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martedì 5 luglio 2016

La JuveCaserta non rischia più

La JuveCaserta non rischia più
Dopo l'allarme di Iavazzi, la società guarda con ottimismo al futuro


di Giovanni Bocciero*

CASERTA - Il 21 maggio scorso Caserta festeggiava perché ricorreva il 25mo anniversario dello storico scudetto del 1991, e soprattutto per quel ricordo ci si è dato da fare per dare un futuro alla JuveCaserta. “Qui o si fa la storia o si muore”, verrebbe da dire, pensando alle scadenze ormai prossime della fidejussione da 250 mila euro e dell’iscrizione alla Fip di 18 mila euro. In questa ottica il “day after” la conferenza stampa di fine stagione del patron Raffaele Iavazzi aveva fatto palesare un futuro prossimo piuttosto burrascoso. Con le proprie aziende che hanno ricevuto l’interdittiva antimafia, l’azionista unico della JuveCaserta non può più sobbarcarsi l’intero onere economico di una stagione agonistica in Lega A. Ma con dispiacere si è dovuto prendere atto che nessuno è stato pronto a rilevare la proprietà e a garantire la continuazione dell’attività in quel di Pezza delle Noci a livello di prima squadra. Alle parole del presidente che ha comunque iscritto regolarmente la squadra al prossimo campionato ha fatto eco un nefasto silenzio soprattutto da parte della classe politica ed imprenditoriale le cui attenzioni sono state rivolte certamente alle elezioni amministrative.

LA TIFOSERIA. Però la tifoseria casertana, che ha rivissuto nella propria mente i ricordi del 1998, quando la formazione della città vanvitelliana fallì per ripartire poi dalle minors e riapprodare in Lega A nell’estate del 2008, non si è chinata ad un destino ormai quasi scritto. Per questo è nata l’associazione “Io sto con la JuveCaserta”, che alla base ha quell’azionariato popolare che vuole a tutti i costi garantire la sopravvivenza del club bianconero. Il progetto pur con tanta voglia e buona volontà e nonostante il coinvolgimento di svariate personalità ed artisti - casertani e non - come Boscia Tanjevic, Massimo Lopez e Marco D’Amore tanto per citarne qualcuno, non si è purtroppo concretizzato seriamente. La somma raggiunta ad oggi - mentre scriviamo - che non servirà assolutamente ad acquistare quote della società perché il gruppo di supporters non aspira ad entrare a far parte dei quadri dirigenziali, si aggira intorno ai 50 mila euro. Cifra purtroppo esigua per poter realmente sostenere la squadra, ma che comunque rappresenta un primo tentativo di coinvolgere il territorio. Perché si parla tanto della partecipazione collettiva per salvare un patrimonio di tutti come la JuveCaserta, ma questo incentivo deve partire proprio da quella cittadinanza attiva.

PATRON RAFFAELE IAVAZZI (FOTO ELVIO IODICE)
LA PISTA ESTERA. Mentre la classe dirigente di Terra di Lavoro ha latitato a scendere concretamente in campo, nonostante una riunione a luci spente presso gli uffici dell’Unione Industriali cittadina, uno dei soci fondatori dell’associazione dei tifosi, Alfredo Scauzillo, ha fatto da intermediario con un gruppo estero capitanato da mister Lawish Mohamed Williams, imprenditore anglo-arabo proprietario di diverse aziende sparse per il mondo e che si occupano di diversi settori. Le referenze su tale personaggio sembrano ottime, dalla serietà all’ingente budget, ma fa nascere delle perplessità il fatto che di lui si conosce davvero ben poco. E proprio per questo è stata anche paventata l’idea che sia soltanto un prestanome. Pur non avendo alcun interesse commerciale qui Italia, ma spinto anche dall’amicizia con Giorgio Armani, ha comunque presentato un’offerta per rilevare il 100% della JuveCaserta. Patron Iavazzi - che ha il desiderio di rimanere in società con una piccola quota del 10%, magari 20% - ha fissato dei paletti ben precisi su questa vendita: la squadra deve rimanere a giocare a Caserta, e lui vuole un diritto di prelazione alle stesse condizioni in caso di successiva vendita della società. Nonostante qualche dubbio di natura emotiva l’accordo sembra potersi chiudere al più presto, forse già mentre stiamo scrivendo, anche perché ci sono delle scadenze piuttosto prossime da rispettare.

IL PIANO B. Ma patron Iavazzi nello stesso tempo in cui portava avanti la trattativa con mister Williams sembra abbia scavato un tunnel come via di fuga in caso non volesse più cedere. La trattativa, in tal caso, è parsa essere uno specchio per le allodole. E questo “piano B” corrisponde ad un ipotetico pool di sponsor dove oltre ad esserci la famiglia Pallante con il marchio Pasta Reggia, vi è entrato a far parte ufficialmente anche il Gruppo Ferrarelle, per voce del suo direttore generale Giuseppe Cerbone, che con un proprio brand farà da sponsor principale per la stagione prossima. Si andrebbe così a costituire un gruzzoletto di oltre 500 mila euro grazie anche all’apporto di qualche altro partner.

IL FUTURO. Cosa riserverà di preciso il futuro, mentre scriviamo, non è dato saperlo. Soprattutto perché la situazione è in un continuo divenire, a volte si tratta soltanto di una questione di ore che spuntano idee, prospettive e intenzioni come funghi. Di certo si è piuttosto ottimisti, adesso, sulla salvezza della JuveCaserta, che o con l’ingresso di mister Williams, o con ancora Iavazzi al timone, dovrebbe disputare la prossima Lega A. E lo dovrebbe fare in entrambe le situazioni con un discreto capitale da investire per il mercato. Sicuramente il patrimonio giovanile è salvo, ed anzi, si vocifera che possa essere addirittura rilanciato dallo stesso Iavazzi. Il patron ha infatti escluso dalla vendita il settore giovanile, esistente sotto forma di JC Academy e con altro codice FIP, e sta addirittura cullando il sogno del ritorno in qualità di responsabile di Franco Marcelletti.





La stagione: promossi e bocciati
Hunt e Gaddefors i migliori, la delusione è Ingrosso

DARIO HUNT (FOTO ELVIO IODICE)
La stagione della JuveCaserta ha avuto degli “up and down” incredibili se si pensa che al termine del girone d’andata il club aveva sfiorato l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, mentre un girone dopo ha dovuto conquistare la permanenza in Lega A nel match da dentro o fuori contro Trento in un PalaMaggiò “sold out”. C’è anche da dire che il campionato è stato indubbiamente travagliato dalla lunga serie di infortuni che ha permesso a coach Sandro Dell’Agnello di poter disputare si e no due partite con il roster al gran completo. Per non parlare dell’ultima fase in cui la formazione bianconera è scesa in campo regolarmente con soli sette effettivi. È dunque facile paragonare la salvezza conseguita ad un vero e proprio miracolo sportivo. Detto ciò, di promossi ce ne sarebbero tanti e di bocciati pochissimi. Dario Hunt si è guadagnato la palma di Mvp perché alla fin fine è stato il più costante tra i suoi. Uomo d’area come pochi, nonostante la sua statura “undersize”, si è aggiudicato la classifica delle doppie-doppie rivelandosi un attaccante piuttosto concreto ed un rimbalzista straordinario dominando svariate volte contro centri più corpulenti. Al suo pari Viktor Gaddefors è stato decisivo fin quando ha potuto giocare, rivelandosi un valore aggiunto pazzesco per la truppa casertana. Arrivato in punta di piedi si è conquistato gara dopo gara tutta la stima possibile, grazie a prestazioni fatte di sacrificio e dedizione. Ha portato versatilità al quintetto, ricoprendo in modo abusato la posizione di ala grande, e quella abnegazione difensiva che si è fatta rimpiangere nel momento in cui si è infortunato. Di bocciati, come detto, ce ne sono pochissimi, ma Tommaso Ingrosso può essere additato sicuramente come il “flop” di questa stagione bianconera. Da lui non ci si aspettava di certo chissà che cosa, però è sembrato inadatto al palcoscenico della Lega A. Non mettiamo in dubbio la sua voglia ed il prezioso lavoro fatto in allenamento, ma alla fine il suo minutaggio è la fotografia di quello che poteva dare realmente alla squadra. Ha avuto delle semplici apparizioni, e neppure con l’acqua alla gola si è deciso di puntare forte su di lui. Una bocciatura eccellente sarebbe invece la dirigenza, che ha sicuramente fatto delle scelte sbagliate (vedi Adegboye e Slokar) nell’arco della stagione che si sono rivelate inutili e soprattutto inefficaci in corso d’opera.



