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domenica 19 novembre 2017

Il silenzio della Reggia

Game Over - Viaggio nelle domeniche vuote della città della pallacanestro
Il silenzio della Reggia
Caserta senza basket: da Romano Piccolo a Nando Gentile, da Carlo Barbagallo a Francesco Gervasio e Michele De Simone, testimonianze di un "lutto" sportivo che addolora l'intera comunità

di Giovanni Bocciero*


CASERTA. L’esclusione della Juve Caserta dal campionato di serie A ha preso le sembianze di un fulmine a ciel sereno. I tifosi stavano sognando per la costruzione del roster, dopo l’ingaggio di Ryan Arcidiacono. E invece dalla sera alla mattina si sono ritrovati senza più una squadra per cui soffrire. La testimonianza di cosa è la Juve Caserta per un casertano, l’ha data implicitamente coach Franco Marcelletti. Interpellato sulla vicenda non ha rilasciato dichiarazioni perché «il momento è triste e non c'è nulla da dire. È una cosa che mi colpisce». La città di Caserta vive per la seconda volta questo dramma, dopo quello del 1998. Le dinamiche sono diverse, naturalmente, ma il sentimento non può che essere identico per chi è cresciuto a pane e basket come Romano Piccolo.
Piccolo: "Pena enorme. La grandezza di Maggiò fu quella di avere al fianco
persone di grande spessore. Quanto pressapochismo oggi..."

I campioni del passato: "La JuveCaserta non era soltanto la partita della
domenica, ma la discussione di una settimana intera"
PIl fratello Santino fondò nel 1951 la Juve Caserta perché innamoratosi dei canestri dei soldati americani. «Provo un dolore terrificante perché non è possibile ciò che è successo - ha esordito Piccolo -. Talmente che mi manca la squadra ho sognato di fare un sei al Superenalotto, così da comprare un titolo sportivo. E ti dico di più. Poco tempo fa - ha raccontato lo scrittore - di questa cosa ne ho parlato con Giancarlo Sarti, al quale ho detto che la prima cosa che avrei fatto sarebbe stata quella di prenderlo come gm. Nonostante l’età». La formazione bianconera è stata esclusa per un errore, certamente evitabile se «ci si fosse circondati di persone competenti. La grandezza di Giovanni Maggiò fu quella di avere al fianco persone come Sarti e Boscia Tanjevic. Per questo devo fare una critica a Raffaele Iavazzi, perché è stato pressappochista e presuntuoso. Io mi ero offerto - ha rivelato Piccolo - per fare da collaboratore in maniera totalmente gratuita. Se avesse avuto un problema lo avrei potuto consigliare. Ma questa mia richiesta non ha mai ricevuto risposta. L’ho difeso sui media per la volontà che ha dimostrato, ma ha peccato di presunzione. Ancora non mi capacito, ad esempio, di come Gino Guastaferro non fosse a conoscenza della parte amministrativa rispetto a quella cestistica. Un general manager per lavorare bene deve essere a conoscenza di tutto, dalla a alla z». Lo scrittore ne avrebbe di consigli da dispensare. «Se solo mi avessero interpellato sui guai giudiziari, avrei subito alzato il telefono e chiamato l’avvocato Roberto Afeltra. È colui che ha inventato la legalità nel basket. Ai tempi in cui ero presidente della Zinzi Caserta avrò avuto almeno una decina di lodi, ma grazie al suo lavoro non ne ho perso nemmeno uno. Probabilmente avrebbe potuto risolvere parecchi problemi alla Juve Caserta. Ma ripeto, sono stati così presuntuosi da non affidarsi a persone che avessero esperienza». Piccolo vorrebbe tornare a sedere sulle tribune del PalaMaggiò. «Bisogna ringraziare tutti quelli che si sono alternati alla guida della società dopo la sua rinascita, perché hanno permesso a tutti noi casertani di esistere. E dico che era meglio continuare ad avere delle squadre dai risultati balbettanti piuttosto che non avere più nulla. Dico questo perché se le cose vanno male possono sempre migliorare». Non può mancare un monito per il futuro: «La città di Caserta deve imparare ad essere meno critica. Ripartendo dal basso dovrà sostenere il possibile la squadra. Perché - ha concluso Piccolo - la Juve Caserta ritornerà».

I campioni del passato
Da chi l’ha fondata a chi ha scritto le pagine degli anni d’oro. Nando Gentile e Sergio Donadoni sono stati tra i protagonisti della Juve Caserta che vinceva in Italia e stupiva in Europa a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90. «Che sia diverso rispetto al 1998 - ha dichiarato Gentile - importa poco. La verità è che non c’è più la pallacanestro. Questa è la peggior cosa». «La mia Juve Caserta è morta nel ‘98 - ha esordito invece Donadoni -. Tutto ciò che è venuto dopo, con i vari personaggi che si sono susseguiti non rappresentavano la storia che io, come tutti gli altri di quel periodo, abbiamo scritto». Il pensiero su cosa rappresenti la Juve Caserta per il casertano è però unanime per i due campioni. «So per certo che per un casertano non avere una squadra in serie A è tutto - ha detto Gentile -. La pallacanestro per la città non è solo la partita della domenica, ma rappresentava la discussione dell’intera settimana. Le possibilità per ricominciare ci sono, ma bisogna farlo con le mosse giuste senza commettere gli stessi errori. Quest’anno purtroppo sarà una stagione d’astinenza, speriamo in quelli futuri». «La Juve Caserta ha sempre contato per il casertano perché è un patrimonio di questa città. Patrimonio che con il passare degli anni ha perso il suo valore. La Juve Caserta era giudicata esclusivamente per il risultato sportivo, mentre - ha sottolineato Donadoni - quello che trasmetteva Maggiò era un patrimonio di valori, come l’educazione e la cultura sportiva. Tanti obietteranno che sono cambiati i tempi, ma credo che sulla competenza della dirigenza non vi siano paragoni. E non tutto può essere riportato ai soldi». Bisogna tornare con idee chiare. «Il futuro deve essere il settore giovanile, parte importante - ha evidenziato Gentile - di una società. È la componente su cui bisogna investire a prescindere da che ci sia o meno una squadra in massima serie. È necessario lavorare bene affinché cresca il vivaio e pure i ragazzi». «Mi auguro che la pallacanestro torni presto a Caserta - ha aggiunto Donadoni -, perché in città questo sport ha rappresentato sempre un qualcosa di positivo e di sociale».

I vecchi dirigenti
I vecchi dirigenti: "La fame di basket è evidente se una squadra di serie C
richiama 800 spettatori. Bisogna ricominciare dai giovani"

La sofferenza dei tifosi: "Una mazzata! Manca l'incontro con gli amici
parlando di basket prima, durante e dopo la partita"
La situazione della Juve Caserta è figlia di tante cause, principalmente economiche. Chi l’ha guidata negli ultimi anni conosce perfettamente i sacrifici che occorre fare. «Ho ricoperto la carica di presidente, ma soprattutto - ha esordito Francesco Gervasio - sono un tifoso della Juve Caserta. La seguivo sin da quando ero bambino, e per la mia generazione ha rappresentato l’aspetto più importante della città. Certamente ancora oggi la squadra è un segno distintivo per i casertani, anche se bisogna dare ragione a chi evidenziava che Caserta non è più la città del basket. Basta pensare che ogni anno superava di poco i mille abbonati quando in altre realtà mettono insieme numeri ben più importanti. Per questo è impensabile che una sola persona, con i costi che ci sono, possa reggere la società». «La Juve Caserta ha significato sempre rappresentanza del territorio - ha aggiunto Carlo Barbagallo -. Il problema riguarda l’aspetto economico. Quando tre anni fa feci la proposta di acquistarla e disputare il campionato di A2 fui preso per pazzo. Purtroppo credo di aver avuto ragione. Il mio pensiero all’epoca era quello di scendere di categoria per poter organizzare soprattutto il settore giovanile. Come Juve Caserta e non con altri nomi. È vero che ritornare in massima serie sarebbe stato complesso, ma almeno strutturavi la società nel tempo. E magari grazie a quella scelta oggi staresti disputando comunque un campionato. Il nostro territorio offre ben poco per le realtà sportive, ed è un problema che non riguarda solo il basket. È giusto ambire alle massime serie, ma è altrettanto importante capire con che tipo di imprenditoria ti devi relazionare per sostenere i progetti». «Nello sport in generale mancano i magnati degli anni ’80 - ha commentato Gervasio -, e a Caserta il tessuto imprenditoriale non dà una mano consistente». Barbagallo traccia addirittura la strada da seguire. «Alla base di un progetto futuro non potrà non esserci il settore giovanile. Il vivaio, al di là della possibilità di crearti atleti che possano giocare per la tua squadra, ti dà una spinta economica dal basso che non è indifferente. Si pensa alla retta mensile del ragazzo, ma dietro c’è tutto un indotto che passa per la vendita dei tagliandi ai familiari o l’acquisto di gadget. E se non dovesse rimanere in società, un prodotto delle proprie giovanili può sempre rivelarsi una fonte di guadagno qualora venisse tesserato per un’altra squadra. Il discorso è ampio ma indispensabile». Ha fatto scalpore la presenza di 800 persone a vedere la partita di serie C dei Cedri San Nicola. Segno inconfondibile che il pubblico ha fame di basket. «San Nicola è riuscita ad avere quel seguito per la presenza di Linton Johnson - ha chiarito Gervasio -. Per carattere sono sempre ottimista, purtroppo in questa situazione sono pessimista. Credo che Caserta possa permettersi massimo la serie B, o magari l’A2, oltre diventa difficile immaginarla». «Registrare tale affluenza per una partita delle serie minori sta a significare che Caserta risponde sempre presente quando c’è la pallacanestro. La passione per la Juve Caserta credo non svanirà mai, ma per consolidarla c’è bisogno di un progetto con persone serie, corrette, valide e soprattutto che non lo facciano per visibilità, o peggio ancora per secondi fini. Ma - ha concluso Barbagallo - solo per passione».

