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lunedì 10 ottobre 2016

Eurolega: Power Ranking 2016/17

Siamo all'alba della nuova Eurolega, composta da soli sedici team che si affronteranno in una competizione che assomiglia tanto ad un campionato sovranazionale. Inutile dire che per l'aspetto organizzativo e soprattutto economico le lingue ufficiali del torneo sono rispettivamente lo spagnolo ed il turco, avendo questi due paesi ben sette squadre ai nastri di partenza. Due iscritte se le dividono Grecia e Russia mentre una a testa per Italia, Germania, Israele, Lituania e Serbia. Di seguito il Power Ranking alla vigilia della stagione 2016/17, che si concluderà con la Final Four di Istanbul.



di Giovanni Bocciero

1- FENERBAHCE ISTANBUL
Dodici mesi dopo il Fenerbahce è ancora il favorito numero uno per aggiudicarsi l'Eurolega, ma non sarà affatto facile perché ovviamente gli avversari non staranno a guardare senza colpo ferire. L'amara finale di Berlino ha rilanciato le ambizioni di vittoria della truppa di coach Zeljko Obradovic che ha puntellato un roster che già era qualitativamente e quantitativamente profondo. Il volto nuovo è James Nunnally arrivato ad Istanbul da Mvp del campionato italiano con la casacca di Avellino, e che con il nostro Gigi Datome condividerà minuti e forse responsabilità. I veri acquisti sono però le conferme dei pivot Jan Vesely e Ekpe Udoh tentati in estate entrambi da un ritorno in NBA. Dixon, Bojan Bogdanovic, Antic, Sloukas, Kalinic e Mahmutoglu sono gli altri grandi protagonisti.

FONTE: WW.SPORTANDO.COM
2- CSKA MOSCA
Subito dietro al Fener ci sono i campioni in carica del CSKA Mosca, che proprio come i principali rivali hanno mantenuto l'ossatura della squadra mettendo soltanto qualche elemento che alzasse ulteriormente il livello. E allora partiamo proprio dagli innesti per coach Dimitri Itoudi, che ha migliorato il proprio potenziale attingendo dal campionato russo con l'esterno Semen Antonov dal Nizhny Novgorod ed il lungo James Augustine dal Khimki Mosca. La coppia in regia formata da Milos Teodosic e Nando De Colo è ovviamente una garanzia, così come il pivot bonsai ex Veroli Kyle Hines e la guardia ex NBA Cory Higgins. Il nucleo conta comunque sulla pattuglia sovietica composta dai vari Khryapa, Fridzon e Vorontsevich ed il role player Freeland.

3- REAL MADRID
Un gradino dietro, o forse soltanto mezzo, alle due principali favorite vi è il Real Madrid. I madrileni hanno dovuto modificare leggermente il proprio assetto, ma siam convinti che gli equilibri non saranno per nulla cambiati. Salutato Sergio Rodriguez che non ha voluto rinunciare all'opportunità di ritornare in NBA, il Real lo ha sostituito con il cavallo di ritorno Dontaye Draper grande fautore della splendida ultima stagione europea del Lokomotiv Kuban, dal quale è stato prelevato anche Anthony Randolph. Quest'ultimo va a rafforzare il reparto lungo in cui è stato inserito anche l'ex Siena Othello Hunter. Llull, Fernandez, Ayon, Maciulis, Carroll, Taylor, Nocioni, Reyes, Thompkins e la stellina Doncic fanno del Real Madrid una pretendente.

4- OLYMPIACOS PIREO
Al Pireo è passata la linea della continuità, e così sono stati confermati tutti i principali attori di queste annate: dal leader Vassilis Spanoulis all'estroso Georgios Printezis, dal preciso Vangelis Mantzaris al solido Kostas Papanikolau, menzionando poi Lojeski, Papapetrou, Agravanis e Athinaiou, giocatori più che utili alla causa. È stato confermato anche il nostro Daniel Hackett, che nel suo primo anno in maglia Olympiacos si è ritagliato uno spazio da protagonista. Si è cercato di alzare il livello della squadra pur con la partenza di Othello Hunter, innanzitutto con il recupero in quel ruolo di Patric Young lo scorso anno a lungo degente, al quale è stato affiancato un altro lungo atletico e dinamico come Khem Birch. Per aumentare il potenziale sugli esterni, invece, è stato ingaggiato l'ex Siena Erick Green pronto a portare tanti punti dalla panchina.

5- PANATHINAIKOS ATENE
Ritiratosi il faro Dimitris Diamantidis il Panathinaikos è pronto a ripartire con un roster che è composto da un mix di conferme e nuovi arrivi. I biancoverdi hanno fatto spesa in Spagna, dalla quale è arrivato l'asse play-pivot che ha fatto le fortune del Vitoria giunto sino alla Final Four di Berlino l'anno scorso, ovvero Mike James e Ioannis Bourousis. Dal Real è invece stato ingaggiato l'esterno K.C. Rivers. Tutti e tre sono transitati per l'Italia. Altro acquisto di spessore è Chris Singleton, anche lui visto a Berlino in occasione della Final Four con la sorpresa Kuban. Il roster del neo coach Argyris Pedoulakis potrà contare anche sulle conferme dei vari Calathes, Gist, Fotsis e Feldeine, altri conoscenti del nostro campionato.

6- BARCELLONA
Per i blaugrana questa stagione coincide con una sorta di rivoluzione a partire dalla panchina, dove il testimone è passato da Javier Pascual a Giorgios Bartzokas, coach del sorprendente Lokomotiv Kuban nella passata stagione. Con il suo arrivo a Barcellona si vuole cercare di avviare un nuovo ciclo di successi che non può comunque prescindere da Juan Carlos Navarro. In realtà il roster è stato aggiustato soprattutto in cabina di regia, con gli ingaggi dal Khimki Mosca di Tyres Rice e dell'ex Virtus Bologna Petteri Koponen, e con l'arrivo proprio dal Lokomotiv dell'ala spagnola Victor Claver. La squadra è completata dai vari confermati Tomic, Perperoglou, Doellman, Dorsey, Lawal, Ribas, Oleson ed il prospetto Vezenkov.

FONTE: WWW.FOXSPORTS.IT
7- OLIMPIA MILANO
È inutile forse ripetere sempre la stessa cosa. Quest'anno Milano si è attrezzata per fare non bene, ma benissimo in Eurolega. Da qui a dire che ci riuscirà ci passa ovviamente il mare, ma si ha tutto per riuscirci. I punti forti dell'Olimpia di coach Jasmin Repesa saranno gli innesti di giocatori di qualità come Hickman, Raduljica, Dragic e Pascolo; e la conferma del nucleo con il quale si sono gettate le basi per competere anche in Europa, da Gentile a Sanders a Cerella passando per Simon, Macvan, Kalnietis, McLean ed il neo capitano Cinciarini. La proprietà Armani ha ulteriormente investito nel parco giocatori, forse il divario con le big è ancora ampio, ma i playoff sono un obiettivo alla portata.

8- EFES ISTANBUL
La seconda squadra di Istanbul per importanza ha continuato ad investire molto per allestire un roster che le permetta di competere a testa alta in questa Eurolega. Eppure i cambiamenti in casa Efes non devono passare inosservati, tra tutti quello del cambio in panchina dove al posto di Dusan Ivkovic è stato richiamato Velimir Perasovic che ha portato Vitoria all'ultima Final Four. Perso il fenomeno Dario Saric diretto in NBA, ma confermate le stelline Furkan Korkmaz e Cedi Osman con altrettante aspirazioni Oltreoceano, sono stati ingaggiati gli americani Bryce Cotton, Tyler Honeycutt, DeShaun Thomas e lo sloveno ex Gran Canaria Alen Omic. Confermati il francese Heurtel, Granger, Balbay, Brown e l'ex Varese Dunston.

9- BROSE BAMBERG
Il Bamberg del nostro Andrea Trinchieri si appresta a vivere un'altra stagione di alto livello, con l'obiettivo piuttosto dichiarato di provare a dare fastidio alle solite grandi d'Europa. Certo che l'addio di Brad Wanamaker sicuramente non farà sorridere in Germania, anche se la squadra non si è per nulla indebolita. Al collaudato gruppo vincente che potrà contare ancora una volta sul nostro Niccolò Melli, l'ex Siena Nikos Zisis, Miller, Harris, Strelnieks e Theis, sono state aggiunte delle pedine interessanti. Nel settore play-guardia da Vitoria è arrivato il francese Fabien Causeur, mentre direttamente dall'America il tedesco ormai trapiantato Maodo Lo. Nel reparto lunghi è invece giunto a portare manforte con la propria fisicità il bielorusso l'anno scorso a Reggio Emilia Vladimir Veremeenko.

10- DARUSSAFAKA
Il club turco è uno delle grandi e nuove novità dell'Eurolega, in cui dopo la prima esperienza della stagione passata sta dimostrando con gli investimenti di volersi affermare come un'autentica big. Per il momento sembra essere un po' indietro anche se non mancano affatto le possibilità ed il potenziale. Non a caso in panchina hanno deciso di puntare su di un coach tra i più vincenti d'Europa, tale David Blatt che è tornato nel Vecchio Continente dopo la parentesi di un anno e mezzo ai Cleveland Cavaliers terminata con l'esonero. Per quanto riguarda il roster, si è deciso di puntare soprattutto sul trio di esterni Wanamaker, il tiratore Dairis Bertans e l'ex NBA James Anderson. Al competitivo reparto lunghi che contava già Slaughter, Erden, Aldemir ed Harangody è stato aggiunto il francese Moerman prelevato dal Banvit.

