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martedì 20 giugno 2023

Lnp - Vigevano e Luiss sorprendono; Cremona pigliatutto

Vigevano e Luiss sorprendono; Cremona pigliatutto 

di Giovanni Bocciero

Terza ed ultima giornata di gare alla Bondi Arena di Ferrara, in occasione delle Finali di serie B. Il primo turno ed il secondo turno non hanno rispettato i pronostici. Le due promozioni in A2 dipenderanno così dai risultati dell’ultima giornata, nella quale può accadere di tutto. Solo la Sebastiani Rieti è costretta a guardare gli altri, perché oltre ad essere ultima in classifica con zero punti ha una differenza canestri molto negativa. E sono proprio i sabini a scendere per primi in campo contro Vigevano. Una partita in cui ci si sarebbe aspettato un avvio a spron battuto degli amarantocelesti, e invece sono i vigevanesi a fare la gara. All’8′ i gialloblù conducono 18-12, e coach Dell’Agnello chiama timeout quasi mimando come se ne ha viste davvero troppe nel solo primo quarto. Nonostante la panchina lunghissima di Rieti, che nel turnover odierno ha lasciato fuori Spanghero e Piazza, è la panchina di Vigevano che fa leggermente la differenza, con un parziale complessivo di 12-9 che permette di chiudere il primo quarto sulla doppia cifra di vantaggio (25-15). Gli uomini di coach Piazza riescono a ‘tenere testa’ persino al metro arbitrale spesso troppo punitivo verso di loro. A metà seconda frazione è Chinellato a tenere in scia i reatini (32-25), diventando il primo giocatore della gara in doppia cifra. L’attacco di Rieti è però troppo stagnante, a volte deve ricorre all’azione individuale, e neppure i rimbalzi offensivi in più (8 a 5) servono per stare avanti all’intervallo (41-33), visto che Vigevano pur prendendone di meno riesce a sfruttarli meglio (8-4).

L’atteggiamento non è dei migliori alla ripresa per Rieti, che con Tomasini prima perde un pallone banale e poi commette un antisportivo per fermare un contropiede. Vigevano ringrazia, segna due triple e raggiunge il +16 che suggerisce a Dell’Agnello di richiedere timeout. Una sospensione furente del coach livornese, che sulla panchina non le manda a dire ai suoi giocatori, provando a scuoterli. La cosa sembra funzionare visto che, Tomasini prima e Piccin poi, segnano da 3 per il -6. I gialloblù, però, non alzano le mani dal manubrio, e con il gioco corale rappresentato dalle 14 assist di squadra, mantengono il vantaggio. A Bushati e compagni manca quell’azione che possa far cambiare l’inerzia dell’incontro. Il match continua a fisarmonica, con i reatini che rintuzzano ogni qualvolta i vigevanesi provano a scappare. Proprio come a 3′ dalla fine, quando i gialloblù volano sul 70-60. Potrebbe essere la spallata decisiva, e invece gli amarantoceleste piazzano un break di 5-0, e sbagliano la tripla del possibile -2. E’ l’errore che fa partire la festa promozione sugli spalti. Finisce 73-67 (qui le statistiche complete), con la vittoria di Vigevano che ritrova l’A2 dopo l’ultima apparizione del 2010. In quell’estate il club non si iscrisse. Poi nel 2013 la rifondazione in serie D e la faticosa ripartenza che oggi ha trovato il suo compimento. Per quanto riguarda la Sebastiani Rieti, termina un concentramento che da grande favorita la vede uscire con neppure un successo.

Dopo i festeggiamenti di Vigevano, sul parquet scendono Luiss Roma ed Orzinuovi. Con il successo dei vigevanesi, ai capitolini basterebbe anche una sconfitta di 10 o meno punti per seguirli in A2. Ma di calcoli non se ne fanno. Soprattutto, memori della serata precedente, nella quale Fallucca ha demolito Vigevano con un 8/13 personale da 3, e Orzinuovi ha invece piegato Rieti con un 16/27 di squadra dall’arco, l’inizio gara è scandito dalle triple. Legnini è protagonista per la Luiss, portando il parziale in parità a quota 10 dopo che Alessandrini e Gallo avevano portato avanti gli orceani. Il match è giocato su ritmi forsennati – nonostante il caldo – e continui sorpassi, che rendono eccitante la sfida. Quando poi a timbrare il cartellino dalla distanza ci pensano anche Pasqualin e D’Argenzio, che dalla panchina prova a spaccare la partita, il tabellone luminoso recita 27-18. Il leit motiv della gara non cambia ad inizio seconda frazione: Planezio da 3 segna il 27 pari, Murri replica per il nuovo vantaggio Roma. I tanti fischi iniziano a spezzettare la gara, che di conseguenza ne risente in termini di gioco. Il tiro da 3 è l’unica costante: Gallo segna il -1, Fallucca risponde con la stessa moneta per i suoi primi punti. Ma se i ritmi sono quelli veloci imposti dalla Luiss, Orzinuovi può fare poco e infatti precipita sul 42-34. Non senza qualche protesta verso l’arbitraggio.

