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giovedì 4 aprile 2024

Immagini e colori della Final 4 di Coppa Italia al PalaTiziano


Immagini e colori della Final four di Coppa Italia della Lega Nazionale Pallacanestro tenutasi al PalaTiziano di Roma il 16 e 17 marzo 2024. Due giorni che hanno riacceso le luci sulla capitale, così come dichiarato in una bella intervista da coach Valerio Bianchini. In campo quattro delle migliori squadre dei campionati di serie A2 e serie B Nazionale, quelle che sono riuscite a staccare il biglietto per questa manifestazione tricolore.

Nella prima giornata gli Herons Montecatini hanno avuto ragione di Roseto in semifinale, così come Forlì l'ha spuntata nel finale punto a punto con Cantù, con una prova solida di Xavier Johnson. La Libertas Livorno ha poi schiantato Ruvo di Puglia, mentre Mark Ogden ha preso per mano la Fortitudo Bologna che ha superato in gran bellezza Trapani, suscitando la grande amarezza del presidente Antonini.

Amarezza che nel secondo giorno di gare si è tramutato di fatto nell'esonero di coach Daniele Parente. Mentre in campo cresceva l'attesa per la sfida di serie A2 tra Forlì e Fortitudo, con diversi protagonisti non al meglio fisicamente, il folletto Josè Alberto Benites spingeva gli Herons a vincere il trofeo di serie B. L'ultimo atto della manifestazione romana si è concentrata sulla finale di serie A2, che ha visto ancora un maturo e solido Johnson aiutare Forlì nella rimonta e vittoria ai danni di una Fortitudo arrivata troppo stanca nel finale di gara.



mercoledì 16 giugno 2021

Torna la Lazio, il basket romano rialza la testa

Un campione d'Europa e vicecampione olimpico alla base del progetto che rilancia i colori biancocelesti anche nel basket

Torna la Lazio, il basket romano rialza la testa

Con la Lazio Basketball ATG 1932, Enrico Gilardi, cresciuto con Giancarlo Asteo, vuole riproporre la filosofia tecnica del suo vecchio maestro crescendo giovani che possano affermarsi nella propria città. "L'idea è di far riscoprire a Roma un nome storico, che anche nella pallacanestro è stata una importante realtà". I colori bianconcelesti in campo fin dal 1932, la presentazione di lancio al Muro Torto, la vecchia sede della gloriosa Ginnastica Roma dove la Lazio disputò la prima partita della sua storia


di Giovanni Bocciero*



RILANCIO E IDENTITÀ. Sono queste le due parole che meglio si legano alla Lazio Basketball ATG, la nuova realtà cestistica che vuole riportare in auge un nome storico e una tradizione importante della pallacanestro romana. Tra i promotori di questo rilancio, un ex atleta biancoceleste ed emblema della romanità, ovvero Enrico Gilardi. Con la gloriosa Pallacanestro Lazio 1932 ha esordito diciottenne in serie A nel 1975, alla corte del maestro Giancarlo Asteo. Poi ha giocato per Stella Azzurra e soprattutto Banco di Roma con cui ha vinto tutto ciò che c’era da vincere: lo scudetto del 1983, la Coppa dei Campioni e quella Intercontinentale del 1984, e per finire la Coppa Korac del 1986.

«Il fatto di aver giocato nella Lazio è stato il motivo per cui sono stato contattato - ha esordito Gilardi - e mi è stato chiesto se volessi partecipare a questo progetto di rilancio e costruzione di una nuova realtà che si chiamerà Lazio Basketball ATG, acronimo di Accademia tecnica giovanile e che va a legarsi al progetto al quale ho lavorato con il Comitato FIP Lazio negli ultimi sedici anni».

