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mercoledì 30 dicembre 2015

Un anno di Juvecaserta: retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 31/12/2015

2015. In dodici mesi retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive e tanto calore
Salutiamo un anno di Juvecaserta molto intenso

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, un anno a tinte bianconere, un anno tra vittorie e sconfitte, esultanze e contestazioni, diatribe interne, imprese sportive, l’amara retrocessione, il dolce ripescaggio, volendo riassumere tutto ad una singola parola: Juvecaserta. E allora partiamo per questo viaggio che idealmente inizia dal PalaBigi di Reggio Emilia, dove il 4 gennaio scorso la squadra allenata allora da Enzo Esposito fu sconfitta per 95-74, e che si è concluso sportivamente parlando il 27 dicembre al PalaMaggiò con la vittoria per 80-75 ai danni di Brindisi. In dodici mesi la franchigia casertana ha chiuso con un record generale a cavallo ovviamente di due campionati differenti da 14 vittorie e 17 sconfitte. Un bottino tutto sommato buono, forse addirittura positivo contro ogni logica matematica, ma che proprio per via del fatto che sia stato compiuto in due stagioni agonistiche diverse ha dato pochi frutti.

PRIMA PARTE. La già citata sconfitta di Reggio Emilia, valevole come 14esimo turno del campionato 2014/15, aprì un anno in cui la Juvecaserta incappò nella sua 14esima sconfitta consecutiva con lo zero ancora ben fisso nella casella dei punti. La situazione a Pezza delle Noci naturalmente non era serena. Oltre alle sconfitte, molte davvero indegne per le prestazioni, Esposito era il terzo tecnico dall’inizio della stagione e da pochi giorni era stato tagliato il miglior giocatore del roster ma allo stesso tempo il meno empatico, tale Sam Young.
Il 7 gennaio proprio sulle nostre colonne patron Iavazzi fu protagonista di un’intervista in cui bacchettò l’operato dell’ex presidente Carlo Barbagallo, che di lì a poco si sarebbe dimesso, e del giemme Atripaldi. Inutile ricordare le repliche a distanza di poche ore. Il clima si appesantì ulteriormente in vista dell’ultimo match del girone d’andata contro la diretta avversaria per la lotta salvezza, ovvero Pesaro, che fu sconfitta per 80-73. Finalmente la prima vittoria dell’anno che diede il via ad un incredibile poker in cui i bianconeri batterono in successione Roma, Brindisi e Bologna. In poco meno di un mese la Juvecaserta si ritrovò da zero ad otto punti, e così la missione salvezza prese quota. La sconfitta in quel di Pistoia interruppe il buon momento bianconero che il 21 febbraio si complicò a causa del punto di penalizzazione inflitto dalla Com.Te.C per via del ritardo nei pagamenti Irpef. Inutile dire che questa assunse i connotati di una mazzata, con la squadra che uscì sconfitta anche da Cremona e ancor peggio in casa contro Capo d’Orlando dopo un brutto match. Il mese di marzo continuò negativamente con il k.o. di Cantù, in cui Esposito fu perfino espulso. Il 20 la società bianconera presentò ricorso per la penalizzazione, e la domenica i giocatori fecero il loro dovere battendo al PalaMaggiò la capolista Venezia. La cavalcata per la “remuntada” salvezza sembrava poter riprendere, e invece contro Trento, Milano e Varese arrivarono tre battute d’arresto sconfortanti.
Alla quartultima giornata Caserta era impegnata “on the road” per il derby con Avellino, e mai vittoria in terra irpina fu più importante. I casertani si preparavano così al rush finale, centrando due successi casalinghi prima con Sassari e poi con Reggio Emilia. Proprio quest’ultima, ad una giornata dal termine, permise di effettuare il sorpasso ai danni di Pesaro. E per uno scherzo del destino la salvezza sarebbe passata proprio per lo scontro diretto dell’Adriatic Arena. Cinque giorni prima del decisivo match, però, il 5 maggio il Collegio di garanzia dello sport del Coni rigettò il ricorso della Juvecaserta confermando la penalizzazione. E così alla palla a due Caserta si presentava con 15 punti in classifica e Pesaro con 14, con lo scontro diretto che a poco serviva. I bianconeri partirono a spron battuto, sembrava potessero prendere il largo a metà gara ma invece subirono la rimonta veemente dei pesaresi che alla fine s’imposero per 80-70 facendo sfumare l’incredibile rimonta dei casertani che, purtroppo, retrocedettero.


SECONDA PARTE. Ad una settimana dall’amaro verdetto del campo, ovvero il 18 maggio, patron Raffaele Iavazzi tenne una conferenza stampa in cui tirò le somme alla stagione, dichiarando di essere pronto anche a passare la mano qualora ci fosse un acquirente credibile, aprì al ritorno in società di Caputo e snobbò ancora Barbagallo con cui per tanto tempo si parlò della cessione del club bianconero alla nascente fondazione del socio di minoranza. Il 28 maggio il front office casertano si iscrisse alla A2 e contemporaneamente presentò domanda di ripescaggio alla Serie A. Il 17 luglio Caserta rinacque, perché il Consiglio federale accettò dopo un lungo tira e molla l’auto-retrocessione di Roma. Per l’ufficialità il club di Pezza delle Noci doveva adempiere ad alcune operazioni burocratiche che richiedevano ulteriore tempo rispetto al termine stabilito dalla Fip, e così ancora Iavazzi minacciò la scomparsa della squadra qualora la federazione non gli concedesse qualche giorno in più.
Fortunatamente, con buonsenso, il 4 agosto la Juvecaserta tornò a far parte del bouquet di A. Il resto possiamo considerarlo quasi presente. La caldissima estate con retrocessione, ripescaggio ufficioso e poi diventato realtà vide il passaggio del testimone da Esposito a Sandro Dell’Agnello. La squadra venne costruita tenendo ben presente il budget, e mentre i tasselli andavano man mano costituendo il mosaico bianconero, crebbe naturalmente l’attesa in città. Circa un migliaio di tifosi accolsero al raduno del 21 agosto la nuova squadra sul parquet, straordinario, del PalaVignola, dopo che il PalaMaggiò subì ben due furti di fili di rame. L’infermeria purtroppo inizia ad affollarsi sin da subito, da prima con Downs, poi Siva, Jones, Giuri, Gaddefors, Amoroso, e questo condizionerà non poco il campionato. Eppure all’esordio del 4 ottobre in quel di Varese, Caserta compie la prima grande impresa vincendo 51-58. Le successive tre sconfitte rispettivamente con Torino, Cremona e Milano aprono una crepa. Iavazzi torna a parlare rilasciando un’intervista in cui si lamenta di essere stato lasciato nuovamente da solo, ma la squadra reagisce espugnando Bologna nel “monday night” del 2 novembre, e bissando la vittoria in casa contro Capo d’Orlando. Due giorni dopo quel successo, ovvero il 10 novembre, per non influenzare la prestazione della squadra nella delicata partita, Rosario Caputo replica al patron bianconero sottolineando alcuni aspetti caratteriali dello stesso. La Juvecaserta intanto va vicina a battere in trasferta la capolista Pistoia che la spunta dopo un overtime, ma in settimana inizia la telenovela Valerio Amoroso, che la società gestirà malissimo. L’atleta, che sembrava aver rescisso, ritornerà in gruppo, il tifo non la prenderà bene ed il patron difenderà in modo autoritario questa scelta.
Intanto prima Cantù e poi Venezia batteranno Caserta, che torna alla vittoria il 6 dicembre contro Pesaro. Il doppio match con Sassari e Reggio Emilia, questa volta, non frutterà punti per la truppa casertana, che vivrà un momento di massima euforia a cavallo del Natale con l’impresa di Avellino, in cui si è imposta per 62-70 dopo un primo tempo terribile per come si stava giocando, e conquistando i “due punti” anche in casa contro Brindisi dopo una gara piuttosto autorevole da parte dei bianconeri, chiudendo così in modo soddisfacente il 2015.

