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venerdì 26 luglio 2024

Wembanyama, un fenomeno sulla grande scena dei Giochi

A Parigi tutte le attenzioni saranno su di lui, il gigante nato a due passi da Versailles che ha subito conquistato la Nba. All'unanimità rookie dell'anno, ha sorpreso tutti per l'armonia e la fluidità del gioco, insoliti per un ragazzo di 2,24.

Wembanyama, un fenomeno sulla grande scena dei Giochi

Il prodigio francese non ha deluso le aspettative e ora affronta il suo primo grande appuntamento, con la Francia che vuol sfidare gli Stati Uniti. Un bel banco di prova per capire sin dove si può spingere Victor che, per coach Popovich, «è molto più dotato di quanto lui stesso si immagina».


di Giovanni Bocciero*


Un giocatore dalle particolari caratteristiche si fa presto ad etichettarlo quale ‘unicorno’. Ma se in giro iniziano ad essercene troppe di queste creature leggendarie, è logico pensare che dopotutto così uniche non debbano essere. Forse è semplicemente il dato momento storico che permette la proliferazione di cestisti che, cresciuti secondo un’impostazione ben precisa, vengono fuori con delle peculiari capacità tecniche.

Poi però ammiri Victor Wembanyama, e a questo punto bisogna ristabilire qualsiasi tipo di categoria. Definirlo ‘unicorno’ è riduttivo, perché non c’è altro cestista che gli possa essere equiparato. In nessun caso. L’unicorno è oramai un termine diventato inflazionato nella pallacanestro, perché quel tipo di giocatore non rappresenta più un’eccezione ma un animale esotico in una fauna di normalità.

Nato a dieci minuti dalla Reggia di Versailles, in una città che conta poco meno di 30mila abitanti chiamata Le Chesnay, il fenomenale francese i geni dell’atleta li ha ereditati dai genitori. Papà Felix ex triplista di origini congolesi, nato in Belgio ma naturalizzato francese; mamma Elodie de Fautereau ex giocatrice di pallacanestro e oggi allenatrice. Entrambi alti circa 1,90 metro, hanno avuto tre figli, tutti cestisti, ma è il secondogenito che si appresta ad avere una carriera luminosissima. «Ho potuto scegliere se giocare a basket - ha detto Victor -, ma è sempre stato intorno a me e non l’ho potuto evitare».

Victor Wembanyama, 20 anni, punta di diamante
dell'emergente generazione dorata francese

Semplicemente madre natura. Con l’eccezionale altezza e la disarmante mobilità, Wembanyama ha attirato l’attenzione di allenatori e osservatori quando non era ancora un adolescente. Da bambino ha sperimentato diverse discipline. Prima ha giocato a calcio, da portiere, poi ha praticato lo judo. Fatto sta che quando arriva alla pallacanestro è semplicemente portato per questo gioco. A 10 anni è alto 1,80, e arrivano i primi osservatori per vederlo nelle giovanili del Nanterre.

A 14 anni il Barcellona tenta di accaparrarselo, facendo indossare a quel grattacielo, diventato nel frattempo 2,10, la maglia blaugrana per un torneo. Oltre all’altezza ed alla mobilità «sono rimasto colpito dalle sue mani. Pensavo che avrebbe avuto difficoltà - ha ricordato Carlos Flores, l’allenatore di quella squadra -, ma quando ha avuto il pallone in mano ci ha lasciato senza parole: era grazia e talento». Nonostante l’insistenza dei catalani, la famiglia ha preferito veder crescere Victor vicino casa.

Fenomeno mediatico. Wembanyama si è mostrato al mondo nel 2020, grazie al video in cui sfida Rudy Gobert diventato poi virale. Appena 16enne possedeva una disarmante naturalezza nel mettere palla a terra e un tiro più che fluido. L’anno successivo è al Mondiale under 19, e la sfida con Chet Holmgren ha già una cassa di risonanza globale. La Francia è d’argento, ma Victor ha lasciato il segno.

Il grande interesse intorno al prodigio francese ha indotto la Nba a trasmettere tutte le partite del campionato 2022/23 del Metropolitans. Una decisione per preparare il pubblico statunitense al draft che lo avrebbe visto essere la prima scelta assoluta, il secondo europeo dopo Andrea Bargnani. Terzo lo è diventato poche settimane fa l’altro francese Zaccharie Risacher, seguito dal connazionale di 2,13 metri Alex Sarr dalle spiccate doti da all-around. Giusto per comprendere la fucina di talenti d’oltralpe.

Prim’ancora del draft c’è stata la tournée a Las Vegas del club alla periferia di Parigi, fallito a un solo anno dall’addio di Victor. Lo scopo era far affrontare, con le rispettive squadre, il francese e Scott Henderson, il giovane talento americano sfidante alla scelta numero uno. E in termini pugilistici, quasi ad imitare Muhammad Ali, Wemby aveva detto che l’avversario «avrebbe meritato di essere la prima scelta, se io non fossi nato».

Alla corte dei santoni. Il suo trasferimento al Metropolitans è stato dettato dalla volontà, forte, di essere allenato da Vincent Collet, ct part time della Francia. Con lui ha esordito in nazionale maggiore nella finestra Fiba dell’autunno 2022, segnando 20 punti contro la Repubblica Ceca. Per non pregiudicarsi alcunché nella prima ed attesissima stagione Nba, ha saltato i Mondiali della scorsa estate. Ad aspettarlo a San Antonio ha trovato un altro santone come Gregg Popovich, che con molta probabilità ha posticipato il suo ritiro solo e soltanto per poter allenare il prospetto generazionale.

