venerdì 10 maggio 2013

Chi passerà tra Maddaloni e Trani lo si deciderà alla bella!

COMUNICATO STAMPA DELLA PALL. SAN MICHELE 10/05/2013


Chi passerà tra Maddaloni e Trani lo si deciderà alla bella!

TABELLINI: Juve Trani- Cover Maddaloni 85- 63
Trani: Cipri, Liso 5, Marti 2, Cancellieri 16, Fucek 14, Panzarino, Cupito 15, Raffaelli 16, Argentiero 11, Argento 6, All. Scoccimarro, Ass. All. Lerro.
Maddaloni: Piscitelli 9, Lombardi 2, Mastropietro, Desiato 14, Luongo 6, Garofalo 5, Rusciano 12, Chiavazzo 8, D’Isep 2, Ferrante 5, All. Massaro, Ass. All. Ricciardi.
Parziali: 32- 12, 15- 22, 27- 16, 11- 13.
Arbitri: Andrea Suriani di Roma (RM) e Laura Russo di Venafro (IS).
Note: 500 spettatori circa. Falli tecnici a coach Massaro (22’) e Ferrante (23’).

PRE-PARTITA: Gara decisiva più per il Trani, costretto a vincere per continuare la propria corsa in questi play-off, che per il Maddaloni, che in caso di vittoria poteva archiviare la pratica e godersi un maggiore riposo. Questo ‘ritorno’ aveva, dunque, due diversi significati per le due formazioni impegnate.

CRONACA: Coach Massimo Massaro manda in campo Desiato, Ferrante, Chiavazzo, Piscitelli e Rusciano; per il Trani invece scendono sul parquet Cancellieri, Argentiero, Raffaelli, Cupito e Fucek. Durante il riscaldamento le facce dei giocatori di entrambe le compagini erano tranquille, il che non faceva trasparire la tensione reale che c’era per la posta in palio. I giocatori tranesi avevano in corpo la cattiveria agonistica di chi sapeva di avere un solo risultato dalla sua parte. Dopo il momentaneo 2-2, il Trani si è imposto con un break di 11-0, prendendo subito le redini del gioco in mano. La reazione ospite è stata impalpabile, nonostante i giocatori in casacca biancoblu cercassero di rimediare all’avvio piuttosto stentato. I padroni di casa, passando dalla difesa a uomo a quella a zona, hanno preso alla sprovvista Davide Ferrante e compagni, che accusavano il risultato di 24-4 al 7’. Dalla linea della carità il Trani era preciso e cinico, tutto il contrario della Cover che invece non riusciva proprio a trovare il bandolo della matassa. Il secondo quarto è iniziato con tutto un altro piglio per Salvatore Desiato e compagni, che sfruttando una leggera flessione dei padroni di casa hanno piazzato un parziale di 10-0 (32-22) che ha costretto il Trani a ricorrere al minuto di sospensione per placare gli avversari. Due squilli dei tranesi, però, hanno rovinato la rimonta dei maddalonesi ad una sola cifra di svantaggio. Nella seconda metà del quarto, l’attacco calatino è riuscito ad innescare Francesco Chiavazzo, il quale con un paio di contropiedi ha mantenuto la porticina della rimonta aperta, nonostante il 47-34 al termine del primo tempo.
Al rientro dagli spogliatoi il Maddaloni ancora una volta è pronto ad intraprendere la via del canestro con Luciano Rusciano, ma i due tecnici fischiati quasi consecutivamente un pò tarpano le ali alla Cover. Il Trani è bravo a seguire il vento e non appena l’inerzia della gara ritorna a soffiare dalla sua parte non perdona il Maddaloni, che non è rapido ad applicare le dovute contromosse tattiche. Il solo Giuseppe Piscitelli si rende attivo in attacco, ma in difesa tutta la squadra ospite non riesce ad opporsi a dovere ad un Trani davvero tarantolato, che al 30’ conduce il match sul 74-50. L’ultimo periodo inizia ancora una volta con il Maddaloni volenteroso di afferrare la gara e tentare il colpaccio. È soprattutto la batteria di lunghi maddalonese, con Giuseppe Luongo su tutti, a creare i maggiori grattacapi alla formazione di casa, la quale però non si fa intimorire e risponde quanto basta dalla lunga distanza per ipotecare il successo, e mandare la serie di questi play-off alla fatidica gara del ‘win or go home’ per entrambe le franchigie, ovvero il match numero tre.

POST-PARTITA: Quello di Trani si dimostra ancora una volta un parquet piuttosto stregato per l’equipe della Cover, vista anche la sconfitta rimediata in regular season. La squadra maddalonese ha provato a svegliarsi a gara in corso, ma questo Trani oggi era troppo più forte. Poco cambia questo stop per il Maddaloni, oltre al rammarico di non essere riuscito a vincere gara due, perché domenica si tornerà al Pala Angioni- Caliendo, e stavolta sarà tutta un’altra musica.


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Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

lunedì 6 maggio 2013

Servizio Video Cover Maddaloni- Juve Trani 94-74

DA GIOVANNI.BOCCIERO.TV (CANALE YUOTUBE)

Servizio Video Cover Maddaloni- Juve Trani 94-74





Maddaloni devastante, Trani al tappeto!

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 05/06/2013


Maddaloni devastante, Trani al tappeto!