11- BASKONIA VITORIA
Il Vitoria che ha raggiunto lo scorso anno la Final Four di Berlino è ormai un dolce ricordo, perché da allora sono tanti i cambiamenti che hanno coinvolto il team basco che conta soli quattro confermati: Adam Hanga, Kim Tillie, Jaka Blazic e Tornike Shengelia. Il nuovo head coach è l'emergente spagnolo Sito Alonso, che tanto bene ha fatto prima a Badalona e poi a Bilbao. Dovendo salutare tanti protagonisti partiti per altri lidi, il Vitoria ha cercato di rilanciare la propria ambizione con tanti ex NBA come Shane Larkin, il nostro Andrea Bargnani e Rodrigue Beaubois. A rimpinguare la panchina sono invece arrivati il playmaker brasiliano Rafa Luz e l'ala-pivot tedesca Johannes Voigtmann.

FONTE: WWW.EUROLEAGUE.NET
12- GALATASARAY ISTANBUL
La sorpresa della post season potrebbe essere il Galatasaray che in estate non ha badato a spese. La formazione del tecnico Ergin Ataman vuole proseguire sulla scia della vittoria in Eurocup della passata stagione, ed ha stravolto il roster puntando su talento ed esperienza. Si è addirittura permesso il lusso di sostituire in maniera più che egregia gli infortuni di Nenad Krstic (stagione già finita) e Vladimir Micov, unico confermato insieme a Guler e Schilb. La società giallorossa ha rovistato per mezza Europa ed anche dall'altra parte dell'oceano per allestire il telaio. Il mercato ha fatto registrare gli ingaggi degli ex NBA Russ Smith e Tibor Pleiss, dai concittadini dell'Efes sono arrivati Jon Diebler ed Alex Tyus, dal Bayern Monaco Deon Thompson, dalla Cina l'ex Milano Justin Dentmon, anche se gli innesti principali si sono avuti nel reparto delle ali, con il veterano Emir Preldzic dal Darussafaka e l'emergente Austin Daye da Pesaro.

13- MACCABI TEL AVIV
Una delle grandi d'Europa vuole rialzarsi dopo tanti bocconi amari costretti a mandar giù in questi ultimi due anni - appena nel 2014 vinse l'Eurolega -. Purtroppo per il Maccabi, però, il tempo della rivalsa non sembra ancora essere arrivato. Il roster è stato rivoltato come un calzino, con i soli Mekel, Ohayon, Landesberg e Pnini confermati. Il reparto esterni è stato costruito sugli ex NBA Andrew Goudelock e Sonny Weems con la rivelazione ex Gran Canaria D.J. Seeley a fungere da riserva. Il pacchetto lunghi è stato completamente rifondato sulla coppia ex Stella Rossa Quincy Miller (subito infortunato e rimpiazzato momentaneamente da Victor Rudd) e Maik Zirbes, e con il ritorno dell'ex Sassari Joe Alexander e Colton Iverson pronti a subentrare dalla panchina.

14- ZALGIRIS KAUNAS
Squadra solida e sempre tosta da affrontare, soprattutto in trasferta, lo Zalgiris Kaunas potrà dare fastidio a chiunque nella singola gara, ma non sembra avere le carte in regola per aspirare ai playoff. Il fulcro del gioco lituano sarà dettato dal settore play-guardie, con il canadese Kevin Pangos ex Gran Canaria ed il francese Leo Westermann ex Limoges - e cercato insistentemente l'anno passato proprio dall'Olimpia - che sono andati a ricostruire la cabina di regia, mentre al nazionale Renaldas Seibutis spetteranno le maggiori incombenze realizzative. Rinforzato il pacchetto lunghi con il centro brasiliano Lima e soprattutto l'usato garantito del nazionale ex Caserta Antanas Kavaliauskas.

15- UNICS KAZAN
L’Unics Kazan del nostro assistant coach Lele Molin si riaffaccia sull'Europa che conta, e lo farà con il collaudato roster che tante soddisfazioni gli ha regalato nell'ultimo periodo. Certamente, però, dovrà essere valutato il primo impatto fondamentale con la nuova competizione, e soprattutto le rotazioni dato che la panchina non sembra lunghissima. Detto ciò, la qualità del roster non si discute, con l’ex Olimpia Keith Langford pronto a bombardare i canestri avversari ed il regista spagnolo Quino Colom che vuole continuare a deliziare. Nell'area pitturata sono pronti a dare battaglia i centri Latavious Williams ed Anton Ponkrashov e l'ala grande greca Kostas Kaimakoglou, con l'unico innesto di spessore rappresentato dall'ala americana Coty Clarke di ritorno in Europa.

16- STELLA ROSSA BELGRADO
La Stella Rossa è uscita ridimensionata dal mercato estivo, avendo perso la coppia di lunghi composta dal centro Maik Zirbes e dall’ala grande Quincy Miller che hanno preso la direzione di Tel Aviv. Si è in parte cercato di sopperire a queste due partenze con l'ingaggio del pivot serbo ex Golden State Warriors e Panathinaikos Ognjen Kuzmic, ma non pare sufficiente. Proprio per questo ripetere il cammino dell'anno scorso, con il raggiungimento dei playoff, sembra pura utopia. Per il momento addirittura si trova sul fondo. Sugli esterni, invece, si potrà sempre contare sia sul cervello Stefan Jovic che sul poliedrico Luka Mitrovic, ai quali va aggiunto l’ex Olimpia Milano Charles Jenkins che è di ritorno in quel di Belgrado.

domenica 24 maggio 2015

L’ANDATA. Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/05/2015

L’ANDATA. Dopo la bella preseason tutto va a rotoli e la prima vittoria arriva solo al giro di boa
Juvecaserta, un avvio di stagione da incubo

da Giovanni Bocciero

CASERTA. Dopo la bella stagione precedente, con i playoff sfiorati d'un soffio, il telaio del roster pressoché rimasto intatto e con l'aggiunta durante il mercato estivo di tasselli che si pensavano fossero quasi dei lussi per il campionato italiano, la stagione 2014/15 della Juvecaserta non poteva che iniziare con una certa ambizione.
E questa era stata in un certo senso avallata dalle comunque soddisfacenti prestazioni in preseason con i vari tornei di Trapani, Brindisi e di quello casalingo al PalaMaggiò. Eppure proprio dalla finalissima del quadrangolare di casa la stagione ha preso purtroppo una piega diversa, tutt'altro che felice.
L'esordio in quel di Roma forse era stato profetico, visto che tra infortuni e acciacchi dell'ultimo momento i bianconeri a scendere sul parquet furono soltanto sette. Un segnale, decisamente nefasto ma non preventivabile. Sette giorni più tardi tocca a Brindisi violare l'impianto di Pezza delle Noci, in una gara che i pugliesi sostanzialmente conducono dall'inizio alla fine.
E nonostante questi segnali un po' tutti, società e ambiente, cercano di nascondere questo avvio abulico dietro ad una condizione fisica non ottimale. Un'altra settimana non basta per ritrovare la retta via visto che in trasferta contro Bologna arriva il terzo k.o. per i casertani dopo comunque aver fatto intravedere un minimo di recupero.
Il punto più basso da toccare è dietro l'angolo e neppure il doppio turno casalingo può evitarlo. Al PalaMaggiò arriva Pistoia, di certo non una squadra insormontabile, ma nonostante un serrato testa a testa quando c'è da vincere la gara con la testa la Juvecaserta si fa trovare impreparata. Successivamente c'è da affrontare Cremona, partita bruttissima, performance incommentabile e tifosi che all'intervallo quasi fanno invasione perché scontenti da ciò a cui stavano assistendo.
Addirittura toccherà all'allora presidente Carlo Barbagallo recarsi sotto la curva per stemperare un po' gli animi. Il post partita è frenetico, il giemme Atripaldi da le dimissioni, respinte dalla società, mentre si vocifera di un possibile esonero di coach Lele Molin che 48 ore dopo arriva puntuale.
Dopo alcune trattative si opta per ingaggiare il tecnico macedone ma trapiantato in Irpinia Zare Markovski. In settimana si hanno anche i primi movimenti di mercato con Richard Howell e Frank Gaines che salutano e Michele Antonutti e Dejan Ivanov che arrivano. A Capo d'Orlando si può fare ben poco anche se la sconfitta arriva davvero per una sciocchezza. Con Cantù, dopo aver avuto i possessi per chiudere la contesa si è andati ai supplementari e lì la benzina dei bianconeri è finita. A Venezia altra prestazione degna di nota per tre quarti circa, poi blackout totale e vittoria per gli avversari.
Il giorno dell'Immacolata al PalaMaggiò arriva Trento, siamo solo alla nona giornata eppure la gara assume le sembianze già di un match da dentro o fuori per la Juvecaserta. Ancora una volta manca una lira per fare un soldo, e questa volta ci si mette anche la sfortuna visto che la penetrazione di Michele Vitali per la possibile realizzazione della parità si blocca tra tabellone e ferro dopo forse un tocco del difensore: tempo scaduto e siamo così sullo 0-9.
IL GIEMME ATRIPALDI NEL MOMENTO DELLE DIMISSIONI
Altro post partita intenso, con il patron Lello Iavazzi che addirittura viene bloccato all'uscita da un gruppo di ultras e con Marco Atripaldi che dopo esser stato contestato dalla tifoseria prima della partita questa volta lascia definitivamente Caserta.
In questa situazione surreale si va a Milano ed ovviamente arriva la decima sconfitta. Non era di certo questa la sfida da vincere, semmai quella successiva contro Varese ma la "doppia v" sembra proprio stregata. Neppure i nuovi arrivi di Aleksandar Capin e Bozhidar Avramov aiutano la causa bianconera, con coach Markovski che viene sollevato dall'incarico.
A questo punto la dirigenza bianconera decide di promuovere al ruolo di allenatore il casertano doc Vincenzo Esposito, che a Santo Stefano affronta i cugini di Avellino purtroppo perdendo. Nella trasferta di Sassari c'è da mandare giù ancora un boccone amaro, così come in quella di Reggio Emilio, ma nel frattempo ha fatto le valigie la stella Sam Young, che nella sua esperienza all'ombra della Reggia si è rivelato troppo individualista, forse addirittura spaccone, ma sicuramente come un pesce fuor d'acqua, abulico a ciò che gli stava succedendo intorno.
L'11 gennaio s'intravede finalmente la luce in fondo al tunnel. La cura di coach Esposito sembra funzionare e così nel match dell'ultima spiaggia contro la diretta concorrente per la salvezza Pesaro arriva quel successo. Un sospiro di sollievo, una boccata d'ossigeno che fanno concludere il girone d'andata con almeno due punti in classifica.

martedì 27 gennaio 2015

Juvecaserta, coach Enzo Esposito come Virgilio

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 29/01/2015

LEGA A. I bianconeri sono passati dall’inferno al purgatorio ma l’obiettivo ultimo è il paradiso
Juvecaserta, coach Enzo Esposito come Virgilio

Giovanni Bocciero

CASERTA. «Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita». Questi sono i versi della prima terzina della Divina Commedia di Dante Alighieri, e volendo potremmo trovare diverse similitudini con la stagione della Juvecaserta. Certo, dovremmo un po’ invertire i versi ma il succo, sostanzialmente, non cambia.