Dopo l’intervallo Orzinuovi è molto più decisa. In difesa stringe le maglie e costringe la Luiss a forzare gli attacchi, che spesso si concludono addirittura con un fallo. Nell’altra metà campo invece, gli orceani tornano a colpire con grande continuità dalla distanza e in men che non si dica si portano a condurre le danze. Il massimo vantaggio arriva al 28′, quando Leonzio da 3 griffa il +8. Con l’over che pende sul risultato però, non basterebbe ad Orzinuovi per festeggiare la promozione. Fallucca si apre in angolo e scuote i luissini, ma Da Campo segna da dietro l’arco e fissa il punteggio sul 57-64 all’ultimo pit stop. Due i dati da sottolineare, nei quali primeggia Orzinuovi: nei punti da perse (13-9) e da secondi tiri (14-7). E’ un’altra tripla di Leonzio che fa accarezzare l’impresa: +10 per gli uomini di coach Calvani. Con 7′ al termine inizia una partita nella partita, con la Luiss che deve stringere i denti. Gli orceani flirtano con quegli 11 punti che gli garantirebbero il salto di categoria, ma non riescono mai a raggiungerli. Anche perché Roma non crolla mai, e risponde colpo su colpo. Su una discussa rimessa D’Argenzio segna il 73-77 con 120″ rimanenti. Ed è sempre una sua penetrazione a siglare il -2 all’ultimo giro d’orologio. Dopo tanto spingere, sembra che gli uomini di Calvani siano arrivati scarichi nel rush finale, ed è così che nasce la persa sulla quale forse si spengono i sogni. Gli ultimi possessi Orzinuovi li gioca per far pareggiare la Luiss, così da andare ai supplementari per poter arrivare allo scopo della vittoria di 11. Ma i capitolini sbagliano a posta i liberi e la gara finisce 78-79 per gli orceani (qui le statistiche complete).

Questa la classifica definitiva del concentramento promozione: Luiss Roma, Vigevano e Orzinuovi 4 punti, Rieti 0.

Terzo atto della finale di A2 del tabellone oro tra la Vanoli Cremona e l’Unieuro Forlì. Una gara che per i cremonesi potrebbe significare promozione, dopo il doppio successo inaspettato ma non per questo impensabile in terra romagnola. Dal canto loro i forlivesi si ritrovano spalle al muro, costretti a vincere per allungare la serie e continuare a sperare.

Pronti via, è la Vanoli che schiaccia il piede sull’acceleratore. In particolare, Pecchia è una vera e propria furia, arrivando al ferro con grande continuità. Ma non solo l’attacco, perché Cremona è concentrata anche in difesa e mette praticamente la museruola agli avversari. Le offensive ospiti sbattono ripetutamente contro la diga di casa, che proprio dalla difesa sprigiona la giusta energia. Fondamentale per la squadra di coach Cavina è la fisicità di Eboua, che non solo è protagonista di una poderosa schiacciata, ma facendo collassare la difesa su di sé è bravo a scaricare il pallone fuori. Ne beneficia Pacher, lungo atipico come pochi che Forlì non riesce a marcare in nessuna maniera. Mentre il tassametro dei cremonesi corre inesorabile, i romagnoli trovano il quarto punto con l’ex Gazzoli ben oltre metà frazione. Sanford è impalpabile per l’attacco di coach Martino, ma neppure Cinciarini al suo ingresso riesce ad invertire l’andazzo: 0/6 da 3 nel primo quarto. Dopo il primo pit stop arriva però uno scossone. Adrian timbra dalla distanza, e Penna porta a casa un gioco da tre punti. L’Unieuro fatica tanto, forse troppo, ed è lampante. La regia di Denegri e la difesa di Piccoli spengono i facili entusiasmi, e permettono alla Vanoli di continuare a flirtare con i 20 punti di vantaggio. Ci pensa Alibegovic a dare un’altra spallata, con la specialità della casa: il tiro da 3. Il canestro dell’esterno aizza il Pala Radi, che esplode dopo un altro recupero che porta Eboua a schiacciare in campo aperto. Si va così all’intervallo addirittura sul 52-27.

