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domenica 4 ottobre 2020

11° Trofeo Irtet e 1° Memorial "Davide Ancilotto". Video integrali di tutte le partite

1° Trofeo Irtet "Davide Ancilotto" cat. U15 Eccellenza

Finale 3°-4° posto

One Team vs Napoli Basket 62-48 (Partita)

Finale 1°-2° posto

Stella Azzurra vs Kioko Caserta 96-69 (Partita)

Semifinali 11° Trofeo Irtet

Gevi Napoli Basket vs Stella Azzurra Roma 85-54 (Partita)

Allianz San Severo vs Virtus Arechi Salerno 87-61 (Partita)

Finale 3°-4° posto

Stella Azzurra Roma vs Virtus Arechi Salerno 99-81 (1°tempo - 2°tempo)

Tabellini
Roma: Thompson Jr. 43, Giordano 11, Visintin 2, Cipolla 2, Ghirlanda, Innocenti, Laster 8, Fokou 5, Menalo 16, Nikolic 4, Thioune 4, Ndzie 4, All. D'Arcangeli.
Salerno: Tortù 8, Gallo 9, De Fabritiis 11, Cardillo 11, Mennella 8, Valentini 25, Di Donato 2, Peluso, D'Amico 2, Dabangdata 5, All. Parrillo.

Finale 1°-2° posto

Gevi Napoli Basket vs Allianz San Severo 104-72 (Partita)

Tabellini
Napoli: Zerini 15, Matera, Iannuzzi 4, Klacar 3, Tolino, Parks 19, Sandri 6, Marini 18, Mayo 9, Uglietti 9, Lombardi 8, Monaldi 13, All. Sacripanti.
San Severo: Mortellaro 9, Antelli 2, Angelucci, Buffo, Contento 3, Pavicevic 2, Di Donato 19, Jones 12, Ikangi 6, Ogide 19, All. Lardo.

venerdì 22 marzo 2019

Serie B - Prova generale per salire in A2

Omegna dominatrice ha fatto bis
Flop doloroso per le corazzate Caserta e San Severo


di Giovanni Bocciero*


LA FINAL EIGHT di Coppa Italia ha permesso di veder giocare tutte insieme le regine del campionato di serie B. Le prime della classe chiamate non solo a contendersi il primo grande obiettivo della stagione, ma anche a rispondere presente a quello che è stato il primo banco di prova in prospettiva della Final Four per la promozione in A2. Insomma, tra Porto Sant’Elpidio prima e Porto San Giorgio poi è andata in scena una kermesse dalla quale poter trarre delle considerazioni di metà stagione.
Il tabellone presentava dai quarti di finale gli incroci tra gironi A-C e B-D, e i risultati sono stati sorprendenti sin da subito. Si può dire che il Nord ha surclassato nettamente il Sud, visto che neanche una formazione dei raggruppamenti meridionali è riuscita ad approdare in semifinale. Se i pronostici sono stati rispettati nel caso di Cesena, che ha fatto durare il tempo di una gara l’esperienza di Salerno, mentre la detentrice del trofeo Omegna è uscita vittoriosa dalla sfida contro Pescara; le eliminazioni di San Severo contro Firenze e Caserta contro Faenza hanno visto estromesse due grandi favorite alla vittoria finale. Risultati che in due piazze molto calde sono stati accompagnati da forti critiche.

I FLOP. Indubbiamente le eliminazioni precoci delle due capolista dei gironi C e D possono essere visti come degli enormi flop. In virtù di questi risultati una parte di entrambe le tifoserie hanno colto l’occasione per criticare squadra e società. Nel caso della Decò Caserta, si è resa protagonista di una prestazione molto al di sotto delle proprie potenzialità. Merito di sicuro anche di una Rekico Faenza coriacea e determinata, ma se questo era il primo banco di prova per la corazzata bianconera possiamo senz’altro dire che Biagio Sergio e compagni sono stati rimandati a giugno. Qualcuno ha ipotizzato che sia mancata un po’ di umiltà, forse a causa del cammino piuttosto lanciato in campionato con sole due sconfitte nei 23 match giocati. Fatto sta che davvero la Juvecaserta è stata irriconoscibile.
Ciro Santangelo/S.C.Juvecaserta Decò 
Troppo confusionaria, mai in ritmo partita, e alla fine ha addirittura alzato bandiera bianca ben prima della sirena finale. Insomma, una pagina da cancellare al più presto. Coach Max Oldoini è stato piuttosto chiaro nella conferenza stampa del post partita, gettando acqua sul fuoco nonostante il grande rammarico: “Non dobbiamo farne un dramma. Fino a questo punto della stagione la squadra ha espresso un’ottima pallacanestro”.
Per l’Allianz Pazienza San Severo la sconfitta ai quarti di finale ha rappresentato un flop ancora più grande. Non a caso i pugliesi arrivavano nelle Marche da unica squadra della cadetteria ancora imbattuta, ma ha trovato sul suo cammino una All Food Fiorentina combattiva, che si è aggiudicata la gara nella volata finale prendendosi la rivincita del quarto di finale dello scorso anno. Essere stati eliminati al primo turno ha dato il là alle sonore critiche di una parte dei supporters che hanno sempre più meno fiducia nella squadra, che ha fallito il terzo appuntamento importante consecutivo dopo la Coppa Italia 2018 e la Final Four promozione dello scorso giugno. Si tratta anche di un altro boccone amaro da buttar giù per coach Giorgio Salvemini, che nelle ultime due stagioni ha portato San Severo ad avere un ruolino di marcia fatto da 56 vittorie a confronto delle sole 10 sconfitte. Si vede però che non basta per raggiungere gli obiettivi, e per questo se sono riaffiorato alcuni brutti ricordi sarà il caso di ritornare in fretta in palestra per resettare il tutto. A prendere le difese della squadra c’ha pensato il presidente Amerigo Ciavarella in persona: “Non nascondiamo la delusione per questa sconfitta, ma adesso non è il momento di disunirsi ma imparare dagli errori”.

LA FINALE. Le semifinali hanno avuto risultati più netti, con Cesena che ha surclassato Faenza nel derby tutto romagnolo trascinata dal solito David Brkic, e Omegna che con lo statuario Jacopo Balanzoni ha disinnescato Firenze. E così le sopravvissute giunte sino al terzo giorno della competizione sono state la Paffoni Omegna e l’Amadori Cesena, qualificatesi da prime nel rispettivo girone e che hanno rispettato il pronostico. Oltretutto due squadre dalla storia e tradizione molto differente. La Fulgor è ormai un club consolidato a livello nazionale, che ha già vinto la Coppa Italia della Lnp ed ha tutte le carte in regola per ritornare in A2. I Tigers sono invece una società nata solo nel 2014, sin da subito con grandi ambizioni, e che dall’estate scorsa si sono trasferiti da Forlì a Cesena per motivi d’impiantistica.
Pronti via, il primo quarto ha visto le formazioni studiarsi e così a risentirne è stato il punteggio piuttosto basso. Già a partire dalla seconda frazione però, Omegna ha fatto valere la miglior struttura del roster e con gli spunti del veterano Carlo Cantone si è involata sulla doppia cifra di vantaggio all’intervallo. Nella ripresa nonostante qualche sussulto dell’Amadori il pallino del gioco è stato sempre nelle mani della Paffoni, che ha toccato addirittura le venti lunghezze di vantaggio. Hanno chiuso la pratica i canestri di Alessandro Grande e Guido Scali, votati rispettivamente Mvp e miglior giovane della competizione.
Per il club piemontese il binomio Coppa-Marche evidentemente porta bene, visto che per il secondo anno consecutivo ha vinto la Coppa Italia di categoria che lo scorso anno si giocò a Jesi e in questo a Porto San Giorgio. Ha vinto al cospetto di un Cesena che c’ha provato ma non è riuscito a guastargli la festa. Il coach dei romagnoli Giampaolo Di Lorenzo ha lasciato ai social il suo messaggio più sincero: “Mi piace pensare che siamo i vice campioni d’Italia. Complimenti di cuore alla Fulgor Omegna, ma siamo solo all’inizio del nostro cammino. Siamo stati grandi”.

