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giovedì 29 febbraio 2024

L'anno da sogno in "Napoli nel Cuor3"

L'anno da sogno in "Napoli nel Cuor3"

Storia di identità e di passione

QUANDO SI VINCE AL SUD si prova una sensazione differente rispetto al successo di una squadra del Nord. Lo ha dimostrato anche l’ultimo scudetto conquistato dal Napoli. E tra calcio e basket cambia poco la sostanza, perché nelle vittorie di questi due sport ci sono più di una similitudine. Lo scudetto del Napoli, il terzo della propria storia, è stato raccontato nel libro “Napoli nel Cuor3 Identità e passione”, edito da Graus Edizioni, opera prima del nostro collaboratore Giovanni Bocciero, nativo di Maddaloni e cestista fino al midollo. Prestato al romanzo ed al calcio, Bocciero ha ripercorso la trionfale cavalcata degli azzurri di Spalletti in un volume dove oltre ai risultati traspirano altri due valori importanti: l’identità e la passione. L’identità di un popolo, quello napoletano, che viene raccontato con gli occhi di un emigrato che attraverso aneddoti ed esperienze uniche ha cercato di unire quel sentimento che tiene legate le persone dalle stesse origini. La passione è invece quel fuoco che arde in continuazione, e che rappresenta senza alcun dubbio l’anima di una città, che attraverso il successo sportivo è salita alla ribalta delle cronache nazionali per la sua eterna bellezza.



NELLE PAGINE DEL ROMANZO, infatti, si cerca di raccontare con minuzia del dettaglio come Napoli si sia vestita a festa per questo traguardo che in quelle terre coincide con il riscatto sociale. Volendo trovare un parallelo con la pallacanestro, non possiamo non ritornare a quel 1991, quando era la Juvecaserta degli Esposito e Gentile a conquistare il tricolore contro Milano. E se per i primi due scudetti del Napoli c’era una figura che ‘oscurava’ tutti gli altri, ovvero quel fenomeno che rispondeva al nome di Diego Armando Maradona, il successo della passata stagione ha visto una squadra molto più simile a quella Juvecaserta. Una compagine dove ognuno ha portato il suo prezioso e fondamentale contributo: le reti di Osimhen, i dribbling di Kvaratskhelia, la regia di Lobotka, le parate di Meret, la leadership di Di Lorenzo. Quel successo di soli pochi mesi fa sembra già appartenere alla storia per l’andamento del campionato attuale da parte degli azzurri. Ed è proprio quello che invece non ci auguriamo noi. Perché sull’onda emotiva delle vittorie è tutta la città che ne deve beneficiare a livello di impiantistica sportiva, un tema sempre più al centro dell’attività di base. Basti guardare a Caserta, dove il PalaMaggiò ed il PalaPiccolo sono alle prese con interventi strutturali e l’odierna squadra di serie B è costretta ad emigrare in quel di Maddaloni ed Aversa con non poche difficoltà logistiche per allenarsi e disputare le partite.

QUANDO SI LAVORA BENE si può vincere anche al Sud. E non parliamo di dover avere a disposizione risorse economiche infinite, ma di saper spendere quel tanto che si ha in maniera oculata affinché si creino le condizioni per poter aspirare alla vittoria. Proprio come sta succedendo al Napoli Basket, per trovare un altro parallelo con il libro “Napoli nel Cuor3” di Bocciero, che questa estate ha affidato la gestione ad un dirigente competente quale Alessandro Dalla Salda. Si è così costruita una squadra che, in controtendenza con la stagione calcistica, sta infiammando il popolo azzurro che di domenica in domenica riempie fino allo stremo il PalaBarbuto, oggi Fruit Village Arena. E la passione che i tifosi dimostrano, non solo da quest’anno, meriterebbe un impianto decisamente più grande e a passo con i tempi. Considerato che a poche decine di metri c’è lo scheletro del maestoso e storico PalArgento, più volte tirato in ballo per progetti di ricostruzione, sarebbe proprio il momento giusto per dare alla squadra ed ai suoi appassionati una casa degna del suo nome.

Recensione su Basket Magazine

giovedì 18 maggio 2023

Biagio Sergio: «Mai dimenticare le proprie origini»

Con il capitano della JuveCaserta 2021 parliamo della nuova avventura in bianconero, dell'andamento del campionato di serie B e delle esperienze avute nell'arco della sua carriera, ricordando la grande tradizione della pallacanestro campana


Cuore Napoli - Virtus Cassino, semifinale serie B 2016/17





sabato 23 novembre 2019

Basket serie A2. Su la testa: Caserta e Napoli

Protagonista in serie A in tante delle stagioni precedenti, la regione riparte con due squadre che, nel torneo cadetto, si affiancano a Scafati

Napoli e Caserta piazze storiche, torna la Campania

Dopo il fallimento di Avellino, che riparte dalla serie B, le due squadre, dopo 'promozioni' diverse, si riaffacciano guidate da Pino Sacripanti e da un'icona come Nando Gentile


di Giovanni Bocciero*



UNA NUOVA STAGIONE si sta aprendo per la Campania dei canestri, sotto ogni punto di vista. Sicuramente ha colpito l’esclusione dalla massima serie della Scandone Avellino, che proprio all’ultimo giorno si è potuta presentare all’avvìo della serie B superando il blocco del mercato causato dal lodo esecutivo per le commissioni di Norris Cole ed altre azioni legali. Ma, mentre in Irpinia hanno di che soffrire dopo le ultime ambiziose annate - e augurandosi tempi migliori -, ritornano sul palcoscenico dell’A2 sia Napoli che Caserta. Percorsi differenti e soprattutto “promozioni” diverse, ma quel che conta è che la Campania dei canestri può ritornare a fare affidamento su due piazze storiche, che affiancheranno nel secondo campionato nazionale l’ormai consolidata Scafati.

