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venerdì 16 novembre 2018

Le storiche società meridionali: Caserta

Le storiche società meridionali sono ripartite dalla cadetteria con grandi ambiziosi

Nuovi dirigenti, gestione più attenta al consolidamento che ad inseguire sogni di rapida gloria. Club con molti punti in comune e la volontà di far dimenticare le delusioni recenti

di Giovanni Bocciero*


La pallacanestro del Sud Italia riparte da tre piazze storiche come Caserta, Napoli e Reggio Calabria, che per alterne vicissitudini si sono ritrovate tutte e tre ai nastri di partenza del campionato di serie B. Le tre storiche compagini, seppur con ambizioni diverse, hanno le potenzialità per rianimare il rispettivo ambiente, che rammaricato o deluso, dovrà appoggiare il nuovo corso affinché ognuna delle società ritorni a competere su quei palcoscenici che gli sono congeniali. Caserta ad un anno dalla inaspettata estromissione dalla serie A, che in parte è una ferita ancora aperta, sta provando a fare circolo intorno alla nuova società che ha acquistato il titolo sportivo di Venafro. La Juvecaserta sembra basarsi sul duo dirigenziale composto da Gianfranco Maggiò e Antonello Nevola, con il patron Raffaele Iavazzi dietro le quinte. Ed è proprio la contestata figura dell’ex presidente che divide la tifoseria, con la società e il diretto interessato che non hanno mai smentito il suo coinvolgimento. Dagli uffici al campo, il lavoro che stanno svolgendo coach Massimiliano Oldoini ed i suoi ragazzi è encomiabile. Il tecnico è stato scelto perché conosce molto bene l’ambiente essendo stato assistente di Pino Sacripanti soltanto alcune stagioni fa, e durante l’estate quasi non si è badato a spese provando a prendere il meglio sul mercato così da costruire un roster di tutto rispetto e con la dichiarata voglia di essere promossi. Perché la società vuole tornare a competere nelle categorie che più gli si addicono per il prestigio e la storia della piazza, seppur sposando una programmazione che non deve bruciare le tappe. Una prerogativa imprescindibile per costruire una struttura solida nel tempo e capace anche di reperire le risorse necessarie per svolgere l’attività.
GIANFRANCO MAGGIO' GARANTE DELLA NUOVA JUVECASERTA
CHE HA INIZIATO LA STAGIONE CON VITTORIE IMPORTANTI
Il personaggio che garantisce la bontà di questo progetto non può che essere Gianfranco Maggiò. «Io ero presente all’incontro tra Maggiò e il presidente Gianni Petrucci - ha raccontato il numero uno della FIP Campania Manfredo Fucile -. Magari non potrà fare quello che ha fatto il padre Giovanni perché sono cambiati i tempi, ma è sicuramente una garanzia la sua presenza. Il suo è un nome storico per la pallacanestro campana, sono contento che sia ritornato all’apice della società ed ho visto con che rispetto e riconoscenza è stato accolto da Petrucci. So che ci sta mettendo tutto l’impegno possibile. Dall’inizio ha detto che era meglio partire da un campionato inferiore, vincere subito e galvanizzare l’ambiente, ma ha bisogno che tutto il territorio, dai tifosi agli imprenditori e soprattutto gli sponsor, gli stiano vicino». Lo scoppiettante inizio di campionato sta confermando che Caserta è tra le principali candidate al salto di categoria. La coppia di esterni composta da Riccardo Bottioni e Leonardo Ciribeni, che l’anno scorso aveva ben fatto a San Severo, si sta confermando di livello per il torneo cadetto; l’esperienza sotto canestro dell’oriundo Marcelo Dip e del maddalonese Biagio Sergio; l’energia di Norman Hassan; l’efficacia di Niccolò Rinaldi; la precisione di Niccolò Petrucci sono gli ingredienti di un roster che rappresenta la base di un progetto che mira a rivitalizzare la storia bianconera con un pizzico di casertanità riscontrabile negli assistant coach Fabio Farina e Federico D’Addio.
Già il semplice fatto che dopo appena dodici mesi dal secondo funerale della Juvecaserta, questa abbia avuto la forza di rinascere e ripartire da un campionato nazionale deve far ben sperare per il futuro. E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, allora i tifosi possono tornare a sognare. L’importante è che la nuova società comprenda che non bisogna fare il passo più lungo della gamba, come magari fatto negli anni passati. Basti pensare agli esosi sforzi economici di Rosario Caputo per allestire la squadra che poi disputò i preliminari di Eurolega lasciando i conti in rosso; oppure alla ferma volontà di Iavazzi di richiedere il ripescaggio quando invece si poteva ripartire da un’onesta A2 provando a ripianare i debiti. Solo con un’oculata programmazione, soprattutto economica, la pallacanestro all’ombra della Reggia può ritornare ad appropriarsi del suo prestigio. Con l’aiuto di tutti ed in particolare dei tifosi, che stanno provando a rilanciare l’iniziativa dell’azionariato popolare per acquisire quote della società tramite il Club Ornella Maggiò.


Juvecaserta legata alla famiglia Maggiò
La Caserta del basket è legata a doppio filo alla famiglia Maggiò, che ne ha costruito il mito. Gianfranco Maggiò ha portato avanti l’impegno cestistico dopo la morte del padre Giovanni, centrando lo storico scudetto del 1991. Raggiunto l’apice ebbe inizio il declino, prima con la retrocessone in A2 del 1994 e poi il fallimento del 1998. Il nome Juvecaserta fu rispolverato nel 2003 con l’avvento del presidente Rosario Caputo e la fusione dei due club cittadini Ellebielle e Falchetti. Tornata in serie A nel 2008, in due stagioni raggiuse la semifinale scudetto e i preliminari di Eurolega. Con il subentro di Raffaele Iavazzi alla guida del club, Caserta ha sfiorato più volte i playoff per poi retrocedere ed essere ripescata nel 2015. Nell’estate del 2017 è stata invece estromessa dalla serie A.