Enrico Gilardi, 64 anni, nell'Italia
Basket Hall of Fame dal 2016
Gilardi nella nuova realtà ricoprirà il ruolo di general manager, mentre Luigi Capasso, con trascorsi in Virtus Roma, NPC Rieti ed Eurobasket Roma oltre che nel calcio tra Napoli e Fiorentina, sarà il presidente. Tra i soci vi è Giampaolo Bocci, figlio di Eraldo ultimo presidente della storica Lazio 1932 radiata dalla FIP nel 2005, mentre Giovanni Tassi, altro ex atleta biancoceleste ricoprirà il ruolo di team manager. Per fare chiarezza, la Lazio Basketball ATG ha rilevato il titolo della Nuova Lazio Pallacanestro, società che comunque continuerà la propria attività a livello giovanile. Eppure si è cercato di unire le forze coinvolgendo anche l’altra società della S.S. Lazio Basket, perché «la prima idea di chi si è fatto promotore del rilancio nel basket del nome Lazio - ha chiarito Gilardi - è stato quello di mettere intorno ad un tavolo entrambe le realtà, proponendo di creare un progetto comune. La S.S. Lazio Basket però non ha ritenuto interessante poter intraprendere questa strada insieme. Per cui l’unico club rimasto è stata la Nuova Lazio Pall. che si è messa a disposizione sin da subito permettendo la costituzione di questa nuova realtà».

LA LAZIO BASKETBALL ATG si affaccia sul panorama cestistico romano in un periodo piuttosto delicato, sia per la ripresa generale dell’attività post pandemia, sia per il fallimento del massimo club cittadino quale era la Virtus Roma. «Il progetto nasce dall’idea che la città di Roma possa riscoprire un nome storico come quello della Lazio, che anche nella pallacanestro è stata una importante realtà con trascorsi in massima serie. Già ci stavamo muovendo prima dello scoppio della pandemia da Covid, quindi - ha specificato l’ex giocatore che con la Nazionale italiana ha vinto l’argento alle Olimpiadi di Mosca 1980 e un oro ed un argento agli Europei del 1983 e 1985 - questa rinascita non va affatto legata al fallimento della Virtus. Come nuova realtà ci stiamo organizzando per iniziare al meglio quando tutte le attività sportive ripartiranno con l’obiettivo da una parte di rilanciare la pallacanestro a Roma, e dall’altra di rispolverare il nome Lazio che significa tradizione, e che all’interno di una città come Roma crea anche una faziosità comunque molto più forte e sentita dal punto di vista calcistico che non nel basket».

Avendo rilevato la Nuova Lazio Pall., la Lazio Basketball ATG dovrebbe disputare il campionato di serie C Silver anche se qualcosa in termini di titoli sportivi potrebbe mutare nelle prossime settimane. «Nonostante le ambizioni bisogna essere realisti, quindi - ha spiegato Gilardi - non credo saremo pronti per una serie B ma forse disputeremo una C Gold. Il bello dello sport è anche quello di conquistarsi i meriti sul campo, e non solo comprando titoli sportivi». Al di là della categoria che giocherà la squadra senior, la dirigenza biancoceleste vuole puntare fattivamente sui giovani. «Come realtà nuova non avremo da subito un vivaio ben strutturato rispetto ad altre società romane. Vogliamo però che i giovani romani siano protagonisti in una squadra della città. Negli anni abbiamo visto tante promesse andare via non per giocare in serie A, cosa che avrei accettato - ha dichiarato Gilardi -, ma soltanto per disputare campionati giovanili di livello in altre piazze. Noi ci poniamo l’obiettivo di offrire ai ragazzi l’opportunità di continuare a crescere a Roma così da creare un gruppo d’identità romana forte».

Enrico Gilardi con Mattia Palumbo
OGGIGIORNO si sente spesso parlare di nuovi progetti che si fondano sui giovani. Il problema è passare dalle parole ai fatti, ed Enrico Gilardi sa perfettamente come si fa visto il suo impegno con i centri di addestramento tecnico giovanile della FIP Lazio. «Attraverso il progetto della federazione regionale ho potuto seguire tante annate giovanili e vedere centinaia di ragazzi. Ad esempio Mattia Palumbo è un’eccellenza, ed io avrei preferito che avesse avuto l’opportunità di giocare nella massima squadra della città invece di andare a fare esperienza fuori. Certo, oggi i meccanismi intorno al basket sono cambiati, ma cercheremo comunque di offrire un’occasione ai ragazzi».

