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sabato 6 settembre 2025

Eurobasket - Pagellone Italia: dal 6 del ‘Gallo’ al 9 di Niang

Lo avevamo scritto già in sede di presentazione dell'Eurobasket 2025, che l'Italia partiva per provare ad inserirsi tra Grecia e Spagna in un girone C al quanto ostico con Bosnia & Erzegovina e Georgia a dare fastidio, e con la sola esclusione della Cenerentola Cipro che di fatto si è dimostrata squadra cuscinetto. E a conto fatti, la nazionale è riuscita nella sua missione lasciando strada soltanto agli ellenici nel match d'esordio.

Gli azzurri del ct Pozzecco si sono dimostrati solidi, uniti, facendo della difesa la propria arma principale più che dell'attacco (79.2 punti di media, 15esima nazionale), visto che le percentuali non hanno esattamente brillato: 41.6% dal campo (19esima), 32.2% da 3 (13esima), con Francia (31.2%) e Lituania (26%) che tra le big hanno fatto addirittura peggio. Eppure, la costruzione e la scelta dei tiri è stata più che discreta, segno di un gioco proattivo. Quindi, dopo questa prima fase l'Italia si merita un bel 8 in pagella.

Nell'immagine l'Italbasket, foto Fiba

Gallinari 6: Il veterano al suo ultimo ballo in azzurro, sta ricevendo meno spazio di quanto si sarebbe immaginato chiunque. La mano è sempre quella, morbida, ma il fisico evidentemente dimostra gli anni che ha. Forse anche per questo il suo impiego potrebbe rivelarsi più decisivo nel prossimo match contro la Slovenia, sperando che non sia l'ultimo.

Melli 7: Il capitano sta lasciando la sua impronta a sprazzi, molto più in difesa che in attacco. In tutta la sua carriera non ha mai particolarmente brillato per degli exploit balistici, eppure nel primo quarto contro la Grecia ha sorretto da solo la fase offensiva italiana. Messo anche in naftalina, il suo apporto sarà imprescindibile.

Fontecchio 7,5: Il bomber ha mostrato tutto il suo repertorio nella partita contro la Bosnia, riscrivendo il record azzurro da 39 punti ad un Eurobasket. Soltanto per questo si è meritato almeno mezzo voto in più in pagella. Le sue percentuali, come quelle di tutta la squadra però, continuano ad essere ondivaghe. Ma per fortuna sa dare il suo apporto anche nelle piccole cose.

Thompson 7: Il naturalizzato d'emergenza, aggregato in corsa in un gruppo totalmente nuovo per lui, non aveva convivo granché all'inizio. Poi c'è da dire che pian piano è riuscito a calarsi nel ruolo. Si sapeva di non avere tra le mani un realizzatore di razza, e seppur in difesa lascia un po' a desiderare è stato capace di riscattarsi con delle autentiche invenzioni in attacco.

Ricci 7,5: Il gregario silenzioso che ognuno vorrebbe sempre avere nella propria squadra. Non a caso sia per il suo apporto concreto, tanto in difesa quanto in attacco, che per l'utilità tattica, a lui non si rinuncia mai.

Spagnolo 6: Il suo Europeo non ha fin qui rispecchiato a pieno tutte le ottime sensazioni nella fase di preparazione. Il quintetto è più che meritato, ma non sta riuscendo ad essere così efficace quanto ci si aspettava.

Procida 6: Il panchinaro d'eccezione, ma avercene dei dodicesimi come lui. E questo definisce la profondità del roster italiano. Non a caso, buttato nella mischia per l'esordio assoluto nella competizione contro la Spagna, ha cacciato dal cilindro una tripla di un peso specifico incalcolabile.

Niang 9: Il nuovo che avanza a grandi falcate. L'azzurro emergente che sta disputando un torneo da stella assoluta. Su di lui si sono spesi decine e decine di aggettivi, ma la voglia e l'energia che porta quando subentra sono imparagonabili. Impatto devastante il suo, da solo è riuscito ad invertire l'inerzia delle partite.

Spissu 6,5: Il play ha saputo reinventarsi, accettando il ruolo di riserva e provando a spaccare le gare come sa fare meglio: a suon di tiri pesanti. Ecco, esattamente come l'andazzo di squadra, anche il suo tiro è entrato soltanto a folate.

Diouf 8: Il centro che mancava da tempo all'Italia? Certamente è la cosa che maggiormente ci si avvicina oggi. Lo ha dimostrato battagliando con i lunghi avversari, sbagliando ma mai subendo. Pulito, concentrato, determinato, la squadra ha fiducia in lui e quando è stato necessario lo ha cercato e cavalcato in post senza esitare.

Akele 6: Il suo è stato un apporto minimo, anche perché nella posizione in cui gioca c'è un discreto traffico e il minutaggio è quello. Eppure quando ha messo piede in campo non si può dire che lo abbia fatto tanto per. Qualche rimbalzo, un paio di canestri, se ci sarà bisogno, lui c'è.

Pajola 7: Il regista a cui è stata affidata la nazionale. Compito che sta svolgendo al meglio e con dedizione. I suoi errori sono spesso dettati dalla troppa foga, ma è la stessa che gli permette di incidere come nessun altro in difesa.

All. Pozzecco 7,5: Il ct è sempre sotto la lente d'ingrandimento per ogni suo comportamento. Ma se l'Italia ha questo gruppo il merito è in gran parte, se non tutto, suo. Non ha esitato a lanciare Niang, e sta gestendo piuttosto bene le rotazioni mettendo l'aspetto tattico ed il merito al primo posto.

 

Giovanni Bocciero

sabato 10 giugno 2023

Finale scudetto gara 1: Napier immarcabile

Finale scudetto gara 1: Napier immarcabile

Teodosic incanta, Messina vince a scacchi con Scariolo

di Giovanni Bocciero

Gara 1 della finale scudetto va all'Olimpia Milano, che vince 92-82 imponendosi nel secondo tempo. Dopo un inizio lanciato, con una difesa più aggressiva, la Virtus Bologna non è riuscita a ribaltare l'inerzia sopperendo alle contromosse prese dopo l'intervallo dalle 'scarpette rosse'. E' stata comunque una bellissima partita, giocata al massimo da entrambe le compagini. Sono più i meriti dei vincitori che i demeriti dei vinti, e la differenza l'hanno fatta i piccoli dettagli e gli accorgimenti tattici in corso d'opera.

OLIMPIA MILANO

Napier 9: Bologna cerca subito di attaccarlo e di portarlo sotto canestro, e gioca immediatamente con troppi falli sul groppone. Ma il talento offensivo è cristallino, segna una tripla più pazzesca dell'altra e fa nulla se in difesa paga lo scotto. Ne vale assolutamente la pena.

Hall 8,5: Dottor Devon e mister Hall. Primo tempo nel quale sembra quasi intimorito, perché nonostante le assist colpisce il fatto che rinuncia a tiri aperti. Ma nel secondo tempo è il trascinatore dell'EA7, giocando a livello Mvp, facendo ammattire la difesa ospite.

Shields 7,5: Inizio di gara complicato, perché s'intestardisce nel penetrare e perde una serie di palloni. Poi finalmente prende le misure ai difensori, attacca più sotto controllo e fa male dalla sua mattonella.

Datome 7: Nell'inizio difficile di Milano si carica la squadra sulle spalle segnando tre canestri dal coefficiente di difficoltà alto. Ma fa anche una giocata difensiva da veterano, prendendosi uno sfondamento d'astuzia.

Hines 7: Come spesso gli capita i numeri non dicono tutto della sua partita. Sempre attento e concentrato, si vede scippare qualche rimbalzo, ma in difesa è una presenza continua.

Melli 7: L'avvio complesso è dovuto anche ad alcuni suoi possessi gestiti con un po' troppa superficialità. Poi però sale di colpi, torna a riempire l'area non concedendo facili appoggi agli avversari mentre in attacco si fa trovare pronto.

Baron 6,5: Poco appariscente, si mette a disposizione della squadra e indica la strada da seguire, alternando ad inizio ripresa i tiri dalla distanza alle penetrazioni.

Voigtmann 6,5: Non viene messo nelle condizioni di colpire, ma anche lui nel secondo tempo riesce a dare il suo fondamentale apporto offensivo.

Ricci 5,5: Una palla quasi persa nel primo tempo, un fallo evitabile su Belinelli nel secondo. Non il modo giusto per incidere a questo livello.

Tonut n.g.

Baldasso n.g.

Biligha n.g.

Messina 7,5: Rivolta la partita nella ripresa, quando evidentemente chiede ai suoi giocatori di attaccare con maggiore convinzione il ferro. La difesa sale di livello ma non riesce a lanciare il contropiede. Poi decide di cavalcare la coppia Napier-Hall che gli regala gara 1.

VIRTUS BOLOGNA

Teodosic 8: Primo tempo mozzafiato, spinge le 'vu nere' all'allungo incidendo più da realizzatore che da assistman. Anche se un paio di regali ai compagni li serve eccome. Cala nel finale.

Belinelli 7,5: Esperienza al servizio della squadra, con canestri pesanti e lucrando viaggi in lunetta. Peccato la difesa, perché nel secondo tempo specialmente viene puntato con assiduità dagli avversari.

