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martedì 26 aprile 2016

Juvecaserta, coach Dell’Agnello: «Qui nessuno vuole mollare»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 27/04/2016

LEGA A. La Juvecaserta deve ricompattarsi in vista del delicato match contro Trento
Coach Dell’Agnello: «Qui nessuno vuole mollare»

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Coach Sandro Dell'Agnello ha voluto fare chiarezza e analizzare il momento della sua Juvecaserta dopo la scialba prestazione, per non dire altro, di Brindisi e soprattutto in vista del match delicatissimo e decisivo per la permanenza in Serie A contro Trento. «Sono l'allenatore ed ho indubbiamente delle responsabilità sia tecniche che morali. Manca una settimana alla gara decisiva per la nostra stagione e credo sia giusto dire che qui nessuno vuole mollare. Un anno come questo che abbiamo appena fatto, tra infortuni e roba varia, ti porta purtroppo delle scorie dietro. La reazione che spesso abbiamo avuto a Brindisi purtroppo non c'è stata perché i ragazzi hanno pagato psicologicamente le partite precedenti. Nelle ultime sfide tra Venezia, Avellino e le tante altre ce la siamo sempre giocata fino alla fine venendo poi però battuti proprio sul finire. Nonostante la brutta prestazione di Brindisi, comunque, io dico che siamo ancora presenti. Lo dice la classifica, lo dice il campionato. Ormai ho imparato a conoscere i difetti ed i pregi di ogni nostro giocatore e quindi posso dire che siamo ancora qui vogliosi di lottare finché potremo».
FOTO ELVIO IODICE
Sarà importante l'ambiente che mercoledì riuscirà a creare il PalaMaggiò, più che mai il sesto uomo in questo frangente. «Ci serve un'unità d'intenti, a partire da noi e dalla società e anche grazie al pubblico e all'iniziativa intelligente vagliata dalla Juvecaserta di mettere il biglietto al prezzo di un euro in vista di Trento. La squadra avrà bisogno del sostegno dei nostri tifosi, sempre, perché se iniziamo con un 4/4 allora sono gli stessi giocatori che si galvanizzano, ma se iniziamo con uno 0/4 allora abbiamo bisogno del sostegno e del tifo di tutto il PalaMaggiò. Ci attende un lungo lavoro in vista di mercoledì, che per noi rappresenta una gara decisiva, e dobbiamo essere tutti in fiducia. Una fiducia che tra l'altro abbiamo avuta durante tutto l'anno. Da questo punto di vista abbiamo una serie di giocatori emotivi, che non vuol dire senza carattere, ma che se vengono sostenuti in un certo modo allora possono andare oltre i propri limiti e diventare un fattore».
Nelle ultime uscite sia Siva che Downs sono stati protagonisti di prestazioni molto al di sotto delle loro potenzialità, sembrando di stare a pensare a cosa fare dopo questa esperienza. «Il ruolo di allenatore che ricopro fa sì che li debba supportare e non bastonare, nonostante durante l'anno li abbia spesso bastonati. Ma non è questo il momento proprio perché abbiamo in vista l'ultima partita dell'anno. Ieri invece di fare allenamento ho parlato per due ore con i giocatori su diversi aspetti, e su cose che non si trovano scritti su nessun libro di pallacanestro. Se c'è il momento in cui non ti gira nulla, allora per un paio di azioni è bene mettersi da parte nascondendosi, piuttosto che far vedere di prendere il pallone e fare qualcosa. A Brindisi quando abbiamo sbagliato qualche canestro o qualche azione abbiamo forzato ulteriormente invece di provare la cosa più semplice e stupida che potessimo fare. Assolutamente gli americani non stanno pensando a ciò che ne sarà della loro carriera dopo Caserta. Nessuno se ne vuole andare da qui con una sconfitta, proprio perché ho cercato di infondere in ognuno di loro l'attaccamento a questi colori, che se mi permettete, nessuno più di me può trasmetterlo. Bobby Jones in questo momento ha la faccia giusta per provare a coinvolgere gli altri sulla strada giusta che dobbiamo perseguire. Così come per i giocatori, anche il mio futuro è giocare contro Trento, e non penso minimamente a ciò che succederà dopo quella gara. Da giovedì poi potrà iniziare ogni tipo di processo, ed ognuno dirà la sua a riguardo. Prima però è necessario che l'ambiente tutto remi in un'unica direzione».
L'obiettivo del tecnico bianconero è al momento uno solo. «Spero di arrivare a martedì dove tutti siano al 100%, così da poter fare una vera e propria scelta tecnica. Quindi spero di poter decidere, nel caso, se schierare Linton Johnson, che ha saltato Brindisi a causa di un ematoma al ginocchio, o Uros Slokar, che sabato mattina ha ricevuto una pallonata sull'occhio dovendo portare una benda sino a poco prima di entrare in campo domenica. Al momento, comunque, esclusi i piccoli acciacchi stiamo più o meno tutti in condizioni accettabili. La coperta è corta e non lo diciamo certamente adesso. Ci manca un giocatore per le rotazioni, ma più di tutto ci manca un go-to-guy. Durante la stagione abbiamo cavalcato Siva, Downs e Cinciarini, a cui abbiamo affidato spesso e volentieri i palloni decisivi per vincere le partite. Adesso proprio questi tre giocatori stanno avendo grande difficoltà in campo, e quindi è come se avessimo un'ala spezzata».

lunedì 18 aprile 2016

Juvecaserta, cresce la paura per la retrocessione

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 19/04/2016

LEGA A. I bianconeri raggiunti da Torino devono vincere almeno una partita
Juvecaserta, cresce la paura per la retrocessione

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Nel post partita del derby di mezzogiorno coach Sandro Dell'Agnello ha risposto piuttosto deciso è spaventato alla domanda se aveva paura di retrocedere. In serata, con la vittoria di Torino contro Brindisi - prossima avversaria della Juvecaserta - avrà sicuramente aumentato questo suo stato di insicurezza. I piemontesi con quel successo raggiungono in classifica a quota 20 punti proprio i bianconeri e la Virtus Bologna, per una rincorsa salvezza a due turni dal termine del campionato che coinvolge queste tre compagini.

