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martedì 17 febbraio 2015

Juvecaserta, pronto ad essere tagliato Avramov

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/02/2015

La pausa per la Final Eight di Coppa Italia permetterà di migliorare forma fisica e automatismi
Juvecaserta, pronto ad essere tagliato Avramov

CASERTA. Continuerà alacremente il lavoro in casa Juvecaserta che avrà dinanzi a sè circa una quindicina di giorni di lavoro visto che nel prossimo fine settimana si disputerà la Final Eight di Coppa Italia. Una pausa che forse arriva nel momento giusto visto che così i bianconeri potranno smaltire la “prima sconfitta” dopo il cambio radicale che si è avuto a Pezza delle Noci. Una pausa che permetterà ai casertani di migliorare ulteriormente l’affiatamento del gruppo e soprattutto gli automatismi di gioco che adesso diventeranno sempre più importanti man mano che si presenteranno le sfide per la “band” di coach Enzo Esposito.
FOTO CAROZZA
Il roster della Juvecaserta potrebbe subire ben presto un cambiamento, che in realtà era atteso necessario per una questione tanto tecnica che economica. Potrebbe essere transato al più presto il contratto che lega la guardia bulgara Bozhidar Avramov con la compagine all’ombra della Reggia. Infatti, come riportato da un sito sportivo rumeno tale sportnews.ro, l’atleta che era arrivato a Caserta come innesto e rinforzo dell’allora team condotto in panchina da Zare Markovski, potrebbe essere ingaggiato dalla formazione del Csu Asesoft Ploiești. Per il momento Avramov si trasferirà in prova, sosterrà qualche allenamento con il club e poi si deciderà se ufficializzarlo oppure no. Fatto sta che la sua avventura in Terra di Lavoro è arrivata al termine causa anche l’arrivo di Henry Domercant. Proprio l’ultimo rinforzo bianconero arrivato da Chicago potrà utilizzare queste due settimane per migliorare la sua forma fisica. Il talento non manca, e di certo l’ex Siena non ha limitato il vedersi, purtroppo è anche evidente che nonostante la voglia ed il cuore non sempre le gambe rispondono a ciò che la testa pensa di voler fare.

sabato 27 dicembre 2014

Juvecaserta, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/12/2014

LEGA A. La difesa e l’atteggiamento dei bianconeri le maggiori lacune di questa stagione
Juvecaserta, bisogna buttare il cuore oltre l’ostacolo