Hackett 7: Una partita di grande sacrificio. S'incolla ad inizio partita su Napier lasciandogli poco spazio di manovra e attaccandolo appena può. Non segna ma crea tanto per i compagni.

Shengelia 7: Servito spesso lontano da canestro, il tiro non lo premia ma appena può mette palla a terra e attacca il ferro. Lotta tanto sotto canestro uscendo quasi sempre vincitore, e cerca di farsi trovare pronto a correre in contropiede.

Cordinier 6,5: Inizio molto positivo, molto aggressivo, e si vede quando forza il blocco di Baron. Recupera palla a s'invola a schiacciare in campo aperto. Poi però scompare, incidendo sempre meno sulla partita.

Ojeleye 6,5: Quasi non lo si nota. Poi da gran campione caccia dal cilindro due triple preziose che permettono alla Virtus di rimanere in scia.

Mickey 6: Primo attacco, sfrutta il mismatch. Potrebbe essere l'ago della bilancia, ma praticamente si limita al lavoro sporco. Peccato perché poteva lasciare il segno.

Pajola 5,5: Tanta volontà, poca efficacia. Il peggiore dell'intera gara per plus/minus con -20.

Abass 5,5: Un giocatore che arrivava in gran spolvero. Ma il livello qui è alto, e lui forse deve ancora trovare il ritmo giusto.

Jaiteh 5: Tanti errori di lettura, spesso è apparso superficiale, e in queste gare non te lo puoi permettere.

Mannion n.g.

Camara n.g.

Scariolo 6,5: Prepara bene la gara puntando tutto sull'attaccare Napier vicino al canestro. La difesa è aggressiva, ma poi concede troppo in penetrazione e non riesce a trovare un modo per arginare l'attacco avversario. Cambia la difesa a zona dopo due azioni con due canestri presi in faccia.

domenica 8 maggio 2016

PAGELLE. Tiriamo le somme alla stagione della Juvecaserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/05/2016

LEGA A. Il lavoro di coach Dell’Agnello è senz’altro da lodare per impegno e carattere
Tiriamo le somme alla stagione della Juvecaserta

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ha raggiunto la salvezza dopo una stagione che dire travagliata è forse anche troppo semplice. Giocare con delle rotazioni composte da sette giocatori, nel basket moderno, non è facile mai e poi mai, figuriamoci doverlo fare in Serie A. Da questo punto di vista i giocatori bianconeri e specialmente coach Dell’Agnello hanno fatto un vero e proprio miracolo, aiutati sicuramente dall’ottimo inizio che aveva tirato in quel momento la squadra dalla zona calda della classifica. Poi gli infortuni, le assenze, la sfortuna l’hanno fatta decisamente da padrone e allora si è dovuto gettare il cuore oltre l’ostacolo nella partita da ultima spiaggia contro Trento. Con le spalle al muro non è mancato l’apporto dei soliti noti, dalla classe operaia rappresentata da Giuri al solido Hunt nel pitturato. Siva è tornato a brillare così come Cinciarini, mentre Jones e Johnson si sono sacrificati tantissimo. Tracciamo così il bilancio finale per ogni singolo giocatore, a cui il popolo bianconero non potrà che dirgli grazie per essere riusciti a conservare la massima categoria in Terra di Lavoro nonostante le tante difficoltà che stavano per rovinare una stagione iniziata più che bene e che stava finendo invece con il tragico dramma sportivo.

LA FORMAZIONE BIANCONERA (FOTO ELVIO IODICE)
DOWNS 6,5: Per lui molti up ed altrettanti down. Partito di ricorsa per l'infortunio sembrava un pesce fuor d'acqua, poi ha avuto una crescita esponenziale tanto da risultare uno degli stranieri migliori dell’intero campionato. Nell'ultima striscia negativa della squadra lui ci ha sguazzato dentro, facendosi prendere dal nervosismo.

SIVA 7: Il colpo di mercato dell’estate aveva già fatto innamorare tutti in preseason. L'infortunio lo ha trattenuto ma dopo il rodaggio si è dimostrato un giocatore di grandissima qualità. Anche lui ha sofferto nel momento negativo della squadra, con tante forzature,  sino a prendersi la scena nel match decisivo contro Trento.

HUNT 8: Ha fatto un campionato di grande spessore, giocando sempre al massimo e in qualche caso anche con acciacco fisico al seguito. Un vero e proprio uomo d'area pitturata nonostante sia un undersize per il ruolo. Ha collezionato doppie doppie con la pala annichilendo tutti i pari ruolo e diventando un beniamino dei tifosi.

CINCIARINI 6,5: A lui si chiedeva di aprire le difese avversarie con il tiro da tre, che purtroppo è stato spesso e volentieri ballerino. Bloccato anche lui da diversi fastidi muscolari, ha cercato di fare il massimo stringendo i denti. Nella gara della salvezza ha sfoderato tutto il proprio repertorio balistico diventando il protagonista.

JONES 6: Forse il giocatore a cui coach Dell'Agnello ha chiesto i maggiori sacrifici, sia tecnici che tattici. A tratti la sua esperienza è servita come il pane alla Juvecaserta, ma purtroppo non è riuscito a dare il massimo. Ha avuto dei sussulti pazzeschi nel rush finale, che però non stavano cambiando il destino.

GADDEFORS 8: Arrivato come un surplus, per strada è diventato indispensabile per la squadra facendo ricredere molti scettici su di lui. Generoso in difesa e molto altruista in attacco, rappresentava un punto d'equilibrio talmente importante che il suo infortunio ha scombussolato tutti i piani tattici, dimostrando tutto il suo valore.

GHIACCI 6,5: Un grande capitano si vede dai gesti fuori dal campo, e lui è sempre stato un esempio di attaccamento alla maglia. Falcidiato dagli infortuni sin dalla preparazione estiva, c’ha messo grande impegno quando l’allenatore ha puntato su di lui ergendosi a combattente unico. Purtroppo poi ha dovuto alzare bandiera bianca.

GIURI 7: Una nota positiva della stagione bianconera anche se non è riuscito a fare mai quel salto di qualità che, in determinati fasi del campionato, poteva compiere. Sempre grintoso e combattivo, ha dato il massimo ogni qualvolta è stato chiamato in causa facendosi trovare pronto. L'eroe con Trento grazie a quei liberi.

JOHNSON 7: E dopo tanto tuonare finalmente piovve. Erano ormai diversi anni che si parlava di un suo approdo alla Juvecaserta, ed alla fine c’è venuto per pura necessità dimostrandosi disponibile sin da subito. Nonostante gli acciacchi ha portato verticalità in un reparto un po’ carente, giganteggiando nell’ultima partita.

INGROSSO 5,5: Praticamente un senior trattato da under. Coach Dell’Agnello c’ha provato a concedergli la giusta fiducia ma purtroppo pur con tanto impegno non è mai riuscito a far vedere qualche spunto interessante sul parquet. Forse in una situazione di classifica migliore si sarebbe potuto puntare di più su di lui dandogli ulteriori minuti.

SLOKAR 5,5: Arrivare in corso d'opera non è mai facile, ma lui con la grande intelligenza tattica si è messo al servizio dei compagni. Si è dovuto sacrificare diverse volte a giocare da quattro, cosa che per le sue caratteristiche di gioco non era assolutamente facile, perché piuttosto macchinoso. Ha provato a farsi valere in campo.

DELL'AGNELLO 9: Un plauso per l’obiettivo raggiunto, ma soprattutto per il come. Giocare l’ultima parte di campionato con le rotazioni ridotte all’osso è stato un incubo. Eppure lui non ha perso mai la calma - o almeno lo ha saputo nascondere bene - pensando soltanto a lavorare in palestra e a scendere in campo per vincere.

domenica 17 aprile 2016

Juvecaserta: Jones super, grande Hunt, Siva così così

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/04/2016

Juvecaserta: Jones super, grande Hunt, Siva così così

DOWNS 4: Parla con gli arbitri sin dalla palla a due, e questo praticamente lo fa innervosire senza mai entrare veramente in partita. Il suo apporto è mancato drasticamente.
SIVA 5,5: Da osservatori esterni segnamo sul suo taccuino tante cose buone ma altrettante brutte. Troppe palle perse, troppo istintivo e troppo poco razionale così da sprecare diverse occasioni, tante giocate da applausi che non sempre i compagni sfruttano. 
DARIO HUNT CHE SCHIACCIA (FOTO ELVIO IODICE)
HUNT 8: Un voto che evidentemente va estrapolato dalla situazione della squadra. 17 punti e 21 rimbalzi non si fanno tutti i giorni. La sua gara tende a crescere soprattutto nel secondo tempo, dopo un inizio ballerino. Il solito grande lottatore, difensore perfetto, che mostra il fianco dalla lunetta. E se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, sbaglia da sotto due appoggi facili proprio nel rush finale.
CINCIARINI 5: Se non lo si vede in attacco significa che i conti non tornano. Tira male, anche se c’è da dire che forse è l’unico che prova ad uscire dagli schemi e prendere qualche vantaggio che non sempre lo premiano.
JONES 7,5: Il miglior giocatore bianconero sotto tanti punti di vista. Si sacrifica in difesa, si rende efficace in attacco, si traveste a tratti da autentico trascinatore della squadra. Continua il suo ottimo stato di forma dopo la prestazione, anche in quel caso inutile, contro Reggio Emilia. Peccato che abbia deciso di iniziare a giocare così bene solo in questo finale di stagione. 
GIURI 6,5: Approccio positivo sin da quando viene chiamato in causa. Addirittura viene preferito a Siva in cabina nel primo tempo. Nel secondo si vede sputare dal ferro due triple importanti. Sempre grintoso.
SLOKAR 5: Quando impiegato si vede poco, anche se per il livello cestistico fa un po’ di cose interessanti.
DELL’AGNELLO 6: Fa quel che può, indica di cambiare sui blocchi e le varie scelte di quintetto sono le migliori che può adottare. Non gli riesce la zampata vincente nel finale.
Giovanni Bocciero

domenica 6 marzo 2016

LE PAGELLE. La Juvecaserta è proprio brutta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/03/2016