Dopo 71 gare giocate da ‘pro’, secondo l’allenatore degli Spurs il ventenne ha tutto per diventare il migliore giocatore di sempre. Questo perché «è competitivo, vuole vincere, è molto talentuoso». Ma soprattutto ha aggiunto, alzando se possibile ancor di più l’asticella e aumentando la pressione, che «è molto più dotato di quanto lui stesso si immagina».

Un esordio immaginifico. Nonostante il campionato sia stato negativo per la squadra, arrivata penultima nella Western Conference con 22 vittorie e 60 sconfitte, Victor non ha deluso le attese. Negli Stati Uniti si è parlato di una delle migliori stagioni di sempre per un rookie. Le prestazioni esaltanti non sono mancate, dal career high da 40 punti nella vittoria al supplementare contro New York, al 5x5 nella sconfitta contro i Lakers da 27 punti, 10 rimbalzi, 8 assist, 5 stoppate e 5 rubate; alle due triple doppie da 16 punti, 12 rimbalzi e 10 assist a Detroit, e da 27 punti, 14 rimbalzi e 10 stoppate a Toronto.

Ha fatto registrare 43 doppie doppie, 11 partite da 30 o più punti, e soltanto 3 volte non è andato in doppia cifra. Fa impallidire che soltanto Kareem Abdul-Jabbar, nel lontanissimo campionato 1975/76, abbia prodotto un’annata con numeri migliori in ogni categoria statistica. In un anno Wembanyama ha collezionato oltre 1500 punti, 250 stoppate e 100 triple, riscrivendo la storia della Nba. Ma questo è anche un segno inconfondibile della sua autentica tridimensionalità sui 28x15.

Non stupisce che abbia vinto il premio di Rookie dell’anno all’unanimità, nominato primo da tutti i novantanove votanti tra giornalisti ed esperti. Per continuare a strabuzzarsi gli occhi, c’è da sapere che è diventato, sempre nella lega d’oltreoceano, il giocatore più giovane a registrare una partita da 20 punti e 20 rimbalzi (19 anni e 338 giorni); e il giocatore più giovane di sempre a realizzare una tripla doppia senza palle perse (20 anni e 6 giorni).

Definirlo secondo i canonici ruoli della pallacanestro è assolutamente impossibile. Sono le parole dei campioni, suoi avversari in campo, che ne danno una reale dimensione. LeBron James lo ha chiamato ‘alieno’; per Stephen Curry «è un giocatore da videogame», perché certe cose si possono fare solo nella realtà virtuale e per questo può cambiare il gioco come è stato inteso sino ad oggi. Antetokounmpo ne ha invece parlato come di un «giocatore irripetibile».

Talenti fuori dal campo. Ama i Lego e disegnare. «Si tratta di attività salutari - ha spiegato Victor -, che richiedono precisione, combinando il lavoro delle mani e del cervello. Mi rilassano e mi permettono di pensare». Passatempi che ha coltivato con i genitori. «Fin da piccolissimo mi sono cimentato a disegnare perché mia madre studiava architettura. Un giorno mi ci dedicherò per davvero, ho in mente una storia che disegnerò. Il mio primo Lego è stato un’astronave, per questo sono un appassionato di Star Wars da quando avevo quattro anni. Ho guardato tutti i film con mio padre».

Obiettivo Parigi. Le sue capacità le potremo ammirare anche alle Olimpiadi, che praticamente si giocano a pochi passi da casa sua. «Fare bene sarebbe una grande storia - ha dichiarato il ventenne -, e non c’è altro obiettivo che l’oro». Inutile dire che anche sul palcoscenico dei Giochi attirerà la massima attenzione. Soprattutto, bisognerà capire come si presenterà. Sembra infatti che abbia utilizzato questo periodo di off season per mettere su massa muscolare. Ovviamente è un processo delicato, perché con il fisico che si ritrova non può comunque esagerare.

Nella seppur ancora breve carriera si è dimostrato tutto il contrario di fragile. Al di là delle gare di assenza concordate spesso e volentieri con la stessa franchigia, ha sopportato molto bene lo stress della prima stagione Nba. A Parigi se la dovrà vedere con avversari del suo calibro, e almeno un paio li ha nella sua stessa nazionale. Con Gobert, votato miglior difensore della lega statunitense, oscura la vallata formando praticamente una diga invalicabile. Al netto delle possibili scelte dell’ultimo minuto, non sono da meno neppure il solido Vincent Poirier oppure il grintoso Mathias Lessort.

Con gli Stati Uniti si riproporrebbero i duelli già visti nel corso della stagione con Joel Embiid, Anthony Davis e Bam Adebayo, così come con Nikola Jokic se affronterà la Serbia. Da quest’ultimo ha ancora tutto da imparare, per mentalità e approccio. Con Embiid, che avrebbe potuto giocare proprio con la Francia, non sono mancate delle scintille in occasione degli ultimi confronti. Mancherà invece il duello con Paolo Banchero, altra stella emergente che conosciamo piuttosto bene e che non è stato convocato dal ‘dream team’.