Il dolore dei tifosi
I tifosi più di tutti stanno soffrendo questo momento. Così abbiamo raccolto le testimonianze di due sostenitori di vecchia, Pino Greco e Giancarlo Zaza d’Aulisio. Quest’ultimo è stato particolarmente attivo perché fu tra i fondatori dell’associazione pro Juve Caserta due estati fa, mentre quest’anno ha fatto da intermediario con l’imprenditore Oreste Vigorito. «Per noi che abbiamo mangiato pane e basket non andare la domenica al PalaMaggiò - ha commentato Greco - è peggio di un lutto. Avremmo preferito andare a vedere una squadra giovanile purché in massima serie. La partita domenicale era un punto fermo, e proprio in questo inizio di campionato ne stiamo avvertendo la mancanza. Con amici e tifosi abbiamo discusso sul fatto che Caserta senza la pallacanestro è una città morta. Speriamo che la Juve Caserta torni al più presto, anche se capiamo che oggi fare basket è difficile. Gli imprenditori che si avvicinano - ha concluso Greco - lo fanno perché spinti dalla passione». «Non andare a vedere la partita è una mazzata - ha dichiarato Zaza d’Aulisio -. È triste perché manca l’incontro con gli amici per parlare di pallacanestro prima, durante e dopo la partita, oltre a chiacchierarne durante la settimana. Nelle ultime stagioni ognuno ha sbagliato in qualcosa, ma nonostante ciò avrei preferito lottare per altri cento anni per non retrocedere, piuttosto che non vedere più la Juve Caserta. Lo dico con un pizzico di recriminazione nei confronti di quella frangia di tifosi e stampa che preferiva farla scomparire. Caserta è una piccola città, quindi mi stava bene lottare per non retrocedere così come mi accontento della serie B. La rifondazione però passa da chi gestirà la società - ha interrogato Zaza d’Aulisio -. Ma le cordate sbandierate al vento, una dallo stesso sindaco Carlo Marino, dove stanno?».

Il pensiero del giornalista
Il giornalista: "La JuveCaserta per un casertano è un punto di riferimento
insostituibile ma senza risorse adeguate difficile pensare al futuro"
Il cronista Michele De Simone ha seguito la Juve Caserta raccontandone i fasti storici, e sulle somiglianze tra il 1998 ed oggi ha dichiarato che «purtroppo sono storie che si ripetono. Come si è rinati allora si può rinascere anche oggi. Speriamo che il tempo lenisca le ferite attuali. Non so cosa potrà succedere l’anno prossimo, ma mi auguro che si verifichi qualcosa di buono così come se lo augurano tutti gli appassionati di pallacanestro. La Juve Caserta per il casertano è una bandiera, un punto di rifermo - ha aggiunto l’attuale delegato provinciale Coni -. Ovunque si vada in Italia, quando si parla della nostra città si fa subito riferimento alla Reggia, alla mozzarella ed alla Juve Caserta. Perché la squadra si identifica con il territorio». Ma quali sono le sue prospettive future? «Un nuovo progetto deve rilanciarsi con persone appassionate in grado di metterci anche risorse. Questo è indiscutibile perché altrimenti il basket di alto livello non è fattibile. Purtroppo non ci troviamo in un territorio ricco, e non capisco i paragoni che si fanno con altre città. Parliamo di realtà opposte che presentano situazioni economiche molto diverse. Quindi ci si augura che intorno ad un progetto si possano raccordare persone che abbiano risorse da investire, altrimenti - ha concluso De Simone - di cosa stiamo parlando?».

Il futuro
Caserta riparte con i giovani della JC Academy affidati a Di Meglio,
ma i tifosi contestano Iavazzi
I tifosi della Juve Caserta non si capacitano di non essere presenti sulla cartina geografica della serie A. Non avere più la squadra del cuore è un boccone amaro da digerire. In città si uniscono diversi sentimenti. Dall’amarezza di coloro che non si aspettavano una cosa del genere, a quelli che provano solo rabbia verso chi ha causato questo epilogo.
È inutile sottolineare come Raffaele Iavazzi sia finito alla gogna. Non poteva essere diversamente per colore che hanno sperato sino in fondo nel miracolo del ricorso avverso la decisione della Fip, figurarsi quelli che durante la sua presidenza hanno sempre colto l’occasione per contestare. Il desiderio di chiunque è quello di poter tornare quanto prima a sedere sulle tribune del PalaMaggiò. Fosse solo per vedere una partita di pallacanestro, anche se non della massima serie. Ma almeno per quest’anno il sogno non può avverarsi. E così si spera per l’anno venturo, quando le vicende della piazza casertana possono assumere dei nuovi risvolti.
Per il momento la Juve Caserta, seppur con la società satellite della JC Academy (diverso codice Fip, è bene spiegarlo) di proprietà di Iavazzi, farà solo attività giovanile. Iscritta ai principali campionati d’eccellenza, ha ingaggiato Vincenzo Di Meglio in qualità di responsabile dello scouting. Il settore giovanile bianconero ripartirà dal tecnico che lo scorso anno ha vinto il campionato under 20 con l’Auxilium Torino, e che vanta numerose esperienze con le nazionali giovanili.



* per la rivista BASKET MAGAZINE

lunedì 22 febbraio 2016

Juvecaserta, la città è in apprensione per il futuro

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 23/02/2016

LEGA A. Da patron Iavazzi agli ex soci Barbagallo e Caputo, il basket passerà da loro?
Juvecaserta, la città è in apprensione per il futuro

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Da un po’ di tempo all’ombra della Reggia si è ricominciato a parlare del futuro societario, che nonostante la fin qui ottima stagione che la truppa di coach Sandro Dell’Agnello è riuscita a disputare, è piuttosto nuvoloso. Questa poi sembra essere una settimana decisiva per il campionato della Juvecaserta, che con una vittoria in quel di Capo d’Orlando potrebbe davvero prendere un vantaggio consistente sulle dirette avversarie. Eppure raggiungere la salvezza non permetterebbe di vivere un finale di campionato tranquillo, perché si inizierebbe a parlare solo ed unicamente del da farsi in seno alla società, così da vivere forse la più calda estate. Tanto da battere persino quest’ultima che ha visto il ripescaggio dei bianconeri in massima serie.
Non è la prima volta, ma questo suona davvero come un ‘ultimatum’, il patron Raffaele Iavazzi non ne può più di continuare questa avventura cestistica completamente da solo, e l’imprenditoria locale non ha alcuna idea di sostenerlo. Caserta non potrà neppure sognare l’arrivo di petrodollari russi o arabi, perché dopotutto la Juvecaserta non ha questa grande immagine come suggeriva qualche collega, e siamo assolutamente d’accordo, purtroppo.
E allora gira e rigira i nomi sono sempre quelli, ovvero coloro che nelle ultime due stagioni hanno prima affiancato e poi si sono pian piano defilati perché non avevano un rapporto idilliaco con l’attuale patron. Carlo Barbagallo, con dichiarazioni anche fuori luogo, qualora la Juvecaserta dovesse scomparire potrebbe decidere di rituffarsi in questo mondo partendo però al massimo da un’A2, rilevando un titolo sportivo di un’altra società, con l’obiettivo di avviare un progetto votato ai giovani. Dall’altra parte ci sarebbe invece Rosario Caputo, che non in prima persona ma soltanto come tramite potrebbe coinvolgere magari qualche amico imprenditore per rilevare la stessa società di Iavazzi. Il futuro è piuttosto nebuloso, e lo scopriremo solo vivendo.

venerdì 29 gennaio 2016

Juvecaserta, le parole di Barbagallo fuori luogo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 30/01/2016

LEGA A. Le ultime dichiarazioni dell’ex presidente non devono destabilizzare l’ambiente
Juvecaserta, le parole di Barbagallo fuori luogo