LE PAGELLE. Ghiacci è un esempio, Hunt un lottatore
La Juvecaserta è proprio brutta

DOWNS 5,5: E’ senz’altro l’uomo che maggiormente prova a prendersi delle responsabilità extra. Sue alcune scorribande che fanno bene a Caserta, per il resto però poco o nulla da poter salvare. 
SIVA 5,5: Partita brutta la sua, eppure è il migliore per valutazione; crea poco per gli altri sembrando egoista, e chiude con 8 assist; la matematica non è un’opinione, ma qui qualcosa non torna. 
HUNT 6: Il solito lottatore in vernice che sgomita e raccoglie rimbalzi, con una certa efficacia anche in attacco. Kirk lo porta spesso lontano dal canestro, e con il raggio d’azione che si estende sembra diventare più vulnerabile.
L'ABBRACCIO TRA ESPOSITO E DELL'AGNELLO (FOTO IODICE)
CINCIARINI 4,5: Piuttosto nervoso, appena entra si becca subito il fallo tecnico per proteste. Poco incisivo e utile alla squadra nei momenti di difficoltà.
JONES 4,5: Le statistiche varrebbero la sufficienza, l’atteggiamento in campo assolutamente no. Quali impalpabile, eppure la sua esperienza dovrebbe poter fare la differenza per il team bianconero.
GHIACCI 6,5: Lo si vede solo nel primo tempo, e non si può di certo esser scontenti del suo apporto. Commette qualche sbavatura difensiva, cosa rara per lui, ma ci mette sempre tanta voglia.
GIURI 5: Alla fine la sua prestazione non è ne buona ne pessima, continua a vivere in una sorta di limbo. Gli manca il salto di qualità che ci si aspetta da inizio anno.
SLOKAR 5: Buttato nella mischia prova a calarsi subito nel nuovo ambiente. Fa delle cose di una astuzia unica, ma sbaglia dei piazzati aperti che sarebbero serviti come il pane.
DELL’AGNELLO 4,5: La squadra, che appare disunita, gioca una partita brutta, fatta di una difesa che si accoppiata male e di un attacco che vive soltanto di guizzi personali. Sono poche le contromisure che prende contro una Pistoia che cresce notevolmente nella ripresa. Soltanto i tanti tiri liberi consentono di tenere botta e restrare anche in vantaggio nel primo tempo.
Giovanni Bocciero

domenica 17 gennaio 2016

Juvecaserta: Siva illumina, Metreveli bene all’esordio

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/01/2016

LE PAGELLE
Juvecaserta: Siva illumina, Metreveli bene all’esordio

DOWNS 5,5: Non è quello ammirato nel mese di dicembre, e dopo un primo tempo in cui a sprazzi è geniale, nella ripresa si eclissa e solo la schiacciata in campo aperto fa ricordare di lui.
SIVA 7: costruisce per se e per gli altri, serve dei cioccolatini ai compagni, a tratti illuminante, è il trascinatore dell’ultima rimonta, ma sbaglia qualche tiro piuttosto aperto e in difesa davvero non può nulla contro la balistica incredibile di un Wayns in giornata che segna pure con la mano in faccia.
HUNT 5: purtroppo il vero assente di questa gara, sotto le sue classiche medie statistiche, si innervosisce troppo presto e non riesce a portare il solito mattoncino.
CINCIARINI s.v.: il grande assente materiale di questa sfida, bloccato dalla schiena, sarebbe servito per aprire la scatola difensiva costruita da Varese. 
JONES 5: troppo poco nei 32’ in cui gioca, dall’alto della sua esperienza ci si aspetterebbe quella freddezza con cui regalò il successo all’andata, ma purtroppo si aspetta invano per tutto il match.
GADDEFORS 5,5: partita sottotono anche per lui, impreciso, poco utile, prova a sbattersi in difesa ma anche in ciò alla fine non riesce ad essere incisivo come al solito.
GHIACCI s.v.: pochi minuti a cavallo tra primo e secondo quarto in cui non riesce ad essere di alcuna utilità per la squadra.
GIURI 6: segna due bombe importanti, francobolla Wayns che comunque non si fa intimidire più di tanto, e non commette alcuna forzatura, la classica partita da normale amministrazione.
METREVELI 6,5: gettato nella mischia si rende subito protagonista con un tap-in, capitalizza i cioccolatini di Siva e lotta duro arpionando rimbalzi.
DELL’AGNELLO 5,5: rotazioni ancora ridotte per via di Cinciarini, s’infuria per lo scarso approccio, non riesce a trovare una soluzione per far aprire Varese, prova a mischiare le carte in difesa ma lascia il ritmo del gioco nelle mani degli avversari.
Giovanni Bocciero

domenica 31 maggio 2015

PAGELLE. Diamo i voti alla stagione della Juvecaserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 01/06/2015

PAGELLE. Un anno travagliato con tanti cambiamenti fino all’ultima illusione
Diamo i voti alla stagione della Juvecaserta

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Una stagione nefasta per la Juvecaserta si è chiusa. Si chiusa con una maggior amarezza visto che per poco non si stava realizzando il sogno salvezza che avrebbe permesso ai bianconero di concludere una incredibile rincorsa. Partire da quel negativo record di 0-14, con continui cambi sia del roster che per quanto riguarda gli allenatori, non ha certamente aiutato a trovare quella giusta alchimia di squadra che in realtà sembra non esserci mai stata neppure in occasione di quella preseason condita da vittorie fragorose contro avversari comunque di un certo livello.
FOTO CAROZZA
Tutto fumo e niente arrosto in pratica, con giocatori etichettati come “pippe”, allenatori giudicati non all’altezza della situazione facendo tra l’altro cambiare fisionomia e ritmi alla squadra in base a quella che era la propria filosofia di gioco. In questo completo marasma non sono neppure mancate le folate e l’insurrezione del tifo casertano, che si è ribellato anche prepotentemente alle prestazioni orrende che la squadra collezionava.
A fare da ciliegina sulla torta ci hanno pensato i due soci, che da gennaio in poi si sono lasciati andare ad un teatrino che davvero c’azzeccava poco o nulla con la pallacanestro. Un continuo botta e risposta, un volersi puntare il dito manco si stesse in periodo di campagna elettorale per dire, secondo il proprio punto di vista perché si era sbagliato completamente il lavoro. Uno spettacolo indegno, appunto, che ha per svariato tempo fatto diventare Caserta e la Juvecaserta la barzelletta d’Italia.
Quasi in concomitanza con l’inizio di questa diatriba in seno alla società, sul campo qualcosa stava cambiando. Fatta una quasi epurazione, i bianconeri hanno trovato un loro equilibrio sul parquet. In men che non si dica è arrivata la prima vittoria, quella che ha permesso di gettarsi il recente passato alle spalle. E proprio perché l’appetito vien mangiando, sono stati infilati un sarie di successi che hanno riacceso l’entusiasmo dell’intera piazza che di colpo ha creduto che in fin dei conti la possibilità di salvarsi ci fosse. Un periodo non ottimale, con qualche sconfitta di troppo sia in casa che fuori casa ha rigettato nello sconforto squadra, città e società, che vedevano allontanarsi nuovamente quell’obiettivo minimo stagionale dopo che agli albori dell’anno agonistico si sperava e si credeva che si sarebbe potuto fare qualcosa di davvero incredibile, un po’ sulla falsariga dell’ottimo campionato disputato appena l’anno prima e con i playoff, questa volta, decisamente alla portata.
Il finale ha regalato una nuova insperata emozione. Con un filotto inaspettato di vittorie la Juvecaserta ha riaperto la corsa salvezza fino a quello scherzo del destino: lo spareggio di Pesaro. Partita secca e decisiva per la permanenza in Serie A, dove purtroppo i casertani non sono stati trovati all’altezza.

