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domenica 4 ottobre 2020

11° Trofeo Irtet e 1° Memorial "Davide Ancilotto". Video integrali di tutte le partite

1° Trofeo Irtet "Davide Ancilotto" cat. U15 Eccellenza

Finale 3°-4° posto

One Team vs Napoli Basket 62-48 (Partita)

Finale 1°-2° posto

Stella Azzurra vs Kioko Caserta 96-69 (Partita)

Semifinali 11° Trofeo Irtet

Gevi Napoli Basket vs Stella Azzurra Roma 85-54 (Partita)

Allianz San Severo vs Virtus Arechi Salerno 87-61 (Partita)

Finale 3°-4° posto

Stella Azzurra Roma vs Virtus Arechi Salerno 99-81 (1°tempo - 2°tempo)

Tabellini
Roma: Thompson Jr. 43, Giordano 11, Visintin 2, Cipolla 2, Ghirlanda, Innocenti, Laster 8, Fokou 5, Menalo 16, Nikolic 4, Thioune 4, Ndzie 4, All. D'Arcangeli.
Salerno: Tortù 8, Gallo 9, De Fabritiis 11, Cardillo 11, Mennella 8, Valentini 25, Di Donato 2, Peluso, D'Amico 2, Dabangdata 5, All. Parrillo.

Finale 1°-2° posto

Gevi Napoli Basket vs Allianz San Severo 104-72 (Partita)

Tabellini
Napoli: Zerini 15, Matera, Iannuzzi 4, Klacar 3, Tolino, Parks 19, Sandri 6, Marini 18, Mayo 9, Uglietti 9, Lombardi 8, Monaldi 13, All. Sacripanti.
San Severo: Mortellaro 9, Antelli 2, Angelucci, Buffo, Contento 3, Pavicevic 2, Di Donato 19, Jones 12, Ikangi 6, Ogide 19, All. Lardo.

martedì 19 settembre 2017

Stefano Gentile: «Pelle d’oca a Maddaloni. Darò tutto alla Virtus». E la Nazionale…

#Gentilemania. Stefano di spalle e Alessandro riconoscibile tra la folla (foto Eventi Casertani)
In occasione del Torneo Città di Caserta a cui ha partecipato la Virtus Bologna, i fratelli Gentile non solo sono ritornati nella loro terra d’origine, ma siccome la kermesse si è svolta al Pala Angioni-Caliendo di Maddaloni, Alessandro e Stefano sono tornati davvero a casa. Su quel legno che li ha visti muovere i primi passi, sotto gli occhi attenti di papà Nando nella veste di allenatore, sono stati accolti da un grande affetto. Osannati e ricercati per foto e autografi, non si sono ovviamente tirati indietro.... continua a leggere

lunedì 14 settembre 2015

Juvecaserta, il buongiorno si vede dal mattino

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/09/2015

LEGA A. Bianconeri soddisfacenti nel weekend con un Siva superlativo e già superstar
Juvecaserta, il buongiorno si vede dal mattino

CASERTA. Il Torneo Città di Caserta ha evidenziato che la Juvecaserta è sicuramente a buon punto nel proprio piano lavoro. Coach Sandro Dell’Agnello sta plasmando sempre più la squadra a sua immagine e somiglianza. Quando Sandrokan correva e saltava sul parquet del PalaMaggiò non si risparmiava mai, dava tutto quello che aveva, ed anche e soprattutto per questo veniva apprezzato dal pubblico casertano. Oggi si può dire lo stesso anche dei suoi giocatori, che si dannano sul rettangolo di gioco, mettendo grande intensità in tutto ciò che fanno, rivelandosi duri in difesa e ben organizzati in attacco. Certo, non si è ancora al top e la doppia prova del Torneo Città di Caserta lo ha dimostrato, ma in quanto a volontà ed energia, la Juvecaserta è davvero ad un buon punto del suo precampionato.
PEYTON SIVA (FOTO SPORTCASERTANO)
La Fortitudo Bologna e soprattutto l’Aquila Trento erano due test probanti, difficili ed impegnativi. E i bianconeri li hanno superati entrambi seppur non a pieni voti. E non ci riferiamo al solo risultato che, di questi tempi, lascia il tempo che trova. Assolutamente. Di sicuro Bobby Jones e compagni non sono stati brillantissimi, ma con i vari acciacchi e i diversi incidenti di percorso che fin qui hanno condizionato la preparazione della squadra era anche logico aspettarselo. Eppure questa Juvecaserta è stata capace di sopperire ancora una volta alle difficoltà, ultima i sintomi influenzali che hanno messo “fuori gioco” Daniele Cinciarini in questa due giorni della kermessa casertana. Un evento che, vuoi per le varie concomitanze dell’EuroBasket in cui è impegnata l’Italia, il posticipo della Casertana impegnata al Pinto, ha attirato davvero pochi tifosi sin a Pezza delle Noci nonostante la campagna abbonamenti stia comunque viaggiando abbastanza spedita. E speriamo naturalmente che non ci si fermi qui. E allora qualcosa va rivisto, perché questa squadra squadra, questi giocatori, questi ragazzi meritano davvero tutto l’affetto e la stima, soprattutto per quello che stanno facendo vedere in questo primo scorcio di precampionato.
E poi per chi non era presente al PalaMaggiò, possiamo dire soltanto peccato. Peccato perché si sono persi un gran bello spettacolo, a firma di Peyton Robert Siva Junior, semplicemente il nuovo “Re di Caserta”. All’ombra della Reggia vanvitelliana mancava un giocatore dal “sangue blu” del suo calibro da diverso tempo. Lo scorso anno Sam Young buttò soltanto fumo negli occhi, e allora bisogna avvolgere il nastro sino a Jumaine Jones. Ma quello che il nativo di Seattle ha fatto vedere nell’ultimo weekend è qualcosa di davvero entusiasmante, il che fa pregustare un campionato dagli effetti speciali. 21 punti e tanto gioco per i compagni contro Bologna, 31 punti e tanta freddezza nel capitalizzare contro Trento. Lui assolutamente non era una scommessa nello scacchiere costruito dal front office bianconero, era stata la ciliegina sulla torta. Si è detto tanto e si è parlato benissimo di lui e del suo ingaggio, ma vederlo giocare dal vivo ha fatto esclamare a tanti, tantissimi: “ma questo come è venuto a Caserta?”. Complimenti al giocatore, ma ancor di più alla Juvecaserta che è riuscita a firmarlo. E se il buongiorno si vede dal mattino, non resta che continuare a vivere questa “bellissima giornata”

Peyton Siva è leader maximo, la Juvecaserta vince il trofeo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 14/09/2015