* per il mensile BASKET MAGAZINE

domenica 8 maggio 2016

PAGELLE. Tiriamo le somme alla stagione della Juvecaserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/05/2016

LEGA A. Il lavoro di coach Dell’Agnello è senz’altro da lodare per impegno e carattere
Tiriamo le somme alla stagione della Juvecaserta

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta ha raggiunto la salvezza dopo una stagione che dire travagliata è forse anche troppo semplice. Giocare con delle rotazioni composte da sette giocatori, nel basket moderno, non è facile mai e poi mai, figuriamoci doverlo fare in Serie A. Da questo punto di vista i giocatori bianconeri e specialmente coach Dell’Agnello hanno fatto un vero e proprio miracolo, aiutati sicuramente dall’ottimo inizio che aveva tirato in quel momento la squadra dalla zona calda della classifica. Poi gli infortuni, le assenze, la sfortuna l’hanno fatta decisamente da padrone e allora si è dovuto gettare il cuore oltre l’ostacolo nella partita da ultima spiaggia contro Trento. Con le spalle al muro non è mancato l’apporto dei soliti noti, dalla classe operaia rappresentata da Giuri al solido Hunt nel pitturato. Siva è tornato a brillare così come Cinciarini, mentre Jones e Johnson si sono sacrificati tantissimo. Tracciamo così il bilancio finale per ogni singolo giocatore, a cui il popolo bianconero non potrà che dirgli grazie per essere riusciti a conservare la massima categoria in Terra di Lavoro nonostante le tante difficoltà che stavano per rovinare una stagione iniziata più che bene e che stava finendo invece con il tragico dramma sportivo.

LA FORMAZIONE BIANCONERA (FOTO ELVIO IODICE)
DOWNS 6,5: Per lui molti up ed altrettanti down. Partito di ricorsa per l'infortunio sembrava un pesce fuor d'acqua, poi ha avuto una crescita esponenziale tanto da risultare uno degli stranieri migliori dell’intero campionato. Nell'ultima striscia negativa della squadra lui ci ha sguazzato dentro, facendosi prendere dal nervosismo.

SIVA 7: Il colpo di mercato dell’estate aveva già fatto innamorare tutti in preseason. L'infortunio lo ha trattenuto ma dopo il rodaggio si è dimostrato un giocatore di grandissima qualità. Anche lui ha sofferto nel momento negativo della squadra, con tante forzature,  sino a prendersi la scena nel match decisivo contro Trento.

HUNT 8: Ha fatto un campionato di grande spessore, giocando sempre al massimo e in qualche caso anche con acciacco fisico al seguito. Un vero e proprio uomo d'area pitturata nonostante sia un undersize per il ruolo. Ha collezionato doppie doppie con la pala annichilendo tutti i pari ruolo e diventando un beniamino dei tifosi.

CINCIARINI 6,5: A lui si chiedeva di aprire le difese avversarie con il tiro da tre, che purtroppo è stato spesso e volentieri ballerino. Bloccato anche lui da diversi fastidi muscolari, ha cercato di fare il massimo stringendo i denti. Nella gara della salvezza ha sfoderato tutto il proprio repertorio balistico diventando il protagonista.

JONES 6: Forse il giocatore a cui coach Dell'Agnello ha chiesto i maggiori sacrifici, sia tecnici che tattici. A tratti la sua esperienza è servita come il pane alla Juvecaserta, ma purtroppo non è riuscito a dare il massimo. Ha avuto dei sussulti pazzeschi nel rush finale, che però non stavano cambiando il destino.

GADDEFORS 8: Arrivato come un surplus, per strada è diventato indispensabile per la squadra facendo ricredere molti scettici su di lui. Generoso in difesa e molto altruista in attacco, rappresentava un punto d'equilibrio talmente importante che il suo infortunio ha scombussolato tutti i piani tattici, dimostrando tutto il suo valore.

GHIACCI 6,5: Un grande capitano si vede dai gesti fuori dal campo, e lui è sempre stato un esempio di attaccamento alla maglia. Falcidiato dagli infortuni sin dalla preparazione estiva, c’ha messo grande impegno quando l’allenatore ha puntato su di lui ergendosi a combattente unico. Purtroppo poi ha dovuto alzare bandiera bianca.

GIURI 7: Una nota positiva della stagione bianconera anche se non è riuscito a fare mai quel salto di qualità che, in determinati fasi del campionato, poteva compiere. Sempre grintoso e combattivo, ha dato il massimo ogni qualvolta è stato chiamato in causa facendosi trovare pronto. L'eroe con Trento grazie a quei liberi.

JOHNSON 7: E dopo tanto tuonare finalmente piovve. Erano ormai diversi anni che si parlava di un suo approdo alla Juvecaserta, ed alla fine c’è venuto per pura necessità dimostrandosi disponibile sin da subito. Nonostante gli acciacchi ha portato verticalità in un reparto un po’ carente, giganteggiando nell’ultima partita.

INGROSSO 5,5: Praticamente un senior trattato da under. Coach Dell’Agnello c’ha provato a concedergli la giusta fiducia ma purtroppo pur con tanto impegno non è mai riuscito a far vedere qualche spunto interessante sul parquet. Forse in una situazione di classifica migliore si sarebbe potuto puntare di più su di lui dandogli ulteriori minuti.

SLOKAR 5,5: Arrivare in corso d'opera non è mai facile, ma lui con la grande intelligenza tattica si è messo al servizio dei compagni. Si è dovuto sacrificare diverse volte a giocare da quattro, cosa che per le sue caratteristiche di gioco non era assolutamente facile, perché piuttosto macchinoso. Ha provato a farsi valere in campo.

DELL'AGNELLO 9: Un plauso per l’obiettivo raggiunto, ma soprattutto per il come. Giocare l’ultima parte di campionato con le rotazioni ridotte all’osso è stato un incubo. Eppure lui non ha perso mai la calma - o almeno lo ha saputo nascondere bene - pensando soltanto a lavorare in palestra e a scendere in campo per vincere.

lunedì 2 maggio 2016

Juvecaserta, Dario Hunt: «Siamo pronti, sappiamo cosa fare»

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 03/05/2016

LEGA A. La Juvecaserta affronta Trento supportata da un PalaMaggiò che sarà “sold out”
Dario Hunt: «Siamo pronti, sappiamo cosa fare»