Per riuscire in questo lavoro, sarà importante mettere in rete tanti piccoli club. «Assolutamente sì, e ci proveremo attraverso l’aggregazione di questi club che magari sono meno strutturati per vari motivi senza però soffocare le loro singole identità. Le società che lavorano sui ragazzi facendo tanti sacrifici vanno rispettate - ha commentato Gilardi -, vedendogli garantiti i propri diritti di formazione. Speriamo di avere a che fare con una nuova generazione di dirigenti e allenatori lungimiranti che possano pensare che attraverso un progetto comune si può arrivare a fare il bene dei ragazzi. Così facendo sono convinto che a beneficiarne saranno anche le stesse società. Possiamo dire che al momento come Lazio Basketball ATG ci presentiamo quasi come fossimo una realtà no profit, sperando che si colga lo spirito e il concetto di questa idea senza invidia per nessuno. Ribadisco che l’obiettivo unico è quello di mettersi a disposizione per la crescita dei ragazzi. A me piace dare indietro quello che ho ricevuto dalla pallacanestro, e credo che la migliore soluzione per poterlo fare sia quello di mettersi al servizio dei più giovani».

All'avversario della Jollycolombani di Forlì, non resta che
guardare l'appoggio a canestro di Enrico Gilardi
IL NUOVO CORSO della Lazio Basketball ATG è stato presentato ufficialmente il 5 giugno nella sede della Ginnastica Roma, data e luogo storici avendo la Lazio nel 1932 disputato proprio al campo del Muro Torto la prima partita ufficiale. Eppure il neonato club è ancora alla ricerca di una ‘casa’ in città. «La situazione a Roma è delicata perché non vi sono strutture dove poter giocare la serie A, e le altre sono poche. Ad esempio per giocare al PalaEur ci vogliono 20 mila euro a partita, il che rappresenta un vero harakiri economico-finanziario per chiunque. Per questo, per adesso, la nostra casa madre è Riano. Siamo però in trattativa - ha rivelato ancora il nuovo general manager biancoceleste - con alcune strutture cittadine per poter fare attività dentro Roma. Ma potremo parlarne solo quando avremo definito gli accordi che stiamo per stipulare. Tutto ciò augurandoci di avere a disposizione il PalaTiziano nel giro di qualche anno».

Una domanda però è più che legittima, ovvero dove si posizionerà la nuova realtà laziale nel panorama cestistico della capitale? «Nel rispetto di tutte le società che gravitano su Roma, ci poniamo con la consapevolezza che tranne la Stella Azzurra e l’Eurobasket che si sono guadagnate sul campo la stima di tutti, nessuno ha le potenzialità di sostegno e spinta che ha una società che si associa al mondo Lazio - ha risposto Gilardi -. Vogliamo ricreare l’identità biancoceleste, ciò vorrà dire che giocare con la Lazio tornerà a significare di aver giocato per una società importante della città. E sono convinto che il nome Lazio può diventare un veicolo d’immagine prestigioso e positivo in maniera trasversale».

L’attività della Lazio Basketball ATG inizierà senza l’affiliazione alla Polisportiva Lazio, cosa di cui al momento può fregiarsi la S.S. Lazio Basket che milita nel campionato di Promozione. Ma Gilardi è stato chiaro anche a tal proposito: «Vogliamo lavorare con grande umiltà ma con la decisa convinzione in ciò che facciamo. E riguardo ad una futura affiliazione, ambiamo a questa opportunità ma vogliamo essere valutati per il lavoro che svolgeremo da qui a tre anni». Come si può ben capire, la storia della Pallacanestro Lazio 1932 è rivendicata da più società. Per questo è anche lecito domandarsi se in futuro si vorrà riabilitare lo storico codice FIP del club radiato nel 2005. «Posso affermare che non rientra tra le nostre intenzioni - ha risposto deciso Gilardi -, perché vogliamo riproporre la storia della Lazio ma attraverso un percorso del tutto nuovo. Il progetto prevede massima serietà e soprattutto dignità. E non sarà di certo un codice che ci identificherà per quello che siamo, e che vogliamo essere».