* per la rivista BASKET MAGAZINE

domenica 17 giugno 2018

L'Italia dei canestri a due velocità: Caserta

Caserta riparte per la terza volta
Unica società ad aver vinto uno scudetto a sud di Roma, la JC rinasce dopo il traumatico epilogo della scorsa estate. Ma la città è scettica




di Giovanni Bocciero*



La Juvecaserta è stata indubbiamente la società del sud Italia che ha raggiunto i risultati sportivi più importanti. Unica formazione ad aver vinto lo scudetto al di sotto di Roma, ha legato i suoi successi al nome dell’imprenditore Giovanni Maggiò. Trasferitosi per lavoro dalla provincia bresciana all’ombra della Reggia, il Cavaliere si dimostrò un uomo passionale ma soprattutto un dirigente sportivo attento e competente. Certamente Caserta rientrò in quel momento storico in cui nella pallacanestro italiana c’erano i cosiddetti magnati che investivano somme sostanziose di denaro per vedere realizzato innanzitutto il proprio sogno, ma anche per regalare alla propria città, ai propri conterranei soddisfazioni sportive da poter sbandierare ai quattro venti.
Per fare grandi cose è necessario fare piccole cose e lasciarle crescere. Progettualità a lungo termine e cura della quotidianità sono essenziali per fare ciò, e Maggiò certamente batteva su questi due aspetti. E per portare in alto la Juvecaserta fu bravo a circondarsi delle persone giuste, come Boscia Tanjevic e Giancarlo Sarti, i quali a modo loro furono due grandi artefici del miracoloso scudetto del 1991. Trionfo che il Cavaliere non poté vivere perché venuto a mancare pochi anni prima. E così si apprezzò una sua ulteriore caratteristica, quella dell’essere lungimirante.
MAGGIO', PRESIDENTE ONORARIO NELLA NUOVA DIRIGENZA:
"VA CAPITO CHE I RISULTATI DI 30 ANNI FA SONO IRRIPETIBILI"
«Girando per la città ricevo sempre attestati di stima - ha osservato l’allora presidente del club bianconero Gianfranco Maggiò - per quel bellissimo momento che la mia famiglia ha regalato ai casertani». Poche settimane fa è stato festeggiato l’anniversario di quello storico tricolore che unisce un’intera città, un’intera provincia. «Man mano che passano gli anni mi rendo sempre più conto che quello che abbiamo realizzato è stato un qualcosa di straordinario - ha continuità Maggiò -, di cui forse all’epoca non abbiamo misurato adeguatamente la portata. E sono convinto che quello che è accaduto circa trent’anni fa è legato a tutta una serie di eventi irripetibili».
Se pensiamo ai proprietari della Juvecaserta che si sono succeduti negli ultimi quindici anni, bisogna senz’altro dire che a loro modo hanno cercato di tenere alto il nome di società e città. Non sempre ci sono riusciti, sia per problemi economici che a causa di beghe interne. Rosario Caputo è forse stato l’ultimo presidente che ha fatto davvero sognare i tifosi bianconeri, portando Caserta dopo la promozione in A ad una semifinale playoff e al preliminare di Eurolega. Per regalare quelle emozioni al popolo casertano, però, Caputo ha fatto il passo più lungo della gamba causando non pochi problemi a livello di bilancio. Con i conti perennemente in rosso Francesco Gervasio, Raffaele Iavazzi e Carlo Barbagallo hanno cercato di fare di necessità virtù, riuscendo anche a far coincidere raramente i costi con i risultati. Ma la crisi economica che ha attanagliato l’Italia, ed il Mezzogiorno in particolare, non ha risparmiato neppure le realtà sportive come la Juvecaserta.
«Il tifoso casertano è molto appassionato - ha continuato Gianfranco Maggiò -, legato alla pallacanestro tanto da andare addirittura oltre alla vicenda sportiva, perché vissuto come un mezzo di riscatto per le tante cose che non funzionano nella nostra città. Per questo quando avvengono cose come l’esclusione dal campionato dello scorso anno, viene vissuta in maniera amara, come fosse un tradimento. Devo anche dire che il tifoso casertano deve capire che con i tempi che corrono certe aspettative, definiamole esagerate, di poter rivedere una pallacanestro del calibro di quella che si è vista all’epoca dello scudetto sono impossibili. Oggi Caserta non offre potenzialità tali da poter sostenere una società che militi ad alti livelli. Bisogna stare con i piedi per terra e accontentarsi di vedere anche una squadra che non giochi in serie A - ha concluso Maggiò - e che non competa per i primi posti».
PER IL MOMENTO E' SICURA LA RIPARTENZA DALLA SERIE B,
CON UNO SGUARDO ATTENTO AD UN POSSIBILE TITOLO DI A2
Certamente l’ambiente non ha risposto appieno negli ultimi anni. Più volte alle richieste di partecipazione in massa della società la cittadinanza non ha risposto presente. Basti pensare che ogni stagione ci si fermava poco sotto i duemila abbonamenti, con un PalaMaggiò che anche nelle gare di cartello presentava diverse macchie vuote sugli spalti. Inoltre quando un manipolo di sostenitori bianconeri ha lanciato l’idea dell’azionariato popolare per supportare le spese economiche del club, fu davvero irrisoria la somma che si riuscì a raccogliere. Insomma Caserta città di basket solo a parole, e non con i fatti. Ed è proprio in questa direzione che sembra iniziare la propria attività il nuovo sodalizio che vede proprio Gianfranco Maggiò nella carica di presidente onorario, e dell’ex direttore generale Antonello Nevola nel ruolo di amministratore delegato. La Juvecaserta 3.0 ripartirà dal trasferimento di sede di Venafro che ha conservato la categoria della serie B pur passando attraverso i playout. E la tifoseria sembra già spaccarsi. In molti infatti ritengono che la società nascente non meriti fiducia, sostenendo una “cacciata dei mercanti dal tempio” visto che si paventa la presenza di Iavazzi dietro le quinte, il principale imputato per l’esclusione dell’estate scorsa.
Da questo punto di vista è senz’altro colpa della nuova dirigenza, che dalla conferenza stampa di presentazione dello scorso gennaio ancora non ha fatto capire chi sono gli imprenditori che compongono la società. La trasparenza è la principale causa di disamore da parte dei casertani per il basket. Nevola, nel frattempo, sta sondando il terreno per cercare un titolo di A2, anche se di società disposte a cederne non ce ne sono all’orizzonte. Non sono andate a buon fine le trattative con Mantova, Bergamo, Ferrara e Roseto che hanno deciso di proseguire l’attività senza nascondere difficoltà economiche. «Il mercato dei titoli è una situazione sempre in divenire - ha raccontato Nevola -, quindi monitoriamo qualsiasi cosa. Certamente abbiamo un titolo di B ed è da lì che ripartiremo. Con che tipo di aspettative dipenderà dal budget che riusciremo a costituire. Caserta è una piazza importante, e quindi sicuramente si cercherà di allestire una squadra che sia competitiva sin da subito». La cosa positiva è che in un modo o in un altro ritorna la pallacanestro in città a distanza di un anno.