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Ha spento ieri ben ventisette candeline, ma è domani che si vuol fare e soprattutto vorrà fare alla Juvecaserta il regalo più bello. Dario Hunt scenderà in campo con la solita voglia e grinta che lo contraddistinguono sul rettangolo di gioco. Che lo fanno apprezzare dal proprio pubblico nonostante qualche libero sbagliato di troppo, o qualche disattenzione. La posta in palio nella gara contro Trento è indubbiamente importante per la Juvecaserta, e siamo certi che il pivot uscito dall’università del Nevada metterà tutta la “garra” possibile per centrare l’obiettivo salvezza.
Da Trento a Trento, all'andata avete sfiorato l'accesso alle Final Eight di Coppa Italia mentre adesso vi dovete giocare la salvezza. Cosa non ha funzionato in questo girone di ritorno che ha compromesso il vostro cammino?
TUTTA L'ENERGIA DI DARIO HUNT (FOTO ELVIO IODICE)
«C'è stata purtroppo una combinazione di problemi, ma soprattutto sono stati gli infortuni che ci hanno penalizzato».
Nelle ultime uscite mentre i tuoi compagni sono apparsi in difficoltà tu hai lottato fino alla fine. In vista dell'ultimo delicato match cosa ti sentiresti di dire nello spogliatoio per spronare gli altri?
«Non ho bisogno di dire nulla di speciale ai miei compagni. Dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità e giocare ogni partita come se fosse l'ultima».
Il tuo personale campionato ha detto che ti sei aggiudicato la speciale graduatoria delle doppie-doppie, collezionandone ben 13. Quanto credi di essere migliorato in questa stagione agli ordini di coach Dell'Agnello?
«I miei compagni di squadra e l'allenatore hanno dimostrato sempre molta fiducia in me, e questo mi ha permesso di imboccare decisamente questa strada per il successo. Questo, combinato al grande lavoro che ho svolto nella offseason, ha dato evidentemente i suoi frutti».
Negli equilibri della squadra quanto credi abbia inciso l'infortunio di Gaddefors che nelle rotazioni poteva coprire ben tre ruoli differenti oltre ad essere un difensore superlativo?
«È stata una grande perdita per noi, perché lui portava davvero un sacco di versatilità ed intensità al nostro gioco. Ed è stato sicuramente difficile sopperire alla sua assenza».
Come state preparando la gara e cosa maggiormente temi di Trento e, per quanto riguarda te, come affronterai un pari ruolo come Julian Wright che ha alle spalle diversi anni di NBA?
«Per quanto riguarda me, sto preparando la gara come faccio sempre. Mi piace giocare e soprattutto mi piace giocare contro una buona squadra come è Trento. Detto questo non vedo l'ora di scendere in campo».
Per battere Trento avrete soprattutto bisogno dell'aiuto del pubblico. Qual è il tuo appello ai tifosi per farsi che accorrano in tanti al PalaMaggiò per sostenervi in questo ultimo ed importante match?
«So perfettamente che i nostri tifosi ci hanno sostenuto per tutto l'anno, tra tutti gli alti e bassi che abbiamo avuto. E nonostante ciò posso dire che sono stati dei grandi, sempre. E per questo so che porteranno grande energia al PalaMaggiò per l'ultima volta in questa stagione. Prendiamoci questa importante vittoria tutti insieme».
E per questa sfida da dentro o fuori, che equivale ad un’ultima spiaggia per la Juvecaserta, si sta andando verso un PalaMaggiò “sold out”. Infatti, sono circa trecento i tagliandi ancora disponibili per curva e tribuna, al simbolico prezzo di un euro per l’iniziativa del club di Pezza delle Noci che pare essere riuscita appieno. Sarà dunque un pubblico da 8.000 spettatori, la classica cornice delle grandi occasioni che proverà a spingere verso quest’ultimo traguardo i bianconeri. Ma anche la testimonianza della grande passione che nutre la città per il basket e la sua squadra, non sempre ricambiata a dovere ma sulla quale si può - e si spera potrà anche in futuro - contare nelle situazioni di grande esigenza per difendere i propri colori.

domenica 17 aprile 2016

Juvecaserta: Jones super, grande Hunt, Siva così così

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 18/04/2016

Juvecaserta: Jones super, grande Hunt, Siva così così

DOWNS 4: Parla con gli arbitri sin dalla palla a due, e questo praticamente lo fa innervosire senza mai entrare veramente in partita. Il suo apporto è mancato drasticamente.
SIVA 5,5: Da osservatori esterni segnamo sul suo taccuino tante cose buone ma altrettante brutte. Troppe palle perse, troppo istintivo e troppo poco razionale così da sprecare diverse occasioni, tante giocate da applausi che non sempre i compagni sfruttano. 
DARIO HUNT CHE SCHIACCIA (FOTO ELVIO IODICE)
HUNT 8: Un voto che evidentemente va estrapolato dalla situazione della squadra. 17 punti e 21 rimbalzi non si fanno tutti i giorni. La sua gara tende a crescere soprattutto nel secondo tempo, dopo un inizio ballerino. Il solito grande lottatore, difensore perfetto, che mostra il fianco dalla lunetta. E se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, sbaglia da sotto due appoggi facili proprio nel rush finale.
CINCIARINI 5: Se non lo si vede in attacco significa che i conti non tornano. Tira male, anche se c’è da dire che forse è l’unico che prova ad uscire dagli schemi e prendere qualche vantaggio che non sempre lo premiano.
JONES 7,5: Il miglior giocatore bianconero sotto tanti punti di vista. Si sacrifica in difesa, si rende efficace in attacco, si traveste a tratti da autentico trascinatore della squadra. Continua il suo ottimo stato di forma dopo la prestazione, anche in quel caso inutile, contro Reggio Emilia. Peccato che abbia deciso di iniziare a giocare così bene solo in questo finale di stagione. 
GIURI 6,5: Approccio positivo sin da quando viene chiamato in causa. Addirittura viene preferito a Siva in cabina nel primo tempo. Nel secondo si vede sputare dal ferro due triple importanti. Sempre grintoso.
SLOKAR 5: Quando impiegato si vede poco, anche se per il livello cestistico fa un po’ di cose interessanti.
DELL’AGNELLO 6: Fa quel che può, indica di cambiare sui blocchi e le varie scelte di quintetto sono le migliori che può adottare. Non gli riesce la zampata vincente nel finale.
Giovanni Bocciero

martedì 22 marzo 2016

La Juvecaserta crolla nel finale, Venezia espugna il PalaMaggiò

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 22/03/2016

LEGA A. I bianconeri di coach Sandro Dell’Agnello subiscono un parziale di 13-0 negli ultimi 3’
La Juvecaserta crolla nel finale
Venezia espugna il PalaMaggiò