LA SELVA OSCURA. Forse sarà ripetitivo dirlo, ma non possiamo non rimarcare la stagione che la società di Pezza delle Noci aveva in prospettiva di fare, e che invece sta facendo. Si aveva la prospettiva di salire con decisione sul treno che portava ai playoff, e invece di domenica in domenica la situazione è peggiorata sempre di più sino a quel fatidico record di 0-5 che ha fatto materializzare una “selva oscura” per i bianconeri dalla quale uscirne sarebbe stato davvero molto complicato.

FOTO CAROZZA
LA VIA SMARRITA. Con questi risultati sportivi ovviamente la dirigenza ha provveduto a prendere diverse decisioni. Forse affrettate, forse non oculate, di certo non hanno portato a ciò che si voleva, ovvero dare una sterzata a questo trend negativo. Esonerato Molin con il giemme nella bufera; ingaggiato Markovski e dato il via ad un restyling del roster; le dimissioni di Atripaldi, l’esonero del tecnico macedone, la promozione di Esposito, il successivo taglio di Young; e per finire arriviamo alla querelle tra i soci Lello Iavazzi e Carlo Barbagallo. Tutti episodi che in qualche modo facevano emergere il caos a Pezza delle Noci, dove appunto la “dritta via era smarrita”. E questo naturalmente non poteva che far cadere nello sconforto la piazza e la città, che per il basket ci vive, inutile nasconderlo.


A META’ CAMMINO. Il poema di Alighieri si riferisce all’età, che nel 1300 era stabilita intorno ai 35 anni, noi invece potremmo riferirci a metà campionato, visto che la Juvecaserta ha centrato il primo ed il secondo successo proprio a cavallo tra girone d’andata e quello di ritorno. Il poeta fiorentino era guidato da Virgilio, la squadra bianconera ha la sua guida in Enzo Esposito, il quale ha l’obiettivo dichiarato di trainare i casertani alla salvezza, proprio come nel suo viaggio Dante doveva arrivare da Beatrice. E per fare questo Esposito ha prima dovuto saggiare l’inferno, adesso si è portato decisamente al purgatorio, e si spera che possa portare tutti in paradiso.

lunedì 15 dicembre 2014

Per la Juvecaserta uno “scontro” senza fine

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 16/12/2014

Bianconeri sempre più ultimi in classifica, tifoseria divisa e società senza alcuna pace
Per la Juvecaserta uno “scontro” senza fine

CASERTA. Come ampiamente preventivabile, la Juvecaserta è tornata dalla trasferta del Mediolanum Forum di Assago con “zero punti” in tasca, quello che forse era meno certo è che i bianconeri se la sarebbero giocata fino alla fine. E questo, naturalmente, non lascia che ulteriore amaro in bocca.
Insomma, questa squadra pur tra mille difficoltà e disavventure pare ce la stia mettendo tutta per sbloccarsi, ma purtroppo “manca sempre quel soldo per fare una lira”. Il team di coach Zare Markovski se la sta giocando con tutti, dimostrando a più riprese che questo 0-10 in classifica non è veritiero, soprattutto dal cambio dell’allenatore in poi, perché le gare in casa contro Pistoia prima e Cremona poi sono state uno spettacolo indegno per la piazza casertana.
Quello che purtroppo spaventa sempre più il popolo di fede bianconera è la retrocessione, un incubo che di domenica in domenica sembra diventare sempre più realtà soprattutto a causa del cammino che stanno facendo le dirette concorrenti. Domenica infatti Pesaro è passata sul campo di Cremona, Capo d’Orlando ha avuto la meglio tra le mura amiche di Cantù, proprio come Varese ha superato Bologna. E a questo punto siciliani e varesini sono saliti ad otto punti insieme ad un gruppone che comprende sei compagini, mentre i pesaresi sono penultimi a sei punti. La situazione, in pratica, non si poteva complicare più di questo. Per una Juvecaserta che rimane costantemente al palo, ci sono le avversarie che in qualche modo muovono la propria classifica, e questo rende tutto dannatamente complicato per Sam Young e compagni.
FOTO CAROZZA
Secondo le statistiche, è stato eguagliato il record di dieci sconfitte consecutvie appartenente alla stagione 1997-98, quando Caserta era in A2 e rimase a secco dal 12 ottobre del ’97 (quarta di andata) alla prima di ritorno del 21 dicembre dello stesso anno. Il “tabù doppia v”, così come riportato dal sito web Sportcasertano, fu sfatato con l’anno nuovo, in casa, contro Montecatini. I bianconeri persero a Trieste (88-78), Fabriano (83-74), tra le mura amiche con Gorizia (66-80). Ventello ad Avellino e k.o. di misura nel derby con Napoli 80-81. Sconfitta sul campo della neopromossa Jesi e venti punti di scarto al PalaMaggiò contro Imola. Le battute d’arresto continuarono a Livorno (100-84), Sassari (84-73) e a Forlì (94-64). Il sorriso fu ritrovato, di fatto, contro Montecatini. In Serie A la striscia negativa si era fermata a sei insuccessi, nella stagione 1993-94, e alla fine ci fu purtroppo la retrocessione. Dato, quest’ultimo, che va inesorabilmente aggiornato. Dal 21 novembre del ’93 l’allora Juvecaserta fu battuta da Treviso, Milano, Reggio Calabria, Livorno, Pesaro e Venezia prima di espugnare, guarda un po’, il PalaTerme di Montecatini. Verrebbe quasi da dispiacersi del fatto che la formazione toscana non stia in massima serie. Quello di quest’anno sarà ricordato certamente come l’avvio più brutto della storia dei bianconeri con lo 0-10 mai registrato prima. In precedenza si ricorda nella stagione 2010-11 lo 0-5 causato dai k.o. contro Biella, Sassari, Pesaro, Siena e Virtus Bologna prima del riscatto in quel di Brindisi.
Pensare al passato, però, non aiuterà in questo presente condizionato da troppa negatività. L’ultimo sfogo è stato del presidente Carlo Barbagallo che ha utilizzato come al solito i social network per invitare i tifosi a “lasciarci lavorare in pace”. Purtroppo è quello che attualmente manca alla Juvecaserta, la serenità, la tranquillità di poter lavorare in campo e molto probabilmente anche fuori, in modo da raddrizzare la barca. La tifoseria bianconera, in questo, sta soltanto peggiorando le cose, dividendosi al suo interno tra contestatori e difensori, tra disfattisti e fiduciosi. C’è chi, sarcasticamente, ricordava che Markovski ha centrato la quinta sconfitta consecutiva, proprio come Molin, e dunque dovrebbe essere esonerato? Via l’ex tecnico mestrino ed il giemme Atripaldi è arrivata un’altra sconfitta, ma non erano loro la colpa di tutto? Insomma, uno scontro praticamente fratricida in cui nessuno, ma davvero nessuno la può spuntare. Dopotutto lo stesso Marco Atripaldi ha confessato nel momento in cui rendeva le proprie dimissioni nel dopo gara contro Trento che l’ambiente deve compattarsi, non dividersi, altrimenti la strada si fa ancora più ripida, in tutti i sensi.
E dopo lo sfogo dell’azionista di maggioranza Lello Iavazzi, di sette giorni fa, gli fa ego il socio Barbagallo. Nulla di positivo, la proprietà sta vivendo male questa situazione, e i proprietari sembrano sempre più lontani dalla pallacanestro.

venerdì 14 novembre 2014

Juvecaserta, pensare alla salvezza per invertire il trend

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 15/11/2014

LEGA A. I bianconeri devono unirsi per remare tutti insieme verso gli obiettivi di squadra
Juvecaserta, pensare alla salvezza per invertire il trend

Giovanni Bocciero

CASERTA. In casa Juvecaserta c’è stato il ribaltone dopo l’inizio di campionato piuttosto difficile, con lo 0-5 che ha contraddistinto in negativo questo avvio. Non solo le sconfitte, sono state soprattutto il “come” sono arrivate che avranno spinto, quasi certamente, la dirigenza bianconera a prendere la decisione di sollevare dal suo incarico coach Lele Molin, per puntare sul tecnico macedone Zare Markovski. Parafrasando il collega Camillo Anzoini, però, “tutti per uno, paga uno per tutti”, ed è proprio ciò che è successo a Molin. L’allenatore mestrino ha certamente commesso degli errori all’ombra della Reggia, ma sicuramente non sono attribuirgli tutte a lui le colpe di questo percorso netto all’incontrario di cui è stata protagonista la Juvecaserta sino a qui.
C’era bisogno però di una scossa da dare all’intero ambiente, e alla fine ha pagato soltanto l’allenatore. Markovski già come si è presentato fa ben sperare. Pragmatico, concreto, senza mezze misure, con una dichiarazione che ha già fatto sorridere tifosi e addetti ai lavori. Insomma, con quel “chi non è d’accordo può prendere una fune e attaccarsela nganna”, estrapolato in un discorso riferito a Sam Young, ma che può essere benissimamente riferito ad ognuno dei giocatori bianconeri, fa intendere che di certo non sarà alla mercè dei giocatori. Cosa che invece pare sia accaduto proprio al suo predecessore.