IL POTENZIALE. Caserta ha pagato anche contro Avellino sicuramente una panchina cortissima per quelli che sono ormai gli standard del massimo campionato. E poi c'è da dire che lo stato di forma di alcune delle sue "stelle" non è più quello di alcuni mesi fa. Su tutti ovviamente ci si riferisce a Peyton Siva e Micah Downs che tra dicembre e gennaio, e un po' anche febbraio, hanno attraversato un periodo da Re Mida: qualunque cosa facessero si tramutava in oro. Anche domenica invece, per il play ex Louisville si sono contate troppe palle perse in momenti delicati del match, poca razionalità, a volte con delle circumnavigazioni alla Magellano intorno all'area pitturata (cit. Domenico Landolfo) che non portavano in dote alcunché alla sua squadra. Diverso il discorso per Downs invece, perché se il suo concittadino di Seattle almeno qualcosa ha scritto sulle statistiche, il giramondo di mezza Europa ha toppato alla grande, pensando a protestare sin dall'inizio con gli arbitri, dato sfogo a tutto il suo istinto così da scomparire dalla partita senza lasciar traccia. E se già sei costretto a giocare in sette, e due uomini importanti vengono meno, allora diventa davvero difficile pensare di portare a casa la vittoria.

MICAH DOWNS (FOTO ELVIO IODICE)
LA METAMORFOSI. Circa due mesi fa la classifica della Serie A è spezzata in due tronconi, in nove lottavano per la qualificazione ai playoff ed in sette invece pensavano alla sola salvezza con la Juvecaserta che guardava tutti dall'alto nel secondo gruppetto. Un piazzamento per il quale ad inizio anno si sarebbe firmato, come dichiarato a più riprese dallo stesso tecnico bianconero. Da quel momento in poi il club di Pezza delle Noci ha infilato un record di 1 vittoria e 8 sconfitte. Un bottino magrissimo che, a conti fatti, non può farti lottare per la retrocessione. Otto sconfitte consecutive intervallate dal miracolo di Pesaro che quantomeno tiene ancora a galla Dario Hunt e compagni, perché altrimenti adesso si poteva essere sul fondo e completamente da soli con un piede e mezzo nella fossa. Fortunatamente ancora tutto è aperto e - cosa di grande rilievo - la Juvecaserta è artefice del proprio destino. Il 2-0 nello scontro diretto con Bologna ed il +2 nella differenza punti con Torino le permettono di poter vincere una sola gara delle prossime due per festeggiare l'aritmetica salvezza dato che domenica ci sarà lo scontro diretto tra felsinei e torinesi ed una delle due rivali sarà costretta a rimanere a 20 punti con l'ultimo turno da giocare. Il suo Caserta lo dovrà comunque fare, perché tra la trasferta di Brindisi e l'ultimo match contro Trento due punti in cascina li dovrà per forza mettere per non rischiare la beffa sul filo di lana.

IL RUSH FINALE. Dicevamo del pessimo record di 1-8 fatto registrare da Bobby Jones e soci negli ultimi nove incontri di campionato. Di quel gruppetto relegato nella parte calda della classifica, in questo intervallo di nove gare, Varese guida con un fantastico 6-3 che adesso le permette addirittura di poter lottare per un posto ai playoff; Pesaro e Capo d'Orlando seguono con un 5-4 che gli ha di fatto permesso di compiere aggancio e sorpasso ai danni dei bianconeri conquistando la salvezza; Torino è stata autrice di un 4-5, che diventa ancora più incredibile con un 4-1 nelle ultime cinque gare, che gli ha riacceso più di una speranza per la permanenza in massima serie; peggiori con un bilancio di 3-6 sono Cantù - che comunque è salva e può guardare già all'anno prossimo - e Bologna che si ritrova forse con il calendario più delicato avendo lo scontro diretto in casa contro i piemontesi e poi la trasferta non proibitiva ma difficile di Reggio Emilia.

martedì 22 marzo 2016

La Juvecaserta crolla nel finale, Venezia espugna il PalaMaggiò

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 22/03/2016

LEGA A. I bianconeri di coach Sandro Dell’Agnello subiscono un parziale di 13-0 negli ultimi 3’
La Juvecaserta crolla nel finale
Venezia espugna il PalaMaggiò