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Venezia espugna Caserta. Coach Dell’Agnello cambia per l’ennesima volta il proprio starting five e decide di buttare nella mischia dal primo minuto Cinciarini e Slokar. Gli accoppiamenti sono piuttosto scontati, in cabina Siva contro Green, Slokar su Savovic e Hunt si Owens per contrastare la verticalità del lungo veneziano, Cinciarini accoppiato con Bramos a cui però cede almeno 15 centimetri. L’inizio di gara mette in evidenza una grande voglia da entrambe le parti, anche se le tante imprecisioni non fanno decollare il punteggio. Gli ospiti s’involano dopo tre giri di lancette sullo 0-9 grazie ad una bomba di Goss e due di Bramos, che colpiscono dallo stesso angolo. La prima retina bianconera la smuove Cinciarini dall’arco dei 6,75, ed il PalaMaggiò praticamente esulta come per un gol della Casertana. La Juvecaserta però continua a faticare, spreca anche un contropiede facile mentre Slokar è l’unico che prova a lottare sotto le plance. I fischi arbitrali iniziano anche a spezzettare troppo la gara, e allora per una Caserta che non trova ritmo c’è una Venezia che corre sino al 5-23. Dagli spalti si sentono anche delle bordate di fischi perché il popolo di fede bianconera non è affatto soddisfatta dello spettacolo a cui stanno assistendo.
LA SQUADRA BIANCONERA (FOTO ELVIO IODICE)
A cavallo tra la fine e l’inizio dei primi due quarti la formazione di Terra di Lavoro riesce a mettere a segno un 10-0 di parziale che la fa riavvicinare. Coach Dell’Agnello in questo frangente le prova un po’ tutte, dalla difesa a zona allo schieramento di un solo lungo di ruolo. E proprio quando Johnson è l’unico pivot in campo, ed al suo fianco opera da quattro tattico Downs, Venezia sembra accusare in negativo il possibile mismatch con Savovic. Infatti tempo un paio di azioni, e coach De Raffaele preferirà richiamare in panchina il lungo slavo per mettere dentro Viggiano, e passare anch’esso alla difesa a zona. La Juvecaserta va pressocché con alcune fiammate offensive, anche dello stesso Downs, mentre dall’altra parte il rientrante Bramos infila altre due bombe sempre dallo stesso angolo che permette alla sua squadra di ritornare sulle 17 lunghezze di vantaggio. Il finale del primo tempo comunque sorride ai casertani che chiudono con soli 10 punti di svantaggio.
La ripresa inizia con 5 punti di fila per Downs, che mette nuovamente in difficoltà Savovic nell’accoppiamento che viene richiamato immediatamente in panchina. L’inerzia della gara è comunque in favore dei padroni di casa che con Giuri recupera palla in difesa ma poi spreca con lo stesso esterno che prova la tripla in campo aperto. Il tiro pesante lo infila però Cinciarini poco dopo che vale il meno uno (46-47), subito replicata da Viggiano. Venezia allora prova a scappare di nuovo sul 48-54, ma ancora Downs si alza dall’arco dei 6,75 e riporta a tre distanze di svantaggio la sua squadra quando mancano 4’ al termine della terza frazione di gioco. L’ala nativa di Seattle diventa decisamente uno spauracchio per la difesa lagunare, e sulle sue giocate l’impianto di Castel Morrone diventa un’autentica bolgia mentre sale di colpi la retroguardia bianconera. Con i liberi di Cinciarini Caserta compie il sorpasso sul 55-54, e allora Venezia corre ai ripari chiamando il timeout per ricomporre i cocci. Si decide di alternare la difesa a uomo con una zona 3-2, ma non si riesce a mettere la museruola a Downs che continua a segnare con grande disinvoltura mandando a bersaglio la tripla che vale il nuovo sorpasso per i bianconeri, che grazie al percorso netto in lunetta di Slokar vanno addirittura sul più tre (62-59).
Gli ultimi seicento secondi vedono una Juvecaserta difendere con il coltello tra i denti, e così si susseguono i recuperi prima di Siva e poi di Giuri. Ma è un movimento in post basso di Slokar, che manda letteralmente a scuola Ress, che regala a Caserta ben 5 punti sul parziale di 66-61. E quando Venezia di riffa e di raffa riesce comunque a ritornare a distanza di un punto. Prima Slokar a fil di sirena, poi Cinciarini con un arresto e tiro a centro area, e infine il tap-in di Hunt valgono il nuovo allungo casertano sul 71-66 a 5’ e spiccioli dalla fine della gara, che costringono coach De Raffaele ad interrompere la gara con il minuto di sospensione. A tre giri di lancette dalla fine la situazione falli inizia a farsi pericolosa per la Juvecaserta che ha in campo Siva, Cinciarini e Giuri con quattro falli. Owens nel pitturato segna e subisce il fallo per il libero supplementare che sbaglia, ma da il la al parziale dei lagunari di 13-0. Il piazzato di Jackson, la tripla dall’angolo di un Green poco appariscente per tutta la gara, e soprattutto la penetrazione di Goss ribaltano il punteggio: 73-75. Ma purtroppo non è finita lì, perché anche Jackson dall’arco dei 6,75 realizza il canestro che di fatto chiude i conti a poco più di 40” dal termine. Caserta tira con Cinciarini per cercare di rianimare il rush finale della partita, ma con il fallo sistematico Venezia mette in cascina i due punti in palio.

domenica 6 marzo 2016

LE PAGELLE. La Juvecaserta è proprio brutta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 07/03/2016

LE PAGELLE. Ghiacci è un esempio, Hunt un lottatore
La Juvecaserta è proprio brutta

DOWNS 5,5: E’ senz’altro l’uomo che maggiormente prova a prendersi delle responsabilità extra. Sue alcune scorribande che fanno bene a Caserta, per il resto però poco o nulla da poter salvare. 
SIVA 5,5: Partita brutta la sua, eppure è il migliore per valutazione; crea poco per gli altri sembrando egoista, e chiude con 8 assist; la matematica non è un’opinione, ma qui qualcosa non torna. 
HUNT 6: Il solito lottatore in vernice che sgomita e raccoglie rimbalzi, con una certa efficacia anche in attacco. Kirk lo porta spesso lontano dal canestro, e con il raggio d’azione che si estende sembra diventare più vulnerabile.
L'ABBRACCIO TRA ESPOSITO E DELL'AGNELLO (FOTO IODICE)
CINCIARINI 4,5: Piuttosto nervoso, appena entra si becca subito il fallo tecnico per proteste. Poco incisivo e utile alla squadra nei momenti di difficoltà.
JONES 4,5: Le statistiche varrebbero la sufficienza, l’atteggiamento in campo assolutamente no. Quali impalpabile, eppure la sua esperienza dovrebbe poter fare la differenza per il team bianconero.
GHIACCI 6,5: Lo si vede solo nel primo tempo, e non si può di certo esser scontenti del suo apporto. Commette qualche sbavatura difensiva, cosa rara per lui, ma ci mette sempre tanta voglia.
GIURI 5: Alla fine la sua prestazione non è ne buona ne pessima, continua a vivere in una sorta di limbo. Gli manca il salto di qualità che ci si aspetta da inizio anno.
SLOKAR 5: Buttato nella mischia prova a calarsi subito nel nuovo ambiente. Fa delle cose di una astuzia unica, ma sbaglia dei piazzati aperti che sarebbero serviti come il pane.
DELL’AGNELLO 4,5: La squadra, che appare disunita, gioca una partita brutta, fatta di una difesa che si accoppiata male e di un attacco che vive soltanto di guizzi personali. Sono poche le contromisure che prende contro una Pistoia che cresce notevolmente nella ripresa. Soltanto i tanti tiri liberi consentono di tenere botta e restrare anche in vantaggio nel primo tempo.
Giovanni Bocciero

venerdì 19 febbraio 2016

Juvecaserta, tiene banco il mercato durante la sosta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 20/02/2016

LEGA A. Il direttore Nevola a Milano per guardarsi intorno; Diliegro offerto dai procuratori
Juvecaserta, tiene banco il mercato durante la sosta

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Con il campionato di Serie A che si fermerà in questo weekend per la Final Eight di Coppa Italia, a Pezza delle Noci tiene banco il mercato. La Juvecaserta ha intenzione di provvedere alla sostituzione nelle rotazioni dell'infortunato Nika Metreveli che ne avrà almeno per due mesi, ma purtroppo tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, come recita il vecchio adagio. La società bianconera di patron Raffaele Iavazzi non naviga di certo nell'oro tanto da potersi permettere innesti in corsa a cuor leggero, e lo si è visto prima con Adegboye e poi proprio con il lungo georgiano. In virtù di ciò coach Dell'Agnello sarà costretto a fare ancora di necessità virtù, cosa che risultati alla mano gli sta riuscendo parecchio bene quest’anno.
Ma bisogna anche guardare in faccia alla realtà, e siccome non si potrà intervenire sul mercato perché di denari per Caserta ne girano davvero pochi è lecito aspettarsi anche un calo sia fisico che di prestazioni. Il che fa tutto parte di un processo ciclico, perché se sei costretto a giocare con un uomo in meno costringendo altri giocatori ad accollarsi un minutaggio maggiore rispetto al previsto, è anche normale che dopo un po’ la benzina finisca e che sia quasi costretto a mostrare il fianco all’avversario. Questo concetto è bene chiarirlo già adesso perché a lungo andare potrebbero essere sollevate delle polemiche poco carine indirizzate sia allo staff, in primis al tecnico Sandro Dell’Agnello, che ai giocatori.
DARIO HUNT AL TIRO (FOTO IODICE)
Ebbene, come già detto, il front office della Juvecaserta parrebbe attivo nel trovare un innesto che possa allungare le rotazioni del reparto lunghi bianconero. Il direttore operativo Antonello Nevola si è recato già ieri a Milano per seguire dal vivo l’evento della Coppa Italia, e perché no, provare anche ad intrattenersi con qualche procuratore per vedere se possa nascere qualche occasione interessante in tal senso, ovviamente a prezzo scontatissimo. Sull’unico nome che ha preso a girare all’ombra della Reggia, ovvero quello di Dane Diliegro, bisogna dire che non c'è assolutamente nulla. Non si può parlare di una trattativa, se non di un banale pourparler intavolato dall’agenzia del giocatore. Il lungo statunitense e con passaporto italiano attualmente milita tra le fila della Mens Sana Siena in A2, ed i suoi agenti avendo fiutato la possibilità che la società toscana possa chiudere i battenti già a stagione in corso - anche se per saperne qualcosa di ufficiale bisognerà aspettare almeno altri 15 o 20 giorni - vogliono far salpare il proprio assistito per altri lidi. E quale migliore opportunità se non quella di trasferirsi addirittura in massima serie? Insomma per la serie: due piccioni con una fava.
Premesso che non arriverà una soluzione tanto in fretta a questo ennesimo rebus di mercato, è molto probabile che la stagione della Juvecaserta continuerà sull’onda del sacrificio. Ovvero alle due torri di ruolo Bobby Jones e Dario Hunt sarà chiesto per forza di cose di eccellere, mentre a Viktor Gaddefors spetteranno tanti minuti da ala grande tattica così da dare cambio e respiro ai primi due citati. E se proprio il coaching staff casertano dovesse essere con l’acqua alla gola, un po’ di spazio sarà necessariamente concesso anche a quel Tommaso Ingrosso che sulla panchina sta decisamente ammuffendo. Pur consapevoli che l’apporto dell’ex Cassino sarà piuttosto esiguo in virtù del fatto che ogni qualvolta Dell’Agnello ha provato a buttarlo nella mischia è sembrato puntualmente un pesce fuor d’acqua.

martedì 9 febbraio 2016

Juvecaserta, Peyton Siva e Dario Hunt le tue star

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/02/2016

LEGA A. L’ex Louisville guida le classifiche in assist e recuperi, l’ex Nevada quella in rimbalzi
Juvecaserta, Peyton Siva e Dario Hunt le tue star

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta sta disputando un campionato piuttosto buono, nonostante vi siano stati degli “up and down” dovuti soprattutto alle assenze che di volta in volta hanno attanagliato coach Sandro Dell’Agnello, che si è dovuto inventare quintetti ed equilibri in campo. Questo ovviamente può essere il sintomo anche di una panchina non proprio lunga, mancante di quella personalità e tecnica che si addice alla massima categoria. Il tecnico toscano ha fatto, anche da questo punto di vista, un vero e proprio miracolo cercando sin dai primi giorni del raduno estivo di formare innanzitutto un gruppo, che sappia sopperire a quelle carenze fisiche e tecniche proprio con il sacrificio, l’abnegazione, con l’aiutarsi l’uno con l’altro. E proprio questo sembra essere il segreto della Juvecaserta in questa stagione. Un’annata iniziata male anche perché mancava sicuramente il colpo del mercato estivo, vale a dire Peyton Siva, costretto a restare ai box.
Da quando infatti l’ex Louisville è ritornato a pieno regime, per la Juvecaserta c’è stato un record di 4-2, iniziata con la vittoria ad Avellino, proseguita con l’affermazione casalinga contro Brindisi e terminata con l’ultimo doppio colpo contro Torino e Cremona. Nel mezzo le sconfitte con Trento, in cui Siva fu tenuto a riposo precauzionale, e Varese che al PalaMaggiò diede vita ad una straordinaria prestazione balistica. Con il ritorno sul parquet del campione NCAA 2013 la compagine bianconera oltre a coesione ha trovato anche la determinazione per raggiungere la vittoria. Appunto, Siva appena ha giocato con regolarità è subito salito alla ribalta delle classifiche individuali in assist (7.1) e recuperi (2.3), inseguito rispettivamente dall’ex bianconero Ronald Moore (6.5) e dal cremonese Deron Washington (2.1). Per la Lega il nativo di Seattle non è il primatista semplicemnete perché non ha disputato il 50% delle partite.
Un’altro top-player della squadra di Pezza delle Noci è sicuramente il lungo Dario Hunt. Infatti, statistiche alla mano, l’ex Nevada University guida la graduatoria dei migliori rimbalzisti (9.2) con un discreto vantaggio su Alex Oriakhi (8.7) di Capo d’Orlando; mentre insegue per un nonnulla il canturino Jared Berggren (1.7) in quella dei migliori stoppatori dopo averla condotta per diverse settimane, e fermo adesso a 1.6. Per quanto riguarda la classifica marcatori, i primi casertani sono Daniele Cinciarini (14) undicesimo, e Micah Downs (13.4) diciannovesimo.

domenica 7 febbraio 2016

Dario Hunt, il gigante di Caserta

Dario Hunt, il gigante di Caserta

«Che noia il football, meglio le sfide sotto canestro»