TORNEO DI CASERTA. L’ex Louisville segna 31 punti contro Trento ed è il nuovo “Re di Caserta”
Peyton Siva è leader maximo, la Juvecaserta vince il trofeo

di Giovanni Bocciero

CASTEL MORRONE. La Juvecaserta si aggiudica la finalissima del 12° Torneo Città di Caserta valido come Trofeo Irtet battendo l’Aquila Trento con il punteggio finale di 72-66. I bianconeri hanno indirizzato la partita nella giusta direzione soprattutto nella seconda parte del terzo quarto, prendendo quel piccolo ma meritevole vantaggio e rispedendo al mittente trentino qualsiasi tentativo di rimonta. Trascinatore per la compagine di coach Sandro Dell’Agnello ancora il playmaker Peyton Siva, ancora più mattatore, che finisce la partita con ben 31 punti messi a referto, con un 4/7 da due ed un 6/11 dall’arco dei 6,75. A tratti immarcabile per Trento, realizza proprio lui il canestro della staffa, che manda così i titoli di coda su questa partita e sull’edizione della kermesse casertana.
IL NUOVO "RE DI CASERTA", PEYTON SIVA
Da sottolineare più che l’aspetto offensivo ed una condizione fisica migliore ancora da ricercare, l’abnegazione e l’intensità che i bianconeri sono riusciti ad offrire in difesa. Si vede che prima di tutto il tecnico toscano chiede ai suoi giocatori di lottare, di buttarsi sui palloni, di sbucciarsi le ginocchia per la causa, di mettere da parte l’ego personale per la squadra. Insomma, da questo punto di vista l’impegno della Juvecaserta è davvero encomiabile, ancor di più quando Trento ha provato a mettere la sfida sul piano della fisicità sotto le plance.
Il primo quarto di gioco è abbastanza equilibrato, con il punteggio che in modo alternato vede adesso l’una e poi l’altra squadra a condurre le danze. Peyton Siva inizia da subito a prendere le redini della gara in mano, supportato ad intermittenza dai vari compagni. Per i trentini si scatena però Forray, uno che di solito quando vede Caserta tende sostanzialmente a vedere “rosso come i tori”. E così gli ospiti restano aggrappati ed anzi, passano a condurre. Le squadre comunque si equivalgono, ed al 10’ i bianconeri sono in vantaggio di 1 (21-20). La seconda frazione si apre con tanti errori da una parte e dell’altra. La partita sembra non avere ancora un vero e proprio padrone. Trento prova a scappare ma Caserta tiene botta. Il solco viene scavato soprattutto quando i trentini usano la loro fisicità, arrivando a schiacciare con Sutton e Wright. E così si va al riposo lungo sul più 7 (39-32) per gli ospiti.
Gli uomini di coach Maurizio Buscaglia inizio bene anche il terzo periodo, avvicinandosi alla doppia cifra di vantaggio. E qui però che sale in cattedra soprattutto la difesa casertana, con Hunt che si batte e si dimena, impadronendosi alla fine 11 rimbalzi, di cui 4 offensivi.  Siva insacca con grande naturalezza, ma Trento tiene duro prima di subire il sorpasso, propiziato ovviamente dal playmaker ex Louisville. Sprazzi di El Amin a cavallo tra terza e quarta frazione provano a lanciare la Juvecaserta, ma gli ospiti sono duri a morire e si mantengono a contatto. La tripla di Gaddefors prima, e la difesa bianconera disegnata poi, permettono agli uomini di coach Dell’Agnello di resistere e conservare il vantaggio, seppur esiguo. Il canestro che chiude i giochi non poteva che arrivare da lui, Siva, già elevato a “Re di Caserta”.

martedì 8 settembre 2015

Juvecaserta, ci si prepara per l’evento del weekend

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/09/2015

LEGA A. I bianconeri affronteranno la Fortitudo Bologna in una festa dello sport
Juvecaserta, ci si prepara per l’evento del weekend

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo la giornata di riposo data lunedì, con Andrea Ghiacci e Marco Giuri che si sono recati a Vietri sul Mare, e Dario Hunt che ne ha approfittato invece per visitare Roma, la Juvecaserta è ritornata ad allenarsi a pieno ritmo per continuare a lavorare e allo stesso tempo per preparare il Torneo Città di Caserta del prossimo fine settimana. Una kermesse molto sentita all’ombra della Reggia perché di fatto rappresenta il battesimo della squadra che affronterà il prossimo campionato di Serie A. Ed ovviamente tra i tanti supporters cresce l’attesa per vedere la presentazione dei nuovi beniamini bianconeri, una piccola parte di tutto l’evento che però sicuramente sarà seguito come il piatto forte almeno del programma di sabato, più anche delle stesse partite.
FOTO BUCO
E qui poi c’è da sottolineare un altro momento che la tifoseria casertana sentirà parecchio. Quest’anno infatti, la semifinale in cui sarà impegnata la Juvecaserta, la vedrà opposta alla Fortitudo Bologna. Tra le due tifoserie c’è un legame strettissimo, e per questp è più che lecito aspettarsi qualcosa di speciale sulle tribune. Le due stagioni dalle quali Caserta e Bologna arrivano sono state praticamente differenti. I bianconeri sono partiti decisamente con l’handicap di quello 0-14 in campionato, riuscendo poi a raddrizzare un po’ la barca sino alla partita-spareggio di Pesaro in cui purtroppo, nonostante la voglia e la determinazione, è arrivata la retrocessione. Poi l’assist servito dalla Virtus Roma, altra partecipante al Torneo Città di Caserta, che dopo un lungo tira e molla ha deciso di autoretrocedersi in A2 lasciando un posto vacanze nella massima serie che è stato prontamente riempito dalla società di patron Raffaele Iavazzi.
Per la Effe invece, dopo un avvio di campionato piuttosto altalenante, nonostante la consueta ambizione che accompagnava la formazione del PalaDozza in Serie B, l’avvento di coach Matteo Boniciolli ha invertito il trend nonostante qualche scivolone. Per inciso, Boniciolli fu contattato anche dalla Juvecaserta per sostituire in panchina coach Lele Molin, ma il tecnico triestino ha preferito glissare l’offerta casertana e soltanto successivamente accettare quella felsinea. La stagione della Fortitudo è continuata con l’accesso alla Final Four di Forlì riuscendo al primo tentativo di cogliere la promozione battendo la Mens Sana Siena.
Adesso Juvecaserta e Fortitudo Bologna, che ricordiamo hanno le rispettive tifoserie gemellate, si affronteranno sabato sera alle ore 21:15, immediatamente dopo la presentazione ufficiale della formazione di casa, in quella che non sarà soltanto una partita di precampionato, ma anche una gran bella festa dello sport.
Tra le fila bianconere di coach Sandro Dell’Agnello dovrebbero esserci tutti gli indisponibili dell’ultimo test match con la Benacquista Latina. Bobby Jones infatti è rientrato in queste ore in città dopo essere andato negli Stati Uniti per assistere la mamma gravemente malatam mentre Andrea Ghiacci, Dario Hunt e Peyton Siva dovrebbero superare tutti i propri acciacchi, chi alla spalla e chi alla caviglia, ed essere del Torneo Città di Caserta. La Juvecaserta si affaccerà da detentrice del trofeo, dopo che nello scorso anno ha battuto nella finalissima la Grissin Bon Reggio Emilia. Eppure, quella vittoria fu indigesta per i tanti infortuni che dovette registrare lo staff bianconero in quella “due giorni”. Per questo è meglio fare tutti i dovuti riti scaramantici, ed augurarsi che questa kermesse sia un bel spettacolo da vedere.