C’è da giurarsi che il “trend” fin qui visto subirà un netto cambiamento. Se lo augura la dirigenza così come tutto il popolo di fede casertana, inteso come Juvecaserta e Casertana, visto che le due tifoserie sembrano ormai condividere insieme i momenti felici così come quelli infelici. Ed è proprio quello che servirà anche a Marco Mordente e compagni, unirsi verso un unico obiettivo, che da Capo d’Orlando significherà vincere la prima partita, e poi successivamente altro. Ma un passo alla volta, come chi, adesso, deve pensare a salvarsi.

giovedì 13 novembre 2014

Juvecaserta, Zare Markovski è il nuovo timoniere bianconero

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 13/11/2014

JUVECASERTA. Il coach sarà presentato oggi alla stampa e domenica esordirà a Capo d’Orlando
Zare Markovski è il nuovo timoniere bianconero

Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ha fatto la sua scelta, esattamente 48 ore dopo aver sollevato dal suo ruolo l’allenatore Lele Molin, e dopo 24 dalla decisione di confermare al suo posto il giemme Marco Atripaldi.
La società di Pezza delle Noci ha fatto le sue scelte in questi ultimi tre giorni, e l’ultima in ordine prettamente cronologico riguarda l’ingaggio del nuovo tecnico bianconero, che risponde al nome di Zare Markovski. Sarà il 54enne macedone naturalizzato italiano a cercare di rimettere in sesto la stagione della Juvecaserta, a partire già da domenica in quel di Capo d’Orlando, visto che da autentico “capitano” coraggioso e d’esperienza qual è, ha deciso di prendere immediatamente il timone tra le mani. Il neo coach già presente al PalaMaggiò nella giornata di ieri, verrà presentato quest’oggi alle ore 16:15 presso la sala clinic dello stesso, e sarà l’unico a parlare visto che la società del presidente Carlo Barbagallo non intende sciogliere il silenzio stampa indetto martedì scorso. 27esimo anno di onorata carriera da head coach in prima squadra per Markovski, che è rimasto inattivo soltanto nella stagione 2009/10.
Negl’ultimi due campionati è subentrato in corso d’opera prima a Pesaro e poi a Venezia, sostituendo  nel primo caso Giampiero Ticchi a cui la Juvecaserta di due stagioni fa inflisse la sesta sconfitta consecutiva, e nello scorso anno sostituendo Andrea Mazzon altro allenatore accostato in questi giorni proprio alla compagine bianconera.
Dopo aver appeso le scarpette al chiodo ed intrapreso la carriera di allenatore nel lontano 1983, Markovski approda per la prima volta in Italia nel 1991 alla Dinamo Sassari in Serie A2, prima come responsabile delle giovanili e poi come capo allenatore, raccogliendo due salvezze consecutive prima di venir esonerato nel suo terzo mandato. L’anno successivo (1994/95) approda in Serie A1 sulla panchina di Reggio Emilia, con cui non rinnova al termine dello stesso perché retrocesso.
Per sette anni fa la spola tra la Svizzera (Bellinzona e Lugano), la Macedonia (MZT Skopje e Nazionale macedone) e la Turchia (al Darussafaka), dove colleziona tre campionati svizzeri, due coppe svizzere ed una finale di Coppa Saporta. Nella stagione 2002/03 ritorna nel Bel Paese, alla guida della Scandone Avellino con cui conquista tre salvezze consecutive in massima serie. Il buon lavoro svolto in Irpinia gli vale la chiamata da parte della Virtus Bologna, dove allena per il biennio 2005/07 raccogliendo un record complessivo di 41 vittorie e 27 sconfitte.

Nell’estate del 2007 viene ingaggiato dall’Olimpia Milano. Alla vittoria all’esordio contro Napoli seguono cinque sconfitte consecutive che porteranno al suo esonero (destino simile a quello di Molin), sostituito da Attilio Caja altro coach accostato alla Juvecaserta nelle ultime ore. Nel 2008/09 è di nuovo ad Avellino, portando all’esordio in Eurolega della compagine biancoverde, perdendo però la Supercoppa contro Siena e non qualificandosi per i playoff. Al termine della stagione 2010/11 lo troviamo in Francia, al Limoges, prima di allenare la Biancoblu Bologna l’anno successivo in Lega2. Il recente passato lo hanno v isto, come già detto, a Pesaro e a Venezia.

lunedì 10 novembre 2014

Esonerato Molin, è ribaltone in casa Juvecaserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/11/2014

LEGA A. Con il coach “fuori” la società ha preso tempo per decidere il futuro di Atripaldi
Esonerato Molin, è ribaltone in casa Juvecaserta

Giovanni Bocciero

CASERTA. Il veliero chiamato Juvecaserta è disperso in mare aperto e non riesce a trovare le giuste coordinate. La bussola non punta più a nord, e al timone praticamente non c’è nessuno. Questo veliero, però, deve pur navigare in acque più calme e soprattutto verso la terraferma.
Il primo a non essere più presente in plancia è coach Lele Molin, il quale per i noti fatti comunicati dalla stessa società di Pezza delle Noci è stato, metaforicamente parlando, gettato a mare. Il giemme Marco Atripaldi, invece, è salito volontariamente sulla passerella, e voltatosi è praticamente in attesa della decisione dei “comandanti” bianconeri sul suo destino: rientra pure a bordo oppure gettati anche tu in acqua. C’è da specificare che Raffaele Iavazzi e Carlo Barbagallo non se la stanno passando di certo bene, perché in questa piena tempesta i due proprietari non solo non riescono a tenere saldi i piedi a terra in virtù del forte oscillare della nave, ma c’è da dire anche che, oggettivamente parlando, mancano di quelle qualità tecniche per poter controllare il timone. E stiamo parlando sempre da un punto di vista prettamente sportivo, cioè di competenze tecnico-tattiche e non certo organizzative-manageriali, dove invece stanno compiendo sacrifici economici ormai da anni.
Tutto il resto della “ciurma”, invece, si è rintanata sotto coperta, all’asciutto e soprattutto indifferente a ciò che sta accadendo in coperta, proprio come dimostrato nel rettangolo di gioco nella gara contro Cremona. E qui veniamo adesso ai veri problemi, che fin qui abbiamo voluto dipingere come in un racconto marinaresco, con navi, tempeste, equipaggio e magari anche i pirati, che in questo preciso momento potrebbero essere gli avversari come i tifosi.
LELE MOLIN E MARCO ATRIPALDI (FOTO CAROZZA)
La Juvecaserta, dopo aver calato l’amaro pokerissimo di sconfitte, aveva bisogno di una scossa, l’ambiente lo chiedeva a gran voce da tempo, e alla fine a pagare il salatissimo conto è stato proprio l’allenatore. Nonostante le colpe non fossero tutte sue, è stato il più semplice dei “capri espiatori”.  Molin c’ha sempre messo la faccia, si è sempre preso le proprie responsabilità ed ha anche difeso, sino allo stremo e addirittura anche nella conferenza dell’ultimo post-partita, i propri giocatori. Ma questi lo meritavano? E’ una bella domanda, ed anche un’insinuazione se vogliamo. Però è davvero difficile pensare che atleti di quel calibro possano mettere insieme una prestazione di quel genere. Lungi da noi il voler accusare qualcuno, però qualcosa c’è dietro.
E forse si tratta di nuovi guai economici, visto che il comunicato societario dello scorso fine settimana in merito ai lodi sui contratti degli ex bianconeri Maresca (interamente regolato a giugno scorso), Jonusas e Doonerkamp specificata, in parole povere, che la Juvecaserta dovrà alzare ulteriormente il tetto delle uscite per questa stagione sportiva. E prorpio queste ulteriori somme da versare, come riportato da Gazzetta.it, se non versate a stretto giro impedirebbero da regolamento il tesseramento del nuovo allenatore. Per questo i vari nomi già circolati, ovvero Matteo Boniciolli, Andrea Mazzon, Attilio Caja, Franco Marcelletti non può diventare ufficialmente il nuovo trainer casertano. Quindi, per il momento, oltre ai rumors di corridoio, al generale chiacchiericcio, la squadra è affidata nelle mani degli assistenti Giacomo Baioni ed Enzo Esposito. Squadra, ma quale squadra? La Juvecaserta, e questo è stato detto, scritto e ridetto ormai mille volte, non è una famiglia. Si, proprio famiglia, perché chiunque abbia vissuto in uno spogliatoi sa che tra i giocatori ci deve essere quella complicità come se fossero tutti fratelli. E in campo, anche domenica contro Cremona, tutto ciò non si è visto. Manca voglia di lottare, empatia, la trasmissione di energia l’uno con l’altro. Ognuno pensa ai propri fatti, forse addirittura alle proprie statistiche, ed è normale che poi quando si scende in campo non sono cinque compagni di squadra ad indossare la stessa canotta, ma dei semplici estranei che a malapena si conoscono di vista, si salutano. Normale che i passaggi più semplici terminano per finire a fondocampo. Altrettanti normale che a questo sperpetuo il palazzo rumoreggi, mugugni, fischi, si faccia sentire in qualche modo. A perdere si può anche perdere, e Caserta di battaglie ne ha perse tante, tantissime, e non vogliamo ricordarne nessuna in particolare, ma c’è modo e modo per arrendersi. L’atteggiamento è quello che più fa male, a salvarsi sono in pochi,pochissimi, e di questo ne ha parlato anche Atripaldi, che è stato artefice forse del gesto più nobile.
Discutere il giemme, attualmente il migliore nel suo ruolo qui in Italia, è quasi da pazzi. Non lo si può perdere per questa nefasta situazione, perché è vero che si tratta di una crisi nera, ma è sufficiente ricalibrare gli obiettivi di stagione, pensando solo alla salvezza.