di Giovanni Bocciero*

Sbarcato in estate all’ombra della Reggia con la fama del pivot di ruolo, Dario Hunt in maglia JuveCaserta sta rispettando questa reputazione. L’ex Nevada rappresenta una delle pietre miliari del roster di coach Sandro Dell’Agnello. Come detto, è arrivato a Caserta per ricoprire un ruolo da protagonista, e fin qui sta viaggiando alle considerevoli cifre di quasi una doppia-doppia di media in punti (poco più di 10) e rimbalzi (poco più di 9) aggiungendo circa due stoppate. Ma oltre al mero dato statistico, Hunt ha portato nel pitturato solidità ed intimidazione, che a tratti lo fanno dominare, e che unite alle cifre di cui sopra, basterebbero per aggiudicarsi il titolo di “defensive player” in NBA. Ecco, la NBA, che non è riuscito neppure a sfiorare dato che appena uscito dall’università, nell’estate del 2012, non è stato scelto al draft. E così arriva in Europa per farsi le ossa, dividendosi tra Ucraina, Austria e appunto Italia, con una parentesi in D-League ai Rio Grande Valley Vipers senza riuscire comunque a strappare un contratto NBA. Giocatore anche spettacolare, Hunt a suon di schiacciate è diventato un beniamino dei tifosi. E con l’attuale leader delle classifiche individuali in rimbalzi e stoppate abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Quando hai iniziato a giocare a basket?
«Ho iniziato a giocare a pallacanestro sul serio quando avevo circa 14 anni. Fino ad allora il mio sport principale era stato il football».
Ecco, hai praticato anche football con risultati piuttosto buoni. Che ruolo occupavi e perché hai poi deciso di giocare solo a basket?
«Giocavo da "defensive" onestamente, ma il football era uno sport che mi annoiava a causa della stessa routine. Il basket invece è stata una sfida, e mi piace sfidare me stesso».
Quali sono le tue origini e che tipo di famiglia è la tua?
«Sono cresciuto a Tampa, in Florida, ma ho vissuto in tanti luoghi perché entrambi i miei genitori erano militari. Da questo punto di vista, siamo una tipica famiglia di militari».
Sin da giovanissimo hai preso tanti rimbalzi e fatto tante stoppate, qual è il tuo segreto?
«Nessun segreto, queste due statistiche sono frutto di grande sforzo ed altrettanto desiderio. Penso solo a voler giocare bene quando scendo in campo».
Al college hai avuto una striscia di 19 tiri liberi consecutivi in tre gare, statistica in controtendenza rispetto ad oggi. Ricordi in particolare quel momento?
«Sì, mi ricordo che ero molto fiducioso del mio tiro libero. Ora è una specie di blocco mentale, ma io mi sforzo per migliorare».
Chi sei e cosa fai fuori dal campo?
«Fuori dal campo sono una persona abbastanza fredda, solitaria. Mi piace il buon cibo, la buona musica e le brave persone, e sono una persona abbastanza ottimista e positiva».
Qual è il tuo hobby preferito?
«Sono un pensatore abbastanza selvaggio, così ogni volta che mi posso esprimere lo faccio sia attraverso la scrittura o comunque attraverso qualcosa di creativo».
Cosa ti incuriosisce dell'attualità?
«Cerco sempre di rimanere aggiornato sulle ultime notizie che arrivano dal mondo, ma io mi concentro di più sugli eventi positivi. Mi piacciono le novità in campo tecnologico e musicale».
Qual è il tuo pensiero sul terrorismo?
«È un problema importante che deve affrontare il mondo in questo momento, ed è triste. Non ho le risposte giuste per risolverlo, ma è difficile che si migliori se continuiamo a procedere con "l'occhio per occhio". Auspico di cuore che questa non diventi la nuova normalità per il mondo».
A novembre ci saranno le elezioni in USA per il dopo Obama, qual è la tua idea politica?
«Sinceramente non ho alcuna affiliazione a partiti politici. Penso solo che i governi dovrebbero lavorare per creare un ambiente equo e portare avanti il paese insieme, per il bene di tutti».
Com'è il tuo rapporto con la religione?
«Il mio rapporto con la religione è molto personale, è una cosa davvero intima».
Hai mai vissuto una situazione di razzismo. Come ti comporti su questo argomento?
«Sì, come penso che accade a tutte le minoranze. Cerco di non sprecare alcuna energia in riferimento a queste situazioni. Chi lo commette non si rende conto che il mondo si sta evolvendo davanti ai loro occhi».
Ti piace comunicare tanto attraverso i vari social network?
«Sono piuttosto attivo su Instagram, ma cerco di non spendere troppo tempo sui social media».
Hai anche un sito ed un blog personale, ci spieghi il loro utilizzo?
«Sì, www.l-l-f.co è il mio marchio, acronimo di "living life fearless", ovvero vivi la vita senza paura. È un progetto online aperto a individui e marchi creativi per essere connessi e mostrare il proprio materiale. Il blog (www.beboldbefearless.co) è invece uno spazio in cui gli utenti possono condividere tutti i propri pensieri».
Hai un personaggio sportivo a cui ti ispiri?
«Crescendo Kevin Garnett era il mio giocatore preferito per l’intensità che metteva quando giocava».
Ai tempi dell’università esprimesti il pensiero che per te battere l'avversario è il momento più emozionante. Ci spieghi perché?
«Sono una persona molto competitiva e sapere che tu sei il migliore quando vinci è la più bella sensazione che si può provare nello sport in generale».
Quando terminerai la carriera da giocatore cosa ti piacerebbe fare?
«Sicuramente qualcosa nel mondo degli affari, e spero anche qualcosa di creativo ovviamente».
Hai partecipato all'All Star Game, sei attualmente il miglior rimbalzista e stoppatore del campionato, insomma onorificenze individuali importanti per la tua carriera?
«Certo, però non va dimenticato che la pallacanestro è uno sport di squadra. Ho lavorato tanto tempo e con fatica con il coach su diversi movimenti individuali, e anche per migliorare il mio tiro libero, e vedere che il lavoro paga è sempre molto gratificante».
Cosa pensi della città di Caserta, hai avuto modo di visitarla?
«Caserta è una città piccola ma bella e importante. Mi piace tanto e mi sento a mio agio qui».
Passiamo al campionato, qual è il tuo giudizio sin qui?
«È sempre difficile vincere soprattutto quando ti capitano un sacco di avversità, che penso abbiamo saputo gestire anche abbastanza bene finora. Abbiamo perso alcune partite importanti, ma siamo ancora molto competitivi».
Come ti trovi nello spogliatoio, con i compagni e lo staff tecnico?
«Vado d'accordo con tutti, sia compagni che coach. Abbiamo un lavoro da fare, da portare a termine, e non posso farlo sicuramente da solo».
Il pubblico casertano è molto controverso, caloroso ma anche critico, la tua opinione sulla tifoseria?
«Non ho avuto nessun problema con le persone di Caserta, ma solo interazioni positive. Credo che fino a quando giocherò duro non ce ne saranno».
Domanda secca: dove potete arrivare in campionato?
«Credo che al completo, e se giochiamo nel modo giusto, siamo una delle migliori squadre del campionato. Possiamo certamente fare i playoff, ma, naturalmente, non sarà facile raggiungerli».



LA SCHEDA
Centro classe ‘89, 206 cm, nato a Colorado Springs. Al liceo Pine Creek stabilisce i record scolastici in rimbalzi e stoppate viaggiando a 15 punti e 12 rimbalzi. Si trasferisce poi alla Charis Prep dove con 16.1 punti, 15.3 rimbalzi e 3.1 stoppate è nominato Mvp. In NCAA gioca per Nevada, in quattro anni è inserito tre volte nel quintetto difensivo e due nel secondo quintetto della WAC. Guida la conference due volte in stoppate (2.4 il career-high) e una in rimbalzi (9.8), e ha stabilito il record di una singola stagione dell'università in stoppate: 83. Career-high in punti (14.1) al Gussing.



HANNO DETTO
Sandro Dell’Agnello: «È un ragazzo sensibile e intelligente che se motivato mette grande energia in ciò che fa. Può essere un fattore in difesa grazie a mobilità ed atletismo, e a rimbalzo perché, seppur undersize, è un ottimo saltatore con senso della posizione, ma anche offensivamente se servito in maniera dinamica. Con lui ho un buon feeling ed abbiamo migliorato degli aspetti del gioco. Ha un ottima comprensione e quando gli si chiede qualcosa non c’è bisogno di ripeterla due volte, particolare non trascurabile».
Andrea Ghiacci: «È stata una grande sorpresa. Non lo conoscevo e ho avuto modo di riscontrare che è un ragazzo super, fuori e dentro il campo. Si allena sempre con grande voglia e intensità, e pur non essendo altissimo riesce ad essere un pivot dominante, e lo sta dimostrando».


* per il mensile BASKET MAGAZINE

lunedì 11 gennaio 2016

ASG2016. Dario Hunt e Micah Downs si mettono in grande evidenza

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/01/2016

ASG2016. L’ala di Seattle ha conteso lo Slam Dunk Contest
Juvecaserta, Hunt e Downs si mettono in grande evidenza
I due giocatori c’hanno messo un po’ per ambientarsi ma poi si sono ritagliati il loro piccolo spazio nel match

di Giovanni Bocciero

CAVIT TEAM 154
DOLOMITI ENERGIA148
(35-46; 66-78; 108-108)

CAVIT TEAM: Jamel McLean 4, Pietro Aradori 6, Stefano Tonut 4, Mike Green 13, Abdul Gaddy 2, JaJuan Johnson 27, James Nunnally 14, Tyrus McGee 35, Achille Polonara 8, Alex Kirk 31, Dario Hunt 10, All. Dan Peterson- Max Menetti.
DOLOMITI ENERGIA: Micah Downs 13, David Logan 28, Julian Wright 6, Awudu Abass 16, Luca Vitali 3, Austin Daye 20, Davide Pascolo 4, Michael Bramos 5, Wayne Blackshear 6, Semaj Christon 10, Krunoslav Simon 14, Dewayne White 23, All. Valerio  Bianchini- Maurizio Buscaglia.