martedì 30 settembre 2014

Juvecaserta: l'analisi dopo il Città di Caserta

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA

Juvecaserta: l'analisi dopo il Città di Caserta

CITTA' DI CASERTA. La kermesse ha dimostrato che i bianconeri sono forti ma non fortissimi
Juvecaserta vittoriosa ma non con il sorriso

Giovanni Bocciero

CASERTA. Con il successo contro Reggio Emilia, la Juvecaserta si è aggiudicata per la quarta volta il Torneo “Città di Caserta”, e soprattutto è tornata a sorridere nella kermesse che si disputa nella “Reggia del basket”, parafrasando lo speaker Mercogliano, dopo tre edizioni, che avevano parlato tanto russo (Cska Mosca nel 2011 e Khimki Mosca nel 2013 divise dal successo di Avellino).
Ma veniamo adesso a ciò che questa manifestazione ha detto per la compagine allenata da coach Lele Molin. Volendo discutere punto per punto di tutte le sensazioni che si sono avute in questa ‘due giorni’, bisogna dire che questa Juvecaserta è forte, ma non fortissima; che forse i centimetri in meno sotto le plance non sono un fattore molto negativo, ma che comunque incideranno.

FORTI MA NON FORTISSIMI. Il divario con i cosiddetti top team della prossima Lega A sembra esserci ancora. Insomma la Juvecaserta in questa preparazione ha affrontato soltanto due formazioni che puntano a piazzarsi almeno tra le prime quattro della classifica, e si tratta della Dinamo Sassari e di Reggio Emilia. Contro i sassaresi, affrontati al “Memorial Pentassuglia” in quel di Brindisi, sappiamo purtroppo come è andata a finire. Partita quasi ad unico senso con i bianconeri che alla fine hanno subito un passivo molto ampio. Contro i reggiani, invece, è arrivata una vittoria, ma che sofferenza. C’è però un dato che deve assolutamente far riflettere. Al PalaPentassuglia Carleton Scott e compagni furono praticamente bombardati dall’attacco della Dinamo, che proprio come è nel 'dna' della squadra guidata da coach Sacchetti, dalla lunga distanza infilò di tutto e di più. Ieri, Reggio Emilia che c’è andata molto vicina alla ‘doppia v’, ha tirato con un surreale 10/30 da tre punti, con la bocca di fuoco Drake Diener che addirittura ha messo insieme un insufficiente 3/10. Parliamo di cifre che sembrano assurde, ma in realtà per una volta gli emiliani hanno tirato con percentuali normali, e non da extraterrestri. Questo è un lato della medaglia, nell’altro ci si può solo chiedere: ma se Reggio Emilia avesse tirato come nella semifinale contro Cremona, adesso si starebbe parlando della vittoria della Juvecaserta oppure del successo degli avversari? Non vogliamo di certo sminuire il traguardo raggiunto dai bianconeri, ma questo deve sicuramente far riflettere. La squadra messa insieme in sede di mercato dal giemme Marco Atripaldi è certamente competitiva per raggiungere un posto ai playoff, ma forse anche per via di un livello generale aumentato nella massima competizione nostrana, sarà una vera battaglia strappare un biglietto per il ‘gran ballo’.

LINGUAGGIO DEL CORPO. Veniamo adesso alla prestazione dei casertani nella finalissima del Torneo “Città di Caserta”, dopo una semifinale piuttosto agevole contro Cremona. Innanzitutto, la sensazione che ha colpito subito gli addetti ai lavori è stata quella del reparto lunghi. Riccardo Cervi, giusto per nominare il pivot reggiano, a tratti ha giganteggiato nel pitturato. Le statistiche al termine della gara diranno, alla voce rimbalzi, Juvecaserta 46 e Reggio Emilia 32, eppure nessuno può toglierci dalla testa l’immagine dello strapotere che a tratti gli emiliani hanno dimostrato di possedere in vernice. E meno male che quello stesso Cervi, offensivamente non è nulla di irrefrenabile, perché altrimenti davvero sarebbero stati dolori per i bianconeri.

RONALD MOORE IN AZIONE (FOTO CAROZZA)
Nel momento di maggiore crisi per la Juvecaserta, che ha camminato a braccetto con il grande coinvolgimento proprio di Cervi in attacco, non è apparso particolarmente bene augurante vedere i bianconeri più volte riunirsi e quasi accusarsi l’uno contro l’altro per errori singoli. Di squadra si riescono a superare le difficoltà, ma se ci si divide tutto diventa più complicato. Non a caso, la svolta è arrivata quando è rientrato sul parquet Ronald Moore. Il folletto di Philadelphia aveva avuto un inizio in cui aveva perso diversi palloni quasi sanguinolenti. Coach Molin lo ha richiamato in panchina, per poi rimetterlo quando ha visto che senza di lui la faccenda stava prendendo una piega ancora peggiore. Moore costretto a stare fuori dal campo, ha certamente resettato la partita fin lì, e quando è ritornato sul parquet ha iniziato una nuova gara. In poco tempo ha prodotto diversi giochi in pick and roll servendo con il contagiri i lunghi, producendo dunque di squadra, per intenderci. E’ diventato all’improvviso anche ‘il fattore’ in termini di realizzazione, visto che a cavallo tra primo e secondo tempo ha messo a segno un chirurgico 2/2 dalla lunga distanza. Si è davvero caricato la squadra in spalle, portandola quasi da solo alla vittoria. Per questo siam convinti che il vero MVP del torneo è stato lui. Nulla da togliere ad Howell, ma forse senza il lungo la gara comunque potevi vincerla se il tuo play giocava in quella maniera. Se c’è stato un protagonista, non può che non essere Moore.

CITTA' DI CASERTA. La vittoria contro Reggio Emilia è arrivata grazie alla svolta nella propria metà campo
Juvecaserta di rincorsa grazie alla difesa

Giovanni Bocciero

CASERTA. E’ ancora nitido nella mente del popolo di fede bianconera il successo da parte della Juvecaserta del Torneo “Città di Caserta”. Noi però continuiamo nell’analisi della ‘due giorni’ della kermesse disputata al PalaMaggiò. Ieri ci siamo soffermati sull’atteggiamento che la formazione di coach Lele Molin ha avuto nei momenti di difficoltà, sia dal punto di vista della costruzione del gioco che a rimbalzo, e poi della prestazione decisiva del playmaker Ronald Moore, assolutamente l’MVP della kermesse che da solo ha quasi trascinato la propria squadra al successo. Oggi focalizziamoci sulla difesa bianconera e soprattutto sull’esterno Gaines.
FRANK GAINES IN MARCATURA (FOTO CAROZZA)
RETROGUARDIA DI LIVELLO. Dopo un primo tempo non proprio giocato in modo ottimale, la Juvecaserta ha stretto le maglie nella ripresa, concedendo davvero poco a Reggio Emilia. Un’inversione di marcia che di certo potrà far sorridere lo staff tecnico, che comprende un Enzino Esposito che nella prima grande battaglia non si è risparmiato beccandosi un fallo tecnico per la grande “aggressività” che dimostra di avere anche se non ha scarpette e completino in dosso. La difesa bianconera ha iniziato a concedere poco nel pitturato, facendo molto bene i tagliafuori, e quasi nulla sul perimetro, dove frutto della grande pressione i reggiani non sono riusciti a penetrare e si sono dovuti affidare quasi completamente al tiro dalla lunga distanza che, come già ribadito, non ha premiato (10/30). Oltre ad una sistemazione che ha avuto poche sbavature, è da apprezzare la grinta e i tanti voli a terra di cui sono stati protagonisti i bianconeri.