STAGIONE
PIAZZAMENTO
CATEGORIA
2007/08
2° - Promossa
Lega Due
2008/09
13°
Serie A
2009/10
Serie A
2010/11
11°
Serie A
2011/12
16°
Serie A
2012/13
Serie A
2013/14
Serie A
2014/15
16° - Ripescata
Serie A
2015/16
14°
Serie A
2016/17
13°
Serie A



* per il mensile BASKET MAGAZINE

giovedì 6 ottobre 2016

JuveCaserta col fiato sospeso

JuveCaserta, la lunga estate calda
Iniziato il nuovo corso e Iavazzi se ne va sbattendo la porta


di Giovanni Bocciero*

CASERTA - Un nuovo corso è iniziato per la JuveCaserta, ma la transizione per il momento è stata piuttosto turbolenta. L’estate - come da anni ormai - è stata denotata dalla paura di poter vedere giungere al capolinea l’avventura del club di Pezza delle Noci, proprio come accaduto nel 1998. Poi, dopo i consueti sforzi economici del patron Raffaele Iavazzi che ha permesso l’iscrizione, è stato il neo sindaco di Caserta Carlo Marino ad accostare sempre più il proprio nome a quello della società. È stato grazie all’intercessione del primo cittadino che la JuveCaserta ha trovato i nuovi proprietari, ovvero il gruppo Fortune Investment & Consulting, che hanno rilevato il 62% delle quote di maggioranza. Eppure la trattativa legata a questa cessione è andata per le lunghe, facendo pensare ad un’altra brutta telenovela all’ombra della Reggia. Alla fine seppur in ritardo si è partiti tagliando il nastro della nuova stagione.
UN GRUPPO INGLESE NUOVO PROPRIETARIO, IL GM GUASTAFERRO:
"SEGNALI POSITIVI, L'OBIETTIVO E' FARE MEGLIO DEL PASSATO"
E allora la parola non può che passare al general manager Gino Guastaferro, che si è subito attivato rimboccandosi le maniche ed operando senza troppi fronzoli. «Il mio ingaggio è avvenuto non nei consueti tempi tecnici, dunque siamo partiti in ritardo influenzati anche dalle vicissitudini estive della società - ha esordito il gm -, per cui un primo bilancio di questo inizio è legato al fatto che il mio obiettivo è quello di fare meglio dell’anno scorso. Di quanto non lo so, ma questo nuovo corso deve migliorare sotto tutti i punti di vista. Nonostante le difficoltà al momento ci stiamo riuscendo avendo superato i numeri di dodici mesi fa per la campagna abbonamenti. Per questo sono soddisfatto ma non significa che abbiamo raggiunto il nostro scopo, dato che c’è ancora tantissimo da fare. Vedo comunque segnali positivi visto che stiamo avendo una crescita costante ed è quello che più mi interessa per arrivare all’esordio in campionato al meglio. Del presidente Iavazzi posso soltanto parlar bene - ha continuato Guastaferro -, ho avuto modo di conoscerlo approfonditamente in questo breve periodo e se la pallacanestro è ancora a Caserta è soltanto merito suo. Eppure c’è ancora qualche pessimista che sperava nella morte sportiva della JuveCaserta. Non posso che essere contento del rapporto che si è instaurato con Iavazzi, e della fiducia che lui ha riposto nei miei confronti, e che credo stia ripagando con molta umiltà. Con la nuova proprietà - ha rivelato il dirigente bianconero - ci sono tutta una serie di piani da attuare che sono in divenire e che richiedono un necessario tempo tecnico. Ci si sta comunque muovendo tra le note difficoltà e siamo pronti rispetto a quelle che saranno le linee guida che si tracceranno e che a me toccherà il compito di perseguire e far rispettare nel miglior modo possibile. Visto quello che è successo negli ultimi anni - ha catechizzato Guastaferro - l’ultimo pensiero è proprio di non fare il passo più lungo della gamba. Stiamo procedendo step by step per cercare di impostare le cose al meglio così da arrivare ad una stabilità tale che possa permetterci di programmare a lungo termine. Ma al momento non lo possiamo fare perché abbiamo molti retaggi del passato. Io pongo un unico e solo obiettivo, al di là di alcune speculazioni provenienti dall’esterno, e cioè quello esclusivamente di fare meglio del passato con la certezza che non mi guarderò mai alle spalle ma soltanto in avanti per raggiungere il miglior risultato possibile per i veri ed affezionati tifosi, la società e lo staff tutto».
DELL'AGNELLO: "SIAMO ANCORA QUI E QUESTO E' L'ASPETTO
PIU' IMPORTANTE. SQUADRA TRASFORMATA"
Dal canto suo coach Sandro Dell’Agnello si sta preparando per affrontare un altro campionato che sicuramente non sarà facile, ma che si spera possa regalare qualche soddisfazione senza alcuna apprensione di fine stagione. «Dopo le tribolazioni di alcuni mesi adesso siamo più tranquilli, e questo lo si deve al presidente Iavazzi ed ai nuovi soci se siamo ancora qui a parlare di JuveCaserta. il che - ha sottolineato il tecnico - è l’aspetto più importante. Sui programmi futuri invece, ci sarà il tempo di vedere, parlare e verificare. Non possiamo fare un paragone tra la squadra dello scorso anno e quella di quest’anno perché sono state costruite in maniera differente, con caratteristiche diverse e quindi possiamo evidentemente parlare di due entità accomunate soltanto dal giocare a pallacanestro - ha analizzato Dell’Agnello -. Basti pensare al playmaker che l’anno scorso era un giocatore che pensava a far girare la palla mentre quest’anno è un realizzatore; oppure al pivot che è tecnico e può tirare anche da fuori e invece lo scorso anno era un rollatore dinamico e molto fisico. Prima di tutto bisogna inquadrare gli avversari - ha continuato l’allenatore parlando di prospettive -, perché determinati obiettivi te li puoi dare soltanto valutando il contesto in cui ti devi rapportare, e tante squadre ancora non sono al completo. La nostra intenzione è quella di cercare di sgomitare per stare il più lontano possibile dall’ultima posizione. Dell’anno scorso, comunque, vorrei evitare di avere a che fare con il numero elevato di infortuni che abbiamo avuto nell’arco del campionato».
Il general manager Guastaferro ha da poco avuto una riunione con la proprietà in cui sono stati stabiliti gli obiettivi da raggiungere e soprattutto il budget a disposizione, ma al momento il popolo di fede bianconera non dovrà aspettarsi nulla di stratosferico. Infatti, non cambia la programmazione che per il momento mira unicamente al breve periodo, ovvero a questa singola stagione, che giocoforza rappresenterà un anno di transizione in attesa di poter rivedere una JuveCaserta competitiva ed ambiziosa già a partire dall’anno prossimo, pur nell’ottica di una strategia manageriale che tenga bene impressa la metodologia del passo alla volta.
Ma prima che il campionato entrasse nel vivo, la piazza è stata colpita da un’altra, l’ennesima, scossa societaria. Infatti, a causa dell’interdittiva antimafia che pendevano come una spada di Damocle sulle proprie aziende, il fratello di Iavazzi è stato arrestato. Per questa faccenda giudiziaria, il nuovo gruppo di maggioranza della Fortune ha chiesto per via trasversale tramite l’intercessione questa volta al contrario del sindaco Marino che l’ex patron bianconero si allontanasse del tutto dalla società. La risposta di Iavazzi è giunta, piena di veleno, durante la presentazione delle nuove divise da gioco all’assenza di qualsiasi rappresentante del fondo inglese. L’imprenditore casertano, che ha annunciato di mettere in vendita il suo restante 38% di quote, nella nuova veste di “tifoso” si è lasciato andare ad opinioni piuttosto perplesse: «In alcune cose mi sono sembrati disorganizzati, “sciarmati”, ma se non fossi andato via non avrebbero continuato ad investire». Si sono avuti un susseguirsi di reazioni e dichiarazioni, che hanno investito anche gli stessi tifosi piuttosto scettici sulla nuova proprietà, con il futuro amministratore delegato della JuveCaserta Francesco Fulco che è rimasto amareggiato. Con Iavazzi che ha praticamente sbattuto la porta, c’ha pensato il legata rappresentante della Fortune Francesco Beneduci a buttare acqua sul fuoco, rassicurando l’ambiente piuttosto scosso che i programmi procederanno come stabilito.