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Venezia espugna Caserta. Coach Dell’Agnello cambia per l’ennesima volta il proprio starting five e decide di buttare nella mischia dal primo minuto Cinciarini e Slokar. Gli accoppiamenti sono piuttosto scontati, in cabina Siva contro Green, Slokar su Savovic e Hunt si Owens per contrastare la verticalità del lungo veneziano, Cinciarini accoppiato con Bramos a cui però cede almeno 15 centimetri. L’inizio di gara mette in evidenza una grande voglia da entrambe le parti, anche se le tante imprecisioni non fanno decollare il punteggio. Gli ospiti s’involano dopo tre giri di lancette sullo 0-9 grazie ad una bomba di Goss e due di Bramos, che colpiscono dallo stesso angolo. La prima retina bianconera la smuove Cinciarini dall’arco dei 6,75, ed il PalaMaggiò praticamente esulta come per un gol della Casertana. La Juvecaserta però continua a faticare, spreca anche un contropiede facile mentre Slokar è l’unico che prova a lottare sotto le plance. I fischi arbitrali iniziano anche a spezzettare troppo la gara, e allora per una Caserta che non trova ritmo c’è una Venezia che corre sino al 5-23. Dagli spalti si sentono anche delle bordate di fischi perché il popolo di fede bianconera non è affatto soddisfatta dello spettacolo a cui stanno assistendo.
LA SQUADRA BIANCONERA (FOTO ELVIO IODICE)
A cavallo tra la fine e l’inizio dei primi due quarti la formazione di Terra di Lavoro riesce a mettere a segno un 10-0 di parziale che la fa riavvicinare. Coach Dell’Agnello in questo frangente le prova un po’ tutte, dalla difesa a zona allo schieramento di un solo lungo di ruolo. E proprio quando Johnson è l’unico pivot in campo, ed al suo fianco opera da quattro tattico Downs, Venezia sembra accusare in negativo il possibile mismatch con Savovic. Infatti tempo un paio di azioni, e coach De Raffaele preferirà richiamare in panchina il lungo slavo per mettere dentro Viggiano, e passare anch’esso alla difesa a zona. La Juvecaserta va pressocché con alcune fiammate offensive, anche dello stesso Downs, mentre dall’altra parte il rientrante Bramos infila altre due bombe sempre dallo stesso angolo che permette alla sua squadra di ritornare sulle 17 lunghezze di vantaggio. Il finale del primo tempo comunque sorride ai casertani che chiudono con soli 10 punti di svantaggio.
La ripresa inizia con 5 punti di fila per Downs, che mette nuovamente in difficoltà Savovic nell’accoppiamento che viene richiamato immediatamente in panchina. L’inerzia della gara è comunque in favore dei padroni di casa che con Giuri recupera palla in difesa ma poi spreca con lo stesso esterno che prova la tripla in campo aperto. Il tiro pesante lo infila però Cinciarini poco dopo che vale il meno uno (46-47), subito replicata da Viggiano. Venezia allora prova a scappare di nuovo sul 48-54, ma ancora Downs si alza dall’arco dei 6,75 e riporta a tre distanze di svantaggio la sua squadra quando mancano 4’ al termine della terza frazione di gioco. L’ala nativa di Seattle diventa decisamente uno spauracchio per la difesa lagunare, e sulle sue giocate l’impianto di Castel Morrone diventa un’autentica bolgia mentre sale di colpi la retroguardia bianconera. Con i liberi di Cinciarini Caserta compie il sorpasso sul 55-54, e allora Venezia corre ai ripari chiamando il timeout per ricomporre i cocci. Si decide di alternare la difesa a uomo con una zona 3-2, ma non si riesce a mettere la museruola a Downs che continua a segnare con grande disinvoltura mandando a bersaglio la tripla che vale il nuovo sorpasso per i bianconeri, che grazie al percorso netto in lunetta di Slokar vanno addirittura sul più tre (62-59).
Gli ultimi seicento secondi vedono una Juvecaserta difendere con il coltello tra i denti, e così si susseguono i recuperi prima di Siva e poi di Giuri. Ma è un movimento in post basso di Slokar, che manda letteralmente a scuola Ress, che regala a Caserta ben 5 punti sul parziale di 66-61. E quando Venezia di riffa e di raffa riesce comunque a ritornare a distanza di un punto. Prima Slokar a fil di sirena, poi Cinciarini con un arresto e tiro a centro area, e infine il tap-in di Hunt valgono il nuovo allungo casertano sul 71-66 a 5’ e spiccioli dalla fine della gara, che costringono coach De Raffaele ad interrompere la gara con il minuto di sospensione. A tre giri di lancette dalla fine la situazione falli inizia a farsi pericolosa per la Juvecaserta che ha in campo Siva, Cinciarini e Giuri con quattro falli. Owens nel pitturato segna e subisce il fallo per il libero supplementare che sbaglia, ma da il la al parziale dei lagunari di 13-0. Il piazzato di Jackson, la tripla dall’angolo di un Green poco appariscente per tutta la gara, e soprattutto la penetrazione di Goss ribaltano il punteggio: 73-75. Ma purtroppo non è finita lì, perché anche Jackson dall’arco dei 6,75 realizza il canestro che di fatto chiude i conti a poco più di 40” dal termine. Caserta tira con Cinciarini per cercare di rianimare il rush finale della partita, ma con il fallo sistematico Venezia mette in cascina i due punti in palio.

lunedì 15 febbraio 2016

Juvecaserta, dalla salvezza si può credere nei playoff. Tegola Metreveli

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 16/02/2016

LEGA A. Brutta tegola per Nika Metreveli che dovrà stare fermo tra le 8/10 settimane
Juvecaserta, dalla salvezza si può credere nei playoff

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Una vittoria importante per la Juvecaserta contro la Virtus Bologna, che se non fosse per le altrettante vittorie delle dirette inseguitrici, avrebbe quasi voluto significare salvezza certa. Da questo punto di vista, infatti, Capo d’Orlando e Pesaro hanno inanellato la loro settima “doppia v” e sono in salita; in discesa invece Varese e la stessa Bologna sconfitta al PalaMaggiò: adesso tutte e quattro condividono la dodicesima piazza con 14 punti, rispettivamente davanti all’ultima della classe che è quella Torino (12 punti) che sta provando a rialzarsi prima sul mercato e poi in classifica; e all’inseguimento di quella Cantù (16 punti) che proprio con il mercato sta aggiungendo quasi settimanalmente un pezzo nuovo senza riuscire poi a far parlare il campo.