Profilo

Nato il 4 gennaio del 2004, Wembanyama (2,24 metri per 95 kg) è stato precoce per via della sua incredibile altezza. Con Nanterre ha esordito a 15 anni in Eurocup contro Brescia, e l’anno dopo è stato nominato per il miglior quintetto dell’Eurolega Nexg Gen di Kaunas. Nell’estate del 2021 è passato all’Asvel Villeurbanne, si è misurato con il livello Eurolega ed è diventato campione di Francia, ma l’anno successivo ha preferito trasferirsi al Metropolitans. Non ha vinto il titolo ma è stato nominato comunque Mvp del campionato, oltre ad aggiudicarsi per il terzo anno di fila il premio di miglior giovane della Lnb. Ha vinto anche un premio di Mvp dell’All Star Game francese nel 2022.

Statistiche

Wembanyama detiene la media più alta di 5.7 stoppate a gara in una competizione Fiba, realizzata al Mondiale under 19 del 2021. Nella tournée a Las Vegas nell’ottobre del 2022 ha disputato una serie di amichevoli con la casacca del Metropolitans, facendo registrare le medie di 36.5 punti, 7.5 rimbalzi e 4 stoppate. Ha concluso la sua prima stagione Nba con i San Antonio Spurs viaggiando a 21.4 punti, 10.6 rimbalzi, 3.9 assist, 3.6 stoppate e 1.2 recuperi in 29.7 minuti, venendo votato all’unanimità Rookie dell’anno. Con 254 stoppate è risultato il miglior stoppatore della lega, e si è classificato secondo per il premio di Difensore dell’anno.


per la rivista Basket Magazine

domenica 26 maggio 2024

Nazionale con i cerotti in vista del Preolimpico

L'incredibile bollettino medico degli azzurri impegnati lontano dall'Italia: infermeria piena e indisponibilità certe


Nazionale con i cerotti in vista del Preolimpico


Una serie di infortuni costringono a cambiare le carte in tavola al ct Pozzecco, abituato a lavorare con un gruppo consolidato. Prende forza il ritorno in azzurro di Awudu Abass mentre è svanita l'ipotesi Marco Belinelli. Consola il recupero ad alti livelli di Nico Mannion.


di Giovanni Bocciero*


Sarà un’altra estate a forti tinte azzurre, sperando che possa fregiarsi dei cinque cerchi olimpici. Proprio come nel 2021, il cammino dell’Italbasket verso l’Olimpiade di Parigi deve passare attraverso il torneo Preolimpico, e tutti ci auguriamo che l’epilogo sia proprio come quello di Belgrado. Questa volta però, gli azzurri del ct Gianmarco Pozzecco dovranno volare dall’altra parte del mondo per conquistare il pass. La nazionale, infatti, sarà di scena in Portorico dal 2 al 7 luglio, dove prima sfiderà il Bahrain e i padroni di casa, poi eventualmente due tra Lituania, Messico e Costa d’Avorio per semifinali e finale.

Soltanto vincere il torneo garantisce la qualificazione all’Olimpiade, dove il sorteggio ha già definito l’inserimento della vincitrice nel complicato girone con Stati Uniti, Serbia e Sud Sudan. Prima però di volare in Portorico con l’obiettivo di conquistare un posto ai Giochi francesi, la nazionale farà il ritiro di preparazione a Folgaria, dal 14 al 21 giugno, che si concluderà con l’amichevole del 23 contro la Georgia a Trento. L’Italia poi giocherà a Madrid contro la Spagna il 25 giugno la seconda e ultima amichevole prima del torneo Preolimpico.

IL TRASCINATORE. Chi saranno i dodici azzurri che si batteranno per riportare l’Italbasket alle Olimpiadi è difficile ipotizzarli adesso. A maggior ragione visto gli ultimi infortuni che hanno coinvolto diversi protagonisti. Uno su tutti Simone Fontecchio, il trascinatore della nazionale nelle ultime estati. Quest’anno ha disputato la sua seconda stagione in Nba, iniziando con Utah e finendo il campionato con Detroit, a cui è stato ceduto tramite scambio che ha fatto fare il percorso inverso a Gabriele Procida.

Fontecchio aveva già aumentato le sue cifre ed il suo impatto rispetto all’annata precedente a Salt Lake City, ma è letteralmente esploso al suo arrivo a Detroit, dove in una squadra oggettivamente in difficoltà e alla ricerca di risultati si è ritagliato il suo prezioso spazio. Con la casacca dei Pistons ha ritoccato il suo personale in Nba contro Dallas: in 32’ ha segnato 27 punti.

L’ala nativa di Pescara ha dimostrato ancora una volta tutto il proprio talento, ma ancora di più la fiducia nei propri mezzi. Proprio come riferito da uno scout dei Jazz, che all’epoca del provino era rimasto colpito dalla sicurezza con la quale Fontecchio scende in campo. L’estate che arriva è delicata per lui, sia per l’infortunio che gli ha fatto terminare anzitempo la stagione, sia per la questione contrattuale. Anche se si vocifera di un rinnovo quadriennale ai Pistons da 60 milioni.

Il suo infortunio preoccupa lo stesso Pozzecco, perché quella che sembrava una semplice botta all’alluce potrebbe fargli saltare l’estate azzurra. Appena ritornerà in Italia si potrà capire meglio il suo stato e l’eventuale disponibilità. Ovvio che sostituirlo adeguatamente non è missione semplice. Per la stagione che sta disputando, il solido Awudu Abass può essere un sostituto degno, e il ct ha praticamente già annunciato che vestirà l’azzurro anche in considerazione dell’assenza di Procida proprio in quel ruolo.