martedì 18 agosto 2015

EX BIANCONERI. Sam Young continua il suo viaggio nel mondo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 19/08/2015

EX BIANCONERI. Tanti veterani in A2 e diversi Usa hanno salutato l’Italia
Sam Young continua il suo viaggio nel mondo

CASERTA. Tanti ex beniamini della Juvecaserta si stanno man mano accasando in Italia o in giro per l’Europa. Il primo ad aver trovato nuova sistemazione è stato coach Lele Molin, che digerito l’esonero ha deciso di ripartire addirittura dalla Russia, precisamente dall’Unics Kazan dove ricoprirà il ruolo di assistente al tecnico Pashutin che lo ha fortemente voluto dopo la sua esperienza russa con il CSKA Mosca. Uno dei successori di Molin sulla panchina bianconera, ovvero Enzo Esposito, sarà addirittura avversario della Juvecaserta avendo accettato l’incarico di guidare Pistoia, che ha ingaggiato in tempi non sospetti Michele Antonutti, uno dei pochi da salvare lo scorso anno, ed il play dell’ultima stagione e mezza in quel di Pezza delle Noci, ovvero Ronald Moore che sembrava poter finire in Polonia.
SAM YOUNG ALLA JUVECASERTA (FOTO CAROZZA)
I toscani avevano fatto un pensierino anche per Chris Roberts, finito poi nel mirino di Ferentino e Mantova in A2. Seconda divisione che sarà la casa per tanti veterani che hanno indossato la casacca bianconera come Fabio Di Bella (a Mantova), Marco Mordente e Valerio Spinelli (a Reggio Calabria), Andrea Michelori (a Verona), Giuliano Maresca (a Roma), Luca Garri (a Tortona), David Brkic (a Ferrara), Tim Bowers (a Ferentino) e Franco Migliori (a Barcellona Pozzo di Gotto). A2 anche per Claudio Tommasini in quel di Trapani dove sarà compagno di quel Gabriele Ganeto sedotto ed abbandonato dalla Juvecaserta in questa sessione di mercato estivo. Anche alcuni atleti delle giovanili hanno cambiato aria, come Enrico Vadi finito a Treviso in A2, Andrea Spera tornato a Napoli in B, Lorenzo Capuano ingaggiato da Venafro in B, e addirittura il classe ‘98 Roberto Vitiello tesserato dalla Cesarano Scafati sempre in B. Tornando alla passata stagione, Michele Vitali sarà avversario con la sua Bologna, Amedeo Tessitori con Cantù, e lo potrebbe essere anche Marco Cucco per il momento soltanto aggregato al roster di Cremona, mentre l’oggetto misterioso dal nome e cognome di Bozhidar Avramov giocherà nella sua natia Bulgaria con il Lukoil Academic Sofia. Infine qualche notizia inerente i colored passati per il legno del PalaMaggiò in questi ultimi anni: Carleton Scott ha firmato con Antwerp in Belgio, Jeff Brooks è finito al Saratov in Russia, Tony Easley si è legato al Sinpas Denizli in Turchia, Richard Howell è stato ingaggiato dall’Ironi Nahariya in Israele, Frank Gaines si è accasato al Morskie Szczecin in Polonia, e infine Sam Young dopo Caserta, Halcones Xalapa (Messico) e Usak (Turchia) continua il suo viaggio nel mondo all’Al Ahli Dubai negli Emirati Arabi, quarta squadra della sua stagione.
Giov.Bocc.

domenica 24 maggio 2015

L’ANDATA. Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/05/2015

L’ANDATA. Dopo la bella preseason tutto va a rotoli e la prima vittoria arriva solo al giro di boa
Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

da Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo la bella stagione precedente, con i playoff sfiorati d'un soffio, il telaio del roster pressoché rimasto intatto e con l'aggiunta durante il mercato estivo di tasselli che si pensavano fossero quasi dei lussi per il campionato italiano, la stagione 2014/15 della Juvecaserta non poteva che iniziare con una certa ambizione.
E questa era stata in un certo senso avallata dalle comunque soddisfacenti prestazioni in preseason con i vari tornei di Trapani, Brindisi e di quello casalingo al PalaMaggiò. Eppure proprio dalla finalissima del quadrangolare di casa la stagione ha preso purtroppo una piega diversa, tutt'altro che felice.
L'esordio in quel di Roma forse era stato profetico, visto che tra infortuni e acciacchi dell'ultimo momento i bianconeri a scendere sul parquet furono soltanto sette. Un segnale, decisamente nefasto ma non preventivabile. Sette giorni più tardi tocca a Brindisi violare l'impianto di Pezza delle Noci, in una gara che i pugliesi sostanzialmente conducono dall'inizio alla fine.
E nonostante questi segnali un po' tutti, società e ambiente, cercano di nascondere questo avvio abulico dietro ad una condizione fisica non ottimale. Un'altra settimana non basta per ritrovare la retta via visto che in trasferta contro Bologna arriva il terzo k.o. per i casertani dopo comunque aver fatto intravedere un minimo di recupero.
Il punto più basso da toccare è dietro l'angolo e neppure il doppio turno casalingo può evitarlo. Al PalaMaggiò arriva Pistoia, di certo non una squadra insormontabile, ma nonostante un serrato testa a testa quando c'è da vincere la gara con la testa la Juvecaserta si fa trovare impreparata. Successivamente c'è da affrontare Cremona, partita bruttissima, performance incommentabile e tifosi che all'intervallo quasi fanno invasione perché scontenti da ciò a cui stavano assistendo.
Addirittura toccherà all'allora presidente Carlo Barbagallo recarsi sotto la curva per stemperare un po' gli animi. Il post partita è frenetico, il giemme Atripaldi da le dimissioni, respinte dalla società, mentre si vocifera di un possibile esonero di coach Lele Molin che 48 ore dopo arriva puntuale.
Dopo alcune trattative si opta per ingaggiare il tecnico macedone ma trapiantato in Irpinia Zare Markovski. In settimana si hanno anche i primi movimenti di mercato con Richard Howell e Frank Gaines che salutano e Michele Antonutti e Dejan Ivanov che arrivano. A Capo d'Orlando si può fare ben poco anche se la sconfitta arriva davvero per una sciocchezza. Con Cantù, dopo aver avuto i possessi per chiudere la contesa si è andati ai supplementari e lì la benzina dei bianconeri è finita. A Venezia altra prestazione degna di nota per tre quarti circa, poi blackout totale e vittoria per gli avversari.
Il giorno dell'Immacolata al PalaMaggiò arriva Trento, siamo solo alla nona giornata eppure la gara assume le sembianze già di un match da dentro o fuori per la Juvecaserta. Ancora una volta manca una lira per fare un soldo, e questa volta ci si mette anche la sfortuna visto che la penetrazione di Michele Vitali per la possibile realizzazione della parità si blocca tra tabellone e ferro dopo forse un tocco del difensore: tempo scaduto e siamo così sullo 0-9.
IL GIEMME ATRIPALDI NEL MOMENTO DELLE DIMISSIONI
Altro post partita intenso, con il patron Lello Iavazzi che addirittura viene bloccato all'uscita da un gruppo di ultras e con Marco Atripaldi che dopo esser stato contestato dalla tifoseria prima della partita questa volta lascia definitivamente Caserta.
In questa situazione surreale si va a Milano ed ovviamente arriva la decima sconfitta. Non era di certo questa la sfida da vincere, semmai quella successiva contro Varese ma la "doppia v" sembra proprio stregata. Neppure i nuovi arrivi di Aleksandar Capin e Bozhidar Avramov aiutano la causa bianconera, con coach Markovski che viene sollevato dall'incarico.
A questo punto la dirigenza bianconera decide di promuovere al ruolo di allenatore il casertano doc Vincenzo Esposito, che a Santo Stefano affronta i cugini di Avellino purtroppo perdendo. Nella trasferta di Sassari c'è da mandare giù ancora un boccone amaro, così come in quella di Reggio Emilio, ma nel frattempo ha fatto le valigie la stella Sam Young, che nella sua esperienza all'ombra della Reggia si è rivelato troppo individualista, forse addirittura spaccone, ma sicuramente come un pesce fuor d'acqua, abulico a ciò che gli stava succedendo intorno.
L'11 gennaio s'intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. La cura di coach Esposito sembra funzionare e così nel match dell'ultima spiaggia contro la diretta concorrente per la salvezza Pesaro arriva quel successo. Un sospiro di sollievo, una boccata d'ossigeno che fanno concludere il girone d'andata con almeno due punti in classifica.