LA VINCITRICE. Ad Omegna la pallacanestro si pratica sin dagli anni ‘30, anche se la Fulgor Basket nasce ufficialmente nel dopoguerra (1953). Sin da subito vince campionati in serie e nel 1962 festeggia la promozione in massima serie. La mancanza di un palazzetto all’altezza fece incredibilmente cessare l’attività, che riprese a macinare a pieno regime nel ‘78. Ripartita dalle minors la Fulgor si è riaffacciata in B1 nel 2006. La mancanza di fondi stava per far scomparire di nuovo il club, e così i tifosi diedero vita ad un azionariato popolare raccogliendo 30 mila euro. Una cifra irrisoria, ma quel gesto d’amore fece avvicinare alla società l’imprenditore Ugo Paffoni che segnerà la storia recente. Nel 2012 Omegna si cuce in petto la prima coccarda tricolore, seguita dal bis 2018-2019. Coach Marcello Ghizzinardi ha riposto un altro trofeo nella bacheca del club, ma l’obiettivo primario resta quello della promozione in A2. Il rapporto con la società è forte, ed ha tra le mani un roster lungo e completo che si fonda sul giusto mix tra veterani e giovani prospetti. Il girone A è piuttosto competitivo e sono diverse le formazioni che ambiscono al primo posto, ma la Paffoni ha tutto per primeggiare.

Quarti di finale
Amadori Cesena – Arechi Salerno 59-56
Decò Caserta – Rekico Faenza 62-72
Paffoni Omegna – Amatori Pescara 73-70
Allianz Pazienza San Severo – All Food Fiorentina 64-66

Semifinali
Amadori Cesena – Rekico Faenza 75-50
Paffoni Omegna – All Food Fiorentina 79-68

Finale
Amadori Cesena – Paffoni Omegna 72-81

Vincitrice Coppa Italia serie B: Paffoni Omegna
Mvp: Alessandro Grande (Omegna)
Miglior giovane: Guido Scali (Omegna)



* per la rivista BASKET MAGAZINE

giovedì 4 giugno 2015

C NAZIONALE. Nella promozione di San Severo spicca Porfido

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/06/2015

C NAZIONALE. Il casertano doc: “Sono stato a disposizione della squadra”
Nella promozione di San Severo spicca Porfido

CASERTA. San Severo è sempre stata una piazza particolarmente passionale nei confronti della pallacanestro. Tra l’altro la tifoseria pugliese è stata a lungo gemellata con quella dell’Artus Maddaloni, soprattutto quando le franchigie si affrontavano ogni anno nell’allora Serie B2. Quest’anno tra le fila del San Severo, che ha vinto meritatamente il campionato di Serie C Nazionale, ci ha giocato Alessandro Porfido, altro prodotto di Terra di Lavoro
ALESSANDRO PORFIDO
Partiamo dalla promozione raggiunta, forse scontata per la squadra allestita ma che emozioni hai provato?
“Sicuramente ho provato forti emozioni - ha esordito l'ala casertana doc - visto che per il secondo anno consecutivo ho vinto un campionato. Questo è arrivato grazie al lavoro intenso di un anno ricco di sacrifici ma pieno di soddisfazioni e grandi risultati come anche la finale di Coppa Italia persa di soli due. Inoltre un grazie va anche ai tifosi di San Severo che fino alla fine sono stati al nostro fianco”.
Dicevamo della squadra costruita per vincere, e infatti avete prima dominato la regular season e poi la fase finale?
“La squadra ha dominato dall'inizio alla fine del campionato, mettendoci testa e cuore - ha rivelato l'atleta -, nonostante non era scontata la vittoria perché c'erano molte squadre sulla carta forti e competitive”.
Avendo affrontato avversari di altri gironi nella fase finale, come valuti il girone campano-pugliese?
“Il girone campano-pugliese non è stato avvincente e competitivo - ha analizzato l'ex Juvecaserta -, diviso da quattro o cinque squadre forti mentre il resto squadre sono stati team cuscinetti ma anche molto imprevedibili”.
Personalmente come valuti la tua stagione dove sei riuscito a ricucirti il giusto spazio?
“A differenza di altre squadre in cui sono stato più protagonista, a San Severo ho dovuto ricoprire un ruolo differente, in cui il mio era un lavoro sporco, dove smistare palloni per la squadra. Comunque - ha concluso Alessandro Porfido - sono soddisfatto della stagione”.
Gibo

lunedì 6 giugno 2011

Navale, no all'acquisto di un titolo

DAL CORRIERE DI CASERTA DEL 06/06/2011

Basket serie C2 - Troppo oneroso il possibile accordo con i pugliesi del San Severo
Navale, no all'acquisto di un titolo