Naturalmente l’unico che possa sostituire Fontecchio per qualità e carisma, è Marco Belinelli. Ogni qualvolta si torna a parlare di nazionale il nome del virtussino in una maniera o in un’altra spunta sempre fuori. Per uno scherzo del destino, la sua ultima apparizione in azzurro è avvenuta al Mondiale del 2019 proprio contro Portorico. E quella rimarrà, perché con la nazionale discorso chiuso: «Non è disamore, in azzurro ho sempre dato tutto, ma non so se porterei qualcosa di più o solo negatività».

IL VETERANO. L’8 agosto saranno 36 gli anni di Danilo Gallinari che potrebbe forse vivere la sua ultima avventura in azzurro. Un po’ come accaduto al Mondiale filippino per Gigi Datome, il torneo Preolimpico di San Juan - sperando che sia solo una tappa transitoria verso i Giochi di Parigi - potrebbe essere davvero l’ultimo ballo per il Gallo, che per la nazionale si è sempre reso disponibile e spesso pagando un prezzo salato.

Nell’ultima apparizione si è infortunato al ginocchio, cosa che gli è costato non solo l’Europeo 2022 ma anche tutta la stagione Nba con la casacca dei Boston Celtics. Quest’anno per il nativo di Sant’Angelo Lodigiano è stata un’annata da nomade, tra Washington, Detroit e infine Milwaukee, tornando a giocare dopo lo stop ma trovando comunque poco spazio.

Ceduto a campionato in corso ai Detroit Pistons, ha comunque fatto vedere sprazzi del suo talento cristallino. Ma l’esperienza nel Michigan è durata appena 6 partite, visto che nelle ore in cui Fontecchio sbarcava a Detroit il Gallo risolveva il suo contratto. Free agent e a caccia del titolo Nba, ha trovato sistemazione a Milwaukee fortemente voluto da coach Doc Rivers, che lo ha già allenato ai Clippers.

Con i Bucks eliminati anzitempo dai playoff Nba, l'ex Olimpia sarebbe disponibile sin dall’inizio della preparazione in Trentino. Questo non esclude comunque che si possa unire in seguito, anche perché il suo ruolo in nazionale non è in discussione. Se non al meglio fisicamente può comunque dare minuti importanti di qualità. Proprio come all’Olimpiade di Tokyo, la cui tripla sputata dal ferro nel combattuto finale dei quarti contro la Francia grida ancora vendetta.

I GOLDEN BOYS. L’Italbasket inizierà il torneo Preolimpico di San Juan il 2 luglio, e in caso di qualificazione alla manifestazione a cinque cerchi la prima palla a due è fissata per il 27 luglio. Date che escludono i due golden boys Gabriele Procida e Matteo Spagnolo, entrambi fermati da infortunio. Procida è stato operato ad inizio aprile al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, intervento resosi necessario dopo essersi fermato circa un mese prima.

Il nativo di Como in ottica nazionale ha disputato due ottime gare nella finestra dello scorso febbraio per le qualificazioni all’Europeo 2025. Prestazioni solide sia nel successo di Pesaro contro la Turchia (7 punti e 10 rimbalzi per 18 di valutazione, secondo miglior azzurro) che con l’Ungheria (9 punti, 3 rimbalzi, 3 recuperi e 2 assist per 15 di valutazione). In entrambe le occasioni è partito in quintetto, sopperendo all’assenza di Fontecchio, dietro il quale sembra in rampa di lancio.

Già iniziata la riabilitazione, un’ipotetica convocazione del classe 2002 è comunque molto complicata e potrebbe avvenire soltanto bruciando le tappe. Ancor peggio la situazione di Spagnolo, che proprio recentemente ha subito un intervento al metatarso del piede sinistro. Il classe 2003 di Brindisi è stato convocato ma inutilizzato per la finestra di febbraio, mentre si è fatto ammirare nel match di Eurolega con la Virtus Bologna: in meno di 15’ 15 punti, 13 nel solo quarto periodo lanciando la rimonta tedesca.

Procida e Spagnolo saranno due assenze preziose per Pozzecco, considerando che entrambi hanno partecipato alla spedizione mondiale nelle Filippine, così come Mouhamet Diouf. A questo punto sugli esterni è sicuro il ritorno di Nico Mannion, che dopo la parentesi al Baskonia si è ritrovato a Varese. Abbiamo tutti impresso negli occhi il giocatore delle Olimpiadi 2021, e quello che può dare all’Italbasket.

Già detto anche di Abass, diventa un candidato forte in questa posizione per l’azzurro John Petrucelli, giocatore dagli avi originari di Orta di Atella e comunque apprezzato dal Poz soprattutto per la sua intensità difensiva. Peccato non poter contare sul passaportato Donte DiVincenzo, soprattutto dopo la super stagione in maglia New York Knicks. I tempi burocratici non sembrano poter sbloccare la situazione dell’atleta che ha dichiarato amore incondizionato all’Italia.

Alternative potrebbero essere Giordano Bortolani, convocato nell’ultima finestra delle nazionali e stimato dall’allenatore che potrebbe cucirgli addosso un ruolo da specialista offensivo; oppure quel Amedeo Della Valle che seppur fuori dal progetto azzurro potrebbe comunque tornare comodo. Ma è logico che tutto dipenderà dalla conta di chi sarà diisponibile.