venerdì 7 novembre 2014

Juvecaserta, Atripaldi: «Mentalità da salvezza per risalire la china»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 08/11/2014

JUVECASERTA. La società fa quadrato e pensa solo ed unicamente a battere Cremona
Atripaldi: «Mentalità da salvezza per risalire la china»

Giovanni Bocciero

CASERTA. Segno di compattezza quello che la Juvecaserta ha dimostrato in sede di conferenza stampa, con la presenza a ranghi compatti con il presidente Carlo Barbagallo, il giemme Marco Atripaldi, il team manager Antimo Lubrano ed i tecnici Lele Molin, Giacomo Baioni ed Enzo Esposito. Tutti remano, insomma, nella stessa direzione.
«Cambiare non è semplice sia per motivi economici che per motivi tattici - ha esordito l’allenatore bianconero sull’argomento mercato -. Se dobbiamo proprio cambiare l’obiettivo deve essere quello di migliorare, e questo non è naturalmente semplice».
«Domenica (domani, ndr) affronteremo una Cremona che non è un avversario insormontabile. Lo scorso anno avevamo delle gerarchie già consolidate, mentre quest’anno dobbiamo ancora lavorare, oltre ad aver avuto una partenza ad handicap. Il calendario di questo campionato ci aveva dato, almeno per le gare in casa, da affrontare delle squadre contro cui giocare a viso aperto. Purtroppo la mancanza di Michele Vitali si sente, visto che anche durante il torneo di Caserta, seppur non abbia brillato, lui è stato protagonista di giocate importanti. La convinzione del lavoro che quaranta giorni fa andava bene - ha continuato il trainer di Pezza delle Noci - adesso viene naturalmente meno. È logico, comunque, che dopo quattro sconfitte l’ambiente viva una certa negatività, una frustrazione che mette tutti sotto pressione, che sentono innanzitutto i giocatori quando scendono in campo. Noi andiamo comunque avanti per la nostra strada, lavoriamo insieme con tutta la dirigenza e lo staff per trovare la migliore soluzione possibile».
FOTO CAROZZA
Senza mezze misure, anche il coach vuole prendersi una rivincita su tutte le voci di questa dura e lunga settimana. «Con Cremona dobbiamo fare la partita. E’ molto diversa rispetto a quella scesa qui a Caserta nel torneo di preparazione. Il risultato è importante - ha sottolineato Lele Molin -, e va conseguito. La squadra sta lavorando e non posso appuntarla per la mancanza di abnegazione e sacrificio. Però tra quello che produciamo durante l’allenamento e quello che possiamo dare in gara c’è ancora troppa differenza. La cosa che più mi preoccupa - ha analizzato il tecnico - è l’uno contro uno degli esterni. Quello è sicuramente il loro punto di forza, e se riusciremo a contenerli certamente avremo fatto un passo in avanti a livello difensivo. Crescere in difesa non significherà migliorare anche in attacco. Ad esempio domenica contro Pistoia sono convinto che la gara l’abbiamo persa soprattutto in attacco. Come contro Brindisi, continuiamo a peccare nei momenti cruciali delle partite».
Lasciato libero lo staff tecnico per l’allenamento pomeridiano, la scena è stata presa dal giemme Marco Atripaldi. «È necessario fare un po’ chiarezza anche e soprattutto per quel che riguarda il mercato - ha esordito il general manager -. La costruzione della squadra è nata dalla riconferma di ben 6/7 elementi della passata stagione, e la campagna acquisti l’abbiamo portata avanti prendendo delle decisioni con le quali migliorare lì dove nell’ultimo campionato avevamo dimostrato delle difficoltà. Non è una squadra che va buttata a mare - ha precisato Atripaldi -, ed io continui a crederci fortemente. La chimica e l’amalgama non funzionano? Allora proveremo a migliorare in corso d’opera. Io sto qui per lavorare e farlo bene. Dobbiamo ritrovare il sorriso e pensare soltanto a vincere la prossima partita contro Cremona. Sono convinto che alcune cose possano ancora essere risolte, nel senso che i margini per migliorare ci sono tutti. La qualità del lavoro sta crescendo di settimana in settimana. Adesso però non vuol dire che battendo Cremona risolveremo tutto - ha continuato il dirigente casertano -, i problemi comunque resteranno. Il fatto che più di tutto ci deprime è quello zero in classifica, perché anche lo scorso anno facemmo una serie di sconfitte consecutive, ma allora avevamo quattro punti e l’ultima era dietro di noi. C’è anche il problema che le aspettative quest’anno sono più alte, e questa è una cosa che purtroppo ci si rivolta contro. La nostra è una squadra che comunque si trova ad affrontare una situazione particolare e non facile. Capisco che i tifosi rimproverino soprattutto il fatto del come i giocatori scendano in campo, cioè del loro atteggiamento, e visto che pagano il biglietto ci sta pure. Oggi, però, dobbiamo scendere sul parquet con lo spirito di chi deve salvarsi, poi quando ne vinceremo quattro o cinque di partite allora parleremo di altro. Bisogna essere positivi, senza nascondere i problemi che purtroppo ci sono. Ma ripeto - ha concluso il giemme -, viviamo l’oggi e pensiamo solo a vincere contro Cremona».

lunedì 27 ottobre 2014

Juvecaserta, adesso serve lucidità da parte di tutti

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 28/10/2014

LEGA A. L’unico modo per uscire da questa crisi è rimanere con i nervi saldi
Juvecaserta, adesso serve lucidità da parte di tutti

Giovanni Bocciero

CASERTA. L’avvio è di quelli che proprio non ci si aspettava. Insomma, alla vigilia della stagione e con il mercato che aveva comunque visto la Juvecaserta grande protagonista sulla scena quantomeno nazionale, tutto ci si aspettava tranne che un record di 0-3, contro avversarie alla portata come Roma e Bologna, entrambe in trasferta, ed una decisamente molto meno facile come Brindisi. Su queste tre sconfitte pesano come un macigno la situazione infortuni che di certo non hanno aiutato. Una “spada di Damocle” che pende inesorabile sulla testa dei bianconeri.
Moore, ago della bilancia per Caserta (Foto Filauro)
Logico, nonostante il rammarico, la frustrazione ed anche quel pizzico di rabbia per l’andazzo del campionato, a Pezza delle Noci deve regnare la calma. Adesso non servirebbe a nulla accusarsi, rimproverarsi, la cosa principale è mantenere i nervi saldi. In primis la dirigenza, poi lo staff tecnico e, naturalmente, i giocatori. Come più volte ha detto nelle uscite ufficiali coach Lele Molin, è assolutamente controproducente gettare la croce addosso ai singoli. La situazione è quella che è, e soltanto con il duro lavoro di tutti si potrà riemergere come squadra, l’unica cosa che davvero conta.
Sam Young ha dimostrato a Bologna che può essere il leader dei casertani, il go to guy capace di prendere per mano i compagni e trascinarli al successo. Così come è bene ribadire che di estrema importanza è Ronald Moore, colui che deve dettare i tempi alla squadra. E’ bene ribadire questo concetto, perché in giro si sente di tutto. Il folletto di Philadelphia è un play old school, che crea per i compagni e li mette nelle condizioni perfette per fare canestro. Appunto, fa sì che gli altri segnino. E infatti anche all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno ha distribuito ben 8 assist, miglior prestazione di giornata insieme a Kangur di Varese. Ergo, è la pura normalità vederlo segnare 4 punti con 2/4 da due e 0/5 da tre, oltretutto con 34’ di fatiche sulle gambe e con la pressione di dover fare sempre la cosa più giusta, il che vien da se che bisogna avere lucidità.


CAMPIONATO “MADE IN ITALY”
Da Fontecchio a Campani sono loro il futuro italiano

CASERTA. Che il livello del campionato di Lega A si fosse leggermente alzato quest’anno, era una sensazione che si avvertiva già durante la fase di mercato estivo. Con le prime giornate, questa sensazione sta ricevendo le giuste risposte. Si tende, però, sempre a sottolineare le prestazioni degli stranieri, campioni a “stelle e strisce” su tutti, e invece c’è anche un “made in Italy” che sta provando a farsi strada. Spesso si critica il fatto che gli allenatori non danno spazio ai giovani italiani, spesso però, sono proprio gli atleti a dover dimostrare con i fatti di meritarsi il giusto spazio. E in questo scampolo di stagione, ce ne sono un paio che lo stanno dimostrando.
Nella partita più emozionante del terzo turno, e che forse lo sarà per tutto il campionato, tra Varese e Reggio Emilia, la vittoria degli emiliani dopo tre overtime è stata decisa dagli italiani, tutti nel giro della Nazionale. Andrea Cinciarini ha realizzato sulla sirena la tripla del pareggio che è valso il primo tempo supplementare; Amedeo Della Valle ha fatto segnare una super prestazione da 32 punti; Federico Mussini è stato decisivo tanto in difesa quanto in attacco, così come è stato solido l’ormai certezza Achille Polonara. A Bologna, contro la Juvecaserta, hanno recitato la parte dei fuoriclasse Valerio Mazzola e Simone Fontecchio, essenziali con la loro grinta e voglia di emergere, come Matteo Imbrò pronto a prendersi la scena nelle prossime partite e quel Marco Portannese, che ha fatto tante cose utili alla squadra. Nella vittoria esterna della sorprendente Cremona sull’ostico parquet di Pistoia, Hayes è stato l’Mvp, ma la copertina va data con merito al lungo Luca Campani, monumentale sotto le plance. Infine, menzione anche per il veneziano Michele Ruzzier, che con personalità ha tenuto il campo contro Milano.
Gibo

sabato 25 ottobre 2014

Juvecaserta, si emerge o si muore tutti insieme

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 25/10/2014

LEGA A. Coach Molin è sembrato ancora preoccupato ma ha tracciato la strada: «bisogna lavorare in difesa»
Juvecaserta, si emerge o si muore tutti insieme