* per la rivista BASKET MAGAZINE

mercoledì 4 novembre 2020

Le interviste di Basket Timeout. Con Sabrina Cinili

Intervista esclusiva a Sabrina Cinili, ala del Famila Schio, con la quale abbiamo discusso delle difficoltà nel giocare dovute al Coronavirus e della salute da preservare degli atleti in generale. Ripercorrendo alcune tappe fondamentali della sua carriera abbiamo parlato anche delle esperienze all'estero, delle motivazioni che la spingono a dare sempre il massimo, dello sviluppo del basket femminile e del suo sogno nel cassetto.



mercoledì 22 maggio 2019

L'Italia sportiva vuole il suo museo, che oggi è una sfida possibile

Il Senatore Claudio Barbaro, nell'editoriale scritto per la rivista Primato edito dall'associazione Asi Nazionale che lui stesso presiede, ha accesso i riflettori sulla necessità di avere un Museo Nazionale dello Sport. Questa volontà nasce da due dati molto importanti: i milioni di turisti che affollano ogni anno i musei italiani; i tanti sportivi e la loro grande partecipazione agli eventi. Diamo qualche numero, così come fatto egregiamente da Barbaro. Nel 2018 si sono contati 63 milioni di turisti venuti da ogni parte del mondo per ammirare quasi 5 mila musei presenti su tutto il nostro territorio. I dati pubblicati dal Ministero della Cultura nel 2017 dicono che sono stati oltre 50 milioni i loro visitatori, raddoppiando quasi la cifra rispetto a dieci anni fa.


Per celebrare degnamente chi ha contribuito a rendere l’Italia
grande nel mondo e per costruire cultura sportiva, Asi presenta una
petizione e lavora ad un progetto di crowdfunding per la realizzazione
di un museo dello sport. L’iniziativa gode del supporto di un Governo

che allo sport ha dimostrato di guardare con altri occhi.
Dall'altro lato lo sport in Italia è un vero e proprio mercato. Recentemente il presidente del Coni Giovanni Malagò ha sottolineato che proprio lo sport è l'unico comparto del Pil che cresce costantemente. Negli ultimi dodici mesi ha toccato un +3,5. Questo perché intorno agli eventi sportivi c'è una grande partecipazione. Sia fisica, cioè in loco, che virtuale, attraverso la televisione o con le nuove forme di fruizione tramite i più svariati devices. Da questa analisi nasce l'idea di rilanciare il progetto di un Museo Nazionale dello Sport. Un luogo che raccolga cimeli capaci di raccontare la grandezza della storia sportiva italiana scritta dalle gesta di indimenticabili atleti.

La prima proposta di un Museo Nazionale dello Sport fu avanzata da Mario Pescante all’inizio degli anni 2000, quando era Sottosegretario ai Beni Culturali con delega allo Sport. Lui voleva recuperare la Casa delle Armi del Foro Italico - negli anni '80 adibita addirittura ad aula bunker per i processi di casa nostra - per crearvi un luogo rappresentativo del mondo sportivo che potesse aiutare a diffondere una vera cultura sportiva

C’è un progetto fermo dalla fine del 2001 di cui si fece promotore
l’allora Sottosegretario ed ex presidente del Coni Pescante 
che sarebbe
dovuto sorgere all’interno del parco del Foro Italico. Studi e disegni
da troppo tempo giacciono in un cassetto. Fonte foto: Primato

La realizzazione di questo 'sogno' non è comunque semplice. Ci sono difficoltà legate principalmente agli investimenti - e quando mai - necessari per creare una struttura che sia un luogo dove poter richiamare i visitatori e fargli vivere un’esperienza divertente e coinvolgente di storia e di sport. Ma le potenzialità ci sono tutte. C’è il prodotto - una grandissima tradizione e storia sportiva - c’è il mercato (i 5000 musei italiani nel 2016 hanno raccolto oltre 110 milioni di persone) e potrebbe facilmente trovarsi la posizione. Insomma, dal punto di vista del marketing, l'idea è ottima.