TABELLINI: Cover Maddaloni- Juve Trani 94- 74
Maddaloni: Piscitelli 8, Mastropietro 2, Desiato 9, Luongo 6, Salanti 2, Garofalo 16, Rusciano 13, Chiavazzo 19, D’Isep 3, Ferrante 16, All. Massaro, Ass. All. Ricciardi.
Trani: Cipri, Liso, Marti, Cancellieri 9, Fucek 12, Panzarino, Cupito 21, Raffaelli 12, Argentiero 9, Argento 8, All. Scoccimarro, Ass. All. Lerro.
Parziali: 32- 16, 20- 16, 22- 12, 20- 30.
Arbitri: Daniele Valleriani di Ferentino (FR) e Federico Marinelli di Rieti (RI).
Note: 700 spettatori circa. Falli tecnici a coach Scoccimarro (8’) e Raffaelli (25’). Fallo antisportivo a Chiavazzo (9’).

PRE-PARTITA: Quando il gioco si fa duri, i duri iniziano a giocare. Questo detto vale ora più che mai, visto che sono iniziati i play-off della Divisione Nazionale C. Il primo avversario che si poneva sulla strada della Cover Maddaloni era quella sorprendente Juve Trani, che ritenuta vera e propria sorpresa di questo campionato, aveva tutte le carte in regola per mettere in difficoltà la franchigia calatina.

CRONACA: Coach Massimo Massaro schiera lo starting-five Desiato, Ferrante, Chiavazzo, Piscitelli e Rusciano; gli ospiti invece scendevano sul parquet con Cancellieri, Raffaelli, Argento, Cupito e Fucek. L’approccio alla gara non poteva essere dei migliori per il quintetto di casa, che tesse delle trame di gioco precise e perfette, che portano la gara immediatamente sui binari ad esso più congeniali, prima sul 14-7 e poi sul 20-10, soprattutto grazie ad un Davide Ferrante che scalda immediatamente il motore. Il Trani non è quella squadra spumeggiante intravista nella regular season, anzi, muove troppo poco il pallone divenendo prevedibile in attacco, e s’affida al tiro pesante che non lo premia. Dal canto suo, il Maddaloni è sempre attivo, sfrutta i buchi difensivi che si aprono e sugli scarichi ravvicinati Giuseppe Piscitelli punisce gli avversari, dominando sotto le plance (afferrati ben 11 rimbalzi). È con questo andazzo che si chiudono i primi 10’ di gioco, i più prolifici per i padroni di casa che raddoppiano nel punteggio il Trani (32-16). Nella seconda frazione i viandanti riescono a sistemare un po’ le proprie percentuali al tiro, passando dall’insufficiente 31% al più modesto 41% da due. Ma l’attacco dei calatini è un fiume in piena, dove a travestirsi da autentico mattatore è Francesco Chiavazzo. Irresistibile l’esterno biancoblu (8/9 al tiro 1/1 da tre) quando da rimbalzo difensivo si auto lancia in ‘coast to coast’ appoggiando la sfera nel fondo del cesto. Così la Cover doppia ancora una volta nel risultato gli avversari (40-20). Nonostante i tranesi provino ad allungare la propria difesa, pressando sin dalla rimessa dal fondo, i padroni di casa non si fanno prendere dalla frenesia e con grande sagacia tattica superano le avversità. Il vantaggio casalingo si mantiene per lo più inalterato, anche perché grazie a seconde chance è Giuseppe Luongo che realizza. E così al termine del primo tempo si ritorna negli spogliatoi sul netto 52-32.
Al rientro sul parquet il Trani cerca di azzannare la partita, firmando in circa un minuto un buon parziale che le permette di recuperare parzialmente terreno. Questo buon momento, però, dura davvero poco, visto che ad 1’ dal termine del terzo periodo il risultato recita un sonoro 71-38. In questo quarto si esaltano soprattutto Salvatore Desiato, che mette in mostra tutta la sua classe effettuando delle giocate (ha smistato 8 assist) che fanno capire a che livello sia il suo ball-handling, e Adriano D’Isep, che porta dalla panchina quella solita energia incommensurabile in difesa. E se i due play creano, a segnare ci pensa capitan Nino Garofalo, che scalda la mano dalla lunga distanza e appena ha un po’ di spazio non ci pensa due volte a punire gli avversari. L’ultimo periodo è più che altro una passerella per i giocatori in casacca biancoblu, che comunque nei primi minuti devono soffrire la verve degli ospiti. Infatti, con un nuovo sussulto il Trani accorcia a circa venti lunghezze lo svantaggio. Il Maddaloni però non ha proprio voglia di complicarsi la vita, e con il totem Luciano Rusciano, che sfiora un’incredibile tripla-doppia da 13 punti, 8 rimbalzi e 6 assist con 3 stoppate. Il Trani negl’ultimi minuti trova qualche spazio in più e riesce a rimpinguare il proprio personale bottino. Nel garbage-time, c’è spazio anche per i giovani maddalonesi doc Valerio Salenti e Alessandro Mastropietro, che sfruttano l’occasione per scrivere il proprio nome a referto. Il secondo in particolare, si rende artefice di trenta secondi circa di grande fatturato: completamente in trans agonistica, realizza in sospensione facendo scoppiare il Pala Angioni- Caliendo in un gran boato, poi in difesa ferma il diretto avversario con una stoppata, e nell’azione successiva, in isolamento, si ‘spara’ una penetrazione che conclude con un passaggio no-look al compagno che stava tagliando.