Giovanni Bocciero

CASERTA. Ancora la sala audiovisiva dell’Istituto Salesiani è stata lo scenario della conferenza stampa di presentazione alla prossima sfida di campionato che vedrà la Juvecaserta impegnata sul parquet della Virtus Bologna.
«Fisicamente stiamo messi meglio - ha esordito coach Lele Molin - perché Sam Young che già era completamente guarito, in settimana si è allenato ed ha raggiunto una condizione fisica migliore. Abbiamo avuto qualche acciacco nell’allenamento di giovedì, però fisicamente penso che la squadra stia meglio. Moralmente invece, i ragazzi stanno bene, nel senso che non sono più di tanto rammaricati della partita con Brindisi ma guardano già avanti. Posso dire dunque, che abbiamo avuto una settimana abbastanza positiva di lavoro. Dire che stiamo al top è ancora prematuro, però penso siamo pronti per la gara di Bologna».
L’analisi, a mente fredda, della partita di domenica scorsa contro Brindisi non poteva naturalmente mancare.
«Molti si sono soffermati sull’aspetto offensivo della squadra. La cosa che non mi è piaciuto contro Brindisi - ha chiarito immediatamente il tecnico bianconero - è stata invece la difesa, perché abbiamo giocato soft, con poche rotazioni e aiuti. È la cosa che davvero mi porto di più dentro, perché può essere un grande insegnamento. Rivedendo la partita durante la settimana, penso che dobbiamo avere un atteggiamento difensivo individuale e di squadra completamente diverso. Questo è ciò che devo inculcare nella testa dei miei giocatori».
La Juvecaserta ha dimostrato più volte che non è società che si piange addosso, però quanto manca ed influenza in questo particolare momento Vitali?
«L’assenza di Michele Vitali è importante per gli equilibri difensivi, perché ha carattere e abnegazione, nonostante lo scorso anno sia stato un anello debole soprattutto nella prima parte. Penso che - ha tuonato il trainer di Pezza delle Noci - se non mettiamo a posto quanto prima la nostra situazione difensiva tutto ciò che facciamo in attacco diventa superfluo, quasi inutile. Lo scorso anno abbiamo avuto una consistenza difensiva completamente diversa».
Gettare addosso al singolo giocare la croce, per la singola prestazione, non giova a nessuno. In questo coach Molin è stato fin troppo chiaro settimana scorsa, quando si additò Ronald Moore per la sua gara a Roma. Eppure è il primo, comunque, che fa autocritica, basti che sia costruttiva e non distruttiva, che aiuti realmente insomma.
«Riconosco di non avere distribuito bene il minutaggio di Frank Gaines, Marco Mordente e Claudio Tommasini - ha sentenziato l’allenatore che ha anche provato a motivare questa sua scelta -. Però cercavo una squadra, un quintetto, che riuscisse ad essere equilibrato in campo, capace di passarsi la palla e di essere capace di affrontare la gara con personalità. Così però non è stato, soprattutto per la stanchezza e l’incapacità di giocare ancora insieme».
I numeri sono tutti contro la Juvecaserta, dalle percentuali di tiro alle statistiche dei rimbalzi.
«Le percentuali di tiro nascono da una selezione di tiri, e quindi è in linea con il concetto che non riusciamo a passarci bene la palla - ha spiegato il coach -. Per i rimbalzi, lo collego con il fatto che se prendiamo un buon tiro, siamo anche posizionati bene a rimbalzo offensivo. Difensivamente parlando, invece, la questione principale riguarda gli uno vs uno senza palla e le rotazioni difensive. Se facciamo fatica nel pitturato con i lunghi, c’è una certa incapacità a dare sostegno da parte degli esterni con i tagliafuori».
Come reputa i prossimi avversari coach Molin?
«Bologna non è certamente la squadra degli anni d’oro. In preseason hanno preso delle legnate e sono stati bravi a vestirsi con la tuta dell’operaio. Questo significa che domenica ci aspetta una partita dura, e la squadra deve essere cosciente che quella partita sarà una battaglia. Loro saranno affamati di vittorie».
C’è comunque da recriminare per questo inizio di campionato.
«La situazione nelle prime due gare è stata quella che è stata, però voglio ricordare - ha continuato il tecnico - che Pistoia lo scorso anno ha iniziato 0-3 e poi ha fatto il campionato che tutti sappiamo. La squadra soffre sicuramente, ma andremo a Bologna con la convinzione di giocarci la partita. Il problema principale per me è la difesa, e sono convinto che non appena sistemiamo questo aspetto del gioco andremo meglio anche in attacco. In questo momento il mio pensiero è la Juvecaserta, sistemare le nostre questioni e relazionarci agli avversari per quello che sono e per quello che siamo. Il campionato è lungo, ma non lunghissimo - ha concluso Lele Molin -, quindi mettiamoci sotto con il lavoro».
Il pensiero della società, trasmesso dal suo coach, sembra piuttosto chiaro: «O si emerge tutti insieme o si muore tutti insieme».

venerdì 17 ottobre 2014

Molin arringa il PalaMaggiò: «È una fonte importante»

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/10/2014

LEGA A. Contro Brindisi ci saranno anche Young e Sergio che hanno ripreso ad allenarsi
Molin arringa il PalaMaggiò: «È una fonte importante»

CASERTA. Si è parlato molto durante la conferenza stampa della Juvecaserta di vigilia al match di domani contro l’Enel Brindisi, e tenutasi presso l’Istituto Salesiani. Si è parlato di tante cose, ma forse proprio della prossima partita si è detto poco.
All’ordine del giorno nell’appuntamento con i giornalisti c’è stata l’analisi della gara di domenica scorsa a Roma, la campagna abbonamenti che potrebbe riservare delle novità, la questione multa, le voci su di un possibile ritorno sul mercato e giusto due parole su Brindisi, che verrà a PalaMaggiò con la voglia e la fame di chi vuole dare continuità alla straripante vittoria all’esordio contro la malcapitata Pesaro dell’ex bianconero Sandro Dell’Agnello.
«Quella di Roma è stata una gara che non ci ha lasciato sicuramente bene. Sebbene fossimo saliti a Roma fiduciosi - ha esordito l’allenatore Lele Molin -, e seppur le diverse assenze, la squadra non si è espressa come poteva e doveva fare. Quello che paga è il lavoro in palestra durante la settimana, ma quando ti alleni per tanti giorni con sparring partner dei ragazzini di 17 anni questo fa perdere un po’ il ritmo. La squadra però aveva mille ragioni per gettare la spugna, e invece i ragazzi con dignità ed orgoglio nonostante i limiti mostrati ha giocato sino alla fine».
In settimana sono ritornati ad allenarsi Luigi Sergio e Sam Young, anche se per forza di cose non sono ancora al 100%.
«Questa settimana è stata ancora diversa - ha continuato il coach bianconero -, con il rientro in squadra di Sam Young e Luigi Sergio perché clinicamente guariti ma non ancora al meglio. Dal mio punto di vista, la squadra non ha ancora una definizione precisa di cosa siamo e di cosa possiamo essere. Questo crea disappunto e nervosismo tra i ragazzi, ma scenderemo in campo contro Brindisi cercando di aver fatto tesoro della gara e dell’esperienza di Roma».
Giusto una settimana fa, l’allenatore mestrino nonostante sapesse a cosa andava incontro alla gara di Roma, appariva molto più fiducioso rispetto a ieri, tant’è che le sue dichiarazioni hanno nascosto un velo di recriminazione per la situazione non facile che la sua Juvecaserta sta purtroppo vivendo.
«Io sapevo di andare a Roma con sette cavalli nella macchina, e poi addirittura me ne sono trovato con sei e mezzo vista l’influenza di Richard Howell - ha chiarito il trainer di Pezza delle Noci -. Oggi, però, non ho la percezioni di quanti giocatori realmente ho a disposizione, sui quali posso contare, perché anche con i rientri di Young e Sergio non so praticamente su quanti di essi si può fare affidamento. E tutto questo crea un po’ di disagio a me, ai ragazzi e a tutto lo staff che lavora quotidianamente».
Cosa ha però lasciato la partita contro Roma? «Durante e soprattutto dopo la partita sapevamo che ce la potevamo giocare fino alla fine. Nella situazione in cui ci trovavamo è normale non essere riusciti a giocare per 40’. Non siamo riusciti a tenere la giusta intensità per tutto l’arco della gara, ma penso che soprattutto ad inizio campionato sia anche logico. Abbiamo perso tanti palloni - ha proseguito coach Molin - di cui il 50% è stato merito degli avversari. Roma ha preso 16 rimbalzi offensivi, e tanti di questi sono il frutto di tagliafuori degli esterni non fatti, quindi non apriamo il tormentone dell’altezza dei nostri lunghi».
Ma che partita si aspetta domani contro Brindisi? «Brindisi non arriva in un grande momento per noi, e credo che a livello fisico sia una delle poche squadre che possa contendere il titolo a Milano - ha sentenziato il timoniere bianconero -. Gioca con grande atletismo, e come tutte le squadre di coach Piero Bucchi parte tutto dalla difesa. Non bisogna spendere tante parole per presentare una squadra come Brindisi. Dal canto nostro stiamo rosicando perché non potremo giocarcela al completo. Non bisogna poi buttare la croce addosso a Ronald Moore, che domenica non è stato illuminate, per esempio, come contro Reggio Emilia. Però non era facile giocare mentalmente la gara di Roma, con lui che viene preso di mira da ogni squadra avversaria proprio perché è il play. Brindisi immagino che sguinzaglierà un paio di bulldogs su di lui. Ma se fossimo stati al completo, gran parte delle responsabilità sarebbero state suddivise. Inoltre, il PalaMaggio per la squadra è una fonte importante - ha concluso Molin -, e quindi speriamo nel loro massimo sostegno».
Ad aprire la conferenza è stato però il presidente Carlo Barbagallo, che come promesso sette giorni fa ha snocciolato i numeri della campagna abbonamenti: «Ad ora sono stati venduti 1602 abbonamenti. Per quanto riguarda gli ingressi omaggi erano 608 nella stagione 2012/13, 519 lo scorso anno e 357 quest’anno, così suddivisi: 142 staff e società; 66 proprietà e settore giovanile; 79 sponsor e 70 istituzioni intese come autorità in genere ma non politiche. Inoltre, stiamo pensando di prorogare la campagna abbonamenti sino alla prossima gara in casa. Non ci possiamo ritenere completamente soddisfatti, mentre le critiche sull’aumento del biglietto nelle sette gare di campionato già comunicate sono fine a se stesse. Il basket va pagato e non regalato, anche perché per noi fare basket è un costo».
L’ultima parola è toccata al giemme Marco Atripaldi, che come al solito c’ha messo la faccia in ciò che ha detto, prendendosi le sue responsabilità. «Per quanto riguarda gli abbonamenti, io vado controcorrente e dico che 2000 acquirenti, considerati anche gli omaggio, sono una bella cifra. Per quanto riguarda invece la multa che ci è stata inflitta domenica, riduco tutto ad un banale equivoco che purtroppo ci ha visto multati. Per quanto riguarda il mercato, abbiamo pensato a delle soluzioni percorribili, compatibili ma che purtroppo non possono essere portate a conclusione. Ma questo mentre Michele Vitali si stava infortunando, perché noi siamo sempre vigili in ottica mercato. L’attuale situazione non è purtroppo facile, quindi non alziamo nessun tipo di polverone, soprattutto con i tifosi che devono essere il nostro valore aggiunto. Domani servirà un miracolo contro Brindisi, e senza scomodare i santi, quello può avvenire solo con l’ambiente».

