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sabato 26 settembre 2026

BentornatA2

BentornatA2, il campionato che anima l’Italia intera

Sassari e Rimini davanti a tutte, ma Fortitudo, Livorno e Brindisi sono pronte a inserirsi. Avellino, Cividale, Pesaro, Rieti, Torino e Pistoia inseguono. E intanto la seconda serie italiana è al centro della riforma dei campionati di cui stanno parlando Fip, Lba e Lnp.


di Giovanni Bocciero*


Ci sono campionati che iniziano con una favorita quasi obbligata e altri nei quali la domanda più interessante è capire quante squadre possano realmente sognare. La serie A2 2026/27 appartiene alla seconda categoria. Venti squadre per una stagione lunghissima e un equilibrio che promette di accompagnare il campionato fino alla primavera. Ma soprattutto una categoria che continua a rappresentare qualcosa di molto più importante di un semplice gradino intermedio tra serie A e serie B. L’A2 è quel luogo nel quale il basket italiano può valorizzare maggiormente i propri giocatori.

È il campionato nel quale un giovane può trovare minuti veri, responsabilità e palloni pesanti, confrontandosi contemporaneamente con veterani della categoria, giocatori stranieri di qualità e atleti che hanno già conosciuto la massima serie. È anche una categoria nella quale il giocatore italiano mantiene un peso importante nella costruzione dei roster, e spesso e volentieri è più decisivo ai fini del risultato sportivo che di qualunque altro giocatore straniero. Un campionato, quello di A2, che si può paragonare ad una sorta di laboratorio del movimento.

Ma allo stesso tempo un torneo che nel giro di un paio di stagioni, potrebbe essere modificato radicalmente in virtù della riforma dei campionati della quale stanno discutendo i tre attori principali: la Federazione italiana e le due leghe di serie A e Lnp per l’appunto. La serie A2 è oggetto di discussioni e riflessioni che svariano dalla sostenibilità economica alla necessità di renderlo più funzionale al percorso dei giovani. La domanda di fondo, dunque, riguarda la funzione della seconda serie: un campionato sempre più vicino alla serie A per livello e struttura, oppure una categoria nella quale il risultato sportivo debba convivere ancora di più con la valorizzazione dei giovani italiani?

LA STAGIONE 2026/27 parte con venti società: Avellino, Fortitudo Bologna, Brindisi, Juvecaserta, Cento, Cividale, Juvi Cremona, Forlì, Libertas Livorno, Mestre, Urania Milano, Montecatini, Pesaro, Pistoia, Rieti, Rimini, Ruvo di Puglia, Sassari, Torino e Vigevano. Si tratta di un gruppo che mette insieme piazze storiche e realtà emergenti, squadre pronte a rilanciarsi dopo anni di massima serie e società che pur piccole vogliono conquistarsi il diritto di restare lì dove sono.

Ovviamente tutti gli occhi sono puntati sulla retrocessa Dinamo Sassari, che si ritrova in cima alla griglia delle favorite con l’obiettivo di tornare immediatamente in serie A. Per riuscirci, la panchina è stata affidata a Luca Vitali, alla sua prima grande esperienza da capo allenatore. E per questa avventura ha voluto al suo fianco il fratello Michele, che ha però subito in fastidioso infortunio alla mano. Per la Dinamo non è stata l’unica tegola, avendo dovuto sostituire a gettone Kajami-Keane con Brandon Young. Ma Sassari resta comunque in vetta, consapevole che a volte bisogna essere più forte degli infortuni.

Subito accanto a Sassari c'è Rimini, che arriva da due finali promozione perse e non ha più bisogno di dimostrare di essere diventata una delle grandi realtà dell’A2. Sia sul campo che sugli spalti, con la tifoseria riminese che spesso e volentieri è l’autentico sesto uomo nel catino del PalaFlaminio. La squadra di coach Sandro Dell’Agnello dovrà cercare di trasformare le due sconfitte nell'ultimo atto in esperienza utile per il terzo assalto. Rimini ha mantenuto il nucleo portante del roster, aggiungendo Saverio Bartoli sugli esterni e la coppia americana composta da Cody Demps e DeShawn Stephens. Quest’ultimo veterano dei campionati italiani.

Se parliamo di campi infuocati e giocatori esperti quanto trascinatori, troviamo diverse squadre che posseggono entrambe le caratteristiche. La Fortitudo Bologna, ad esempio, che al termine della prima fase degli abbonamenti ha fatto ancora una volta cifra tonda: 4500. E il gruppo rinnovato affidato alle mani di coach Demis Cavina è comunque ripartito da due pilastri come Matteo Fantinelli e Paulius Sorokas. Peccato per l’infortunio che ha messo fuori gioco Umberto Stazzonelli, atteso forse dalla stagione verità per la sua carriera. Ma come già detto, questi incidenti di percorso fanno parte del gioco e bisogna essere pronti ad affrontarli.

Di peggio deve affrontare la Libertas Livorno, l’altra grande storica piazza che guarda verso l’alto, e che ha iniziato questa stagione dando purtroppo l’addio al proprio presidente Marco Benvenuti. Il progetto tecnico di coach Andrea Diana punta sull’identità, sull’esperienza e sulla capacità di costruire un gruppo competitivo senza rinunciare alla valorizzazione degli italiani, tra cui Luca Possamai addirittura nel giro della nazionale. Ovvio che il punto cardine resta Matt Tiby, il miglior giocatore straniero dello scorso campionato di A2 che la società livornese è stata comunque capace di trattenere nonostante qualche offerta ben più allettante per l’atleta.

Continuando a scendere per lo stivale, troviamo quella che è denominata la stella del sud, ovvero Brindisi. Dopo un’ultima stagione quasi deludente, la formazione ha deciso di azzerare tutto e ripartire, con un ingresso importante in società proprio delle ultime settimane, che risponde al nome dell’imprenditore brindisino Carlo Rubini. Quanto questo potrà rafforzare il progetto, lo dirà soltanto il tempo. Di sicuro la conferma di Andrea Cinciarini, l’ingaggio di un altro veterano come JaCorey Williams, ma anche quelli dello specialista in promozioni Lorenzo Caroti e Riccardo Bolpin sono un segno intangibile della volontà di Brindisi. Che per di più, ha provveduto immediatamente a sostituire l’altro straniero di coach Nicola Brienza dopo l’infortunio.