UNA NAPOLI NUOVA DI ZECCA. La formazione del capoluogo di regione ritrova la serie A2 ad appena un anno di distanza dalla retrocessione in serie B, e soprattutto ritrova come impianto di gioco il PalaBarbuto. Dopo essere stata costretta ad esiliare al palasport di Casalnuovo, la GeVi Napoli Basket è tornata a giocare in città ma ha avuto un inizio di campionato più che tribolato. A pagarne immediatamente le spese è stato il coach, Gianluca Lulli, reo di non essere stato capace di compattare la squadra nelle prime due gare con relative sconfitte. Per il nuovo corso il presidente Federico Grassi non ha badato a spese, e così dopo aver acquistato il titolo sportivo di Legnano ha sottolineato l’ambizione della società facendo firmare un contratto triennale al tecnico Pino Sacripanti, di ritorno in Campania per la terza volta dopo le esperienze a Caserta prima (2009/13) e ad Avellino poi (2015/18).
Terrence Roderick, il 'Maradona' del basket napoletano in azione
Ambizione del presidente rimarcata con la costruzione della squadra, in cui tassello dopo tassello ha sempre più impreziosito il mosaico azzurro. Il quintetto è di prim’ordine, con il miglior straniero che l’A2 abbia mai visto in Terrence Roderick; il playmaker Diego Monaldi prelevato dalla serie A; due solide ali come Daniele Sandri e Stefano Spizzichini; e il centro statunitense Brandon Sherrod anche lui rodato in questo campionato ma subito messo in discussione dal neo coach che come primo rinforzo ha proprio chiesto un lungo. Ad impreziosire la panchina invece, c’è l’esterno Massimo Chessa.
La squadra assemblata è assolutamente da playoff, se non di più, e quest’anno avrà anche un palazzetto all’altezza. Grazie all’Universiade disputata a Napoli nel mese di luglio scorso, il PalaBarbuto è stato messo a nuovo. Dagli spalti al parquet passando per gli spogliatoi, la struttura che sorge difronte allo storico PalaArgento vivrà una seconda vita, offrendo ben altri servizi al pubblico. Nonostante ciò non mancano alcune carenze, come ad esempio i tabelloni elettronici noleggiati per la kermesse internazionale invece di essere acquistati, e dei quali sembra essersene fatto carico la stessa società. Certamente con queste premesse non dovrebbe essere complicato raggiungere il tutto esaurito ad ogni gara, visto che soltanto tre anni fa (la stagione della promozione sul campo in A2, ndr) l’impianto di viale Giochi del Mediterraneo era strapieno. A dimostrazione che il popolo napoletano è sì innamorato del “pallone” ma è anche affezionato alla palla a spicchi. Il tutto però è direttamente proporzionato ai risultati e all’atteggiamento dei giocatori, come già è stato dimostrato con l’esonero di Lulli.
Passando a faccende che riguardano esclusivamente il campo, invece, il veterano e capitano Francesco Guarino ha espresso la voglia di regalare la vittoria di un campionato alla città di Napoli, così come Roderick ha forse l’ambizione di consacrarsi definitivamente al basket che conta, dopo che proprio in terra campana (ad Agropoli nella stagione 2015/16, ndr) ha iniziato a far brillare la propria stella.
Inoltre, cosa da non sottovalutare, già dalla passata stagione il club azzurro si sta ramificando sul territorio per avviare un intrigante progetto che riguardi il settore giovanile. Alla base vi sono partnership con diverse altre società e soprattutto si è dato il via anche ad un reclutamento che guarda fuori regione. Un ottimo progetto che avvalora ancor di più la bontà del nuovo percorso cestistico avviato l’anno scorso a Napoli dal presidente Grassi. Sperando che l’intero ambiente non rimanga nuovamente scottato dalle alte ambizioni.