La ripresa segue gli stessi binari del primo tempo. Cremona non abbassa di nulla la propria intensità difensiva, e la reazione di Forlì è praticamente annullata. Sono le triple in fila di Adrian e Pollone che evitano solo momentaneamente il passivo di trenta punti, che si materializza quando sono Mobio e Lacey a segnare dalla distanza (67-37). Coach Martino ricorre al minuto di sospensione, ma ormai i buoi sembrano ampiamente scappati. Gli animi si complicano sul parquet quando viene fischiato un antisportivo a Cinciarini al 28′. Inizia l’ultimo periodo e praticamente per Cremona non c’è altro da fare che portare in porto la vittoria. Adrian non è d’accordo, e lo dimostra con una serie di triple. L’mvp del campionato si sveglia forse tardi, ma dà la scossa. La Vanoli con una leggera, infatti, dà l’impressione di alzare le mani dal manubrio troppo presto. Valentini cerca di imitare il compagno di squadra dall’arco, mentre sulla sirena dell’infrazione dei 24″ al 35′ di gioco arriva il primo vero errore della gara dei ragazzi di coach Cavina. La tifoseria forlivese canta ‘Romagna mia’ e si rende protagonista di una bella sciarpata, ed è benaugurante visto che arriva la tripla del -13. Una rimonta frutto in special modo di tiri estemporanei e talvolta forzati, ma che vanno a buon fine. Comunque si tratta di un passivo che non può far stare tranquilla Cremona. Gli ultimi minuti sono intensi, e non poteva essere altrimenti. La Vanoli però non perde la calma e può festeggiare la promozione (qui le statistiche complete).

Vanoli Cremona pigliatutto. In questa stagione la squadra di coach Demis Cavina ha vinto tutto quello che c’era da poter vincere in A2. Ha iniziato con la Supercoppa, proseguito con la Coppa Italia e terminato con la promozione, così da completare il percorso perfetto. I cremonesi hanno abbattuto con un secco 3-0 la resistenza dell’Unieuro Forlì, incapace di reagire allo strapotere dimostrato sul parquet dagli avversari dopo aver dominato a sua volta la regular season. Fase a orologio compresa. Romagnoli irriconoscibili in questa gara 3, che ha avuto un approccio sbagliato, o forse è stato troppo impetuoso quello degli avversari.



domenica 28 settembre 2014

VIDEO: Una Juvecaserta strappa applausi

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/09/2014

PRESENTAZIONE JUVECASERTA 2014/15



CITTA' DI CASERTA. Pubblico del PalaMaggiò tutti in piedi per l'ultima gara di "El Diablo"
Una Juvecaserta strappa applausi
Battuta in modo agevole Cremona

Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo aver riscaldato l’ambiente con la presentazione della nuova Juvecaserta, c’è stata la palla a due della seconda semifinale del Torneo “Città di Caserta”, che metteva di fronte la formazione bianconera e la Vanoli Cremona. Partono a spron battuto i casertani, che si prendono gli applausi per le due bombe di Scott e di Enzino Esposito, che viene accolta con un vero e proprio boato. Cremona però, come se stesse in una bolla, realizza con il trio Usa Haynes-Clark-Ferguson e passa in vantaggio (8-9 al 3’). La Juvecaserta però si affida completamente a Sam Young, il quale segna prima in penetrazione con tanto di contatto, e poi in schiaccia battendo il proprio uomo (21-14 al 6’). Coach Pancotto ricorre al timeout, e coach Molin toglie dal parquet Esposito. Scott colpisce ancora dalla lunga distanza mentre Gaines segna appoggiando al vetro proprio sulla sirena del quarto. Caserta fa le prove di fuga.
ENZINO ESPOSITO IN AZIONE
Al rientro in campo i bianconeri muovo subito il tabellone con Michelori che fa a sportellate nel pitturato segnando in gancio. I bianconeri provano effettivamente ad innestare il turbo, andando a realizzare dei comodi canestri in campo aperto con i vari Scott, che schiaccia, e Gaines, che si beve in slalom due difensori. Grande merito però, va alla difesa che stringe bene le maglie e permette dei buoni recuperi. Cremona prova a schierarsi in difesa con una zona 2-3, più volte mal posizionata. Questo permette al play Moore di innescare per ben due volte Frank Gaines che da tre punti non perdona (46-24 al 14’). La Juvecaserta è completamente padrona della gara, perché tutto quel self controll che i cremonesi avevano dimostrato di possedere nella prima parte di prima frazione, va perdendosi. Gli esterni provano a superare la retroguardia casertana, ma i loro tentativi dalla media distanza si spengono quasi esclusivamente sul ferro. L’unico a mettere punti in cascina è Kenny Hayes, che fa ammattire il diretto avversario in un paio di occasioni. Il finale sorride proprio Cremona, che riesce a ridurre a venti punti esatti il divario al giro di boa.  
Al rientro dagli spogliatoi non c’è molto da sorridere per la Juvecaserta, anche se non ha a nulla a che vedere con il punteggio. Infatti, è l’infermeria quella che sembra essersi già riempita. Infatti, Luigi Sergio, già docciato, torna in panchina con il ghiaccio sul ginocchio, causa un contatto subito durante il primo tempo. Il pubblico del PalaMaggiò può comunque sorridere per Richard Howell, perché il prodotto di North Carolina State mette più volte il pallone nel fondo della retina, concludendo diversi giochi a due con i compagni. E addirittura, si toglie il lusso di fare una stoppata al povero Clark spiccando il volo addirittura dalla lunetta. I ragazzi di coach Pancotto non si sfilacciano, pur apparendo piuttosto esili. Ferguson prima e Hayes dopo colpiscono dalla lunga distanza, ma il divario tra le due squadre resta praticamente invariato. Quando rientra capitan Marco Mordente ci sono applausi anche per lui, visto che prima manda a schiacciare in campo aperto Michele Vitali, un po’ in affanno durante tutto il match soprattutto al tiro, e poi si mette in proprio realizzando una tripla sulla sirena dei 24”.
Anche l’ultimo quarto la Juvecaserta lo gioca con grande intensità, con i bianconeri che si lamentano più volte con gli arbitri per dei fischi contro oppure fischi non arrivati, vedi Gaines e Michelori. La gara comunque è ormai in ghiaccio per i ragazzi di coach Lele Molin, che giocano gli ultimi minuti davvero sul velluto. Per Cremona, che manda a segno due triple con Mian e Mei, prova a scuotersi il rookie James Bell, che realizza quattro punti quasi di fila. Il problema, però, è che mentre in attacco cerca di rendersi utile, in difesa salta sulle finte di Young che, da questo punto di vista, lo porta a scuola. Negl’ultimi 5’ c’è di nuovo spazio per “El Diablo” Esposito, che quando a 39” lascia il parquet per l’ultima volta nella sua straordinaria carriera, viene accolto da uno scroscio di applausi, tanto che viene richiamato a centrocampo con la partita ferma. Prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo, regale delle ultime magie, servendo prima l’assist da tre punti a Gaines dopo essersi liberato con una serie di cambi di mano, e poi attaccando il proprio difensore guadagnandosi il viaggio in lunetta.

Per onor di cronaca, alla finale della gara da tre si sono qualificati Mian (66 punti), Gaines (60) e Diener (60), a causa dell’ex-aequo.