DOWNS VOLA A CANESTRO (FOTO IODICE)
CORSA SALVEZZA. Davanti a queste sei compagini, c’è appunto Caserta che con i suoi 18 punti può guardare tutti dall’alto verso il basso con scontri diretti più o meno favorevoli: con Cantù 0-1, Pesaro 1-0, Varese 1-1 (differenza punti in perfetta parità), Capo d’Orlando 1-0, Bologna 2-0, Torino 1-1 (+2). Con quest’ultima affermazione da parte della truppa di coach Sandro Dell’Agnello, è stato apposto l’ennesimo mattoncino a quella costruzione chiamata “salvezza ". Partita non di spessore tecnico, ma certamente di alto profilo agonistico; non perfetta dal punto di vista tattico, ma sicuramente importante da quello della voglia e della caparbietà. Insomma, la solita partita tutta grinta e cuore da parte dei bianconeri che non hanno fallito l’appuntamento con i “due punti”.
La Juvecaserta non potrà di certo cullarsi sugli allori per questa vittoria però, perché nel prossimo turno di campionato farà visita ad un’altra diretta concorrente, ovvero la nuova Capo d’Orlando del tecnico casertano doc ed ex bianconero Gennaro Di Carlo, che sta attraversando un momento piuttosto positivo avendo vinto tre delle ultime quattro partite disputate abbandonando di conseguenza l’ultima posizione in classifica e risalendo velocemente la china verso l’obiettivo della permanenza in massima serie.

FORMA FISICA. In favore della Juvecaserta vi è anche un febbraio non particolarmente faticoso che ha permesso, e continuerà a permettere ai vari atleti acciaccati di recuperare la loro miglior forma fisica. In questo mese infatti, a causa della partita rinviata con l’Olimpia Milano e l’ormai imminente competizione delle Final Eight di Coppa Italia che si disputeranno nel prossimo weekend, Caserta disputerà soltanto due partite: una già vinta contro Bologna e quella del prossimo 28 febbraio contro Capo d’Orlando. Due partite decisive. Come detto però, questo calendario “soft” permetterà di recuperare i vari acciaccati che in quel di Pezza delle Noci sicuramente non sono mancati in questa stagione. Ultimo Nika Metreveli, che ha riportato una lesione muscolare che lo terrà fermo tra le 8/10 settimane. Avere il roster al completo è un fattore non indifferente per coach Dell’Agnello. Lo si è visto proprio contro i felsinei, gara in cui il rientrante Viktor Gaddefors è stato determinante per gli equilibri del quintetto e decisivo più che mai per la vittoria. Una Juvecaserta al gran completo potrà giocarsela davvero contro qualsiasi avversario, e strappare un posto per i playoff potrebbe non essere una cosa così impossibile, dopotutto basta crederci.

lunedì 11 gennaio 2016

ASG2016. Dario Hunt e Micah Downs si mettono in grande evidenza

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/01/2016

ASG2016. L’ala di Seattle ha conteso lo Slam Dunk Contest
Juvecaserta, Hunt e Downs si mettono in grande evidenza
I due giocatori c’hanno messo un po’ per ambientarsi ma poi si sono ritagliati il loro piccolo spazio nel match

di Giovanni Bocciero

CAVIT TEAM 154
DOLOMITI ENERGIA148
(35-46; 66-78; 108-108)

CAVIT TEAM: Jamel McLean 4, Pietro Aradori 6, Stefano Tonut 4, Mike Green 13, Abdul Gaddy 2, JaJuan Johnson 27, James Nunnally 14, Tyrus McGee 35, Achille Polonara 8, Alex Kirk 31, Dario Hunt 10, All. Dan Peterson- Max Menetti.
DOLOMITI ENERGIA: Micah Downs 13, David Logan 28, Julian Wright 6, Awudu Abass 16, Luca Vitali 3, Austin Daye 20, Davide Pascolo 4, Michael Bramos 5, Wayne Blackshear 6, Semaj Christon 10, Krunoslav Simon 14, Dewayne White 23, All. Valerio  Bianchini- Maurizio Buscaglia.

CASERTA. Al PalaTrento è andata in scena la 30esima edizione dell’All Star Game Italia, e per il secondo anno consecutivo il format della kermesse ha abbandonato la partecipazione della Nazionale azzurra per vedersi affrontare due selezioni con un mix tra giocatori italiani ed internazionali. Questo permette sicuramente che lo spettacolo offerto dalle due compagini sia molto omogeneo sul parquet, ed il palazzo trentino piuttosto gremito sembra apprezzare sin dalla palla a due. Pronti e via, di difesa non se ne vede assolutamente, in compenso sono tanti i canestri che arrivano soprattutto in due modi: su pick and roll da cui nascono alley-oop o tagli; oppure nei più classici cutch and shot dall’arco dei tre punti dove c’è poca circolazione e si tira al primo passaggio. Tutto nella regola, insomma, per questo evento che è creato proprio per liberare da qualsivoglia pressione da prestazione i giocatori ed esaltare la loro creatività, fantasia e spregiudicatezza all’unico fine di far divertire il pubblico e rendere spettacolare la gara.
Per quanto riguarda i due giocatori della Juvecaserta coinvolti, Dario Hunt e Micah Downs, i bianconeri ci mettono un po’ prima di adattarsi all’ambiente. Hunt salta per due alley-oop ma il tempismo è ciò che manca. Dall’altra parte non fa meglio Downs che alla prima azione vorrebbe saltare per inchiodare un’assistenza, ma si infastidisce con un compagno, così come nell’azione successiva dove in contropiede passa un pallone a metà tra due compagni. E’ nel secondo periodo che entrambi riescono a timbrare il cartellino, ma il meglio deve ancora arrivare, soprattutto perché all’intervallo c’è lo Slam Dunk Contest. Nel break tra primo e secondo quarto, intanto, è tempo del Three Point Contest, al quale vi è un vero e proprio intruso. Infatti, oltre agli annunciati Michael Bramos, Tyrus McGee, Krunoslav Simon (che vincerà) e Alex Kirk (che sarà l’Mvp dell’All Star Game), i social hanno chiesto a gran voce la presenza di David Logan. Il cecchino di Sassari non è stato però letale. E non lo è stato, per certi versi, neppure l’ala bianconera di Seattle, visto che Downs ha conteso la gara delle schiacciate ad Awudu Abass, che con la dedica a Kobe Bryant ha alzato il trofeo. Archiviati i contest, si è ripreso a giocare la partita e qui sia il numero 1 che il numero 4 casertani si sono ritagliati il loro piccolo spazio raggiungendo la doppia cifra.