L'amore della piazza. Sosa il nuovo idolo

CASERTA - Caserta è città che vive di basket, lo si respira in ogni strada o vicoletto, e di conseguenza la tifoseria è molto critica e giudiziosa, cerca di partecipare alle vicende sportive ma anche dirigenziali della società. Non a caso in questa estate burrascosa è sorta l’associazione “Io sto con la JuveCaserta” che all’inizio si era ripromessa di raggiungere la considerevole cifra di 250.000 euro - pari alla quota per l’iscrizione al campionato - e poi ha cercato soprattutto di sensibilizzare il territorio in favore del club bianconero. Grande successo ha avuto il concerto-spettacolo del 14 settembre scorso, che ha visto il teatro cittadino praticamente sold-out con diversi artisti, soprattutto casertani, sposare questa causa. Proprio negli ultimi giorni l’associazione ha versato sul conto corrente della JuveCaserta tutta la somma raccolta, in quel evento e nei mesi scorsi, la cui cifra esatta sarà prossimamente comunicata. La tifoseria è legata visceralmente alla pallacanestro, ma le tante vicende societarie che si abbattono come temporali estivi, inaspettati e torrenziali, stanno minando e non poco questo rapporto. E bisogna anche dire che per la nuova proprietà c’è tutta una fiducia da conquistare con i fatti e non soltanto con i proclami che lasciano il tempo che trovano.
EDGAR SOSA IN AZIONE
La piazza sta vivendo così l’inizio di stagione, anche se un primo confortante segnale è giunto dai 1066 “aficionados” che hanno confermato il loro abbonamento, quantità che è in continua crescita. Eppure poco sotto quel numero, fermatosi forse alle tre cifre, è risultato essere il pubblico che ha seguito la squadra bianconera in occasione del torneo casalingo del “Città di Caserta”. Il PalaMaggiò semivuoto non deve essere stato un bell’impatto per gli uomini di coach Dell’Agnello, le cui scelte tattiche sembrano piuttosto chiare già da questa pre-season. Non si potrà fare a meno del newyorkese naturalizzato dominicano Edgar Rafael Sosa, autentico “crack” che si sta dimostrando sin da queste prime partite leader e scorer indiscusso. Tanti applausi per il prodotto di Louisville e protagonista dello storico “triplete” con Sassari, che è sulla buona strada per diventare il nuovo beniamino del tifo bianconero sempre facile ad appassionarsi a giocatori talentuosi e trascinatori, decisivi ed eclettici proprio come lo è lui. La 28enne combo-guard sarà chiamata a dimostrare la necessaria maturità da condottiero in un ambiente dove vincere lo scudetto significa aver raggiunto la salvezza.
g.b.




* per il mensile BASKET MAGAZINE

martedì 5 luglio 2016

La JuveCaserta non rischia più

La JuveCaserta non rischia più
Dopo l'allarme di Iavazzi, la società guarda con ottimismo al futuro


di Giovanni Bocciero*

CASERTA - Il 21 maggio scorso Caserta festeggiava perché ricorreva il 25mo anniversario dello storico scudetto del 1991, e soprattutto per quel ricordo ci si è dato da fare per dare un futuro alla JuveCaserta. “Qui o si fa la storia o si muore”, verrebbe da dire, pensando alle scadenze ormai prossime della fidejussione da 250 mila euro e dell’iscrizione alla Fip di 18 mila euro. In questa ottica il “day after” la conferenza stampa di fine stagione del patron Raffaele Iavazzi aveva fatto palesare un futuro prossimo piuttosto burrascoso. Con le proprie aziende che hanno ricevuto l’interdittiva antimafia, l’azionista unico della JuveCaserta non può più sobbarcarsi l’intero onere economico di una stagione agonistica in Lega A. Ma con dispiacere si è dovuto prendere atto che nessuno è stato pronto a rilevare la proprietà e a garantire la continuazione dell’attività in quel di Pezza delle Noci a livello di prima squadra. Alle parole del presidente che ha comunque iscritto regolarmente la squadra al prossimo campionato ha fatto eco un nefasto silenzio soprattutto da parte della classe politica ed imprenditoriale le cui attenzioni sono state rivolte certamente alle elezioni amministrative.

LA TIFOSERIA. Però la tifoseria casertana, che ha rivissuto nella propria mente i ricordi del 1998, quando la formazione della città vanvitelliana fallì per ripartire poi dalle minors e riapprodare in Lega A nell’estate del 2008, non si è chinata ad un destino ormai quasi scritto. Per questo è nata l’associazione “Io sto con la JuveCaserta”, che alla base ha quell’azionariato popolare che vuole a tutti i costi garantire la sopravvivenza del club bianconero. Il progetto pur con tanta voglia e buona volontà e nonostante il coinvolgimento di svariate personalità ed artisti - casertani e non - come Boscia Tanjevic, Massimo Lopez e Marco D’Amore tanto per citarne qualcuno, non si è purtroppo concretizzato seriamente. La somma raggiunta ad oggi - mentre scriviamo - che non servirà assolutamente ad acquistare quote della società perché il gruppo di supporters non aspira ad entrare a far parte dei quadri dirigenziali, si aggira intorno ai 50 mila euro. Cifra purtroppo esigua per poter realmente sostenere la squadra, ma che comunque rappresenta un primo tentativo di coinvolgere il territorio. Perché si parla tanto della partecipazione collettiva per salvare un patrimonio di tutti come la JuveCaserta, ma questo incentivo deve partire proprio da quella cittadinanza attiva.