POST-PARTITA: Una vittoria convinte per la Cover Maddaloni, che dimostra di essere in gran forma per affrontare questi play-off. Gara uno è andata in archivio contraddistinta da una particolare etichetta, in primis per la bella prestazione offerta da tutta la squadra, e poi perché si sono messi in  gran mostra due giovani del vivaio. Adesso sotto con gara due, in programma a Trani giovedì 9 maggio con palla a due alle ore 20.30, con l’obiettivo di chiudere subito questa serie.

COMMENTI: “Sono molto soddisfatto della squadra – esordisce coach Massimo Massaro – per come abbiamo avuto l’approccio alla gara, e di conseguenza iniziato questo play-off. Abbiamo mostrato immediatamente una mentalità vincente che non desse adito agli avversari che non hanno avuto alcuna possibilità di giocarsi la partita. Abbiamo mantenuto l’intensità costante per tutta la gara – analizza il trainer calatino –, siamo andati lunghi nei giochi come volevamo, innescando a rotazione ogni attaccante. Ci ha fatto piacere la prestazione dei due ‘piccolini’, che – conclude il tecnico di Napoli – hanno meritato di stare in campo”.

Il dirigente De Filippo
“Siamo soddisfatti della prestazione odierna – dichiara il dirigente Pasquale De Filippo – e abbiamo dimostrato di avere una freschezza fisica che a questo punto della stagione può essere una componente decisiva ai fini del risultato finale. Andremo giovedì a Trani con l’obiettivo di chiudere la serie, ripensando  – ricorda il dirigente responsabile – la gara dell’andata,  una partita in cui non riuscimmo ad esprimerci come è nostro solito. Pensiamo di chiudere bene questo primo turno, e poi il gioco si farà duro perché chiunque affronteremo successivamente, qualora i pronostici fossero rispettati, incontreremmo delle squadre contro cui sarà necessario gestire bene anche un singolo possesso, o avere quel pizzico di fortuna che può farti proseguire il cammino o addirittura vincere il campionato. Io credo che questa squadra ha nelle proprie corde – conclude De Filippo – la possibilità di aspirare alla promozione”.


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Giovanni Bocciero

venerdì 3 maggio 2013

La Cover pronta ad affrontare Trani al primo turno dei playoff

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 03/05/2013


La Cover pronta ad affrontare Trani al primo turno dei playoff

Dopo aver concluso la regular season al quarto posto, valevole per essere la terza testa di serie nella griglia playoff, la Cover Maddaloni è pronta ad affrontare la Juve Trani nel primo turno della post season. Domenica (ore 18.00) presso il Pala Angioni- Caliendo andrà in scena la fondamentale gara uno, importante per portarsi subito avanti nella serie, e soprattutto per non perdere il fattore campo conquistato nelle ventisei gare di campionato disputate. Durante la fase regolare del torneo, i calatini hanno ottenuto esattamente una vittoria ed una sconfitta contro il Trani, perdendo all’andata (5° giornata) la prima partita stagionale, e vincendo al ritorno (18° giornata) con un punteggio piuttosto netto. Ma questi sono i playoff, tutto quello che precedentemente si è fatto è da dimenticare il più in fretta possibile, perché adagiarsi sugli allori di certo non garantirà il passaggio del turno, come del resto ha fatto capire nell’intervista che segue coach Massimo Massaro.
Domenica contro Trani iniziano i playoff. Per parecchi tutto il campionato si concentra soltanto in questa fase. Dopo il bel torneo svolto, punterete al salto di categoria?
“Finalmente iniziano i playoff – esordisce il trainer biancoblu –, la parte più bella del campionato, in cui si rimescolano tutte le posizioni in classifica, dando solo un piccolissimo vantaggio a chi si è piazzato meglio, con la disputa della bella in casa propria. Noi stiamo vivendo questa attesa con grande entusiasmo nella preparazione delle gare. I giocatori e noi dello staff – continua l’allenatore maddalonese – non vediamo l’ora di iniziare. Certo sappiamo bene che dovremo stare attentissimi fin dal primo turno, ma lavoriamo per avere il massimo risultato, come del resto faranno tutte e otto le contendenti”.
Contro Trani in campionato una sconfitta, la prima stagionale, ed una vittoria agevole al ritorno. Che partita s'aspetta però domenica, dove sarà scritto un altro capitolo?
“Trani è sicuramente una buonissima squadra, un giusto mix tra giocatori esperti e giovani – analizza coach Massimo Massaro –. Tra i primi spiccano il fuoriclasse offensivo Lucas Raffaelli, il pivot Fucek, il playmaker Cancellieri e l’ala campana Cupito. Tra i giovani invece, l’ottimo Argento, il tiratore Argentiero ed il play Cipri. È una squadra che ha un grande talento offensivo, allenata davvero molto bene da coach Scoccimarro, ex avversario in tante battaglie quando era giocatore. Però in campionato sono stati un pò alterni nei risultati, pur ottenendo un buonissimo piazzamento. Dovremo imporre il nostro gioco ed evitare di farli esaltare in attacco soprattutto nel tiro da fuori. Sicuramente il pubblico che verrà si divertirà – sentenzia il tecnico di Napoli –, e ci sosterrà a dovere come fatto già nelle tredici partite giocate finora”.


