venerdì 12 febbraio 2016

UNDER 16 ECCELLENZA. Il San Michele è stato corsaro a Cercola

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 13/02/2016

UNDER 16 ECCELLENZA. Dopo un iniziale equilibrio i biancazzurri hanno dilagato
Il San Michele è stato corsaro a Cercola

VESUVIUS CERCOLA 29
PALL. SAN MICHELE 56
(12-14; 21-24; 29-36)

CERCOLA: Romano 5, De Siena 8, Minieri 4, Russo, De Rosa 1, De Simone 3, De Martino 4, Versi, Scognamiglio, De Luca, Ceriello 2, All. Licursi.
MADDALONI: Papa 13, De Meo 18, Torre, Tartaro 2, Guarino, Spallieri 7, Ragnino 3, Sabatino 3, Ceriello 6, Migliaccio, Cerreto 4, Bentrad 2, All. Monda, Ass. Santangelo.
ARBITRI: Roberto Montesano di Napoli e Armando Ciano di San Sebastiano al Vesuvio (NA).

CERCOLA. Inizia con una vittoria il girone di ritorno per l’Under 16 Eccellenza della Pallacanestro San Michele, che “on the road” sbriga la pratica Vesuvius Cercola non senza soffrire nel primo tempo. I 20’ iniziali, infatti, hanno denotato una gara gagliarda da parte dei padroni di casa, meno invece da parte degli ospiti, che comunque hanno sempre avuto il naso avanti nel punteggio. Dopo tanti errori, nella ripresa i biancazzurri di coach Giovanni Monda hanno finalmente innestato la marcia giusta. Con una difesa maggiormente attenta ed un attacco che ha iniziato a produrre con continuità, Maddaloni già al 30’ poteva contare su un vantaggio non consistente ma decisamente meritato. Nell’ultimo periodo poi, i viandanti trascinati dalla coppia composta da Gianluca De Meo e Domenico Papa hanno compiuto un vero e proprio capolavoro realizzando un parziale di 0-20 senza concedere neppure un punto agli avversari in 10’ di gioco.
Giov.Bocc.

giovedì 11 febbraio 2016

PREOLIMPICO Italia, devi tornare nell’Olimpo. Nel 2009 si è toccato il fondo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 12/02/2016

PREOLIMPICO
Italia, devi tornare nell’Olimpo
Nel 2009 si è toccato il fondo

CASERTA. Mancano poco meno di sei mesi all’evento che catalizzerà l’interesse dell’intera pallacanestro italiana, ovvero il Torneo Preolimpico di Torino. Si spera, naturalmente, che quello rappresenti soltanto una tappa di avvicinamento al vero grande obiettivo estivo: partecipare all’Olimpiade agostana di Rio 2016. Per strappare il biglietto aereo per l’altra parte del mondo, la Nazionale italiana ha una sola strada possibile da perseguire: vincere.
Eppure come già detto, Croazia prima e con molta probabilità Grecia poi, saranno degli ostacoli piuttosto ardui che in qualche modo comunque forgeranno la truppa allenata da Ettore Messina. Ct tornato a sedere sulla panchina dell’Italia dopo  la sua precedente esperienza in azzurro durata un quinquennio e conclusasi nel 1997, dopo aver vinto un’argento all’EuroBasket di Spagna 1997 ma aver fallito l’accesso alle Olimpiadi di Barcellona 1992 e Atlanta 1996. L’oro ad EuroBasket di Francia 1999 con Bogdan Tanjevic e l’argento all’Olimpiade di Atene 2004 con Carlo Recalcati sono stati gli ultimi successi di prestigio per la Nazionale, che da allora in poi ha dovuto ingoiare solo bocconi amari: incetta di noni posti agli Europei 2005 e 2007 e al Mondiale 2006, prima di mancare la qualificazione agli appuntamenti internazionali delle Olimpiadi 2008 di Pechino e 2012 di Londra, dei Mondiali 2010 in Turchia e 2014 in Spagna, e soprattutto dell’Europeo 2009 in Polonia, cosa che non succedeva dall’edizione del lontano 1961, e che ha rappresentato il punto più basso toccato in questi ultimi anni.
Simone Pianigiani, pur non portando a casa  nulla di prezioso, ha avuto il delicato compito di ricostruire un telaio degno dello spessore dell’Italia, che adesso sotto la sagace guida di Messina può tornare a vincere qualcosa di importante. Tutta la pallacanestro italiana se lo aspetta, e sarà compito di Danilo Gallinari e compagni fare in modo che si realizzi.
GIBO

UNDER 14 ELITE. Il San Michele si aggiudica il derby con Caserta

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 12/02/2016

UNDER 14 ELITE. I biancazzurri hanno condotto a lungo il match soffrendo solo nel terzo quarto
Il San Michele si aggiudica il derby con Caserta

PALL. SAN MICHELE 54
JUVECASERTA 47
(13-11; 27-19; 38-37)

MADDALONI: Caiazzo 11, Amodio 3, Schettino 8, Grimaldi, Mormile, De Lucia, Ocarino 2, Pagano 2, Arciero F. 13, Verazzo 9, Arciero G. 6, Amoroso, All. Monda, Ass. Ricciardi, Ass. Iorio.
CASERTA: Beneduce, Tagliafierro, Ponticelli, Telese 8, Iavazzi 8, Alessandrini 1, Aldi 11, Di Lauro, D'Addio 6, Campanile 5, Tommaso 8, Cioni, All. Vinciguerra.
ARBITRI: Alfredo Di Lauro e Luca Patanè di San Tammaro (CE).
NOTE: Fallo tecnico ed espulsione per Vinciguerra.