Come proposto e dichiarato da Pescante a suo tempo, una nuova destinazione per l’Accademia di Scherma del Foro Italico è la scelta più logica e ideale, perché riqualificherebbe tutta l’area già destinata allo sport e in questo modo potremmo utilizzare il Foro Italico a trecentosessanta gradi e farne un polo di attrazione unico”. Magari si potrebbe cercare anche di creare la giusta atmosfera emozionale, sfruttando gli spazi sotterranei ampiamente presenti per ricavarne un anfiteatro - come si evince dal progetto - che rappresenterebbe un ingresso monumentale del museo.

venerdì 16 dicembre 2016

Il futsal all’Università: progetto sulla Supercoppa a Tor Vergata

Il futsal all’Università: progetto sulla Supercoppa a Tor Vergata


Il futsal finisce all’Università Tor Vergata. La diretta multimediale della Supercoppa Italiana, giocata il 9 novembre a Teramo tra Real Rieti e Pescara (e vinta dagli abruzzesi), autoprodotta dalla Divisione Calcio a cinque e distribuita da PMG s.r.l. (Pulse Media Group), ha raggiunto 388 mila persone ed è diventata oggetto di studio di un progetto universitario.
Giovanni Bocciero e Silvia Aldi, ragazzi che frequentano un master in Marketing e Management dello Sport all’Università Roma Tor Vergata, hanno presentato il progetto di comunicazione e crossmedialità nel futsal, nell’ambito della ricerca voluta da Marcel Vulpis, direttore di Sporteconomy. “Abbiamo diviso il lavoro in tre parti, confontando la diretta multimediale della gara con altri esperimenti, come la NFL su Twitter, Wimbledon o altri progetti multimediali che sta facendo la FIBA - dice Bocciero -. Abbiamo controllato gli spettatori attuali del match nei vari momenti della gara, lavorando su un campione. Quasi il 75% di loro ha visto la gara dallo smartphone e il 65% stava guardando solo la partita. Qualche altro ha coniugato la visione della Supercoppa con una Fiction, un film o un documentario”.
L’evento, secondo lo studio, ha scaturito effetti positivi sulla pagina Facebook della Divisione. “Nei 4 giorni successivi alla diretta sono aumentati i “mi piace” sulla pagina, per una media di 44 a post. Poi abbiamo continuato lo studio studiando la comunicazione sui Social di due società di Serie A, come Lollo Caffè Napoli e Axed Group Latina. Un’idea singolare, che nasce quasi per caso. “Ho visto dal vivo una sola gara di futsal, la semifinale dell’Europeo 2003 vinto dall’Italia - continua Bocciero -. Silvia, invece, è di Latina e segue l’Axed Group”.

Cliccando qui si può andare al link ufficiale!

sabato 6 febbraio 2016

SERIE B. Maddaloni ancora sconfitta nella Capitale

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 06/02/2016

Maddaloni ancora sconfitta nella Capitale

Luiss Roma- Pall. San Michele Maddaloni 74-56
Parziali: 21-10; 39-24; 55-44.
Roma: Faragalli 10, De Dominicis 4, Chiatti 11, Scuderi 6, Ramenghi 10, Marcon 16, Rambaldi 6, Beretta 2, Miriello, Gorrieri 9, All. Paccariè, Ass. Fulgari, Ass. Pederzoli.
Maddaloni: Ragnino n.e., Listwon 4, Caceres 18, Desiato 7, Marini 2, Rubbera 15, Garofalo 6, Rusciano 3, Pascarella n.e., Florio 1, All. Monda, Ass. Palmisani, Ass. De Maria.
Arbitri: Matteo Colombo di Cantù (CO) e Marcello Martinelli di Brescia (BS).