L'ALTRA SEMIFINALE
Avellino si arrende solo nel finale alla più rodata Reggiana

CASERTA. Primo tempo equilibrato nella semifinale tra la Scandone Avellino e Reggio Emilia. Mentre gli irpini devono rinunciare ad Adrian Banks a causa di un risentimento muscolare, gli emiliani sono al completo con l’assenza già scontata di Darjus Lavrinovic. Avellino appare un cantiere aperto, appoggiandosi più volte a Anosike in post che porta quantomeno qualche buon fallo a casa. Reggio Emilia, invece, riesce a difendere con più intensità, e a realizzare diverse volte in transizione. E quando non si può fare contropiede, ci pensa Drake Diener a colpire dalla lunga distanza, dimostrando di essere già in pieno ritmo per il campionato. Daniele Cavaliero ha però prontamente rispetto più volte dall’arco dei 6,75 così fa far andare le due formazioni al riposo lungo con sole due lunghezze a dividerle.
Alla ripresa delle ostilità Avellino inizia a accusare la stanchezza fisica. Reggio Emilia, invece, produce soprattutto con Rimantas Kaukenas e quando, a tratti, riesce a sciorinare un basket d’alta scuola, raggiunge la doppia cifra di vantaggio (75-65 al 28’). Nell’ultima frazione poteva essere ancora una partita se i biancoverdi non sbagliavano quasi ripetutamente dalla lunetta (12/23, appena il 52%), perdendo l’occasione di rimanere a contatto. Da applausi, comunque, l’alley-oop direttamente dalla rimessa di Adam Hanga per l’accorrente Justin Harper che ad una mano ha inchiodato il pallone nel cesto.
GIBO

sabato 27 settembre 2014

Juvecaserta, l’obiettivo è quello di far innamorare gli scettici

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/09/2014

TORNEO "CITTA' DI CASERTA". Contro l’intrigante Cremona i bianconeri vogliono vincere per stupire
Juvecaserta, l’obiettivo è quello di far innamorare gli scettici

Giovanni Bocciero

CASERTA. Oggi ci sarà la prima palla a due del Torneo Città di Caserta, kermesse ormai diventata una bellissima consuetudine per il precampionato della Juvecaserta, che coincide con la presentazione ufficiale della formazione bianconera. Un richiamo al quale tutto il popolo di fede juventina non può non rispondere. Ancor di più oggi, forse, visto che in settimana il presidente del club di Pezza delle Noci, Carlo Barbagallo, ha sottolineato una certa delusione per i circa 1500 abbonamenti staccati fin qui.
FOTO FUNARO
Questo però non è il momento di far polemica, oggi e domani bisognerà unirsi tutti insieme, squadra e tifosi, per far sentire ancora una volta che la Juvecaserta merita tutto l’affetto, e che Caserta città è disposta a dimostrarlo. Contro Cremona, l’avversaria in semifinale dei bianconeri, sarà fondamentale anche il sostegno del pubblico, visto che all’esordio assoluto al PalaMaggiò le gambe, soprattutto ai nuovi, potrebbero tremare. E’ inutile nascondere che non ci sia una certa attesa per questa stagione, anche e soprattutto perché in sede di mercato il giemme Marco Atripaldi con l’aiuto di tutto lo staff tecnico e dirigenziale ha tirato su un roster che può davvero stupire in questo campionato, con l’obiettivo dichiarato dei playoff.
Siamo sicuri che lo spettacolo sulle tribune, così come quello in campo, in questa ‘due giorni dei canestri’ sicuramente non mancherà. La palla, dunque, passa a Sam Young e compagni, chiamati a ripetersi e forse a qualcosa di più dopo le prime buone uscite a Trapani e Brindisi. Magari saranno decisive proprio queste loro prestazioni a convincere i più scettici nell’acquistare la propria tessera.

ROSTER CREMONA: Travis HYMAN (pivot, 1987, 213 cm, Usa), Kenny HAYES (play/guardia, 1987, 186 cm, Usa), Giulio GAZZOTTI (ala, 1991, 202 cm), Luca VITALI (play/guardia, 1986, 201 cm), Fabio MIAN (guardia, 1992, 196 cm), Luca CAMPANI (ala/pivot, 1990, 208 cm), Jazzmar FERGUSON (play/guardia, 1988, 185 cm, Usa), Nicola MEI (guardia, 1985, 185 cm), Cameron CLARK (ala, 1991, 198 cm, Usa), James BELL (ala, 1992, 198 cm, Usa), Matija POSCIC (pivot, 1985, 206 cm, Croazia).

L’unico ad essere rimasto lì a Cremona, è stato l’allenatore Cesare Pancotto. E toccherà proprio a lui costruire da zero questa squadra, assemblando pezzo per pezzo ogni singolo giocatore che ha deciso di indossare la casacca gialloazzurra.
Nonostante la formazione lombarda abbia dovuto anche rinunciare a preparazione iniziata dell’atleta statunitense Darrius Garrett, sul parquet si è lavorato sodo e nelle prime amichevoli di questo precampionato è stata soprattutto la grinta che ha contraddistinto la squadra cremonese. Insomma, mancherà l’esperienza, mancheranno dei pilastri di certezza, eppure questa Cremona sta dimostrando di poter puntare a qualcosa in più della sola salvezza. Certo, i test match estiti fanno poco conto ma se il buongiorno si vede dal mattino, bisognerà pur crederci. In verità, la dirigenza c’ha pure provato a chiudere la campagna acquisti con un colpo da novanta, quel Marco Cusin che forse non ha mai preso seriamente in considerazione la proposta dei lombardi. E così, senza demoralizzarsi, Cremona ha subito sostituito Garrett con Hyman, ed aggregando alla squadra il pivot croato Poscic.