PATRON RAFFAELE IAVAZZI (FOTO ELVIO IODICE)
LA PISTA ESTERA. Mentre la classe dirigente di Terra di Lavoro ha latitato a scendere concretamente in campo, nonostante una riunione a luci spente presso gli uffici dell’Unione Industriali cittadina, uno dei soci fondatori dell’associazione dei tifosi, Alfredo Scauzillo, ha fatto da intermediario con un gruppo estero capitanato da mister Lawish Mohamed Williams, imprenditore anglo-arabo proprietario di diverse aziende sparse per il mondo e che si occupano di diversi settori. Le referenze su tale personaggio sembrano ottime, dalla serietà all’ingente budget, ma fa nascere delle perplessità il fatto che di lui si conosce davvero ben poco. E proprio per questo è stata anche paventata l’idea che sia soltanto un prestanome. Pur non avendo alcun interesse commerciale qui Italia, ma spinto anche dall’amicizia con Giorgio Armani, ha comunque presentato un’offerta per rilevare il 100% della JuveCaserta. Patron Iavazzi - che ha il desiderio di rimanere in società con una piccola quota del 10%, magari 20% - ha fissato dei paletti ben precisi su questa vendita: la squadra deve rimanere a giocare a Caserta, e lui vuole un diritto di prelazione alle stesse condizioni in caso di successiva vendita della società. Nonostante qualche dubbio di natura emotiva l’accordo sembra potersi chiudere al più presto, forse già mentre stiamo scrivendo, anche perché ci sono delle scadenze piuttosto prossime da rispettare.

IL PIANO B. Ma patron Iavazzi nello stesso tempo in cui portava avanti la trattativa con mister Williams sembra abbia scavato un tunnel come via di fuga in caso non volesse più cedere. La trattativa, in tal caso, è parsa essere uno specchio per le allodole. E questo “piano B” corrisponde ad un ipotetico pool di sponsor dove oltre ad esserci la famiglia Pallante con il marchio Pasta Reggia, vi è entrato a far parte ufficialmente anche il Gruppo Ferrarelle, per voce del suo direttore generale Giuseppe Cerbone, che con un proprio brand farà da sponsor principale per la stagione prossima. Si andrebbe così a costituire un gruzzoletto di oltre 500 mila euro grazie anche all’apporto di qualche altro partner.

IL FUTURO. Cosa riserverà di preciso il futuro, mentre scriviamo, non è dato saperlo. Soprattutto perché la situazione è in un continuo divenire, a volte si tratta soltanto di una questione di ore che spuntano idee, prospettive e intenzioni come funghi. Di certo si è piuttosto ottimisti, adesso, sulla salvezza della JuveCaserta, che o con l’ingresso di mister Williams, o con ancora Iavazzi al timone, dovrebbe disputare la prossima Lega A. E lo dovrebbe fare in entrambe le situazioni con un discreto capitale da investire per il mercato. Sicuramente il patrimonio giovanile è salvo, ed anzi, si vocifera che possa essere addirittura rilanciato dallo stesso Iavazzi. Il patron ha infatti escluso dalla vendita il settore giovanile, esistente sotto forma di JC Academy e con altro codice FIP, e sta addirittura cullando il sogno del ritorno in qualità di responsabile di Franco Marcelletti.





La stagione: promossi e bocciati
Hunt e Gaddefors i migliori, la delusione è Ingrosso

DARIO HUNT (FOTO ELVIO IODICE)
La stagione della JuveCaserta ha avuto degli “up and down” incredibili se si pensa che al termine del girone d’andata il club aveva sfiorato l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, mentre un girone dopo ha dovuto conquistare la permanenza in Lega A nel match da dentro o fuori contro Trento in un PalaMaggiò “sold out”. C’è anche da dire che il campionato è stato indubbiamente travagliato dalla lunga serie di infortuni che ha permesso a coach Sandro Dell’Agnello di poter disputare si e no due partite con il roster al gran completo. Per non parlare dell’ultima fase in cui la formazione bianconera è scesa in campo regolarmente con soli sette effettivi. È dunque facile paragonare la salvezza conseguita ad un vero e proprio miracolo sportivo. Detto ciò, di promossi ce ne sarebbero tanti e di bocciati pochissimi. Dario Hunt si è guadagnato la palma di Mvp perché alla fin fine è stato il più costante tra i suoi. Uomo d’area come pochi, nonostante la sua statura “undersize”, si è aggiudicato la classifica delle doppie-doppie rivelandosi un attaccante piuttosto concreto ed un rimbalzista straordinario dominando svariate volte contro centri più corpulenti. Al suo pari Viktor Gaddefors è stato decisivo fin quando ha potuto giocare, rivelandosi un valore aggiunto pazzesco per la truppa casertana. Arrivato in punta di piedi si è conquistato gara dopo gara tutta la stima possibile, grazie a prestazioni fatte di sacrificio e dedizione. Ha portato versatilità al quintetto, ricoprendo in modo abusato la posizione di ala grande, e quella abnegazione difensiva che si è fatta rimpiangere nel momento in cui si è infortunato. Di bocciati, come detto, ce ne sono pochissimi, ma Tommaso Ingrosso può essere additato sicuramente come il “flop” di questa stagione bianconera. Da lui non ci si aspettava di certo chissà che cosa, però è sembrato inadatto al palcoscenico della Lega A. Non mettiamo in dubbio la sua voglia ed il prezioso lavoro fatto in allenamento, ma alla fine il suo minutaggio è la fotografia di quello che poteva dare realmente alla squadra. Ha avuto delle semplici apparizioni, e neppure con l’acqua alla gola si è deciso di puntare forte su di lui. Una bocciatura eccellente sarebbe invece la dirigenza, che ha sicuramente fatto delle scelte sbagliate (vedi Adegboye e Slokar) nell’arco della stagione che si sono rivelate inutili e soprattutto inefficaci in corso d’opera.