CASERTA. E siamo arrivati a dodici sconfitte per la Juvecaserta adesso di coach Enzino Esposito. Battesimo da capo allenatore infelice per l’ex beniamino della “torcida bianconera”, che anche ieri è stato acclamato prima della palla a due ed anche in alcuni frangenti della stessa gara. Per lui un esordio infelice neanche tanto per la sconfitta in se e per se, ma per la prestazione quasi rinunciataria, remissiva, scialba. E con questo trovano purtroppo adito i vari cori della curva casertana che per sommi capi urlava: “Andate a lavorare”, “Meritiamo di più”, e tanti altri poco meno carini.
Nemmeno la bolgia “al contrario” del PalaMaggiò riesce a scuotere i giocatori, a far sì che in loro si sviluppi un moto d’orgoglio. Ed è anche per questo che il “capitano” Esposito, oggi più che mai di nome e di fatto, ha in un certo senso tuonato in sala stampa, puntando il dito contro la difesa, finita principalmente sul banco degli imputati, e soprattutto contro quei giocatori con poca voglia e dedizione. Effettivamente la difesa è una questione principalmente di volontà, di sacrificio. E lasciamo stare anche le rotazioni, gli aiuti, il lato debole e via discorrendo, cose che comunque Esposito ha sottolineato che “allenerà” come fossero al minibasket. E non tragga in inganno la maggiore fisicità e l’atletismo di Avellino, perché Caserta ha chiuso la partita con ben dieci rimbalzi in più (34 contro 24) ma gli avversari hanno fatto registrare un 34/41 da due punti, frutto di tanti facili lay-up ora in back.door, ora con taglio frontale a centro area o addirittura in penetrazioni 1vs1 e contropiede. Insomma, ogni qualvolta Avellino attaccava il ferro è riuscita per la stragrande maggioranza delle volte ad appoggiare comodamente il pallone nel cesto. Acqua da ogni dove per un’imbarcata generale.
FOTO CAROZZA
Con il derby possiamo forse assodare una cosa: questa è la squadra e con ogni probabilità questo sarà l’andazzo. Lavorare in palestra si, ma di margini di miglioramento non se ne intravedono. L’unica cosa che può segnare una svolta in questa stagione alla Juvecaserta è un cambio radicale dell’atteggiamento dei giocatori. Vedere gli avversari sbucciarsi le ginocchia per arrivare su di un pallone che sta per terminare fuori dopo che quello stesso pallone è passato non molto lontano dai propri piedi (ogni riferimento è puramente casuale: Sam Young) ha del pazzesco. E poco importa se poi si riescono a realizzare 78 o 80 punti, così come analizzato da “El Diablo” in virtù del fatto che Avellino ha tirato i remi in barca negl’ultimi due minuti di gara, quando poi concedi 59 punti alla fine del primo tempo e 105 alla sirena finale. Perché invece il pubblico applaude quasi a mo’ di standing ovation Andrea Michelori per un semplice tentativo di anticipo nemmeno riuscito? Perché in ciò si è intravista voglia di lottare, voglia di combattere, parole sconosciute per gran parte dei bianconeri.
Rispettiamo la volontà della società di apportare l’ulteriore staffetta in panchina da Markovski ad Esposito dopo aver raggiunto il record di 0-11, ma meno capiamo la tempistica. Insomma poche ore prima erano arrivati a Caserta Capin ed Avramov, due giocatori che verosimilmente ha voluto proprio il tecnico macedone. Ed infatti, contro Avellino Avramov è stato mandato in tribuna per scelta tecnica, anche se lo stato fisico sembra la causa ufficiale. Ed al posto suo si accomoda in panchina Ronald Moore, il folletto di Philadelphia con le valigie pronte da una settimana abbondante. Si aspettava il suo taglio, insomma, e invece Esposito lo manda nella mischia quando Capin in cabina di regia fa diversi danni, quasi come uno scherzo del destino. Scelte che lasciano molto a desiderare se si pensa che purtroppo, allo stato attuale, non ci sono delle regole ben precise, una tabella di marcia ferrea da seguire, costi quel che costi.
In fin dei conti stiamo parlando proprio delle stesse regole che il tecnico casertano doc ha ammesso di dover mettere per raddrizzare la situazione in  difesa. Purtroppo di tempo ne rimane sempre di meno. Domani la Juvecaserta sarà di nuovo in campo nella proibitiva trasferta di Sassari, al PalaSerradimigni che fu espugnato non più di otto mesi fa. Ma quella era tutta un’altra Caserta, una squadra che giocava insieme, si divertiva insieme, ed anche se aveva limiti tecnici e caratteriali, buttava sempre il cuore oltre l’ostacolo.

sabato 20 dicembre 2014

Juvecaserta, Markovski sui cambi: “Sappiamo ciò che lasciamo”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/12/2014

JUVECASERTA. In vista dell’impegno contro Varese il tecnico ha presentato i neoacquisti bianconeri
Markovski sui cambi: “Sappiamo ciò che lasciamo”