CASERTA. La Juvecaserta non può vivere settimane tranquille. Da questo punto di vista, la tifoseria sembra quasi condannata a dover soffrire quotidianamente per questi colori, anche quando si vince. Forse per qualcuno la vittoria sofferta, ricercata, voluta, e alla fine trovata è anche più emozionante. Ma purtroppo per la società di Pezza delle Noci, non è solo il campo che parla. All’ombra della Reggia, infatti, non sono soltanto i risultati sportivi che quotidianamente tengono banco, ma anche la conduzione societaria, e più precisamente quel bilancio che di certo in attivo non è.
BARBAGALLO CON IAVAZZI (FOTO CAROZZA)
Eppure patron Raffaele Iavazzi in questi anni è sempre riuscito a portare avanti la Juvecaserta. Nonostante ciò, questa sembra essere la sua ultima stagione alla guida del club casertano, dopo che in estate ha davvero provato a passare la mano. Purtroppo di offerte concrete, compresa quella della Fondazione dell’ex presidente bianconero Carlo Barbagallo, non ce ne sono state. E così è stato quasi costretto a rimanere, e addirittura ad accollarsi un ripescaggio incredibile pur di riportare Caserta in massima serie.
A proposito di Barbagallo, azionista di minoranza, proprietario del 10% della società, che non ha partecipato alla ricapitalizzazione dichiarando a chiare lettere che la sua esperienza in bianconero è terminata soprattutto per il rapporto “fumantino” con Iavazzi. Ebbene, l’attuale presidente della Volalto Caserta è voluto ritornare a parlare di Juvecaserta ai microfoni di Goldwebtv. Intervista e dichiarazioni che in realtà appaiono fuori luogo in virtù anche del fatto che lo stesso Barbagallo ha sottolineato che si ritiene fuori dalla società, anche se burocraticamente ancora non lo è del tutto.
Parlare di debiti, menzionare una situazione difficile, discutere della programmazione pre-ripescaggio, tutte cose risapute e che sono sotto gli occhi di tutti da anni ormai, e addirittura pensare ad un futuro in cui la Juvecaserta possa fallire e proporsi di ripartire dalla A2. Insomma, per una volta ci sentiamo di dire che Barbagallo se le sarebbe potute risparmiare queste dichiarazioni. Dopotutto la Juvecaserta è ancora operativa, con una salvezza da conquistarsi sul campo.

mercoledì 30 dicembre 2015

Un anno di Juvecaserta: retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 31/12/2015

2015. In dodici mesi retrocessione, ripescaggio, diatribe interne, imprese sportive e tanto calore
Salutiamo un anno di Juvecaserta molto intenso

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Dall’1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, un anno a tinte bianconere, un anno tra vittorie e sconfitte, esultanze e contestazioni, diatribe interne, imprese sportive, l’amara retrocessione, il dolce ripescaggio, volendo riassumere tutto ad una singola parola: Juvecaserta. E allora partiamo per questo viaggio che idealmente inizia dal PalaBigi di Reggio Emilia, dove il 4 gennaio scorso la squadra allenata allora da Enzo Esposito fu sconfitta per 95-74, e che si è concluso sportivamente parlando il 27 dicembre al PalaMaggiò con la vittoria per 80-75 ai danni di Brindisi. In dodici mesi la franchigia casertana ha chiuso con un record generale a cavallo ovviamente di due campionati differenti da 14 vittorie e 17 sconfitte. Un bottino tutto sommato buono, forse addirittura positivo contro ogni logica matematica, ma che proprio per via del fatto che sia stato compiuto in due stagioni agonistiche diverse ha dato pochi frutti.

PRIMA PARTE. La già citata sconfitta di Reggio Emilia, valevole come 14esimo turno del campionato 2014/15, aprì un anno in cui la Juvecaserta incappò nella sua 14esima sconfitta consecutiva con lo zero ancora ben fisso nella casella dei punti. La situazione a Pezza delle Noci naturalmente non era serena. Oltre alle sconfitte, molte davvero indegne per le prestazioni, Esposito era il terzo tecnico dall’inizio della stagione e da pochi giorni era stato tagliato il miglior giocatore del roster ma allo stesso tempo il meno empatico, tale Sam Young.
Il 7 gennaio proprio sulle nostre colonne patron Iavazzi fu protagonista di un’intervista in cui bacchettò l’operato dell’ex presidente Carlo Barbagallo, che di lì a poco si sarebbe dimesso, e del giemme Atripaldi. Inutile ricordare le repliche a distanza di poche ore. Il clima si appesantì ulteriormente in vista dell’ultimo match del girone d’andata contro la diretta avversaria per la lotta salvezza, ovvero Pesaro, che fu sconfitta per 80-73. Finalmente la prima vittoria dell’anno che diede il via ad un incredibile poker in cui i bianconeri batterono in successione Roma, Brindisi e Bologna. In poco meno di un mese la Juvecaserta si ritrovò da zero ad otto punti, e così la missione salvezza prese quota. La sconfitta in quel di Pistoia interruppe il buon momento bianconero che il 21 febbraio si complicò a causa del punto di penalizzazione inflitto dalla Com.Te.C per via del ritardo nei pagamenti Irpef. Inutile dire che questa assunse i connotati di una mazzata, con la squadra che uscì sconfitta anche da Cremona e ancor peggio in casa contro Capo d’Orlando dopo un brutto match. Il mese di marzo continuò negativamente con il k.o. di Cantù, in cui Esposito fu perfino espulso. Il 20 la società bianconera presentò ricorso per la penalizzazione, e la domenica i giocatori fecero il loro dovere battendo al PalaMaggiò la capolista Venezia. La cavalcata per la “remuntada” salvezza sembrava poter riprendere, e invece contro Trento, Milano e Varese arrivarono tre battute d’arresto sconfortanti.
Alla quartultima giornata Caserta era impegnata “on the road” per il derby con Avellino, e mai vittoria in terra irpina fu più importante. I casertani si preparavano così al rush finale, centrando due successi casalinghi prima con Sassari e poi con Reggio Emilia. Proprio quest’ultima, ad una giornata dal termine, permise di effettuare il sorpasso ai danni di Pesaro. E per uno scherzo del destino la salvezza sarebbe passata proprio per lo scontro diretto dell’Adriatic Arena. Cinque giorni prima del decisivo match, però, il 5 maggio il Collegio di garanzia dello sport del Coni rigettò il ricorso della Juvecaserta confermando la penalizzazione. E così alla palla a due Caserta si presentava con 15 punti in classifica e Pesaro con 14, con lo scontro diretto che a poco serviva. I bianconeri partirono a spron battuto, sembrava potessero prendere il largo a metà gara ma invece subirono la rimonta veemente dei pesaresi che alla fine s’imposero per 80-70 facendo sfumare l’incredibile rimonta dei casertani che, purtroppo, retrocedettero.


SECONDA PARTE. Ad una settimana dall’amaro verdetto del campo, ovvero il 18 maggio, patron Raffaele Iavazzi tenne una conferenza stampa in cui tirò le somme alla stagione, dichiarando di essere pronto anche a passare la mano qualora ci fosse un acquirente credibile, aprì al ritorno in società di Caputo e snobbò ancora Barbagallo con cui per tanto tempo si parlò della cessione del club bianconero alla nascente fondazione del socio di minoranza. Il 28 maggio il front office casertano si iscrisse alla A2 e contemporaneamente presentò domanda di ripescaggio alla Serie A. Il 17 luglio Caserta rinacque, perché il Consiglio federale accettò dopo un lungo tira e molla l’auto-retrocessione di Roma. Per l’ufficialità il club di Pezza delle Noci doveva adempiere ad alcune operazioni burocratiche che richiedevano ulteriore tempo rispetto al termine stabilito dalla Fip, e così ancora Iavazzi minacciò la scomparsa della squadra qualora la federazione non gli concedesse qualche giorno in più.
Fortunatamente, con buonsenso, il 4 agosto la Juvecaserta tornò a far parte del bouquet di A. Il resto possiamo considerarlo quasi presente. La caldissima estate con retrocessione, ripescaggio ufficioso e poi diventato realtà vide il passaggio del testimone da Esposito a Sandro Dell’Agnello. La squadra venne costruita tenendo ben presente il budget, e mentre i tasselli andavano man mano costituendo il mosaico bianconero, crebbe naturalmente l’attesa in città. Circa un migliaio di tifosi accolsero al raduno del 21 agosto la nuova squadra sul parquet, straordinario, del PalaVignola, dopo che il PalaMaggiò subì ben due furti di fili di rame. L’infermeria purtroppo inizia ad affollarsi sin da subito, da prima con Downs, poi Siva, Jones, Giuri, Gaddefors, Amoroso, e questo condizionerà non poco il campionato. Eppure all’esordio del 4 ottobre in quel di Varese, Caserta compie la prima grande impresa vincendo 51-58. Le successive tre sconfitte rispettivamente con Torino, Cremona e Milano aprono una crepa. Iavazzi torna a parlare rilasciando un’intervista in cui si lamenta di essere stato lasciato nuovamente da solo, ma la squadra reagisce espugnando Bologna nel “monday night” del 2 novembre, e bissando la vittoria in casa contro Capo d’Orlando. Due giorni dopo quel successo, ovvero il 10 novembre, per non influenzare la prestazione della squadra nella delicata partita, Rosario Caputo replica al patron bianconero sottolineando alcuni aspetti caratteriali dello stesso. La Juvecaserta intanto va vicina a battere in trasferta la capolista Pistoia che la spunta dopo un overtime, ma in settimana inizia la telenovela Valerio Amoroso, che la società gestirà malissimo. L’atleta, che sembrava aver rescisso, ritornerà in gruppo, il tifo non la prenderà bene ed il patron difenderà in modo autoritario questa scelta.
Intanto prima Cantù e poi Venezia batteranno Caserta, che torna alla vittoria il 6 dicembre contro Pesaro. Il doppio match con Sassari e Reggio Emilia, questa volta, non frutterà punti per la truppa casertana, che vivrà un momento di massima euforia a cavallo del Natale con l’impresa di Avellino, in cui si è imposta per 62-70 dopo un primo tempo terribile per come si stava giocando, e conquistando i “due punti” anche in casa contro Brindisi dopo una gara piuttosto autorevole da parte dei bianconeri, chiudendo così in modo soddisfacente il 2015.

martedì 10 novembre 2015

Juvecaserta, patron Iavazzi continua a “sfruculiare ‘a mazzarella”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/11/2015

LEGA A. L’azionista di maggioranza della Juvecaserta ha ricevuto una netta risposta da Caputo
Patron Iavazzi continua a “sfruculiare ‘a mazzarella”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Con la Juvecaserta che è ritornata a sorridere grazie ai due successi consecutivi in campionato, prima in trasferta a Bologna e poi in casa con Capo d’Orlando, l’ambiente poteva rasserenarsi, godersi alcuni giorni di tranquillità. E invece no. Caserta da questo punto di vista sembra una metropoli sempre e costantemente alla ricerca della notizia che fa parlare, fa discutere, soprattutto che fa schierare da una parte o dall’altra. E’ così e forse sempre lo sarà. Per chi non lo avesse capito, ovviamente, ci stiamo riferendo alla nuova diatriba che sta nascendo in seno alla società, con il patron Raffaele Iavazzi, l’azionista di minoranza Carlo Barbagallo e l’ex consigliere Rosario Caputo coinvolti allo stesso modo. Parla uno, e c’è la pronta risposta dell’altro. Un turbinio di chiacchiere che sembra non dover finire mai, e soprattutto che utilizza il mezzo della carta stampata per puntarsi il dito ed accusare. Ma proviamo a fare un riassunto per tappe.
Il 7 gennaio scorso, proprio sulle colonne della nostra testata, Iavazzi dichiarò di aver demandato scelte e responsabilità ad altri, ed il chiaro riferimento era al socio Barbagallo (all’epoca presidente in carica) e all’allora giemme Atripaldi. Il patron bianconero sottolineò questo suo errore e accuso i due quali colpevoli della fallimentare stagione. Al momento di quell’intervista la Juvecaserta aveva il record di 0-14 e si stava preparando al decisivo match con Pesaro, che coincise con la prima vittoria. La pronta risposta di Barbagallo arrivò nel giro di poche ore in quello stesso giorno, ritenendo le dichiarazioni del socio fuori luogo dato il momento, e minacciando anche di dimettersi. Iavazzi rincarò la dose, sempre a distanza di poche ore, portando alla luce le dimissioni di Barbagallo fatte pervenire già due giorni prima, sottolineando che lui mai avrebbe lasciato la barca nel momento di difficoltà. Seguirono “no comment” e mesi di silenzi, con Atripaldi che provò a spezzare una lancia soprattutto a suo favore portando alla luce in un’intervista del 13 marzo in cui si dipingeva Iavazzi come un “padre padrone”, il quale decise da solo il licenziamento di Molin, che lo stesso patron in quel 7 gennaio dichiarò essere stata una scelta troppo frettolosa. Fortunatamente per la Juvecaserta i tifosi, che contestarono duramente il comportamento dei due proprietari, riuscirono a concentrarsi sulla squadra che raccoglieva i risultati sul campo mettendo in piedi una miracolosa rimonta per la salvezza, poi infrantasi nell’ultimo match in quel di Pesaro.
Con la retrocessione acquisita sul campo, si è aperta una nuova querelle tra Iavazzi e Barbagallo che riguardava la vendita della società. Circa un mese di tira e molla con il patron bianconero che lanciava continui “ultimatum”, ultimo nella conferenza stampa del 18 maggio, ed il socio di minoranza che invece dimostrava di avere grandi intenzioni, come espresso nella conferenza stampa del 28 maggio, ma purtroppo solo a parole. Alla fine Iavazzi è rimasto al timone della società e e Barbagallo si è defilato pur restando proprietario delle sue azioni (10%). Nel frattempo il patron bianconero è stato affiancato da Rosario Caputo in qualità di consigliere. Proprio quel Caputo che più volte i due soci avevano attaccato per il passivo con cui aveva lasciato la Juvecaserta. Messa una pietra sopra a questa cosa, il nuovo consigliere ha avuto un ruolo fondamentale nella costruzione del roster, e ancor di più per quello che è riguardato la burocrazia legata al ripescaggio. Da settembre, poi, si è eclissato anche Caputo e Iavazzi è rimasto nuovamente da solo al comando.
Intanto la squadra affidata a coach Sandro Dell’Agnello, tra alti e bassi, e con una gran dose di sfortuna, ha iniziato il campionato, portato a casa qualche vittoria e naturalmente anche qualche sconfitta. Pur tra le mille critiche avanzate al tecnico ed ai giocatori, il clima societario a Pezza delle Noci sembrava essere sereno, fiducioso. E poi una nuova intervista di patron Iavazzi, alla vigilia ancora una volta di una partita importante come quella di domenica scorsa con Capo d’Orlando, con l’intento proprio di voler “sfruculià ‘a mazzarella”. Iavazzi ha di nuovo puntato il dito a chi gli è stato intorno, dichiarando che di Barbagallo non ha più notizie da gennaio, mentre spera che Caputo tenga fede alle promesse fatte. Tempo 24 ore ed ecco la risposta di Barbagallo, che ha specificato di aver partecipato alla ricapitalizzazione dello scorso marzo, e soprattutto punzecchiando il socio di maggioranza sul fatto del perché resta sempre da solo. Si è fatto sentire nella giornata di ieri anche Caputo, che ha evidenziato anche lui un aspetto di Iavazzi: quello di voler controllare tutto da se. Bisogna aspettarsi una replica in questo continuo “botta e risposta”?

giovedì 4 giugno 2015

Juvecaserta, Iavazzi prova a programmare il futuro

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 05/06/2015

SERIE A2. Mentre Barbagallo lascia il testimone spunta l’idea di Bonamico per il marketing
Juvecaserta, Iavazzi prova a programmare il futuro


di Giovanni Bocciero

CASERTA. Il tiro e molla tra Lello Iavazzi e Carlo Barbagallo sembra essere arrivato al capolinea. Fatta l’ennesima proposta per l’acquisizione delle intere quote societarie, e non avendo avuto nessuna risposta entro i termini delle 48 ore, il numero uno di Cofiba dovrebbe mettere fine alla sua avventura in seno alla società. Il suo 10% è stato dunque messo in vendita, così come riportato da Goldwebtv, e siccome lo stesso Barbagallo in occasione della conferenza stampa disse di tenere fede alla valutazione societaria fatta di 300 mila euro, e per questo chiederà approssimativamente per le sue quote una cifra che si aggirerà tra i 30 e 35 mila euro.
FOTO CAROZZA
L’acquirente più probabile sembra poter essere proprio Iavazzi, che nella sua conferenza stampa non nascose che per la poca rilevanza delle quote societarie dell’amico/nemico Barbagallo le avrebbe potute acquistare anche dall’oggi al domani. Adesso se tutto torna, alle parole dovrebbero far seguito i fatti dunque.

Il patron bianconero comunque si sta guardando attorno per cercare di far ripartire al più presto il progetto della Juvecaserta. E questo spesso coincide con i pranzi. Infatti, come fu galeotto l’appuntamento a tavola con Rosario Caputo, che rientrerà ufficialmente a far parte del mondo cestistico casertano, come sponsor con il marchio Pepsi, s’intenda, così potrebbe esserci un’altro importante innesto per la base dirigenziale. Questa volta si tratterebbe di Marco Bonamico, ex presidente della LegaDue. Il suo ruolo non sarà però inerente al lato sportivo, così come riportato sempre da Goldwebtv, ma soprattutto per il rilancio del marchio Juvecaserta, dunque tutto marketing e nient’altro, anche perché patron Iavazzi è sempre convinto di affidare ad Enzo Esposito il doppio ruolo di allenatore e allo stesso tempo giemme.

giovedì 28 maggio 2015

Juvecaserta, Iavazzi-Barbagallo: continua il ping-pong

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/05/2015

SERIE A2. Il socio di minoranza della Juvecaserta pronto ad acquistarla con la sua Fondazione C’E’
Iavazzi-Barbagallo: continua il ping-pong

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Altro appuntamento, e se vogliamo metaforicamente altro scambio tennistico tra Lello Iavazzi e Carlo Barbagallo che ormai sono protagonisti di questo ping-pong da mesi. Questa volta il game ha sorriso al secondo, non per merito specifichiamo, ma soltanto perché ha fatto chiarezza con altri particolari sulla trattativa di acquisto della Juvecaserta e sulla nascente Fondazione C’È.
CARLO BARBAGALLO IN CONFERENZA STAMPA
“Ho deciso di dire la mia riguardo all'offerta fatta - ha esordito Barbagallo - e preciso che non mi va di parlare del passato. Mi piacerebbe, così come ho comunicato a Lello, di voler fare una conferenza stampa insieme per scusarci innanzitutto con i tifosi perché abbiamo dato uno spettacolo indegno. Mi pare però offensivo essere paragonato a Galimberti. In merito all’offerta siamo sempre aperti per una trattativa, non voglio assolutamente cacciare Lello dalla Juvecaserta, perché lui c'ha messo una barca di soldi. Voglio scusarmi con i tifosi per alcuni comportamenti. Non so se ho sbagliato qualcosa durante la mia presidenza, ma se l'ho fatto l'ho fatto in buona fede perché tengo alla Juvecaserta, e sono bugie quelle che dicono che io volevo la retrocessione della squadra. Non avrei dovuto accettare la carica di presidente - ha continuato il socio di minoranza - perché già è difficile amministrare un'azienda commerciale, figuriamoci un'azienda sportiva dove tra l’altro non sei quello che investe di più. Non essendo il socio principale non avrei dovuto accettare quell'incarico. Mi risulta difficile pensare di rimanere in società pur con una minima parte. Proprio per questo farò un'altra offerta per l'acquisizione della società e qualora non riceva alcuna risposta in 48 ore metterò in vendita le mie quote societarie. Sarei comunque disposto a sponsorizzare la Juvecaserta. Non so se come primo o secondo sponsor, ma basta che ci si siede ad un tavolo e vediamo la società di cosa ha bisogno. Ho invitato Iavazzi ad essere presente qui e non so perché non sia venuto. Forse pensava che questo volesse essere un trabocchetto ma non è nel mio stile. Io ho sempre fatto le cose con trasparenza e in buona fede, ho un'onesta intellettuale da salvaguardiare. Ad una frangia di tifosi voglio dire è inutile che mettano zizzania, utilizzassero il tempo in cose più utili. Non ho alcun debito nei confronti della Juvecaserta - ha chiarito Barbagallo -, e sinceramente non avrei nemmeno indetto questa conferenza se sapevo dell’incontro di Rosario Caputo. Non avrei voluto far accavallare le cose, per questo ho aspettato una settimana dopo la conferenza stampa di Iavazzi. La funzione della Fondazione sarà quella di cercare di raccogliere quanto più possibile investimenti dal territorio per lo sport. Non ho mai parlato di costruire delle strutture sportive ma bensì di gestirle. Non so chi abbia detto ciò, così come sono state inventate tante altre cose sul mio conto e sulla mia attività. Dal 7 gennaio scorso si sono rotti gli equilibri e da quel giorno ho sempre e solo dovuto risposto, difendermi alle accuse”.
Una frecciatina Barbagallo l’ha comunque voluta lanciare, tra le riga: “L'essere persona è una cosa e l'essere imprenditore ne è un'altra. Da Caputo dal punto di vista imprenditoriale c'è solo da imparare. Prendere la squadra dal basso e portarla a giocare in Europa dimostra le sue capacità. L'aver lasciato il debito si rifà ad un triennio precedente e bisogna guardare a chi si riferisce tra Caputo, Iavazzi e Gervasio”.
Resta l’interrogativo su questa Fondazione, tra tutti chi ne fa parte? “Forse è proprio questa la cosa che fa impazzire un po' tutti, che non si riesce a sapere nulla della Fondazione. Noi siamo però - ha sottoliato Barbagallo - persone oneste e leali visto che nulla trapela”.
Barbagallo ha anche dichiarato che poteva firmare ieri stesso un assegno da 270 mila euro, escluso ovviamente il suo 10%. Eppure perché mercoledì scorso non ci si è presentati all’appuntamento definito “ultimatum” da Iavazzi per chiudere la trattativa? Sostanzialmente perché il tempo concesso dal patron bianconero era insufficiente per fare le valutazioni riguardo l’indebitamento della società che a detta di Iavazzi è di mille euro. Adesso la Fondazione capitanata da Barbagallo è disponibile a concludere l’acquisto della società, depositando il 20% della somma presso un notaio facendo appunto il controllo valutativo sull’indebitamento della Juvecaserta e qualora fosse realmente di mille euro l’affare si chiuderebbe. Insomma, la palla passa ora nuovamente a Iavazzi. Cosa farà?

lunedì 25 maggio 2015

IL RITORNO. Juvecaserta, il “quasi” miracolo sportivo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 26/05/2015

IL RITORNO. La rincorsa incredibile tra alti e bassi sino al decisivo spareggio salvezza
Juvecaserta, il “quasi” miracolo sportivo

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Il girone di ritorno per la Juvecaserta inizia decisamente meglio rispetto a quello d'andata in cui si sono registrate delle situazioni davvero spiacevoli. La querelle tra i soci Lello Iavazzi e Carlo Barbagallo, con quest'ultimo che ha rassegnato le dimissioni da presidente della società, è diventata di dominio pubblico e sulle pagine dei giornali si sono consumati fiumi d'inchiostro per spiegare la faccenda nel minimo le dettaglio.
Le sliding doors del PalaMaggiò hanno poi salutato vecchi ed accolto nuovi beniamini come nulla fosse, tra decisioni dirigenziali che hanno evidenziato dei seri problemi organizzativi, come la penalizzazione di un punto.
La squadra così com'è ha dei limiti tecnici e fisici vistosi, va puntellata in qualche modo e l'ultimo visto a disposizione lo si usa per tesserare l'americano Henry Domercant, che a corrente alternata soprattutto a causa prima della forma migliore da ritrovare e poi di un infortunio che lo costringe a fermarsi, dimostra comunque di essere utile alla causa.
Nonostante ciò alla sedicesima giornata, a cavallo tra andata e ritorno, i bianconeri infilano il secondo successo consecutivo battendo, seppur di un solo punto, Roma. Sette giorni dopo i casertani sono di scena in quel di Brindisi, un campo caldo e quasi inviolabile. Ma la magia che accompagna la Juvecaserta non si esaurisce ed ecco che forse con la miglior performance della stagione arriva addirittura il tris con un Dejan Ivanov “monstre”.
FOTO FILAURO
Il poker viene servito tra le mura di casa nella sfida con Bologna. L'intero ambiente viene rivitalizzato, la speranza salvezza assume le sembianze della realtà visto che Pesaro è ormai a un tiro di schioppo.
La doccia fredda che stempera l'entusiasmo arriva a Pistoia, campo decisamente indigesto per la Juvecaserta dove lo scorso anno perse lo spareggio per accedere ai playoff. Purtroppo a distanza di una settimana arriva il secondo k.o. di fila in quel di Cremona dopo un'altra gara non proprio da ricordare.
La rincorsa sembra finita troppo precocemente, causa anche gli addii di Avramov e soprattutto Capin, che accorciano le rotazioni dei bianconeri. Un brutto colpo arriva con la sconfitta casalinga contro Capo d'Orlando, certamente avversaria non irresistibile, che con grande autorità rispedisce nel baratro la compagine casertana, che in trasferta contro Cantù è costretta ad alzare ancora una volta bandiera bianca troppo presto.
C'è bisogno di una scossa, e l'imminente sfida con la seconda in classifica quale Venezia accende nuovamente quel briciolo di speranza. Bisogna fare incetta di punti se ci si vuol salvare, c'è poco da fare, ma questi purtroppo non arrivano ne a Trento, ne contro la capolista Milano, e nemmeno a Varese. Tre gare che forse potremmo definire in fotocopia, se non fosse per l'impegno di Pasquetta contro i meneghini che suscita sempre un qualcosa di particolare.
Inutile nasconderlo, l'impresa salvezza sembra ormai naufragata a quattro giornate dal termine e con Pesaro che ha la bellezza di cinque punti di vantaggio in classifica. Per di più la Juvecaserta dovrà giocare in trasferta contro i cugini di Avellino e proprio sul campo pesarese, ed in casa contro le forti Sassari e Reggio Emilia.
Sulla carta ci vorrebbe soltanto un miracolo, ma coach Enzo Esposito lo aveva detto sin dalla conferenza d'insediamento, se sono qui è perché voglio compierlo questo miracolo.
Ad Avellino dopo una gara di grande intensità i bianconeri escono con i due punti in tasca. È poi la volta di Sassari che al PalaMaggiò conduce nel punteggio sin da subito senza mai lasciare il comando se non nelle ultimissime azioni che gli costeranno la sconfitta. E sono due. Infine tocca a Reggio Emilia far visita ai casertani che scendono sul parquet con il piglio giusto, demoliscono i rivali ed in virtù della lunga serie di sconfitte di Pesaro compiono il sorpasso. Finisse alla penultima giornata il campionato Juvecaserta sarebbe salva.
C'è però un'ultima gara da giocare, la più importante che il destino ha voluto lasciare per ultima: Pesaro-Caserta. L'avvio inameno non è dei migliori visto che ai tifosi casertani viene impedito di "invadere" l'impianto pesarese anche se poi i tagliandi messi a disposizione, all'inizio solo 200, saliranno a 450 dopo un incontro tra i sindaci delle due città, il prefetto ed i presidenti delle società.
Domenica 10 maggio 2015, una data che in pochi del popolo bianconero dimenticherà facilmente. Ci si gioca tutto in 40' e dopo un inizio stratosferico le velleità della Juvecaserta scemano man mano che il match si avvia verso la conclusione. Pesaro vince, Caserta retrocede. Questo è il responso del campo.