DIPENDENZA DAL TIRO. Moore è stato il protagonista della finale, ma il giorno prima contro Cremona la scena se l’era presa tutta Frank Gaines. Il giocatore della Florida ha fatto vedere tutto ed il contrario di tutto in queste due gare. In semifinale ha realizzato 25 punti con 5/6 da tre ed un complessivo 9/10. La gara successiva ha fatto registrare 14 punti con 0/5 dall’arco e 4/15 generale. Le polveri erano bagnate, ma non è questo il problema visto che una giornata no può capitare. Il problema è continuare a tirare quando non va, anche se in difesa è stato uno dei migliori.

lunedì 29 settembre 2014

VIDEO & PAGELLE: La Juvecaserta vince il Trofeo Irtet

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/09/2014

CITTA' DI CASERTA. Dopo un inizio tutto in salita i bianconeri vincono al supplementare
La Juvecaserta vince il Trofeo Irtet
Reggio Emilia superata nell’overtime

Giovanni Bocciero


CASERTA. Dopo aver divertito il pubblico con le finali della competizioni di abilità, vale a dire gara del tiro da tre punti e gare delle schiacciate, si alza la palla a due della finalissima del Torneo “Città di Caserta” che mette di fronte la Juvecaserta e Reggio Emilia. Anche in questa gara assenze da una parte e dall’altra, che rispondono ai nomi di Sergio, Tommasini, Lavrinovic e Silins.
L’inizio è bene augurante per Howell, che si dimena sotto le plance raccogliendo rimbalzi offensivi e conseguenti tiri liberi, anche se la mira è da rivedere dalla linea della carità. Il piano partita dei reggiani appare piuttosto chiaro sin dalle primissime battute. L’obiettivo è quello di cercare in post basso Riccardo Cervi, bravo ad affrontare il suo pari ruolo, Howell appunto, riuscendo a realizzare ben due volte. I bianconeri appaiono piuttosto nel pallone, non riuscendo a gestire i possessi così da perdere più volte dei possessi davvero in modo banale. E oltretutto, la mira al tiro è praticamente da rivedere su tutti i fronti.Coach Molin prova a raddrizzare la situazione richiamando in panca Vitali ed inserendo Gaines. La scossa arriva da Young, il quale dopo aver sbagliato alcune conclusioni sale in cielo per prendere il rimbalzo in attacco ed appoggiare velocemente i due punti in fondo alla retina. Reggio Emilia continua a macinare gioco, ad alternare gli schemi e a punire sistematicamente una difesa casertana non proprio meticolosa. Dopo un paio di errori al tiro si sblocca anche Gaines, ma il gioco della Juvecaserta non migliora, nemmeno quando arriva la staffetta tra Moore e capitan Mordente. Il primo quarto si chiude così sul 22-17 per gli emiliani, che sembrano in pieno controllo della gara.
RONALD MOORE IN AZIONE
Ad inizio secondo periodo la situazione per i padroni di casa non migliora affatto. La produzione offensiva scarseggia. Ogni canestro bianconero sembra arrivare dopo aver compiuto le ‘dodici fatiche di Ercole’. I ragazzi di coach Massimiliano Menetti continuano ad alternare diverse soluzioni offensive, anche se quella principale è schiacciare il piede sull’acceleratore e cercare di colpire prima che la difesa avversaria possa schierarsi. In questo è molto abile Federico Mussini (28-17 al 13’). La risposta casertana è affidata ancora una volta a Sam Young, che infila dalla lunga distanza dai due angoli opposti. Ma chi inizia veramente a giocare è Ronald Moore, che confeziona un paio di pick and roll con Michelori che qualcosa producono. Reggio Emilia dopo aver disputato gran parte della frazione con le cosiddette riserve, rimette in campo l’artiglieria pesante, ma prima che si arrivasse all’ultimo giro di lancette è stato ancora protagonista Moore, che questa volta ha mandato a segnare per ben due volte Richard Howell. Ma non solo, giusto per completare la rimonta, il folletto di Philadelphia s’inventa il tiro dalla lunga distanza che vale il sorpasso. Ma non è finita, perché per guadagnarsi gli applausi scroscianti del PalaMaggiò, prima che la sirena lunga inizi a suonare serve un assist al bacio a Mordente che deve soltanto spingere il pallone in rete, per copiare un’espressione totalmente calcistica.
Al rientro dagli spogliatoi la partita subisce un netto rallentamento.. Entrambe le squadre continuano a tirare davvero male dalla lunga e media distanza, ma ciò che realmente fa la differenza è la difesa che applica la Juvecaserta: arcigna, solida, precisa. I bianconeri mantengono saldamente il vantaggio, seppur esiguo, grazie alle invenzioni di Moore, che segna e fa segnare, decisivo come non mai. Reggio Emilia però è squadra, e nella difficoltà riesce comunque a trovare la soluzione migliore. E poi la rimonta sino al 56-54 di fine terzo periodo è guidata dal giovanissimo Mussini, che fa vedere di avere gli attributi realizzando tre triple consecutive, di cui l’ultima sulla sirena.
Con grande solidità mentale, i reggiani iniziano l’ultimo periodo di gioco con una bomba di Della Valle, e soprattutto con i centimetri di Cervi che nel pitturato afferra svariati rimbalzi. Alla già ingarbugliata partita si aggiunge la sfera emotiva, quando gli arbitri fischiano tecnico prima a Esposito e poi a Diener. Il risultato s’impatta a quota 64 grazie al tiro pesante realizzo da Michele Vitali, che poi replica dall’angolo smorzando le velleità di fuga degli avversari (70-69 al 38’). Gli ultimi sessanta secondi di gioco si aprono con Cinciarini che confeziona l’arresto e tiro del contro sorpasso, ma dopo un errore da ambo le parti, tocca a Carleton Scott realizzare in sospensione il nuovo più uno. Reggio Emilia chiama timeout, dal quale esce con un gioco disegnato per Polonara che libero dall’arco insacca la tripla del 74-72. Ultimi dieci secondi e a prendersi la scena non poteva che essere Moore, che in penetrazione segna e subisce il fallo per il libero aggiunto. Dalla lunetta sbaglia il libero del possibile vantaggio, e sul rimbalzo i reggiani subiscono fallo ma non riescono a segnare sul filo della sirena, ed è dunque overtime.
Reggio Emilia nel supplementare abusa del tiro pesante, e allora Caserta s’invola sul 78-74 a 2’30” dalla fine. Sembra finita. Neanche per sogno. Prima Diener e poi Polonara segnano da tre e si arriva a 25” dal termine sull’84-82. Tra falli e viaggi in lunetta, succederà ben poco nel rush finale di questa partita, che vede la Juvecaserta vincere per 87-82.