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Giovanni Bocciero

mercoledì 1 maggio 2013

Ciclismo - Napoli si tinge di rosa

DAL CORRIERE DELLA CAMPANIA DEL MESE DI APRILE

Un circuito cittadino darà il via alla 96esima edizione del Giro d'Italia
Ciclismo - Napoli si tinge di rosa

NAPOLI. In questo periodo la città di Napoli è senz’altro un punto importante del mondo, a cui sono rivolte milioni di telecamere, perché quel che succede all’ombra del Vesuvio interessa dagli Stati Uniti all’Australia, dalla Svezia all’Africa, passaggio per la Russia, la Cina ed ogni angolo del mondo. Bisognerebbe quasi individuare Napoli sulla cartina geografica e segnarla con l’evidenziatore, in modo da non perderla. Infatti, poco più di una settimana fa, dal 16 al 21 aprile, nel golfo di Napoli ci sono state le World Series dell’America’s Cup, la massima competizione di vela internazionale, e a distanza di quindici giorni, venerdì 3 e sabato 4 maggio a Napoli si ritroverà la crème de la crème del ciclismo mondiale, visto che dal capoluogo regionale sarà dato il via alla novantaseiesima edizione del Giro d’Italia.
Il salotto buono del ciclismo internazionale si riunirà nella città partenopea, dove lo spettacolo è a dir poco assicurato. I simboli della prima tappa della Corsa Rosa saranno Piazza del Plebiscito e Via Caracciolo, perché nella prima, tra Palazzo Reale e la Basilica di San Francesco di Paolo, dove vengono allestiti i palchi dei grandi concerti, delle feste di Capodanno e dei comizi elettorali, nel giorno del venerdì ci sarà la presentazione ufficiale delle ventitré squadre partecipanti, per un totale di duecentosette corridori. Un numero consistente se si pensa che l’Uci (la federazione internazionale) vieta ad ogni grande competizione di superare il numero di duecento ciclisti. Questa volta però, si è fatto uno strappo alla regola per il semplice fatto che uno dei team di caratura mondiale, la russa Katusha del numero uno del ranking mondiale Joaquim Rodriguez, ha vinto il ricorso presentato al Tas dopo aver subito l’esclusione dal World Tour per motivi etici. Ventitré squadre (nove corridori ciascuna) di cui diciannove invitate di diritto e quattro wild card decise dall’organizzatrice Rcs Sport, che saliranno sul palco per un primo assaggio con il calore del pubblico napoletano intorno alle ore 15.30, con una stupenda Cerimonia di apertura che si chiuderà alle ore 19.00, mentre nel resto della piazza ci sarà il villaggio di partenza. Il quartier tappa sarà un altro elemento di spicco della città, ovvero Castel dell’Ovo, dove ci saranno conferenze stampa, riunioni direttive e la segreteria. Al sabato, dopo un breve trasferimento da Piazza Plebiscito a Via Caracciolo, sul lungomare di Napoli, si abbasserà la bandierina per il via effettivo all’altezza della Rotonda Diaz, altro punto nevralgico dove nel settembre scorso si è giocato lo spareggio tennistico di Coppa Davis tra Italia e Cile.
Il percorso, interamente cittadino, di questa prima tappa, pianeggiante e dunque alla portata dei velocisti, è stato disegnato per un totale di 130 chilometri circa, e vedranno i ciclisti e le loro squadre seguire per quattro volte un circuito da 16.3 chilometri, che porta dal centro della città fino alle zone vicino al mare, quali Bagnoli e Posillipo, e proprio in quest’ultima meta, precisamente a Via Petrarca, sono posti due Gran premi della Montagna di quarto livello, il più basso esistente, in coincidenza dei passaggi al chilometro 23.3 e 39.6; conclusi questi quattro giri lunghi, il circuito si accorcia ad un giro prettamente cittadino, della lunghezza di 8.5 chilometri, percorrendo Largo Sermoneta, Via Mergellina, Via Sannazzaro, Viale Dhorn, Piazza Vittoria, Via Partenope, ritornando su Via Caracciolo dove dopo sette passaggi, all’ottavo ci sarà lo striscione della fine. Con molta probabilità, dunque, la prima maglia rosa, e di conseguenza quella ciclamino (la maglia per segnalare il corridori con più punti conquistati) sarà indossata da un velocista, a meno che al plotone non sfugga una fuga che cambi i piani in tavola. E poi, chi riuscirà ad imporsi sulla doppia scalata di Posillipo si metterà sulle spalle la maglia blu, quella che indica il miglior scalatore del gruppo. Napoli per due giorni sarà la location della kermesse ciclistica che due anni fa, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia si fregiò del logo ufficiale dei festeggiamenti, al pari della Coppa Italia di calcio. Ma non solo il capoluogo partenopeo vivrà l’emozione della Corsa Rosa nella nostra Regione, perché domenica 5 maggio ci sarà la splendida cronometro a squadre Ischia- Forio, di 17,4 chilometri, che potrà in un certo senso già fare una selezione tra chi vorrà competere alla vittoria finale di Brescia (26 maggio), mentre il giorno dopo, lunedì 6, ci sarà la tappa lunga 212 chilometri che trasferirà la carovana da Sorrento a Marina di Ascea.
La città che fu di personaggi illustri come Antonio de Curtis, meglio conosciuto come Totò, Eduardo Scarpetta, Enrico Caruso e di Roberto Murolo, ha già incrociato più volte la sua storia con quella della Corsa Rosa, il più grande evento ciclistico che la storia e la tradizione sportiva del nostro Paese conoscano, e per questo proviamo ad approfondire l’amarcord che lega Napoli al Giro d’Italia. Nel comune partenopeo ci sono state trentacinque partenze e quarantuno arrivi in totale; nella fattispecie l’ultima partenza fu quella del 1963, quando da Napoli i ciclisti si avviarono verso Potenza; l’ultima volta che comunque la carovana ha toccato il capoluogo è stato nel 1996, dunque ben diciassette anni fa. In quell’occasione si trattava dell’ottava tappa di quell’edizione del Giro d’Italia, che vedeva il gruppo provenire da Polla, in provincia di Salerno, e dopo 135 chilometri di fatica ad alzare le braccia al cielo fu niente poco di meno che Mario Cipollini, con la maglia rosa Enrico Zaina che poi si classificò al secondo posto al Giro d’Italia del 1996.; mentre il giorno dopo si è partiti da Napoli con destinazione Fiuggi. Nel 1968 addirittura, dopo ventidue tappe, il 12 giugno fu fissato il traguardo finale della Corsa Rosa, con un’ultima tappa Chieti- Napoli di 235 chilometri, che vide vincere Guido Reybrouck, e concludere in maglia rosa Eddy Merckx, che in contemporanea vinse non solo la classifica generale, ma s’impose anche nella classifica a punti (maglia ciclamino) e in quella dei Gran premi della Montagna (maglia blu).
Dopo la Coppa Davis e le World Series dell’America’s Cup, quindi, la città all’ombra del Vesuvio ospiterà un altro evento internazionale, e ciò non può che far bene a Napoli e all’intero hinterland, perché la promozione ed il rilancio dell’immagine di questa passano anche e soprattutto attraverso manifestazioni come queste, che accendono i riflettori sulla realtà partenopea, sugli indiscutibili contenuti storici e monumentali, sulle radicate tradizioni ed il piacere di scoprire una città più a dimensione e con una migliore vivibilità rispetto al passato. Questa di Napoli è soltanto la prima tappa delle ventuno previste, per un totale di 3,405.3 chilometri, che percorreranno da cima a fondo tutta Italia dal 4 al 26 maggio.
Giovanni Bocciero

domenica 28 aprile 2013

Nell’ultima gara stagionale sorride la Cover Maddaloni

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 28/04/2013

Nell’ultima gara stagionale sorride la Cover Maddaloni

TABELLINI: Bls Lanciano- Cover Maddaloni 79- 84
Lanciano: Di Emidio 4, Scavongelli 21, Castelluccia 14, Carosella, Muffa, Bomba, Martelli 23, Di Matteo Man. n.e., Blaskovic 17, Di Sante, All. Salvemini, Ass. All. Di Matteo Mau.
Maddaloni: Piscitelli 18, Lombardi n.e., Mastropietro n.e., Desiato 23, Luongo 3, Garofalo 2, Rusciano 10, Chiavazzo 16, D’Isep, Ferrante 12, All. Massaro, Ass. All. Ricciardi.
Parziali: 19- 29, 17- 15, 21- 18, 22- 22.
Arbitri: Federico Marinelli di Rieti (RI) e Andrea Suriani di Roma (RM).
Note: Falli tecnici a Ferrante (4’), Rusciano (22’).

PRE-PARTITA: Ultima gara della regular season per la compagine maddalonese, che è scesa sul parquet abruzzese con il lutto al braccio in segno di cordoglio per l’Appuntato Tiziano Della Ratta, rimasto vittima dello scontro a fuoco, in seguito ad una rapina ad una gioielleria cittadina, salito alla ribalta dei media nazionali.

CRONACA: Coach Massimo Massaro scende in campo con Desiato, Ferrante, Chiavazzo, Piscitelli e Rusciano; mentre i padroni di casa schieravano Di Emidio, Scavongelli, Martelli, Castelluccia e Blaskovic. La partita vive di grande equilibrio nei primi minuti, con i lancianesi che provano a prendere subito le redini del gioco, mentre gli ospiti rispondono colpo su colpo (8-5 al 3’). Dove però i padroni di casa riescono a fare davvero male ai calatini è in area pitturata, in cui i lunghi di casa trovano con grande continuità la via del canestro, talvolta anche con un gioco da tre punti. Quando gli avversari stringono finalmente le maglie in difesa, occupando l’area dei tre secondi e costringendo il Lanciano a prendere solo conclusioni dalla lunga distanza, prendono il largo e riescono a piazzare un perentorio break di 14-0 (14-24 al 7’). Alla fase offensiva partecipano tutti e cinque i maddalonesi, soprattutto Davide Ferrante che infila un paio di conclusioni in ritmo. La seconda frazione si apre sulla scia dei precedenti 10’ di gioco, ovvero con il Maddaloni in perfetta gestione del match, ed il Lanciano troppo confusionario, e che più volte ha perso la maniglia con la sfera premiando il lavoro svolto dalla difesa ospite. Mentre i padroni di casa trovano raramente la via del canestro, i biancoblu sono guidati da un inviperito Salvatore Desiato, che sconquassa la difesa avversaria (7 assist) e soprattutto si dimostra quasi chirurgico dalla linea della carità (10/11), e da uno statuario Luciano Rusciano, che sotto le plance la fa da padrone tanto in difesa (9 rimbalzi, 4 recuperi e 2 stoppate) quanto in attacco. Con questo andazzo il Lanciano è costretto a chiamare un minuto di sospensione per riorganizzare le idee, visto che poco dopo aver superato la metà del periodo (16’) i viandanti sfioravano le venti lunghezze di vantaggio (22-41). Dal time-out i padroni di casa escono rinvigoriti, ma soprattutto trovano il feeling con la retina dalla lunga distanza, stringendo inesorabilmente la forbice che li vedeva in balia degli avversari. Il Maddaloni soffre la maggiore incisività dei locali, che accorciano lo svantaggio al di sotto della doppia cifra a pochi secondi dalla conclusione del primo tempo (36-44).
Francesco Chiavazzo
Al rientro dagli spogliatoi la bussola dei calatini ancora non ritorna a puntare verso il ‘nord’, e così il Lanciano non solo impatta, ma sull’inerzia a loro favore allunga sul 49-44 (23’), che costringono la panchina ospite a sospendere questo black-out con un time-out. Prese le giuste contromisure, la partita sale di colpi e diventa bellissima. Le due formazioni si fronteggiano e a suon di sorpassi e controsorpassi alzano di parecchio l’adrenalina sul parquet. La spallata decisiva arriva dal sanguigno Francesco Chiavazzo, che oltre ad ergersi a diga in difesa (8 rimbalzi e 1 stoppata), aziona il pulsante ‘play’ in attacco e confeziona il nuovo vantaggio per i suoi al termine del terzo quarto (57-62). L’ultimo periodo vede i maddalonesi condurre sempre nel punteggio, con il Lanciano ad inseguire e cercare nuovamente di sovvertire il risultato. Questa volta però, i biancoblu trovano punti che valgono come ossigeno dalla panchina, con capitan Nino Garofalo e Giuseppe Luongo, ma soprattutto compiono lo sprint decisivo grazie a Giuseppe Piscitelli, vero e proprio castigatore per i locali, che manda a segno la tripla decisiva per l’allungo. Nel finale a nulla serve il valzer dei liberi, perché la Cover confeziona la quinta ‘doppia v’ in trasferta.