domenica 24 maggio 2015

L’ANDATA. Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/05/2015

L’ANDATA. Dopo la bella preseason tutto va a rotoli e la prima vittoria arriva solo al giro di boa
Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

da Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo la bella stagione precedente, con i playoff sfiorati d'un soffio, il telaio del roster pressoché rimasto intatto e con l'aggiunta durante il mercato estivo di tasselli che si pensavano fossero quasi dei lussi per il campionato italiano, la stagione 2014/15 della Juvecaserta non poteva che iniziare con una certa ambizione.
E questa era stata in un certo senso avallata dalle comunque soddisfacenti prestazioni in preseason con i vari tornei di Trapani, Brindisi e di quello casalingo al PalaMaggiò. Eppure proprio dalla finalissima del quadrangolare di casa la stagione ha preso purtroppo una piega diversa, tutt'altro che felice.
L'esordio in quel di Roma forse era stato profetico, visto che tra infortuni e acciacchi dell'ultimo momento i bianconeri a scendere sul parquet furono soltanto sette. Un segnale, decisamente nefasto ma non preventivabile. Sette giorni più tardi tocca a Brindisi violare l'impianto di Pezza delle Noci, in una gara che i pugliesi sostanzialmente conducono dall'inizio alla fine.
E nonostante questi segnali un po' tutti, società e ambiente, cercano di nascondere questo avvio abulico dietro ad una condizione fisica non ottimale. Un'altra settimana non basta per ritrovare la retta via visto che in trasferta contro Bologna arriva il terzo k.o. per i casertani dopo comunque aver fatto intravedere un minimo di recupero.
Il punto più basso da toccare è dietro l'angolo e neppure il doppio turno casalingo può evitarlo. Al PalaMaggiò arriva Pistoia, di certo non una squadra insormontabile, ma nonostante un serrato testa a testa quando c'è da vincere la gara con la testa la Juvecaserta si fa trovare impreparata. Successivamente c'è da affrontare Cremona, partita bruttissima, performance incommentabile e tifosi che all'intervallo quasi fanno invasione perché scontenti da ciò a cui stavano assistendo.
Addirittura toccherà all'allora presidente Carlo Barbagallo recarsi sotto la curva per stemperare un po' gli animi. Il post partita è frenetico, il giemme Atripaldi da le dimissioni, respinte dalla società, mentre si vocifera di un possibile esonero di coach Lele Molin che 48 ore dopo arriva puntuale.
Dopo alcune trattative si opta per ingaggiare il tecnico macedone ma trapiantato in Irpinia Zare Markovski. In settimana si hanno anche i primi movimenti di mercato con Richard Howell e Frank Gaines che salutano e Michele Antonutti e Dejan Ivanov che arrivano. A Capo d'Orlando si può fare ben poco anche se la sconfitta arriva davvero per una sciocchezza. Con Cantù, dopo aver avuto i possessi per chiudere la contesa si è andati ai supplementari e lì la benzina dei bianconeri è finita. A Venezia altra prestazione degna di nota per tre quarti circa, poi blackout totale e vittoria per gli avversari.
Il giorno dell'Immacolata al PalaMaggiò arriva Trento, siamo solo alla nona giornata eppure la gara assume le sembianze già di un match da dentro o fuori per la Juvecaserta. Ancora una volta manca una lira per fare un soldo, e questa volta ci si mette anche la sfortuna visto che la penetrazione di Michele Vitali per la possibile realizzazione della parità si blocca tra tabellone e ferro dopo forse un tocco del difensore: tempo scaduto e siamo così sullo 0-9.
IL GIEMME ATRIPALDI NEL MOMENTO DELLE DIMISSIONI
Altro post partita intenso, con il patron Lello Iavazzi che addirittura viene bloccato all'uscita da un gruppo di ultras e con Marco Atripaldi che dopo esser stato contestato dalla tifoseria prima della partita questa volta lascia definitivamente Caserta.
In questa situazione surreale si va a Milano ed ovviamente arriva la decima sconfitta. Non era di certo questa la sfida da vincere, semmai quella successiva contro Varese ma la "doppia v" sembra proprio stregata. Neppure i nuovi arrivi di Aleksandar Capin e Bozhidar Avramov aiutano la causa bianconera, con coach Markovski che viene sollevato dall'incarico.
A questo punto la dirigenza bianconera decide di promuovere al ruolo di allenatore il casertano doc Vincenzo Esposito, che a Santo Stefano affronta i cugini di Avellino purtroppo perdendo. Nella trasferta di Sassari c'è da mandare giù ancora un boccone amaro, così come in quella di Reggio Emilio, ma nel frattempo ha fatto le valigie la stella Sam Young, che nella sua esperienza all'ombra della Reggia si è rivelato troppo individualista, forse addirittura spaccone, ma sicuramente come un pesce fuor d'acqua, abulico a ciò che gli stava succedendo intorno.
L'11 gennaio s'intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. La cura di coach Esposito sembra funzionare e così nel match dell'ultima spiaggia contro la diretta concorrente per la salvezza Pesaro arriva quel successo. Un sospiro di sollievo, una boccata d'ossigeno che fanno concludere il girone d'andata con almeno due punti in classifica.

martedì 19 maggio 2015

Juvecaserta, oggi l’incontro tra Iavazzi e Barbagallo?

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/05/2015

LEGA A. I soci della Juvecaserta dovrebbero vedersi dal notaio per la cessione della società
Oggi l’incontro tra Iavazzi e Barbagallo?

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La conferenza stampa di patron Lello Iavazzi è ancora viva nelle menti di tifosi e addetti ai lavori. La Juvecaserta è in vendita, certo, ma quest’oggi il socio di minoranza Carlo Barbagallo dovrà presentarsi all’appuntamento dal notaio con i soldi in tasca, altrimenti stesso da oggi salterà qualsiasi trattativa con la Fondazione e lo stesso presidente bianconero si guarderà intorno sia per continuare da solo, sia per vedere all’orizzonte altri possibili acquirenti. Insomma, oggi ci sarà comunque uno spartiacque non indifferente per il futuro della società di Pezza delle Noci. Iavazzi ha ripetuto a più riprese, durante la conferenza stampa, che da Barbagallo vuole i fatti, basta rilasciare dichiarazioni di circostanza. Effettivamente questo deve far riflettere e non poco. Il socio di minoranza ha più volte ripetuto che la Fondazione esiste, anche se ancora non è stata fondata burocraticamente, così come ha smentito che servano 120 giorni per avere l’autorizzazione della prefettura per operare, che in quella circostanza servirebbe per diventare una Onlus.
FOTO CAROZZA
Eppure il presidente bianconero ha sollevato un’altra importante riflessione, per la quale si potrebbe ipotizzare che Barbagallo abbia ricevuto promessi di mari e monti da vari politici. La Fondazione può ricevere, al dispetto delle società sportive, le donazioni dagli enti pubblici, il che pur senza avere ovviamente le prove, si può ipotizzare che alcuni politici in corsa per le elezioni di fine maggio abbiano promesso “stanziamenti” alla cordata di Barbagallo qualora venissero eletti. Ma si tratta sempre della parola dei politici, parole che spesso vanno al vento già subito dopo essere state pronunciate.
Resta il fatto che Iavazzi sicuramente non aspetterà fine maggio o comunque inizio giugno per toccare con mano la programmazione e la veridicità della Fondazione. L’ultimatum è stabilito per oggi, intorno alle ore 12:00 circa quando i due soci della Juvecaserta si dovrebbero incontrare dal notaio, e se Iavazzi troverà tutto soddisfacente sarà pronto anche a firmare immediatamente le carte della cessione della società.
Chi sarà il presidente della Juvecaserta lo si saprà, forse, soltanto in serata. Una cosa che rimarrà invece è la società, che dovrà affrontare il problema palazzetto, di cui ne ha parlato lo stesso Iavazzi durante la suddetta conferenza stampa.
“Per quanto riguarda il PalaMaggiò ho in programma un incontro con il nuovo presidente della provinciale con il quale farò sicuramente una lunga chiacchierata. Il presidente Zinzi - ha confermato il patron - è stato davvero molto sensibile verso questa vicenda, e spero che così il nuovo presidente possa seguire questa stessa linea. Pensare di acquistare, come imprenditore privato, la struttura non è sensato secondo un piano imprenditoriale, perché sarebbero davvero tante le cose da dover fare poi successivamente anche se già negli ultimi mesi abbiamo fatto tante cose. Ad ora l'unico ente che potrebbe acquistare la struttura è la Regione, e io sinceramente appena passerà il periodo elettorale e sapremo chi sarà il nuovo presidente mi riprometto di prendere un appuntamento con lui per discutere anche di questa opportunità. La politica da questo punto di vista - ha concluso il presidente bianconero - dovrà sicuramente dimostrarci vicinanza perché altrimenti davvero non saprei quale potrebbe essere la giusta alternativa”.