Cronaca: La Pallacanestro San Michele Maddaloni incappa in un'altra sconfitta nella Capitale, arrendendosi questa volta alla Luiss Roma. I maddalonesi, purtroppo, sono stati sempre sotto e costretti ad inseguire, e quando ciò accade è inevitabile che nel momento cruciale vengano meno le forze. Con questa sconfitta, forse, se n'è andato anche l'ultimo vagone del treno salvezza, obiettivo che a meno di miracoli dovrà essere raggiunto passando per l'inferno dei playout.
La partita non inizia nel miglior modo per i biancazzurri, che si ritrovano a rincorrere sul punteggio di 12-3 dopo 5' di gioco. Maddaloni ha sbagliato decisamente l'approccio, e allora per cercare di rimediare coach Giovanni Monda richiede un importante timeout. Al rientro in campo, purtroppo, non tende a cambiare il leit-movit della gara, visto che gli ospiti continuano a tirare a salve, con un pessimo 0/10 dal campo, a cui aggiungono già 4 palle perse. Con questo andazzo la Luiss Roma aumenta il proprio vantaggio, giocando piuttosto bene, e raggiungendo il più diciassette (20-3). Sul finire del primo quarto sembra finalmente scuotersi la compagine maddalonese, che grazie alle riserve e soprattutto ad un trascinante Caceres mette a segno un piccolo break.
Nella seconda frazione, però, Maddaloni ritorna a fare grande fatica nel giocare. Si produce poco in attacco e si difende altrettanto poco. Con un parziale di 12-2 la formazione romana raggiunge il 33-12 al 14' che costringe ad un altro minuto di sospensione. Una buona circolazione di palla che permette di andare tutti a segno, e soprattutto i tiri ad alta percentuale presi vicino al ferro permettono alla Luiss di andare sul 38-14, che rappresenta il massimo vantaggio per i padroni di casa. Maddaloni deve prima prendere gli schiaffi e poi reagisce. E così con uno 0-9 di parziale, chiuso soltanto da un libero degli avversari ad un giro di lancette dalla fine del primo tempo, i viandanti ricucio lo svantaggio grazie ad un Rubbera che sembra aver trovato finalmente il feeling con il canestro.
Al rientro dagli spogliatoi si assiste quasi ad un'altra gara. Gli ospiti riescono a trovare maggiore continuità in attacco, mandando in difficoltà gli avversari. I maddalonesi si aggrappano alla coppia italo-argentina, supportata in modo altalenante dagli altri biancazzurri, limando pian piano quasi tutto il divario. La Luiss Roma, dal lato suo, va in confusione e perde quella fluidità che sino a quel momento aveva avuto. Nonostante ciò, le tre triple mandate a bersaglio in questo quarto tengono a galla i padroni di casa. Ad 1'26" dalla fine del terzo periodo, Maddaloni ha tra le mani la bomba che varrebbe il meno tre, e invece da quell'errore i dirimpettai costruiscono un mini break che vale il 55-44 al 30'.
Nell'ultimo quarto i biancazzurri evidentemente hanno terminato la benzina, perché rimangono costantemente distanti di una decina di punti senza riuscire ad accorciare di nuovo lo svantaggio. Di conseguenza, con il passare dei minuti si affievolisce sempre più la speranza di riprendere per i capelli la gara, e così si arriva senza troppi indugi alla sirena finale che vede la Luiss Roma prevalere di diciotto lunghezze.


Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

domenica 20 dicembre 2015

SERIE B. Maddaloni lotta ma a Roma è fatale il terzo quarto

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 20/12/2015

Maddaloni lotta ma a Roma è fatale il terzo quarto

Eurobasket Roma- Pall. San Michele Maddaloni 86-60
Parziali: 17-11; 33-26; 63-40.
Roma: Belloni 4, Dip 10, Casale 25, Fanti 6, Stanic 16, Righetti 4, Romeo 8, Staffieri 4, Tomasello 9, Birindelli n.e., All. Bonora, Ass. Pasquinelli, Ass. Pilot.
Maddaloni: Ragnino 3, Perillo n.e., Listwon 10, Mandato n.e., Caceres 22, Desiato 3, Marini 4, Rusciano 6, Pascarella n.e., Florio 12, All. Monda, Ass. Palmisani, Ass. De Maria.
Arbitri: Giulia Sartori di Arsiè (BL) e Diletta Bandinelli di Murlo (SI).

Cronaca: La Pallacanestro San Michele Maddaloni esce sconfitta dal Pala Avenali di Roma contro la capolista Eurobasket non senza aver lottato. Fatale, come spesso sta capitando in questo campionato, il terzo quarto. 30-14 il parziale inflitto dai capitolini che si sono così involati verso la vittoria. Come preannunciato, a Maddaloni mancavano sia Chiavazzo che Garofalo.
Per via delle assenze lo starting-five biancazzurro è molto sperimentale, con il doppio play (Marini e Desiato) e senza un pivot di stazza (Listwon per Rusciano). La scelta tattica sembra premiare visto che la formazione capitolina non riesce ad accoppiarsi bene. Maddaloni però non è fortunato perché diversi tiri non vengono trattenuti dal ferro e così dopo 5' di gioco il punteggio sorride ai padroni di casa per 6-4. Due errori potrebbero dare il là all'allungo locale, ma la tripla di Florio tiene a contatto gli ospiti (10-7). Il San Michele si schiera a zona per limitare i tiratori avversari, ma la buona circolazione di Roma gli permette di portarsi sul 17-9 all'8' con coach Monda che chiede subito timeout.
A cavallo tra primo e secondo quarto ancora Florio conclude due ottimi contropiede della squadra calatina che resta a debita distanza sul 20-15 al 13'. Da quel momento il gioco viene spezzettato perché l'arbitro Sartori subisce un'infortunio al ginocchio e a distanza di circa 60" sospende due vuole la gara. E la seconda volta gli sarà fatale tanto da alzare bandiera bianca. I viandanti allora provano a sfruttare questa occasione con Caceres e Rusciano che lavorano bene a rimbalzo offensivo (24-19). L'Eurobasket ancora una volta sembra poter scappare con un break di 5-0 che le regala il più dieci. Eppure Maddaloni non perde la calma, rintuzza nuovamente sino al meno sette con cui si conclude il primo tempo. E pensare che Desiato è andato vicino alla bomba da metà campo proprio sulla sirena.
Al rientro dagli spogliatoi i biancazzurri commettono diverse sbavature difensive, mentre in attacco la manovra è troppo farraginosa. E così i padroni di casa provano per l'ennesima volta a scappare sul 43-30 al 23'. Sette punti consecutivi di Caceres, uniti al fallo tecnico fischiato a Dip per proteste, tengono aggrappati al match gli ospiti (45-37 al 26'). La difesa però non è così attenta e concentrata come nel primo tempo, e lasciando troppo spazio ai tiratori avversari Maddaloni viene rispedita nuovamente a tredici lunghezze di svantaggio. Una serie di palle perse poi concedono i contropiede ai romani che volano sul più 21 (58-37).
Il quarto periodo inizia altrettanto male per il San Michele, che sfilacciatosi ormai in difesa si vede punire oltremodo al tiro dalla media e lunga distanza dagli avversari. Preso quello svantaggio, i maddalonesi hanno stazionato per tutto il resto della gara sulle venticinque lunghezze di distacco senza riuscire mai a piazzare un parziale che gli permettesse di scendere al di sotto. E su questa falsariga si è arrivati al risultato finale di 86-60 che forse punisce di molto i maddalonesi soprattutto per quello espresso nel primo tempo di questa sfida.


Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero