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venerdì 20 maggio 2022

Serie A2. Giuri, bilancio di una vita da giocatore tranquillo

Curiosa e sincera confessione di un playmaker che,
giunto a 33 anni, insegue ancora traguardi importanti

Giuri, bilancio di una vita da giocatore tranquillo

A Udine ha vinto un nuovo trofeo dopo una carriera in giro per l'Italia
con due tappe particolari: nella sua Brindisi e a Caserta


di Giovanni Bocciero*


Con i suoi 33 anni ed un palmares che ha appena rimpinguato, Marco Giuri è ancora un giocatore che fa la differenza in A2 grazie alla sua leadership ed esperienza. Alla seconda stagione tra le fila di Udine, dopo aver perso la finale per la promozione contro Napoli l’estate scorsa, il veterano play si è calato in un nuovo ruolo. «Certamente l’età avanza, ma quando si fa parte di una squadra competitiva, lunga, forte, ognuno riesce ad esaltare le proprie caratteristiche. Quest’anno ho diminuito il minutaggio, cosa di cui sto beneficiando visto che l’anno scorso arrivavo a volte alla fine delle partite stanco e poco lucido. Grazie alle rotazioni ancora più lunghe - ha continuato Giuri - mi sto gestendo bene e a pieno, e stando in una squadra forte è un ruolo che ho accettato veramente di buon gusto». Emigrato sin da giovanissimo alla Virtus Siena, il girovagare in club che gli hanno permesso di fare la gavetta lo ha reso il giocatore che è oggi. «Ho giocato in B d’Eccellenza a 17-18 anni, poi ho iniziato a giocare in una LegaDue che presentava giocatori e squadre davvero molto forti che non avrebbero nulla da invidiare all’attuale serie A. Sono stati anni molto formativi soprattutto per il carattere. Quando giochi in squadre con tanti giocatori bravi e in alcuni casi affermati bisogna tirarlo fuori e farsi rispettare anche se si è giovani. Senza mancare di rispetto a nessuno ma con decisione, facendo capire che di te ci si può fidare. Questa è la cosa principale che mi sono portato dietro nella mia carriera, questa consapevolezza che con l’educazione ci si può far rispettare». Si parla ovviamente di campionati che «avevano un format diverso. Con il girone unico da 16 squadre, riconosciuto come campionato professionistico a tutti gli effetti, il livello era altissimo perché i giocatori che non trovavano collocazione in A1 scendevano di categoria e trovavano realtà forti dove mettersi in luce. Oggi ci sono più squadre, con società meno solide e meno conosciute cestisticamente - ha dichiarato il play -, e ciò fa scendere il livello medio».


Giuri ha indossato la maglia azzurra dell’under 20 insieme a Datome, Hackett, Aradori, giocatori che nonostante tutto per emergere hanno dovuto aspettare il loro momento, senza bruciare le tappe. «È un discorso molto complesso che prevede sostanzialmente due correnti di pensiero. C’è chi dice che i giovani non hanno opportunità, e c’è chi dice che non meritano un palcoscenico in età precoce. Io sono dell’idea che chi merita di giocare, e gioca bene, continua a giocare; chi non lo merita matura dopo. Se a 17 anni meriti di giocare è giusto che giochi anche a discapito di qualche compagno più grande d’età. Se però un allenatore reputa che un 16enne non sia maturo, è giusto che prenda le sue scelte. Io stesso a 18 anni non sono stato reputato adatto a terminare l’anno di A2 a Casale Monferrato e sono andato per metà stagione in B1 a Vigevano. A volte bisogna anche saper scendere di categoria per trovare la maturità giusta - ha osservato il play - affinché possa giocare ad un più alto livello. Adesso magari i giovani vedono la serie A come un punto fisso, un traguardo dal quale non si ritorna più indietro, e per me è sbagliato. Scendere di categoria non è una bocciatura, soprattutto a 18 anni, ma è un rimettersi in discussione cercando di far capire che maturando ancora un po’ si può aspirare ad alti livelli». Proprio tra le fila di Udine c’è un atleta che nelle ultime stagioni ha visto la sua parabola scendere rispetto a quello che era il suo futuro, come Federico Mussini, oggi in Friuli anche per rimettersi in gioco. «Federico è un ragazzo d’oro, che si fa ben volere da tutti. È disponibile e lavora tantissimo, soprattutto quest’anno che viene da un brutto infortunio al crociato e pian piano lavorando ogni giorno sin dall’estate ha recuperato alla grande. In prospettiva futura penso che possa tranquillamente ambire di ritornare a giocare in serie A, perché è un giocatore che uscendo dalla panchina può dare il suo contributo da playmaker di rottura, che cambia ritmo alla squadra. Sta facendo molto bene quest’anno con noi, entrando a gara in corso e portando una grossa mano sia in difesa che in attacco. Per il resto è la sua carriera che parla per sé, e credo che non bisogna aggiungere altro».

Da uomo del sud, brindisino doc, Giuri ha vinto tanto soprattutto al nord, con lo scudetto alla Reyer Venezia nel 2019 e le coppe Italia di A2 di Verona e dello scorso marzo con Udine. «È semplicemente una questione di opportunità e di realtà che mi si sono presentate lungo la mia carriera. Quando ci sono state squadre ben allestire e solide come Brindisi, ho avuto l’occasione di vincere al sud. Negli ultimi anni, ma fondamentalmente per quasi tutto il mio trascorso, ho giocato sempre al nord. Però è una questione di opportunità e non di provenienza geografica». Il riferimento del veterano play è ai successi del 2012, la doppietta campionato-coppa centrata proprio con la squadra della sua città. «Quello fu un anno particolare. Ad inizio stagione ero senza squadra e mi aggregai a Montegranaro per tenermi in forma. Finita la preparazione stavo per firmare con il club in A1, ma l’infortunio di Edgar Sosa che era il primo play della squadra fece saltare la cosa. Così ritornai a casa e mi stavo allenando da solo quando arrivò la chiamata di Brindisi di cui fui davvero felice. Da brindisino mi inserii subito nel gruppo nonostante arrivai a stagione in corso, ma pensare di vincere la coppa Italia a marzo e il campionato a giugno, pur consapevoli della forza del roster, è stata un’emozione unica. Vincere non è mai semplice in generale, farlo con la squadra della tua città è qualcosa di unico». Giuri ha giocato tanto al nord, eppure nel suo percorso ha militato in due club storici del sud dalle tifoserie calde come Brindisi e Caserta, dove ha esordito in serie A a 27 anni. «Il ricordo di Caserta è indelebile. Sono arrivato in una importante realtà già abbastanza grande e consapevole di dove mi trovassi. Magari se ci fossi arrivato da più giovane non avrei capito tante cose. Ho avuto da subito un ruolo importante nella squadra, e causa una serie di infortuni ho avuto modo di giocare davvero tanto negli anni di A1. Alla città sono particolarmente legato, e infatti ci sono ritornato anche in A2 perché non era più una questione di categoria. Quando si va più in là con gli anni vuoi stare anche bene in un posto - ha ricordato l’atleta -, e a Caserta sono stato benissimo per questo sono ritornato volentieri». Da uomo del sud anche il modo di giocare un po’ stona, perché Giuri non è focoso. Ma la domanda è presto risposta. «In campo sono tranquillo anche perché è il ruolo che mi dice di essere così. Essendo un play, essere focoso in campo per una squadra può essere sintomo di nervosismo. E se colui che deve gestire il pallone è nervoso penso sia un brutto segnale da dare alla squadra. Per quanto mi riguardo cerco di essere tranquillo e di giocare solo a pallacanestro».

Venendo alla stretta attualità, Udine e Cantù stanno dando vita ad un dualismo in questo campionato di A2. Due storiche piazze della nostra pallacanestro, i brianzoli hanno avuto ragione nei due match in regular season, ma i friulani si sono presi il primato del girone e soprattutto la coppa Italia disputata a Roseto. «Tra Udine e Cantù più che di dualismo parlerei di obiettivi in comune, ovviamente la promozione in serie A. Siamo due squadre che voglio salire di categoria e che ne hanno la possibilità. Vedremo se saremo brave entrambe o se ne sarà brava solo una a raggiungere lo scopo, ma tutte le partite in cui ci siamo affrontati sono state gare sentite perché sappiamo l’importanza degli impegni. Noi siamo stati bravi a vincere la partita fin qui più importante che è stata la finale di Coppa Italia, quindi siamo contenti di aver vinto solo quel confronto e di aver perso gli altri due in campionato». Importante l’apporto che stanno dando alla squadra friulana due giovani come Ethan Esposito e Michele Ebeling, entrambi classe ’99, che a suon di gomitate e sbracciate hanno l’ambizione di arrivare in serie A. «Sono convinto che loro possano far bene, e che possano avere una carriera anche a più alto livello. Sono ragazzi che ascoltano, e in questo preciso momento della pallacanestro avere giovani che ascoltano i compagni di squadra che sono più grandi e che hanno più esperienza, indipendentemente dal coach che è seguito da tutti i giocatori, non è una cosa affatto scontata. Ad inizio anno sono stati un po’ una scommessa del club. Hanno però avuto una maturazione graduale e sono cresciuti di pari passo con i progressi della squadra. Questo li ha portati ad essere due giocatori importanti perché ci danno atletismo, fisicità, e ci permettono di alternare i quintetti. Loro due mi hanno impressionato particolarmente - ha concluso Giuri - perché hanno avuto la capacità di giocare in una squadra forte e di ritagliarsi il proprio ruolo all’interno di un gruppo che è pronto a vincere il campionato».

domenica 11 novembre 2018

Wes Clark o Clark Kent, a Brindisi si stropicciano gli occhi

Lo abbiamo fiutato sin da quando è sbarcato in Italia, a Brindisi, con largo, largo anticipo, e i fatti ci stanno dando ragione. Colui che nella scorsa primavera ha contribuito ad eliminare Arizona della futura prima scelta al draft Nba Deandre Ayton al primo turno del torneo Ncaa, oggi è la grande sorpresa del campionato italiano. Ovviamente stiamo parlando di Wes Clark, che sta vestendo i panni di Clark Kent facendo sognare la tifoseria brindisina. Clicca qui per l'intervista a Clark


martedì 19 aprile 2016

Juvecaserta, dagli altri campi segnali confortevoli

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/04/2016

LEGA A. Il “monday night” ha sancito che Brindisi non potrà più raggiungere i playoff
Juvecaserta, dagli altri campi segnali confortevoli

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La notizia più importante per la Juvecaserta arriva da Venezia, dove la Reyer nel “monday night” dell’ultimo turno di campionato ha battuto la Pistoia del casertano doc Enzo Esposito. Un risultato che, di fatto, estromette dalla corsa per i playoff quella Brindisi che sarà la prossima avversaria della franchigia di Pezza delle Noci.
LA DIFESA DI BOBBY JONES (FOTO ELVIO IODICE)
Con questo certamente non vogliamo dire che la trasferta pugliese sarà una passeggiata per gli uomini di coach Sandro Dell’Agnello, e che di conseguenza si uscirà dal PalaPentassuglia con i due punti in tasca. Di certo però, si avrà contro una squadra naturalmente delusa per aver mancato l’accesso al “gran ballo”, che sta vivendo un momento anche particolare con le ultime dimissioni del proprio “numero uno” da presidente della Lega Basket. Sicuramente però, Brindisi cercherà quantomeno di chiudere la stagione interna con una vittoria che possa far sorridere la propria tifoseria, dopo un’annata sicuramente molto ballerina, altalenante nei risultati, e di certo non come ci si aspettava all’inizio del campionato.

GLI SCONTRI DIRETTI. Brindisi ha pagato a caro prezzo gli scontri diretti con Venezia (1-1 ma differenza canestri negativa) e Pistoia (0-2), cosa che invece vede Caserta essere avvantaggiata nella lotta salvezza con Bologna (2-0) e Torino (1-1 ma differenza canestri positiva). Per questo ai bianconeri manca una sola vittoria per poter mettere in cassaforte la permanenza nella massima serie - questa volta sul campo -. E proprio come un aiuto per raggiungere questo obiettivo è arrivato da un altro campo, Venezia appunto, chissà che un’altra spinta in caso di sconfitta a Brindisi non possa arrivare da Bologna. Perché nel caso in cui nello scontro diretto dell’Unipol Arena i piemontesi battessero i felsinei, allora quest’ultimi per salvarsi - con la sconfitta casalinga contro Trento della Juvecaserta - dovrebbero andare ad espugnare il PalaBigi di Reggio Emilia in un infuocato derby emiliano.

lunedì 28 dicembre 2015

Juvecaserta, dopo l’impresa arriva la sesta meraviglia

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/12/2015

LEGA A. I bianconeri chiudono l’anno in modo fantastico battendo al PalaMaggiò Brindisi
Juvecaserta, dopo l’impresa arriva la sesta meraviglia

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Il Natale in casa Juvecaserta era stato dolcissimo per via dell’impresa di Avellino. Ma la fine dell’anno assume i caratteri della meraviglia dopo il successo casalingo contro Brindisi. Una partita che sicuramente ha alzato l’autostima del gruppo bianconero, che potrà affacciarsi al nuovo anno con la convinzione di poter competere per le posizioni di metà classifica mettendosi alle spalle la semplice lotta salvezza. L’errore più grave però che può essere commesso adesso, è quello di compiere voli pindarici con la mente. E allora stare tranquilli e con i piedi per terra devono essere i propositi per il nuovo anno, sperando che con esso arrivi anche qualcosa di consistente dal mercato.
E’ bene essere contenti per questa doppia vittoria a cavallo del Natale, ma non bisogna dimenticare che a coach Sandro Dell’Agnello manca sempre un lungo che gli permetta di allungare le rotazioni del reparto, che fin qui ha lottato davvero alla grande, con un Dario Hunt stabilmente nel miglior quintetto del campionato, ed un Viktor Gaddefors che adattato sta portando un apporto non indifferente alla causa casertana. E poi c’è quel Bobby Jones che sicuramente ha pochi rivali per qualità, ma che fisicamente è in ritardo e si vede.
Chi altro deve riacquistare la miglior forma è certamente Peyton Siva, che comunque tra Avellino e Brindisi ha fatto vedere sprazzi di classe e leadership. Lo spaventapasseri di Reggio Emilia è stato già ampiamente dimenticato, ma è normale che da lui ci si aspetta di più. Ed il suo rientro ha fatto finire già nel dimenticatoio l’innesto in cabina di regia di Ogo Adegboye, che ha lasciato Cremona per continuare a giocare con discreta continuità e invece ha finito per occupare un posto fisso in tribuna. Non proprio le più rosee aspettative.
Di fondamentale importanza, poi, sono l’impegno e l’abnegazione di capitan Andrea Ghiacci, un autentico esempio da seguire per tutti i compagni di squadra. Nonostante qualche limite sia fisico che tecnico, l’esterno non demorde e guarda qualsivoglia avversario dritto negli occhi, perché l’unico vero sconfitto è colui che smette di provarci, e di certo questo non può essere Ghiacci.

sabato 26 dicembre 2015

Juvecaserta agli esami Brindisi, mercato e società

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/12/2015

LEGA A. La formazione bianconera che ospita gli avversari pugliesi è a caccia di conferme
Juvecaserta agli esami Brindisi, mercato e società

CASERTA. Passato il Natale la Juvecaserta deve ritornare in campo per affrontare tra le mura amiche del PalaMaggiò l’agguerrita Brindisi. Il vincente derby dello scorso 23 dicembre ha rilanciato e non di poco le ambizioni da metà classifica dei bianconeri, sottolineando ancora una volta quale miracolo stia compiendo all’ombra della Reggia coach Sandro Dell’Agnello. L’incredibile successo di rimonta ad Avellino deve rendere omaggio all’operato del tecnico toscano, che è bene ricordare, sta allenando una squadra che per tanti motivi sta raccogliendo dei risultati davvero positivi. Tra i diversi infortuni ed un mercato di riparazione che stenta a prendere una piega positiva, avere dieci punti in classifica è davvero un traguardo eccellente, considerando poi che delle altre cinque formazioni a pari punti i casertani hanno ben quattro scontri diretti a proprio favore (Varese, Bologna, Avellino e Pesaro), con la sola Cantù capace di espugnare il legno del palazzo dei “cento giorni”.

MURA AMICHE. E qui potrebbe aprirsi un dibattito non da poco, perché delle cinque vittorie fin qui raccolte in campionato ben tre sono arrivate in trasferta per la Juvecaserta. Proprio nell’immediato post-partita del PalaDelMauro, coach Dell’Agnello ha evidenziato di come “on the road” la sua squadra riesca ad esprimersi molto meglio rispetto a quando invece gioca difronte al proprio pubblico. La tifoseria bianconera, si sa, ha un palato finissimo e mette tanta pressione addosso ai propri beniamini. Ed anche se il PalaMaggiò è considerato uno dei campi più caldi da espugnare in Italia, questo può trasformarsi in un’arma a doppio taglio. Adesso però, contro Brindisi, c’è bisogno che questa tendenza venga invertita, che dagli spalti arrivino soltanto applausi e cori d’incitamento piuttosto che fischi e mugugni ai primi errori. Oltretutto perché ormai non c’è nemmeno più quel nemico interno dal nome Valerio e dal cognome Amoroso.

MERCATO. E questa è praticamente un’assist per affrontare un altro argomento piuttosto rovente per il front office casertano. Con la seconda rescissione di Amoroso (anche se la prima per le formalità burocratiche) il roster ha la necessità di un lungo che permetta di allungare le rotazioni, in cui al momento si contano solo Hunt, Jones e l’adattato Gaddefors, con Ingrosso che praticamente serve soltanto per fare numero. È brutto dirlo ma è la pura verità. Non solo un lungo, ma ci sarebbe bisogno anche di un esterno, possibilmente tiratore, che possa alternarsi con Cinciarini. Ma il problema è la formula, perché la Juvecaserta non ha intenzione di passare al 3+4+5 per non pagare i 40 mila euro di luxury tax, ma preferisce retribuire un giocatore come Adegboye (il cui stipendio non è a nostra conoscenza) per farlo accomodare in tribuna. Insomma, qualche incongruenza c’è, ed è evidente. Ed è dovuto soprattutto alla mancanza di programmazione da parte della società di Pezza delle Noci che è bene ricordare, lo scorso 22 dicembre ha provveduto alla ricapitalizzazione, ovvero alla copertura delle perdite pregresse e contemporaneamente alla ricostituzione del capitale sociale. All’assemblea dei soci vi hanno preso parte il patron bianconero Raffaele Iavazzi, il presidente in carica nonché amministratore Nicola Cecere, ed il revisore dei conti Ernesto Tumino. Assente, come preventivabile e soprattutto già annunciato dallo stesso, l’azionista di minoranza Carlo Barbagallo che detiene ancora il 10% delle quote societarie. Restando in tema mercato, però, si sonda quasi unicamente ciò che offre il “discount italiano” dove ragionevolmente si può pescare ben poco. Di certo con Brindisi si vedrà la stessa formazione che ha compiuto l’impresa di Avellino.

L’AVVERSARIA. E allora concludiamo con il presentare la prossima avversaria, quella Brindisi allenata da Piero Bucchi che negli ultimi anni ha sempre occupato posizioni medio-alte, rivelandosi in corso d’opera anche una lieta sorpresa. Il team pugliese parla poco italiano, avendo appunto sette stranieri come le guardie Banks, Reynolds ed Harris, le ali Scott, Milosevic e Kadji, ed il pivot Gagic. Il play Cournooh ed il lungo Zerini si sono ritagliati un importante minutaggio, e tra le fila dei biancoblu c’è pure l’ex di turno che risponde al nome e cognome di Domenico Marzaioli, che ha sfruttato con decisione l’occasione presentatagli alcune settimane fa quando Reynolds si è fermato ai box. Brindisi è comunque squadra ostica da affrontare e complicata da decifrare. Un passaggio a vuoto può vedere scappare via i pugliesi, ma se sono in giornata “no”, allora state ben certi che Caserta non solo può vincere, ma può anche convincere.

giovedì 29 ottobre 2015

Marzaioli, due punti per lui in Eurocup

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/10/2015

EUROCUP. Due punti per lui
Marzaioli va ko

CASERTA. Nella schiacciante sconfitta per 103-76 rimediata dall’Enel Brindisi in Eurocup, nella trasferta sul proibitivo parquet di Gran Canaria, il playmaker maddalonese doc Domenico Marzaioli ha realizzato due punti nello spazio che gli ha ritagliato il coach Piero Bucchi.
Utilizzato con il contagocce fin qui in campionato, al prodotto dell’Artus Maddaloni ed ex atleta della Juvecaserta è stata affidata la cabina di regia soprattutto nel terzo quarto dell’incontro, quando purtroppo la formazione spagnola già nettamente padrona della sfida ha scavato il decisivo solco che ha portato ad asfaltare i brindisini.
Adesso l’Enel dovrà recuperare le forze e prepararsi al prossimo impegno di campionato che la vedrà scendere sul parquet della Pallacanestro Cantù, in cui l’assenza per infortunio di Scottie Reynolds che è quotidianamente monitorato dallo staff tecnico pugliese dovrebbe consentire a Marzaioli di usufruire ancora di un buon minutaggio.
Oltretutto per l’atleta maddalonese doc il PalaPianella è un campo sul quale ha già raccolto momenti memorabili della sua carriera, avendo deciso con un tiro allo scadere l’incontro di un paio di stagioni fa tra la Juvecaserta all’epoca allenata proprio dal tecnico brianzolo Pino Sacripanti. Chissà che l’assenza di Reynolds non possa essere bene augurante in questo senso.
GIBO

sabato 25 ottobre 2014

LEGA A: Il menù del terzo turno

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 26/10/2014

LEGA A. Alcune “portate” sono succulenti 
Il menù del terzo turno

CASERTA. Il menù del terzo weekend stagionale del massimo campionato italiano presenta dei piatti che neppure il miglior chef del mondo avrebbe potuto preparare per lo stesso “pasto”, permetteteci la metafora.
Ebbene, nella serata di ieri è andato in scena l’antipasto, servito in quel del PalaWhirlpool di Masnago, dove la sorprendente Pallacanestro Varese del mitico Gianmarco Pozzecco ha ospitato Reggio Emilia, roster importante ma di certo non fortunato in questo inizio di stagione. Obiettivi diversi, in questo preciso momento, visto che i varesini vogliono conmtinuare a cavalcare l’onda emozionale rimanendo in vetta, mentre gli emiliani sono chiamati al pronto riscatto dopo il primo stop interno contro la non irresistibile Cremona.
Ci sarà un’ampia scelta per il primo piatto, che dipenderà naturalmente dai “gusti” degli appassionati. L’attenzione però, non potrà che essere tutta per la portata del Forum di Assago, che rispetto a tutti gli altri arriverà un po’ in ritardo (palla a due alle ore 20:30) e che vedrà l’Olimpia Milano contrapposta alla Reyer Venezia. In palio la possibilità di continuare la propria striscia vincente, con Alessandro Gentile e compagni che vogliono dimenticare il più infretta possibile la debacle in Eurolega, mentre gli uomini di coach Charlie Recalcati vogliono, dal loro canto, continuare questo felice cammino.
Non mancherà nemmeno il “monday night” con i fiocchi, e quindi anche in questo il nostro chef ha preparato una vera prelibatezza come dolce. Al PalaSerradimigni si affronteranno Dinamo Sassari e Basket Brindisi, due autentici squadroni che, per gioco forza, una delle due dovrà lasciare il passo alla diretta avversaria, così da abbandonare forse soltanto momentaneamente la testa della classifica che fin qui si sono meritate entrambe. Stiamo parlando delle due formazioni che più di tutte le altre, esclusa solo Reggio Emilia ma al gran completo, potranno contendere lo scudetto ai favoriti e campioni in carica di Milano.
Giovanni Bocciero

lunedì 22 settembre 2014

Juvecaserta, buon rodaggio al torneo di Brindisi

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 22/09/2014

PRESEASON. Per gli uomini di Molin un ulteriore passo verso la miglior forma
Juvecaserta, buon rodaggio al torneo di Brindisi 

Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ritorna dal “Memorial Pentassuglia” sicuramente con più benzina nelle gambe. I carichi di lavoro si fanno certamente ancora sentire, ma dal punto di vista dell’amalgama e del gioco ci sono stati dei passi avanti.
Le prestazioni delle partite in preseason, come la storia insegna, lasciano il tempo che trovano. E dunque è bene specificare che la netta sconfitta contro la Dinamo Sassari dell’ex Jeff Brooks, così come l’affermazione schiacciante contro gli israeliani del Bnei Herzliya, non devono influenzare più di tanto.
FOTO BUCO
Contro i sassaresi la truppa di coach Lele Molin è stata praticamente demolita, surclassata per l’intera durata del match da una formazione che seppur rimaneggiata è stata costruita per vincere in campo nazionale e forse anche continentale. Lo si sapeva che contro i sardi sarebbe stata difficile, e dunque nessun dramma., anche se forse una Juvecaserta più intraprendente, che giocasse con quello stimolo di chi non ha nulla da perdere, non è stata vista. Ed è stato un peccato. Persa la semifinale, i bianconeri se la sono vista con il Bnei Herzliya, formazione che nella due giorni brindisina ha giocato con una tale superficialità da far impallidire qualsiasi allenatore. O almeno questa è stata la nostra impressione. Anche e soprattutto per questo, la larga vittoria di Sam Young e compagni deve essere presa maggiormente con le pinze, anche di più della sconfitta contro Sassari. La partita è stata quasi esclusivamente ad unico, verso i casertani naturalmente, anche se a tratti si è assistiti ad un match pieno di errori e, se ce lo permettete, noioso. Comunque, il risultato finale è senz’altro un’iniezione di fiducia ottima.
Per parlare dei singoli, invece, Young si è dimostrato ancora una volta leader e trascinatore, così come si è visto un Richard Howell decisamente più in palla, ed un Frank Gaines che può davvero essere il giocatore che non t’aspetti. Forse l’unica critica che può essere fatta a Molin, è in merito all’utilizzo di Luigi Sergio. Contro la difesa a zona israeliana il maddalonese doc è stato utilizzato nel ruolo di “4”, posizione che può ricoprire per una variante tattica, ma in quel caso per quelle che sono le sue caratteristiche di tiratore, doveva stare sull’arco a ricevere i passaggi smistati piuttosto che in lunetta a servire lui i compagni.

venerdì 19 settembre 2014

A Brindisi test probante per la Juvecaserta

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 19/09/2014

PENTASSUGLIA. Il memorial brindisino vedrà i bianconeri opposti a Sassari in semifinale
A Brindisi test probante per la Juvecaserta

Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta questa sera sarà di scena al PalaPentassuglia di Brindisi per il quarto memorial intitolato allo storico giocatore ed allenatore brindisino Elio Pentassuglia. La kermesse organizzata dalla New Basket è ormai diventata un cult della preseason per la massima serie italiana, che ad ogni edizione sta assumendo sempre maggiore importanza nazionale, e da quest’anno anche continentale vista la partecipazione per la prima volta di una compagine straniera.
FOTO BUCO
Per la Juvecaserta, il Memorial Pentassuglia è una tappa ormai consueta della propria preparazione da ben tre stagioni a questa parte, anche se i risultati sono stati quasi sempre negativi, non solo per il punteggio ma anche per la prestazione in sé. Alla loro prima apparizione nella manifestazione brindisina, i bianconeri furono praticamente asfaltati dai padroni di casa con il netto risultato di 97 a 53. Stiamo parlando dell’ultima Juvecaserta di coach Pino Sacripanti, con l’americano Eric Chatfield che risultò il miglior marcatore con 11 punti. L’avventura della guardia all’ombra della Reggia durò poco, visto che dopo appena sei gare se ne andò.
L’anno scorso, invece, la truppa di coach Lele Molin si è fatta valere, anche se i risultati l’hanno vista sempre sconfitta. Nella prima edizione sotto forma di quadrangolare, la Juvecaserta fu battuta in semifinale ancora una volta dai padroni di casa, con il punteggio di 71 a 62, con Chris Roberts autore di 14 punti e Carleton Scott di 11. Brindisi poi, si è aggiudicata per la terza volta in altrettante edizioni il trofeo, avendo la meglio in finale della Dinamo Sassari (77-70). I bianconeri, invece, persero la gara per il terzo posto contro l’Olimpia Milano, con il punteggio di 83 a 76.
Il programma della kermesse che scatterà quest’oggi, vedrà alle 19:15 la palla a due tra Juvecaserta e Sassari, mentre alle 21:15 ci sarà quella tra Brindisi e gli israeliani del Bnei Herzeliya. Domani, agli stessi orari, ci sarà prima la partita valida per la finale 3°-4° posto, e poi quella per il 1°-2° posto.