IL LUNGO. Diouf questa estate ha lasciato Reggio Emilia per provare l’esperienza all’estero con l’obiettivo di uscire dalla comfort zone. Non c’ha pensato due volte ad accettare l’offerta del Breogan, formazione della Liga Acb. In terra galiziana il 2.08 di origini senegalesi aveva iniziato piuttosto bene la stagione dal doppio impegno in campionato e in Champions League.

Nella stessa settimana aveva contribuito fattivamente alla vittoria europea con l’Hapoel Holon, con una prestazione da 17 punti, 9 rimbalzi, 2 recuperi e 2 stoppate, tirando 5/6 dal campo e 7/10 ai liberi in 22’; e poi al successo domenicale contro Saragozza, realizzando 11 punti e 8 rimbalzi, tirando 4/7 da due e 3/4 dalla lunetta in 18’.

Col Saragozza l’ultima apparizione stagionale di Momo, che ha infatti saltato il resto dell’anno per un infortunio al ginocchio sinistro. Dopo essere venuto anche in italia per un consulto medico, alla fine si è sottoposto all’intervento chirurgico prima di Natale, e il suo rientro è previsto per i principi di maggio. In caso di sua sostituzione, le alternative sono chiare: Guglielmo Caruso o Amedeo Tessitori, remota la possibilità per Paul Biligha.

 

AZZURRI ALL'ESTERO, QUESTE LE CIFRE

Dal suo arrivo a Detroit Fontecchio ha giocato più di 30’, segnando 15.4 punti di media e tirando con il 47.9% dal campo ed il 42.6% da tre, aggiungendo 4.4 rimbalzi e 1.8 assist. Ai Pistons si è solo incrociato col connazionale Gallinari, che in un’annata nella quale ha cambiato tre squadre ha fatto registrare la migliore prestazione stagionale proprio nel Michigan: 20 punti con 4/4 da tre, 3 rimbalzi, 2 assist e 1 rubata in 22’ contro Cleveland. Procida ha disputando una buonissima stagione all’Alba Berlino tra Eurolega e Bundesliga. 8.3 i punti di media nella campagna europea in 17’, 9.6 punti a partita con 1.5 rimbalzi e 1.4 assist in campionato. Spagnolo, alla prima esperienza in Eurolega, 7.3 punti di media con 3.4 assist e 2.3 rimbalzi in 20’. 11 le partite in Liga Acb giocate da Diouf prima dell’infortunio: 7.6 punti, 3.4 rimbalzi, col 47.2% da due e il 73.9% ai liberi.


* per la rivista Basket Magazine

venerdì 10 giugno 2022

Italbasket, la lunga estate già caldissima

Italbasket, la lunga estate già caldissima



di Giovanni Bocciero*



DALLE DIFFICOLTÀ MOSTRATE negli ultimi impegni al commissario tecnico pro tempore, passando per i risvolti della guerra russo-ucraina, le parole d’amore di Danilo Gallinari, i giovani talenti del futuro e le indicazioni arrivate da coppe e campionato. Tutto questo si fonderà nell’estate azzurra dell’Italbasket, alle prese prima con le finestre di qualificazione al Mondiale 2023, e poi con l’Eurobasket 2022 di scena con il girone preliminare al Forum di Milano.

L’ESTATE AZZURRA. Ma andiamo con ordine e diamo innanzitutto uno sguardo al calendario della nazionale azzurra, che si radunerà per la prima volta il 20 giugno a Trieste. Lì dove tira sempre la bora gli uomini selezionati dal ct Meo Sacchetti ospiteranno per un’amichevole di prestigio la Slovenia il 25 giugno all’Allianz Dome. Un test match che servirà per rodare la squadra in vista dell’ultimo impegno, dopo l’esclusione finalmente decisa dalla Fiba di Russia e Bielorussia dalla prima fase di qualificazione alla World Cup 2023 influenzata dalla guerra in Ucraina. La Federazione italiana col sostegno del Coni, aveva già fatto sapere che non sarebbe scesa in campo il 1° luglio contro la nazionale russa. Per questo, dopo la preparazione a Trieste gli azzurri voleranno direttamente in Olanda per affrontare la partita decisiva per la qualificazione contro la nazionale orange guidata dal tecnico Maurizio Buscaglia in programma il 4 luglio ad Almere. La classifica attuale vede Italia e Islanda, entrambe a 4 punti, e l’Olanda fanalino di coda con i suoi 0 punti: battere gli orange significherebbe prendersi la testa del girone ed entrare nella seconda fase con 6 punti già all’attivo. A fine agosto, infatti, si giocheranno le prime due gare della seconda fase di qualificazione al Mondiale 2023. Ricordiamo che le squadre porteranno con sé i punti della prima fase e andranno ad incrociarsi con le formazioni qualificate del raggruppamento che comprende Spagna, Georgia, Ucraina e Macedonia del Nord.
Ancora impossibile conoscere le prime avversarie, si sanno però le date e le location, con il primo impegno in trasferta il 24 agosto, ed il secondo a Brescia il 27 agosto. Per queste due partite, dovremmo già vedere le idee chiare sulle scelte del ct per quel che riguarda i giocatori che comporranno la nazionale, che dal 28 agosto si trasferirà a Milano. Qui potrebbero giusto esserci gli ultimi tagli del roster, che inizierà a lavorare per l’esordio all’Eurobasket 2022. Dal 2 all’8 settembre l’Italia affronterà nell’ordine Estonia, Grecia, Ucraina, Croazia e Gran Bretagna alla ricerca del passaggio del turno per le fasi finali che saranno disputate a Berlino.