Giovanni Bocciero


CASERTA. «Sai quello che lasci ma non sai quello che trovi». Con queste parole ha avuto inizio la conferenza stampa di coach Zare Markovski in vista del delicato incontro di domani contro la Pallacanestro Varese. Ovviamente queste parole si rifacevano agli ultimi due colpi di mercato messi a segno dalla Juvecaserta, che rispondono ai nomi di Capin e Avramov, e ai rispettivi tagli di Frank Gaines, già accasatosi a Pesaro, e di Ronald Moore, in via di rescissione. «Ci lasciamo indietro dieci sconfitte e proviamo a guardare al futuro. La struttura della squadra non cambia perché Capin viene al posto di Moore mentre Avramov sostituirà Gaines».
L’allenatore macedone ha poi analizzato i due volti nuovi: «Entrambi li conoscevo già per averli seguiti nelle loro carriere. Aleksandar Capin porterà esperienza, e cercheremo con lui di gestire meglio i momenti clou delle partite visto che abbiamo perso alcune gare proprio nel rush finale. Con Bozhidar Avramov invece, mettiamo un giocatore che speriamo possa trovare l’ambiente giusto qui a Caserta per esplodere. Dal punto di vista difensivo mi auguro che possano dare quanto davano Gaines e Moore, ma quello che più mi preme è che con loro miglioriamo in attacco viste le nostre carenze al tiro con percentuali molto basse. Fisicamente stanno entrambi bene, allenati e subito a disposizione. Mi aspetto un buon feeling tra Avramov e Dejan Ivanov, essendo entrambi giocatori della nazionale bulgara. Avramov inoltre, è un “2” che tende a giocare spesso palla in mano anche in situazione di pick and roll, oltre a poter tirare sugli scarichi. Con lui, Tommasini e Sam Young dovremmo avere almeno due giocatori contemporaneamente in campo capaci di giocare pick and roll».
L’allenatore ha poi risposto alle domande inerti la nuova veste di coach/giemme, e le responsabilità nonché le difficoltà che comporta: «E’ stato molto difficile intervenire sul mercato sia economicamente, perché siamo stati quasi costretti ad offrire più del valore dei giocatori, sia sportivamente per lo 0-10 che pende sulla nostra testa. Per quanto riguarda il ruolo di giemme non cambia assolutamente nulla, perché anche quando c’era Atripaldi venivo interpellato sulle questioni di mercato, e le mie parole avevano un peso. Adesso dovrei farmi le domande e darmi anche le risposte da solo».
Markovski ha avuto da parlare anche sugli italiani, sia per ciò che stanno facendo in campo sia per acciacchi vari: «Claudio Tommasini è un giocatore che non ti fa perdere ma nemmeno vincere, Amedeo Tessitori si è ben disimpegnato a Milano essendo una nota lieta, Michele Antonutti non si è allenato in settimana per uno stiramento al polpaccio, ma anche con una sola gamba giocherà, e lo stesso dicasi per Michele Vitali che domenica dovrà esserci anche se oggi (ieri, ndr) non si allenerà. La squadra per me personalmente è un piccolo orgoglio perché siamo sempre presenti nel lavorare. Purtroppo le vittorie mancano e le sconfitte tendono a demoralizzare tutti».
Sul prossimo avversario, invece, «Varese è squadra che ha un po’ tutto, io però mi preoccupo solo della mia squadra, e non di quello che non posso controllare. Tirano con buone percentuali e sotto le plance prendono tanti rimbalzi. Hanno in media anche più possessi di noi, ma controllare il ritmo della partita è una “favola”, perché non lo si può gestire. Bisogna imporsi in difesa per creare un buon numero di possessi in contropiede».
Le ultime battute del tecnico, più sciolto rispetto alle prime conferenze stampa, sono per Gaines, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto al veleno: «Sinceramente non ho nulla da dire. Sono senz’altro battute di basso valore per cercare di “arruffianarsi” l’ambiente. La crudeltà del momento è che carte alla mano era la guardia che ci mancava».
Chiusura scherzosa: «Adesso sappiamo che la squadra è incinta, dobbiamo però aspettare l’ecografia per vedere se si tratta di un maschio o di una femmina».