MADDALONI. L'Under 14 Elite della Pallacanestro San Michele infligge la seconda sconfitta nelle ultime due stagioni al gruppo della Juvecaserta, in un derby parecchio sentito da entrambe le formazioni e che ha vissuto dei momenti piuttosto accesi sia dentro che fuori dal campo. Maddaloni inseguiva in classifica gli avversari che arrivavano a questo match da unica squadra imbattuta del girone A. La gara, vibrante, ha vissuto tanti momenti salienti anche se, vista la categoria, spesso e volentieri il punteggio è rimasto bloccato.
Pronti, via, il ritmo della sfida è subito alto e dopo tre giri di lancette i padroni di casa di coach Giovanni Monda conducono sul punteggio di 8-7. Dopo un paio di passaggi a vuoto, i biancazzurri cercano l'allungo portandosi sul 13-8 grazie ai recuperi difensivi, frutto del pressing a tutto campo, della coppia Francesco Arciero e Luigi Amodio che s'involano a canestro. Caserta chiude il quarto facendo grande fatica in attacco e segnando soltanto dalla lunetta. Il secondo periodo continua ad essere favorevole ai maddalonesi, che mettono in grande difficoltà la retroguardia avversaria con dei tagli a centro area che permettono di appoggiare nel fondo della retina punti comodi. Al giro di boa della frazione il San Michele può vantare la doppia cifra di vantaggio (25-15). Alessio Caiazzo si ritaglia un piccolo spazio mettendo a segno in pochi secondi una bomba ed una penetrazioni, ma è soprattutto la difesa biancazzurra che imprime una marcia differente alla gara. I locali sporcano le linee di passaggio agli avversari e partono diverse volte in contropiede. Eppure nonostante la grande attenzione difensiva, non sempre l'area viene riempita bene da Maddaloni che concede dei facili lay-up agli avversari che al riposo lungo hanno appena otto lunghezze da dover recuperare.
Alla ripresa delle ostilità, nel secondo tempo, la Juvecaserta mette un'intensità decisamente diversa in difesa costringendo i maddalonesi a commettere tanti errori. Allo stesso modo i viandanti riescono ad esprimersi molto bene anche in attacco, producendo il break che non solo gli permette di ricucire interamente il gap, ma anche di compiere il sorpasso sul 28-30. La reazione biancazzurra si ha con Francesco Arciero che recupera palla a metà campo e si lancia a canestro per la parità, ma l'inerzia rimane interamente nelle mani dei casertani. Armando Verazzo, costretto a guardare quasi tutto il primo tempo per una botta alla mano, prova a scuotersi con la penetrazione sul fondo di pura caparbietà che regala il nuovo vantaggio alla sua squadra sul 34-33. Negli ultimi minuti del terzo periodo le compagini danno vita ad un botta e risposta, con continue repliche che portano all'ultimo pit-stop con Maddaloni che era avanti di un solo punto.
L'ultima frazione sorride ai padroni di casa che tornano ad imporre il loro gioco al match, portandosi sul 42-39 al 33'. Seguono poi 4' in cui si è tirato a salve da ambedue le parti. Vincenzo Pagano ha finalmente allargato i gomiti nel pitturato appropriandosi dei rimbalzi difensivi evitando seconde chance agli avversari sulle quali avevano costruito il loro vantaggio, mentre Michele Schettino poco appariscente ma decisivo ha tenuto con il naso avanti Maddaloni che ha iniziato gli ultimi 2' sul 51-45. Il canestro della staffa è arrivato per mano di Alessio Caiazzo che dopo un'ottima circolazione di palla ha punito la difesa casertana mandando di fatto i titoli di coda. Con questa vittoria il San Michele si appropria del primato in classifica con 18 punti, ma con una gara in più.
Giovanni Bocciero

mercoledì 10 febbraio 2016

UNDER 18 ECC. San Michele, partita perfetta solo per un tempo

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 11/02/2016

UNDER 18 ECCELLENZA. I biancazzurri creano più di un grattacapo alla Scandone Avellino
San Michele, partita perfetta solo per un tempo

SCANDONE AVELLINO 67
PALL. SAN MICHELE 54
(19-18; 29-29; 51-37)

AVELLINO: Cassano 17, Gioia 12, Del Vacchio 8, Esposito 8, Strumia 8, Fucci 1, Di Maio, Tropeano, Giuzio 8, Tomei 4, Patella 1, All. Cavaliere, Ass. Conte.
MADDALONI: Tartaglione 12, Pascarella 15, Bocciero 6, Mandato 12, Cicala 4, Piacentile, Cioppa 5, Nappi n.e., Lucariello., All. Palmisani, Ass. De Maria.
ARBITRI: Antonio Marino e Goffredo Ferrara di Avellino.

AVELLINO. L’Under 18 Eccellenza della Pallacanestro San Michele esce sconfitta dal PalaDelMauro, dopo una partita in cui nel primo tempo ha tenuto testa e messo paura ad una delle formazioni più in forma del campionato. Purtroppo i biancazzurri di coach Massimiliano Palmisani hanno giocato soltanto i primi 20’, perché nel secondo tempo si sono disuniti tanto da lasciare spazio agli irpini che non si sono fatti pregare due volte nel prendere le distanze e conquistare i due punti in palio.
Sin dalla palla a due i maddalonesi creano più di un grattacapo agli avversari. Maddaloni infatti, si fa valere su entrambi i lati del campo dando vita ad un match piuttosto piacevole e naturalmente equilibrato. In difesa gli ospiti sono perfetti, stringono bene le maglie, precisi negli aiuti e nelle rotazioni, concedono pochissimi spazi ai dirimpettai e soprattutto non regalano seconde chance sui loro errori al tiro. La difesa però, è stato decisamente un aspetto del gioco in cui i biancazzurri non sono mai venuti meno in questo campionato. Le cose ottime in questa gara sono arrivate anche in attacco, dove spesso e volentieri Maddaloni faceva fatica a trovare i giusti ritmi. Ma non questa volta. Con un chirurgico Giuseppe Pascarella dalla media e lunga distanza, e con un Giovanni Mandato a lottare sotto le plance, i viandanti chiudono il primo tempo addirittura in perfetta parità.
Al rientro dagli spogliatoi la metamorfosi che purtroppo non ti aspetti. Proprio quell’attacco che fin lì aveva brillato per Maddaloni, torna a faticare e non poco per fare incetta di punti. Avellino coglie allora la situazione per iniziare a scavare un bel solco, pur senza fare nulla di trascendentale. Ovviamente nella squadra ospite inizia anche ad aleggiare un po’ di nervosismo, frutto della consapevolezza di vedere man mano sfuggire una ghiotta occasione di mettere a segno un risultato prestigioso. Il vantaggio dei padroni di casa supera la doppia cifra, e la risposta dei biancazzurri è affidata praticamente alla caparbietà di Giuseppe Tartaglione che è uno degli ultimi ad arrendersi. Il passivo finale sembra quasi immeritato per gli ospiti.
Giovanni Bocciero

martedì 9 febbraio 2016

Juvecaserta, Peyton Siva e Dario Hunt le tue star

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 10/02/2016

LEGA A. L’ex Louisville guida le classifiche in assist e recuperi, l’ex Nevada quella in rimbalzi
Juvecaserta, Peyton Siva e Dario Hunt le tue star

di Giovanni Bocciero

CASERTA. La Juvecaserta sta disputando un campionato piuttosto buono, nonostante vi siano stati degli “up and down” dovuti soprattutto alle assenze che di volta in volta hanno attanagliato coach Sandro Dell’Agnello, che si è dovuto inventare quintetti ed equilibri in campo. Questo ovviamente può essere il sintomo anche di una panchina non proprio lunga, mancante di quella personalità e tecnica che si addice alla massima categoria. Il tecnico toscano ha fatto, anche da questo punto di vista, un vero e proprio miracolo cercando sin dai primi giorni del raduno estivo di formare innanzitutto un gruppo, che sappia sopperire a quelle carenze fisiche e tecniche proprio con il sacrificio, l’abnegazione, con l’aiutarsi l’uno con l’altro. E proprio questo sembra essere il segreto della Juvecaserta in questa stagione. Un’annata iniziata male anche perché mancava sicuramente il colpo del mercato estivo, vale a dire Peyton Siva, costretto a restare ai box.
Da quando infatti l’ex Louisville è ritornato a pieno regime, per la Juvecaserta c’è stato un record di 4-2, iniziata con la vittoria ad Avellino, proseguita con l’affermazione casalinga contro Brindisi e terminata con l’ultimo doppio colpo contro Torino e Cremona. Nel mezzo le sconfitte con Trento, in cui Siva fu tenuto a riposo precauzionale, e Varese che al PalaMaggiò diede vita ad una straordinaria prestazione balistica. Con il ritorno sul parquet del campione NCAA 2013 la compagine bianconera oltre a coesione ha trovato anche la determinazione per raggiungere la vittoria. Appunto, Siva appena ha giocato con regolarità è subito salito alla ribalta delle classifiche individuali in assist (7.1) e recuperi (2.3), inseguito rispettivamente dall’ex bianconero Ronald Moore (6.5) e dal cremonese Deron Washington (2.1). Per la Lega il nativo di Seattle non è il primatista semplicemnete perché non ha disputato il 50% delle partite.
Un’altro top-player della squadra di Pezza delle Noci è sicuramente il lungo Dario Hunt. Infatti, statistiche alla mano, l’ex Nevada University guida la graduatoria dei migliori rimbalzisti (9.2) con un discreto vantaggio su Alex Oriakhi (8.7) di Capo d’Orlando; mentre insegue per un nonnulla il canturino Jared Berggren (1.7) in quella dei migliori stoppatori dopo averla condotta per diverse settimane, e fermo adesso a 1.6. Per quanto riguarda la classifica marcatori, i primi casertani sono Daniele Cinciarini (14) undicesimo, e Micah Downs (13.4) diciannovesimo.

lunedì 8 febbraio 2016

Juvecaserta, Dell’Agnello: “Motivati per le prossime due sfide”

