la situazione della Virtus Roma. La società della Capitale non naviga nelle migliori acque, e dunque bisognerà lavorare in sede di mercato con un occhio comunque gettato alla massima serie. Lo stesso coach Dell’Agnello ha gettato acqua sul fuoco, ribadendo che la priorità sarà quella di costruire una squadra che possa ben figurare nella A2 e allo stesso tempo che possa essere aggiustato in corso d’opera per essere allo stesso tempo competitivi anche nella massima serie. Una domanda molto interessante in merito sia alla costruzione del roster che del settore giovanile riguardava il possibile inserimento in squadra di giocatori come Dario Cefarelli, ad esempio, che proprio nella stagione appena conclusa ha militato nella A2 Silver con la casacca di Treviso. Sia patron Iavazzi che coach Dell’Agnello non si sono sotratti a tale possibilità, il primo confermando che sarà ancora l’allenatore Mimmo Posillipo il responsabile del settore giovanile bianconero, ed il secondo che invece si è incontrato proprio con l’ex capo allenatore dell’Artus Maddaloni per fare il punto di tale situazione.
Figura molto presente e partecipe alla conferenza stampa è stato naturalmente l’ex presidente della Juvecaserta, Rosario Caputo, il quale si è soffermato soprattutto sulle critiche che tra i due ci sono stati in passato. Caputo ha specificato che di errori ne sono stati commessi, sicuramente, ma che tra persone civili si può parlare. In un incontro i due dirigenti hanno parlato e si sono chiariti, e proprio per questo hanno deciso di intraprendere questa sorta di collaborazione in cui, parola di patron Iavazzi, Caputo sarà il suo consigliere avendo quelle capacità e quell’esperienza per poter affrontare le tante difficoltà che comunque ci sono quando si deve dirigere una società sportiva.
Più defilato anche se ha risposto quando è stato chiamato in causa il direttore generale della Lega Nazionale Pallacanestro Claudio Coldebella, ex giemme della Juvecaserta proprio ai tempi di Caputo presidente. Ha cercato di far capire la bontà del lavoro che si sta facendo come lega, di voler rilanciare la sfera del basket dilettantistico. Soprattutto, ha cercato di chiarire il perché i gironi della A2 sono stati suddivisi in ovest ed est. Innanzitutto è stata una volontà delle società nell’assemblea, e poi facendo una suddivisione nord e sud avrebbe comportato un accentramento al nord con dispersione al sud, dove Ravenna sarebbe stata la sedicesima squadra. 

giovedì 11 giugno 2015

Juvecaserta, dietro alle sicurezze molta fragilità

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 12/06/2015

SERIE A2. La programmazione piuttosto chiara di patron Iavazzi non si sta rivelando tale
Juvecaserta, dietro alle sicurezze molta fragilità

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Per la Juvecaserta sono ore frenetiche queste. C’è da sciogliere l’intrigato nodo che riguarda il coach per la prossima stagione, che sembrava chiaro e netto e invece è meno scontato che mai. Insomma la dirigenza e tutti i tifosi erano concordi sul ripartire da colui che era stato il grande artefice e protagonista della risalita in classifica, Enzo Esposito.
E nonostante si pensava che tale matrimonio proseguisse quasi in maniera scontata, con il tecnico che aveva addirittura iniziato a lavorare con qualche giovane prospetto bianconero, il futuro potrebbe proseguire su strade nettamente diverse. Finché non c’è nero su bianco non si può essere sicuri di nulla, e questo lo ha fatto capire lo stesso Esposito, che ha rilasciato delle dichiarazioni al quanto interrogative. Prima di decidere vuole sedersi a tavolo per discutere con la società di Pezza delle Noci, con la quale a detta di patron Lello Iavazzi già diverse settimane fa c’erano accordo e intesa. Dietro a questo improvviso tentennamento poteva nascondersi la volontà di Pistoia di voler ingaggiare il tecnico casertano doc, ma nelle ultime ore si è aperta l’ipotesi che Paolo Moretti rimanga saldo sulla panchina toscana. E allora quali sono i motivi di un possibile divorzio tra Esposito e la Juvecaserta? Forse, alla base, c’è stato un grande bluff proprio della dirigenza bianconera, che ha voluto rianimare la piazza dopo l’amara retrocessione facendo credere di partire in pompa magna, con un progetto serio e le idee chiare. Anche le parole di Rosario Caputo, nuova spalla destra del presidente bianconero non rassicurano da questo punto di vista, ovvero che è la loro prima scelta ma non l’unica opzione. Come al solito qui gatta ci cova, c’è qualcosa di molto sospetto sotto.

mercoledì 10 giugno 2015

Juvecaserta, va blindato subito Enzo Esposito

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/06/2015

SERIE A2. Strane sirene da Pistoia potrebbero portare via il coach, Bonamico sarà direttore generale
Juvecaserta, va blindato subito Enzo Esposito