Marco Mordente 5: Per il capitano bianconero è stata una stagione davvero molto complicata. Più volte finito nell’occhio del ciclone, non è riuscito tranne in pochissime occasioni a far tramutare la sua grande voglia in prestazioni buone. Si contano davvero sulle dita di una mano le gare in cui è stato efficace per il risultato finale. Peccato.
Henry Domercant 6: L’ultimo innesto della squadra e forse quello a cui tutti i bianconeri si sono aggrappati per il rush finale. Appena arrivato ha dovuto trovare la miglior forma, poi è stato bloccato dall’infortunio e le critiche non si sono risparmiate. La classe comunque non è acqua, e lui l’ha dimostrato anche se non è servito.
Michele Vitali 5,5: Sarebbe dovuta essere la stagione della consacrazione per lui, ma purtroppo è stato tutt’altro. Ha iniziato il campionato come al solito fermo ai box. Dopo la riabilitazione è tornato e tutti pretendevano il massimo, come fosse l’ago della bilancia. A suon di prestazioni opache ha perso fiducia e non si è ripreso del tutto.
Claudio Tommasini 5: La sua stagione la si può, forse, far coincidere con l’avvento di Markovski in panchina. In quel periodo si è visto sicuramente il miglior Tommasini della stagione o addirittura del biennio casertano. Tanta energia ma forse poca qualità. Deve essere purtroppo incanalato e certamente il play non è il suo ruolo ideale.
Andrea Michelori 6: Come al solito un gladiatore che pur non stando bene fisicamente, e con l’età che avanza, butta il cuore oltre l’ostacolo. L’infortunio lo ha tenuto out per circa un mese, poi è stato utilizzato con il contagocce ma soprattutto nei momenti topici delle partite, dove la sua esperienza poteva fare la differenza. Non sempre preciso.
Michele Antonutti 7: Il giusto collante per la situazione tragica in cui versava la squadra. Giocatore bidimensionale utile tanto in attacco quanto in difesa. Energia e grinta da vendere è riuscito a fare sempre la cosa giusta al momento giusto, anche se in qualche partita non ha timbrato come al solito il cartellino. Comunque decisivo per la rincorsa.
Amedeo Tessitori 5,5: Un innesto per allungare la squadra e portare peso ad un reparto, quello lunghi, dove mancavano decisamente i centimetri. Ha avuto poco spazio e l’unica partita dove realmente ha dimostrato il suo potenziale è stata in quella di Milano. Ancora acerbo per questi palcoscenici, ma è da tenere d’occhio lo stesso.
Dejan Ivanov 8: Se c’è un giocatore a cui collegare tutto ciò di buono che è stato fatto in questa stagione, e allora questi non può che non essere lui. Prestazioni stratosferiche fatte ammirare un po’ dappertutto, uno che non si è mai dato per vinto, neppure quando aveva di fronte i pivot colored grossi e atletici. L’anima della riscossa.
Ronald Moore 6,5: Messo sulla griglia sin dall’inizio, imputandogli le sconfitte della squadra. Poi pian piano ha cercato di far vedere a sprazzi il giocatore ammirato nella passata stagione. E’ stato per tutto l’anno uno dei migliori assistman del campionato, dato da non sottovalutare. Nel finale è diventato sempre più protagonista.
Carleton Scott 6: Da lui ci si aspettava davvero tanto in questa stagione. Partito come erede designato di Brooks non ha atteso alle aspettative. Tentennante e pauroso in più di una circostanza, anche lui nelle ultime gare della stagione regolare ha fatto vedere di che pasta è fatto. Forse troppo tardi, resta il fatto che ci ha creduto fino alla fine.
Lorenzo Capuano 6: Un piccolo barlume di felicità in una stagione che ne ha regalate davvero poche. Stellina delle giovanili e aggregato in pianta stabile alla prima squadra, contro Venezia è stato gettato nella mischia ed ha realizzato i suoi primi punti della carriera, che si spera lo possa vedere per diverse volte ancora sui parquet della Serie A.
Vincenzo Esposito 7: C’è poco da fare, è stato l’anima della Juvecaserta di questa stagione. Ogni vittoria ed ogni impresa portavano il suo marchio di fabbrica, quella grinta che lo ha contraddistinto per tutta la sua carriera da giocatore. Nello spareggio di Pesaro non è riuscito a leggere tatticamente la partita, ma ha quasi centrato il miracolo sportivo.

domenica 10 maggio 2015

Juvecaserta, le pagelle: in questa gara poche sufficienze

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/05/2015

Juvecaserta, le pagelle: in questa gara poche sufficienze

MORDENTE 4,5: Alle parole non seguono i fatti per il capitano che fa davvero pochissimo, su entrambe le metà campo, riuscendo a segnare solo a cronometro fermo.
DOMERCANT 4: Nel primo tempo sparacchia da tre, nel secondo prova a penetrare ma non ha il primo passo per battere il diretto marcatore. Nullo ed annullato dalla difesa avversaria.
ANTONUTTI 4,5: Partecipa al festival delle triple nel primo quarto, poi diventa abulico. In difesa arriva sempre in ritardo sui recuperi e puntualmente è punito.
VITALI 4: Mai entrato in partita l’esterno che non ha portato il suo mattoncino per la causa salvezza.
TOMMASINI 5: Anche lui scrive una tripla, ma poi fa poco altro. In difesa prova ad essere aggressivo e forse è l’unico dei suoi.
MICHELORI 5,5: Preferito per l’esperienza si danna in campo. Lotta, cade, si rialza, ma può fare ben poco nell’intasata area avversaria.
MOORE 6,5: Gioca un primo tempo fantastico dove si traveste da realizzatore, nel secondo tempo va in difficoltà ma continua a segnare dai 6,75 anche se tante sono le sbavature. In fase di costruzione, la specialità della casa, non fa il suo solito lavoro.
TESSITORI s.v.: Il non utilizzo è riconducibile all’inesperienza.
SCOTT 5,5: L’inizio di gara dell’ala ex Notre Dame è ottimo, due triple in poco tempo. Poi commette due falli ed esce mentalmente dalla partita della quale non riescepiù a trovare il ritmo.
IVANOV 6: Soffre la fisicità e l’atletismo di Judge soprattutto nel primo quarto. Le cifre sono dalla sua parte, ma la carica agonistica non è quella consuetudinaria.
ESPOSITO 5,5: L’approccio alla gara della squadra è perfetto, si vede che è stata ben preparata. Spaziature e tiri aperti sono la chiave del primo quarto. Nella ripresa interrompe il gioco quando va sotto di 11, ma da lì in poi oltre a spronare i suoi ci capisce ben poco.
Giovanni Bocciero

martedì 9 dicembre 2014

Pagelle Juvecaserta: passo indietro nel gioco

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/12/2014

Pagelle Juvecaserta: passo indietro nel gioco

GAINES 4: Utilizzato con il contagocce non difende, e quando fa finta di farlo regala un gioco da quattro punti agli avversari. Con la valigia pronta, a sentir Markovski.
MORDENTE 5: Non replica la prova di Venezia, non riuscendo a dare praticamente nulla alla squadra nei 10’ in cui calca il parquet
YOUNG 8: Offensivamente non si discute, fa tutto da solo trascinando la squadra, quando non ha il pallone appare però un po’ svogliato.
FOTO CAROZZA
ANTONUTTI 6: Sta acquisendo la forma giusta e si vede. Prova sempre a portare il suomattoncino.
VITALI 6: Buttato subito nella mischia, cerca di decidere il match con la tripla sul finire, e la successiva penetrazione sfortunata. Spesso appare sulle gambe, ed è assolutamente normale.
TOMMASINI 6: Rientrato nei ranghi dopo essersi preso la scena. Si vede per voglia e difesa.
MICHELORI 6,5: Lotta e fa a sportellate ottenendo anche il 100% al tiro.
MOORE 6,5: Meglio, molto meglio. Si esalta in attacco e distribuisce bene la palla. Certo, sbaglia, ma come tutti del resto.
TESSITORI 5,5: Al suo esordio non fa nulla di particolare, e forse non riesce ad esprimersi come si deve.
SCOTT 5,5: Perde due palle per incomprensione con i compagni. Mette a segno la bomba della rimonta. Inconstate in partita, incostante in stagione.
IVANOV 7: Il migliore dopo Young, cerca sempre di fare la cosa giusta e soprattutto incita il palazzo a non mollare. Si dimena, e meno male che c’è.
MARKOVSKI 6: La sua squadra ha fatto un passo indietro dopo due più che buone prestazioni con Cantù e Venezia. Nel primo tempo fa una girandola di cambi cercando sempre il massimo da tutti i suoi giocatori. Nella ripresa si affida completamente a Young, il quale avrebbe dovuto prendersi l’ultimo tiro. In conferenza ha sottolineato i meriti, ma anche i demeriti della squadra, su tutte le 20 palle perse.

Giovanni Bocciero

lunedì 1 dicembre 2014

Le pagelle della Juvecaserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 01/12/2014

Markovski, è la strada giusta. Bene Young
Le pagelle della Juvecaserta

Giovanni Bocciero

GAINES 5: Parte in quintetto ma poi il coach se lo dimentica in panchina. Riesce a fare canestro soltanto con un netto passi e tirando poco. Non lo si riesce a capire.

MORDENTE 6,5: Forse il migliore dei suoi, e finalmente ci viene da dire. Micidiale dalla lunga distanza dove fa segnare un 3/3. Utilizzato per portare qualità in campo, e lo fa benissimo.