* per il mensile BASKET MAGAZINE

venerdì 24 giugno 2016

La Juvecaserta deve sostenere l’esame della fidejussione

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/06/2016

LEGA A. Il tempo scorre e patron Iavazzi vuol garantire un futuro al club bianconero
La Juvecaserta deve sostenere l’esame della fidejussione

di Domenico Landolfo

CASERTA. Il tempo fugge e non s'arresta un'ora... Il poeta così scriveva in versi, è un ripasso in periodo di esami non guasta mai, ma in casa Juvecaserta la differenza tra una promozione ed una bocciatura è davvero molto pesante. Steso un velo scuro sull'affaire Williams, che di qui a poco molto probabilmente finirà al vaglio degli inquirenti per gli accertamenti del caso, è tornato prepotentemente concentrica la situazione del patron Iavazzi. Negli scorsi giorni è emersa in maniera forte la sua volontà di garantire a questa squadra un futuro, ed ecco quindi il prodigarsi in maniera spasmodica per ottenere la fideiussione che è condicio sine qua non per andare a ratificare l'iscrizione al campionato.
FOTO ELVIO IODICE
Il fatto che comunque vicino alla società ci siano Ferrarelle e Pasta Reggia fa ben sperare che qualcosa si muova, eppure la celebre frase galileiana non tiene il passo. Si la fideiussione, ma poi Iavazzi ha detto in maniera molto netta che la società va ceduta affinché possa farsi la Serie A, e quindi ammesso che entro i prossimi giorni possa essere "sanato" il nodo gordiano dei 250 mila euro, ci si ritroverebbe con una società in vendita. E quindi il periodo di esami torna preponderante: se di letteratura e metafore abbiamo detto in apertura, di diritto potremmo presto parlare e di matematica economica possiamo ben dissertare, ora tocca alla filosofia, forse l'ambito che più fotografa il quotidiano bianconero.
Un pendolo come quello di Shopenauer che non si alterna tra la vita e la morte, ma tra il sentore di incertezza e la paura di sparire di nuovo. Perché la storia insegna, ed il '98 non è troppo lontano retaggio, che non serve molto altro per tornare in un baratro di difficile risalita. Ed allora, tocca mettersi sui libri e provare a dare il meglio di se perché per Caserta e la sua squadra di basket qui non si può rischiare di farsi trovare impreparati alle sfide che chiameranno nei prossimi giorni tutti i protagonisti sul campo. Il futuro è incerto, si attendono notizie e soffiate, proprio come i temi della maturità nel celebre film, sperando che il nostro lieto fine possa arrivare puntuale come nelle migliori pellicole.

giovedì 16 giugno 2016

Juvecaserta, tanti accordi ma nulla di concreto

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/06/2016

LEGA A.  Patron Iavazzi sembra non voglia cedere, gli sponsor la sua unica possibilità
Juvecaserta, tanti accordi ma nulla di concreto

CASERTA. C’è una situazione di stallo nella trattativa di cessione della Juvecaserta da parte di patrin Raffaele Iavazzi nei confronti di mister Lawish Mohamed Williams che sicuramente non fa bene. Il confronto - soltanto postale - tra le parti c’è stato, e si è anche giunti ad un accordo, eppure qualcosa non quadra. Da un lato ci sono le perplessità sulla persona di mister Williams, ovvero si conosce pochissimo di lui e ne tanto meno ha pensato di farsi un viaggio a Caserta - dato che a lui non mancano le possibilità - per capire in che baratto di marmellata sta mettendo effettivamente le mani. Da questo punto di vista, però, assicura sulla serietà del personaggio il suo massimo sponsor, cioè Alfredo Scauzillo che oltre a fare da intermediario in tutta questa faccenda ha anche la procura di mister Williams, e dunque parla per conto suo.
Dall’altra parte, però, sembra tanto che patron Iavazzi non voglia poi cedere con tanta voglia il club di Pezza delle Noci, la sua “creatura” come tante volte l’ha chiamata. Un pizzico di sentimentalismo che fa ancora sorridere in un mondo come quello dello sport, che purtroppo, sta diventando sempre più soggetto alle regole della finanza. Fatto sta che ad oggi una soluzione a tutto ciò, nonostante si abbiano ancora sensazioni piuttosto positivi nella conclusione dell’affare, ancora non si è raggiunta. Anche se mentre scriviamo si potrebbe sciogliere il nodo di questa matassa.
Il piano A resta la vendita della società bianconera, che finirebbe tra le aziende di mister Williams con un management completamente da ricostruire e soprattutto con le scadenze che incombono sempre più: 250 mila euro per la fidejussione e 18 mila euro da versare alla Fip per l’iscrizione.
Ma patron Iavazzi sembra avere anche il piano B, ovvero ringraziare dell’interessamento di mister Williams ma gettare per aria qualsiasi trattativa vi fosse sul tavolo, e di conseguenza rimanere al timone della Juvecaserta, la sua “creatura”, con un pool di sponsor pronti ad appoggiarlo. Vedi la famiglia Pallante con il marchio Pasta Reggia, vedi il gruppo Ferrarelle che potrebbe scendere in campo con il brand Acqua Vitasnella, e che frutterebbero poco meno di 500 mila euro - secondo i rumors - da poter ampliare con qualche altro sponsor che sposi la causa bianconera.

venerdì 10 giugno 2016

Juvecaserta, Dell’Agnello a lavoro per il futuro?

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/06/2016

LEGA A.  Il tecnico visto giovedì sera a Scafati sarà confermato se si farà il campionato
Juvecaserta, Dell’Agnello a lavoro per il futuro?
Patron Raffaele Iavazzi ha dettato le condizioni per la cessione del club