Restiamo al sud, e subito dietro le primissime favorite troviamo Avellino. La squadra campana è un’altra piazza che riflette alla perfezione le caratteristiche di parquet catino e giocatori trascinatori in roster. Per la prima chiedere alla Fortitudo, che nella scorsa serie playoff è stata costretta ad arrivare a gara 5. Per la seconda invece, la società insieme a coach Gennaro Di Carlo hanno fatto un mercato mirato provando ad allungare le rotazioni di una squadra cresciuta durante l’anno. Gli arrivi di Gianluca Della Rosa, Mattia Palumbo, Marco Mollura, Michele Serpilli oltre al veterano Tariq Owens, che nonostante l’età e un momentaneo riposo ai box promette battaglia con chiunque.

Pronta a recitare il ruolo di guastafeste la solita Cividale di Stefano Pillastrini, che è alle prese di una sorta di ricambio generazionale. Da qui le novità Ivan Mobio e Willis Tiagande Tio, che si sono messi in mostra alla grande in serie B Nazionale, oltre a Tommaso Vecchiola che deve riprendere ritmo dopo l’ultima stagione saltata per infortunio e la coppia azzurra, medaglia d’argento all’Europeo Under 18 di Trento, Federico Bottelli e Werther Bellinaso che sembrano essere in rampa di lancio. Tanto, ovviamente, passerà per le mani di Lucio Redivo.

Se Cividale è chiamata a confermarsi senza perdere quella identità che l'ha resa una delle realtà più interessanti dell'A2, Pesaro è chiamata a provare a ripetersi dopo la passata stagione, soprattutto per la sua storia. Ma purtroppo per la Vuelle, non è la storia a scendere in campo, ed ecco perché la squadra di coach Giorgio Valli è probabilmente una delle grandi incognite. L’estate complicata, con interrogativi e difficoltà, ha inevitabilmente condizionato la costruzione del roster. È uscito fuori un mix tra giocatori collaudati e già protagonisti della cavalcata dello scorso campionato, e giocatori tutti da scoprire tra cui anche l’azzurro Matteo Accorsi, in prestito dalla Virtus Bologna, alla sua prima vera stagione senior.

 

 Via via troviamo tutte le altre squadre sparse per il territorio italiano. Rieti riparte con un progetto rinnovato, e forse ridimensionato, più dal punto di vista economico che non della passione. Quella al patron Roberto Pietropaoli non potrà mai venir meno. Diversa l’estate di Torino, alle prese con una lieve burrasca riguardante il tram tram inerente la possibile vendita del titolo sportivo. Rientrato quel chiacchiericcio, si è ripartiti da coach Paolo Moretti. Prova a rinascere Pistoia, una delle piazze che ha maggiormente bisogno di ritrovare entusiasmo. Ha costruito un roster fatto di giocatori navigati per la categoria, proprio come navigato è l’allenatore Franco Ciani.

Ha ridimensionato Forlì, che però ha preferito intraprendere la strada dei giovani italiani da svezzare, come Giacomo Zanetti, Mattia Ceccato, Tommaso Pinza. Cento rappresenta ormai una presenza consolidata dell'A2, mentre Mestre e Urania Milano sono due realtà che possono diventare scomode per chiunque, soprattutto la milanese con coach Sacripanti e i fratelli Alessandro e Stefano Gentile in campo, entrambe senza eccessive pressioni. La Juvi Cremona continua il proprio percorso in una categoria sempre più competitiva, mentre Ruvo di Puglia vuole capitalizzare la crescita degli ultimi anni. Poi ci sono le tre neopromosse. Montecatini che torna in serie A2 dopo diciotto anni. Caserta riemerge dopo anni difficili, fatti dell’ennesima ripartenza dal basso e per questo porta con sé il maggior carico emotivo. Mentre Vigevano è una realtà che negli ultimi anni ha costruito progressivamente il proprio percorso, ritrovando la categoria persa solo l’anno prima.


* per la rivista Basket Magazine

venerdì 8 settembre 2017

I Top Players della stagione Ncaa 2017/18

di Giovanni Bocciero

Una nuova stagione Ncaa è alle porte, e con i suoi 351 college ci sono centinaia di giocatori da tenere d’occhio. Dai tanto attesi prospetti Nba agli atleti più adatti alla pallacanestro in Europa. Con questa rubrica (in aggiornamento) segnaliamo i top players suddivisi per ruolo della stagione che sta per iniziare.


Point Guard

Shooting Guard

Small Forward

Power Forward

Centri

Sorprese!

venerdì 11 novembre 2016

NCAAB: Power Ranking 13 - 1 2016/17

Di seguito la seconda parte del Power Ranking della NCAA dalla 12esima alla 1ma posizione. Qui la prima.




di Giovanni Bocciero


13- INDIANA
Gli Hoosiers hanno perso tanto, forse tantissimo con le perdite di Yogi Ferrell e Troy Williams, due giocatori di qualità e quantità. Proprio per questo il tecnico Tom Crean in una mano potrà pesare tutto il talento che si ritroverà per l'ennesima volta a Bloomington, ma nell'altra anche il fosforo e la determinazione che purtroppo non avrà più con le dipartite su citate. Lo scettro di leader è passato nelle mani di James Blackmon Jr., mentre l'atletismo di Thomas Bryant e O.G. Anunoby rappresenta un punto di forza non indifferente. Per quanto riguarda la cabina di regia, attenzione al freshman Curtis Jones che ha già giocato con Bryant alla Huntington Prep.

12- ARIZONA
Coach Sean Miller è sempre a caccia della Final Four, ma almeno in partenza, l'obiettivo quest'anno pur non essendo lontano non sembra alla portata. Tante sono infatti le incognite che devono essere inquadrate nel discorso, ad iniziare da quel Allonzo Trier che al suo secondo anno deve ergersi a guida dei Wildcats. Gli addii dei senior Gabe York sull'arco e Kaleb Tarczewski in area aprono poi a nuovi scenari in cui possono emergere nuovi e vecchi volti, come il serbo Dusan Ristic o il finlandese Lauri Markkanen, l'ala freshman Rawle Alkins, il pivot sophomore Chance Comanche ed il play rookie Kobi Simmons osservato speciale. Ray Smith invece, fermo ai box tutta la stagione scorsa, si è nuovamente infortunato al ginocchio ed ha deciso di appendere le scarpe al chiodo senza aver giocato neppure una partita con Arizona. Comunque, il talento e la profondità non si discutono, la giovinezza e l'inesperienza purtroppo si.