CASERTA TORNA A SORRIDERE. All’ombra della Reggia di Caserta è stata vissuta un’estate sui generis, ma per una volta c’è stato il lieto fine soprattutto dopo la grande delusione della passata stagione agonistica. La JuveCaserta dopo aver dominato la regular season ed esser stata poi estromessa amaramente dai playoff di serie B, ha provveduto ad un vero e proprio restyling della squadra. Via coach Massimiliano Oldoini, indicato anche ingiustamente come capro espiatorio del fallimento, si è dato il benvenuto ad una bandiera della squadra che vinse lo scudetto del 1991 come Nando Gentile. Il campionissimo di Tuoro (piuttosto attivo nelle ultime due stagioni affiancando progetti di società minori della città, ndr) ha accettato la missione di riportare il club bianconero lì dove merita, ma la tifoseria che subito si era stretta intorno al nuovo condottiero considerato più di un semplice allenatore a Pezza delle Noci non ha fatto mancare diverse critiche dopo l’inizio negativo. Dimenticando che Caserta era stata costruita per la serie B ed è stata costretta a modificare il roster in corsa, epurando quei giocatori che dall’oggi al domani non facevano più al caso del progetto tecnico.
Nando Gentile è tornato a casa come allenatore
Nonostante il destino abbia cambiato le carte in tavola, con l’Amatori Pescara che ha alzato bandiera bianca difronte al controllo della Com.Te.C. così da aprire le porte del ripescaggio in A2 alla JuveCaserta, la dirigenza ed in particolare l’amministratore delegato Antonello Nevola non si sono fatti trovare impreparati. La strategia di mercato, come detto, è inevitabilmente cambiata, eppure la dirigenza è stata capace di ingaggiare quattro giocatori di altissimo spessore per il secondo campionato nazionale come il play Marco Giuri fresco campione d’Italia con la Reyer Venezia e già beniamino del tifo casertano dopo le sue due stagioni a Caserta (2015/17); gli americani Isaiah Swann e Michael Carlson; e infine la ciliegina sulla torta rappresentata da quel Marco Cusin a lungo inseguito e alla fine convinto a scendere in A2 dopo dieci stagioni consecutive in massima serie. Sembrava tutto apparecchiato per la stagione del ritorno, con l’obiettivo adesso spostato verso una salvezza tranquilla magari togliendosi qualche piccola soddisfazione. Ma a Caserta tendenzialmente non si può mai stare tranquilli.
Due gli incidenti di percorso che stanno influenzando l’inizio di campionato della squadra di coach Gentile. Ai principi di agosto lo sponsor principale Decò ha fatto sapere che non avrebbe proseguito la partnership iniziata appena dodici mesi prima, e così la dirigenza con a capo il presidente onorario Gianfranco Maggiò si è subito attivata per reperire le risorse necessarie a sostenere la stagione. Mentre scriviamo, purtroppo, non ci sono novità positive in tal senso e sembra che la stessa amministrazione comunale ha affiancato il club per dare vita ad una rete di imprenditori che possano sostenere e supportare l’attività della JuveCaserta. Aspettiamo come evolverà la situazione sperando che alla fine qualcosa si stringa e non restino soltanto le parole. La seconda riguarda gli infortuni occorsi a Swann e Carlson. Notizie che hanno gettato un po’ nello sconforto la tifoseria, che aveva approvato all’unanimità l’ingaggio soprattutto del primo, ma che non hanno placato le critiche per le prime sconfitte in campionato. Nevola ha scandagliato il mercato in cerca del miglior sostituto possibile di Swann, ed ha messo sotto contratto un fuoriclasse come Seth Allen. Esterno più play che guardia che nonostante fosse ancora in fase di ambientamento ha già dimostrato di possedere abilità incredibili. E dopo aver giocato in Ungheria e Lituania, sembra pronto ad affermarsi nel nostro paese.
In tutto ciò è fondamentale una cosa, che il pubblico torni ad assieparsi sulle tribune del PalaMaggiò. Purtroppo è lecito dire che il tifo bianconero ha saltato il ricambio generazionale, perché sugli spalti sono pochi i padri insieme ai figli, e sono tanti o forse troppi i tifosi appartenenti alla fascia d’età mediamente molto alta. E che per di più sono pronti a giudicare al primo passo falso. Parte di essi devono però capire che la JuveCaserta è comunque una neopromossa, e che quest’anno deve avere un solo obiettivo: salvarsi il prima possibile.

LA “SOLITA” SCAFATI. A completare il tris di squadre campane in A2 c’è la onnipresente Scafati del patron Nello Longobardi, sanguigno come non mai. Il presidente scafatese non ha voluto ascoltare le sirene avellinesi per un possibile trasferimento del titolo, così come non ha voluto lasciare il club per un possibile ingresso in società alla Virtus Roma. Troppo innamorato del suo Scafati Basket che sta disputando il sesto campionato consecutivo di serie A2.
JJ Frazier a colloquio con Ion Lupusor
La formazione gialloblu è ripartita da uno zoccolo duro di giocatori come Claudio Tommasini, Marco Contento e Niccolò Ammannato. Sono ritornati Nicholas Crow e Ion Lupusor, e sono stati ingaggiati JJ Frazier che sarà il play con punti nelle mani, e Raphiael Putney ala di ritorno in Campania dopo l’esperienza a Caserta nel 2016/17. Come ogni anno Scafati appare solida e ben assemblata, ed ha tutte le potenzialità per poter disputare un campionato al di sopra della media. Non a caso ha preso parte alla Final Four di Supercoppa. Ma il patron Longobardi dopo le due sconfitte esterne arrivate all’esordio a Bergamo (del tutto rocambolesca con tiro da oltre la metà campo, ndr) e a Trapani, ha prima richiamato l’attenzione sospendendo gli stipendi e poi ha sollevato dall’incarico il tecnico Giulio Griccioli. Una scossa che servirà a scuotere l’intero ambiente soprattutto con il ritorno in panchina di coach Giovanni Perdichizzi, alla terza esperienza a Scafati dal 2015.



* per la rivista BASKET MAGAZINE. Articolo chiuso il 25 ottobre 2019

giovedì 12 gennaio 2017

E Caserta ha riabbracciato Oscar "cittadino onorario"