sabato 27 dicembre 2014

Juvecaserta, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/12/2014

LEGA A. La difesa e l’atteggiamento dei bianconeri le maggiori lacune di questa stagione
Juvecaserta, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo

CASERTA. E siamo arrivati a dodici sconfitte per la Juvecaserta adesso di coach Enzino Esposito. Battesimo da capo allenatore infelice per l’ex beniamino della “torcida bianconera”, che anche ieri è stato acclamato prima della palla a due ed anche in alcuni frangenti della stessa gara. Per lui un esordio infelice neanche tanto per la sconfitta in se e per se, ma per la prestazione quasi rinunciataria, remissiva, scialba. E con questo trovano purtroppo adito i vari cori della curva casertana che per sommi capi urlava: “Andate a lavorare”, “Meritiamo di più”, e tanti altri poco meno carini.
Nemmeno la bolgia “al contrario” del PalaMaggiò riesce a scuotere i giocatori, a far sì che in loro si sviluppi un moto d’orgoglio. Ed è anche per questo che il “capitano” Esposito, oggi più che mai di nome e di fatto, ha in un certo senso tuonato in sala stampa, puntando il dito contro la difesa, finita principalmente sul banco degli imputati, e soprattutto contro quei giocatori con poca voglia e dedizione. Effettivamente la difesa è una questione principalmente di volontà, di sacrificio. E lasciamo stare anche le rotazioni, gli aiuti, il lato debole e via discorrendo, cose che comunque Esposito ha sottolineato che “allenerà” come fossero al minibasket. E non tragga in inganno la maggiore fisicità e l’atletismo di Avellino, perché Caserta ha chiuso la partita con ben dieci rimbalzi in più (34 contro 24) ma gli avversari hanno fatto registrare un 34/41 da due punti, frutto di tanti facili lay-up ora in back.door, ora con taglio frontale a centro area o addirittura in penetrazioni 1vs1 e contropiede. Insomma, ogni qualvolta Avellino attaccava il ferro è riuscita per la stragrande maggioranza delle volte ad appoggiare comodamente il pallone nel cesto. Acqua da ogni dove per un’imbarcata generale.
FOTO CAROZZA
Con il derby possiamo forse assodare una cosa: questa è la squadra e con ogni probabilità questo sarà l’andazzo. Lavorare in palestra si, ma di margini di miglioramento non se ne intravedono. L’unica cosa che può segnare una svolta in questa stagione alla Juvecaserta è un cambio radicale dell’atteggiamento dei giocatori. Vedere gli avversari sbucciarsi le ginocchia per arrivare su di un pallone che sta per terminare fuori dopo che quello stesso pallone è passato non molto lontano dai propri piedi (ogni riferimento è puramente casuale: Sam Young) ha del pazzesco. E poco importa se poi si riescono a realizzare 78 o 80 punti, così come analizzato da “El Diablo” in virtù del fatto che Avellino ha tirato i remi in barca negl’ultimi due minuti di gara, quando poi concedi 59 punti alla fine del primo tempo e 105 alla sirena finale. Perché invece il pubblico applaude quasi a mo’ di standing ovation Andrea Michelori per un semplice tentativo di anticipo nemmeno riuscito? Perché in ciò si è intravista voglia di lottare, voglia di combattere, parole sconosciute per gran parte dei bianconeri.
Rispettiamo la volontà della società di apportare l’ulteriore staffetta in panchina da Markovski ad Esposito dopo aver raggiunto il record di 0-11, ma meno capiamo la tempistica. Insomma poche ore prima erano arrivati a Caserta Capin ed Avramov, due giocatori che verosimilmente ha voluto proprio il tecnico macedone. Ed infatti, contro Avellino Avramov è stato mandato in tribuna per scelta tecnica, anche se lo stato fisico sembra la causa ufficiale. Ed al posto suo si accomoda in panchina Ronald Moore, il folletto di Philadelphia con le valigie pronte da una settimana abbondante. Si aspettava il suo taglio, insomma, e invece Esposito lo manda nella mischia quando Capin in cabina di regia fa diversi danni, quasi come uno scherzo del destino. Scelte che lasciano molto a desiderare se si pensa che purtroppo, allo stato attuale, non ci sono delle regole ben precise, una tabella di marcia ferrea da seguire, costi quel che costi.
In fin dei conti stiamo parlando proprio delle stesse regole che il tecnico casertano doc ha ammesso di dover mettere per raddrizzare la situazione in  difesa. Purtroppo di tempo ne rimane sempre di meno. Domani la Juvecaserta sarà di nuovo in campo nella proibitiva trasferta di Sassari, al PalaSerradimigni che fu espugnato non più di otto mesi fa. Ma quella era tutta un’altra Caserta, una squadra che giocava insieme, si divertiva insieme, ed anche se aveva limiti tecnici e caratteriali, buttava sempre il cuore oltre l’ostacolo.

lunedì 15 dicembre 2014

Per la Juvecaserta uno “scontro” senza fine

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 16/12/2014

Bianconeri sempre più ultimi in classifica, tifoseria divisa e società senza alcuna pace
Per la Juvecaserta uno “scontro” senza fine