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 09/02/2016

LEGA A. Bologna e Capo d’Orlando sono un crocevia importante per la stagione della Juvecaserta
Dell’Agnello: “Motivati per le prossime due sfide”

di Giovanni Bocciero

CASERTA. Il turno di riposo forzato per indisponibilità del PalaDesio, struttura designata per disputare la gara tra l’Olimpia Milano e la Juvecaserta, ha permesso ai bianconeri di vivere un weekend un po’ meno stressante, con un occhio puntato all’infermeria dalla quale si spera di recuperare Daniele Cinciarini e Viktor Gaddefors. Una cosa è certa, quando la formazione di Pezza delle Noci viene messa alle strette, riesce sempre a dare il meglio di se. Lo si è visto, appunto, nell’ultima gara ufficiale del campionato con la vittoria tra le mura amiche del PalaMaggiò ai danni di Cremona.
“Contro Cremona abbiamo fatto una delle nostre più belle partite della stagione - ha dichiarato coach Sandro Dell’Agnello -, ma nonostante ciò dobbiamo resettare subito la cosa. Purtroppo non abbiamo il tempo di guardarci all’indietro, ma dobbiamo pensare solo a ciò che ci aspetta nelle prossime partite. Proprio per questo contro Bologna e Capo d’Orlando dovremo essere capaci di mettere lo stesso impegno. In questo campionato nessuno ti regala nulla, ovviamente, e dunque - ha concluso il tecnico bianconero - non possiamo rilassarci nemmeno un secondo”.
Caserta domenica ospiterà ancora al PalaMaggiò la Virtua Bologna, in una sfida che all’andata rianimò la compagine casertana dopo un momento decisamente difficile. Adesso invece, vincere potrebbe rappresentare un ulteriore passo verso la salvezza, ma soprattutto alimentare quel segno che potrebbero essere i playoff. Di certo sarà altrettanto importante anche l’impegno in quel di Capo d’Orlando, tra tre settimane. Infatti, dopo la sfida ai felsinei i bianconeri osserveranno un’altro weekend di riposo visto che la Serie A si fermerà per lasciare spazio alle Final Eight di Coppa Italia a cui la Juvecaserta non è riuscita a qualificarsi, pur andandoci molto vicina. Insomma, per capitan Andrea Ghiacci e compagni il periodo sarà decisivo per l’intera stagione. Senza fare dei “tour de force”.

domenica 7 febbraio 2016

Tanjevic nell’Italia Hall of Fame; la sua intervista e il commento di Dell'Agnello

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 08/02/2016

L’INTERVISTA Il Ct del Montenegro ha parlato del riconoscimento, giovani e Nazionale
Boscia Tanjevic entra nell’Italia Hall of Fame
Il tecnico: «La Juvecaserta è sempre nel mio cuore, con il Cavaliere Giovanni Maggiò avevo un rapporto fantastico»