CASERTA. Al PalaTrento è andata in scena la 30esima edizione dell’All Star Game Italia, e per il secondo anno consecutivo il format della kermesse ha abbandonato la partecipazione della Nazionale azzurra per vedersi affrontare due selezioni con un mix tra giocatori italiani ed internazionali. Questo permette sicuramente che lo spettacolo offerto dalle due compagini sia molto omogeneo sul parquet, ed il palazzo trentino piuttosto gremito sembra apprezzare sin dalla palla a due. Pronti e via, di difesa non se ne vede assolutamente, in compenso sono tanti i canestri che arrivano soprattutto in due modi: su pick and roll da cui nascono alley-oop o tagli; oppure nei più classici cutch and shot dall’arco dei tre punti dove c’è poca circolazione e si tira al primo passaggio. Tutto nella regola, insomma, per questo evento che è creato proprio per liberare da qualsivoglia pressione da prestazione i giocatori ed esaltare la loro creatività, fantasia e spregiudicatezza all’unico fine di far divertire il pubblico e rendere spettacolare la gara.
Per quanto riguarda i due giocatori della Juvecaserta coinvolti, Dario Hunt e Micah Downs, i bianconeri ci mettono un po’ prima di adattarsi all’ambiente. Hunt salta per due alley-oop ma il tempismo è ciò che manca. Dall’altra parte non fa meglio Downs che alla prima azione vorrebbe saltare per inchiodare un’assistenza, ma si infastidisce con un compagno, così come nell’azione successiva dove in contropiede passa un pallone a metà tra due compagni. E’ nel secondo periodo che entrambi riescono a timbrare il cartellino, ma il meglio deve ancora arrivare, soprattutto perché all’intervallo c’è lo Slam Dunk Contest. Nel break tra primo e secondo quarto, intanto, è tempo del Three Point Contest, al quale vi è un vero e proprio intruso. Infatti, oltre agli annunciati Michael Bramos, Tyrus McGee, Krunoslav Simon (che vincerà) e Alex Kirk (che sarà l’Mvp dell’All Star Game), i social hanno chiesto a gran voce la presenza di David Logan. Il cecchino di Sassari non è stato però letale. E non lo è stato, per certi versi, neppure l’ala bianconera di Seattle, visto che Downs ha conteso la gara delle schiacciate ad Awudu Abass, che con la dedica a Kobe Bryant ha alzato il trofeo. Archiviati i contest, si è ripreso a giocare la partita e qui sia il numero 1 che il numero 4 casertani si sono ritagliati il loro piccolo spazio raggiungendo la doppia cifra.

sabato 9 gennaio 2016

La Juvecaserta ha sempre ben figurato all’All Star Game

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/01/2016

AMARCORD. Sono 24 le convocazioni di atleti bianconeri
La Juvecaserta ha sempre ben figurato all’All Star Game
La partita delle stelle nostrane fu disputata nel lontano 1983 per la prima e fin qui unica volta tra le mura del PalaMaggiò

di Giovanni Bocciero

CASERTA. L’All Star Game Italia, la partita delle stelle nostrane che si disputerà questo pomeriggio a Trento, è arrivato alla sua 30esima edizione. La prima fu disputata il 12 maggio del 1982, e nell’arco degli anni ha cambiato più volte il format. Infatti, alle origini si sfidavano le rappresentative del campionato di A1 e di A2, che all’epoca vedevano le prime quattro del secondo torneo partecipare addirittura ai playoff scudetto. Dal 1989 erano l’una contro l’altra delle rappresentative territoriali, ovvero Sud contro Nord. Nel 1992 e 1993 invece, la Serie A e la Liga ACB spagnola organizzarono la kermesse insieme, con due squadre a rappresentare la crème de la crème dei rispettivi campionati. Su questa falsariga, nel 1994 la manifestazioni si ampliò e ci fu un triangolare tra Serie A, Liga ACB e Pro A francese. Dal 1996 entrò in gioco la Nazionale italiana, la cui prima presenza si ebbe già nel 1991, che sfidava di volta in volta il Team All Stars del campionato, con la sola edizione del 2005 che vide affrontarsi due squadre di All Stars per beneficenza. Dal 2007 al 2010 la partita delle stelle non si disputò, mentre dal 2011 è ritornato questo appuntamento folcloristico della pallacanestro italiana. 
FOTO FILAURO
La seconda edizione dell’All Star Game, giocato il 9 febbraio del 1983, si disputò al PalaMaggiò di Castel Morrone. Fin qui si tratta del primo ed unico appuntamento disputato nel “palazzo dei cento giorni”, e quella edizione vide il team dell’A1 guidata dall’Mvp del match Clyde Bradshaw e da Mike D’Antoni imporsi per 137-121 sul team dell’A2 allenato dal tecnico della Juvecaserta, Bogdan Tanjevic, e tra le cui fila militavano i bianconeri Oscar Schmidt, che realizzò 20 punti, e Zoran Slavnic. In totale il club di Pezza delle Noci ha avuto ben 24 convocazioni di propri atleti per questo speciale evento, ed il maggior numero di presenze le ha proprio la “Mao Santa” con sette, che ha realizzato complessivamente 193 punti, per 27,6 di media. Di seguito nel dettaglio tutti i bianconeri convocati nelle singole edizioni: Lorenzo Carraro (1982), Oscar Schmidt (1983, 1984, 1985, 1986, 1987, 1988 e 1989), Zoran Slavnic (1983), Marcel De Souza (1984), Mike Davis (1985), Horacio Lopez (1985), Ferdinando Gentile (1991), Mychal Thompson (1991), Greg Anderson (1992), Bill McCaffrey (1994), Jumaine Jones (2011), Andre Smith (2012), Stefano Gentile (2013), Michele Vitali (2014), Jeff Brooks (2014), Chris Roberts (2014), Micah Downs (2016) e Dario Hunt (2016). Tre invece le panchine che hanno parlato casertano con Bogdan Tanjevic (1983) e Franco Marcelletti (1989 e 1991).
La gara da tre punti la cui prima volta si è avuta nel 1986, ha visto Oscar Schmidt vincerla consecutivamente dal 1987 al 1989, mentre il premio di Mvp della partita lo hanno vinto in due: Oscar Schmidt (1987) uno dei tre atleti nella storia a compiere l’accoppiata con la gara del tiro da tre, e Stefano Gentile (2013) che l’anno dopo fece il bis seppur con la maglia di Cantù. Nel 1998, all’All Star Game di Napoli, il premio di Mvp fu alzato dal casertano doc Enzo Esposito che indossava la canotta dell’Andrea Costa Imola.

mercoledì 23 dicembre 2015

PAGELLE JUVECASERTA Cinciarini da enciclopedia, Siva incisivo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 24/12/2015