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Giorni caldi in città per la trattativa che ha visto il patron bianconero Raffaele Iavazzi incontrare dei rappresentanti dell’Alpha Plus International LTD. Pur non avendo ancora presentato una reale offerta economica, il che fa comunque storcere un po’ il naso, la società inglese di cui è proprietario mister Lawish Mohamed Williams sembra intenzionata ad acquistare il club di Pezza delle Noci.
Da questo punto di vista, come già ribadito alla stampa, Iavazzi è pronto a fare un passo indietro cedendo tutta la franchigia anche se vorrebbe rimanere con una quota del 10, massimo 20%. Certo è che rimarrà in capo al settore giovanile, che avente un altro codice FIP non rischia neppure di scomparire nel caso triste in cui la Juvecaserta dovesse definitivamente scomparire come nel 1998. Da questo punto di vista il patrimonio giovanile è salvo. Iavazzi ha comunque dettato delle condizioni per la vendita, che già aveva apertamente rivelato alla stampa settimane fa: la squadra deve rimanere a Caserta, e vuole avere un diritto di prelazione in una futura e successiva cessione della società. Insomma le parti sono in contatto e stanno trattando questo passaggio del testimone anche se il tempo è purtroppo tiranno e la fatidica data del 20 giugno, quando bisognerà depositare la fidejussione da 250 mila euro per completare l’iter burocratico dell’iscrizione della squadra al massimo campionato si avvicina sempre più.
Eppure in tutto ciò c’è un indizio che rappresenta forse una nota confortevole per il futuro del club di Pezza delle Noci. Coach Sandro Dell’Agnello che sarà riconfermato nel momento in cui si avrà la certezza che il campionato si farà, è stato visto in quel di Scafati giovedì sera, in occasione della sfida tra la locale formazione di patron Nello Longobardi e la Leonessa Brescia che il tecnico toscano ha allenato dal 2010 al 2012. Chissà se è stato invitato alla partita - che tra l’altro Brescia ha vinto conquistando il diritto di sfidare la Fortitudo Bologna nella finale promozione - dalla dirigenza lombarda con cui è rimasto in ottimi rapporti. Ma quello che più deve far riflettere è che, pur non mettendo in dubbio che il coach nutra affetto per Brescia, l’essere stato a Scafati può significare che sia stato a Caserta per iniziare a programmare il lavoro futuro, appunto, e quindi che nonostante tutto questo “pathos” una conclusione positiva è ancora possibile.

lunedì 6 giugno 2016

Juvecaserta, diverse le ipotesi per la “salvezza”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/06/2016

LEGA A.  La strada più papabile è quella della cessione di patron Iavazzi a mister Williams
Juvecaserta, diverse le ipotesi per la “salvezza”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Questa sarà un’altra settimana di fuoco e fiamme all’ombra della Reggia, e non di certo per l’imminente ballottaggio per le amministrative, che guarda caso vi saranno il prossimo 19 giugno, quando invece il giorno dopo, il 20, è la data di scadenza per versare la fidejussione da 250 mila euro e permettere alla Juvecaserta di sopravvivere. Perché è di questo che stiamo parlando, non di Serie A o A2, ma di vivere o morire. Certo, sempre sportivamente parlando.
Con questo vogliamo sottolineare come dalla classe politica ed imprenditoriale di Terra di Lavoro è bene aspettarsi il nulla, piuttosto che sperare in qualcosa che difficilmente arriverà. Meglio concentrarsi sul ballottaggio, i voti, e di conseguenza i propri interessi. E meno male che nessuno abbia svenduto il nome della società bianconera nei propri comizi da piazza.
Allo stesso tempo l’associazione “Io sto con la Juvecaserta” non sta minimamente raggiungendo la cifra dei 250 mila euro necessari per iscrivere, di fatto, la squadra alla prossima Serie A. Rumors dicono che si sia appena superata quota 30 mila euro, davvero insufficiente. Ma i soci fondatori dell’associazione di supporters si sta dando gran da fare nel trovare papabili investitori per la Juvecaserta. Non è certo un segreto che Alfredo Scauzillo abbia messo in contatto patron Raffaele Iavazzi con un investitore di cui da alcuni giorni si conosce anche il profilo. Si tratta di mister Lawish Mohamed Williams, proprietario dell’Alpha Plus International LTD che si occupa del settore grandi distribuzioni. sia in campo elettronico che in quello del cibo.
La volontà di entrare nel mondo della pallacanestro italiana, soprattutto perché amico di Giorgio Armani, c’è. Ma da qui a dire che l’affare si farà, purtroppo, non è sicuro. Al di la dell’azionariato popolare che è una via assai difficile da percorrere, e di questa trattativa per la cessione della proprietà, l’altra soluzione che potrebbe salvare la Juvecaserta sono gli sponsor. Sempre nei giorni scorsi si è parlato di un possibile investimento di Acqua Vitasnella, che ha lasciato Cantù, ma anche qui la strada è in salita.

venerdì 3 giugno 2016

Juvecaserta, tante le chiacchiere e pochi i fatti

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 04/06/2016

LEGA A.  Appendere striscioni per la città serve a ben poco, che si contribuisse piuttosto
Juvecaserta, tante le chiacchiere e pochi i fatti

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Tante chiacchiere, tanto rumore, ma almeno per il momento i fatti stanno poco più dello zero. La mobilitazione dei tifosi ha senz’altro scosso l’opinione pubblica, ma in quanto alle tasche queste rimangono ben sigillate. Purtroppo è quello che ormai da diversi anni a questa parte succede in città: in tanti parlano, in pochi concretizzano. Caserta città del basket, un tempo forse, perché adesso assomiglia sempre più ad un’ultima landa desolata in procinto di perdere l’ultimo barlume di luce, rappresentata ovviamente dalla Juvecaserta. Il presidente dell’associazione di supporters, Alfonso Tramontano, nell’ultimo incontro a porte aperte aveva chiaramente detto che il territorio di cui si chiedeva a gran voce l’intervento in favore del club di Pezza delle Noci doveva essere la cittadinanza, quella attiva che ha a cuore le sorti della squadra. Bene, quella stessa cittadinanza sta seguendo le stesse orme dei politici e degli imprenditori casertani.
E’ inutile andare in giro per la città ad appendere striscioni, a denunciare cosa non fanno gli altri, a pretendere che le aziende caccino i soldi per un loro sfizio, a gratis. Ognuno si prenda le proprie responsabilità prima di sparlare degli altri. Dimostrasse quanto ci tiene alla Juvecaserta, e lo faccia con i fatti e non con le solite chiacchiere da bar.
Patron Raffaele Iavazzi ha elogiato i fautori dell’associazione “Io sto con la Juvecaserta” sottolineando che sono la parte buona del tifo, quella che cerca di fare i fatti, e che qualsiasi cosa raccolgano sarà prezioso. Purtroppo non abbastanza per salvare la franchigia, sempre se da qui a qualche giorno non succeda qualcosa di eclatante. Circa dieci giorni sono passati dal lancio dell’Iban che avrebbe dovuto scuotere tutti, ma la raccolta prosegue molto a rilento, e di questo passo non si raggiungeranno quei 250 mila euro necessari per la fidejussione che è l’obiettivo minimo dell’associazione. Neppure l’intervento di artisti famosi ha sensibilizzato abbastanza tale iniziativa. E a questo punto solo gli sponsor, di quelli grossi, possono salvare la Juvecaserta.

venerdì 27 maggio 2016

Juvecaserta, per la cessione del titolo attenzione a Verona

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/05/2016

LEGA A. Patron Raffaele Iavazzi ha lodato l’iniziativa dell’associazione dei tifosi
Juvecaserta, per la cessione del titolo attenzione a Verona