sabato 9 gennaio 2016

La Juvecaserta ha sempre ben figurato all’All Star Game

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/01/2016

AMARCORD. Sono 24 le convocazioni di atleti bianconeri
La Juvecaserta ha sempre ben figurato all’All Star Game
La partita delle stelle nostrane fu disputata nel lontano 1983 per la prima e fin qui unica volta tra le mura del PalaMaggiò

di Giovanni Bocciero

CASERTA. L’All Star Game Italia, la partita delle stelle nostrane che si disputerà questo pomeriggio a Trento, è arrivato alla sua 30esima edizione. La prima fu disputata il 12 maggio del 1982, e nell’arco degli anni ha cambiato più volte il format. Infatti, alle origini si sfidavano le rappresentative del campionato di A1 e di A2, che all’epoca vedevano le prime quattro del secondo torneo partecipare addirittura ai playoff scudetto. Dal 1989 erano l’una contro l’altra delle rappresentative territoriali, ovvero Sud contro Nord. Nel 1992 e 1993 invece, la Serie A e la Liga ACB spagnola organizzarono la kermesse insieme, con due squadre a rappresentare la crème de la crème dei rispettivi campionati. Su questa falsariga, nel 1994 la manifestazioni si ampliò e ci fu un triangolare tra Serie A, Liga ACB e Pro A francese. Dal 1996 entrò in gioco la Nazionale italiana, la cui prima presenza si ebbe già nel 1991, che sfidava di volta in volta il Team All Stars del campionato, con la sola edizione del 2005 che vide affrontarsi due squadre di All Stars per beneficenza. Dal 2007 al 2010 la partita delle stelle non si disputò, mentre dal 2011 è ritornato questo appuntamento folcloristico della pallacanestro italiana. 
FOTO FILAURO
La seconda edizione dell’All Star Game, giocato il 9 febbraio del 1983, si disputò al PalaMaggiò di Castel Morrone. Fin qui si tratta del primo ed unico appuntamento disputato nel “palazzo dei cento giorni”, e quella edizione vide il team dell’A1 guidata dall’Mvp del match Clyde Bradshaw e da Mike D’Antoni imporsi per 137-121 sul team dell’A2 allenato dal tecnico della Juvecaserta, Bogdan Tanjevic, e tra le cui fila militavano i bianconeri Oscar Schmidt, che realizzò 20 punti, e Zoran Slavnic. In totale il club di Pezza delle Noci ha avuto ben 24 convocazioni di propri atleti per questo speciale evento, ed il maggior numero di presenze le ha proprio la “Mao Santa” con sette, che ha realizzato complessivamente 193 punti, per 27,6 di media. Di seguito nel dettaglio tutti i bianconeri convocati nelle singole edizioni: Lorenzo Carraro (1982), Oscar Schmidt (1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988 e 1989), Zoran Slavnic (1983), Marcel De Souza (1984), Mike Davis (1985), Horacio Lopez (1985), Ferdinando Gentile (1991), Mychal Thompson (1991), Greg Anderson (1992), Bill McCaffrey (1994), Jumaine Jones (2011), Andre Smith (2012), Stefano Gentile (2013), Michele Vitali (2014), Jeff Brooks (2014), Chris Roberts (2014), Micah Downs (2016) e Dario Hunt (2016). Tre invece le panchine che hanno parlato casertano con Bogdan Tanjevic (1983) e Franco Marcelletti (1989 e 1991).
La gara da tre punti la cui prima volta si è avuta nel 1986, ha visto Oscar Schmidt vincerla consecutivamente dal 1987 al 1989, mentre il premio di Mvp della partita lo hanno vinto in due: Oscar Schmidt (1987) uno dei tre atleti nella storia a compiere l’accoppiata con la gara del tiro da tre, e Stefano Gentile (2013) che l’anno dopo fece il bis seppur con la maglia di Cantù. Nel 1998, all’All Star Game di Napoli, il premio di Mvp fu alzato dal casertano doc Enzo Esposito che indossava la canotta dell’Andrea Costa Imola.

martedì 29 dicembre 2015

Juvecaserta, Downs stellare ma società da rimandare. E per la Final Eight...