POST-PARTITA: Una vittoria per consolidare la quarta posizione in classifica, che vale come terza testa di serie nella griglia play-off, che vedrà la Cover Maddaloni accoppiata con la Juve Trani. Questo tutto il tabellone della post-season, che sancirà una sola promozione: (2°) Vasto- (9°) Lanciano; (3°) Magic Team Benevento- (8°) Venafro; (4°) Maddaloni- (7°) Trani; (5°) Taranto- (6°) Airola. Per i play-off invece, scontro tra Salerno e Barletta.


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Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

venerdì 26 aprile 2013

La Cover Maddaloni soffre ma supera il Cus Taranto

DA CRONACHE DI CASERTA DEL 23/04/2013

BASKET DNC - Da segnalare la prova di Desiato, autore di 21 punti
La Cover Maddaloni soffre ma supera il Cus Taranto


COVER MADDALONI- CUS IONICO TARANTO 77- 75 (13- 20, 35- 36, 52- 50)
MADDALONI: Desiato 21, Chiavazzo 15, Garofalo 14, Piscitelli 8, Rusciano 15; D’Isep, Luongo 4, Salanti n.e., Mastropietro n.e., Pascarella n.e., All. Massaro.
TARANTO: Giuffrè 5, Sarli 18, Fanelli 26 Moliterni 15, Leoncavallo 4; Greco, Valentini 2, Salerno 5, Prisciano n.e., Appreso n.e., All. Leale.
ARBITRI: Marco Barbiero e Marco Guarino di Campobasso (CB).
NOTE: 700 spettatori circa. Falli tecnici a Giuffrè (25’), Piscitelli (26’), Massaro (28’), Moliterni (31’) e Chiavazzo (32’). Fallo antisportivo a Fanelli (34’).

di Giovanni Bocciero

MADDALONI – La Cover Maddaloni continua la sua marcia trionfale tra le mura del Pala Angioni- Caliendo, dove nessuno in questa stagione è riuscito ad imporsi. Tredici successi consecutivi che sommati ai diciassette della straordinaria stagione scorsa, fanno un record di trenta. Insomma, un vero e proprio rullo compressore questa Cover dinanzi al proprio pubblico, che come sempre è partecipe al susseguirsi delle azioni e soprattutto caloroso nei confronti dei propri beniamini, sostenendoli nei momenti di difficoltà e acclamandoli quando tutto va per il verso giusto. Sul parquet maddalonese non si riesce a vincere più da due anni circa, e neppure al Taranto è riuscita questa impresa, nonostante la buona partenza ospite. Infatti mentre i calatini faticavano a sciorinare gioco, e soprattutto a trovare la via del canestro, i tarantini erano mortiferi dalla lunga distanza e precisi dalla lunetta con Sarli. L’unico che si dimena nel pitturato è Piscitelli, che trova con consistenza il tiro piazzato e soprattutto s’impossessa di ben otto carambole. Il Taranto trova sempre una conclusione ben costruita, ad alta percentuale, e così si arriva al primo stop con gli ospiti avanti di sette lunghezze. La seconda frazione si apre con diverse sbavature da entrambe le parti, e quando si scolla di dosso la ruggine Chiavazzo, i padroni di casa ingranano la quinta e trovano il primo vantaggio del match. Gli errori continuano, e addirittura le due squadre segneranno soltanto in contropiede su palla recuperata per almeno un paio di minuti. Quando poi finalmente le due squadre ritornano a chiamare schemi, abbandonando l’anarchia tattica più totale, i totem Leoncavallo e Valentini firmano i punti che mandano le squadre al riposo lungo sul 35-36. 