LE PAGELLE: Decisivo Moore per la vittoria. Howell lottatore

RICHARD HOWELL A RIMBALZO
HOWELL 7,5: Ha sofferto a tratti la maggiore altezza di Cervi, ma si è battuto da gladiatore sotto le plance, raccogliendo una quantità impressionante di rimbalzi. Anche offensivamente si è reso fondamentale per respingere la rimonta tentata dai reggiani.
GAINES 7: Rispetto alla semifinale contro Cremona, ha tirato a salve, non riuscendo nemmeno a capire di evitare qualche tiro di troppo. Nel finale ha puntato deciso il ferro portando a casa diversi “fallo e canestro”.
MORDENTE 6: Sia in semifinale che in finale ha mostrato di non essere al top. Quando è in campo gli si chiede di portare tranquillità ai compagni, e purtroppo non sempre ci riesce.
YOUNG 7: Contro Cremona ha giocato quasi con il freno a mano tirato. Contro Reggio gli si chiedeva di prendere la situazione in mano. Diciamo bene ma non benissimo rispetto alle precedenti uscite. Ad inizio quarto periodo circa esce per infortunio senza più rientrare.
VITALI 6,5: Due gare piuttosto sotto tono per l’esterno bianconero che tira piuttosto male nel complesso. Due bombe nel finale risolvono però la gara.
MICHELORI 7: Il solito immenso gladiatore. Porta grinta sul rettangolo di gioco quando viene chiamato in causa, e dimostra di avere una forma fisica ottimale.
MOORE 8: Il vero MVP di questa partita. Contro Cremona si è risparmiato svolgendo il semplice compitino. Nella finale invece, ha avuto un inizio da film del thriller. In panchina ci ha pensato su, e quando è rientrato ha praticamente deciso la gara segnando, servendo assist a go-go e prendendosi parecchie responsabilità.
SCOTT 7,5: Tanto lavoro sporco per lui, sempre al posto giusto nel momento giusto. Peccato per l’infortunio proprio nel finale.
MOLIN 6,5: Con Cremona poco da dire. Con Reggio capisce quando togliere Moore, e quando rimetterlo.


SLAM DUNK: Sam Young sale sul trono delle schiacciate

VIDEO GARA DA TRE E DELLE SCHIACCIATE



CASERTA. Nell’intervallo tra la finalina di consolazione che ha visto sfidarsi Scandone Avellino e Vanoli Cremona, e quella che assegnava il V° Trofeo Irtet conteso da Juvecaserta e Pallacnaestro Reggiana, sono andate in scena le competizioni alternative. Stiamo parlando della gara del tiro da tre punti, che vedeva coinvolti Riccardo Cortese per Avellino, Frank Gaines per la Juvecaserta, Drake Diener per la Reggiana e Fabio Mian per Cremona; e la gara delle schiacciate, che coinvolgeva Sam Young della Juvecaserta, Achille Polonara per Reggio Emilia, Justin Harper per Avellino e Cameron Clark per Cremona.
Andando in ordine, iniziamo dalla finale del tiro da tre punti. Dall’arco i migliori cecchini sono stati Diener e Cortese, che hanno raggiunto 60 punti ciascuno, mentre il bianconero Gaines si è fermato a 45. Turno di spareggio dunque, che ha visto Diener mettere a segno quattro dei cinque palloni rispetto ai soli tre dell’irpino.
Per quanto riguarda la gara delle schiacciate, invece, a salire sul trono è stato il casertano Young, che a furor di popolo ha inchiodato al primo tentativo le sue due schiacciate. Harper non ha sfigurato, così come Polonara, mentre Clark ha eseguito due dunk piuttosto semplici.


CITTA' DI CASERTA. Differenza fisica abbastanza vistosa tra le due formazioni
Avellino ancora in rodaggio batte al fotofinish Cremona

CASERTA. La prima palla a due della giornata conclusiva del Torneo “Città di Caserta” è quella che riguarda la Scandone Avellino e la Vanoli Cremona. A vincere, alla fine, sono gli irpini in un PalaMaggiò che non si esime dal fischiare i cugini mai ben visti. Due squadre che si presentano al match con diverse defezioni. Tra le fila dei cremonesi assenti sia Luca Vitali, già a referto per onor di firma nella semifinale contro la Juvecaserta, al quale si è aggiunto per la finale di consolazione del Torneo “Città di Caserta” il playmaker Kenny Hayes. Per Avellino invece, ancora ai box Adrian Banks, che ha comunque provato a fare un po’ di riscaldamento. E la sua assenza ha un peso piuttosto consistenze sulla valutazione dei biancoverdi.
Per quel che riguarda il campo, tra le due formazioni si nota immediatamente una certa differenza fisica. Mentre gli irpini possono schierare una frontline atletica e verticale, i cremonesi ripropongono una sorta di small ball, con quattro esterni puri ed un solo lungo, Campani, che peraltro pivot con la ‘p’ maiuscola non lo è. Nonostante questa differenza, i primi 10’ scorrono via sulla falsariga dell’equilibrio (9-10 al 5’). Mentre la Scandone si appoggia tanto ai suoi lunghi, con Justin Harper che in un paio di circostanze porta davvero a scuola la difesa avversaria, Cremona prova a far muovere la difesa avversaria grazie a ripetute penetrazioni, che spesso non arrivano nemmeno al ferro vista la ‘diga’ biancoverde presente nel pitturato. I lombardi allora si affidano con una certa insistenza alla conclusione dalla lunga distanza, e soprattutto a Fabio Mian che realizza due bombe consecutive dall’angolo regalando il nuovo vantaggio (17-19). Ed è lo stesso esterno cremonese, già in clima finale della gara da tre punti, che dalla stessa mattonella colpisce con il quasi buzzer-beater di fine primo quarto.
Nella seconda frazione i ‘lupi’ difendono sul perimetro con una maggiore intensità, garantendosi un certo margine da poter gestire (30-25 al 15’). Cremona continua con il penetra e scarica, per liberare i tiratori al tiro, visto che l’area pitturata è una zona off-limits. Si scuote per gli uomini di coach Pancotto il prodotto di Villanova James Bell, che prima di andare al riposo lungo realizza un all’alley-oop schiacciato su assist di Ferguson. I lunghi avellinesi però, producono tanto sotto le plance. Trasolini e Lechthaler muovono il punteggio e alla fine si torna negli spogliatoi sul punteggio di 36-34.
Dopo il pit stop, le due formazioni rientrano un po’ scariche sul parquet. Si vive un terzo periodo dove regna l’anarchia tattica, tanto che è palese il richiamo di Ferguson a tutti i compagni dopo un rimbalzo difensivo, ma soprattutto dopo che si è corso da una parte e dall’altra diverse volte in pochissimi secondi. I canestri arrivano in virtù unicamente di azioni personali, che per i vari giocatori impegnati sul rettangolo di gioco valgono qualche applauso da parte del pubblico del PalaMaggiò. Sundiata Gaines riesce finalmente a creare qualcosa di utile in attcco, ma nonostante le potenzialità che Avellino dimostra di avere, c’è ancora molto da lavorare. Più volte, infatti, non c’è comprensione tra gli atleti in casacca biancoverde, segno ineccepitibile che si deve ancora creare quella necessaria alchimia. Dall’altra parte invece, è il turno dell’altro rookie timbrare il proprio tabellino. Si tratta di Cameron Clark. Quando si arriva al 30’ sul tabellone luminoso si legge il punteggio di 59-54. L’ultimo quarto è piuttosto frizzantino, non fossero per le schiacciate a ripetizione che piazzano i biancoverdi. La prima arriva su intuizione di Cavaliero che lancia il contropiede, serve in corsa Hanga il quale a sua volta alza per l’accorrente Trasolini che affonda la bimane. Dopo poco, è proprio l’ala ungherese Hanga a scippare il pallone al suo diretto avversario partendo in transizione e schiacciando eludendo il tentativo di dar fastidio da parte di Mei. E’ partita vera, però, perchè al 35’ il punteggio è di 68-66, grazie alle triple mandate a segno prima da Bell e poi da Jazzmar Ferguson. Quando sul cronometro mancano 3’28” alla fine, la partita si entusiasma. Si segna a ripetizione e quasi ad ogni attacco. Il tutto ha inizio con l’ennesima tripla mandata a segno da Bell, che porta in vantaggio Cremona sul 71-68. Risponde Daniele Cavaliero, piuttosto silenzioso in questo match, ma è immediata la replica di Ferguson. Si gioca punto a punto, decisivi sono alcuni viaggi in lunetta, e alla fine negl’ultimi 30” circa di gara, con la palla in mano ai cremonesi, Avellino ricorre al fallo sistematico per non concedere l’ultimo tiro. Oltretutto, gli irpini hanno un solo fallo di squadra e dunque ne commetteranno ben tre di fila. Il delegato a prendersi l’ultimo tiro per i lombardi è Ferguson. Con poco meno di 5” riceve il pallone, cerca di divincolarsi dal raddoppio che gli irpini attuano e tira rimanendo sospeso in aria per un ben po’. La sua è una preghiera, che gli Dei del basket non accettano visto che il pallone si spegne sul secondo ferro.