E Caserta ha riabbracciato Oscar "cittadino onorario"


di Giovanni Bocciero*


CASERTA - Oscar Schmidt è ritornato nella città, nel palazzetto in cui ha scritto pagine leggendarie della sua carriera, della sua storia, della Caserta cestistica e non solo. Adesso è anche a tutti gli effetti casertano doc dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria dal consiglio comunale, ma non abbiamo dubbi che in cuor suo già si sentiva tale.
OSCAR MENTRE HA RICEVUTO LA CITTADINANZA ONORARIA
(FOTO ELVIO IODICE)
Non a caso nel discorso che ha tenuto dinanzi al PalaMaggiò non gremito ma piuttosto commosso ha sottolineato di essere tornato a casa, tredici anni dopo quell’8 dicembre 2003, quando tenne la partita di addio alla pallacanestro giocata. Lui che è il bomber assoluto di questo sport, con oltre 49.700 punti segnati - nessuno come lui -, e che ha saputo vincere la partita più importante contro il cancro, è un vero e proprio simbolo di vita. Si è commosso tanto per l’affetto ricevuto al suo ritorno, è andato sotto la curva per ringraziare i tifosi come quando lo faceva dopo una vittoria negli anni ’80, ed ha versato quelle lacrime facendo trasparire tutta quella umanità che ne hanno distinto la sua vita. La partita della JuveCaserta contro Pesaro è quasi - e forse giustamente - passata in secondo piano, perché dopotutto la Mao Santa è tornata in città, e meritava tutta l’attenzione del caso. Oscar ha ricordato e ringraziato il Cavaliere Giovanni Maggiò e coach Boscia Tanjevic - presente per l’occasione - che lo hanno scelto e portato a Caserta quando la squadra era in A2. Scelta che non si è pentito di aver preso, perché “nella città vicino Napoli” è diventato un idolo indiscusso.




* per la rivista BASKET MAGAZINE

La mentalità di Franco Marcelletti

Bartocci: "Pensando al futuro cambiò il modo di lavorare puntando sui fondamentali"



di Giovanni Bocciero*


CASERTA - L’ambiente è stato folgorato da quella mentalità. Tra i testimoni vi è coach Maurizio Bartocci«Con Marcelletti, e prima ancora con Tanjevic, iniziò una fase storica in cui si ebbe un cambio completo di mentalità nel lavorare sui giovani casertani - ha dichiarato l’assistente ai tempi dello scudetto -. Si pensava a lavorare in proiezione futura e non in base al risultato fine a sé stesso. Marcelletti, lavorando anche come assistente in prima squadra, fu colui che con grande energia trasferì questo concetto a tutti noi. Comprendemmo che insegnare ad eseguire uno schema serviva a ben poco se prima non si insegnavano i fondamentali del basket, e quindi palleggiare, passare, tirare. E grazie a questo impatto si creò quella che era la scuola casertana come ce ne furono tante altre negli anni ‘80, al pari di quella virtussina o canturina». Si vedeva già che i protagonisti della JuveCaserta tricolore avevano la stoffa per diventare allenatori? «Sì, perché quel gruppo era fantastico. Gentile aveva sempre un grande approccio mentale alle partite - ha risposto Bartocci -; Esposito invece era un giocatore spettacolare e di talento; mentre Dell’Agnello aveva il carattere che lo faceva apparire come un giocatore energico e d’impatto. E queste sono le piccole caratteristiche che ritroviamo anche nel modo di giocare delle rispettive squadre».
IL PALAMAGGIO'
Esponenti di spicco del tifo casertano riscontrano «nella nascita della pallacanestro a Caserta un vero orgoglio per la città - ha dichiarato l’artista Fausto Mesolella -. Le emozioni che provavo all’epoca erano di natura campanilistica perché Marcelletti era un amico, ma adesso rivivo emozioni molto simili con Dell’Agnello. Questo parallelismo emotivo che accompagna i due allenatori, artefici dello scudetto, è incredibile». Una casertanità esportata in tutta Italia. «Non mi sarei mai aspettato tanti allenatori provenienti da Caserta allenare in Serie A, e men che meno dall’ossatura di quella squadra. Non lo immaginavo soprattutto perché spesso chi è stato un grande atleta è un po’ restio ad intraprendere una tale carriera. Ma dati i risultati che stanno avendo, questo conferma che quella era una cellula molto produttiva che Tanjevic prima e Marcelletti poi impressero alla città. Città e basket che sono legati tra di loro - ha concluso l’artista promotore quest’anno dell’associazione dei tifosi - in virtù anche della storia imprenditoriale scritta dalla famiglia Maggiò con la costruzione del palazzetto che fu per tutti un miracolo».




* per la rivista BASKET MAGAZINE

martedì 17 maggio 2016

Juvecaserta, la politica si riempie la bocca

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/05/2016

LEGA A. Società, comune e città chiamati ad una dura partita
Juvecaserta, la politica si riempie la bocca

di Giovanni Bocciero

CASERTA. L'sos lanciato da patron Raffaele Iavazzi sembra essere diventato materiale elettorale per i vari candidati a sindaco e consigliere alle prossime elezioni comunali di Caserta. La Juvecaserta non naviga certamente in buone acque, e purtroppo lo si sa da tanto, forse troppo tempo. Nonostante ciò fin qui l'unico ad essersi realmente speso per il club di Pezza delle Noci, pur tra tantissimi errori gestionali e manageriali, è stato proprio Iavazzi al quale un grazie è più che doveroso.
Proprio quella politica che adesso si sta riempiendo la bocca con la Juvecaserta, negli ultimi anni, se non addirittura decenni, è stata lontana e distante dalla realtà bianconera. Il nulla totale quando c'era da dover supportare e aiutare la compagine di Terra di Lavoro che nonostante i risultati alterni e piuttosto negativi delle ultime due stagioni resta un vanto per il territorio. Già, il territorio, quel tessuto urbano inteso come cittadinanza ed imprenditoria che, diciamoci la verità, sbandiera la propria passione ed il proprio tifo per quei colori ma che poi nella pratica sembra essere sempre attratta da ben altro. I sei mila spettatori della gara contro Trento, sinceramente, rappresentano un caso a parte, da non prendere in considerazione nonostante tutto.
Per gli studiosi di marketing e management, società, istituzione e territorio dovrebbero dar vita alla cosiddetta convergenza sportiva. Si tratta di una sorta di co-marketing in cui ognuno fa il proprio per raggiungere obiettivi comuni o autonomi ma tra loro compatibili. Caserta, intesa come società, come comune, come città, è chiamata ad una partita che vale molto di più di quello che era in palio nella gara contro Trento. Qui non si parla di salvezza, bensì di sopravvivenza.