Al rientro sul parquet la battaglia agonistica riprende da dove si era fermata, anche e soprattutto la posta in palio era alta tanto per il Maddaloni quanto per il Taranto. Moliterni contribuisce all’allungo dei suoi, ma questa volta sono i lunghi dei calatini, Rusciano (nella foto) e Luongo, a segnare i canestri fondamentali per riportare i biancoblu con il naso avanti. Ovviamente, con la ‘doppia v’ come posta in palio, con il passare dei minuti è inesorabilmente cresciuta l’intensità, e i due arbitri hanno dimostrato di non saper gestire proprio ottimamente tale situazione. Infatti fischiato il primo tecnico, ad ogni futile reazione o commento le maglie grigie non ci pensavano due volte a punire con la ‘t’ a mani incrociate i giocatori, bravi a loro volta a non cadere troppo nella bagarre, ma a isolarsi per continuare a giocare. L’ultimo periodo non è stato da meno, e le due squadre affrontandosi a viso aperto si sono date battaglia, tra sorpassi, allunghi e recuperi. Fanelli e Garofalo hanno armato le rispettive mani dalla lunga distanza e si sono dati battaglia a suon di triple, ma la vera differenza l’ha fatta Desiato, il quale si è caricato la squadra in spalla proprio negl’ultimi minuti di partita. Suo il canestro decisivo proprio sulla sirena, quando poco prima il Taranto era riuscito a trovare il canestro del pareggio.

lunedì 22 aprile 2013

Maddaloni-Taranto 77-75: Intervista a coach Massimo Massaro

DA GIOVANNI BOCCIERO TV (CANALE YOUTUBE)


Cover Maddaloni- Cus Ionico Taranto 77-75: Intervista a coach Massimo Massaro


La Cover Maddaloni non risparmia il Taranto

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 22/04/2013


La Cover Maddaloni non risparmia il Taranto

TABELLINI: Cover Maddaloni- Cus Ionico Taranto 77- 75
Maddaloni: Piscitelli 8, Mastropietro n.e., Desiato 21, Luongo 4, Salanti n.e., Garofalo 14, Pascarella n.e., Rusciano 15, Chiavazzo 15, D’Isep, All. Massaro, Ass. All. Ricciardi.
Taranto: Greco, Leoncavallo 4, Fanelli 26, Moliterni 15, Giuffrè 5, Valentini 2, Salerno 5, Sarli 18, Appeso n.e., Prisciano n.e., All. Leale, Ass. All. Voltasio.
Parziali: 13- 20, 22- 16, 17- 14, 25- 25.
Arbitri: Marco Barbiero e Marco Guarino di Campobasso (CB).
Note: 700 spettatori circa. Falli tecnici a Giuffrè (25’), Piscitelli (26’), Massaro (28’), Moliterni (31’) e Chiavazzo (32’). Fallo antisportivo a Fanelli (34’).

PRE-PARTITA: Ultimo impegno casalingo della stagione regolare per la Cover Maddaloni, e i beniamini di casa ci tenevano a non deludere i propri sostenitori. Ma di fronte c’era un Taranto agguerrito, che stava attraversando un ottimo stato di forma avendo vinto le ultime tre gare. Oltretutto, i maddalonesi dovevano far fronte all’assenza di Davide Ferrante, fermo ai box per infortunio.

CRONACA: Coach Massimo Massaro inizia con Desiato, Chiavazzo, Garofalo, Piscitelli e Rusciano; mentre gli ospiti opponevano Giuffrè, Sarli, Fanelli, Moliterni e Leoncavallo. L’approccio al match non è dei migliori dei padroni di casa, che non trovano la mira giusta al tiro, ma soprattutto subiscono il maggior vigore agonistico dei reds pugliesi (7-12 al 5’). I tarantini sono pericolosi dalla lunga distanza, e fanno incetta di punti dalla linea della carità. La risposta dei calatini è affidata a Giuseppe Piscitelli, il quale non trova soltanto con costanza la via del canestro, ma è anche il più reattivo sotto le plance (8 rimbalzi al termine della gara, 4 in ogni area pitturata, ed una stoppata). L’andazzo della partita ha portato al termine della prima frazione con gli ospiti avanti nel punteggio 20-13. Il secondo periodo vive un inizio davvero confusionario, con entrambe le formazioni poco attente e disordinate. Al 14’ si sveglia Francesco Chiavazzo, che causa falli prima e una botta rimediata al polso dopo, non aveva avuto il solito impatto alla gara. L’esterno maddalonese si carica la squadra sulle spalle e procura il primo vantaggio casalingo (25-24) riuscendo a realizzare partendo dal lato debole, e creando per i compagni (alla fine per lui 7 assist con 2 stoppate). Quello che permette di recuperare però, è la consistenza difensiva che tutta la squadra di casa inizia ad avere, sporcando diversi palloni. Ma il Taranto di certo non è venuto per fare la vittima sacrificale, e nonostante i biancoblu avessero finalmente iniziato a giocare, gli ospiti chiudono il primo tempo in vantaggio 35-36.
Il match-winner Desiato
Al rientro dagli spogliatoi i tarantini scappano nuovamente arrivando a sette lunghezze di vantaggio. I padroni di casa si aggrappano alla propria caparbietà e grinta, e rimettono in sesto la gara ribaltando il punteggio (44-42). La scossa viene soprattutto da Luciano Rusciano e Giuseppe Luongo, perché i lunghi ben difendono nell’area pitturata, infatti il primo colleziona 4 rimbalzi, 4 recuperi e 1 stoppata, mentre il secondo mette insieme 4 rimbalzi. Mentre Rusciano si rivela fondamentale ad attaccare la difesa a zona avversaria, sia attaccando gli spazi che facendo da appoggio, Luongo si fa trovare pronto al tiro in sospensione, costringendo la difesa a stringere su di lui. Salgono comunque i colpi man mano che il cronometro va avanti, e fioccano i falli tecnici tanto da una parte che dall’altra. Le due compagini cercano, e in qualche modo riescono a non perdere la bussola, e così si arriva al 30’ sul punteggio di 52-50. Gli ultimi dieci giri di lancette non si discostano dal copione seguito fin lì dalla partita. Strappi, recuperi e sorpassi sono la normalità, e a partecipare più di tutti tra le fila dei maddalonesi è capitan Nino Garofalo, che ritrova la mira e dalla distanza diventa un vero e proprio cecchino. Sensazionale la tripla dall’angolo mandata a segno con il contatto subito che gli ha permesso di portare a casa un gioco da quattro punti, che raddoppia grazie ai liberi e all’extra possesso del tecnico (59-52). Il Taranto però ha ritrovato il bandolo della matassa e al 36’ è ritornato prepotentemente con il muso avanti (64-69). Sostenuti dal pubblico, con un Pala Angioni- Caliendo trasformatosi in una bolgia, i calatini hanno ripreso ‘a correre’, affidandosi a Salvatore Desiato, autore di dieci degl’ultimi tredici punti della propria squadra, realizzando l’ultimo tiro proprio sulla sirena partendo dalla rimessa dopo che gli ospiti pochi secondi prima erano riusciti a trovare la parità. E a quel punto è partita la festa.