lunedì 18 maggio 2015

Juvecaserta, Iavazzi all’attacco: “Voglio i fatti, basta giochi”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 19/05/2015

LEGA A. Il presidente della Juvecaserta lancia l’ultimatum per la cessione a Carlo Barbagallo
Iavazzi all’attacco: “Voglio i fatti, basta giochi”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La conferenza stampa di patron Lello Iavazzi è stata quasi una sentenza. È pronto a lasciare il testimone se avrà le garanzie che per la Juvecaserta ci sarà un futuro. L'acquirente dovrebbe essere la Fondazione che fa capo alla cordata di Carlo Barbagallo, ammesso che “esiste questa Fondazione”, come ironizza il socio di maggioranza bianconero. E soprattutto, vorrei tanto sapere “chi ne fa parte visto che non è lecito saperlo quasi fosse una cosa legata alla malavita”. Dopotutto Iavazzi c'ha tenuto a precisare che “la Juvecaserta è un mio figlio, e proprio per questo voglio sapere in mano a chi lo metto”.
FOTO SPORTCASERTANO
Ormai da mesi Iavazzi e Barbagallo sono seduti ad un fantomatico tavolo verde, provocando, smentendo, rilanciando e soprattutto bluffando per cercare di riuscire ad accaparrarsi la posta in palio. Ma adesso sembra essere arrivato il momento di mostrare le carte, di mettere a terra ciò che si ha tra le mani, c'è poco da fare. Questo accadrà precisamente nell'appuntamento di mercoledì, ovvero domani, direttamente dal notaio, dove Iavazzi è pronto a firmare tutte le carte per la cessione ed accettare i 300.000 euro dell'offerta di Barbagallo e della Fondazione.
“Adesso voglio vedere i soldi altrimenti nessuno dovrà mai più parlare di Juvecaserta - smorza il presidente casertano -. Voglio sapere chi sono queste persone che compongono la Fondazione. Le informazioni di Carlo Barbagallo le apprendo soltanto dai mezzi d'informazione perché non l'ho neppure più come amico su facebook per una sua precisa volontà. Penso che ci si continui a nascondere dietro ad un dito, e io non sono più disposto a fare giochetti”.
I 300.000 euro dovranno essere divisi sostanzialmente in due assegni, uno da 100.000 euro intestato direttamente alla persona di Raffaele Iavazzi, ed uno del valore di 200.000 euro intestato alla società “Caserta Città del Basket”. Dopo mesi di parole e parole, adesso il patron bianconero vuole i fatti, insomma. E se domani non dovesse esserci questo incontro tra i due, per Iavazzi salterà la cessione del club di Pezza delle Noci alla Fondazione e si guarderà attorno. Addirittura, il presidente ha rilanciato: “Il 10% di Barbagallo lo posso acquistare anche domattina. Se lui non acquisterà la società io mi guarderò intorno, guarderò al territorio, e cercherò di continuare a fare pallacanestro qui a Caserta. Dopotutto, per diversi anni ho portato da solo avanti il discorso della Serie A, adesso non mi spaventa di certo la Serie A2 che ha decisamente dei costi minori. Basti pensare che tutti i contratti non sono più professionistici”.
Dalla platea giornalisti e semplici tifosi hanno posto comunque delle domande che permettessero di fare ancor di più chiarezza sul futuro della Juvecaserta.
Perché vendere se si hanno le forze per andare avan ti anche da solo? “Perchè voglio dare la possibilità - ha ribattuto Iavazzi - a qualche altro di mettersi alla prova, di cercare di fare meglio rispetto a me, ammesso che abbiano le capacità giuste. Proprio per questo prima di cedere, anche alla Fondazione, voglio capire chi sono questi soci. Dopotutto basta sapere con chi si sta avendo a che fare per capire se hanno realmente le potenzialità per andare avanti oppure se si tratta soltanto di fumo. E dovrò valutare la loro programmazione proprio per essere certo di cosa vorranno fare”.
Perché dare all’epoca la presidenza al socio di minoranza? “Semplicemente perché Barbagallo aveva più tempo da dedicare alla gestione della società. In realtà sino allo scorso anno, dovendo chiedere sempre il permesso a me, tutto è andato bene. Poi da quest'anno - ha accusato il patron bianconero - l'accoppiata con Atripaldi è stata davvero pessima”.
A questo punto se mercoledì il tutto dovesse risolversi in una bolla di sapone, Iavazzi rimarrebbe al timone di questo vascello e programmerà la nuova stagione bianconera. E qui ovviamente si sono sprecate le domande su chi sarà il coach? Se Esposito rimarrà? Se arriverà un nuovo giemme? Chi degli attuali giocatori potrebbe rimanere? 
“Per quanto riguarda il coach ho già un accordo di massima con Enzo Esposito, e preferisco che sia lui stesso a scegliere i giocatori dovendo poi lui allenarli. Ci sarà anche una figura dirigenziale a supportarlo, ma con meno potere rispetto a quelli che ha avuto Atripaldi. Dei giocatori adesso si dovranno fare i nuovo contratti non professionistici. Tommasini gradirebbe rimanere, Tessitori aveva una opzione solo se rimanevamo in Serie A, mentre anche il contratto di Antonutti dovrebbe essere rinegoziato. Ma adesso non ha senso parlarne anche perché c’è sempre la possibilità che non sarò io il presidente della Juvecaserta. Proprio per questo non ha senso neppure contattare gli sponsor per vedere se rimarranno al fianco della società”. Le parole di Iavazzi sono state fin troppo chiare, la Pec di risposta all’offerta di Barbagallo è stata inviata, adesso bisogna “quagliare”.

domenica 17 maggio 2015

La Juvecaserta alla sua più importante gara: il futuro

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/05/2015

IL CLUB. Iavazzi, che parlerà oggi, pronto a restare in società
La Juvecaserta alla sua più importante gara: il futuro
Si vuole Enzo Esposito come simbolo della rinascita e magari giemme
Nella ristrutturazione si è in cerca anche di un responsabile giovanile