11- WISCONSIN
La continuità è certamente il punto di forza di questi Badgers, che hanno visto far ritorno tutti i grandi artefici della convincente passata stagione. La coppia di lunghi formata da Nigel Hayes ed Ethan Happ - due autentiche star a livello collegiale ma con prevedibile difficoltà ad immaginarli protagonisti ad alto livello tra i professionisti - da una grossa affidabilità e solidità alla frontline che può contare anche sul combattivo Vitto Brown. Il backcourt, invece, ruoterà sulle prestazioni soprattutto del senior e leader silenzioso Bronson Koenig, ma anche di Zak Showalter e Khalil Iverson il cui normale apporto è comunque di vitale importanza.

10- UCLA
Situazione piuttosto spinosa a Los Angeles, dove quest'anno ci si attendono risposte concrete dai Bruins e soprattutto da coach Steve Alford, la cui posizione sembrerebbe piuttosto a rischio. Sarà sicuramente aiutato dal figlio Bryce, al suo ultimo anno universitario, e magari da quel Isaac Hamilton che è il giocatore più talentuoso della squadra, che è comunque arricchita dall'esperienza maturata in campo dal sophomore Aaron Holiday e dallo junior Thomas Welsh. Tutti però non vedono l'ora di poter ammirare il fenomenale Lonzo Ball, una sorta di profeta in patria che guida una classe di freshman che conta anche i lunghi Ike Anigbogu e T.J. Leaf.

9- VIRGINIA
Due sono le certezze con cui s'inizia la stagione: coach Tony Bennett ed il playmaker London Perrantes. Si possono senza ombra di dubbio definire la mente ed il braccio di questi Cavaliers che da due anni a questa parte stanno inseguendo l'obiettivo Final Four senza raggiungerlo, e per di più perdendo pedine importanti dello scacchiere. Il potenziale della squadra è drasticamente sceso, ma non così tanto da non essere considerati a livello nazionale. Due sono le aggiunte estive di maggior peso, ovvero il transfer da Memphis Austin Nichols che ha trovato già il modo di violare le regole del team beccandosi una sospensione, ed il freshman Kyle Guy che di professione sarebbe un cecchino ed ha tutta l'intenzione di dimostrarlo sul parquet.

8- MICHIGAN STATE
Gli Spartans si affacciavano a questa stagione con grande attesa, e invece gli infortuni della preseason possono essere un bastone fra le ruote. Ad East Lansing è giunta una nidiata piuttosto interessante con il regista Cassius Winston, la guardia realizzatrice Joshua Langford, l'ala atletica Miles Bridges ed il lungo Nick Ward che devono comunque prendere confidenza con il nuovo palcoscenico. Il play Tum-Tum Nairn, il tiratore Matt McQuaid ed il tuttofare Eron Harris sono il classico usato garantito, che avrebbe incorporato anche il senior Gavin Schilling ed il transfer Ben Carter se solo non dovessero fermarsi ai box al momento, il che apre una voragine nel pitturato. Però il motto "January, Febraury, Izzo, April..." dev'essere incoraggiante per la truppa di coach Tom Izzo dato che a marzo Michigan State va in trans agonistica.

7- XAVIER
Chris Mack - coach of the year l'anno scorso per i giornalisti - potrà contare su di una base solida per assestarsi ancora nei piani altissimi del power ranking. Trevon Bluiett ed Edmond Sumner saranno i principali terminali offensivi dei Musketeers, così come tanto arriverà anche da Myles Davis e J.P. Macura. Il vero problema è che si tratta di tutti esterni, e quindi oltre ad un molto probabile small-ball c'è da inventare qualcosa nell'area dei tre secondi. Proprio per questo il transfer senior da Norfolk State RaShid Gaston, che un vero lungo comunque non è, rappresenterà una pedina piuttosto fondamentale nell'economia della squadra.

6- VILLANOVA
I campioni in carica di coach Jay Wright - in estate gli è stata offerta la panchina dei Sixers in NBA - hanno perso due pedine imprescindibili come Ryan Arcidiacono e Daniel Ochefu, che valevano molto più del terzo e quarto terminale offensivo che rappresentavano per le statistiche. Palla allora a Kris Jenkins e Josh Hart, rispettivamente la mano ed il cuore dello storico titolo dell'anno scorso. Molta più responsabilità avrà il play Jalen Brunson, che già alla sua prima annata ha fatto molto bene, così come i vari Phil Booth, Mikal Bridges e Darryl Reynolds. A rimpinguare la panchina dell'università di Philadelphia è arrivato Omari Spellman che potrebbe avere da subito tanto spazio. Approfondimento

5- NORTH CAROLINA
Non ancora digerita l'amara sconfitta in finale, da Chapel Hill se ne sono andate star come Brice Johnson e Marcus Paige difficilmente rimpiazzabili. Ma uno starting-five con la regia di Joel Berry, la versatilità di Theo Pinson e Justin Jackson sugli esterni, e la durezza di Kennedy Meeks ed Isaiah Hicks sotto le plance non è da molti. Inoltre dalla panchina sono pronti ad uscire il genio e la sregolatezza di Nate Britt, così come il nuovo arrivato Tony Bradley pronto a lottare nel pitturato. Sempre per quanto riguarda i freshman, sia Brandon Robinson che Seventh Woods potranno allungare le rotazioni dei Tar Heels, ammesso che superino in breve tempo l'ambientamento.

4- OREGON
Si riparte da dove si era lasciato, con il trio composto da Tyler Dorsey, Dillon Brooks e Chris Boucher pronto a fare a ferro e fuoco nella Pac-12 ma soprattutto a livello nazionale. I tre insieme fatturavano l'anno scorso 41 dei 79 punti di media della squadra. L'unico addio di rilievo è stato quello del graduato Elgin Cook, che partecipava con quasi 15 punti al fatturato totale. Il suo testimone in fatto di realizzazione dovrebbe essere raccolto dal freshman Payton Pritchard che ha una mano niente male dall'arco dei tre punti. Per il resto l'apporto di Casey Benson e Jordan Bell sarà come al solito molto importante per le rotazioni dei Ducks.

3- KENTUCKY
Come ogni anno all'ateneo di Lexington, in palestra, è parcheggiata un'auto extra lusso. E come ogni stagione la domanda è quella se John Calipari sia in grado di guidarla sino al risultato grosso. A reclutare i giovani talenti l'allenatore non ha eguali, ma a farli giocare invece decisamente un po' meno. Da De'Aaron Fox a Malik Monk, da Edrice Adebayo a Wenyen Gabriel, da Tai Wynyard a Sacha Killeya-Jones, senza dimenticare i sophomore Isaiah Briscoe ed Isaac Humphries, c'è un talento sconfinato tra le fila dei Wildcats che però deve essere ben indirizzato. La forza della squadra non si discute, però l'aspetto mentale del gruppo va curato con grande parsimonia durante soprattutto i momenti di difficoltà.

2- KANSAS
La principale avversaria dei numeri uno è Kansas, che mira a vincere la tredicesima Big XII consecutiva. Certamente per il tecnico Bill Self la perdita di un leader come Perry Ellis lascia un vuoto non indifferente nel pitturato dove dovranno nascere dei nuovi equilibri fondati su Carlton Bragg e Landen Lucas oltre ai freshman Udoka Azubuike e Mitch Lightfoot. L'attenzione sarà però tutta rivolta a Josh Jackson, l'asso reclutato dai Jayhawks che potranno contare su di un backcourt piuttosto rilevante con le conferme di Frank Mason e Devonte' Graham, ai quali si è aggiunto il transfer Malik Newman che vuole rivalutarsi al campus di Lawrence. Come ogni stagione si parte per arrivare alla Final Four che manca da quattro anni ormai.

1- DUKE
Alzi la mano chi non crede che i Blue Devils siano i candidati numero uno quest'anno. In una stanza piena zeppa di gente probabilmente neanche uno alzerebbe la mano. All'addio di Brandon Ingram coach Mike Krzyzewski si è regalato una recruiting class da sballo con Jayson Tatum, Harry Giles, Frank Jackson e Marques Bolden. Certo i primi due avranno qualche problema d'infortunio all'inizio, ma i veterani Grayson Allen, Amile Jefferson, Matt Jones e Luke Kennard fanno di Duke una squadra lunga, profonda, talentuosa e concreta. A due anni di distanza dal quinto titolo, si ha tutto per appendere un altro stendardo al soffitto del Cameron Indoor, ma il percorso va costruito con calma e passo dopo passo. Approfondimento

martedì 8 novembre 2016

NCAAB: Power Ranking 25 - 14 2016/17

Di seguito la prima parte del Power Ranking della NCAA dalla 25esima alla 14esima posizione.



di Giovanni Bocciero

25- N.C. STATE - TEXAS A&M
Ex aequo alla venticinquesima posizione di questo power ranking, dove troviamo sia North Carolina State che Texas A&M, entrambe squadre che hanno conservato una loro ossatura con qualche piccolo accorgimento. Per quanto riguarda N.C. State, l'innesto per eccellenza è quello del giovanissimo talento Dennis Smith, playmaker dotato di fisico e capacità che tra i tanti nuovi prospetti ha tutte le carte in regola per competere per il premio di freshman of the year. Altri giocatori importanti per i Wolfpack sono gli esterni Maverick Rowan e Abdul-Malik Abu ed i lunghi BeeJay Anya ed Omer Yurtseven squalificato dalla NCAA per le prime nove gare per aver guadagnato al Fenerbahce.
Tra le fila di Texas A&M invece, gli addii di tre giocatori del calibro di Alex Caruso, Jalen Jones e Danuel House si faranno sentire eccome. Eppure il roster degli Aggies potrà contare su di una frontline piuttosto tosta con Tonny Trocha-Morelos e Tyler Davis, e con l'aggiunta dello spagnolo del Barcellona Eric Vila. A creare sarà invece compito prettamente di Admon Gilder, mentre invece le più grandi responsabilità offensive per la squadra di coach Billy Kennedy peseranno sulle spalle di D.J. Hogg, chiamato a non far rimpiangere i giocatori graduati che sono stati nominati all'inizio.

24- FLORIDA STATE
Il talento dei Seminoles può essere facilmente racchiuso nel trio composto dalla combo-guard junior Xavier Rathan-Mayes, dal realizzatore sophomore Dwayne Bacon e dalla forward freshman Jonathan Isaac, che come dei pezzi singoli stanno pian piano definendo il puzzle a disposizione dell'allenatore Leonard Hamilton. In questa posizione non sono una scommessa, di più, soprattutto se si considera che militano nella ultra competitiva Atlantic Coast Conference. Però se c'è una cosa che si impara piuttosto velocemente nel seguire il college basketball, è proprio che nulla è impossibile.

23- SAINT MARY'S
La continuità sarà alla base del progetto dei Gaels che hanno tutto, ma davvero tutto per sorprendere ed impensierire gli acerrimi rivali della West Coast di Gonzaga. Squadra profondo quella di coach Randy Bennett, che ha visto far ritorno a tutto il quintetto base, oltre che alle prime tre riserve. Insomma tavola piuttosto apparecchiata. Tanto ci si attende dal duo australiano formato dalla stella indiscussa Emmett Naar e dall'ala Dane Pineau. Al centro del pitturato farà la voce grossa Evan Fitzner, mentre sugli esterni spazio a Calvin Hermanson e Joe Rahon. Dalla panchina sono pronti a subentrare Stefan Gonzalez, Kyle Clark e Jock Landale.

22- IOWA STATE
Per l'università con sede ad Ames si è chiuso decisamente un ciclo con il giocatore simbolo di questi ultimi anni Georges Niang che si è laureato. Questo però non significa che i Cyclones non siano sempre una squadra di rilievo nel panorama nazionale. Non fosse altro per la presenza del playmaker veterano Monte Morris, che si candida per essere non solo il player of the year della Big XII ma anche dell'intera Division I. Inoltre, il roster di coach Steve Prohm potrà contare anche sui senior Nazareth Mitrou-Long e Deonte Burton che sicuramente faranno il proprio dovere. La coperta però, rispetto agli anni passati, appare un po' cortina.

21- RHODE ISLAND
Coach Dan Hurley ha tra le mani un autentico gioiellino, una squadra forte, dinamica, atletica, esperta, che fa dell'unità d'intenti e della circolazione di palla i suoi punti di forza. Stiamo parlando della favorita dell'Atlantic 10, conference che ha regalato tante cinderella negli ultimi anni, e allora segnatevi questi Rams. Sugli esterni agiranno da metronomo Jarvis Garrett e da attaccanti Jared Terrell e quel E.C. Matthews grande prospetto NBA al rientro dopo l'infortunio che gli ha fatto disputare una sola gara l'anno scorso. Le rotazioni saranno allungate dal transfer Stanford Robinson, proveniente da Indiana, e dal sophomore Christion Thompson. Il reparto lunghi si fonda sulla coppia composta dai senior Hassan Martin e Kuran Iverson, con il nostro Nicola Akele pronto a conquistarsi fiducia e minuti.

20- CALIFORNIA
Con l'addio di Jaylen Brown tutto ruoterà intorno ad Ivan Rabb in questa stagione. In estate non si sono risparmiati i paragoni per la forward, come quello con LaMarcus Aldridge. Il giovane talento di Oakland - un papabile player of the year - si sposerà perfettamente in coppia con i vari pivot Kingsley Okoroh e Kameron Rooks, che fanno dei Golden Bears un team molto solido sotto le plance. Tanto del fatturato offensivo della squadra allenata da Cuonzo Martin dovrà dipendere per forza di cose da quel Jabari Bird, che giunto al suo anno da senior dovrà dimostrare realmente le proprie capacità che troppo spesso, finora, non si sono ammirate. Progetto ambizioso che per funzionare dovrà trovare degli equilibri necessari.

19- PURDUE
I Boilermakers hanno perso uno dei loro migliori prospetti degli ultimi anni, tale A.J. Hammons, che non sarà una forza per quoziente intellettivo, ma sicuramente per il suo enorme fisico dava un vantaggio alla propria squadra nel pitturato. Nonostante ciò sarà sempre la frontline il loro punto di forza visto che l'ala Vince Edwards unisce la tecnica alla sostanza, Caleb Swanigan non si è fatto attrarre dal "one and done" ed ha preferito posticipare l'arrivo in NBA, ed infine Isaac Haas si candida per diventare il giocatore più dominante dell'area pitturata. Ma Purdue ha cercato anche di sistemare la cabina di regia con il transfer Spike Albrecht giunto da Michigan.

18- SYRACUSE
Dopo la straordinaria cavalcata della passata stagione, seppur con le partenza lussuose di Malachi Richardson e Michael Gbinije, non è mai saggio puntare contro la squadra di Jim Boeheim. Tra transfer e freshman gli Orange hanno una squadra competitiva che potrà comunque contare sui veterani Tyler Roberson e DaJuan Coleman, che uniti al prospetto Tyler Lydon in rampa di lancio ed al nuovo Paschal Chukwu in arrivo da Providence formano una batteria di lunghi invidiabile. Andrew White III da Nebraska porterà qualità e sostanza al reparto esterni che potrà fregiarsi anche dei giovani Matthew Moyer e Tyus Battle, al quale dovrebbe spettare l'incombenza di sostituire il tiratore Trevor Cooney. Bisognerà sperimentare in cabina di regia, perché al momento non sembra esserci un play designato.

17- CONNECTICUT
Sliding doors piuttosto movimentate per l'alma mater di un altro pezzo storico del gioco anni '90 che ha appeso di recente le scarpette al chiodo, ovvero Ray Allen. Gli Huskies quest'anno non potranno prescindere che dalla continuità delle prestazioni per costruire un'altra stagione ricca di soddisfazioni. Ai partenti Daniel Hamilton, Shonn Miller e Sterling Gibbs hanno fatto da contraltare gli arrivi di Alterique Gilbert, Vance Jackson e Mamadou Diarra. Coach Kevin Ollie, inoltre, potrà sempre contare sul talento di Jalen Adams e l'esperienza di Rodney Purvis, oltre che sul lungo Amida Brimah e a quel Steven Enoch che dopo il primo anno trascorso in sordina dovrebbe essere pronto e voglioso a far vedere le proprie qualità.

16- TEXAS
Al suo secondo anno presso l'ateneo di Austin, coach Shaka Smart ha provveduto a ricostruire il progetto tecnico dei Longhorns fondando la squadra su ben tre sophomore e quattro freshman. L'unico superstite di questa epurazione è il senior Kendal Yancy. Il backcourt dipenderà dalla vena realizzativa e soprattutto di gioco del trio composto da Kerwin Roach Jr., Eric Davis Jr. e Tevin Mack, mentre invece la frontline non potrà fare a meno delle prestazioni della fenomenale ala Jarrett Allen e del talentuoso centro James Banks. È possibile che Texas inciampi in una serie di gare altalenanti, in virtù dell'età piuttosto bassa, ma la difesa asfissiante che porta a tanti recuperi potrà essere un fattore piuttosto rilevante. Approfondimento

15- LOUISVILLE
Dopo l'autosospensione della passata stagione per lo scandalo a luci rosse, la squadra di Rick Pitino è pronta a tornare in pista e a competere a livello nazionale. I ferri saranno di competenza di Mangok Mathiang, così come la fase offensiva ruoterà intorno a Donovan Mitchell. Lo junior Quentin Snider ed il sophomore Ray Spalding nativi di Louisville, lo swingman australiano Deng Adel ed il freshman V.J. King costituiscono un roster ad immagine e somiglianza del proprio allenatore le cui parole chiavi sono intensità, difesa, corsa e cinismo. Passare dalle parole ai fatti non è mai semplice, ma se c'è una squadra capace di insegnarlo questa è proprio quella dei Cardinals.

14- GONZAGA
Con un vero e proprio mercato estivo, i Bulldogs saranno come sempre una brutta gatta da pelare per chiunque. I transfer Nigel Williams-Goss da Washington e Johnathan Williams da Missouri sono due aggiunte davvero molto importanti per un telaio che comunque può contare sulla combo-guard Josh Perkins ed il pivot polacco Przemek Karnowski. Coach Mark Few potrà anche attingere dalla nuova classe freshman, che oltre ad un danese, un francese ed un giapponese - non è affatto una battuta: Jacob Larsen, Killian Tillie, Rui Hachimura - conta due giocatori su tutti come il realizzatore Zach Norvell ed il lungo Zach Collins.

lunedì 24 ottobre 2016

NBA Western: Power Ranking 2016/17

Di seguito il Power Ranging della Western Conference della NBA.