CASERTA. Come ampiamente preventivabile, la Juvecaserta è tornata dalla trasferta del Mediolanum Forum di Assago con “zero punti” in tasca, quello che forse era meno certo è che i bianconeri se la sarebbero giocata fino alla fine. E questo, naturalmente, non lascia che ulteriore amaro in bocca.
Insomma, questa squadra pur tra mille difficoltà e disavventure pare ce la stia mettendo tutta per sbloccarsi, ma purtroppo “manca sempre quel soldo per fare una lira”. Il team di coach Zare Markovski se la sta giocando con tutti, dimostrando a più riprese che questo 0-10 in classifica non è veritiero, soprattutto dal cambio dell’allenatore in poi, perché le gare in casa contro Pistoia prima e Cremona poi sono state uno spettacolo indegno per la piazza casertana.
Quello che purtroppo spaventa sempre più il popolo di fede bianconera è la retrocessione, un incubo che di domenica in domenica sembra diventare sempre più realtà soprattutto a causa del cammino che stanno facendo le dirette concorrenti. Domenica infatti Pesaro è passata sul campo di Cremona, Capo d’Orlando ha avuto la meglio tra le mura amiche di Cantù, proprio come Varese ha superato Bologna. E a questo punto siciliani e varesini sono saliti ad otto punti insieme ad un gruppone che comprende sei compagini, mentre i pesaresi sono penultimi a sei punti. La situazione, in pratica, non si poteva complicare più di questo. Per una Juvecaserta che rimane costantemente al palo, ci sono le avversarie che in qualche modo muovono la propria classifica, e questo rende tutto dannatamente complicato per Sam Young e compagni.
FOTO CAROZZA
Secondo le statistiche, è stato eguagliato il record di dieci sconfitte consecutvie appartenente alla stagione 1997-98, quando Caserta era in A2 e rimase a secco dal 12 ottobre del ’97 (quarta di andata) alla prima di ritorno del 21 dicembre dello stesso anno. Il “tabù doppia v”, così come riportato dal sito web Sportcasertano, fu sfatato con l’anno nuovo, in casa, contro Montecatini. I bianconeri persero a Trieste (88-78), Fabriano (83-74), tra le mura amiche con Gorizia (66-80). Ventello ad Avellino e k.o. di misura nel derby con Napoli 80-81. Sconfitta sul campo della neopromossa Jesi e venti punti di scarto al PalaMaggiò contro Imola. Le battute d’arresto continuarono a Livorno (100-84), Sassari (84-73) e a Forlì (94-64). Il sorriso fu ritrovato, di fatto, contro Montecatini. In Serie A la striscia negativa si era fermata a sei insuccessi, nella stagione 1993-94, e alla fine ci fu purtroppo la retrocessione. Dato, quest’ultimo, che va inesorabilmente aggiornato. Dal 21 novembre del ’93 l’allora Juvecaserta fu battuta da Treviso, Milano, Reggio Calabria, Livorno, Pesaro e Venezia prima di espugnare, guarda un po’, il PalaTerme di Montecatini. Verrebbe quasi da dispiacersi del fatto che la formazione toscana non stia in massima serie. Quello di quest’anno sarà ricordato certamente come l’avvio più brutto della storia dei bianconeri con lo 0-10 mai registrato prima. In precedenza si ricorda nella stagione 2010-11 lo 0-5 causato dai k.o. contro Biella, Sassari, Pesaro, Siena e Virtus Bologna prima del riscatto in quel di Brindisi.
Pensare al passato, però, non aiuterà in questo presente condizionato da troppa negatività. L’ultimo sfogo è stato del presidente Carlo Barbagallo che ha utilizzato come al solito i social network per invitare i tifosi a “lasciarci lavorare in pace”. Purtroppo è quello che attualmente manca alla Juvecaserta, la serenità, la tranquillità di poter lavorare in campo e molto probabilmente anche fuori, in modo da raddrizzare la barca. La tifoseria bianconera, in questo, sta soltanto peggiorando le cose, dividendosi al suo interno tra contestatori e difensori, tra disfattisti e fiduciosi. C’è chi, sarcasticamente, ricordava che Markovski ha centrato la quinta sconfitta consecutiva, proprio come Molin, e dunque dovrebbe essere esonerato? Via l’ex tecnico mestrino ed il giemme Atripaldi è arrivata un’altra sconfitta, ma non erano loro la colpa di tutto? Insomma, uno scontro praticamente fratricida in cui nessuno, ma davvero nessuno la può spuntare. Dopotutto lo stesso Marco Atripaldi ha confessato nel momento in cui rendeva le proprie dimissioni nel dopo gara contro Trento che l’ambiente deve compattarsi, non dividersi, altrimenti la strada si fa ancora più ripida, in tutti i sensi.
E dopo lo sfogo dell’azionista di maggioranza Lello Iavazzi, di sette giorni fa, gli fa ego il socio Barbagallo. Nulla di positivo, la proprietà sta vivendo male questa situazione, e i proprietari sembrano sempre più lontani dalla pallacanestro.

lunedì 24 novembre 2014

Juvecaserta, coach Markovski: «Cantù non meritava la vittoria»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 24/11/2014

JUVECASERTA. Il tecnico bianconero resta fiducioso della squadra mentre si gode Tommasini
Coach Markovski: «Cantù non meritava la vittoria»


CASERTA. Finalmente c’è stata una partita al PalaMaggiò. E’ questo il pensiero che ha invaso un po’ tutto nell’immediato dopo partita di sabato, nonostante la sconfitta. Si è vista della pallacanestro giocata da parte della Juvecaserta, la cosiddetta scossa dopo l’esonero di coach Lele Molin.
Se dall’inizio del campionato i bianconeri avessero giocato così, siamo convinti che quello “zero” in classifica fosse stato tolto da diverso tempo. Basket apprezzabile, grintoso, voglioso, seppur ancora da disciplinare visto che l’attacco non è sempre fluido e l’organizzazione di gioco lascia ancora a desiderare. La strada è però quella giusta.
FOTO CAROZZA
«Non è facile commentare una gara del genere - ha dichiarato in conferenza stampa il tecnico Zare Markovski - perché ho ben poco da rimproverare ai miei giocatori. Certamente ci mancano questi due punti, ma dobbiamo dimenticare al più presto come ci sono sfuggiti. Non voglio parlare di sconfitta - ha continuato l’allenatore macedone - perché ci sono delle gare come questa in cui i due punti vanno ad una squadra che non li meritava. Purtroppo siamo stati costretti sin dall’inizio ad adattarci a degli handicap, visto che Scott è stato gravato subito di due falli mentre successivamente è stato espulso Young. Questo risultato fa molto male alla testa dei giocatori, per questo dovremo essere bravi a mettercelo subito alle spalle, pensando alla prossima gara».
L’allenatore bianconero è stato naturalmente incalzato di domande, a partire dal largo vantaggio avuto durante il match, all’esordio dei nuovi beniamini del PalaMaggiò, per finire con gli episodi chiave della sfida che hanno visto protagonisti gli arbitri.
«E’ vero, durante il primo tempo abbiamo toccato anche il più 18, eppure siamo andati all’intervallo con appena 8 punti. A quel punto della partita però, tutti sanno che nella pallacanestro c’è ancora una gara da giocare. Possiamo invece recriminare di più sul vantaggio di 9 punti che non siamo riusciti ad amministrare a circa 3 minuti dalla fine. Però bisogna anche capire che fisicamente abbiamo sofferto la stanchezza, la mancanza di energie, e addirittura l’abitudine a giocare quelle determinate situazioni di gioco. L’impatto dei nuovi giocatori - ha proseguito il timoniere di Pezza delle Noci - è stato ottimo. Ma mi godo anche la prestazione di Tommasini che stiamo recuperando e al quale daremo sempre più spazio e responsabilità. Per quanto riguarda le decisioni arbitrali invece, sinceramente sono già anni alle quali sono cicatrizzato - ha concluso il coach casertano -, e quindi voglio passare oltre senza commentarle».

I SINGOLI. Meritano un’analisi da estrapolare dal discorso di squadra sia Tommasini che Young.
Per quanto riguarda Claudio Tommasini, forse dopo la prestazione di ieri diversi tifosi si sono dovuti ricredere sul playmaker di scuola bolognese. Averlo tutte le domeniche così, di certo non sarebbe un dispiacere, ma purtroppo pur di stemperare facili entusiasmi, ci pare difficile credere che Tommasini possa tirare ad ogni partita con un fantastico 5/7 da tre punti. Questo non vuol dire che non lo possa ripetere. Però fa sinceramente piacere che un ragazzo costretto a saltare quasi metà scorsa stagione e parte di questa iniziale, sia riuscitio ad esprimersi al meglio. La sua difesa non è mai mancata, perché si è sempre battuto alla grande per i colori bianconeri, ma finalmente sabato ha dimostrato di poter essere un fattore anche in attacco. Un giovane sulla rampa di lancio, che non può che far bene in questa situazione negativa dalla quale pian piano la Juvecaserta sta cercando con tutte le sue forze di uscire.