giovedì 5 maggio 2016

Juvecaserta salva, il PalaMaggiò è stato il sesto uomo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/05/2016

Il PalaMaggiò è stato il sesto uomo

CASERTA. Dire che un’intera città non ha dormito la notte di vigilia a questo match, non è altro che la verità. Caserta e il basket, il basket e Caserta, un binomio che anche se i fatti non sempre certificano è più saldo che mai. E lo hanno dimostrato i 6387 cuori bianconeri che hanno battuto per un’intera giornata prima si giungere alla “reggia del basket”, il PalaMaggiò, per sostenere i propri beniamini nella partita contro Trento che valeva la salvezza.
PATRON RAFFAELE IAVAZZI (FOTO ELVIO IODICE)
Già poco prima delle ore 19:00 le strade che portavano all’impianto di Castel Morrone hanno iniziato ad intasarsi, segno indicativo della lunga attesa. La curva Ancillotto ha iniziato sin dal prepartita ad intonare cori che caricassero emotivamente la squadra, e non è mancato il solito striscione di contesta nei confronti del patron Raffaele Iavazzi. I supporters casertani non hanno smesso di cantare neppure durante l’Inno nazionale, e quando alla palla a due la contesa è stata vinta da Dario Hunt, si è udito un vero e proprio boato simile a quello per festeggiare un gol. I primi canestri non hanno fatto altro che eccitare ancor di più il popolo di fede bianconera. Trento però lentamente ha recuperato, ha messo anche il naso avanti, ma dalla curva Ancillotto sono arrivati soltanto cori d’incitamento, perché in questa occasione bisognava far sentire tutto il proprio sostegno, perché c’era una vittoria da acciuffare, una salvezza da raggiungere. Neppure la schiacciata sbagliata in campo aperto da Downs ha fatto partire il brusio dalle tribune, segno di un’ambiente unito e positivo. Al rientro dagli spogliatoi la schiacciata in campo aperto di Bobby Jones ha fatto esplodere nuovamente il PalaMaggiò. Da lì in poi è stato un vero crescendo di decibel, di emozioni, di esultanze. I canestri dell’ultimo periodo immediatamente replicati da Trento smorzavano di continuo la felicità. I liberi di Giuri hanno fatto iniziare la festa salvezza, con i bianconeri che hanno fatto un doveroso giro di campo, ed i tifosi che poi hanno invaso il parquet restandoci molto a lungo.
Giovanni Bocciero

lunedì 2 maggio 2016

Juvecaserta, Dario Hunt: «Siamo pronti, sappiamo cosa fare»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/05/2016

LEGA A. La Juvecaserta affronta Trento supportata da un PalaMaggiò che sarà “sold out”
Dario Hunt: «Siamo pronti, sappiamo cosa fare»

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Ha spento ieri ben ventisette candeline, ma è domani che si vuol fare e soprattutto vorrà fare alla Juvecaserta il regalo più bello. Dario Hunt scenderà in campo con la solita voglia e grinta che lo contraddistinguono sul rettangolo di gioco. Che lo fanno apprezzare dal proprio pubblico nonostante qualche libero sbagliato di troppo, o qualche disattenzione. La posta in palio nella gara contro Trento è indubbiamente importante per la Juvecaserta, e siamo certi che il pivot uscito dall’università del Nevada metterà tutta la “garra” possibile per centrare l’obiettivo salvezza.
Da Trento a Trento, all'andata avete sfiorato l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia mentre adesso vi dovete giocare la salvezza. Cosa non ha funzionato in questo girone di ritorno che ha compromesso il vostro cammino?
TUTTA L'ENERGIA DI DARIO HUNT (FOTO ELVIO IODICE)
«C'è stata purtroppo una combinazione di problemi, ma soprattutto sono stati gli infortuni che ci hanno penalizzato».
Nelle ultime uscite mentre i tuoi compagni sono apparsi in difficoltà tu hai lottato fino alla fine. In vista dell'ultimo delicato match cosa ti sentiresti di dire nello spogliatoio per spronare gli altri?
«Non ho bisogno di dire nulla di speciale ai miei compagni. Dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità e giocare ogni partita come se fosse l'ultima».
Il tuo personale campionato ha detto che ti sei aggiudicato la speciale graduatoria delle doppie-doppie, collezionandone ben 13. Quanto credi di essere migliorato in questa stagione agli ordini di coach Dell'Agnello?
«I miei compagni di squadra e l'allenatore hanno dimostrato sempre molta fiducia in me, e questo mi ha permesso di imboccare decisamente questa strada per il successo. Questo, combinato al grande lavoro che ho svolto nella offseason, ha dato evidentemente i suoi frutti».
Negli equilibri della squadra quanto credi abbia inciso l'infortunio di Gaddefors che nelle rotazioni poteva coprire ben tre ruoli differenti oltre ad essere un difensore superlativo?
«È stata una grande perdita per noi, perché lui portava davvero un sacco di versatilità ed intensità al nostro gioco. Ed è stato sicuramente difficile sopperire alla sua assenza».
Come state preparando la gara e cosa maggiormente temi di Trento e, per quanto riguarda te, come affronterai un pari ruolo come Julian Wright che ha alle spalle diversi anni di NBA?
«Per quanto riguarda me, sto preparando la gara come faccio sempre. Mi piace giocare e soprattutto mi piace giocare contro una buona squadra come è Trento. Detto questo non vedo l'ora di scendere in campo».
Per battere Trento avrete soprattutto bisogno dell'aiuto del pubblico. Qual è il tuo appello ai tifosi per farsi che accorrano in tanti al PalaMaggiò per sostenervi in questo ultimo ed importante match?
«So perfettamente che i nostri tifosi ci hanno sostenuto per tutto l'anno, tra tutti gli alti e bassi che abbiamo avuto. E nonostante ciò posso dire che sono stati dei grandi, sempre. E per questo so che porteranno grande energia al PalaMaggiò per l'ultima volta in questa stagione. Prendiamoci questa importante vittoria tutti insieme».
E per questa sfida da dentro o fuori, che equivale ad un’ultima spiaggia per la Juvecaserta, si sta andando verso un PalaMaggiò “sold out”. Infatti, sono circa trecento i tagliandi ancora disponibili per curva e tribuna, al simbolico prezzo di un euro per l’iniziativa del club di Pezza delle Noci che pare essere riuscita appieno. Sarà dunque un pubblico da 8.000 spettatori, la classica cornice delle grandi occasioni che proverà a spingere verso quest’ultimo traguardo i bianconeri. Ma anche la testimonianza della grande passione che nutre la città per il basket e la sua squadra, non sempre ricambiata a dovere ma sulla quale si può - e si spera potrà anche in futuro - contare nelle situazioni di grande esigenza per difendere i propri colori.