PAGELLE JUVECASERTA
Cinciarini da enciclopedia, Siva incisivo

DOWNS 7,5: forse il miglior giocatore americano della squadra, sin dall’inizio è il più energico, sistema la mira in corso d’opera e poi è il maggior giustiziere di Avellino.
SIVA 6,5: un primo tempo da “chi l’ha visto?”, un avvio di ripresa da autentico leader e star indiscusso. Poi finisce in panchina perché il fisico evidentemente non è ancora al top.
HUNT 7: lotta e si sbatte sin dalla palla a due, ma nel primo tempo va sotto contro un Cervi in trans agonistica. Nella ripresa cresce insieme a tutta la squadra e domina nell’area pitturata oscurando il proprio canestro.
CINCIARINI 8: terzo quarto da enciclopedia per il tiratore bianconero che entra in ritmo e si rende artefice della rimonta che riapre la contesa. Senza di lui commenteremmo quasi sicuramente un’altra sconfitta.
JONES 5: partita non sufficiante per l’ex NBA che prova a farsi vedere in attacco, ma la mira e forse ancor di più il corpo non lo aiutano.
GADDEFORS 6: come al solito tante piccole cose, dalla prima tripla di squadra realizzata a 3’ dalla fine del primo tempo, ai tagli nel secondo che hanno aperto la difesa. Ci sono anche tanti errori, ma resta utile alla causa.
GHIACCI 6: mandato in campo forse più per disperazione, si fa trovare subito pronto a realizzare al primo pallone toccato. L’elemento che dovrebbe esserci in ogni squadra.
GIURI 5,5: poco incisivo rispetto alle prime uscite in maglia bianconera, ma quella tripla centrale piedi a terra ha il suo grande valore nell’economia di tutta la gara.
INGROSSO s.v.: scarso un minuto in cui commette un fallo e subisce una stoppata su tiro da metà campo. Male.
DELL’AGNELLO 7: nel primo tempo si assiste ad uno spettacolo indegno in cui le prova tutte, ma davvero tutte, cambiando ed alternando quintetti e tattica. Nella ripresa si rivede la solita difesa da cui parte l’incredibile rimonta. Gestisce bene gli acciaccati e porta a casa questa vittoria.
GIBO

lunedì 16 novembre 2015

Juvecaserta, sprecata una ghiotta occasione?

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 17/11/2015

LEGA A. A Pistoia si poteva anche vincere se si fosse avuto pazienza e miglior mira da tre
Juvecaserta, sprecata una ghiotta occasione?

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La sconfitta rimediata in quel di Pistoia deve far riflettere la Juvecaserta, che ha avuto la ghiotta occasione di poter espugnare il PalaCarrara. Una partita che seppur sofferta ha visto la truppa di coach Sandro Dell’Agnello giocarsi ad armi pari le proprie chance di vittoria, contro quella che è a tutti gli effetti l’attuale capolista del campionato di Lega A.

IL LEADER. Ma veniamo ai fatti concreti. Per la seconda volta consecutiva è stato palese che questa Juvecaserta non può fare a meno dell’estro e della determinazione di Peyton Siva. L’ex Louisville non ha fatto la sua miglior partita, anzi, potremmo quasi dire che rispetto alla sfida con Capo d’Orlando ha fatto un passo indietro. Eppure quando è arrivato il momento di aggredire l’incontro negli ultimi possessi si è prima alzato dai 6,75 praticamente zittendo il pubblico avversario sempre parecchio rumoroso, e poi senza tremare dalla linea della carità dove ha infilato un 2/2 quando poco prima non era stato allo stesso tempo letale.

LA LACUNA. Nelle settimane scorse Daniele Cinciarini è stato l’autentico protagonista delle bellissime affermazioni dei bianconeri, soprattutto in quel di Bologna. Ieri purtroppo, all’ex di turno, è tremata parecchio la mano. Questo ha portato alla logica conseguenza che la Juvecaserta non ha avuto un terminale offensivo a cui appoggiarsi con grande fiducia nei momenti di particolare difficoltà. Anzi, in special modo nel secondo quarto la truppa casertana si era intestardita a voler recuperare il gap che si era venuto a creare unicamente con le conclusioni dall’arco dei tre punti. Inutile dire che questo “tira e tira” non ha prodotto alcunché. E adesso sorge spontaneo l’interrogativo su Muhammad El Amin. Sacrificato fin qui in cabina di regia per l’assenza di Siva, non ha brillato e neppure convinto più di tanto. Ma adesso, da guardia tiratrice, può ritornare utile a questa squadra? Non siamo nella posizione tecnica per poter dare un giudizio, e così lasciamo allo staff tecnico bianconero la “patata bollente”.

LE TORRI. Il reparto lunghi ha risposto come al solito presente, con la qualità di Bobby Jones, la solidità di Dario Hunt e l’energia di Valerio Amoroso. Un trio che sembra sposarsi perfettamente, garantendo versatilità e costanza a tutto il reparto. Jones è partito alla grande, tenendo con il muso avanti la Juvecaserta nella prima metà del quarto d’esordio rispondendo “colpo su colpo” all’attuale miglior giocatore del campionato quale è Alex Kirk. Peccato per i falli che lo hanno raffreddato. Differente ma allo stesso tempo essenziale il lavoro di Hunt, che nel primo tempo si è messo in evidenza soprattutto con diversi lay-up, ed anche qualche schiacciata, che hanno tenuto a contatto i bianconeri nel momento sicuramente più difficile; mentre invece nella ripresa ha alzato una diga davanti al proprio canestro rendendosi artefice di un paio di stoppate incredibili. Infine, Amoroso è stato il solito lottatore, tutta grinta e caparbietà che purtroppo per una cosa buona ne fa una sbagliata. Errori di puro agonismo che comunque si fanno apprezzare per la volontà. A questi davvero non si può chiedere altro.

domenica 15 novembre 2015

Pagelle Juvecaserta: Siva trascina, Hunt solido, Jones sprinter

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 16/11/2015

PAGELLE JUVECASERTA
Siva trascina, Hunt solido, Jones sprinter

DOWNS 6,5: Si vede poco nel primo tempo, poi nella ripresa mette a segno i canestri decisivi che permettono ai casertani di mantenere un minimo di vantaggio prima del rush finale.
HUNT 6,5: Partita di grande sostanza sotto le plance per lui, che nel primo tempo mette a referto i punti che fanno rimanere aggrappata la squadra, mentre nella ripresa rispedisce al mittente diversi tentativi degli avversari. Il solito lavoratore, su cui pende però quella banale persa nel supplementare.
CINCIARINI 5: Sicuramente non la sua miglior partita con la Juvecaserta. Sparacchia tanto nel primo tempo, e prova a vincerla lui nei tempi regolamentare con il pallone che colpisce soltanto il tabellone. Polveri decisamente bagnate.
FOTO FILAURO
AMOROSO 5,5: Fa il buono ed il cattivo tempo, per temperamento è il trascinatore ma commette anche tante ingenuità per via di quella foga che troppo spesso lo condiziona.
GADDEFORS 5: Utilizzo scarso per lo svedesino che non riesce a lasciare la sua solita impronta sulla partita. Sarebbe servita la sua difesa.
GIURI 5,5: Tanto spazio per lui che si sbatte ma proprio non riesce a trovare la collocazione offensiva visto che viene battezzato senza riuscire a punire.
SIVA 7: Se lo si dovesse giudicare prima del gran finale dei 40’ non supereremmo la sufficienza. Tanti penetra e scarica per innescare i compagni, qualche brutta palla persa, dei canestro inventati dal palleggio, e quei falli che lo hanno condizionato. Nel rush finale si prende la squadra sulle spalle ma poi commette il quinto personale e saluta il match.
JONES 5,5: Parte a spron battuto siglando i canestri che tengono Caserta avanti nei primi minuti ed intavolando un bel 1vs1 con Kirk. Poi si eclissa e man mano scompare dalla partita lasciandola anzitempo per raggiunto limite di falli.
DELL’AGNELLO 6,5: Partita gestita bene, forse avrebbe dovuto alzare la voce quando nel secondo quarto i suoi giocatori si erano interstarditi a tirare da tre. Nell’overtime perde i pezzi.
Giovanni Bocciero