FONTE: ULTIMOUOMO.COM


di Giovanni Bocciero

1- GOLDEN STATE WARRIORS
Trovare un'altra squadra favorita come loro è difficile, anche in questa competitiva Western, ed a maggior ragione dopo aver strappato il sì del free agent più corteggiato dell'estate, tale Kevin Durant. Sicuramente però il team di coach Steve Kerr dovrà trovare quei giusti equilibri che il talento da solo non ti permette di avere così, dal nulla. Steph Curry e Klay Thompson dovranno dividersi il pallone con il nuovo arrivato, e soprattutto con il compagno Draymond Green. L'aver aumentato il talento ha significato comunque dover tagliare la profondità del roster, rimpolpato con seconde e terze linee.
FAVORITI

2- SAN ANTONIO SPURS
Il vuoto lasciato dal ritiro di Tim Duncan è stato in parte riempito dall'arrivo di Pau Gasol. Non può comunque essere tranquillo il guru Gregg Popovich che forse ancora non ha trovato la giusta lunghezza d'onda per comunicare con il designato erede LaMarcus Aldridge. Nonostante ciò il punto di forza della franchigia texana resta quel sistema che è capace di coinvolgere e far migliorare chiunque. In cabina di regia c'è il solito Tony Parker così come nel ruolo di ala quel Kawhi Leonard al quale silenziosamente sta passando il testimone di leader. Tagliato negli ultimi giorni il nostro Ryan Arcidiacono che dovrebbe finire in D-League.
CONTENDER

3- LOS ANGELES CLIPPERS
I Clippers sono forse al canto del cigno, semplicemente perché dopo anni in cui si è cercato di competere per il titolo adesso si è giunti ad un punto di non ritorno. Questo vale per coach Doc Rivers, vale per Chris Paul - che in verità il suo lo ha sempre fatto -, vale per Blake Griffin che nella passata stagione è arrivato ai ferri corti con la dirigenza. In estate ci si sarebbe aspettato qualche cambiamento significativo, e invece si è deciso di continuare con questi uomini che però dovranno dimostrare di essere tali necessariamente nel rettangolo di gioco.
CONTENDER

FONTE: BLEACHERREPORT.COM
4- HOUSTON ROCKETS
A Houston è atterrato Mike D'Antoni e di conseguenza è cambiata l'idea tattica che sarà prodotta dai Rockets. L'addio a Dwight Howard e gli arrivi di Ryan Anderson, Eric Gordon e Nené sono proprio lo specchio della filosofia dell'ex bandiera Olimpia Milano che vorrà correre e difendere grazie a Patrick Beverley, Trevor Ariza e Corey Brewer. Aspettiamoci una stagione da Mvp di James Harden, che nel ruolo di playmaker che gli si sta disegnando avrà ancora maggiormente il pallone tra le mani per poter offendere sia da realizzatore che da assistman.
PLAYOFFS

5- UTAH JAZZ
I mormoni stanno ritornando. Dopo aver dovuto ingoiare bocconi amari ma al contempo messo delle basi solide al progetto tecnico attuale, ci si è rinforzati con giocatori esperti e di carisma che non potranno che essere un valore aggiunto per i Jazz. Il mix è composto dai giovani "locali" come Gordon Hayward, Derrick Favors, Rudy Gobert, Alec Burks, Rodney Hood integrati in ruoli nevralgici da giocatori come il regista George Hill, il cecchino Joe Johnson ed il lungo Boris Diaw. Lo scorso anno furono sfiorati i playoffs, quest'anno dovrebbero essere centrati con sicurezza.
PLAYOFFS

6- PORTLAND TRAIL BLAZERS
I Trail Blazers ripartono da Terry Stotts - che meritava il premio di coach of the year l'anno passato - e Damian Lillard, autori e fautori tattici e pratici della straordinaria stagione che ha fatto di Portland una meravigliosa sorpresa. Ripetersi non è mai facile, ma il gruppo sembra piuttosto collaudato e soprattutto affiatato. Alla rivelazione C.J. McCollum, Mason Plumlee ed Al-Farouq Aminu in offseason sono stati aggiunti dei role players come Shabazz Napier, Evan Turner e Festus Ezeli che in teoria dovrebbero rappresentare delle valide alternative.
PLAYOFFS

7- DALLAS MAVERICKS
Il proprietario Mark Cuban ha, come sempre fa, investito affinché i suoi Mavericks possano essere competitivi e raggiungere la post season. Da Oakland è arrivata la coppia Harrison Barnes ed Andrew Bogut che ha sostituito quella composta da Chandler Parsons e Zaza Pachulia. Dirk Nowitzki dovrà per forza di cose limitarsi in regular season, ed i vari Deron Williams e Wesley Matthews sono delle punte di diamanti, ma anche giocatori ormai molto altalenanti nelle proprie prestazioni. Si può far bene, ma non aspettatevi nulla di particolare.
PLAYOFFS

8- MINNESOTA TIMBERWOLVES
Ottavo posto ai Timberwolves che già in questa stagione possono raccogliere grandi frutti dopo tutto ciò che hanno seminato da due anni a questa parte. Andrew Wiggins, Karl-Anthony Towns, Zach LaVine, Gorgui Dieng, e adesso il rookie Kris Dunn, sotto la regia dello spagnolo Ricky Rubio e soprattutto del nuovo tecnico Tom Thibodeau, che rappresenta il vero valore aggiunto di questa Minnesota, possono essere la vera grande sorpresa, che non farà fare altro che bruciare le tappe. Non dovessero arrivare i playoffs di certo non sarà una catastrofe.
OUTSIDER

FONTE: INTERBASKET.NET
9- OKLAHOMA CITY THUNDER
Mettere i Thunder in questa posizione è davvero difficile, nonostante l'addio di Kevin Durant. Oklahoma City può contare su di un campione come Russell Westbrook che avendo il pallino del gioco in mano è un candidato assoluto a diventare l'Mvp della stagione. Intorno a lui tanti giocatori giovani ed emergenti, come Victor Oladipo, Steven Adams, Enes Kanter, Andre Roberson ed il figlio d'arte Domantas Sabonis. Non è certamente in fase di rebuilding, ma coach Billy Donovan dovrà per forza di cose trovare il miglior assetto possibile nel più breve tempo.
OUTSIDER