domenica 28 settembre 2014

VIDEO: Una Juvecaserta strappa applausi

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/09/2014

PRESENTAZIONE JUVECASERTA 2014/15



CITTA' DI CASERTA. Pubblico del PalaMaggiò tutti in piedi per l'ultima gara di "El Diablo"
Una Juvecaserta strappa applausi
Battuta in modo agevole Cremona

Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo aver riscaldato l’ambiente con la presentazione della nuova Juvecaserta, c’è stata la palla a due della seconda semifinale del Torneo “Città di Caserta”, che metteva di fronte la formazione bianconera e la Vanoli Cremona. Partono a spron battuto i casertani, che si prendono gli applausi per le due bombe di Scott e di Enzino Esposito, che viene accolta con un vero e proprio boato. Cremona però, come se stesse in una bolla, realizza con il trio Usa Haynes-Clark-Ferguson e passa in vantaggio (8-9 al 3’). La Juvecaserta però si affida completamente a Sam Young, il quale segna prima in penetrazione con tanto di contatto, e poi in schiaccia battendo il proprio uomo (21-14 al 6’). Coach Pancotto ricorre al timeout, e coach Molin toglie dal parquet Esposito. Scott colpisce ancora dalla lunga distanza mentre Gaines segna appoggiando al vetro proprio sulla sirena del quarto. Caserta fa le prove di fuga.
ENZINO ESPOSITO IN AZIONE
Al rientro in campo i bianconeri muovo subito il tabellone con Michelori che fa a sportellate nel pitturato segnando in gancio. I bianconeri provano effettivamente ad innestare il turbo, andando a realizzare dei comodi canestri in campo aperto con i vari Scott, che schiaccia, e Gaines, che si beve in slalom due difensori. Grande merito però, va alla difesa che stringe bene le maglie e permette dei buoni recuperi. Cremona prova a schierarsi in difesa con una zona 2-3, più volte mal posizionata. Questo permette al play Moore di innescare per ben due volte Frank Gaines che da tre punti non perdona (46-24 al 14’). La Juvecaserta è completamente padrona della gara, perché tutto quel self controll che i cremonesi avevano dimostrato di possedere nella prima parte di prima frazione, va perdendosi. Gli esterni provano a superare la retroguardia casertana, ma i loro tentativi dalla media distanza si spengono quasi esclusivamente sul ferro. L’unico a mettere punti in cascina è Kenny Hayes, che fa ammattire il diretto avversario in un paio di occasioni. Il finale sorride proprio Cremona, che riesce a ridurre a venti punti esatti il divario al giro di boa.  
Al rientro dagli spogliatoi non c’è molto da sorridere per la Juvecaserta, anche se non ha a nulla a che vedere con il punteggio. Infatti, è l’infermeria quella che sembra essersi già riempita. Infatti, Luigi Sergio, già docciato, torna in panchina con il ghiaccio sul ginocchio, causa un contatto subito durante il primo tempo. Il pubblico del PalaMaggiò può comunque sorridere per Richard Howell, perché il prodotto di North Carolina State mette più volte il pallone nel fondo della retina, concludendo diversi giochi a due con i compagni. E addirittura, si toglie il lusso di fare una stoppata al povero Clark spiccando il volo addirittura dalla lunetta. I ragazzi di coach Pancotto non si sfilacciano, pur apparendo piuttosto esili. Ferguson prima e Hayes dopo colpiscono dalla lunga distanza, ma il divario tra le due squadre resta praticamente invariato. Quando rientra capitan Marco Mordente ci sono applausi anche per lui, visto che prima manda a schiacciare in campo aperto Michele Vitali, un po’ in affanno durante tutto il match soprattutto al tiro, e poi si mette in proprio realizzando una tripla sulla sirena dei 24”.
Anche l’ultimo quarto la Juvecaserta lo gioca con grande intensità, con i bianconeri che si lamentano più volte con gli arbitri per dei fischi contro oppure fischi non arrivati, vedi Gaines e Michelori. La gara comunque è ormai in ghiaccio per i ragazzi di coach Lele Molin, che giocano gli ultimi minuti davvero sul velluto. Per Cremona, che manda a segno due triple con Mian e Mei, prova a scuotersi il rookie James Bell, che realizza quattro punti quasi di fila. Il problema, però, è che mentre in attacco cerca di rendersi utile, in difesa salta sulle finte di Young che, da questo punto di vista, lo porta a scuola. Negl’ultimi 5’ c’è di nuovo spazio per “El Diablo” Esposito, che quando a 39” lascia il parquet per l’ultima volta nella sua straordinaria carriera, viene accolto da uno scroscio di applausi, tanto che viene richiamato a centrocampo con la partita ferma. Prima di appendere definitivamente le scarpette al chiodo, regale delle ultime magie, servendo prima l’assist da tre punti a Gaines dopo essersi liberato con una serie di cambi di mano, e poi attaccando il proprio difensore guadagnandosi il viaggio in lunetta.