venerdì 10 ottobre 2014

Coach Molin fiducioso per l’esordio stagionale

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/10/2014

CONFERENZA. «Nonostante le assenze la squadra ha risposto bene e sono convinto che la partita ce la giocheremo»
Coach Molin fiducioso per l’esordio stagionale

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta domani sarà di scena al PalaTiziano per affrontare la Virtus Roma. La squadra guidata da coach Luca Dalmonte molto ringiovanita rispetto alla scorsa stagione, vivrà decisamente questo esordio in maniera molto attesa. Coach Lele Molin, invece, dovrà fare a meno sia di Michele Vitali che di Luigi Sergio, e quasi sicuramente anche di Sam Young, per il quale si deciderà nelle prossime ore se impiegarlo oppure no. «Roma è una squadra giovane che avrà tanta energia - ha esordito in conferenza stampa il tecnico bianconero -. Vorrà iniziare bene difronte al proprio pubblico e siamo consapevoli della difficoltà e dell’importanza della partita, visto che lo abbiamo provato proprio noi lo scorso anno contro Venezia. Sono soddisfatto di cosa sta facendo la squadra, anche se dal Torneo di Caserta abbiamo dovuto modificare un po’ la nostra preparazione».
Come già detto, l’infermeria purtroppo tiene in agitazione lo staff tecnico e medico della società di Pezza delle Noci, costringendo il trainer mestrino a dover fare di necessità virtù. «In pratica tre giocatori dal Torneo di Caserta non si sono più allenati con la squadra. La preoccupazione è che affronteremo la partita con sette titolari e con molta probabilità dovremo utilizzare anche un giovane per allungare un po’ le rotazioni. Noi dovremo essere in grado di pareggiare le difficoltà di Roma, che si presenta appunto con una squadra completamente nuova e quindi non rodata perfettamente. Gli infortuni ci hanno costretto ad accelerare i tempi per trovare nuove soluzioni, come per esempio saremo costretti a giocare con Howell e Michelori insieme, mentre da un altro lato hanno bloccato il nostro processo di crescita generale della squadra».
FOTO BUCO
Eppure i bianconeri non si scoraggiano. «Con le vari defezioni che abbiamo avuto, abbiamo deciso di aumentare il numero di amichevoli giocando con Ferentino, Capo d’Orlando e Avellino, dove abbiamo comunque disputato delle gare molto soddisfacenti, con un organico che era quello che era ma che ha utilizzato queste occasioni per provarsi maggiormente, per trovare quel nuovo equilibrio causato appunto dalle assenze che non avevamo in piena fase di amalgama. Il fatto comunque di avere cinque giocatori della passata stagione - ha sottolineato l’allenatore Molin -, ci permetterà di poter superare qualche difficoltà d’incomprensione che si poteva avere se fossimo stati tutti nuovi. Ci mancheranno due titolari, e quindi c’è ben poco da ridere. Però mi aspetto compattezza dal punto di vista mentale. Di solito quando si è costretti a giocare in sette e comunque con un roster risicato, i giocatori sapendo di dover restare in campo giocano con meno pressione, sanno che possono fare e disfare. Sarà importante andare lì a Roma con la voglia di giocarci la partita, quindi non fasciamoci la testa prima di essercela rotta».
L’aspetto fisico, per le corte rotazioni, potranno essere un fattore? «Il possibile calo fisico, visti anche i crampi nella parte finale dei match con Capo d’Orlando e Avellino potranno incidere, ma sono molto più preoccupato della gestione dei falli - ha tagliato corto il timoniere bianconero -, quindi dovremo avere massima concentrazione».
Dalle sue parole Molin è apparso molto fiducioso. «Il precampionato è ingannevole e non deve godere di grande importanza, anche alla luce dei risultati. Al Torneo di Caserta abbiamo avuto delle ottime risposte, poi però siamo finiti in un periodo di incertezza dovuti agli infortuni. Siamo fiduciosi per la partita, anche se resta il rammarico di non aver raggiunto il livello di squadra che speravamo di raggiungere. Può anche darsi che domenica scenderemo in campo e perderemo, ma sono convinto che la gara ce la giocheremo fino alla fine».
La stagione parte in salita, ma con obiettivi ben precisi. «Da parte nostra dovremo andare a prendere punti dappertutto. Dobbiamo avere la maturità di costruire il nostro campionato giornata per giornata, e in questo preciso momento possiamo valutare se abbiamo le capacità di saper superare le difficoltà, che alla lunga - ha concluso il coach - capitano un po’ a tutte le squadre».

domenica 31 agosto 2014

Juvecaserta, taglio del nastro per la nuova stagione

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 01/09/2014

LA PRESENTAZIONE. Il roster bianconero si prefissa come obiettivo in campionato il raggiugimento dei playoff
Juvecaserta, taglio del nastro per la nuova stagione