di Giovanni Bocciero

CASERTA. L’ultimo Consiglio federale ha insignito dell’Italia Basket Hall of Fame 2015 all’indimenticato coach della Juvecaserta Bogdan Tanjevic. Un riconoscimento di certo meritato per il tecnico montenegrino che tra Caserta, la sua prima casa italiana, Trieste, Milano, la Nazionale italiana ed una brevissima esperienza alla Virtus Bologna ha scritto pagine indelebili del basket nostrano. E proprio all’attuale Ct del Montenegro abbiamo rivolto domande e considerazioni sullo stato di salute della pallacanestro italiana.
TANJEVIC AI TEMPI DELLA JUVECASERTA
È stato insignito della massima onorificenza del basket italiano, questo significa che per la nostra pallacanestro lei ha dato tanto?
«Si tratta sicuramente di una bella cosa - ha esordito l’allenatore Tanjevic -, e quando capitano queste cose per primo ricordo le persone che non ci sono più, e che sarebbero state felici per quello che ho raggiunto. Inutile negare che tra le mie tante esperienze italiane sarò per sempre legato a Caserta ed in particolare al Cavaliere Giovanni Maggiò, con il quale avevo un rapporto stupendo. Anche quando sono andato via, ho continuato a portare la Juvecaserta nel mio cuore. Con il direttore Giancarlo Sarti, che possedeva il talento del comandare, facemmo un lavoro fantastico, costruimmo un progetto partendo dalle fondamenta ed arrivando a competere per lo scudetto. E proprio in virtù di questo un tale riconoscimento non lo si può non condividere con tutti i collaboratori e gli amici che mi hanno accompagnato nella mia lunga carriera».
Da collega più anziano e spettatore, come valuta il lavoro che stanno svolgendo da allenatori Vincenzo Esposito e Sandro Dell'Agnello?
«Devo confessare che non ho avuto modo di vedere delle loro partite, ma certamente sono contento che si stiano affermando anche in questo ruolo. Con Sandro Dell'Agnello ho un rapporto particolare perché lo chiesi espressamente a Sarti. E a Caserta lavorammo tanto e lui migliorò molto come giocatore. Però devo essere sincero - ha proseguito il tecnico slavo -, per il suo temperamento non mi sarei mai immaginato che intraprendesse la carriera da allenatore. Sono rimasto impressionato del suo percorso, e addirittura mi sono meravigliato quando lo scorso anno Pesaro decise di esonerarlo dopo il buon lavoro, in condizioni piuttosto precarie, che ha fatto. Adesso che è a Caserta ci siamo sentiti e oltre a qualche consiglio, l'ho invitato al prossimo raduno estivo della Nazionale del Montenegro per poter discutere di vari aspetti tattici».
Ormai sono diversi anni che si è dedicato unicamente a guidare le nazionali. Ma se venisse un club a proporle un ruolo da capo allenatore o responsabile del settore giovanile?
«Gli rispondere senza mezze misure che ho già dato abbastanza in questo ambiente. Adesso in primis sono un nonno a tempo pieno, e poi ho accettato con voglia la proposta arrivata dalla mia nazionale. Spesso vado in Montenegro per visionare qualche giocatore proprio in questa ottica. Quando ero un giovane coach ho guidato la nazionale giovanile dell'allora Jugoslavia con cui vinsi anche un argento europeo, ma davvero - ha continuato l’ex coach della Juvecaserta -, bisogna lasciare spazio ai giovani allenatori emergenti. Non nego però che mi piace frequentare ogni tanto gli allenamenti di Trieste, una società solida che sta facendo un’ottimo lavoro con i giovani, ha un progetto serio, ha un pubblico caloroso, e io nutro rispetto e adorazione nei confronti dell’allenatore Eugenio Dalmasson».
Datome ha dichiarato ultimamente che se non ci fossero state le norme per gli under, forse, lui non avrebbe avuto l’occasione per emergere. Qual è la sua idea su tale argomento?
«Nella mia filosofia ho sempre promosso chi aveva talento, indistintamente dall’età. Certamente adesso la situazione è alquanto complessa, con giocatori che vanno e vengono da una settimana all’altra. Più che l’obbligo di far giocare gli under, io obbligherei le società a non prendere tanti stranieri. Tanti anni fa le squadre venivano costruite tenendo presente uno zoccolo duro di giocatori, che davano un’identità, un colore. Adesso non è più così, anche se ci sono club che cercano di perseguire questa strada. Ad esempio è da ammirare ciò che sta facendo Reggio Emilia - ha commentato Tanjevic -, che ha una matrice italiana importante, riconoscibile, che si prende grandi responsabilità in campo. È ovvio che sulla falsariga degli ottimi risultati che sta ottenendo la squadra emiliana ci siano altre società che hanno in mente di creare un tale progetto, e speriamo che ne siano sempre di più».
Da ex Ct dell’Italia, qual è il suo pronostico in vista del Preolimpico, e possiamo considerare questa nazionale la più forte di sempre?
«Italia, Croazia e Grecia sono tre squadre forti, ma penso che gli Azzurri siano favoriti perché si gioca a Torino, anche se questo significherà maggiore pressione. A questa nazionale non manca di sicuro il talento, all’Europeo si è visto, e sono convinto che si tratti della nazionale italiana più forte di sempre. Però - ha concluso l’hall of famer - tale talento deve essere confermato con i risultati».



IL COMMENTO Il coach bianconero è stato elogiato dal suo mentore
Dell’Agnello: «Ti faceva sentire imbattibile»

CASERTA. Dell’onorificenza di Bogdan Tanjevic ne abbiamo parlato con Sandro Dell’Agnello, elogiato proprio dal tecnico montenegrino per la sua carriera da allenatore.
Il riconoscimento a Tanjevic è meritato, senza dubbio, ma secondo lei perché è giustificato?
«Ho letto la notizia ed innanzitutto sono contento per lui. Il premio è meritato soprattutto per i suoi successi - ha esordito Dell’Agnello - perché ovunque ha allenato è riuscito sempre a competere ad altissimi livelli. Con Caserta ha disputato finali per i titoli nazionali ed internazionali, con Trieste una semifinale scudetto ed una finale di Korac, con Milano ha vinto campionato e Coppa Italia. E poi riportò l’Italia sul tetto d’Europa dopo anni in cui si vinceva poco, e dopo di lui purtroppo c’è stato un altro periodo in cui non si vinse tanto. Al di là dei risultati, comunque, è stato un grande maestro della pallacanestro mondiale, allevando tanti campioni da lui scoperti».
Nella sua nuova carriera da allenatore, a cosa maggiormente si ispira a lui?
«Io e lui abbiamo un tratto in comune, ovvero quella di cercare di motivare sempre i propri giocatori. Quando ero allenato da lui - ha ricordato Sandrokan - non importava contro chi si giocasse, poteva anche essere la miglior squadra del mondo, ma lui era capace di farti sentire imbattibile. Io stesso non potevo fare a meno di sentirmi più forte di quello che poi ero realmente. E questa cosa l’ho appresa da lui e cerco in qualsiasi momento di trasmetterla ai miei giocatori».
Tanjevic ha dichiarato di essere in contatto con lei da quando è venuto a Caserta, e che è pronto ad ospitarla ad un raduno della sua nazionale?
«I consigli da una persona del suo spessore sono sempre ben accetti e - ha concluso l’attuale coach della Juvecaserta - sarei felice di ricevere il suo invito».
GIBO