YOUNG 6,5: Un trascinatore davvero poco appariscente. Sembra vivere in un altro mondo, ma alla fine il suo bottino parla piuttosto chiaramente.

ANTONUTTI 5,5: Si batte e si dimena, cercando di fare il lavoro sporco. Sicuramente non ancora al top, ma a lungo andare si rivelerà un ottimo innesto.

FOTO GAZZETTA
TOMMASINI 6,5: Ancora una volta vive un momento in cui si tira a presso i compagni. La cura Markovski sembra avergli fatto non bene, benissimo.

MICHELORI 5: Il gladiatore sembra aver lasciato a casa la solita grinta che lo contraddistingue. Fa comunque il suo nei minuti che gli sono concessi.

SERGIO s.v.: Gioca soltanto uno scampolo di minuti nel secondo quarto, dova fa quello che può per la squadra.

MOORE 4: Quest’oggi decisamente il peggiore dei suoi, tanto da aver giocato soltanto 23’, molto al di sotto della sua media. Segna due punti con 2/2 ai liberi, proprio i liberi.

SCOTT 5: Anche il buon Carleton prova a portare il suo personale mattoncino, ma resta la brutta copia di quello dello scorso anno.

IVANOV 5,5: L’inizio è quello dell’esordio, sembra essere un giocatore di altissimo livello. Poi sparisce nella ripresa facendo la fine di tutta la squadra.

MARKOVSKI 6: La squadra ha sicuramente cambiato rotta dal suo arrivo. Certo, c’è ancora tanto da fare ma la strada intrapresa è quella giusta. Ora mercato o non mercato, sta facendo giocare bene la squadra dove mancano le individualità. Per la terza gara consecutiva sembra riuscire a raccogliere la vittoria, ma nel finale...

lunedì 29 settembre 2014

VIDEO & PAGELLE: La Juvecaserta vince il Trofeo Irtet

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/09/2014

CITTA' DI CASERTA. Dopo un inizio tutto in salita i bianconeri vincono al supplementare
La Juvecaserta vince il Trofeo Irtet
Reggio Emilia superata nell’overtime

Giovanni Bocciero


CASERTA. Dopo aver divertito il pubblico con le finali della competizioni di abilità, vale a dire gara del tiro da tre punti e gare delle schiacciate, si alza la palla a due della finalissima del Torneo “Città di Caserta” che mette di fronte la Juvecaserta e Reggio Emilia. Anche in questa gara assenze da una parte e dall’altra, che rispondono ai nomi di Sergio, Tommasini, Lavrinovic e Silins.
L’inizio è bene augurante per Howell, che si dimena sotto le plance raccogliendo rimbalzi offensivi e conseguenti tiri liberi, anche se la mira è da rivedere dalla linea della carità. Il piano partita dei reggiani appare piuttosto chiaro sin dalle primissime battute. L’obiettivo è quello di cercare in post basso Riccardo Cervi, bravo ad affrontare il suo pari ruolo, Howell appunto, riuscendo a realizzare ben due volte. I bianconeri appaiono piuttosto nel pallone, non riuscendo a gestire i possessi così da perdere più volte dei possessi davvero in modo banale. E oltretutto, la mira al tiro è praticamente da rivedere su tutti i fronti.Coach Molin prova a raddrizzare la situazione richiamando in panca Vitali ed inserendo Gaines. La scossa arriva da Young, il quale dopo aver sbagliato alcune conclusioni sale in cielo per prendere il rimbalzo in attacco ed appoggiare velocemente i due punti in fondo alla retina. Reggio Emilia continua a macinare gioco, ad alternare gli schemi e a punire sistematicamente una difesa casertana non proprio meticolosa. Dopo un paio di errori al tiro si sblocca anche Gaines, ma il gioco della Juvecaserta non migliora, nemmeno quando arriva la staffetta tra Moore e capitan Mordente. Il primo quarto si chiude così sul 22-17 per gli emiliani, che sembrano in pieno controllo della gara.
RONALD MOORE IN AZIONE
Ad inizio secondo periodo la situazione per i padroni di casa non migliora affatto. La produzione offensiva scarseggia. Ogni canestro bianconero sembra arrivare dopo aver compiuto le ‘dodici fatiche di Ercole’. I ragazzi di coach Massimiliano Menetti continuano ad alternare diverse soluzioni offensive, anche se quella principale è schiacciare il piede sull’acceleratore e cercare di colpire prima che la difesa avversaria possa schierarsi. In questo è molto abile Federico Mussini (28-17 al 13’). La risposta casertana è affidata ancora una volta a Sam Young, che infila dalla lunga distanza dai due angoli opposti. Ma chi inizia veramente a giocare è Ronald Moore, che confeziona un paio di pick and roll con Michelori che qualcosa producono. Reggio Emilia dopo aver disputato gran parte della frazione con le cosiddette riserve, rimette in campo l’artiglieria pesante, ma prima che si arrivasse all’ultimo giro di lancette è stato ancora protagonista Moore, che questa volta ha mandato a segnare per ben due volte Richard Howell. Ma non solo, giusto per completare la rimonta, il folletto di Philadelphia s’inventa il tiro dalla lunga distanza che vale il sorpasso. Ma non è finita, perché per guadagnarsi gli applausi scroscianti del PalaMaggiò, prima che la sirena lunga inizi a suonare serve un assist al bacio a Mordente che deve soltanto spingere il pallone in rete, per copiare un’espressione totalmente calcistica.
Al rientro dagli spogliatoi la partita subisce un netto rallentamento.. Entrambe le squadre continuano a tirare davvero male dalla lunga e media distanza, ma ciò che realmente fa la differenza è la difesa che applica la Juvecaserta: arcigna, solida, precisa. I bianconeri mantengono saldamente il vantaggio, seppur esiguo, grazie alle invenzioni di Moore, che segna e fa segnare, decisivo come non mai. Reggio Emilia però è squadra, e nella difficoltà riesce comunque a trovare la soluzione migliore. E poi la rimonta sino al 56-54 di fine terzo periodo è guidata dal giovanissimo Mussini, che fa vedere di avere gli attributi realizzando tre triple consecutive, di cui l’ultima sulla sirena.
Con grande solidità mentale, i reggiani iniziano l’ultimo periodo di gioco con una bomba di Della Valle, e soprattutto con i centimetri di Cervi che nel pitturato afferra svariati rimbalzi. Alla già ingarbugliata partita si aggiunge la sfera emotiva, quando gli arbitri fischiano tecnico prima a Esposito e poi a Diener. Il risultato s’impatta a quota 64 grazie al tiro pesante realizzo da Michele Vitali, che poi replica dall’angolo smorzando le velleità di fuga degli avversari (70-69 al 38’). Gli ultimi sessanta secondi di gioco si aprono con Cinciarini che confeziona l’arresto e tiro del contro sorpasso, ma dopo un errore da ambo le parti, tocca a Carleton Scott realizzare in sospensione il nuovo più uno. Reggio Emilia chiama timeout, dal quale esce con un gioco disegnato per Polonara che libero dall’arco insacca la tripla del 74-72. Ultimi dieci secondi e a prendersi la scena non poteva che essere Moore, che in penetrazione segna e subisce il fallo per il libero aggiunto. Dalla lunetta sbaglia il libero del possibile vantaggio, e sul rimbalzo i reggiani subiscono fallo ma non riescono a segnare sul filo della sirena, ed è dunque overtime.
Reggio Emilia nel supplementare abusa del tiro pesante, e allora Caserta s’invola sul 78-74 a 2’30” dalla fine. Sembra finita. Neanche per sogno. Prima Diener e poi Polonara segnano da tre e si arriva a 25” dal termine sull’84-82. Tra falli e viaggi in lunetta, succederà ben poco nel rush finale di questa partita, che vede la Juvecaserta vincere per 87-82.


LE PAGELLE: Decisivo Moore per la vittoria. Howell lottatore

RICHARD HOWELL A RIMBALZO
HOWELL 7,5: Ha sofferto a tratti la maggiore altezza di Cervi, ma si è battuto da gladiatore sotto le plance, raccogliendo una quantità impressionante di rimbalzi. Anche offensivamente si è reso fondamentale per respingere la rimonta tentata dai reggiani.
GAINES 7: Rispetto alla semifinale contro Cremona, ha tirato a salve, non riuscendo nemmeno a capire di evitare qualche tiro di troppo. Nel finale ha puntato deciso il ferro portando a casa diversi “fallo e canestro”.
MORDENTE 6: Sia in semifinale che in finale ha mostrato di non essere al top. Quando è in campo gli si chiede di portare tranquillità ai compagni, e purtroppo non sempre ci riesce.
YOUNG 7: Contro Cremona ha giocato quasi con il freno a mano tirato. Contro Reggio gli si chiedeva di prendere la situazione in mano. Diciamo bene ma non benissimo rispetto alle precedenti uscite. Ad inizio quarto periodo circa esce per infortunio senza più rientrare.
VITALI 6,5: Due gare piuttosto sotto tono per l’esterno bianconero che tira piuttosto male nel complesso. Due bombe nel finale risolvono però la gara.
MICHELORI 7: Il solito immenso gladiatore. Porta grinta sul rettangolo di gioco quando viene chiamato in causa, e dimostra di avere una forma fisica ottimale.
MOORE 8: Il vero MVP di questa partita. Contro Cremona si è risparmiato svolgendo il semplice compitino. Nella finale invece, ha avuto un inizio da film del thriller. In panchina ci ha pensato su, e quando è rientrato ha praticamente deciso la gara segnando, servendo assist a go-go e prendendosi parecchie responsabilità.
SCOTT 7,5: Tanto lavoro sporco per lui, sempre al posto giusto nel momento giusto. Peccato per l’infortunio proprio nel finale.
MOLIN 6,5: Con Cremona poco da dire. Con Reggio capisce quando togliere Moore, e quando rimetterlo.