Di diversa valutazione è invece Sam Young, “croce e delizia” della formazione di Pezza delle Noci. Il talento dell’ex Indiana Pacers non si discute, è sotto gli occhi di tutto. Preso singolarmente, forse, stiamo parlando del miglior giocatore di tutto il nostro campionato. Purtroppo però, anche il talento va contestualizzato, messo nel giusto sistema in modo che possa ulteriormente propagarsi, piuttosto che regredire. Ebbene, il prodotto dell’università di Pittsburgh sembra viva in un mondo tutto suo. La capriola dopo il primo tecnico è un gesto da circo, fuori contesto rispetto alla gara che stai giocando. Contro Cantù è sembrato meno egoista, più a disposizione della squadra, ma va ancora disciplinato. E poi resta quel punto interrogativo sulla sua assenza ingiustificata per ben due allenamenti nella passata settimana. Guardiamo avanti con fiducia, ma bisogna migliorare.

venerdì 14 novembre 2014

Juvecaserta, pensare alla salvezza per invertire il trend

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/11/2014

LEGA A. I bianconeri devono unirsi per remare tutti insieme verso gli obiettivi di squadra
Juvecaserta, pensare alla salvezza per invertire il trend

Giovanni Bocciero

CASERTA. In casa Juvecaserta c’è stato il ribaltone dopo l’inizio di campionato piuttosto difficile, con lo 0-5 che ha contraddistinto in negativo questo avvio. Non solo le sconfitte, sono state soprattutto il “come” sono arrivate che avranno spinto, quasi certamente, la dirigenza bianconera a prendere la decisione di sollevare dal suo incarico coach Lele Molin, per puntare sul tecnico macedone Zare Markovski. Parafrasando il collega Camillo Anzoini, però, “tutti per uno, paga uno per tutti”, ed è proprio ciò che è successo a Molin. L’allenatore mestrino ha certamente commesso degli errori all’ombra della Reggia, ma sicuramente non sono attribuirgli tutte a lui le colpe di questo percorso netto all’incontrario di cui è stata protagonista la Juvecaserta sino a qui.
C’era bisogno però di una scossa da dare all’intero ambiente, e alla fine ha pagato soltanto l’allenatore. Markovski già come si è presentato fa ben sperare. Pragmatico, concreto, senza mezze misure, con una dichiarazione che ha già fatto sorridere tifosi e addetti ai lavori. Insomma, con quel “chi non è d’accordo può prendere una fune e attaccarsela nganna”, estrapolato in un discorso riferito a Sam Young, ma che può essere benissimamente riferito ad ognuno dei giocatori bianconeri, fa intendere che di certo non sarà alla mercè dei giocatori. Cosa che invece pare sia accaduto proprio al suo predecessore.

C’è da giurarsi che il “trend” fin qui visto subirà un netto cambiamento. Se lo augura la dirigenza così come tutto il popolo di fede casertana, inteso come Juvecaserta e Casertana, visto che le due tifoserie sembrano ormai condividere insieme i momenti felici così come quelli infelici. Ed è proprio quello che servirà anche a Marco Mordente e compagni, unirsi verso un unico obiettivo, che da Capo d’Orlando significherà vincere la prima partita, e poi successivamente altro. Ma un passo alla volta, come chi, adesso, deve pensare a salvarsi.

lunedì 27 ottobre 2014

Juvecaserta, adesso serve lucidità da parte di tutti

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/10/2014

LEGA A. L’unico modo per uscire da questa crisi è rimanere con i nervi saldi
Juvecaserta, adesso serve lucidità da parte di tutti

Giovanni Bocciero

CASERTA. L’avvio è di quelli che proprio non ci si aspettava. Insomma, alla vigilia della stagione e con il mercato che aveva comunque visto la Juvecaserta grande protagonista sulla scena quantomeno nazionale, tutto ci si aspettava tranne che un record di 0-3, contro avversarie alla portata come Roma e Bologna, entrambe in trasferta, ed una decisamente molto meno facile come Brindisi. Su queste tre sconfitte pesano come un macigno la situazione infortuni che di certo non hanno aiutato. Una “spada di Damocle” che pende inesorabile sulla testa dei bianconeri.
Moore, ago della bilancia per Caserta (Foto Filauro)
Logico, nonostante il rammarico, la frustrazione ed anche quel pizzico di rabbia per l’andazzo del campionato, a Pezza delle Noci deve regnare la calma. Adesso non servirebbe a nulla accusarsi, rimproverarsi, la cosa principale è mantenere i nervi saldi. In primis la dirigenza, poi lo staff tecnico e, naturalmente, i giocatori. Come più volte ha detto nelle uscite ufficiali coach Lele Molin, è assolutamente controproducente gettare la croce addosso ai singoli. La situazione è quella che è, e soltanto con il duro lavoro di tutti si potrà riemergere come squadra, l’unica cosa che davvero conta.
Sam Young ha dimostrato a Bologna che può essere il leader dei casertani, il go to guy capace di prendere per mano i compagni e trascinarli al successo. Così come è bene ribadire che di estrema importanza è Ronald Moore, colui che deve dettare i tempi alla squadra. E’ bene ribadire questo concetto, perché in giro si sente di tutto. Il folletto di Philadelphia è un play old school, che crea per i compagni e li mette nelle condizioni perfette per fare canestro. Appunto, fa sì che gli altri segnino. E infatti anche all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno ha distribuito ben 8 assist, miglior prestazione di giornata insieme a Kangur di Varese. Ergo, è la pura normalità vederlo segnare 4 punti con 2/4 da due e 0/5 da tre, oltretutto con 34’ di fatiche sulle gambe e con la pressione di dover fare sempre la cosa più giusta, il che vien da se che bisogna avere lucidità.


CAMPIONATO “MADE IN ITALY”
Da Fontecchio a Campani sono loro il futuro italiano

CASERTA. Che il livello del campionato di Lega A si fosse leggermente alzato quest’anno, era una sensazione che si avvertiva già durante la fase di mercato estivo. Con le prime giornate, questa sensazione sta ricevendo le giuste risposte. Si tende, però, sempre a sottolineare le prestazioni degli stranieri, campioni a “stelle e strisce” su tutti, e invece c’è anche un “made in Italy” che sta provando a farsi strada. Spesso si critica il fatto che gli allenatori non danno spazio ai giovani italiani, spesso però, sono proprio gli atleti a dover dimostrare con i fatti di meritarsi il giusto spazio. E in questo scampolo di stagione, ce ne sono un paio che lo stanno dimostrando.
Nella partita più emozionante del terzo turno, e che forse lo sarà per tutto il campionato, tra Varese e Reggio Emilia, la vittoria degli emiliani dopo tre overtime è stata decisa dagli italiani, tutti nel giro della Nazionale. Andrea Cinciarini ha realizzato sulla sirena la tripla del pareggio che è valso il primo tempo supplementare; Amedeo Della Valle ha fatto segnare una super prestazione da 32 punti; Federico Mussini è stato decisivo tanto in difesa quanto in attacco, così come è stato solido l’ormai certezza Achille Polonara. A Bologna, contro la Juvecaserta, hanno recitato la parte dei fuoriclasse Valerio Mazzola e Simone Fontecchio, essenziali con la loro grinta e voglia di emergere, come Matteo Imbrò pronto a prendersi la scena nelle prossime partite e quel Marco Portannese, che ha fatto tante cose utili alla squadra. Nella vittoria esterna della sorprendente Cremona sull’ostico parquet di Pistoia, Hayes è stato l’Mvp, ma la copertina va data con merito al lungo Luca Campani, monumentale sotto le plance. Infine, menzione anche per il veneziano Michele Ruzzier, che con personalità ha tenuto il campo contro Milano.
Gibo

lunedì 29 settembre 2014

VIDEO & PAGELLE: La Juvecaserta vince il Trofeo Irtet

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/09/2014

CITTA' DI CASERTA. Dopo un inizio tutto in salita i bianconeri vincono al supplementare
La Juvecaserta vince il Trofeo Irtet
Reggio Emilia superata nell’overtime

