sabato 22 ottobre 2016

NBA Eastern: Power Ranking 2016/17

Di seguito il Power Ranking della Eastern Conference della NBA.

FONTE: ULTIMOUOMO.COM

di Giovanni Bocciero

1- CLEVELAND CAVALIERS
I campioni in carica ricominciano da dove hanno finito, visto che durante la offseason hanno inserito soltanto qualche pedina per rendere il roster un po' più lungo di quello che era. Le linee guida saranno dettate dal solito LeBron James, che a Cleveland manca poco che faccia anche da presidente/proprietario visto che la panchina la occupa già. Kyrie Irving dopo l'azione decisiva per il titolo pretenderà maggiore spazio in scena, e in verità se lo merito tutta.
FAVORITI

2- TORONTO RAPTORS
Anche i Raptors hanno cambiato poco o nulla, con l'addio neppure troppo pesante a Bismack Biyombo strapagato in estate da Orlando. Al suo posto la dirigenza canadese ha preso l'ottimo Jared Sullinger ed il rookie Jakob Poeltl che non ne faranno sentire l'assenza. Per il resto il pallino del gioco è sempre nelle mani di Kyle Lowry e DeMar DeRozan, ai quali sarà chiesto forse il definitivo salto di qualità per affermarsi come autentici all-star capaci anche di vincere e non solo ben figurare.
CONTENDER

3- BOSTON CELTICS
Il telaio di coach Brad Stevens è stato ulteriormente smussato qui e la, e l'asticella sembra essersi alzata ancora un po'. I Celtics dopo aver ritrovato i playoffs nelle ultime due stagioni stanno lentamente portando avanti un progetto che li potrebbe vedere ritornare a competere ad altissimo livello nella Eastern. Assodato che Isaiah Thomas è ormai un pilastro della squadra, in estate è stato firmato Al Horford che porterà esperienza e qualità nel reparto lunghi. Aspettando di veder sbocciare il talento di Jaylen Brown.
PLAYOFFS

4- INDIANA PACERS
Dopo due stagioni di grandi patemi, e di una rivoluzione tecnica che sembra essersi completata, ritornano i Pacers. In offseason la franchigia ha attaccato in modo molto aggressivo il mercato portando a casa gente del calibro di Jeff Teague, Al Jefferson e Thaddeus Young. Il fulcro del gioco resterà comunque quel Paul George che come il miglior killer in circolazione, ritrovata un minimo di competitività di squadra, ci metterà ben poco a diventare "on fire".
PLAYOFFS

FONTE: CHICAGOTRIBUTE.COM
5- CHICAGO BULLS
Nella città del vento in estate ci sono state tantissime novità, tra cui l'addio al nativo Derrick Rose per abbracciare il figliol prodigo Dwyane Wade. Il nuovo simbolo dei Bulls è comunque Jimmy Butler, al quale sono stati affiancati giocatori di spessore come Rajon Rondo. Salutato anche Joakim Noah al cui posto è arrivato Robin Lopez, adesso spetterà al tecnico Fred Hoiberg far quadrare il tutto dopo la disastrosa annata all'esordio che più di qualche dubbio sulla sua gestione l'ha fatto sorgere.
PLAYOFFS

6- ATLANTA HAWKS
La formazione degli Hawks non è molto cambiata nella sua fisionomia, ma nelle pedine lo è invece molto. In vernice è arrivato per giganteggiare il nativo Dwight Howard in coppia con Paul Millsap, mentre sugli esterni saranno chiamati ad operare i soliti Kyle Korver, Thabo Sefolosha e Kent Bazemore seppur con competenze ovviamente del tutto diverse. Il grande punto interrogativo lo si ha in cabina di regia, dove il tedesco Dennis Schroder dovrà meritarsi questo ruolo così strategico.
PLAYOFFS

7- NEW YORK KNICKS
Nella Big Apple si è di fronte all'ennesima rivoluzione per provare a competere per qualcosa di più della semplice qualificazione ai playoffs. Nonostante tutto il lavoro dirigenziale architettato da Phil Jackson, la squadra sembra essersi rinforzata ma da qui a puntare alla qualifica di contender ce ne passa. Derrick Rose, Joakim Noah e Brandon Jennings sono sicuramente dei valori aggiunti in un roster che di base poteva già contare su Carmelo Anthony e Kristaps Porzingis, ma bisognerà trovare degli equilibri che soltanto il duro lavoro in palestra potrà dare.
PLAYOFFS

8- DETROIT PISTONS
Coach Stan Van Gundy dovrà lottare per difendere il lavoro che sta facendo a Detroit, perché si trova in quel limbo in cui una vittoria od una sconfitta possono costare un'intera stagione. L'asse principale dei Pistons sarà sempre composto da Reggie Jackson (out per l'inizio del campionato) e Andre Drummond, con i vari Marcus Morris, Kentavious Caldwell-Pope e Tobias Harris pronti a dare manforte. Le soluzioni sembrano comunque poche, e dunque bisognerà ricavare il massimo da chiunque.
PLAYOFFS