SLAM DUNK: Sam Young sale sul trono delle schiacciate

VIDEO GARA DA TRE E DELLE SCHIACCIATE



CASERTA. Nell’intervallo tra la finalina di consolazione che ha visto sfidarsi Scandone Avellino e Vanoli Cremona, e quella che assegnava il V° Trofeo Irtet conteso da Juvecaserta e Pallacnaestro Reggiana, sono andate in scena le competizioni alternative. Stiamo parlando della gara del tiro da tre punti, che vedeva coinvolti Riccardo Cortese per Avellino, Frank Gaines per la Juvecaserta, Drake Diener per la Reggiana e Fabio Mian per Cremona; e la gara delle schiacciate, che coinvolgeva Sam Young della Juvecaserta, Achille Polonara per Reggio Emilia, Justin Harper per Avellino e Cameron Clark per Cremona.
Andando in ordine, iniziamo dalla finale del tiro da tre punti. Dall’arco i migliori cecchini sono stati Diener e Cortese, che hanno raggiunto 60 punti ciascuno, mentre il bianconero Gaines si è fermato a 45. Turno di spareggio dunque, che ha visto Diener mettere a segno quattro dei cinque palloni rispetto ai soli tre dell’irpino.
Per quanto riguarda la gara delle schiacciate, invece, a salire sul trono è stato il casertano Young, che a furor di popolo ha inchiodato al primo tentativo le sue due schiacciate. Harper non ha sfigurato, così come Polonara, mentre Clark ha eseguito due dunk piuttosto semplici.


CITTA' DI CASERTA. Differenza fisica abbastanza vistosa tra le due formazioni
Avellino ancora in rodaggio batte al fotofinish Cremona

CASERTA. La prima palla a due della giornata conclusiva del Torneo “Città di Caserta” è quella che riguarda la Scandone Avellino e la Vanoli Cremona. A vincere, alla fine, sono gli irpini in un PalaMaggiò che non si esime dal fischiare i cugini mai ben visti. Due squadre che si presentano al match con diverse defezioni. Tra le fila dei cremonesi assenti sia Luca Vitali, già a referto per onor di firma nella semifinale contro la Juvecaserta, al quale si è aggiunto per la finale di consolazione del Torneo “Città di Caserta” il playmaker Kenny Hayes. Per Avellino invece, ancora ai box Adrian Banks, che ha comunque provato a fare un po’ di riscaldamento. E la sua assenza ha un peso piuttosto consistenze sulla valutazione dei biancoverdi.
Per quel che riguarda il campo, tra le due formazioni si nota immediatamente una certa differenza fisica. Mentre gli irpini possono schierare una frontline atletica e verticale, i cremonesi ripropongono una sorta di small ball, con quattro esterni puri ed un solo lungo, Campani, che peraltro pivot con la ‘p’ maiuscola non lo è. Nonostante questa differenza, i primi 10’ scorrono via sulla falsariga dell’equilibrio (9-10 al 5’). Mentre la Scandone si appoggia tanto ai suoi lunghi, con Justin Harper che in un paio di circostanze porta davvero a scuola la difesa avversaria, Cremona prova a far muovere la difesa avversaria grazie a ripetute penetrazioni, che spesso non arrivano nemmeno al ferro vista la ‘diga’ biancoverde presente nel pitturato. I lombardi allora si affidano con una certa insistenza alla conclusione dalla lunga distanza, e soprattutto a Fabio Mian che realizza due bombe consecutive dall’angolo regalando il nuovo vantaggio (17-19). Ed è lo stesso esterno cremonese, già in clima finale della gara da tre punti, che dalla stessa mattonella colpisce con il quasi buzzer-beater di fine primo quarto.
Nella seconda frazione i ‘lupi’ difendono sul perimetro con una maggiore intensità, garantendosi un certo margine da poter gestire (30-25 al 15’). Cremona continua con il penetra e scarica, per liberare i tiratori al tiro, visto che l’area pitturata è una zona off-limits. Si scuote per gli uomini di coach Pancotto il prodotto di Villanova James Bell, che prima di andare al riposo lungo realizza un all’alley-oop schiacciato su assist di Ferguson. I lunghi avellinesi però, producono tanto sotto le plance. Trasolini e Lechthaler muovono il punteggio e alla fine si torna negli spogliatoi sul punteggio di 36-34.
Dopo il pit stop, le due formazioni rientrano un po’ scariche sul parquet. Si vive un terzo periodo dove regna l’anarchia tattica, tanto che è palese il richiamo di Ferguson a tutti i compagni dopo un rimbalzo difensivo, ma soprattutto dopo che si è corso da una parte e dall’altra diverse volte in pochissimi secondi. I canestri arrivano in virtù unicamente di azioni personali, che per i vari giocatori impegnati sul rettangolo di gioco valgono qualche applauso da parte del pubblico del PalaMaggiò. Sundiata Gaines riesce finalmente a creare qualcosa di utile in attcco, ma nonostante le potenzialità che Avellino dimostra di avere, c’è ancora molto da lavorare. Più volte, infatti, non c’è comprensione tra gli atleti in casacca biancoverde, segno ineccepitibile che si deve ancora creare quella necessaria alchimia. Dall’altra parte invece, è il turno dell’altro rookie timbrare il proprio tabellino. Si tratta di Cameron Clark. Quando si arriva al 30’ sul tabellone luminoso si legge il punteggio di 59-54. L’ultimo quarto è piuttosto frizzantino, non fossero per le schiacciate a ripetizione che piazzano i biancoverdi. La prima arriva su intuizione di Cavaliero che lancia il contropiede, serve in corsa Hanga il quale a sua volta alza per l’accorrente Trasolini che affonda la bimane. Dopo poco, è proprio l’ala ungherese Hanga a scippare il pallone al suo diretto avversario partendo in transizione e schiacciando eludendo il tentativo di dar fastidio da parte di Mei. E’ partita vera, però, perchè al 35’ il punteggio è di 68-66, grazie alle triple mandate a segno prima da Bell e poi da Jazzmar Ferguson. Quando sul cronometro mancano 3’28” alla fine, la partita si entusiasma. Si segna a ripetizione e quasi ad ogni attacco. Il tutto ha inizio con l’ennesima tripla mandata a segno da Bell, che porta in vantaggio Cremona sul 71-68. Risponde Daniele Cavaliero, piuttosto silenzioso in questo match, ma è immediata la replica di Ferguson. Si gioca punto a punto, decisivi sono alcuni viaggi in lunetta, e alla fine negl’ultimi 30” circa di gara, con la palla in mano ai cremonesi, Avellino ricorre al fallo sistematico per non concedere l’ultimo tiro. Oltretutto, gli irpini hanno un solo fallo di squadra e dunque ne commetteranno ben tre di fila. Il delegato a prendersi l’ultimo tiro per i lombardi è Ferguson. Con poco meno di 5” riceve il pallone, cerca di divincolarsi dal raddoppio che gli irpini attuano e tira rimanendo sospeso in aria per un ben po’. La sua è una preghiera, che gli Dei del basket non accettano visto che il pallone si spegne sul secondo ferro.

lunedì 9 giugno 2014

DNB: Un anno da incorniciare per il San Michele



DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/08/2014

DNB. Conquistata la serie che Maddaloni meritava, la società ha subito centrato i playoff
Un anno da incorniciare per il San Michele

Articolo e pagelle a cura di Luigi Bocciero

MADDALONI. Questo è stato il primo anno di DNB per la copagine della Pallacanestro San Michele, in cui di certo non ha sfigurato se si tiene conto che lo ha affrontato da neopromossa. La squadra ha avuto un inizio in chiaroscuro subendo le prime sconfitte nelle tre giornate d’apertura, tra cui l’esordio, quella in casa con il Monteroni, è stata scaturita da eventi sfortunati, infortuni in primis. Prima di questa gara, la formazione biancazzura era imbattuta da ben 35 gare tra le mura del PalaAngionI-Caliendo. La squadra dopo la giornata di riposo (quarta), si è rigenerata a dovere ed è riuscita a trovare la prima “doppia v” della stagione e della storia di questa società nel campionato di DNB andando ad espugnare il campo pugliese del Molfetta.
Da questa vittoria i ragazzi di coach Massimo Massaro, hanno incominciato ad ingranare ed hanno portato a casa altri quattro punti nelle successive due uscite tra le mura amiche, prima contro il Martina Franca e poi contro il Venafro, prima di cadere in quel di Lanciano, parquet non facile da espugnare. Dopo la sconfitta in Abruzzo, i maddalonesi si riscattano a dovere nella partita casalinga contro il Bernalda. Arrivano successivamente due sconfitte, giustificate però visto che si giocavano contro due delle potenze del campionato, rispettivamente contro la corazzata scafatese e i pugliesi del San Severo. Il 2013 si chiude in malo modo per i calatini che perdono bruscamente sul campo del Taranto, in una sorta di rematch di quella gara due di finale promozione dell’anno prima che ha portato Maddaloni nel posto che merita. Il 2014 sembra portare fortuna ai maddalonesi che trovano ben quattro vittorie di fila, tra cui vittime illustri sono l’Agropoli e il Bisceglie, prima di inciampare sul parquet amico contro il Molfetta. Da lì i maddalonesi riprendono il loro cammino inanellando altre quattro vittorie di fila. Arrivano altre due sconfitte nuovamente contro lo Scafati e il San Severo prima che il Maddaloni vinca in casa con il Taranto e perda ad Agropoli, chiudendo la regular season con 24 punti occupando l’ottavo posto in classifica.