domenica 10 aprile 2016

UNICEF. Un successo l’evento del PalaMaggiò

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/04/2016

UNICEF. Un successo l’evento del PalaMaggiò

CASERTA. Sabato mattina al PalaMaggiò si è disputato l'evento "Un canestro per Unicef", manifestazione che aveva come grande obiettivo quello di sensibilizzare soprattutto i giovani studenti alla situazione dei migranti che sono costretti a lasciare i loro paesi d'origine e compiere lunghe e pericolose traversate in cerca di un futuro migliore. Questo evento è stata l'occasione giusta per far coincidere sullo stesso parquet le cosiddette "3S", ovvero solidarietà, per la causa appena citata, ma anche spettacolo e sport.
La manifestazione organizzata dal comitato Unicef di Caserta, con il supporto tecnico del San Michele Maddaloni, ha avuto un'ottimo successo con il coinvolgimento di tantissime scuole di Terra di Lavoro e dei rispettivi scolari per un pubblico di oltre cinque mila spettatori. Sul legno del PalaMaggiò è andata in scena una vera e propria cerimonia di apertura, con coreografie, esibizioni e la presentazione delle squadre in pieno stile americano. Le selezioni appunto, perché oltre alla solidarietà ed allo spettacolo, si è sempre trattato di uno evento anche sportivo, nel quale il risultato ovviamente era l'ultimo dei pensieri, ma i tanti ragazzi hanno apprezzato lo sforzo impiegato dalle tre selezioni di Made in Sud, Gramigna e Amici di Unicef. Tante le foto scattate a bordo campo dai tanti ragazzi con i vari personaggi che hanno aderito a questa manifestazione indossando la casacca, dal direttore generale di Unicef Italia Paolo Rozena ai comici Mimmo Manfredi, Marco Capretti e Mino Abbacuccio, agli attori Pierluigi Tortora ed Enrico Lo Verso, al regista Sebastiano Rizzo, al magistrato Giovanni Conzo e davvero tante altre personalità di spicco di tanti settori. Un grande evento che ha acceso per un giorno le luci a livello nazionale sul nostro territorio.
GIBO

mercoledì 6 aprile 2016

Pall. San Michele e ITIS Giordani insieme per Unicef

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 06/04/2016

Pall. San Michele e ITIS Giordani insieme per Unicef

La A.S.D. Pallacanestro San Michele Maddaloni è orgogliosa di partecipare all'evento Unicef che si terrà sabato 9 aprile, a partire dalle ore 9:30, nello splendido e storico impianto del PalaMaggiò. "Un canestro per Unicef" sarà l'occasione per far incontrare sullo stesso parquet sport, spettacolo e solidarietà, e permetterà di sposare in pieno la causa dei migranti, costretti a dover navigare il mare spesso in condizioni al limite dell'umano per cercare fortuna lontano dai propri paesi d'origine e crearsi un adeguato futuro.

«Siamo contenti e soddisfatti della risposta che abbiamo avuto fin qui dal nostro territorio - ha dichiarato Emilia Narciso, presidente del comitato Unicef di Caserta - e per questo ci aspettiamo un grande evento a cui parteciperanno per lo più le scuole, ma non solo. Voglio ringraziare i cast della trasmissione Made in Sud e del film Gramigna per la disponibilità dimostrata, ed ovviamente a tutte le autorità che parteciperanno. Voglio inoltre sottolineare che questo evento è stato realizzato tenendo ben presente un unico grande obiettivo, ovvero la solidarietà nei confronti dei migranti, ma questo non toglie che ci sarà spazio anche per lo spettacolo e soprattutto lo sport, per cui va ringraziata la società Pallacanestro San Michele Maddaloni».