Giovanni Bocciero


CASERTA. Dopo aver divertito il pubblico con le finali della competizioni di abilità, vale a dire gara del tiro da tre punti e gare delle schiacciate, si alza la palla a due della finalissima del Torneo “Città di Caserta” che mette di fronte la Juvecaserta e Reggio Emilia. Anche in questa gara assenze da una parte e dall’altra, che rispondono ai nomi di Sergio, Tommasini, Lavrinovic e Silins.
L’inizio è bene augurante per Howell, che si dimena sotto le plance raccogliendo rimbalzi offensivi e conseguenti tiri liberi, anche se la mira è da rivedere dalla linea della carità. Il piano partita dei reggiani appare piuttosto chiaro sin dalle primissime battute. L’obiettivo è quello di cercare in post basso Riccardo Cervi, bravo ad affrontare il suo pari ruolo, Howell appunto, riuscendo a realizzare ben due volte. I bianconeri appaiono piuttosto nel pallone, non riuscendo a gestire i possessi così da perdere più volte dei possessi davvero in modo banale. E oltretutto, la mira al tiro è praticamente da rivedere su tutti i fronti.Coach Molin prova a raddrizzare la situazione richiamando in panca Vitali ed inserendo Gaines. La scossa arriva da Young, il quale dopo aver sbagliato alcune conclusioni sale in cielo per prendere il rimbalzo in attacco ed appoggiare velocemente i due punti in fondo alla retina. Reggio Emilia continua a macinare gioco, ad alternare gli schemi e a punire sistematicamente una difesa casertana non proprio meticolosa. Dopo un paio di errori al tiro si sblocca anche Gaines, ma il gioco della Juvecaserta non migliora, nemmeno quando arriva la staffetta tra Moore e capitan Mordente. Il primo quarto si chiude così sul 22-17 per gli emiliani, che sembrano in pieno controllo della gara.
RONALD MOORE IN AZIONE
Ad inizio secondo periodo la situazione per i padroni di casa non migliora affatto. La produzione offensiva scarseggia. Ogni canestro bianconero sembra arrivare dopo aver compiuto le ‘dodici fatiche di Ercole’. I ragazzi di coach Massimiliano Menetti continuano ad alternare diverse soluzioni offensive, anche se quella principale è schiacciare il piede sull’acceleratore e cercare di colpire prima che la difesa avversaria possa schierarsi. In questo è molto abile Federico Mussini (28-17 al 13’). La risposta casertana è affidata ancora una volta a Sam Young, che infila dalla lunga distanza dai due angoli opposti. Ma chi inizia veramente a giocare è Ronald Moore, che confeziona un paio di pick and roll con Michelori che qualcosa producono. Reggio Emilia dopo aver disputato gran parte della frazione con le cosiddette riserve, rimette in campo l’artiglieria pesante, ma prima che si arrivasse all’ultimo giro di lancette è stato ancora protagonista Moore, che questa volta ha mandato a segnare per ben due volte Richard Howell. Ma non solo, giusto per completare la rimonta, il folletto di Philadelphia s’inventa il tiro dalla lunga distanza che vale il sorpasso. Ma non è finita, perché per guadagnarsi gli applausi scroscianti del PalaMaggiò, prima che la sirena lunga inizi a suonare serve un assist al bacio a Mordente che deve soltanto spingere il pallone in rete, per copiare un’espressione totalmente calcistica.
Al rientro dagli spogliatoi la partita subisce un netto rallentamento.. Entrambe le squadre continuano a tirare davvero male dalla lunga e media distanza, ma ciò che realmente fa la differenza è la difesa che applica la Juvecaserta: arcigna, solida, precisa. I bianconeri mantengono saldamente il vantaggio, seppur esiguo, grazie alle invenzioni di Moore, che segna e fa segnare, decisivo come non mai. Reggio Emilia però è squadra, e nella difficoltà riesce comunque a trovare la soluzione migliore. E poi la rimonta sino al 56-54 di fine terzo periodo è guidata dal giovanissimo Mussini, che fa vedere di avere gli attributi realizzando tre triple consecutive, di cui l’ultima sulla sirena.
Con grande solidità mentale, i reggiani iniziano l’ultimo periodo di gioco con una bomba di Della Valle, e soprattutto con i centimetri di Cervi che nel pitturato afferra svariati rimbalzi. Alla già ingarbugliata partita si aggiunge la sfera emotiva, quando gli arbitri fischiano tecnico prima a Esposito e poi a Diener. Il risultato s’impatta a quota 64 grazie al tiro pesante realizzo da Michele Vitali, che poi replica dall’angolo smorzando le velleità di fuga degli avversari (70-69 al 38’). Gli ultimi sessanta secondi di gioco si aprono con Cinciarini che confeziona l’arresto e tiro del contro sorpasso, ma dopo un errore da ambo le parti, tocca a Carleton Scott realizzare in sospensione il nuovo più uno. Reggio Emilia chiama timeout, dal quale esce con un gioco disegnato per Polonara che libero dall’arco insacca la tripla del 74-72. Ultimi dieci secondi e a prendersi la scena non poteva che essere Moore, che in penetrazione segna e subisce il fallo per il libero aggiunto. Dalla lunetta sbaglia il libero del possibile vantaggio, e sul rimbalzo i reggiani subiscono fallo ma non riescono a segnare sul filo della sirena, ed è dunque overtime.
Reggio Emilia nel supplementare abusa del tiro pesante, e allora Caserta s’invola sul 78-74 a 2’30” dalla fine. Sembra finita. Neanche per sogno. Prima Diener e poi Polonara segnano da tre e si arriva a 25” dal termine sull’84-82. Tra falli e viaggi in lunetta, succederà ben poco nel rush finale di questa partita, che vede la Juvecaserta vincere per 87-82.


LE PAGELLE: Decisivo Moore per la vittoria. Howell lottatore

RICHARD HOWELL A RIMBALZO
HOWELL 7,5: Ha sofferto a tratti la maggiore altezza di Cervi, ma si è battuto da gladiatore sotto le plance, raccogliendo una quantità impressionante di rimbalzi. Anche offensivamente si è reso fondamentale per respingere la rimonta tentata dai reggiani.
GAINES 7: Rispetto alla semifinale contro Cremona, ha tirato a salve, non riuscendo nemmeno a capire di evitare qualche tiro di troppo. Nel finale ha puntato deciso il ferro portando a casa diversi “fallo e canestro”.
MORDENTE 6: Sia in semifinale che in finale ha mostrato di non essere al top. Quando è in campo gli si chiede di portare tranquillità ai compagni, e purtroppo non sempre ci riesce.
YOUNG 7: Contro Cremona ha giocato quasi con il freno a mano tirato. Contro Reggio gli si chiedeva di prendere la situazione in mano. Diciamo bene ma non benissimo rispetto alle precedenti uscite. Ad inizio quarto periodo circa esce per infortunio senza più rientrare.
VITALI 6,5: Due gare piuttosto sotto tono per l’esterno bianconero che tira piuttosto male nel complesso. Due bombe nel finale risolvono però la gara.
MICHELORI 7: Il solito immenso gladiatore. Porta grinta sul rettangolo di gioco quando viene chiamato in causa, e dimostra di avere una forma fisica ottimale.
MOORE 8: Il vero MVP di questa partita. Contro Cremona si è risparmiato svolgendo il semplice compitino. Nella finale invece, ha avuto un inizio da film del thriller. In panchina ci ha pensato su, e quando è rientrato ha praticamente deciso la gara segnando, servendo assist a go-go e prendendosi parecchie responsabilità.
SCOTT 7,5: Tanto lavoro sporco per lui, sempre al posto giusto nel momento giusto. Peccato per l’infortunio proprio nel finale.
MOLIN 6,5: Con Cremona poco da dire. Con Reggio capisce quando togliere Moore, e quando rimetterlo.