La fase ad orologio sembra portare fortuna alla società cara al patron Andrea De Filippo. Nonostante infatti un inizio brusco in quel di Lanciano, la formazione calatina si trova a conquistare una posizione grazie a due vittorie casalinghe contro Bernalda e Molfetta, e grazie anche all’esclusione dal campionato del San Severo (al secondo posto). Il Maddaloni quindi si ritrova ad affrontare i cilentani dell’Agropoli nel primo turno di playoff. La prima gara vede uscire vincitori gli agropolesi grazie ad un pizzico di fortuna in più nel finale. A Maddaloni, i padroni di casa giocano una partita perfetta, forzando gara tre, dove però sono i cilentani a spuntarla grazie a quell’esperienza in più che hanno avuto dalla loro parte. Ad Agropoli termina la prima ed ottima stagione di DNB per la compagine maddalonese.

Ivano Ragnino e Nello Pratillo 6: Classe '96, sono stati entrambi utilizzati non tantissimo, ma quando sono scesi in campo hanno mostrato tutta la loro voglia di fare bene. Si è messo più in mostra Ragnino con una buona prestazione durante la fase ad orologio in quel di Francavilla. L’anno prossimo saranno la punta di diamante per l’Under 19.
Giuseppe Piscitelli 7: Nei momenti in cui  ha fatto sul serio, la squadra ha girato a dovere. Ha dato una grossa mano sotto canestro, ma è stato fondamentale anche lontano dal ferro aprendo il campo alla squadra. Anche se a volte durante i match è sembrato passivo ha sempre dato un grosso apporto alla prestazione collettiva aiutando i suoi.
Alessandro Mastropietro 6: Quest’anno è stato il fulcro dell’Under 19 ed è stato il giovane con il maggior numero di presenze in prima squadra. E’ stato anche l’anno scorso parte integrante del gruppo e pur non essendo anche lui utilizzato non tantissimo ha fatto vedere buone cose quando è stato chiamato in causa. Di certo uno su cui la società punterà.
Carmine Moccia 6,5: Non si è ambientato sin da subito nel nuovo contesto. E’ cresciuto sempre di più a lungo andare, partita per partita, diventando un fattore uscendo dalla panchina e il sesto uomo di lusso. Fondamentale soprattutto nella serie playoff contro l’Agropoli dove ha sganciato bombe pesanti (specialità della casa).
Salvatore Desiato 8: Il trascinatore per eccellenza della squadra che ha fatto sempre infuocare il PalaAngioni-Caliendo con le sue giocate. Ha dato sempre una grossa mano ai suoi nei momenti di maggior difficoltà ed in generale. Certamente un punto cardine per coach Massaro e il punto di riferimento per i suoi compagni di squadra.
David Loncarevic 6,5: Anche lui, come il compagno Moccia, non si è ambientato a dovere sin da subito nella nuova squadra. Quando ha acquisito la giusta fiducia, ha fatto vedere ottime cose sotto canestro, lottando come un gladiatore su ogni pallone ricoprendo in questo modo un cospicuo minutaggio nelle rotazioni biancazzurre.
Nino Garofalo 7: Il capitano, l’anima e il cuore della squadra. E’ venuto spesso fuori nei momenti di difficoltà o quando bisognava chiudere una partita, come ogni capitano che si rispetti. Ha dato un grande equilibrio alle rotazioni di coach Massaro ed è stato molto letale durante i match dall’arco dei 6,75. Sempre l’ultimo ad arrendersi.
Luciano Rusciano 7: Un grande lottatore, ma soprattutto uno che ragiona in mezzo al campo. Grande sostanza sotto canestro ed ha saputo sempre trovare la giocata giusta per alimentare le azioni offensive e soprattutto quelle difensive della squadra. Fa incetta di tutte quelle piccole cose che non rientrano nelle statistiche.
Pasquale Greco 6,5: L’under di maggior spessore per la squadra biancazzurra. Ha fatto vedere buone cose e durante le partite ha svolto in modo egregio il ruolo di backup alle spalle di Salvatore Desiato. Ha dimostrato di possedere buone qualità e lavorandoci ancora su con del duro lavoro, potranno migliorare sempre più.
Francesco Chiavazzo 7,5: Senz’altro il miglior staffettista della 4x100 biancazzura, che quando si mette in moto è difficile da fermare. Letale nelle ripartenze dei maddalonesi, ed ha saputo sempre trovare la giusta soluzione in attacco per i suoi. Conclude quasi sempre nei migliori dei modi al ferro ed è un punto cardine nelle rotazioni di coach Massaro.
Coach Massimo Massaro 8,5: Il suo lavoro, insieme a quello di tutto lo staff tecinco (gli assistenti Massimo Ricciardi e Filippo Sasso e il preparatore atletico Ottone Amore) è stato senz’altro ottimo. Non era facile portare subito una squadra neopromossa ai playoff e ben figurare in questi ultimi. Il vero condottiero per i maddalonesi.
La Dirigenza 9: Hanno riportato Maddaloni nel posto che meritava e centrato subito i playoff di DNB. Tirando le somme di fine stagione si può dire che il lavoro svolto dalla dirigenza (patron Andrea De Filippo e i dirigenti Pasquale De Filippo, Antonio Siconolfi, Antonio Garofalo e Alfredo Bove)  è stato più che ottimo e fa ben sperare per il futuro.  

domenica 6 aprile 2014

Juvecaserta: Brooks benino, Easley riattivo, Scott abulico

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/04/2014

LE PAGELLE: Brooks benino, Easley riattivo, Scott abulico

Coach Lele Molin (Foto Buco)
MORDENTE 5: Il capitano è, forse, l’ultimo ad abbandonare la barca. Dalla lunetta cerca di tenere aggrappata la squadra, ma non c’è nulla da fare.

VITALI 5,5: Prova a dare una scossa quando viene chiamamto in causa, e riesce a mettere a referto punti importanti. Dipendere quasi esclusivamente da lui non è proprio il massimo, però.

MICHELORI 6: Commuoversi. Quando il gladiatore scende in campo riesce sempre a fare qualcosa di positivo per la squadra. Adesso segna, adesso recupera un pallone, adesso cattura il rimbalzo. Un esempio.

BROOKS 6: Alla fine risultat essere sempre il migliore per i suoi, anche nella non serata migliore. Il go-to-guy che risolve la situazione dello scontro diretto con il canestro sulla sirena.

ROBERTS 5,5: Dopo un primo tempo da non classificato in pagella, nella ripresa inizia decisamente meglio. Sembrava però dovesse spaccare il mondo, e invece non c’è riuscito.

MOORE 5,5: Questa volta da tre non ci vede, e perde anche qualche pallone di troppo. Limitato e innervosito dai falli, si dà da fare a rimbalzo.

SCOTT 5: Il sesto uomo questa volta non produce nulla di buono dalla panchina, ed è mancato tanto il suo apporto per questa impresa.

EASLEY 5,5: Bene, ma non benissimo, Dopotutto però, ha dimostrato che lui è utile per la squadra. Ha difeso come poteva sui lunghi avversari.

MOLIN 5,5: Houston, abbiamo un problema. Questo problema sono le gare da giocare in trasferta. Questa Juvecaserta proprio non riesce a compiere il salto di qualità, e purtroppo come spesso accade alla fine se i risultati non arrivano il primo ad essere additato è l’allenatore. E’ ancora tutto un work in progress lontano dal PalaMaggiò.

Giovanni Bocciero

lunedì 24 febbraio 2014

Bene Brooks e Michelori, male Easley

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 24/02/2014

LE PAGELLE
Bene Brooks e Michelori, male Easley

Jeff Brooks (Foto Carozza)
BROOKS 6,5: Nella prima parte di gara è ricordato soprattutto per un paio di palloni persi. Nella ripresa si trasforma, diventa il dues ex machina dell’attacco casertano, improvvisandosi anche play.

MORDENTE 6: Il capitano dimostra ancora poca lucidità. Prova a dare una mano in regia. Si rialza come tutta la squadra nell’ultimo periodo di gioco.