POST-PARTITA: Una vittoria davvero importante per la truppa maddalonese, che consolida ormai matematicamente la quarta posizione in graduatoria, ma soprattutto mantiene immacolato il parquet casalingo, arrivando alla straordinaria cifra di tredici gare quest’anno, trenta in circa due anni, d’imbattibilità tra le proprie mura. Questa ‘doppia v’ permette di affrontare l’ultimo turno di campionato, domenica a Lanciano, con la massima tranquillità, con la possibilità di recuperare infortuni vari ed energie mentali, più che fisiche, senza accelerare i tempi, onorando comunque il match.

COMMENTI: “Questa è stata senz’altro una partita bella per chi l’ha guardata dagli spalti – esordisce coach Massimo Massaro – giocata molto bene da entrambe le formazioni. Abbiamo avuto la meglio di una squadra che ha sfoderato una prestazione davvero mostruosa, soprattutto al tiro, e le nove bombe lo dimostrano. Credo che noi abbiamo espresso comunque una buona pallacanestro, anche senza Ferrante che per noi è importante nell’economia degli attacchi. Proprio per la sua presenza – analizza il trainer maddalonese – di solito gli altri giocatori hanno più spazio in attacco, oggi invece è stato più complicato realizzare. Tutti hanno fornito una buonissima prestazione, ognuno è stato capace di fare il proprio lavoro per centrare l’obiettivo finale. Ci tenevamo a vincere l’ultima partita casalinga della stagione regolare, ci è piaciuto il calore del pubblico che gradiamo moltissimo, e speriamo – conclude Massaro – che ci sostenga anche nei play-off”.


Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero

venerdì 19 aprile 2013

Il Grizzly Maddaloni affossa il quintetto dell'Akery Acerra

DA CRONACHE DI CASERTA DEL 19/04/2013

Promozione - Ottima la prestazione di Sasso e Vinciguerra
Il Grizzly Maddaloni affossa il quintetto dell'Akery Acerra

GRIZZLY MADDALONI- AKERY ACERRA 74- 63 (19- 22; 29- 30; 50- 45)
MADDALONI: Vinciguerra A. 14, De Angelis 3, Cardillo 5, Vinciguerra D. 17, Sasso 25, Iorio 6, Schiavone G. 4, Ferraro n.e., Merola n.e., All. Salanti.
ACERRA: Belfiore 12, Barretta 5, Agrillo, Tufano, Mazzella 6, Esposito 30, Carrera, Picardi 10, Venturato n.e., Fauci n.e., El Ouahi n.e., All. Oliva.

MADDALONI (Giovanni Bocciero) – Finisce con una vittoria la stagione dei Grizzly Maddaloni, impegnati nel campionato di Promozione con un gruppo di giocatori tutti maddalonesi. La partita contro l’Akery Acerra non aveva alcun significato dal punto di vista della classifica, ma era importante imporsi nell’ultimo turno casalingo di fronte al proprio pubblico. Eppure i calatini hanno avuto ottime possibilità di centrare i playoff, battendo durante l’arco del torneo squadre blasonate come Koinè San Nicola e NB Marcianise. A queste imprese sono combaciate altrettante battute d’arresto che hanno infranto il sogno della post-season. L’inizio della gara è stato tutto di marca ospite, con un Esposito vero e proprio cecchino. Nella seconda frazione entrambe le squadre hanno sbagliato tantissimo, e al riposo l’Acerra conduceva di una lunghezza appena. Al rientro dagli spogliatoi i Grizzly hanno preso la testa della gara, grazie ad un Filippo Sasso miglior marcatore del torneo, che si è caricato in spalla le sorti dei propri compagni. Nell’ultimo periodo di gioco l’Akery di coach Angelo Oliva, assistente l’anno scorso di coach Castaldo sulla panchina vincente della Cover Maddaloni in serie C2, c’ha provato ad evitare di concludere il proprio anno sportivo senza una battuta d’arresto, ma i beniamini di casa dei fratelli Vinciguerra hanno piazzato gli ultimi e decisivi canestri che hanno permesso così, alla truppa di coach Daddo Salanti, di archiviare la pratica Akery Acerra.