Giovanni Bocciero

CASERTA. E’ iniziata ufficialmente la nuova stagione della Juvecaserta, quella targata 2014/15, e che già alcuni giorni fa ha visto i giocatori radunarsi ed iniziare a sudare sul legno del PalaMaggiò. Unici assenti Richard Howell, ancora in attesa del visto, e Michele Vitali, che dopo la Nazionale si godrà una settimana di ferie per arrivare a Caserta lunedì 8 settembre.
“Ci ritroviamo qui per una nuova stagione - ha esordito il presidente Carlo Barbagallo -. Ribadisco che abbiamo bisogno di tutti coloro che possono dare una mano alla Juvecaserta, che è sempre alla ricerca di sostegno per proseguire nel proprio progetto. Ringrazio gli oltre mille tifosi che hanno sottoscritto l'abbonamento, tra l'altro fatti nel mese di agosto, e gli sponsor che hanno legato il proprio marchio al nostro. Stiamo provando a rilanciare il brand Juvecaserta ma non è facile. Iavazzi mette otto volte quello che metto io - ha continuato il presidente bianconero -, e abbiamo bisogno di almeno due-tre soci che contribuiscano a tutte quelle che sono le responsabilità economiche. Aver preso dei giovani significa che comunque guardiamo al futuro, una necessità per qualsiasi società sportiva, ma per il momento questo futuro lo stiamo programmando in due. Saremmo felici di poterlo condividere con altri. Per il momento ci stiamo basando molto sul budget derivante dalle sponsorizzazioni e soprattutto rispetto allo scorso anno non dobbiamo far fronte ai debiti”.
Presente alla conferenza stampa anche il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio: “Io ho accettato di buon grado questo invito perché prima di essere il sindaco della città di Caserta sono un tifoso della Juvecaserta. Io voglio il bene della squadra di basket, e sottolineo che i mille abbonamenti sono buoni, però bene ma non benissimo. Invito i casertani e la classe politica ad abbonarsi perché la società ha bisogno del nostro sostegno. Un saluto particolare a Vincenzo Esposito che da casertano è ritornato qui a Caserta”.
La parola è poi passata al giemme  Atripaldi ed al coach Molin. “Io sono fermo agli ultimi secondi della gara di Pistoia, a quella pagina del libro, e adesso oggi lo riapriamo. Ricordo - ha proseguito Marco Atripaldi - ancora quando sono arrivato qui a Caserta, ed è da lì che ripartiamo. Ricominciamo con maggiore voglia. Il momento è certamente positivo, visto anche che gli sponsor hanno risposto bene. E’ un trend che dobbiamo cavalcare, e c'è il bisogno che qualcuno affianchi i proprietari che da soli non possono caricarsi tutte le spese. Abbiamo cercato di lavorare tenendo presente quello che è il bilancio, abbiamo investito sul vivaio facendo arrivare dei giovani importanti con la speranza di riaprire la foresteria, ed il campionato quest'anno si è alzato qualitativamente, e questo è un bene. Però questo farà si che il nostro campionato sia comunque difficile. Quest'anno ripartiamo da dove ci eravamo fermati, e cercheremo di raggiungere qualcosa di importante. Continueremo il monitoraggio di giovani che potremo tesserare. In quel contesto spesso il mercato è molto più agguerrito dei giocatori senior. Per quanto riguarda lo scouting dipendiamo da coach Giacomo Baioni, con il supporto di coach Mimmo Posillipo. Per quanto riguarda il nostro reparto lunghi senza un 2.10, dico che l’altezza di un giocatore è sempre relativa, perché poi bisogna vedere la lunghezza delle braccia, le spalle. Questi possono anche avere meno centimetri, ma poi bisogna sempre spostarli sotto canestro. Dipende poi da come ci posizioneremo in campo e contro chi giocheremo. Sarà un anno lungo, il lunedì per noi non è uguale a quello degli altri. Il nostro lavoro è molto differente da questo punto di vista - ha concluso il giemme -, viviamo di emozioni, passione, gioie e dolori”.
“Dopo che il club ha lavorato per inseguire i giocatori che volevamo, toccherà a noi lavorare sodo sul campo - ha esordito Lele Molin - per raggiungere gli obiettivi. Lo scorso anno c'erano delle priorità, ma adesso sono il primo che non vuole nascondersi dietro a nulla, e quindi dico che possiamo raggiungere i playoff. Certo, avremo bisogno dell'aiuto di tutti, dai tifosi alla stampa, perché tutti dovremo remare verso la stessa direzione. Lo scorso anno abbiamo dovuto lavorare soprattutto per costruire una società ed un'organizzazione che prima non c'era. Quest'anno invece, la dirigenza mi ha messo a disposizione un gruppo di ragazzi di cui sono contento. Bisognerà avere pazienza, che come si suol dire è la virtù dei forti, ma partiamo dal presupposto che abbiamo cercato di migliorare lì dove lo scorso anno abbiamo avuto delle pecche. Abbiamo individuato dei giocatori che potevano far sì che il nostro gioco potesse migliorare, e gli atleti che abbiamo firmato sono per noi tutte delle prime scelte. Aver completato il roster in anticipo è certamente un bene. La stagione non si decide per un canestro o per due punti, e chi pensa questo sbaglia - ha ribadito il tecnico -. Dietro ci sono mesi e mesi di lavoro, e quindi noi ci impegneremo per riuscire a raggiungere ciò che ci siamo prefissati. Ripartiamo da un gruppo di giocatori con i quali abbiamo già lavorato lo scorso anno, con l'aggiunta di alcune pedine importanti. Non dimentichiamoci che abbiamo perso qualche giocatore fondamentale della nostra stagione passata, e senza nulla togliere a loro, quest'anno puntiamo in alto. Cercheremo anche di giocare una pallacanestro più tattica, sfruttando tutti gli elementi del nostro roster che, escluso il solo Ronald Moore, sono tutti intercambiabili tra di loro potendo occupare almeno due posizioni diverse”.
Infine il coach bianconero si è soffermato sugli acquisti al giovanile e sul vivaio del club di Pezza delle Noci. “L'obiettivo dell'Under 19 e di tutto il nostro settore giovanile è quello di immettere, a partire dall'anno prossimo, almeno un giocatore nei dieci facenti parte della prima squadra. Se riusciremo in questo, allora saranno consequenziali il raggiungimento di Fasi Interzona e Finali Nazionali”.

sabato 10 maggio 2014

Juvecaserta, Coach Molin: «A Pistoia per dare il meglio di noi»

DALLA NUOVA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/05/2014

LEGA A. La Juvecaserta è convinta dei propri mezzi per la trasferta che vale la stagione
Coach Molin: «A Pistoia per dare il meglio di noi»

Giovanni Bocciero

CASERTA. Il countdown sta per finire, e la sfida di Pistoia si avvicina sempre di più. Ha cercato di spulciare ogni minimo dettaglio della preparazione al match il tecnico Lele Molin durante la consueta conferenza stampa di presentazione.
«La squadra l'ho vista abbastanza bene fisicamente, tranne per qualche acciacco di routine. Però si nota che i ragazzi avrebbe voluto giocare questa partita il prima possibile, piuttosto che domenica (domani, ndr). Sono vogliosi, sanno che questa è “la partita”, e siamo concentrati ad andare lì per vincere. Abbiamo giocato la stagione come volevamo, e comunque vada a finire chiudiamo con il 50% di vittorie. Noi andremo a Pistoia con l'assoluta serenità di chi sa di aver fatto il proprio dovere. Mi auguro che il match sia bello e spettacolare, e sono convinto che si affrontano due squadre che in un certo senso si assomigliano soprattutto dal punto di vista fisico ed atletico».
La partita non è delle più semplici, e seppur la Juvecaserta dovrà giocare in trasferta, potrà contare sull’esperienza dei vari Michelori e Mordente.
«C'è effettivamente una piccola parte di vantaggio riguardante l'esperienza di alcuni nostri elementi - ha chiarito il coach -. Sono però sincero nel dire che non credo tanto sul fattore campo, e che ci siano dei campi ostili. Piuttosto temo la spinta che può dare il pubblico, perché una squadra di casa tende a superarsi proprio per l'incitamento proveniente dalle tribune. In questo senso, noi possiamo trovare delle difficoltà».
Da capire c’è se i bianconeri abbiano più tensione oppure se più convinzione nei propri mezzi.
«Forse da una parte - ha affermato il tecnico - i ragazzi si aspettavano già domenica scorsa di afferrare i playoff. Hanno sicuramente, però, la consapevolezza che l'allenamento è una forma di preparazione, e che giunti a questo punto non ti aiuta più a migliorare, per dirla con tutta franchezza, ormai questi siamo, e quindi avanti così».
Contro Pistoia sarà una gara secca, e allora l’allenatore casertano ha cercato di analizzare ai raggi x la prossima rivale.
«Pistoia ha un nucleo forte di americani, e di conseguenza hanno un atletismo non comune in questo campionato. Sono dei ragazzi che seppur partivano da autentici sconosciuti, si sono messi in mostra ed hanno dimostrato che sanno giocare a pallacanestro. Durante la gara si presentaranno delle difficoltà perché è sempre una trasferta, ma siamo consapevoli dell’importanza che riveste, perché chi vince si qualifica, e in un certo senso assomiglia ad un turno anticipato dei playoff. Dobbiamo ripeterci, proprio come abbiamo giocato a Sassari, e soprattutto come abbiamo giocato domenica in casa contro Cremona, perché era semplice poter scivolare sulla buccia di banana, ma siamo stati concentrati perché ciò non accadesse. Loro presentano alcuni aspetti anomali più che atipici. Sfruttano un reparto lungo in cui schierano giocatori che mettono tanta energia. Sono più tattici di noi, perché riescono ad alternare più attacchi e più difese di volta in volta. La chiave dell'incontro sarà certamente il nostro attacco, e come abbiamo fatto a Sassari dovremo essere bravi a non concedere canestri semplici. Inoltre, non dovremo vivere di isolamenti in attacco, perché sono buoni atleti che riuscirebbero a sopperire a queste situazioni, ma dovremo essere bravi a far circolare la palla».
Domani, però, saranno diversi i fattori che potranno influenzare la gara della Juvecaserta.
«Si sommeranno - ha rivelato coach Molin - in primis il fatto che è una gara ad eliminazione diretta; in secondo luogo che andiamo a giocare in trasferta; e come terzo fattore c’è che siamo sopravvissuti a mille vicissitudini e purtroppo non è ancora finita visto che dobbiamo prenderci la qualificazione lì. Noi non abbiamo una squadra e dei giocatori programmati mentalmente per fare una stagione lunga, compresi dunque i playoff. Questo fa parte del bagaglio d’esperienza di un giocatore, il giocare appunto la post season. Questo fattore non va assolutamente sottovalutato. Ripeto, noi non abbiamo l'ansia da preoccupazione o paura, anzi, abbiamo l'adrenalina giusta per poter giocare questa sfida».
Contro Pistoia potrebbe arrivare la quarta vittoria di fila, facendo ovviamente i dovuti scongiuri.
«Queste vittorie sono il frutto della crescita individuale di ogni singolo giocatore della nostra squadra. C'è il desiderio di disputare i playoff, ma poi c'è la consapevolezza, aldilà se Reggio Emilia si faccia male ad Avellino, che si va a disputare un primo turno contro Milano che potrebbe anche essere una semplice apparizione. Questa squadra aveva degli obiettivi ed è riuscita a mantenersi viva sino all'ultima partita. Ad inizio stagione analizzammo quanti punti ci servivano per salvarci - ha continuato il coach -, e invece siamo qui a pensare all'ultima partita di campionato con il traguardo dei playoff a portata di mano. Una stagione del genere deve lasciare qualcosa per il futuro, deve lasciare un segno per costruire un buon inizio anche e soprattutto per la prossima stagione».
Eppure un cruccio il timoniere Molin ce l’ha.
«Credo che quello che avremmo dovuto fare lo abbiamo fatto. Resta il fatto che avrei voluto che la squadra giocasse meglio».