VITALI 6: Titolare, anche lui attraversa un primo tempo deficitario. Poi si rende protagonista dei tiri pesanti mandati a bersaglio proprio nel rush finale, che fanno aumentare il rammarico per l’occasione persa.

TOMMASINI 5: A sorpresa parte dalla panchina. Fa poco quando viene chiamato, anche se spesso è lasciato da solo contro il pressing a tutto campo di Roma, da dove nascono le sue palle perse.

MICHELORI 7: Ritorna il gladiatore che noi tutti conoscevamo. Nel primo tempo è un fattore sotto le plance, e mantiene a contatto i bianconeri. Nel secondo tempo si affloscia un po’, ma è pure normale.

ROBERTS 4,5: Dottor Chris e Mister Roberts: l’opposto del giocatore visto contro Reggio. Se non fosse per qualche canestro realizzato di puro talento, sarebbe stato protagonista di una prestazione da “non classificato” in pagella.

SCOTT 5: Non proprio un bel vedere contro Roma, anche se prova a dare il suo contributo. Purtroppo nell’affannarsi a portare il proprio mattone, crea più danni che cose buone.

EASLEY 4: Meglio stendere un velo pietoso sul pivot, che in questa gara non porta nulla di buono alla causa bianconera.

MOLIN 6,5: Fa di necessità virtù in cabina di regia. Nel break d’inizio ripresa non le manda a dire ai giocatori. Prepara bene la gara tatticamente ma i suoi si svegliano tardi.

Giovanni Bocciero

domenica 14 luglio 2013

La Cover è la 'faccia' vincente di Maddaloni

DA CRONACHE DI CASERTA

Basket DNB - Durante la Playground League il tripudio dei colori biancoblu
La Cover è la 'faccia' vincente di Maddaloni
La palla a spicchi tradizione calatina

La formazione della Cover Maddaloni
nella stagione appena conclusa ha
raggiunto un'inaspettata promozione
in Divisione Nazionale B
MADDALONI (Giovanni Bocciero) – Venerdì scorso si è conclusa ufficialmente l’ennesima stagione esaltante della Cover Maddaloni, capace di raggiungere la quarta promozione in appena sette anni di esistenza, con il vanto di averle conquistate tutte sul campo, senza ripescaggi o acquisti di titoli sportivi. Presso il campo all’aperto della Scuola Settembrini di Maddaloni, in occasione del Playground League giunto alla sua sesta edizione, i calatini si sono ritagliati un momento proprio per festeggiare questa incredibile promozione.




Il Pala Angioni- Caliendo è stato
un fortino quasi inespugnabile
per le squadre avversarie del team
di patron Andrea De Filippo
Una stagione, quella del ritorno in un campionato nazionale come la DNC, che ha fatto registrare inesorabilmente dei record alla compagine del presidente Andrea De Filippo. Rimanendo imbattuta nelle prime quattro giornate di campionato, i biancoblu sono arrivati a 40 vittorie consecutive a cavallo tra le due vincenti stagioni in C2 e in C1. Interrotto tale record al quinto turno in quel di Trani, si è continuato ad aggiungere delle ‘x’ alla striscia delle vittorie casalinghe, rimanendo inviolato il Pala Angioni- Caliendo fino al termine della stagione. La striscia attuale prevede 37 vittorie casalinghe consecutive, e tale record è solamente parziale, visto che con l’inizio della stagione in DNB si può puntare ancora più in alto.


Un momento della festa per il
salto di categoria alla scuola
'Settembrini' della città calatina
Durante la festa, dinanzi a circa 500 tifosi, è stato proiettato un video che ha ripercorso attraverso un’accurata foto gallery i momenti più salienti della lunga cavalcata maddalonese, fino a quella ultima fatica sportiva, con un riassunto sin dal ritiro di Massafra, dove la squadra ha pranzato e alloggiato per il pomeriggio, e il successivo trasferimento a Taranto, dove dopo 40’ di pura lotta agonistica, sfoderando una gran prestazione soprattutto in personalità, i biancoblu hanno centrato la promozione condivisa con un centinaio di tifosi al seguito. Dopo questa visione, si è dato inizio alla cerimonia di premiazione, in cui sono stati omaggiati di targa ricordo tutti i protagonisti di questo miracolo sportivo, dai giocatori ai dirigenti, passando per lo staff tecnico.






Salvatore Desiato 8: con l’ingaggio di Sasà i calatini oltre ad un beniamino del pubblico avevano preso un play che sa realizzare, gestire e difendere. Ebbene, quest’anno è stato il giocatore maggiormente utilizzato con poco meno di 36 minuti d’impiego, e tanto delle prestazioni collettive è passato proprio dalle sue mani (15.3 punti, 4.7 assist, 17.3 di valutazione).








Davide Ferrante 7,5: la guardia tiratrice si è rivelata fondamentale negli schemi tattici dei maddalonesi, dimostrando sangue freddo e soprattutto finendo increscendo una stagione in cui nei playoff ha fatto decisamente la differenza. Giocatore “riservato” che anche quando sembrava in standby si è reso utile (12.1 punti, 31% da tre, 8.4 di valutazione).








Francesco Chiavazzo 7,5: l’esterno che più di altri riesce ad imprimere l’accelerata decisiva alle gare, sia recuperandole che chiudendole. Un vero e proprio trascinatore capace di essere pericoloso da qualsiasi posizione e in qualsiasi modo. È stato limitato nei playoff causa un infortunio che gli ha permesso di dare poco (16.3 punti, 2.8 assist, 19.8 di valutazione).








Giuseppe Piscitelli 7,5: per il lungo, di ritorno in casacca biancoblu, una stagione fatta di grande sacrificio, mettendosi a disposizione della squadra e rivelandosi il “faro” dello spogliatoi. Cauto di carattere, senza fare mai voli pindarici, sul parquet ha sempre dato tutto, riscuotendo ovviamente il beneplacito della tifoseria (12.1 punti, 8.1 rimbalzi, 12.1 di valutazione).








Luciano Rusciano 8: il giocatore che ogni allenatore vorrebbe nel proprio roster che fa delle letture difensive, dell’abnegazione e della volontà i suoi cavalli di battaglia. Ha inanellato una gran quantità di doppie-doppie e più volte ha sfiorato la tripla-doppia, risultando un fattore imprescindibile per la squadra (11.4 punti, 8.2 rimbalzi, 1.2 stoppate).








Nino Garofalo 7,5: il premio di sesto uomo non può che andare al capitano, che si è fatto trovare pronto anche nelle occasioni in cui è stato chiamato a partire in quintetto. È riuscito a dare il meglio di se soprattutto quando messo nelle condizioni di aprirsi al tiro, ma essenziale è stato anche il suo apporto difensivo (6.6 punti, 38% da tre, 4.4 di valutazione).








Adriano D’Isep 7: la solita immensa difesa e la caparbietà innata per questo ragazzo che uscendo dalla panchina ha portato il suo mattoncino. Costretto a delle rotazioni inesorabilmente ristrette, il play-guardia ha affrontato l’avventura in tutto e per tutto da senior aggiunto, nonostante all’anagrafe risultasse under (1.6 punti, 0.8 recuperi, 1.5 di valutazione).








Giuseppe Luongo 7: tanta energia riversata sul campo dall’ala tesserata durante la finestra invernale. Il suo arrivo si è rivelato opportuno per allungare le rotazioni, soprattutto per dar fiato ai lunghi titolari. Non si è tirato mai indietro quando c’era da lottare, e anche in situazioni delicate ha saputo cavarsela egregiamente (3.1 punti, 4.3 rimbalzi, 60% da due).








Vincenzo Lombardi 6,5: sicuramente il miglior prospetto del settore giovanile. Già lo scorso anno in serie C2 si ritagliò momenti, e minuti, importanti. Quest’anno non è stato da meno, riuscendo ad andare a segno in varie circostanze, come contro Mola di Bari, Trani e Venafro. Da tenere sott’occhio per il futuro (17 presenze, 1.7 punti, 67% da due).







Alessandro Mastropietro 6,5: nelle gerarchie che pur esistono tra gli under, ha scalato posizioni prepotentemente lui. Grande abnegazione e quella sfrontatezza che in alcune circostanze non guasta, gli hanno permesso di diventare quasi un punto fermo della “panchina” della prima squadra. Bisogna ancora lavorare però (12 presenze, 1.1 punti, 2.8 minuti).







Settore giovanile 6,5: come ammesso da coach Massaro, tutti gli under della prima squadra, ovvero Valerio Salanti (nella foto), Paolo Pascarella e Antonio Di Vico (compresi i già citati), si sono dimostrati dei ragazzi diligenti e dotati di talento. Non per niente l’Under 19 ha sfiorato l’accesso alla fase interzonale dopo un girone di qualificazione al di là di ogni previsione.






Massimo Massaro 9 (al centro): il lavoro svolto dal coach è stato certosino sin dall’inizio. Nulla è stato lasciato al caso, tutto è stato programmato e ponderato. Per stessa ammissione del coach, questo voto va condiviso al 33,3% con il vice allenatore Massimo Ricciardi (a destra) e con il preparatore Ottone Amore (a sinistra) (18 vittorie e 8 sconfitte in campionato; record 6-2 ai playoff).