MADDALONI (Giovanni Bocciero) – In quest’ultima settimana è uscita una notizia al quanto stravagante, che vedrebbe il ritorno di una compagine maddalonese nel basket che conta. Da varie fonti, infatti, è giunta la notizia che la Cestistica San Severo potrebbe cedere il proprio titolo sportivo ad una cordata d’imprenditori maddalonesi, che però al momento sembrano dei fantasmi, così da riportare la città delle ‘Due Torri’ nei palcoscenici ad essa più concernenti. Il San Severo è retrocesso dalla Lega Due, e quindi disputerà il prossimo campionato di A Dilettanti, Lega di Sviluppo, o come la federazione deciderà di chiamare. A tal proposito abbiamo interpellato il giornalista Rino Porro, grande conoscitore dei campionati LNP, del sito specializzato Basket Puglia, che non ha smentito solo in parte queste notizie.
“Sicuramente il titolo della Cestistica San Severo è in vendita, ed è una notizia confermatami dallo stesso sodalizio dauno. Onestamente – confessa Rino Porro – non so se si tratta di una cordata di Maddaloni, ma ritengo che non sia una trattativa semplicissima perché il titolo di San Severo porta con se notevoli pendenze economiche della stagione appena conclusa”.
Con il dilagarsi di questo possibile ritorno della città di Maddaloni in un campionato di basket nazionale, si sono fatti gli accostamenti di tale cordata all’imprenditore Salvatore Ragnino, già presidente dell’Artus Maddaloni, insieme al suo entourage, nonché alla maggiore società cestistica attualmente presente in città, ovvero la Pallacanestro San Michele griffata Navale. Dal sodalizio biancoblu è giunta subito la smentita, oltre al fatto di smorzare qualsiasi tipo d’entusiasmo che queste novità avrebbero potuto portare, pensando piuttosto a rimanere con i piedi per terra.
“Penso che sia molto difficile per questa presunta cordata di imprenditori fare uno sforzo economico così grande. Con il passare del mese di luglio – dichiara il dirigente Pasquale De Filippo – come ogni anno rimarranno le solite chiacchiere. Ormai purtroppo si vive di ricordi. Noi, per quanto ci riguarda, dobbiamo allestire una squadra per conquistare sul campo la promozione in C1”.

Questa presunta vendita del titolo sportivo può darsi sia una scusante da parte del gruppo dei tifosi sanseveresi, per far accelerare il lavoro dell’amministrazione comunale della città affinché prenda davvero a cuore la situazione grave in cui versa la società dauna. Inoltre, i supporter della Cestistica, avrebbero utilizzato la presunta cordata maddalonese, soprattutto per via del fatto che ai tempi dell’Artus Maddaloni, tra le due tifoserie c’era un forte gemellaggio. Coincidenza questa che poco convince non solo noi, ma soprattutto coach Maurizio Bartocci, che a San Severo quest’anno ha allenato. “Non saprei, ma a Maddaloni chi lo comprerebbe? Per quanto mi riguarda questa notizia è una bufala. Ci vogliono i soldi – unica certezza in molti dubbi da parte del tecnico casertano – per fare le squadre e per comprare i titoli, e in questo specifico caso chi ce li metterebbe? I tifosi? Io non credo”.
La notizia c’è, e come da copione va verificata, ma in questo caso sembra che l’analisi abbia già un risultato, ovvero che questa novità non abbia alcun fondamento su cui poter reggersi. Però si sa, in questo periodo spesso si fantastica sul mercato, e allora per tutti i nostalgici dell’Artus Maddaloni, ma soprattutto di un campionato nazionale, lasciamoli sognare. Almeno per un altro mese abbondante.