ALLENATORE PRO TEMPORE. L’estate azzurra vedrà forse per l’ultima volta sedere il ct Sacchetti sulla panchina dell’Italia. Il presidente federale Gianni Petrucci ha forse rilasciato una battuta poco piacevole nei suoi confronti, con quel siamo tutti pro tempore riferito alla permanenza con conseguente rinnovo dell’allenatore. Ciò non esclude che il connubio possa continuare, come successo proprio dodici mesi fa dopo il ritorno dell’Italia all’Olimpiade. Ma se in quel caso il risultato sportivo ha avuto un peso specifico fondamentale, questa volta potrebbe non essere importante in tal senso, ma conteranno più i rapporti e le vedute comuni. Un bandolo della matassa per nulla semplice da sciogliere insomma.

L’AUTOCANDIDATURA DEL GALLO. Se c’è qualcuno convinto di esserci, in particolar modo all’Eurobasket, questo è Gallinari. L’ala impegnata in Nba ha avuto parole al miele per la nazionale e sembra già molto carico per la competizione continentale che non solo ritornerà con la fase preliminare in Italia dopo 31 anni dalla sua ultima edizione, ma soprattutto sarà disputata nella sua Milano. Lui vuole esserci, bisognerà capire se ci sarà sin dalle gare di qualificazione al Mondiale 2023 di inizio luglio. Non solo lui, magari sperano di poter riallacciare i legami con l’azzurro anche Marco Belinelli e Gigi Datome, che l’anno scorso decisero di non indossare la maglia della nazionale. Una scelta che fece infuriare più il presidente Petrucci che l’allenatore Sacchetti, per la verità. Se oggi ci sono delle possibilità di rivederli a giocare con l’Italia, forse, però, lo sanno soltanto loro.

LE FUTURE PROMESSE. Alessandro Pajola e Nico Mannion sono già parte integrante della nazionale, ma rappresentano ancora delle future promesse perché possono e devono migliorare ulteriormente. Si tratta di maturare e diventare sempre più pilastri della squadra. Eppure se Pajola è stato nominato miglior difensore della serie A, un premio che non stupisce più di tanto. Mannion con la piccola mini rivoluzione a stagione in corso della Virtus Bologna, che ha ingaggiato tra gli altri l’ex azzurro Daniel Hackett, ha perso posto, minuti e fiducia. Si tratta di un giocatore forse da recuperare prima mentalmente che fisicamente, visto che quest’anno tra infortuni e covid non è stato neanche semplice per lui.

Ma lo stiamo dicendo da tempo ormai, soprattutto stiamo dedicando spazio sulla rivista a quelle che potrebbero essere le future promesse dell’Italia. Parliamo dei prospetti della cosiddetta ‘generazione z’, come Matteo Spagnolo e Gabriele Procida che appena terminato il campionato sono volati negli Stati Uniti dove hanno partecipato alla Draft combine di Chicago. O ancora Giordano Bortolani, che ha ricevuto un riconoscimento non indifferente quale miglior giovane della Basketball Champions League. Questi sono tutti in lizza per poter aspirare a conquistare la maglia azzurra per le qualificazioni al Mondiale 2023 prima, ma anche all’Eurobasket poi. Tra questi bisognerà invece scartare a priori il tanto atteso Paolo Banchero, che dedicherà l’intera estate a prepararsi per la stagione da rookie in Nba.

LA NAZIONALE CHE VERRÀ. In vista dell’Eurobasket la nazionale ritroverà sicuramente i grandi protagonisti dell’estate scorsa, come Niccolò Melli, Simone Fontecchio, Achille Polonara, Pippo Ricci. Ma successivamente si ripresenterà il problema delle convocazioni dei giocatori impegnati in Eurolega. E con la ‘promozione’ della Virtus Bologna che ha meritatamente vinto l’Eurocup la questione non potrà che acuirsi ancora di più. Non volendo comunque guardare il bicchiere mezzo vuoto, è importante come sottolineare che le indicazioni provenienti dal nostro campionato potranno diventare ancora più importanti. Ad esempio nella seconda finestra delle qualificazioni al Mondiale 2023 si è visto che Amedeo Della Valle si è conquistato con merito la convocazione. Con Brescia si è ritrovato, e non è un caso che sia stato votato quale Mvp della serie A. Sul futuro di quella che dovrà essere la squadra italiana lavorerà anche Gianmarco Pozzecco, che in estate sarà alla guida della nazionale under 23 sperimentale. Al via con il raduno di Roseto degli Abruzzi dal 26 giugno, la compagine parteciperà al torneo Global Jam di Toronto, dal 5 al 10 luglio, nel quale affronterà i pari età delle selezioni di Canada, Stati Uniti e Brasile. Un bel banco di prova dove mettere alla prova non solo i giocatori in campo, ma anche lo stesso allenatore. Perché se ci dovesse essere un dopo Sacchetti, anche Pozzecco sembrerebbe accreditato per prenderne il posto.