Coach Pancotto dovrà, però, saper utilizzare il potenziale a propria disposizione, visto che la presenza in roster di tanti rookie significherà che a quella ‘incoscienza’ che può farti volare, raggiungendo risultati straordinari, camminerà a braccetto con l’incostanza di chi è di primo pelo. L’azzurro Vitali ed il regista Hayes saranno le colonne portanti, così come Ferguson, lo scorso a Forlì, potrebbe essere il giocatore decisivo. L’ala Gazzotti proveniente dalla Virtus Bologna, il lungo Campani prelevato dal Montegranaro e la guardia Mian arrivato dall’Agrigento sono giovani nostrani da lanciare, così come dovranno essere svezzati nel loro primo campionato senior Clark, l’ala atletica tuttofare che lo scorso anno ha portato Oklahoma University al Torneo NCAA, e Bell, altra ala molto versatile che a Villanova ha dimostrato di possedere una buona media realizzativa.

REGGIO EMILIA. Squadra costruita per puntare ai primi posti in campionato con tanti giovani prospetti
Gli emiliani atterrano all’ombra della Reggia senza Lavrinovic

ROSTER REGGIO EMILIA: Federico Mussini (play, 1996, 182 cm), Francesco Veccia (play, 1993, 190 cm), Achille POLONARA (ala, 1991, 203 cm), Darius LAVRINOVIC (ala/pivot, 1979, 212 cm, Lituania), Amedeo Della Valle (guardia, 1993, 194 cm), Michele Antonutti (ala, 1986, 202 cm), Adam PECHACEK (ala/pivot, 1995, 207 cm, Rep. Ceca), Giovanni Pini (ala, 1992, 200 cm), Rimantas Kaukenas (guardia, 1977, 192 cm, Lituania), Riccardo Cervi (pivot, 1991, 214 cm), Ojars Silins (ala, 1993, 200 cm, Lettonia), Drake DIENER (guardia, 1981, 196 cm, Usa), Andrea Cinciarini (play, 1986, 193 cm).

CASERTA. La Pallacanestro Reggiana atterrerà all’ombra della Reggia senza il lungo lituano Lavrinovic, operato con successo al pollice della mano sinistra che lo costringerà ad una riabilitazione della durata di sessanta giorni circa. Ma in casa biancorossa non si fanno certamente drammi. Gli emiliani di coach Massimiliano Menetti, hanno confermato per intero il roster che tanto bene ha già fatto nella passata stagione, aggiungendo al telaio dei giocatori dall’indubbio valore. Atleti che sembrano essere stati inseriti ad hoc in un puzzle quasi perfetto. Oltre a Lavrinovic, il giemme Alessandro Frosini, ex conoscenza del PalaMaggiò, è riuscito ad ingaggiare il cecchino Drake Diener, strappandolo alla concorrenza niente di meno che dell’Olimpia Milano, e l’ala azzurra Polonara, che ha sposato in toto il progetto emiliano così come il giocatore ceco Pechacek, prelevato dalle giovanili della Virtus Bologna. Questi quattro volti nuovi andranno ad impreziosire il roster biancorosso che, nonostante abbia perso James White, ha tutte le carte in regola per competere ad alto livello.
L'ESPERTO DRAKE DIENER
Coach Menetti potrà contare su di un mix d’esperienza e di gioventù, di talento e potenziale che costringono a tenere sott’occhio la formazione di Reggio Emilia. Inoltre la squadra sembra più profonda rispetto alla passata stagione, potendo contare sul play della Nazionale Cinciarini in cabina di regia, oltre al gioiellino di casa Mussini entrato nel mirino di college americani prestigiosi come Gonzaga e Saint Jonh’s, che gli vorrebbero offrire una borsa di studio per l’anno venturo. Sul perimetro, oltre al già citato Diener, agirà l’eterno Kaukenas ed Amedeo Della Valle, atteso forse dalla stagione della consacrazione dopo esser tornato dal biennio ad Ohio State. Nel post di ‘ala piccola’ ci sarà la versatilità di Polonara e Antonutti, il primo che offensivamente può essere un ulteriore freccia nell’arco, ed il secondo difensivamente un fattore. Ci sarà una certa abbondanza, invece, per i due ruoli riservati ai lunghi. Infatti il tecnico emiliano, escluso per questo inizio di campionato in cui Darius Lavrinovic sarà purtroppo indisponibile, potrà scegliere tra i due prospetti dell’Est Europa Silins, che la scorsa estate si è giocato la propria carta al draft NBA senza però venire scelto, e Pechacek in rampa di lancio, potrà scegliere il nazionale Cervi, di ritorno dalle qualificazioni ad EuroBasket 2015 dove ha saputo ritagliarsi il proprio spazio, e l’altrettanto giovane Pini, già utilizzato spesso nello scorso campionato.
GIBO