Under 18 Eccellenza. Maddaloni sconfitto da Pozzuoli

DALLA GAZZETTA DI CASERTA DEL 08/02/2016

Under 18 Eccellenza. Maddaloni sconfitto da Pozzuoli

PALL. SAN MICHELE 53
VIRTUS POZZUOLI 71
(11-16; 23-34; 36-55)

MADDALONI: Piacentile, Tartaglione 2, Pascarella 19, Bocciero 7, Cioppa 13, Mandato 5, Lucariello, Cicala 7, Nappi n.e., All. Palmisani, Ass. De Maria.
POZZUOLI: Staiano 3, Lucci 9, Di Domenico 2, Del Giudice 2, Esposito A. 6, Spaccarotella 4, Mehmedoviq 10, De Rosa 8, Esposito C. 4, Ajayi, Markovic 23, All. Cardillo.
ARBITRI: Alessandro Ascenzi di Caserta e Luca Leggiero di San Tammaro.

MADDALONI. Sconfitta casalinga per l’Under 18 Eccellenza della Pallacanestro San Michele Maddaloni, che deve arrendersi alla più forte ed attrezzata Virtus Pozzuoli dopo aver tenuto testa per almeno 15’. Poi i flegrei hanno fatto valere la propria stazza nel pitturato, e con un attacco che non è mai andato in confusione hanno conquistato la posta in palio.
Pronti, via, gli ospiti si schierano immediatamente con la difesa a zona, e portandosi in vantaggio sul 2-7 grazie ai contropiede. Maddaloni non demorde ed al 5’ accorcia le distanza sull’8-9 in virtù di una buona circolazione della palla che fa muovere la retroguardia avversaria infilandola negli spazi vuoti. Nella seconda frazione, e dopo esser stato a contatto, Pozzuoli scappa sull’11-24 e costringe coach Massimiliano Palmisani a chiamare timeout. I biancazzurri perdono fluidità offensiva e soltanto qualche penetrazione produce punti. Dopo l’intervallo lo svantaggio continua a crescere, anche a causa delle rotazioni piuttosto risicate. La coppia Pascarella-Cioppa infila diverse triple che consentono ai padroni di casa di concludere comunque degnamente una partita che li ha visti precipitare anche sul meno 23.
Giov.Bocc.

Dario Hunt, il gigante di Caserta

Dario Hunt, il gigante di Caserta

«Che noia il football, meglio le sfide sotto canestro»