SLAM DUNK: Sam Young sale sul trono delle schiacciate

VIDEO GARA DA TRE E DELLE SCHIACCIATE



CASERTA. Nell’intervallo tra la finalina di consolazione che ha visto sfidarsi Scandone Avellino e Vanoli Cremona, e quella che assegnava il V° Trofeo Irtet conteso da Juvecaserta e Pallacnaestro Reggiana, sono andate in scena le competizioni alternative. Stiamo parlando della gara del tiro da tre punti, che vedeva coinvolti Riccardo Cortese per Avellino, Frank Gaines per la Juvecaserta, Drake Diener per la Reggiana e Fabio Mian per Cremona; e la gara delle schiacciate, che coinvolgeva Sam Young della Juvecaserta, Achille Polonara per Reggio Emilia, Justin Harper per Avellino e Cameron Clark per Cremona.
Andando in ordine, iniziamo dalla finale del tiro da tre punti. Dall’arco i migliori cecchini sono stati Diener e Cortese, che hanno raggiunto 60 punti ciascuno, mentre il bianconero Gaines si è fermato a 45. Turno di spareggio dunque, che ha visto Diener mettere a segno quattro dei cinque palloni rispetto ai soli tre dell’irpino.
Per quanto riguarda la gara delle schiacciate, invece, a salire sul trono è stato il casertano Young, che a furor di popolo ha inchiodato al primo tentativo le sue due schiacciate. Harper non ha sfigurato, così come Polonara, mentre Clark ha eseguito due dunk piuttosto semplici.


CITTA' DI CASERTA. Differenza fisica abbastanza vistosa tra le due formazioni
Avellino ancora in rodaggio batte al fotofinish Cremona

CASERTA. La prima palla a due della giornata conclusiva del Torneo “Città di Caserta” è quella che riguarda la Scandone Avellino e la Vanoli Cremona. A vincere, alla fine, sono gli irpini in un PalaMaggiò che non si esime dal fischiare i cugini mai ben visti. Due squadre che si presentano al match con diverse defezioni. Tra le fila dei cremonesi assenti sia Luca Vitali, già a referto per onor di firma nella semifinale contro la Juvecaserta, al quale si è aggiunto per la finale di consolazione del Torneo “Città di Caserta” il playmaker Kenny Hayes. Per Avellino invece, ancora ai box Adrian Banks, che ha comunque provato a fare un po’ di riscaldamento. E la sua assenza ha un peso piuttosto consistenze sulla valutazione dei biancoverdi.
Per quel che riguarda il campo, tra le due formazioni si nota immediatamente una certa differenza fisica. Mentre gli irpini possono schierare una frontline atletica e verticale, i cremonesi ripropongono una sorta di small ball, con quattro esterni puri ed un solo lungo, Campani, che peraltro pivot con la ‘p’ maiuscola non lo è. Nonostante questa differenza, i primi 10’ scorrono via sulla falsariga dell’equilibrio (9-10 al 5’). Mentre la Scandone si appoggia tanto ai suoi lunghi, con Justin Harper che in un paio di circostanze porta davvero a scuola la difesa avversaria, Cremona prova a far muovere la difesa avversaria grazie a ripetute penetrazioni, che spesso non arrivano nemmeno al ferro vista la ‘diga’ biancoverde presente nel pitturato. I lombardi allora si affidano con una certa insistenza alla conclusione dalla lunga distanza, e soprattutto a Fabio Mian che realizza due bombe consecutive dall’angolo regalando il nuovo vantaggio (17-19). Ed è lo stesso esterno cremonese, già in clima finale della gara da tre punti, che dalla stessa mattonella colpisce con il quasi buzzer-beater di fine primo quarto.
Nella seconda frazione i ‘lupi’ difendono sul perimetro con una maggiore intensità, garantendosi un certo margine da poter gestire (30-25 al 15’). Cremona continua con il penetra e scarica, per liberare i tiratori al tiro, visto che l’area pitturata è una zona off-limits. Si scuote per gli uomini di coach Pancotto il prodotto di Villanova James Bell, che prima di andare al riposo lungo realizza un all’alley-oop schiacciato su assist di Ferguson. I lunghi avellinesi però, producono tanto sotto le plance. Trasolini e Lechthaler muovono il punteggio e alla fine si torna negli spogliatoi sul punteggio di 36-34.
Dopo il pit stop, le due formazioni rientrano un po’ scariche sul parquet. Si vive un terzo periodo dove regna l’anarchia tattica, tanto che è palese il richiamo di Ferguson a tutti i compagni dopo un rimbalzo difensivo, ma soprattutto dopo che si è corso da una parte e dall’altra diverse volte in pochissimi secondi. I canestri arrivano in virtù unicamente di azioni personali, che per i vari giocatori impegnati sul rettangolo di gioco valgono qualche applauso da parte del pubblico del PalaMaggiò. Sundiata Gaines riesce finalmente a creare qualcosa di utile in attcco, ma nonostante le potenzialità che Avellino dimostra di avere, c’è ancora molto da lavorare. Più volte, infatti, non c’è comprensione tra gli atleti in casacca biancoverde, segno ineccepitibile che si deve ancora creare quella necessaria alchimia. Dall’altra parte invece, è il turno dell’altro rookie timbrare il proprio tabellino. Si tratta di Cameron Clark. Quando si arriva al 30’ sul tabellone luminoso si legge il punteggio di 59-54. L’ultimo quarto è piuttosto frizzantino, non fossero per le schiacciate a ripetizione che piazzano i biancoverdi. La prima arriva su intuizione di Cavaliero che lancia il contropiede, serve in corsa Hanga il quale a sua volta alza per l’accorrente Trasolini che affonda la bimane. Dopo poco, è proprio l’ala ungherese Hanga a scippare il pallone al suo diretto avversario partendo in transizione e schiacciando eludendo il tentativo di dar fastidio da parte di Mei. E’ partita vera, però, perchè al 35’ il punteggio è di 68-66, grazie alle triple mandate a segno prima da Bell e poi da Jazzmar Ferguson. Quando sul cronometro mancano 3’28” alla fine, la partita si entusiasma. Si segna a ripetizione e quasi ad ogni attacco. Il tutto ha inizio con l’ennesima tripla mandata a segno da Bell, che porta in vantaggio Cremona sul 71-68. Risponde Daniele Cavaliero, piuttosto silenzioso in questo match, ma è immediata la replica di Ferguson. Si gioca punto a punto, decisivi sono alcuni viaggi in lunetta, e alla fine negl’ultimi 30” circa di gara, con la palla in mano ai cremonesi, Avellino ricorre al fallo sistematico per non concedere l’ultimo tiro. Oltretutto, gli irpini hanno un solo fallo di squadra e dunque ne commetteranno ben tre di fila. Il delegato a prendersi l’ultimo tiro per i lombardi è Ferguson. Con poco meno di 5” riceve il pallone, cerca di divincolarsi dal raddoppio che gli irpini attuano e tira rimanendo sospeso in aria per un ben po’. La sua è una preghiera, che gli Dei del basket non accettano visto che il pallone si spegne sul secondo ferro.

lunedì 1 settembre 2014

INTERVISTE: Juvecaserta, il grande obiettivo sarà migliorarsi

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 02/09/2014

LA CONFERENZA. Da capitan Mordente agl’altri beniamini c’è comunione d’intenti
Juvecaserta, il grande obiettivo sarà migliorarsi