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Presso lo store della Juvecaserta si è tenuta la conferenza stampa dell'associazione “Io sto con la JC” alla presenza del patron Raffaele Iavazzi, che con il suo intervento ha sottolineato che «ringrazio tutti voi perché vi state distinguendo come i tifosi del fare, piuttosto che quelli del dire che purtroppo qui a Caserta abbondano. Chiunque avrà la presidenza della società, sarà fortunato ad avervi vicino perché io purtroppo sono stato da solo per diversi anni. Voi ci state mettendo la faccia e vi fa tanto onore. È un messaggio importante quello che state lanciando. Qualsiasi cifra raccoglierete sarà preziosa. È un lavoro lodevole il vostro, che servirà per pesare la provincia».
Il presidente dell'associazione, Alfonso Tramontano, ha ribadito che «questo nostro progetto non è assolutamente una costola della Juvecaserta, ma rappresenta la volontà di noi tifosi che la squadra non scompaia. Tutto il ricavato, che sarà girato alla società che ne farà l'uso che ritiene più opportuno, sarà restituito a tutti i soci nel momento in cui, speriamo che non accada, non dovessimo raggiungere il nostro scopo. Per quanto riguarda il territorio poi, i politici sono stati furbi a proporsi per delle iniziative prima che noi nascessimo. Adesso non abbiamo ricevuto l’adesione di nessuno di loro».
«Ribadisco che - ha rincalzato il patron bianconero - sono disponibile a rimanere con una piccola quota, o addirittura a cedere tutto il 100% della società. Il mio interesse, però, è quello che la squadra resti a giocare qui a Caserta. E quindi chiunque vuole subentrarmi per poi vendersi il titolo, anticipo che a quel punto sarò io stesso a vendere. Inoltre, non capisco perché interessa quanto sia la somma esatta dei debiti della Juvecaserta. Tutto il pregresso è una mia responsabilità, è un mio problema. L'unica cosa che si deve cercare ora è il milione e mezzo per fare il campionato perché io garantirò l'iscrizione al campionato, e lunedì già saranno depositati i documenti necessari in lega».
«C'è una trattativa e c'è l'interesse degli acquirenti - ha confermato il socio fondatore dell’associazione Alfredo Scauzillo -, che certifico essere dei professionisti seri. Ho provveduto io stesso a inviare tutta la documentazione che adesso stanno esaminando. Garantisco sulla loro serietà, ma il tempo è stretto e dobbiamo fare tutto con la massima velocità». A tal proposito patron Iavazzi ha ribadito che «voglio vedere un pre-contratto, e non mi accontento della trattativa a parole. Sono anche disposto a restare con loro che facciano da sponsor, possibilmente consistente, e trattare la cessione della società l'estate prossima, magari dopo che hanno sperimentato per un anno la situazione. In questo modo, almeno, darebbero la possibilità alla squadra di vivere per un altro anno».
Negli scorsi giorni si è vociferato dell’interesse per il titolo casertano da parte di alcune compagini vogliose di disputare la Serie A. Le società interessate, stando ai rumors, sarebbero Siena, Treviso e Bologna sponda Virtus. A tal proposito ha parlato direttamente il patron bianconero Raffaele Iavazzi, che ha confermato di avere avuto effettivamente due richieste senza però rivelare da chi siano arrivate. E allora se non lo si può sapere dal diretto interessato, bisogna fare “m'ama non m'ama” per restringere quantomeno il campo. Escludiamo a priori la Mens Sana Siena, che in stagione già ha avuto problemi economici piuttosto seri. Una fonte vicina alla franchigia ha smentito seccamente la trattativa. Nemmeno la Virtus Bologna avrebbe interesse ad acquistare il titolo, dato che vi sarebbe un buco da ripianare anche se smentito dalla società. E poi piuttosto le V Nere sperano nel fallimento della Juvecaserta così da poter essere ripescati. Altrettanto non vi sono conferme da Treviso, dove la formazione veneta è ancora in corsa per la promozione e almeno per il momento non avrebbe particolare interesse. Sotto traccia vi sarebbe invece la volontà di acquistare il titolo sportivo casertano da parte della Scaligera Verona, che dopo la stagione piuttosto fallimentare potrebbe decidere di fare il salto di categoria in questo modo.

venerdì 20 maggio 2016

Juvecaserta, la “cordata cittadina” prende piede

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 21/05/2016

LEGA A. L’associazione dei supporters ha tanta voglia di fare bene, ma il tempo stringe
Juvecaserta, la “cordata cittadina” prende piede

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Presso lo store della Juvecaserta si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’associazione “Io sto con la JC”. La mission descritta da tutti i professionisti di vari settori che stanno dietro a questa associazione è piuttosto chiara: permettere che il club bianconero, eccellenza della città e per cui c’è grande passione, rimanga in vita e prenda regolarmente parte al prossimo campionato di Serie A. 
LA TESTIMONIANZA DI LINTON JOHNSON
Tanti i tifosi che hanno voluto prendere parte a questo appuntamento per capire cosa bollisse in pentola, e che sono anche dovuti rimanere al di fuori dei locali perché gremiti. “La partita più importante giochiamola tutti”, così come recitava lo striscione esposto proprio a ridosso dello spiazzato dello store, che più di tutto sintetizza la serietà del momento. I promotori dell’associazione, che è bene sottolineare deve ancora essere costituita legalmente, si fonderà sul principio della massima trasparenza, e non ambisce in alcun modo a diventare proprietaria del club di Pezza delle Noci. In pratica tutti i supporters che vorranno partecipare con il proprio contributo economico dovranno versare la quota sul conto corrente il cui Iban sarà successivamente comunicato, e diventeranno così soci dell’associazione che ovviamente si confronterà con il proprio presidente e quadri dirigenti. Un messaggio chiaro è stato quello in riferimento al sostegno del territorio per la Juvecaserta. Ma il territorio è la cittadinanza, e dunque senza soffermarsi alle istituzioni è la stessa popolazione che deve mobilitarsi. Presenti alla conferenza anche i beniamini bianconeri Andrea Ghiacci e Linton Johnson, casertani d’adozione ormai, che con la loro testimonianza hanno dimostrato tutto l’attaccamento per la città in primis e poi la società. Alcuni rappresentanti dell’associazione poi, a stretto contatto con il patron Raffaele Iavazzi, hanno rivelato che sono in corsa trattative di cessione della proprietà sia con una cordata estera che con altri imprenditori. La volontà di fare bene sembra esserci, il problema è che il tempo scorre.