di Giovanni Bocciero*

Sbarcato in estate all’ombra della Reggia con la fama del pivot di ruolo, Dario Hunt in maglia JuveCaserta sta rispettando questa reputazione. L’ex Nevada rappresenta una delle pietre miliari del roster di coach Sandro Dell’Agnello. Come detto, è arrivato a Caserta per ricoprire un ruolo da protagonista, e fin qui sta viaggiando alle considerevoli cifre di quasi una doppia-doppia di media in punti (poco più di 10) e rimbalzi (poco più di 9) aggiungendo circa due stoppate. Ma oltre al mero dato statistico, Hunt ha portato nel pitturato solidità ed intimidazione, che a tratti lo fanno dominare, e che unite alle cifre di cui sopra, basterebbero per aggiudicarsi il titolo di “defensive player” in NBA. Ecco, la NBA, che non è riuscito neppure a sfiorare dato che appena uscito dall’università, nell’estate del 2012, non è stato scelto al draft. E così arriva in Europa per farsi le ossa, dividendosi tra Ucraina, Austria e appunto Italia, con una parentesi in D-League ai Rio Grande Valley Vipers senza riuscire comunque a strappare un contratto NBA. Giocatore anche spettacolare, Hunt a suon di schiacciate è diventato un beniamino dei tifosi. E con l’attuale leader delle classifiche individuali in rimbalzi e stoppate abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Quando hai iniziato a giocare a basket?
«Ho iniziato a giocare a pallacanestro sul serio quando avevo circa 14 anni. Fino ad allora il mio sport principale era stato il football».
Ecco, hai praticato anche football con risultati piuttosto buoni. Che ruolo occupavi e perché hai poi deciso di giocare solo a basket?
«Giocavo da "defensive" onestamente, ma il football era uno sport che mi annoiava a causa della stessa routine. Il basket invece è stata una sfida, e mi piace sfidare me stesso».
Quali sono le tue origini e che tipo di famiglia è la tua?
«Sono cresciuto a Tampa, in Florida, ma ho vissuto in tanti luoghi perché entrambi i miei genitori erano militari. Da questo punto di vista, siamo una tipica famiglia di militari».
Sin da giovanissimo hai preso tanti rimbalzi e fatto tante stoppate, qual è il tuo segreto?
«Nessun segreto, queste due statistiche sono frutto di grande sforzo ed altrettanto desiderio. Penso solo a voler giocare bene quando scendo in campo».
Al college hai avuto una striscia di 19 tiri liberi consecutivi in tre gare, statistica in controtendenza rispetto ad oggi. Ricordi in particolare quel momento?
«Sì, mi ricordo che ero molto fiducioso del mio tiro libero. Ora è una specie di blocco mentale, ma io mi sforzo per migliorare».
Chi sei e cosa fai fuori dal campo?
«Fuori dal campo sono una persona abbastanza fredda, solitaria. Mi piace il buon cibo, la buona musica e le brave persone, e sono una persona abbastanza ottimista e positiva».
Qual è il tuo hobby preferito?
«Sono un pensatore abbastanza selvaggio, così ogni volta che mi posso esprimere lo faccio sia attraverso la scrittura o comunque attraverso qualcosa di creativo».
Cosa ti incuriosisce dell'attualità?
«Cerco sempre di rimanere aggiornato sulle ultime notizie che arrivano dal mondo, ma io mi concentro di più sugli eventi positivi. Mi piacciono le novità in campo tecnologico e musicale».
Qual è il tuo pensiero sul terrorismo?
«È un problema importante che deve affrontare il mondo in questo momento, ed è triste. Non ho le risposte giuste per risolverlo, ma è difficile che si migliori se continuiamo a procedere con "l'occhio per occhio". Auspico di cuore che questa non diventi la nuova normalità per il mondo».
A novembre ci saranno le elezioni in USA per il dopo Obama, qual è la tua idea politica?
«Sinceramente non ho alcuna affiliazione a partiti politici. Penso solo che i governi dovrebbero lavorare per creare un ambiente equo e portare avanti il paese insieme, per il bene di tutti».
Com'è il tuo rapporto con la religione?
«Il mio rapporto con la religione è molto personale, è una cosa davvero intima».
Hai mai vissuto una situazione di razzismo. Come ti comporti su questo argomento?
«Sì, come penso che accade a tutte le minoranze. Cerco di non sprecare alcuna energia in riferimento a queste situazioni. Chi lo commette non si rende conto che il mondo si sta evolvendo davanti ai loro occhi».
Ti piace comunicare tanto attraverso i vari social network?
«Sono piuttosto attivo su Instagram, ma cerco di non spendere troppo tempo sui social media».
Hai anche un sito ed un blog personale, ci spieghi il loro utilizzo?
«Sì, www.l-l-f.co è il mio marchio, acronimo di "living life fearless", ovvero vivi la vita senza paura. È un progetto online aperto a individui e marchi creativi per essere connessi e mostrare il proprio materiale. Il blog (www.beboldbefearless.co) è invece uno spazio in cui gli utenti possono condividere tutti i propri pensieri».
Hai un personaggio sportivo a cui ti ispiri?
«Crescendo Kevin Garnett era il mio giocatore preferito per l’intensità che metteva quando giocava».
Ai tempi dell’università esprimesti il pensiero che per te battere l'avversario è il momento più emozionante. Ci spieghi perché?
«Sono una persona molto competitiva e sapere che tu sei il migliore quando vinci è la più bella sensazione che si può provare nello sport in generale».
Quando terminerai la carriera da giocatore cosa ti piacerebbe fare?
«Sicuramente qualcosa nel mondo degli affari, e spero anche qualcosa di creativo ovviamente».
Hai partecipato all'All Star Game, sei attualmente il miglior rimbalzista e stoppatore del campionato, insomma onorificenze individuali importanti per la tua carriera?
«Certo, però non va dimenticato che la pallacanestro è uno sport di squadra. Ho lavorato tanto tempo e con fatica con il coach su diversi movimenti individuali, e anche per migliorare il mio tiro libero, e vedere che il lavoro paga è sempre molto gratificante».
Cosa pensi della città di Caserta, hai avuto modo di visitarla?
«Caserta è una città piccola ma bella e importante. Mi piace tanto e mi sento a mio agio qui».
Passiamo al campionato, qual è il tuo giudizio sin qui?
«È sempre difficile vincere soprattutto quando ti capitano un sacco di avversità, che penso abbiamo saputo gestire anche abbastanza bene finora. Abbiamo perso alcune partite importanti, ma siamo ancora molto competitivi».
Come ti trovi nello spogliatoio, con i compagni e lo staff tecnico?
«Vado d'accordo con tutti, sia compagni che coach. Abbiamo un lavoro da fare, da portare a termine, e non posso farlo sicuramente da solo».
Il pubblico casertano è molto controverso, caloroso ma anche critico, la tua opinione sulla tifoseria?
«Non ho avuto nessun problema con le persone di Caserta, ma solo interazioni positive. Credo che fino a quando giocherò duro non ce ne saranno».
Domanda secca: dove potete arrivare in campionato?
«Credo che al completo, e se giochiamo nel modo giusto, siamo una delle migliori squadre del campionato. Possiamo certamente fare i playoff, ma, naturalmente, non sarà facile raggiungerli».



LA SCHEDA
Centro classe ‘89, 206 cm, nato a Colorado Springs. Al liceo Pine Creek stabilisce i record scolastici in rimbalzi e stoppate viaggiando a 15 punti e 12 rimbalzi. Si trasferisce poi alla Charis Prep dove con 16.1 punti, 15.3 rimbalzi e 3.1 stoppate è nominato Mvp. In NCAA gioca per Nevada, in quattro anni è inserito tre volte nel quintetto difensivo e due nel secondo quintetto della WAC. Guida la conference due volte in stoppate (2.4 il career-high) e una in rimbalzi (9.8), e ha stabilito il record di una singola stagione dell'università in stoppate: 83. Career-high in punti (14.1) al Gussing.