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 30/12/2015

LEGA A. I bianconeri sono in buone acque soprattutto grazie al lavoro di Sandro Dell’Agnello
Juvecaserta, Downs stellare ma società da rimandare

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ha di che sorridere dal punto di vista sportivo, dopo le due vittorie consecutive centrate prima contro Avellino e poi contro Brindisi. Eppure i provvedimenti disciplinari da parte del giudice sportivo hanno di fatto raggelato un po’ questa serenità. Mille euro di ammenda per la società di Pezza delle Noci a causa delle proteste dei propri tifosi domenica scorsa. Una sanzione sicuramente esagerata che punisce tanto non solo la franchigia bianconera ma tutta la tifoseria casertana. Inutile però piangere sul latte versato.
Adesso bisognerà concentrarsi per iniziare bene il 2016, in cui la squadra di coach Sandro Dell’Agnello ha la possibilità ancora di qualificarsi alla Final Eight di Coppa Italia. Non basterà però vincere a Trento per accaparrarsi l’ultimo posto disponibile per la seconda competizione tricolore, e vincere in Trentino è di per se già una cosa molto complicata. Bisognerà che altri risultati si incastrino, a partire dalla sconfitta interna contro Cremona di Brindisi. Con la qualificazione o meno, resta l’ottimo lavoro che sta facendo il tecnico toscano, messo sulla graticola quando si perdeva e allo stesso tempo in secondo piano quando si vinceva. Ma se la Juvecaserta ha ben dodici punti in classifica è soprattutto grazie al suo lavoro. E poi naturalmente dei giocatori, a partire da quel Micah Downs che ha avuto un mese di dicembre con numeri stellari. Non sempre perfetto, ma ormai lo ribadiamo da diverse settimane che è l’autentico trascinatore e miglior giocatore straniero di Caserta.
Il cammino sin qui percorso dalla compagine bianconera, come detto, è merito unicamente del coach e dei suoi giocatori, meno della società, che ha commesso e sta commettendo diversi errori gravi, sagacemente rattoppati da tecnico ed atleti. All’ombra della Reggia dovrà arrivare al più presto un nuovo lungo che sopperisca all’addio definitivo di Amoroso e che vada a coprire quella falla che ha attualmente il reparto bianconero. L’identikit tecnico è quello di ingaggiare un giocatore che per caratteristiche sappia destregiarsi sia da ala grande che da pivot, per quanto riguarda il passaporto invece, si cerca un italiano.

FINAL EIGHT DI COPPA ITALIA
I bianconeri sono ancora in corsa ma non basterà vincere a Trento

CASERTA. Queste le ipotesi di parità (dati Legabasket.it) riguardanti l’8° posto a una giornata al termine del girone di andata in vista della Final Eight di Coppa Italia. Con la vittoria di Venezia nel posticipo di lunedì sera in casa contro Trento, è rimasto un solo posto ancora vacante per la seconda competizione tricolore che si disputerà dal 19 al 21 febbraio al Mediolanum Forum di Assago. Questa dunque la situazione per la corsa all’8° ed ultimo posto per qualificarsi, per cui è ancora in corsa anche la Juvecaserta.
14 punti Brindisi - Cantù:
8° Brindisi 1 vittoria;
9° Cantù 0 vittorie.
14 punti Brindisi - Caserta:
8° Caserta 1 vittoria;
9° Brindisi 0 vittorie.
14 punti Brindisi - Avellino:
8° Avellino 1 vittoria;
9° Brindisi 0 vittorie.
14 punti Brindisi - Cantù - Caserta: 
8° Caserta 1 vittoria e +3;
9° Cantù 1 vittoria e -1;
10° Brindisi 1 vittoria e -2.
14 Brindisi - Cantù - Avellino:
8° Brindisi 1 vittoria e +1;
9° Avellino 1 vittoria e 0;
10° Cantù 1 vittoria e -1.
14 punti Brindisi - Caserta - Avellino:
8° Caserta 2 vittorie;
9° Avellino 1 vittoria;
10° Brindisi 0 vittorie.
14 punti Brindisi - Cantù - Caserta - Avellino:
8° Cantù 2 vittorie, poi 1-0 vs Caserta;
9° Caserta 2 vittorie, poi 0-1 vs Cantù;
10° Avellino 1 vittoria, poi 1-0 vs Brindisi;
11° Brindisi 1 vittoria, poi 0-1 vs Avellino.
Le ipotesi a 14 punti senza Brindisi sono ininfluenti ai fini della qualificazione. Infatti, nell’ultimo turno Brindisi ospiterà Cremona (già qualificata), e con una vittoria da parte della formazione pugliese non ci sarebbe alcuna lotta per la qualificazione, se non quella tra la stessa Brindisi e Venezia per decretare chi sarà settima e chi invece ottava, sempre nel caso i lagunari perdessero a loro volta ad Avellino.
GIBO

mercoledì 23 dicembre 2015

PAGELLE JUVECASERTA Cinciarini da enciclopedia, Siva incisivo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 24/12/2015

PAGELLE JUVECASERTA
Cinciarini da enciclopedia, Siva incisivo

DOWNS 7,5: forse il miglior giocatore americano della squadra, sin dall’inizio è il più energico, sistema la mira in corso d’opera e poi è il maggior giustiziere di Avellino.
SIVA 6,5: un primo tempo da “chi l’ha visto?”, un avvio di ripresa da autentico leader e star indiscusso. Poi finisce in panchina perché il fisico evidentemente non è ancora al top.
HUNT 7: lotta e si sbatte sin dalla palla a due, ma nel primo tempo va sotto contro un Cervi in trans agonistica. Nella ripresa cresce insieme a tutta la squadra e domina nell’area pitturata oscurando il proprio canestro.
CINCIARINI 8: terzo quarto da enciclopedia per il tiratore bianconero che entra in ritmo e si rende artefice della rimonta che riapre la contesa. Senza di lui commenteremmo quasi sicuramente un’altra sconfitta.
JONES 5: partita non sufficiante per l’ex NBA che prova a farsi vedere in attacco, ma la mira e forse ancor di più il corpo non lo aiutano.
GADDEFORS 6: come al solito tante piccole cose, dalla prima tripla di squadra realizzata a 3’ dalla fine del primo tempo, ai tagli nel secondo che hanno aperto la difesa. Ci sono anche tanti errori, ma resta utile alla causa.
GHIACCI 6: mandato in campo forse più per disperazione, si fa trovare subito pronto a realizzare al primo pallone toccato. L’elemento che dovrebbe esserci in ogni squadra.
GIURI 5,5: poco incisivo rispetto alle prime uscite in maglia bianconera, ma quella tripla centrale piedi a terra ha il suo grande valore nell’economia di tutta la gara.
INGROSSO s.v.: scarso un minuto in cui commette un fallo e subisce una stoppata su tiro da metà campo. Male.
DELL’AGNELLO 7: nel primo tempo si assiste ad uno spettacolo indegno in cui le prova tutte, ma davvero tutte, cambiando ed alternando quintetti e tattica. Nella ripresa si rivede la solita difesa da cui parte l’incredibile rimonta. Gestisce bene gli acciaccati e porta a casa questa vittoria.
GIBO