«Il fatto che un organizzazione di portata mondiale come l'Unicef - ha sottolineato Pasquale De Filippo, dirigente responsabile della Pallacanestro San Michele - ci abbia scelto come partner in un evento di grande rilevanza a cui parteciperanno personaggi di spicco dello spettacolo e non solo, ci inorgoglisce e ci fa capire quale spessore ha ormai raggiunto la nostra società. Ci godremo questo grande riconoscimento e continueremo a creare sempre più le condizioni che consentano la crescita del nostro brand».

«Abbiamo voluto aderire in maniera consistente a questa manifestazione - ha commentato Antonella Serpico, dirigente scolastico dell'Istituto Giordani di Caserta - perché il sociale è senz'altro una sfera importante per la crescita degli adolescenti. Volendo citare la locuzione latina "mens sana in corpore sano", mi pare che tale attività cada davvero a pennello per il nostro istituto. Se poi aggiungiamo che allo sport si abbina anche la solidarietà, allora ciò rende l'evento di ancor maggiore spessore. E chissà che in questa occasione non possa nascere qualche progetto comune con la società del San Michele Maddaloni».

Sul legno del PalaMaggiò si affronteranno tre squadre, le selezioni di Made in Sud e di Gramigna, ed una degli Amici di Unicef che comprenderà oltre ad atleti della Pallacanestro San Michele anche magistrati, giornalisti e diverse autorità. Prima della palla a due però, sarà fatta una cerimonia molto suggestiva che vedrà scendere in campo alunni di diverse scuole del territorio casertano e persino le majorette. Il tutto nella fantastica cornice dell'impianto di Castel Morrone che per l'occasione ospiterà all'incirca sei mila spettatori pronti a godersi un evento senza eguali.



Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

martedì 20 ottobre 2015

SELEZIONE DEI 2002. Al PalaMaggiò sono tredici gli atleti casertani convocati

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/10/2015

SELEZIONE DEI 2002
Al PalaMaggiò sono tredici gli atleti casertani convocati

CASERTA. Altro appuntamento targato Federbasket campana con la selezione dei classe 2002 che questo pomeriggio (martedì 20 ottobre) si ritroverà presso il PalaMaggiò alle ore 15:00 per un nuovo allenamento agli ordini dello staff tecnico regionale composto dal responsabile Alfredo Lamberti (ViviBasket Napoli), l’head coach Giuseppe Zurolo (Nuova Pol. Stabia), gli assistenti Roberto Ciccarelli (Juvecaserta), Gianmarco Di Matteo (LBL Caserta), Francesco Minervini (Sporting Portici) e Davide Mirra (Basket Sant’Agnese) ed i preparatori fisici Pasquale Tancredi (Polisportiva Agropoli) e Giuseppe Lillo (Basket Casapulla).
Tutto il lavoro di questi mesi viene svolto in ottica del Torneo delle Regioni che come ogni anno sarà disputato in primavera. Un lavoro di intenso monitoraggio per visionare quanti più giovani atleti è possibile, così da formare poi la selezione più forte che la Campania possa permettersi per la kermesse nazionale.
Per l’appuntamento di questo pomeriggio, tra i 28 ragazzi complessivamente convocati, ve ne sono ben tredici provenienti da società di Terra di Lavoro, e sono i seguenti: Claudio Aldi, Dario Alessandrini, Alessio Iavazzi e Vincenzo Telese della Juvecaserta, Emanuele D’Addio e Simone Franceschetti del Basket Casapulla, Alessandro Fusco e Antonio Iovinella del Kioko Caserta, Giorgio Vincenzo Pagano, Michele Schettino e Armando Verazzo della Pall. San Michele Maddaloni, Francesco Portoghese dell’LBL Caserta, e Bartolomeo Robusto del Centro Basket Marcianise.
Per tutti questi atleti che ricordiamo sono poco più che tredicenni, non sarà la prima apparizione alle selezioni che rientrano nel Progetto di Qualificazione Territoriale, con l’obiettivo di prendere coscienza sul reale talento che la nostra regione può esprimere nella categoria dei classe 2002.
GIBO

martedì 6 ottobre 2015

SELEZIONE. I classe ‘02 di scena al PalaMaggiò

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/10/2015

SELEZIONE. I classe ‘02 di scena al PalaMaggiò

CASERTA. Ieri si è svolto al PalaMaggiò la selezione del progetto territoriale della FIP Campania, con ben 25 atleti classe 2002 convocati agli ordini dello staff tecnico composto dal direttore Lamberti, il coach Zurolo e gli assistenti Ciccarelli, Di Matteo, Mirra e Minervini. Tra i convocati 15 ragazzi di Terra di Lavoro: Dario Alessandrini, Alessio Campanile, Mattia Cioni e Vincenzo Telese (Juvecaserta), Antonio Amoroso (Angel Marcianise), Francesco Arciero, Giuseppe Pio Arciero, Giorgio Vincenzo Pagano e Michele Schettino (San Michele Maddaloni), Emiliano De Santis (Artus Maddaloni), Matteo Del Vecchio (Città di Caserta), Simone Franceschetti (Basket Casapulla), Alessandro Fusco e Antonio Iovinella (Kioko Caserta) e Bartolomeo Robusto (C.M. Marcianise).
GIBO

domenica 23 novembre 2014

L’ex Sacripanti stende la Juvecaserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 23/11/2014

LEGA A. Nonostante la settima sconfitta il pubblico ha apprezzato la prestazione dei bianconeri
L’ex Sacripanti stende la Juvecaserta
Il PalaMaggiò applaude la squadra