giovedì 28 ottobre 2021

World Cup. Italbasket. In Estremo Oriente la prova generale per i Giochi di Parigi

Con la trasferta in Russia la Nazionale torna in campo per la qualificazione al Mondiale del 2023

In Estremo Oriente la prova generale per i Giochi di Parigi

C'è una doppia fase da superare con ben sei finestre nei prossimi sedici mesi in un calendario internazionale già fittissimo che renderà indisponibili i tanti azzurri impegnati in Eurolega. Oltre alla Russia, sono Olanda e Islanda i primi ostacoli. Passando il turno, per l'Italia ci saranno tre nuove avversarie tra Spagna, Ucraina, Georgia e Macedonia


di Giovanni Bocciero*

 

TOKYO 2020 è stato un bel ritorno alle Olimpiadi, Parigi 2024 è in assoluto il nuovo obiettivo a lungo termine, ma nel mezzo deve esserci la necessaria conferma Mondiale per avvalorare il nuovo corso dell’Italbasket. Sì, perché dopo esser volati in Cina per l’edizione del 2019 - a distanza di 13 anni dall’ultima apparizione, neanche a dirlo, in Giappone - tutti si aspettano che gli azzurri siano protagonisti alla competizione iridata del 2023 che si svolgerà ancora in Asia, per la prima edizione da disputarsi in più di un paese, ovvero tra Indonesia, Filippine e, esatto, Giappone. Di nuovo nel paese del Sol Levante. Sarà perché lì è molto apprezzato il ‘made in Italy’, o forse semplicemente chiamatelo destino. Ma sembra proprio che se c’è da giocare nella patria dei ninja l’Italia non vuol mancare. Per nessun motivo al mondo.

La Nazionale azzurra protagonista a Tokyo
IL PUNTO DI PARTENZA. La partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo 2020, e prim’ancora l’antipasto del Preolimpico vinto a Belgrado, hanno caratterizzato l’ultima entusiasmante estate azzurra. Un punto di partenza per tutto il movimento cestistico italiano, che ha riassaporato la competizione dei cinque cerchi a distanza di 16 anni - 17 se consideriamo l’esatta data di svolgimento - da quel meraviglioso podio con medaglia d’argento al collo di Atene 2004. Ora bisogna continuare il percorso intrapreso e puntare ad essere presenti anche ai Giochi olimpici di Parigi, che sempre a causa della pandemia per il Covid sono più vicini dei canonici quattro anni d’attesa. Si ha necessità di confermarsi, per dimostrare davvero che la nazionale italiana è ritornata ad essere competitiva ai massimi livelli. Con i risultati e non solo a parole. Ma per gonfiare il petto al momento dell’esecuzione dell’inno di Mameli a Parigi, bisogna innanzitutto ritornare al Mondiale, la manifestazione continentale che garantisce la qualificazione immediata alle prime due europee classificate, senza passare attraverso le forche caudine dei tornei preolimpici. Il lavoro di coach Meo Sacchetti, e in parte l’allargamento delle partecipanti già dall’ultima edizione, ha visto l’Italbasket essere presente in Cina nel 2019. Dopo il bel percorso alle Olimpiadi di Tokyo, dove siamo andati davvero vicini a sognare la semifinale, essere al Mondiale diventa quasi un obbligo.

UN LUNGO PERCORSO. Il Mondiale indo-nippo-filippino si disputerà dal 25 agosto al 10 settembre del 2023. Le sedi di gioco della competizione saranno la capitale indonesiana Giacarta, l’area metropolitana della capitale filippina Manila (dove sarà disputata la fase finale della manifestazione), con campi a Bocaue, Quezon City, Pasay e Pasig, e infine l’isola giapponese di Okinawa. Da evidenziare che mentre Filippine e Giappone sono qualificate di diritto in qualità di paese ospitante, l’Indonesia ha avuto una sorta di wild-card a tempo. Infatti, se la nazionale indonesiana non riuscirà a classificarsi almeno nelle prime otto ai prossimi campionati asiatici non sarà ammessa al Mondiale. Come ormai è abitudine, le qualificazioni alla manifestazione iridata si sviluppano lungo un percorso di due anni, con sei finestre nelle quali disputare i match con le solite defezioni dei giocatori impegnati tra Nba ed Eurolega che rappresentano una variabile di non poco conto.