venerdì 2 ottobre 2015

Juvecaserta senza Siva ma con un Gaddefors in più

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/10/2015

LEGA A. Il front office bianconero starebbe valutando alcuni movimenti di mercato
Juvecaserta senza Siva ma con un Gaddefors in più

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Poco più di 24 ore e la stagione 2015/16 della Juvecaserta prenderà ufficialmente il via. Lo scenario sarà quel PalaWhirlpool di Masnago, casa della Pallacanestro Varese, che nelle ultime stagioni non ha mai sorriso ai colori bianconeri. Infatti, l’ultimo successo esterno per i casertani su questo parquet risale all’annata 2009/10, mentre nel complesso sono cinque le affermazioni del club di Pezza delle Noci su diciannove partite giocate. Un ruolino di marcia che di fatto non fa ben sperare se si considera che Peyton Siva non sarà della partita, a detta dello stesso coach Sandro Dell’Agnello che già in settimana aveva anticipato che se il giocatore non fosse stato al 100% non lo avrebbe mai e poi mai rischiato. Ieri mattina l’ex playmaker di Louisville è stato sottoposto ad una ulteriore visita di controllo, ed il recupero fortunatamente prosegue piuttosto bene. Se potrà iniziare nuovamente a correre in campo sarà però valutato soltanto a partire da lunedì. Per il momento è partito alla volta di Varese insieme alla squadra, ma purtroppo il suo sostegno potrà avvenire soltanto a parole e non con i fatti. Senza Siva la Juvecaserta sostanzialmente non avrà un playmaker di ruolo, perché sia Giuri che Cinciarini che lo stesso El Amin lo possono ricoprire per piccoli tratti di gara ma non per l’intera. E questo ci permetterà di aprire anche una parentesi di mercato da snocciolare poco più in basso.
In virtù dell’assenza di Siva la società di patron Raffaele Iavazzi ha pensato bene di prolungare il rapporto con Viktor Gaddefors, in modo da avere comunque cinque stranieri a referto contro Varese ed il cui contratto a gettone scadeva il prossimo 5 ottobre. Arrivato a fine agosto per sostituire temporaneamente l’infortunato Micah Downs, l’ala svedese e la Juvecaserta hanno prolungato il rapporto per un altro mese con l’opzione che questo diventi garantito per l’intero campionato, e qui si aprono importanti scenari di mercato. Il tesseramento di Gaddefors fa salire a undici il numero di giocatori del roster bianconero, il cui massimo ricordiamo essere sedici per l’intera stagione. Nessun visto invece è stato utilizzato, essendo l’ex Virtus Bologna un’atleta comunitario, e così rimane ancora un visto disponibile al front office bianconero da poter utilizzare nell’arco della stagione.
A questo punto la conferma di Gaddefors può far pensare soltanto ad una ulteriore valutazione da parte dello staff tecnico casertano sia di Muhammad El Amin che di Micah Downs. Il precampionato dell’ex Ferentino è stato piuttosto deludente, con pochi se non nessun exploit e tante occasioni perse. Certo, a sua discolpa si può argomentare che non è stato impiegato come lo si pensava in sede di costruzione della squadra. Allo stesso modo però, anche Downs non godrebbe dello status di intoccabile. L’ex Kansas e Gonzaga per adesso ha fatto scrivere di se soprattutto per gli eccessi fuori dal campo. A Trapani ha fatto vedere delle cose buone al suo esordio, ma ciò che preoccuperebbe è la sua forma fisica, che per le caratteristiche che possiede è pressoché vitale.

giovedì 17 settembre 2015

Per la Juvecaserta una modesta soddisfazione

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/09/2015

LEGA A. L’incidente di Micah Downs non intaccherà in alcun modo il lavoro dei bianconeri
Per la Juvecaserta una modesta soddisfazione