HANNO DETTO
Sandro Dell’Agnello: «È un ragazzo sensibile e intelligente che se motivato mette grande energia in ciò che fa. Può essere un fattore in difesa grazie a mobilità ed atletismo, e a rimbalzo perché, seppur undersize, è un ottimo saltatore con senso della posizione, ma anche offensivamente se servito in maniera dinamica. Con lui ho un buon feeling ed abbiamo migliorato degli aspetti del gioco. Ha un ottima comprensione e quando gli si chiede qualcosa non c’è bisogno di ripeterla due volte, particolare non trascurabile».
Andrea Ghiacci: «È stata una grande sorpresa. Non lo conoscevo e ho avuto modo di riscontrare che è un ragazzo super, fuori e dentro il campo. Si allena sempre con grande voglia e intensità, e pur non essendo altissimo riesce ad essere un pivot dominante, e lo sta dimostrando».


* per il mensile BASKET MAGAZINE

sabato 6 febbraio 2016

SERIE B. Maddaloni ancora sconfitta nella Capitale

COMUNICATO STAMPA PALL. SAN MICHELE DEL 06/02/2016

Maddaloni ancora sconfitta nella Capitale

Luiss Roma- Pall. San Michele Maddaloni 74-56
Parziali: 21-10; 39-24; 55-44.
Roma: Faragalli 10, De Dominicis 4, Chiatti 11, Scuderi 6, Ramenghi 10, Marcon 16, Rambaldi 6, Beretta 2, Miriello, Gorrieri 9, All. Paccariè, Ass. Fulgari, Ass. Pederzoli.
Maddaloni: Ragnino n.e., Listwon 4, Caceres 18, Desiato 7, Marini 2, Rubbera 15, Garofalo 6, Rusciano 3, Pascarella n.e., Florio 1, All. Monda, Ass. Palmisani, Ass. De Maria.
Arbitri: Matteo Colombo di Cantù (CO) e Marcello Martinelli di Brescia (BS).

Cronaca: La Pallacanestro San Michele Maddaloni incappa in un'altra sconfitta nella Capitale, arrendendosi questa volta alla Luiss Roma. I maddalonesi, purtroppo, sono stati sempre sotto e costretti ad inseguire, e quando ciò accade è inevitabile che nel momento cruciale vengano meno le forze. Con questa sconfitta, forse, se n'è andato anche l'ultimo vagone del treno salvezza, obiettivo che a meno di miracoli dovrà essere raggiunto passando per l'inferno dei playout.
La partita non inizia nel miglior modo per i biancazzurri, che si ritrovano a rincorrere sul punteggio di 12-3 dopo 5' di gioco. Maddaloni ha sbagliato decisamente l'approccio, e allora per cercare di rimediare coach Giovanni Monda richiede un importante timeout. Al rientro in campo, purtroppo, non tende a cambiare il leit-movit della gara, visto che gli ospiti continuano a tirare a salve, con un pessimo 0/10 dal campo, a cui aggiungono già 4 palle perse. Con questo andazzo la Luiss Roma aumenta il proprio vantaggio, giocando piuttosto bene, e raggiungendo il più diciassette (20-3). Sul finire del primo quarto sembra finalmente scuotersi la compagine maddalonese, che grazie alle riserve e soprattutto ad un trascinante Caceres mette a segno un piccolo break.
Nella seconda frazione, però, Maddaloni ritorna a fare grande fatica nel giocare. Si produce poco in attacco e si difende altrettanto poco. Con un parziale di 12-2 la formazione romana raggiunge il 33-12 al 14' che costringe ad un altro minuto di sospensione. Una buona circolazione di palla che permette di andare tutti a segno, e soprattutto i tiri ad alta percentuale presi vicino al ferro permettono alla Luiss di andare sul 38-14, che rappresenta il massimo vantaggio per i padroni di casa. Maddaloni deve prima prendere gli schiaffi e poi reagisce. E così con uno 0-9 di parziale, chiuso soltanto da un libero degli avversari ad un giro di lancette dalla fine del primo tempo, i viandanti ricucio lo svantaggio grazie ad un Rubbera che sembra aver trovato finalmente il feeling con il canestro.
Al rientro dagli spogliatoi si assiste quasi ad un'altra gara. Gli ospiti riescono a trovare maggiore continuità in attacco, mandando in difficoltà gli avversari. I maddalonesi si aggrappano alla coppia italo-argentina, supportata in modo altalenante dagli altri biancazzurri, limando pian piano quasi tutto il divario. La Luiss Roma, dal lato suo, va in confusione e perde quella fluidità che sino a quel momento aveva avuto. Nonostante ciò, le tre triple mandate a bersaglio in questo quarto tengono a galla i padroni di casa. Ad 1'26" dalla fine del terzo periodo, Maddaloni ha tra le mani la bomba che varrebbe il meno tre, e invece da quell'errore i dirimpettai costruiscono un mini break che vale il 55-44 al 30'.
Nell'ultimo quarto i biancazzurri evidentemente hanno terminato la benzina, perché rimangono costantemente distanti di una decina di punti senza riuscire ad accorciare di nuovo lo svantaggio. Di conseguenza, con il passare dei minuti si affievolisce sempre più la speranza di riprendere per i capelli la gara, e così si arriva senza troppi indugi alla sirena finale che vede la Luiss Roma prevalere di diciotto lunghezze.


Addetto Stampa
Pall. San Michele
Giovanni Bocciero