Giovanni Bocciero

LO STELLARE PLAY TOMMASINI (FOTO CAROZZA)
CASERTA. Gara particolare ed intensa per la Juvecaserta, che nonostante la sconfitta si merita un “brava” per la voglia messa.
Dopo la palla a due arriva subito il primo boato per il rimbalzo difensivo conquistato dal neo bianconeri Ivanov. In attacco invece, arrivano due bombe consecutive di Carleton Scott (6-1), la seconda su imbeccata di Young, e allora l’ambiente ci mette davvero poco a galvanizzarsi. Cantù con il freno a mano tirato segna solo dalla lunetta, e nonostante un contropiede mangiato da Ivanov, il pivot bulgaro fa accendere il PalaMaggiò con la tripla del raddoppio (14-7 al 6’). Caserta è decisamente in palla, e così quando raggiunge il più 10 al 2’ coach Pino Sacripanti è costretto a chiamare timeout. Con una situazione falli che vede gli unici lunghi puri gravati già di falli, Markovski provvede a schierare Young da “cinque” tattico, Antonutti che fa il suo esordio da “quattro”, e con Tommasini, Gaines e Sergio ad irobbustire il reparto esterni. Questa Juvecaserta ha comunque qualcosa in più rispetto a quella vista nelle ultime due uscite casalinghe, e così con il canestro sulla sirena di Frank Gaines i bianconeri volano sul 25-13 di fine primo quarto.
La seconda frazione vede la Juvecaserta schierarsi ancora senza un pivot di ruolo. E allora subito ne approfittano gli avversari che vanno a schiacciare con Giorgi Shermadini. Dopo i primi 10’ giocati con grande intensità e soprattutto grinta, i casertani sembrano rifiatare. Complice qualche fischio di troppo, i canturini riescono a mangiucchiare qualche punto, ma grazie ad una buona fluidità offensiva Ronald Moore serve tutto solo Antonutti nel pitturato che appoggia due facili punti al vetro. Cantù sente la tensione, e prova di rabbia a trovare il canestro in qualsiasi modo il regolamento lo permetti. Il PalaMaggiò può finalmente esultare alla tripla di capitan Marco Mordente, mentre Ivanov diventa un fattore, tanto in attacco quando in difesa. La retroguardia bianconera ritrova quello smalto che manda in tilt l’attacco degli avversari, e così nasce il contropiede con schiacciata aggiunta di Michele Antonutti per il 41-25 al 17’. L’ex Eric Williams si fa sentire nel pitturato, prima schiacciando tutto solo e poi prendendo due rimbalzi offensivi grazie ai quali guadagna un viaggio in lunetta. La Juvecaserta avrebbe la possibilità dell’ultimo tiro del primo tempo, ma Moore non riesce nemmeno a tirare perché infastidito, forse con fallo, dal suo marcatore. E così si va negli spogliatoi sul punteggio di 43-35, con un vantaggio che per quello che si è visto in campo sta anche stretto alla truppa di coach Zare Markovski.
Al rientro sul parquet Cantù piazza un tremendo 9-0 di parziale per il sorpasso (43-44) con un Abass autore di 7 punti consecutivi. Con Scott che commette il suo quarto fallo, la Juvecaserta sembra aver perso il bandolo della matassa, perdendo tre palloni in attacco (2 Young e 1 Moore) e mancando di solidità in vernice. Ciò costringe a dover rimettere la coppia Andrea Michelori-Dejan Ivanov. Caserta torna in vantaggio (50-49 al 25’) ma qui sale in cattedra Sam Young, in tutti i sensi. Reo di aver commessi fallo si fa cogliere in un gesto plateale beccandosi il tecnico. Deluso si rende artefice di una capriola, fine a se stessa, che lascia stupefatto tutto il PalaMaggiò. Sulla stessa rimessa, va per terra e Paternicò gli fischia il secondo tecnico che gli vale l’espulsione. Con Young fuori, i bianconeri non demordono, prima trovano la bomba del 55 pari con ancora uno straordinario Ivanov, e poi addirittura quella del nuovo vantaggio (60-57) con un positivissimo Claudio Tommasini. Il gioco inizia a farsi maschio, coach Sacripanti chiama il minuto di sospensione ed il palazzo diventa una vera bolgia zittito dalla bomba di Stefano Gentile che manda le squadre al termine del terzo parziale sul 60 pari.
La premiata ditta Moore-Tommasini, con il primo a dispensare ed il secondo a sparare, esordisce nell’ultimo periodo di gioco con due bombe che regalano il 69-63 bianconero. Al festival del tiro pesante si iscrivono anche Antonutti, Gaines e Feldeine, e così al 36’ si è sul 75-68 Man mano che passano i minuti la gara si accende sempre di più. Gli errori, con il pallone a pesare quanto un macigno, iniziano a sommarsi da entrambe le parti, e questo punto chi sbaglia di meno è favorito per la vittoria. Moore predica calma ad ogni possesso, iniziando a giocare con il cronometro. Caserta forse già sta pensando a come festeggiare questa prima vittoria stagionale, che prima Gentile e poi Feldeini insaccano dai 6,75 ad 1’32” dalla fine (81-78). Rimessa, furto di James Feldeine e canestro del meno 1. A 20” ancora Feldeine si vede sputare la tripla del vantaggio, mentre Moore ai liberi fa 1/2: 84-82 con 11” da giocare. Johnson-Odom realizza in penetrazione ed è supplementare. Nell’overtime Cantù è a dir poco perfetta, non sbaglia nulla ed espugna il PalaMaggiò.