Maurizio Buscaglia, ct dell'Olanda avversaria dell'Italia
nelle qualificazioni alla World Cup
Il sorteggio dei gironi di qualificazione si è tenuto il 31 agosto a Mies, sede svizzera della Fiba, e dall’urna gli azzurri hanno pescato come avversari nel gruppo H la Russia, l’Olanda e l’Islanda. Secondo il format, le prime tre accedono alla seconda fase dove andranno ad incrociarsi con il gruppo G che comprende Spagna, Ucraina, Georgia e Macedonia del Nord. È lì che il gioco dovrebbe iniziare a farsi più duro, perché nel nuovo raggruppamento solo le prime tre si qualificano al Mondiale. Si parte però dai risultati già acquisiti nel girone precedente, e dunque l’Italia dovrebbe comunque iniziare con i favori del pronostico. Programma alla mano, le qualificazioni iniziano il prossimo novembre, e gli uomini di Sacchetti sfideranno prima il 26 in trasferta la Russia e poi il 29 in casa l’Olanda. Contro entrambe gli azzurri hanno giocato piuttosto recentemente. La nazionale russa è stata battuta in entrambi i match per le qualificazioni all’Europeo 2022 - del quale un girone della prima fase sarà disputato a Milano -, ma pur con assenze importanti derivanti dalle finestre resta sempre una squadra esperta e solida che va affrontata con il massimo impegno. La nazionale orange invece, allenata dall’italiano Maurizio Buscaglia, nelle qualificazioni per Cina 2019 ci ha regalato una grande delusione. Una sconfitta, fortunatamente non decisiva, alla quale lo stesso tecnico Sacchetti aveva velatamente fatto riferimento nel post partita della convincente vittoria di Napoli contro la stessa Russia nel febbraio del 2020. Insomma una lezione da ricordare sempre, in una gara dove esordì diciassettenne Nico Mannion e nella quale la fisicità e la voglia degli olandesi spazzarono via gli azzurri. Il 24 e il 27 febbraio del 2022 l’Italia avrà il doppio confronto con l’Islanda, prima in trasferta e poi in casa. Una nazionale parecchio giovane quella islandese, che dopo la vetrina dell’Europeo 2015 dove è stato giocato l’unico precedente con gli azzurri, ovviamente vittoriosi, si è in qualche modo aperta al mondo. Diversi suoi prospetti hanno attraversato l’Atlantico per provare l’esperienza in Ncaa, come il play in forza alla Fortitudo Bologna Jon Axel Gudmundsson, mentre altri si stanno affermando a buoni livelli nelle principali competizioni continentali. Nonostante ciò dovrebbe comunque essere la squadra cuscinetto del raggruppamento. Nella terza ed ultima finestra della prima fase l’Italia prima ospiterà la Russia, l’1 luglio del 2022, e poi farà visita all’Olanda, il 4 luglio del 2022. Risultati alla mano, gli azzurri conosceranno gli avversari della seconda fase, le cui finestre sono in programma il 22/30 agosto del 2022, il 7/15 novembre del 2022 e il 20/28 febbraio del 2023.

L’ITALIA CHE SARÀ. Ormai siamo abituati alle finestre per le qualificazioni in ambito Fiba, e alle conseguenti defezioni che si hanno a causa dell’impossibilità di convocare giocatori che militano in Nba o in Eurolega. Ciò significa che coach Sacchetti dovrà fare di necessità virtù e ampliare il raggio dei papabili azzurri provando qualche giovane interessante e nuovi sistemi. Vanno dunque depennati i vari Danilo Gallinari, Simone Fontecchio, Achille Polonara, Marco Spissu e i tesserati dell’Olimpia Milano come Nicolò Melli, Giampaolo Ricci e Riccardo Moraschini, tutti protagonisti in quel di Tokyo. Da capire la situazione legata a Gigi Datome, con il capitano bisognerà trovare una soluzione in futuro anche se è evidente l’età che avanza. Magari con un accordo tra gentiluomini il club meneghino potrebbe rendere disponibili Davide Alviti (già nel progetto del ct) e Paul Biligha (molto meno). Dalle due Bologna si possono pescare Alessandro Pajola, Amedeo Tessitori, Gabriele Procida, Leonardo Totè, Tommaso Baldasso, Michele Ruzzier, bisognerà valutare la forma fisica di Nico Mannion per la finestra di novembre, e poi sempre sponda ‘V nere’ ci sarebbero Marco Belinelli e Awudu Abass (infortunio a parte) coi quali bisognerà fare chiarezza. Da Venezia si possono convocare Stefano Tonut e Michele Vitali, e magari anche Andrea De Nicolao vista una certa povertà in cabina di regia e Jeff Brooks. Osservati speciali potrebbero essere Alessandro Gentile, Amedeo Della Valle e Diego Flaccadori nelle loro nuove esperienze rispettivamente a Varese, Brescia e Trento, così come Sacchetti avrà sempre un occhio di riguardo per giocatori come Nicola Akele, Andrea Mezzanotte e Raphael Gaspardo. Poi logicamente riflettori puntati su quei giovani che scalpitano per iniziare a far parte in pianta stabile della nazionale, e che giocando in Italia saranno seguiti in maniera scrupolosa. Parliamo ovviamente dei vari Davide Moretti e Matteo Spagnolo, che hanno la chance di mettersi in luce rispettivamente a Pesaro e a Cremona, così come i reggiani Leonardo Candi e Mouhamet Diouf. Attenzione anche a Guglielmo Caruso a Varese, Giordano Bortolani a Treviso, Andrea Pecchia a Cremona e Alessandro Lever a Trieste. E dovessero sorprendere facendo vedere ulteriori margini di miglioramento, anche Davide Casarin e Riccardo Visconti potrebbero far gola a Sacchetti, che ha dimostrato di non badare tanto all’età anagrafica. E di questa lunga lista potrebbero far parte anche i triestini Fabio Mian e Luca Campogrande ed il pesarese Simone Zanotti. Insomma, soltanto sedendoci a tavolino abbiamo stilato una lista di oltre trenta papabili azzurri. Il lavoro difficile, o bello, dipende certamente dai punti di vista, spetterà all’allenatore. Di una cosa siamo certi, perché già dimostrato in questi anni, Sacchetti saprà garantire spazio a tutti. Bisogna saperselo meritare e soprattutto cogliere l’occasione.



* per la rivista Basket Magazine