di Giovanni Bocciero

CASERTA. E’ passato il primo weekend senza che la Juvecaserta scendesse in campo per disputare la consueta partita domenicale. E non sarebbe neppure questo il problema, se però non ci fosse da digerire addirittura la retrocessione in A2.
FOTO CAROZZA
Forse però è proprio adesso che inizia la partita più importante per la compagine di Pezza delle Noci. Insomma c’è un futuro da programmare e purtroppo il timone di questo vascello non è comandato da una mano forte e stabile. All’orizzonte, dunque, si preannuncia una lunga e calda estate all’ombra della Reggia.
La cosa sicura è che patron Lello Iavazzi, che incontrerà i giornalisti questo pomeriggio, lunedì 18 maggio, a partire dalle ore 17:00 presso la sala clinic del PalaMaggiò, non venderà facilmente la società, chiunque sia l’acquirente, ed allo stesso tempo però vuole allo stesso modo con certezza defilarsi lasciando l’onere maggiore di gestire il lato soprattutto sportivo ad altri. In parole vuole rimanere una propria quota azionaria, magari del 10% massimo 20%, vuol far parte del CdA ma non vuol seguire la società ogni singolo giorno della settimana, ne trattare giocatori o allenatore e discutere con i procuratori.
Il primo e per il momento unico acquirente alla porta del presidente bianconero è il socio di minoranza Carlo Barbagallo che capeggia la Fondazione di cui ormai si parla da diversi mesi in città. Lo stesso ex presidente della Juvecaserta non si è mai tirato indietro nell’esporre questo suo ambizioso progetto, che coinvolge diversi imprenditori e diverse società sportive anche di altre discipline all’infuori della pallacanestro.
Iavazzi ha però sollevato un problema non da poco: ma se la Fondazione non è stata ancora fondata (ci vogiono 120 giorni dal momento della nascita per avere l’autorizzazione della prefettura ad operare) si può ritenere un soggetto valido con il quale trattare? Evidentemente no, anche perché la vendita della società non avrebbe quella validità necessaria. E quindi se soltanto ad ottobre inoltrato questa Fondazione potrà ritenersi un soggetto a tutti gli effetti, per il momento comunque spetterà a Iavazzi espletare tutte le pratiche burocratiche per iscrivere la Juvecaserta al campionato di A2, e allo stesso tempo anche l’iscrizione come squadra riserva alla Serie A qualora ci dovesse essere il ripescaggio.
E’ bene precisare anche questo importante argomento. Lo scorso anno c’era Montegranaro che palesava problemi economici enormi, quest’anno non ci sono club che versano in situazioni così gravi e dunque il ripescaggio dovrebbe essere soltanto un pretesto a cui si aggrappano coloro che ancora non si vogliono capacitare della retrocessione. Va bene la storia ed il blasone di cui può vantare la Juvecaserta, ma credere agli asini che volano è davvero troppo.
Qualsiasi sarà la categoria comunque, a Pezza delle Noci si prevede certamente una rivoluzione. Prevedendo che sarà ancora Iavazzi il presidente almeno durante la fase estiva e dunque quella delicata della costruzione della squadra, si cercherà di puntare ancora su Enzo Esposito, il quale dovrebbe diventare una sorta di simbolo della rinascita casertana. Ed oltre ad essere il coach, gli si potrebbero anche delegare funzioni da giemme. Altrimenti si scandaglierà il mercato per trovare anche un dirigente che possa assolvere a tali mansioni. Inoltre, voci vogliono che ci sia la ricerca di un nuovo responsabile del settore giovanile che si avvicini all’identikit tracciato da Barbagallo, un professionista.

lunedì 20 aprile 2015

Juvecaserta viva e vegeta, si crede ancora alla salvezza

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 21/04/2015

LEGA A. Ivanov e Domercant i trascinatori dei bianconeri nella vittoria del derby ad Avellino
Juvecaserta viva e vegeta, si crede ancora alla salvezza

CASERTA. Juvecaserta spacciata, Juvecaserta viva e vegeta. Si sta sfogliando la margherita in quel di Pezza delle Noci e sicuramente il derby contro Avellino ha fatto pescare la fogliolina del viva e vegeta. I bianconeri hanno dimostrato ancora una volta sul rettangolo di gioco di volerci credere alla salvezza finché la matematica non li condannerà.
FOTO CAROZZA
I ragazzi di coach Enzo Esposito hanno decisamente meritato la vittoria anche se nell’arco della partita sono anche stati costretti ad inseguire gli avversari dell’ex tecnico casertano Fabrizio Frates che prima del match aveva speso parole d’amore per Caserta ma che non è stato comunque perdonato dalla tifoseria bianconera che lo ha attaccato facendo prendere anche una multa alla società.
La Juvecaserta è viva e vegeta soprattutto perché in campo scendono giocatori come Dejan Ivanov autentico trascinatore e combattente, oltre ad un professionista come Henry Domercant che sembra aver ritrovato la condizione migliore oltre che la mira dalla lunga distanza. E sotto i colpi di questi due è caduta Avellino permettendo a Caserta di mantenere accesa la fiammella della speranza per raggiungere la salvezza.
Una salvezza che passerà certamente dal campo ma non solo. Tre sono i punti di ritardo da Pesaro con una sentezza in merito al ricorso del club di Pezza delle Noci sulla penalizzazione che però non sembra dover arrivare in tempi brevi, prima che finisca il campionato.
E poi c’è una faccenda societaria non indifferente che riguarda i due soci. Infatti sarebbe questione di ore la presentazione dell’offerta ufficiale della fondazione di Carlo Barbagallo per acquistare il titolo della Juvecaserta anche se la trattativa con patron Lello Iavazzi appare molto complicata.

venerdì 13 marzo 2015

La Juvecaserta va rispettata, adesso basta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 14/03/2015

LEGA A. Le parole di Atripaldi hanno sollevato diverse questioni fino ad ora oscure a media e tifosi
La Juvecaserta va rispettata, adesso basta

di Giovanni Bocciero

CASERTA. “Non è oro tutto ciò che luccica”. Questo detto pare cadere a pennello per descrivere la situazione reale in seno alla Juvecaserta in virtù soprattutto delle ultime dichiarazioni rilasciate da Marco Atripaldi. Nell'intervista che potete trovare facilmente sul web l'ex giemme bianconero ha portato alla luce dei nuovi fatti che almeno sino ad adesso erano oscuri ai media e ai tifosi. Stiamo parlando naturalmente del rapporto incrinato tra i due soci a partire dalla nomina di Barbagallo quale presidente del club, al malcontento dei giocatori per il ritardo dei pagamenti che li ha accompagnati alla vigilia della partita playoff con Pistoia, al rischio serio di vedere scomparire la società nel corso dell'estate, alle scelte prese quasi da “padre padrone” da parte di Iavazzi, all'avvertimento a pagare l'Irpef caduto però nel vuoto. Insomma come la vita insegna, con il passare del tempo tutti i nodi vengono al pettine, soprattutto se qualcuno “sfruculea la mazzarella” in continuazione.
È stato un fiume in piena Atripaldi che giustamente si è voluto sfogare dopo essere stato additato come causa principe della fallimentare stagione della squadra, insultato a più non posso da una fetta del popolo casertano che è entrato addirittura nella sfera personale di un professionista con la 'P' maiuscola. E non è la prima volta che questa testata si è schierata dalla parte del dirigente. Come lui stesso però dichiarò già nella conferenza stampa in cui si dimetteva ufficialmente, è il risultato sportivo che conta e che influenza le opinioni dei supporters. Atripaldi ancora oggi ci mette la faccia, si è assunto le sue responsabilità ed ha anche ribadito che con un po' di pazienza e nessuna frenesia le cose si potevano sistemare. Purtroppo la società, che mai si è pronunciata in difesa del suo giemme, oltre ad attaccarlo più volte in questi ultimi tempi, ha commesso errori su errori per la fretta di riparare alle scelte sbagliate. Ma dice bene il detto “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”. E così si è arrivati a questa situazione di classifica dove anche parlare di miracolo appare un'eresia, oggi. Certo la matematica ancora non condanna la Juvecaserta, ma la testa e l'atteggiamento purtroppo si. In verità per come sta lavorando l'attuale dirigenza, la massima serie il team bianconero non se la merita proprio.
FOTO CAROZZA
Proprio nella giornata di giovedì Carlo Barbagallo si è lasciato andare a scrivere l'ennesimo post di “sfida”, se così lo vogliamo chiamare, nei confronti di Iavazzi. I commenti da parte dei tifosi casertani sono stati quasi unanimi: adesso basta. Basta a queste frecciate a mezzo stampa o comunque pubbliche, basta a questo voler scaricare colpe e responsabilità dall'uno all'altro, basta ridicolizzare ancor di più una situazione di per se già molto delicata vista l'imminente retrocessione, basta  a far diventare lo “zimbello” d'Italia una piazza storica quanto blasonata come Caserta. E se vogliamo dirla tutta, entrambi i soci si riempiono la bocca con l'idea di “pensare adesso soltanto alla salvezza” e poi fanno tutto affinché proprio il campo sia l'ultimo dei pensieri. “I panni sporchi vanno lavati in famiglia”, continuando a parafrasare un vecchio detto che gira e rigira cadono sempre a pennello.

Come già detto da noi, e in fin dei conti abbiamo avuto qualche conferma nelle stesse parole di Atripaldi, Raffaele Iavazzi tirandosi indietro dopo solo sei mesi dall'inizio del progetto triennale ci da ragione nel credere che per lui questa estate coinciderà con l'addio alla Juvecaseta. Dopotutto il cliché del “due polli nello stesso pollaio” appare una regola da rispettare assolutamente in questa specifica circostanza. Lo diciamo da tempo e ne siamo sempre più convinti, e ci siamo sempre basati sugli stessi atteggiamenti che lo stesso patron bianconero ha avuto almeno da un anno a questa parte, sin da quella fatidica conferenza stampa. All’imprenditore va comunque riconosciuto lo sforzo in primis economico che si è dovuto accollare per far si che la compagine di Pezza delle Noci “sopravvivesse” in queste stagioni in cui c’è stato, e adesso se ne ha anche la prova, grande difficoltà ad uscirne non tanto con le spese ma a dover sopperire soprattutto ai debiti pregressi lasciati purtroppo dalla precedente gestione. Resta il fatto che club e tifosi vanno rispettati.