Per onor di cronaca, alla finale della gara da tre si sono qualificati Mian (66 punti), Gaines (60) e Diener (60), a causa dell’ex-aequo.


L'ALTRA SEMIFINALE
Avellino si arrende solo nel finale alla più rodata Reggiana

CASERTA. Primo tempo equilibrato nella semifinale tra la Scandone Avellino e Reggio Emilia. Mentre gli irpini devono rinunciare ad Adrian Banks a causa di un risentimento muscolare, gli emiliani sono al completo con l’assenza già scontata di Darjus Lavrinovic. Avellino appare un cantiere aperto, appoggiandosi più volte a Anosike in post che porta quantomeno qualche buon fallo a casa. Reggio Emilia, invece, riesce a difendere con più intensità, e a realizzare diverse volte in transizione. E quando non si può fare contropiede, ci pensa Drake Diener a colpire dalla lunga distanza, dimostrando di essere già in pieno ritmo per il campionato. Daniele Cavaliero ha però prontamente rispetto più volte dall’arco dei 6,75 così fa far andare le due formazioni al riposo lungo con sole due lunghezze a dividerle.
Alla ripresa delle ostilità Avellino inizia a accusare la stanchezza fisica. Reggio Emilia, invece, produce soprattutto con Rimantas Kaukenas e quando, a tratti, riesce a sciorinare un basket d’alta scuola, raggiunge la doppia cifra di vantaggio (75-65 al 28’). Nell’ultima frazione poteva essere ancora una partita se i biancoverdi non sbagliavano quasi ripetutamente dalla lunetta (12/23, appena il 52%), perdendo l’occasione di rimanere a contatto. Da applausi, comunque, l’alley-oop direttamente dalla rimessa di Adam Hanga per l’accorrente Justin Harper che ad una mano ha inchiodato il pallone nel cesto.
GIBO

sabato 27 settembre 2014

Juvecaserta, l’obiettivo è quello di far innamorare gli scettici

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/09/2014

TORNEO "CITTA' DI CASERTA". Contro l’intrigante Cremona i bianconeri vogliono vincere per stupire
Juvecaserta, l’obiettivo è quello di far innamorare gli scettici

Giovanni Bocciero

CASERTA. Oggi ci sarà la prima palla a due del Torneo Città di Caserta, kermesse ormai diventata una bellissima consuetudine per il precampionato della Juvecaserta, che coincide con la presentazione ufficiale della formazione bianconera. Un richiamo al quale tutto il popolo di fede juventina non può non rispondere. Ancor di più oggi, forse, visto che in settimana il presidente del club di Pezza delle Noci, Carlo Barbagallo, ha sottolineato una certa delusione per i circa 1500 abbonamenti staccati fin qui.
FOTO FUNARO
Questo però non è il momento di far polemica, oggi e domani bisognerà unirsi tutti insieme, squadra e tifosi, per far sentire ancora una volta che la Juvecaserta merita tutto l’affetto, e che Caserta città è disposta a dimostrarlo. Contro Cremona, l’avversaria in semifinale dei bianconeri, sarà fondamentale anche il sostegno del pubblico, visto che all’esordio assoluto al PalaMaggiò le gambe, soprattutto ai nuovi, potrebbero tremare. E’ inutile nascondere che non ci sia una certa attesa per questa stagione, anche e soprattutto perché in sede di mercato il giemme Marco Atripaldi con l’aiuto di tutto lo staff tecnico e dirigenziale ha tirato su un roster che può davvero stupire in questo campionato, con l’obiettivo dichiarato dei playoff.
Siamo sicuri che lo spettacolo sulle tribune, così come quello in campo, in questa ‘due giorni dei canestri’ sicuramente non mancherà. La palla, dunque, passa a Sam Young e compagni, chiamati a ripetersi e forse a qualcosa di più dopo le prime buone uscite a Trapani e Brindisi. Magari saranno decisive proprio queste loro prestazioni a convincere i più scettici nell’acquistare la propria tessera.

ROSTER CREMONA: Travis HYMAN (pivot, 1987, 213 cm, Usa), Kenny HAYES (play/guardia, 1987, 186 cm, Usa), Giulio GAZZOTTI (ala, 1991, 202 cm), Luca VITALI (play/guardia, 1986, 201 cm), Fabio MIAN (guardia, 1992, 196 cm), Luca CAMPANI (ala/pivot, 1990, 208 cm), Jazzmar FERGUSON (play/guardia, 1988, 185 cm, Usa), Nicola MEI (guardia, 1985, 185 cm), Cameron CLARK (ala, 1991, 198 cm, Usa), James BELL (ala, 1992, 198 cm, Usa), Matija POSCIC (pivot, 1985, 206 cm, Croazia).

L’unico ad essere rimasto lì a Cremona, è stato l’allenatore Cesare Pancotto. E toccherà proprio a lui costruire da zero questa squadra, assemblando pezzo per pezzo ogni singolo giocatore che ha deciso di indossare la casacca gialloazzurra.
Nonostante la formazione lombarda abbia dovuto anche rinunciare a preparazione iniziata dell’atleta statunitense Darrius Garrett, sul parquet si è lavorato sodo e nelle prime amichevoli di questo precampionato è stata soprattutto la grinta che ha contraddistinto la squadra cremonese. Insomma, mancherà l’esperienza, mancheranno dei pilastri di certezza, eppure questa Cremona sta dimostrando di poter puntare a qualcosa in più della sola salvezza. Certo, i test match estiti fanno poco conto ma se il buongiorno si vede dal mattino, bisognerà pur crederci. In verità, la dirigenza c’ha pure provato a chiudere la campagna acquisti con un colpo da novanta, quel Marco Cusin che forse non ha mai preso seriamente in considerazione la proposta dei lombardi. E così, senza demoralizzarsi, Cremona ha subito sostituito Garrett con Hyman, ed aggregando alla squadra il pivot croato Poscic.

Coach Pancotto dovrà, però, saper utilizzare il potenziale a propria disposizione, visto che la presenza in roster di tanti rookie significherà che a quella ‘incoscienza’ che può farti volare, raggiungendo risultati straordinari, camminerà a braccetto con l’incostanza di chi è di primo pelo. L’azzurro Vitali ed il regista Hayes saranno le colonne portanti, così come Ferguson, lo scorso a Forlì, potrebbe essere il giocatore decisivo. L’ala Gazzotti proveniente dalla Virtus Bologna, il lungo Campani prelevato dal Montegranaro e la guardia Mian arrivato dall’Agrigento sono giovani nostrani da lanciare, così come dovranno essere svezzati nel loro primo campionato senior Clark, l’ala atletica tuttofare che lo scorso anno ha portato Oklahoma University al Torneo NCAA, e Bell, altra ala molto versatile che a Villanova ha dimostrato di possedere una buona media realizzativa.