CASERTA. La Juvecaserta ha tagliato il nastro della nuova stagione nella giornata di domenica. Prima c’è stato l’incontro con la stampa, con le varie interviste ai giocatori, e successivamente c’è stato l’appuntamento del Belvedere.
“Il mio obiettivo personale è quello di pensare esclusivamente al campo - ha esordito Marco Mordente -, senza perdere energie altrove. Nei due anni precedenti per alcune necessità non è stato così, e quindi speriamo di riuscirci quest'anno. Per questo mi fa estremamente piacere avere in squadra tanti compagni dell'anno scorso, con cui c'è stato un vissuto tanto positivo quanto negativo, ma che spero possa essere un vantaggio per superare le difficoltà che si presenteranno in questo campionato. Vivremo un po' alla giornata, partita per partita, rispettando l'avversario e arrivando il prima possibile alla salvezza. Ancora di più rispetto all'anno scorso io, così come Andrea (Michelori, ndr) avremo delle responsabilità - ha continuato il capitano - che non sono un canestro o un rimbalzo. Quello che mi aspetto sarà vedere gli altri giocare di più, meritandoselo però a suon di prestazioni. Io avrò un anno in più, e quindi le energie non saranno le stesse, ma la voglia ed il desiderio dovrà sempre essere quello di migliorarsi”.
La parola è poi passata ai due volti nuovi, Young e Gaines. “Spero che il nostro campionato, sia di squadra che individuale, sarà positivo - ha esordito Sam Young -. La mia aspettativa è che la squadra raggiunga gli obiettivi che ci siamo dati, migliori il risultato dello scorso anno, e che i proprietari ed i tifosi siano felici di quanto faremo. Personalmente, poi, mi auguro che le mie prestazioni facciano si che si parli di me in tutta Europa, così da aprirmi delle opportunità maggiori. Immagino che su di me ci siano tante aspettative per i miei tradursi in NBA. Gli highlights di me contro LeBron James hanno fatto il giro del mondo, ma io assicuro che alla squadra porterò leadership”.
FOTO BUCO
“All'inizio è tutto un po' diverso, però non c'è alcun problema, mi abituerò in fretta - ha dichiarato Frank Gaines -. Il mio obiettivo principale sarà di migliorare e soprattutto di aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi stagionali. Avrò bisogno di tempo per abituarmi al pallone da gioco, perché sono più piccoli rispetto a quelli che ho utilizzato, ma anche li si lavorerà e si migliorerà”.
Poi è toccato ai due americani riconfermati in maglia bianconera Moore e Scott. “Sono molto contento di essere di nuovo qui a Caserta - ha rilasciato Ronald Moore -. Ci sono delle facce nuove rispetto alla scorsa stagione, ma va bene. Quando arrivai ero contento di giocare in una delle leghe più importanti d'Europa, come quella italiana, e la riconferma non può che rendermi orgoglioso. E’ difficile capire cosa è cambiato rispetto alla scorsa stagione perché questi sono soltanto i primi giorni. Il gruppo però mi pare ottimo, mi diverto, e spero che giocheremo una buona pallacanestro”.
“Sono stato molto contento di essere ritornato a Caserta - ha detto Carleton Scott -. Spero di aiutare anche di più dell'anno scorso vista una posizione diversa in squadra. Le sensazioni sono buone, e speriamo di fare bene. Con un anno in più d'esperienza migliorerà il gioco e il rapporto con il coach. Già dai primi giorni di lavoro dovrebbe essere tutto più facile, così come conoscere la città. Anche lo scorso anno, quando c'era Cameron Moore, spesso giocavamo io è Jeff Brooks, quindi nessun problema d’altezza per il reparto lunghi”.
Infine, sono stati gli italiani Tommasini, Michelori e Sergio a sottoporsi alle domande dei giornalisti. Quest’ultimo, Sergio, è considerato come un membro di vecchia data della squadra, anche se lo scorso anno è andato a giocare a Forlì.
“Questa estate - ha dichiarato Claudio Tommasini - ho lavorato per arrivare nei migliori dei modi al raduno. In questi primi giorni sto bene e non vedo l'ora di rimettermi in gioco. Voglio ripagare la fiducia che mi è stata data. Lo scorso anno mi è costato vedere i compagni giocare mentre io stavo con le stampelle, e speriamo che quest'anno non succeda nulla”.
“Io direi di puntare prima alla salvezza - ha commentato Andrea Michelori -, e poi puntare ai playoff. Siamo arrabbiati per come è finita la stagione l'anno scorso, e quindi cercheremo di migliorare il risultato. Non sono più giovane, ma mi sento bene fisicamente e sento di poter essere ancora partecipe”.

“Da casertano giocare a Caserta è quanto di meglio ci si possa augurare - ha detto Luigi Sergio -. Ho ricevuto una nuova fiducia e speriamo di ripagarla. L'anno a Forlì mi ha regalato tanto, soprattutto rafforzandomi personalmente, perché la piazza era esigente e venendo da categorie comunque inferiori mi sono saputo esprimere molto bene”.

domenica 17 agosto 2014

Sam Young, il colpo di mercato della Juvecaserta

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/08/2014

L’ALA. Il prodotto di Pittsburgh ha giocato ad alti livelli in NBA anche se per poche stagioni
Sam Young, il colpo di mercato della Juvecaserta

Giovanni Bocciero

CASERTA. Il countdown prosegue spedito per quel che riguarda il raduno della Juvecaserta. E naturalmente, città e tifosi scalpitano per vedere all’opera i nuovi beniamini dei bianconeri. Certo, di nuovi ne sono soltanto tre, quattro se consideriamo il ritorno di Luigi Sergio, ma tra questi volti diversi c’è anche quello di Sam Young.
Il giocatore nato a Washington, nella capitale degli Stati Uniti, ha frequentato per quattro stagioni l’University of Pittsburgh, anche se dopo appena un anno ai Panthers voleva trasferirsi all’ateneo di Kansas City. Persuaso da coach Jamie Dixon, è rimasto e nel 2008 fu eletto MVP del Torneo della conference collegiale della Big East. Il campionato successivo, da senior, fu inserito nel terzo quintetto All-America. Anche questo gli valse la chiamata 36 del Draft 2009.
Il giocatore della ‘capitale’ ha un curriculum di un certo spessore, che lo paragonano ad un acquisto che equivale quasi ad un vero e proprio crack per la categoria. Insomma, Young è stato uno che seppur per poco (quattro anni) la NBA l’ha vissuta ad altissimi livelli prima con i Memphis Grizzlies, poi con i Philadelphia 76ers e per ultimo con gli Indiana Pacers, con i quali è arrivato a giocarsi la Finale dell’East Conference contro i Miami Heat, in cui Young ha avuto un ruolo quasi da protagonista marcandosi addirittura la stella LeBron James.
Proprio negli States potrebbe giocare tranquillamente da ala piccola o addirittura da guardia, ma per quello che è il suo fisico paragonato al livello italiano, potrà senz’altro essere impiegato per vasti tratti delle partite da ala grande. Fisico statuario, muscoloso, grosso, potrà ricoprire quella determinata posizione senza risentirne minimamente.
Caratteristicamente, il prodotto di Pittsburgh ha dimostrato a livello universitario di essere un grande scorer, anche se quando è approdato nella ‘lega più bella del mondo’ ha ricoperto il ruolo di giocatore da rotazioni, o addirittura specialista difensivo.
Nell’ultima stagione si è diviso tra l’Australia ed il Porto Rico, militando prima nelle fila dei Sydney Kings e poi in quelle dei Vaqueros de Bayamòn, dove ha iniziato ad infilare con costanza, anche oltre i 21 punti ad allacciata di scarpe, i canestri avversari.
Young è conosciuto soprattutto per la sua determinazione e la sua etica del lavoro. In vista del suo ultimo anno all’università, durante l’estate, ha dormito nello spogliatoio dei Panthers per diversi mesi, così da potersi allenare ogni giorno per migliorare. Una cosa che sicuramente fa capire su che tipo di giocatore ha deciso di puntare la Juvecaserta, un atleta con la ‘A’ maiuscola.
Il giemme Marco Atripaldi non si è fatto sfuggire quest’occasione nel suo viaggio a Las Vegas, e coach Lele Molin, che ha già fatto una lunga chiacchierata con Young, potrà contare su di un giocatore che messo nelle condizioni giuste saprà fare la differenza.