10- MEMPHIS GRIZZLIES
Vederli così in basso dopo ciò che sono riusciti a fare nelle ultime stagioni fa senso, anche perché lo zoccolo duro del roster è rimasto pressoché identico, con i vari Marc Gasol, Zach Randolph, Tony Allen, il rinnovato Mike Conley. L'età media piuttosto alta, avvalorata dalla presenza di Vince Carter, fa pensare ad un ribasso delle prestazioni che naturalmente comporterà anche qualche sconfitta in più. Resta il fatto che puntare contro di loro può essere un bel rischio, a maggior ragione con l'innesto di Chandler Parsons.
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11- NEW ORLEANS PELICANS
Partenza ad handicap per i Pelicans di coach Alvin Gentry che avranno fuori per l'inizio di stagione sia Jrue Holiday che Tyreke Evans. In più c'è un Anthony Davis che fisicamente non sembra reggere i ritmi forsennati di un intero campionato NBA. Eppure quando c'è alzate le mani. Terrence Jones e Lance Stephenson sono due scommesse molto interessanti, che se vinte possono spostare gli equilibri di questa Western. Occhi puntati anche sul rookie bahamense Buddy Hield che, con lo spazio che si ritroverà, potrebbe competere per il premio di ROY.
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12- PHOENIX SUNS
Phoenix ha un diamante grezzo in Devin Booker, che quest'anno deve affermarsi, mentre Eric Bledsoe deve prendersi definitivamente le redini della squadra. Tutto il resto deve definirsi, a partire dai giovani T.J. Warren, Alex Len, Dragan Bender e Marquese Chriss. Può premiare la scelta della dirigenza di affiancare a questi delle chiocce come Leandro Barbosa e Jarred Dudley, anche se bisogna valutare le posizioni di Tyson Chandler e Brandon Knight che potrebbero partire durante la stagione. Attenzione a Tyler Ulis che potrebbe essere la grande rivelazione del campionato arancioviola.
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13- DENVER NUGGETS
Il potenziale nello Stato del Colorado non manca, basti pensare a tutte le guardie ed ali che affollano il roster: il nostro Danilo Gallinari con la fascia da capitano al braccio, Will Barton, Wilson Chandler, Gary Harris, Jamal Murray. Quello di cui si avrebbe bisogno è un'asse play-pivot, dato che per il primo ruolo Emmanuel Mudiay è acerbo e Jameer Nelson è sul viale del tramonto, mentre in vernice la coppia composta da Nikola Jokic e Jusuf Nurkic è parecchio incostante. Qualche soluzione interna è rappresentata da Kenneth Faried, le cui prestazioni sono però drasticamente calate. Può essere fastidiosa nella singola partita, ci sembra poco a lungo andare.
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FONTE: HOOPSHABIT.COM
14- SACRAMENTO KINGS
Solita squadra costruita senza una testa ed una coda, dove la notizia vera è che DeMarcus Cousins non ha cambiato divisa da gioco. Inutile dire che si guarda una partita dei Kings soltanto per ammirare l'ex pivot di Kentucky che meriterebbe una squadra competitiva per far esplodere tutto il suo potenziale. La dirigenza ha cercato di cedere a desta e a manca Rudy Gay e Ben McLemore ma non c'è riuscita, e non è detto che c'abbia messo una pietra sopra. La cabina di regia affidata a Ty Lawson e Darren Collison fa sorridere, per non dire altro. L'anarchia dominerà incontrastata, e si accettano scommesse per la durata di coach Dave Joerger.
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15- LOS ANGELES LAKERS
Chiuderanno la Western i Lakers, anche se il futuro sarà radioso se non ci saranno complicazioni. Con l'addio di Kobe Bryant saranno i giovani a dover rilanciare il team gialloviola contendendosi lo scettro lasciatogli proprio dal Black Mamba. D'Angelo Russell, Jordan Clarkson, Julius Randle, Larry Nance, Brandon Ingram sono una base di partenza davvero molto interessante, che al fianco di veterani come Jose Calderon, Luol Deng, Louis Williams, Nick Young, Metta World Peace non potrà fare altro che crescere e farsi le ossa necessarie per riportare in alto la franchigia della città degli angeli.
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sabato 22 ottobre 2016

NBA Eastern: Power Ranking 2016/17

Di seguito il Power Ranking della Eastern Conference della NBA.

FONTE: ULTIMOUOMO.COM

di Giovanni Bocciero

1- CLEVELAND CAVALIERS
I campioni in carica ricominciano da dove hanno finito, visto che durante la offseason hanno inserito soltanto qualche pedina per rendere il roster un po' più lungo di quello che era. Le linee guida saranno dettate dal solito LeBron James, che a Cleveland manca poco che faccia anche da presidente/proprietario visto che la panchina la occupa già. Kyrie Irving dopo l'azione decisiva per il titolo pretenderà maggiore spazio in scena, e in verità se lo merito tutta.
FAVORITI

2- TORONTO RAPTORS
Anche i Raptors hanno cambiato poco o nulla, con l'addio neppure troppo pesante a Bismack Biyombo strapagato in estate da Orlando. Al suo posto la dirigenza canadese ha preso l'ottimo Jared Sullinger ed il rookie Jakob Poeltl che non ne faranno sentire l'assenza. Per il resto il pallino del gioco è sempre nelle mani di Kyle Lowry e DeMar DeRozan, ai quali sarà chiesto forse il definitivo salto di qualità per affermarsi come autentici all-star capaci anche di vincere e non solo ben figurare.
CONTENDER

3- BOSTON CELTICS
Il telaio di coach Brad Stevens è stato ulteriormente smussato qui e la, e l'asticella sembra essersi alzata ancora un po'. I Celtics dopo aver ritrovato i playoffs nelle ultime due stagioni stanno lentamente portando avanti un progetto che li potrebbe vedere ritornare a competere ad altissimo livello nella Eastern. Assodato che Isaiah Thomas è ormai un pilastro della squadra, in estate è stato firmato Al Horford che porterà esperienza e qualità nel reparto lunghi. Aspettando di veder sbocciare il talento di Jaylen Brown.
PLAYOFFS

4- INDIANA PACERS
Dopo due stagioni di grandi patemi, e di una rivoluzione tecnica che sembra essersi completata, ritornano i Pacers. In offseason la franchigia ha attaccato in modo molto aggressivo il mercato portando a casa gente del calibro di Jeff Teague, Al Jefferson e Thaddeus Young. Il fulcro del gioco resterà comunque quel Paul George che come il miglior killer in circolazione, ritrovata un minimo di competitività di squadra, ci metterà ben poco a diventare "on fire".
PLAYOFFS

FONTE: CHICAGOTRIBUTE.COM
5- CHICAGO BULLS
Nella città del vento in estate ci sono state tantissime novità, tra cui l'addio al nativo Derrick Rose per abbracciare il figliol prodigo Dwyane Wade. Il nuovo simbolo dei Bulls è comunque Jimmy Butler, al quale sono stati affiancati giocatori di spessore come Rajon Rondo. Salutato anche Joakim Noah al cui posto è arrivato Robin Lopez, adesso spetterà al tecnico Fred Hoiberg far quadrare il tutto dopo la disastrosa annata all'esordio che più di qualche dubbio sulla sua gestione l'ha fatto sorgere.
PLAYOFFS