AVELLINO. Dopo tante vicissitudini gli irpini sono pronti a stupire ancora una volta nella prossima Lega A
Il veliero dei lupi biancoverdi fa rotta in Terra di Lavoro

ROSTER AVELLINO: Daniele Cavaliero (play, 1984, 188 cm), Riccardo CORTESE (guardia, 1986, 195 cm), Luca LECHTHALER (pivot, 1986, 206 cm), Ivan Morgillo (ala/pivot, 1992, 206 cm), O.D. ANOSIKE (pivot, 1991, 203 cm, Nigeria), Adam HANGA (ala, 1989, 200 cm, Ungheria), Marc TRASOLINI (ala/pivot, 1990, 206 cm, Canada), Junior CADOUGAN (play, 1990, 187 cm, Canada), Adrian BANKS (guardia, 1986, 191 cm, Usa), Sundiata GAINES (play, 1986, 185 cm, Usa), Justin HARPER (ala, 1989, 208 cm, Usa).

CASERTA. Nonostante mille avversità, burocratiche e forse anche societarie, Avellino c’è. Alla fine il veliero irpino è riuscito a salpare, verso quale destinazione ancora non si può dire, anche se i primi risultati nei test amichevoli sono parecchio confortanti. Sulla carta la Scandone ha allestito un roster di tutto rispetto per il prossimo massimo campionato italiano, ma bisogna capire i ritardi nei tesseramenti prima, e nell’inizio del raduno poi, a cosa sono realmente additabili.
JUSTIN HARPER IN MAGLIA MAGIC
Le certezze per questa stagione saranno coach Frank Vitucci ed il neo capitano Daniele Cavaliero. Il tecnico ha praticamente costruito una squadra a sua immagine e somiglianza. Via gli ‘esuberi’ con i quali l’allenatore non è riuscito a legare, e dentro giocatori di genio e di talento, come Gaines, di ritorno in Italia dopo la stagione a Cantù (2008/09) e soprattutto dopo aver provato le sue chance in NBA con Utah, Minnesota, Toronto e New Jersey; oppure Harper, l’ultimo arrivato e subito decisivo che può vantare una mezza stagione in NBA con gli Orlando Magic prima di finire all’Hapoel Tel Aviv. Completano l’ideale starting-five biancoverde il pretoriano Banks, che Vitucci ha già avuto a Varese nella stagione in cui a tratti si è sognato il tricolore, e il corazziere Anosike, per presenza e fisicità forse il miglior pivot in Italia. Grande attenzione bisognerà riservare al giovane Hanga, da tutti gli addetti ai lavori considerato un prospetto. E poi ci saranno i cosiddetti gregari, che permetto ad Avellino di avere un roster comunque profondo, vedi il beniamino del pubblico Cavaliero, così come l’esterno Cortese di ritorno in Irpinia dopo aver fatto mangiare amaro alla Juvecaserta con Pistoia, così come i lunghi Trasolini, che in casacca ‘lupi’ ricomporrà la coppia con Anosike vista a Pesaro, e Lechthaler, che pur senza mai essere esploso può calcare il parquet per minuti importanti. E poi c’è il play canadese Cadougan, uscito appena due stagioni fa dall’università di Marquette e che sarà tutto da scoprire anche se di lui si dice un gran bene.
GIBO