CASERTA. Con l’estate ormai alle porte bisognerà fare il callo con i classici tormentoni che soprattutto il mercato porta con se. Da questo punto di vista la Juvecaserta non è vulnerabile, ed anzi, proprio in virtù della forte appartenenza che la piazza casertana prova per la squadra fare le cose sottotraccia e farle emergere soltanto quando realmente si possono considerare ufficiali è molto ardua.
La prima voce che fa destabilizzare un po’ tutto l’ambiente è sicuramente quella che riguarda coach Enzo Esposito. Il tecnico ha pieno mandato per programmare la prossima stagione, ancor di più visto che patron Iavazzi gli vuole conferire anche mansioni da general manager, nel senso di potersi scegliere da solo i giocatori che poi dovrà allenare lui stesso. Il nuovo progetto tecnico bianconero avrà dunque come pietra miliare proprio “El Diablo”, ma rumors vogliono proprio l’ex Imola e Trento tra le altre squadre allenate, essere un obiettivo del Pistoia Basket che dovrebbe rescindere con coach Paolo Moretti. Questo soprattutto perché tra Esposito e Iavazzi c’è un accordo verbale ma nulla di scritto. Alla voglia dell’allenatore di rimanere nella sua Caserta noi crediamo fermamente, ma spesso, proprio come succede per i giocatori, sono i procuratori che dettano le regole del gioco, invogliando i propri assistinti a provare altre e forse più intriganti esperienze. Per questo Esposito va blindato con nero su bianco al più presto.
Per quanto riguarda poi la società, detto che Rosario Caputo appoggerà senza entrare in società e neppure coinvolgere i propri marchi, si sta lavorando per far vestire il bianconero a Marco Bonamico. Ovviamente non per il campo, s’intende, ma dovrebbe diventare dirigente. Detto che non ricoprirà il ruolo di giemme dato che ciò sarà affidato per gran parte ad Esposito, Bonamico curerà soprattutto le relazioni esterne del club di Pezza delle Noci fungendo da direttore generale o amministratore delegato, in seno alla lega oltre che il marketing che patron Iavazzi vorrebbe far diventare molto importante. Si sta lavorando in tal senso ma ovviamente ancora non sembra essere vicini ad una conclusione delle trattative.

E poi c’è sempre il settore giovanile da curare. Goldwebtv ha riportato proprio ieri che sarà proprio Lello Iavazzi a prendere in mano la situazione per quel che riguarda il vivaio. Non è esattamente così, perché il presidente per motivi lavorativi non potrà gestire quotidianamente le compagini giovanili che si sa, hanno bisogno di tempo e sacrificio. Allo stesso tempo Iavazzi non è soddisfatto di come sia stato gestito il vivaio bianconero negli ultimi anni, in cui i risultati non sono stati di grande spessore. Per questo, proprio come abbiamo detto alcuni giorni fa, si sta pensando di prendere una figura che curi al minimo dettaglio il settore giovanile, che dovrà essere la fucina dalla quale ripartire per far arrivare qualche prodotto in prima squadra.

giovedì 4 giugno 2015

Juvecaserta, Iavazzi prova a programmare il futuro

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/06/2015

SERIE A2. Mentre Barbagallo lascia il testimone spunta l’idea di Bonamico per il marketing
Juvecaserta, Iavazzi prova a programmare il futuro


di Giovanni Bocciero

CASERTA. Il tiro e molla tra Lello Iavazzi e Carlo Barbagallo sembra essere arrivato al capolinea. Fatta l’ennesima proposta per l’acquisizione delle intere quote societarie, e non avendo avuto nessuna risposta entro i termini delle 48 ore, il numero uno di Cofiba dovrebbe mettere fine alla sua avventura in seno alla società. Il suo 10% è stato dunque messo in vendita, così come riportato da Goldwebtv, e siccome lo stesso Barbagallo in occasione della conferenza stampa disse di tenere fede alla valutazione societaria fatta di 300 mila euro, e per questo chiederà approssimativamente per le sue quote una cifra che si aggirerà tra i 30 e 35 mila euro.
FOTO CAROZZA
L’acquirente più probabile sembra poter essere proprio Iavazzi, che nella sua conferenza stampa non nascose che per la poca rilevanza delle quote societarie dell’amico/nemico Barbagallo le avrebbe potute acquistare anche dall’oggi al domani. Adesso se tutto torna, alle parole dovrebbero far seguito i fatti dunque.

Il patron bianconero comunque si sta guardando attorno per cercare di far ripartire al più presto il progetto della Juvecaserta. E questo spesso coincide con i pranzi. Infatti, come fu galeotto l’appuntamento a tavola con Rosario Caputo, che rientrerà ufficialmente a far parte del mondo cestistico casertano, come sponsor con il marchio Pepsi, s’intenda, così potrebbe esserci un’altro importante innesto per la base dirigenziale. Questa volta si tratterebbe di Marco Bonamico, ex presidente della LegaDue. Il suo ruolo non sarà però inerente al lato sportivo, così come riportato sempre da Goldwebtv, ma soprattutto per il rilancio del marchio Juvecaserta, dunque tutto marketing e nient’altro, anche perché patron Iavazzi è sempre convinto di affidare ad Enzo Esposito il doppio ruolo di allenatore e allo stesso tempo giemme.