6- ATLANTA HAWKS
La formazione degli Hawks non è molto cambiata nella sua fisionomia, ma nelle pedine lo è invece molto. In vernice è arrivato per giganteggiare il nativo Dwight Howard in coppia con Paul Millsap, mentre sugli esterni saranno chiamati ad operare i soliti Kyle Korver, Thabo Sefolosha e Kent Bazemore seppur con competenze ovviamente del tutto diverse. Il grande punto interrogativo lo si ha in cabina di regia, dove il tedesco Dennis Schroder dovrà meritarsi questo ruolo così strategico.
PLAYOFFS

7- NEW YORK KNICKS
Nella Big Apple si è di fronte all'ennesima rivoluzione per provare a competere per qualcosa di più della semplice qualificazione ai playoffs. Nonostante tutto il lavoro dirigenziale architettato da Phil Jackson, la squadra sembra essersi rinforzata ma da qui a puntare alla qualifica di contender ce ne passa. Derrick Rose, Joakim Noah e Brandon Jennings sono sicuramente dei valori aggiunti in un roster che di base poteva già contare su Carmelo Anthony e Kristaps Porzingis, ma bisognerà trovare degli equilibri che soltanto il duro lavoro in palestra potrà dare.
PLAYOFFS

8- DETROIT PISTONS
Coach Stan Van Gundy dovrà lottare per difendere il lavoro che sta facendo a Detroit, perché si trova in quel limbo in cui una vittoria od una sconfitta possono costare un'intera stagione. L'asse principale dei Pistons sarà sempre composto da Reggie Jackson (out per l'inizio del campionato) e Andre Drummond, con i vari Marcus Morris, Kentavious Caldwell-Pope e Tobias Harris pronti a dare manforte. Le soluzioni sembrano comunque poche, e dunque bisognerà ricavare il massimo da chiunque.
PLAYOFFS

9- WASHINGTON WIZARDS
I Wizards potrebbero concludere un altro campionato da eterna incompiuta. Il duo John Wall e Bradley Beal meriterebbe molto di più, ma non riesce a fare quel salto di qualità anche per svariati problemi fisici, soprattutto il secondo. Il roster è comunque valido, con tante seconde e terze linee come Marcin Gortat, Markieff Morris, Otto Porter, Kelly Oubre. L'offseason ha portato Ian Mahinmi, Andrew Nicholson, Tomas Satoransky e Trey Burke, con questi ultimi due che potrebbero rappresentare valide alternative nei due ruoli di guardia.
OUTSIDER

FONTE: DATASPORT.IT
10- CHARLOTTE HORNETS
La franchigia di sua maestà Michael Jordan ha deciso di puntare ancora sui grandi fautori della passata stagione, come Kemba Walker e Nicolas Batum che dovranno per forza di cose accollarsi le maggiori responsabilità. A cercare di portare un'alternativa tattica è arrivato il nostro Marco Belinelli, che sappiamo però deve essere messo nelle condizioni giuste per rendere. Importante la perdita nel pitturato di Al Jefferson che è stato sostituito con Roy Hibbert, forse all'ultima occasione per continuare a meritare l'NBA.
OUTSIDER

11- ORLANDO MAGIC
Non si discutono le potenzialità, bensì le certezze sulle quali i Magic possono costruire questa annata agonistica. L'arrivo di Serge Ibaka è stata una delle migliori operazioni nel panorama NBA, che insieme a Nikola Vucevic, Aaron Gordon e lo strapagato Bismack Biyombo forma un'ottima frontline. Sugli esterni i vari Elfrid Payton, Evan Fournier, Mario Hezonja e Jeff Green sono giocatori non indifferenti ma troppo incostanti nelle proprie prestazioni. Se si troverà il giusto equilibrio si potrà fare molto bene.
OUTSIDER

12- MILWAUKEE BUCKS
Milwaukee sta vivendo una metamorfosi in negativo, in cui l'idea tattica di coach Jason Kidd ancora non è stata focalizzata con esattezza. La cosa che risalta subito agli occhi è che in squadra non c'è un play, non ce ne voglia Matt Dellavedova. In quel ruolo si vorrebbe far crescere il fenomenale Giannis Antetokounmpo, una decisione che appare molto avventata. L'infortunio di Khris Middleton ha sconquassato i piani, mentre è da cavalcare Jabari Parker in grande ascesa. Tutto da valutare il divorzio in casa con Greg Monroe.
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13- MIAMI HEAT
La telenovela Chris Bosh appare essere soltanto la punta dell'iceberg del restyling che Pat Riley vuole apportare a South Beach. Ormai un ciclo, con l'addio anche di Dwyane Wade, sembra del tutto terminato. La scena adesso è di Hassan Whiteside che potrà fare quello che vuole purché resti nei limiti soprattutto comportamentali. La sensazione è che la situazione sia tutta in divenire, con Goran Dragic in procinto di cambiare squadra da un momento all'altro, e con Justise Winslow in rampa di lancio. Completano il roster tanti giocatori raccattati qui e la come Dion Waters, Luke Babbitt, Wayne Ellington e Derrick Williams.
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14- BROOKLYN NETS
Il progetto ruota sempre attorno a Brook Lopez, ma per quanto potrà durare questa ambizione soporifera dato che per l'ennesima stagione i Nets partono per evitare l'ultima posizione nella non competitiva Eastern? Per cercare di non far appassire l'appeal è stato riportato in città, seppur dall'altra parte della barricata, quel Jeremy Lin i cui effetti taumaturgici sono andati anno dopo anno affievolendosi. Gli ingaggi di Luis Scola, Randy Foye e Greivis Vasquez sono il classico usato garantito. L'operazione Anthony Bennett è una scommessa.
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FONTE: SPORTSPRESS.CO
15- PHILADELPHIA 76ERS
Tankare e tankeremo, questa filosofia nella città dell'amore fraterno non sembra essere per nulla cambiato. A maggior ragione quando anche la sfortuna sembra perseguire i 76ers. Ovviamente ci riferiamo all'infortunio che terrà l'atteso rookie Ben Simmons lontano dai parquet sino a gennaio. Cosa aspettarsi dunque, se non un'altra stagione da ultima della classe o giù di lì? Quello che saprà fare un altro giocatore tanto atteso come l'esordiente Joel Embiid, che insieme a Nerlens Noel e Jahlil Okafor costituisce uno dei reparti lunghi più interessante dell'intera lega.
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