REGGIO EMILIA. Squadra costruita per puntare ai primi posti in campionato con tanti giovani prospetti
Gli emiliani atterrano all’ombra della Reggia senza Lavrinovic

ROSTER REGGIO EMILIA: Federico Mussini (play, 1996, 182 cm), Francesco Veccia (play, 1993, 190 cm), Achille POLONARA (ala, 1991, 203 cm), Darius LAVRINOVIC (ala/pivot, 1979, 212 cm, Lituania), Amedeo Della Valle (guardia, 1993, 194 cm), Michele Antonutti (ala, 1986, 202 cm), Adam PECHACEK (ala/pivot, 1995, 207 cm, Rep. Ceca), Giovanni Pini (ala, 1992, 200 cm), Rimantas Kaukenas (guardia, 1977, 192 cm, Lituania), Riccardo Cervi (pivot, 1991, 214 cm), Ojars Silins (ala, 1993, 200 cm, Lettonia), Drake DIENER (guardia, 1981, 196 cm, Usa), Andrea Cinciarini (play, 1986, 193 cm).

CASERTA. La Pallacanestro Reggiana atterrerà all’ombra della Reggia senza il lungo lituano Lavrinovic, operato con successo al pollice della mano sinistra che lo costringerà ad una riabilitazione della durata di sessanta giorni circa. Ma in casa biancorossa non si fanno certamente drammi. Gli emiliani di coach Massimiliano Menetti, hanno confermato per intero il roster che tanto bene ha già fatto nella passata stagione, aggiungendo al telaio dei giocatori dall’indubbio valore. Atleti che sembrano essere stati inseriti ad hoc in un puzzle quasi perfetto. Oltre a Lavrinovic, il giemme Alessandro Frosini, ex conoscenza del PalaMaggiò, è riuscito ad ingaggiare il cecchino Drake Diener, strappandolo alla concorrenza niente di meno che dell’Olimpia Milano, e l’ala azzurra Polonara, che ha sposato in toto il progetto emiliano così come il giocatore ceco Pechacek, prelevato dalle giovanili della Virtus Bologna. Questi quattro volti nuovi andranno ad impreziosire il roster biancorosso che, nonostante abbia perso James White, ha tutte le carte in regola per competere ad alto livello.
L'ESPERTO DRAKE DIENER
Coach Menetti potrà contare su di un mix d’esperienza e di gioventù, di talento e potenziale che costringono a tenere sott’occhio la formazione di Reggio Emilia. Inoltre la squadra sembra più profonda rispetto alla passata stagione, potendo contare sul play della Nazionale Cinciarini in cabina di regia, oltre al gioiellino di casa Mussini entrato nel mirino di college americani prestigiosi come Gonzaga e Saint Jonh’s, che gli vorrebbero offrire una borsa di studio per l’anno venturo. Sul perimetro, oltre al già citato Diener, agirà l’eterno Kaukenas ed Amedeo Della Valle, atteso forse dalla stagione della consacrazione dopo esser tornato dal biennio ad Ohio State. Nel post di ‘ala piccola’ ci sarà la versatilità di Polonara e Antonutti, il primo che offensivamente può essere un ulteriore freccia nell’arco, ed il secondo difensivamente un fattore. Ci sarà una certa abbondanza, invece, per i due ruoli riservati ai lunghi. Infatti il tecnico emiliano, escluso per questo inizio di campionato in cui Darius Lavrinovic sarà purtroppo indisponibile, potrà scegliere tra i due prospetti dell’Est Europa Silins, che la scorsa estate si è giocato la propria carta al draft NBA senza però venire scelto, e Pechacek in rampa di lancio, potrà scegliere il nazionale Cervi, di ritorno dalle qualificazioni ad EuroBasket 2015 dove ha saputo ritagliarsi il proprio spazio, e l’altrettanto giovane Pini, già utilizzato spesso nello scorso campionato.
GIBO

AVELLINO. Dopo tante vicissitudini gli irpini sono pronti a stupire ancora una volta nella prossima Lega A
Il veliero dei lupi biancoverdi fa rotta in Terra di Lavoro

ROSTER AVELLINO: Daniele Cavaliero (play, 1984, 188 cm), Riccardo CORTESE (guardia, 1986, 195 cm), Luca LECHTHALER (pivot, 1986, 206 cm), Ivan Morgillo (ala/pivot, 1992, 206 cm), O.D. ANOSIKE (pivot, 1991, 203 cm, Nigeria), Adam HANGA (ala, 1989, 200 cm, Ungheria), Marc TRASOLINI (ala/pivot, 1990, 206 cm, Canada), Junior CADOUGAN (play, 1990, 187 cm, Canada), Adrian BANKS (guardia, 1986, 191 cm, Usa), Sundiata GAINES (play, 1986, 185 cm, Usa), Justin HARPER (ala, 1989, 208 cm, Usa).

CASERTA. Nonostante mille avversità, burocratiche e forse anche societarie, Avellino c’è. Alla fine il veliero irpino è riuscito a salpare, verso quale destinazione ancora non si può dire, anche se i primi risultati nei test amichevoli sono parecchio confortanti. Sulla carta la Scandone ha allestito un roster di tutto rispetto per il prossimo massimo campionato italiano, ma bisogna capire i ritardi nei tesseramenti prima, e nell’inizio del raduno poi, a cosa sono realmente additabili.
JUSTIN HARPER IN MAGLIA MAGIC
Le certezze per questa stagione saranno coach Frank Vitucci ed il neo capitano Daniele Cavaliero. Il tecnico ha praticamente costruito una squadra a sua immagine e somiglianza. Via gli ‘esuberi’ con i quali l’allenatore non è riuscito a legare, e dentro giocatori di genio e di talento, come Gaines, di ritorno in Italia dopo la stagione a Cantù (2008/09) e soprattutto dopo aver provato le sue chance in NBA con Utah, Minnesota, Toronto e New Jersey; oppure Harper, l’ultimo arrivato e subito decisivo che può vantare una mezza stagione in NBA con gli Orlando Magic prima di finire all’Hapoel Tel Aviv. Completano l’ideale starting-five biancoverde il pretoriano Banks, che Vitucci ha già avuto a Varese nella stagione in cui a tratti si è sognato il tricolore, e il corazziere Anosike, per presenza e fisicità forse il miglior pivot in Italia. Grande attenzione bisognerà riservare al giovane Hanga, da tutti gli addetti ai lavori considerato un prospetto. E poi ci saranno i cosiddetti gregari, che permetto ad Avellino di avere un roster comunque profondo, vedi il beniamino del pubblico Cavaliero, così come l’esterno Cortese di ritorno in Irpinia dopo aver fatto mangiare amaro alla Juvecaserta con Pistoia, così come i lunghi Trasolini, che in casacca ‘lupi’ ricomporrà la coppia con Anosike vista a Pesaro, e Lechthaler, che pur senza mai essere esploso può calcare il parquet per minuti importanti. E poi c’è il play canadese Cadougan, uscito appena due stagioni fa dall’università di Marquette e che sarà tutto da scoprire anche se di lui si dice un gran bene.
GIBO