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Ha ripreso dopo il duro weekend di fatiche ed il giorno di riposo la Juvecaserta, ritornata subito in palestra per oliare ancor di più quei meccanismi da puntellare. Il Torneo Città di Caserta ha dimostrato che questa è si una squadra, con voglia, grinta e tanta caparbietà, ma gli schemi e la complicità tra i giocatori va ancora del tutto formata. E non potrebbe essere altrimenti.
Coach Sandro Dell’Agnello è stato molto contento, se non addirittura ottimista, di come la sua squadra si sia rapportata alla Fortitudo Bologna prima e all’Aquila Trento poi in occasione della kermesse casertana. Ha però cercato di buttare un po’ di acqua sul fuoco, cercando di spegnere facili entusiasmi che sappiano non portano a nulla durante la stagione agonistica.
Anche l’anno scorso la Juvecaserta si aggiudicò il quadrangolare casalingo dopo un’ottima preseason che facevano pensare tutto tranne che ad una partenza ad handicap. Quello 0-14 rimarrà impresso a vita nella mente di tutti gli addetti ai lavori, di tutti i tifosi e soprattutto dei diretti interessati.
Adesso però bisogna soltanto guardare al futuro, e nel futuro di questa squadra, che ha dimostrato di avere già una buona organizzazione offensiva ed anche una discreta intensità difensiva, ci sono altri due importanti tornei da disputare il prossimo fine settimana a Taranto, e quello dopo a Trapani. Due impegni dove il tasso tecnico e fisico tenderanno a crescere non fosse altro per l’avvicinarsi della prima palla a due ufficiale della stagione.
La Juvecaserta si sta consolidando anche come gruppo, e forse in primis proprio in questo senso. Sempre il tecnico toscano non ha temuto di sottolineare come la formazione bianconera sia l’unica di tutta la prossima Serie A ad aver cambiato in toto sia i dieci giocatori che l’allenatore. Ciò significa che a Pezza delle Noci bisogna lavorare il doppio se non il triplo rispetto a ciò che si sta facendo in tutte le altre piazze. Il lavoro fatto bene e con professionalità alla fine ripaga sempre anche i più duri sacrifici. E al momento non si può dire che i bianconeri non lo stiano facendo. Anzi.
Sicuramente però l’incidente occorso all’americano Micah Downs, recatosi a visitare Roma visto il giorno di riposo dato a tutta la squadra, non deve aver fatto sorridere il front office casertano, ad incominciare da patron Raffaele Iavazzi. Downs, relegato ancora ai box per l’infortunio rimediato alla pianta del piede sinistro che sta curando con una particolare ed innovativa terapia presso l’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, è risultato positivo all’alcol test e adesso pagherà le conseguenze di un provvedimento disciplinare da parte della società. Nulla di eccessivo, sia chiaro, ma fa sorridere il fatto che proprio l’ex Kansas e Gonzaga nel momento dell’annuncio ufficiale del suo accordo con la Juvecaserta postò sui social network una fotografia di lui in primo piano seguita in didascalia da una frase inequivocabile: “sarà pronta la Serie A?”. Per il momento il buon Micah non si è ancora riuscito ad esprimere sul parquet perché, appunto, costretto a fermarsi già al suo primo giorno casertano. Per tutto il resto però, ha già dato un assaggio. Speriamo che questa sia soltanto una bravata, un incidente di percorso, e che per lui parlerà più in la solo il campo.

domenica 9 agosto 2015

Juvecaserta, da Seattle arriva un vero duro

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/08/2015

L’ALA. Micah Downs ha carattere e personalità per farsi amare dal PalaMaggiò
Juvecaserta, da Seattle arriva un vero duro

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Il primo acquisto straniero della Juvecaserta in vista del prossimo campionato è stato Micah Downs. Ala piccola statunitense, proveniente dal sobborgo di Seattle, è un giocatore tutto da scoprire per il popolo di fede bianconera, e lui certamente farà di tutto per farsi amare dai suoi nuovi supporters. Downs è il classico giocatore che sul parquet non le manda a dire, per questo è un rivale odioso ma allo stesso tempo un beniamino apprezzato. Si tratta di un gladiatore, di un lottatore, di un provocatore se vogliamo, che dove non riesce con il talento e la tecnica vi arriva con la determinazione e la volontà.
MICAH DOWNS IN MAGLIA CELTICS
Per quel che riguarda il suo profilo cestistico, stiamo parlando di un'ala piccola vera e propria, con troppo poco fisico per potersi disimpegnare da "quattro" tattico ed allo stesso tempo senza quelle caratteristiche necessarie per occupare il ruolo di guardia. Schiacciatore fenomenale grazie alle sue doti atletiche, è un cosiddetto "catch lob" come direbbero gli scout d'oltreoceano, ovvero è un atleta che si fa trovare sempre pronto sugli alley-oop che gli servono i compagni di squadra. Questo ci permette di parlare anche di un'altra sua caratteristica che lo rende un giocatore utile alla causa, ovvero il fatto che si rende sempre pericoloso quando non ha il pallone per il semplice fatto che non sta mai fermo.
Al college era etichettato come un prospetto di alto profilo, essendo stato anche un All-American al liceo, ma le grandi attese su di lui purtroppo sono svanite quando non è stato neppure scelto al Draft del 2009. Da lì in poi ha iniziato a girovagare per il Vecchio Continente, tra Croazia, Belgio e Spagna, prima di avere la chance NBA con i Boston Celtics che però lo hanno spedito in D-League. Poi ancora si è trasferito nell'Est Europa, tra Ucraina e Russia, dove ha dimostrato di essere un buon tiratore dal l'arco dei tre punti sugli scarichi, anche se non è la sua specialità, così come attaccare i close-out difensivi arrivando sino al ferro.
Certamente non è un attaccante purosangue, nel senso che prova poco l'azione personale, e le sue cifre in cui la miglior stagione si aggira sui 14 punti di media lo dimostra. Inoltre, è un discreto difensore proprio perché non si da mai per vinto. Sfrutta l'atletismo abbinato alle lunghe leve per stoppare gli avversari o mettersi sulle linee di passaggio così da recuperare diversi palloni. Detto ciò, se dovessimo paragonarlo ad un giocatore ben più conosciuto nel panorama NBA, la comparazione con Matt Barnes cadrebbe a pennello, non solo cestisticamente parlando ma anche per il carattere piuttosto peperino.
Sicuramente Micah Downs non avrà bisogno di ambientarsi, non solo perché ormai ha acquisito quella giusta esperienza a livello europeo che dovrebbe fargli superare lo scotto di questa nuova avventura all’ombra della Reggia. Ma è soprattutto il carattere il suo punto di forza, non a caso nel momento in cui è stato annunciato ufficialmente dalla Juvecaserta, Downs si è lasciato andare ad un commento sul suo profilo Instagram che assomiglia tanto ad una dichiarazione di guerra, nel senso buono del significato ovviamente: “Spero che la Serie A sia pronta”.