9- WASHINGTON WIZARDS
I Wizards potrebbero concludere un altro campionato da eterna incompiuta. Il duo John Wall e Bradley Beal meriterebbe molto di più, ma non riesce a fare quel salto di qualità anche per svariati problemi fisici, soprattutto il secondo. Il roster è comunque valido, con tante seconde e terze linee come Marcin Gortat, Markieff Morris, Otto Porter, Kelly Oubre. L'offseason ha portato Ian Mahinmi, Andrew Nicholson, Tomas Satoransky e Trey Burke, con questi ultimi due che potrebbero rappresentare valide alternative nei due ruoli di guardia.
OUTSIDER

FONTE: DATASPORT.IT
10- CHARLOTTE HORNETS
La franchigia di sua maestà Michael Jordan ha deciso di puntare ancora sui grandi fautori della passata stagione, come Kemba Walker e Nicolas Batum che dovranno per forza di cose accollarsi le maggiori responsabilità. A cercare di portare un'alternativa tattica è arrivato il nostro Marco Belinelli, che sappiamo però deve essere messo nelle condizioni giuste per rendere. Importante la perdita nel pitturato di Al Jefferson che è stato sostituito con Roy Hibbert, forse all'ultima occasione per continuare a meritare l'NBA.
OUTSIDER

11- ORLANDO MAGIC
Non si discutono le potenzialità, bensì le certezze sulle quali i Magic possono costruire questa annata agonistica. L'arrivo di Serge Ibaka è stata una delle migliori operazioni nel panorama NBA, che insieme a Nikola Vucevic, Aaron Gordon e lo strapagato Bismack Biyombo forma un'ottima frontline. Sugli esterni i vari Elfrid Payton, Evan Fournier, Mario Hezonja e Jeff Green sono giocatori non indifferenti ma troppo incostanti nelle proprie prestazioni. Se si troverà il giusto equilibrio si potrà fare molto bene.
OUTSIDER

12- MILWAUKEE BUCKS
Milwaukee sta vivendo una metamorfosi in negativo, in cui l'idea tattica di coach Jason Kidd ancora non è stata focalizzata con esattezza. La cosa che risalta subito agli occhi è che in squadra non c'è un play, non ce ne voglia Matt Dellavedova. In quel ruolo si vorrebbe far crescere il fenomenale Giannis Antetokounmpo, una decisione che appare molto avventata. L'infortunio di Khris Middleton ha sconquassato i piani, mentre è da cavalcare Jabari Parker in grande ascesa. Tutto da valutare il divorzio in casa con Greg Monroe.
DOWN

13- MIAMI HEAT
La telenovela Chris Bosh appare essere soltanto la punta dell'iceberg del restyling che Pat Riley vuole apportare a South Beach. Ormai un ciclo, con l'addio anche di Dwyane Wade, sembra del tutto terminato. La scena adesso è di Hassan Whiteside che potrà fare quello che vuole purché resti nei limiti soprattutto comportamentali. La sensazione è che la situazione sia tutta in divenire, con Goran Dragic in procinto di cambiare squadra da un momento all'altro, e con Justise Winslow in rampa di lancio. Completano il roster tanti giocatori raccattati qui e la come Dion Waters, Luke Babbitt, Wayne Ellington e Derrick Williams.
DOWN

14- BROOKLYN NETS
Il progetto ruota sempre attorno a Brook Lopez, ma per quanto potrà durare questa ambizione soporifera dato che per l'ennesima stagione i Nets partono per evitare l'ultima posizione nella non competitiva Eastern? Per cercare di non far appassire l'appeal è stato riportato in città, seppur dall'altra parte della barricata, quel Jeremy Lin i cui effetti taumaturgici sono andati anno dopo anno affievolendosi. Gli ingaggi di Luis Scola, Randy Foye e Greivis Vasquez sono il classico usato garantito. L'operazione Anthony Bennett è una scommessa.
DOWN

FONTE: SPORTSPRESS.CO
15- PHILADELPHIA 76ERS
Tankare e tankeremo, questa filosofia nella città dell'amore fraterno non sembra essere per nulla cambiato. A maggior ragione quando anche la sfortuna sembra perseguire i 76ers. Ovviamente ci riferiamo all'infortunio che terrà l'atteso rookie Ben Simmons lontano dai parquet sino a gennaio. Cosa aspettarsi dunque, se non un'altra stagione da ultima della classe o giù di lì? Quello che saprà fare un altro giocatore tanto atteso come l'esordiente Joel Embiid, che insieme a Nerlens Noel e Jahlil Okafor costituisce uno dei reparti lunghi più interessante dell'intera lega.
DOWN

lunedì 10 ottobre 2016

Eurolega: Power Ranking 2016/17

Siamo all'alba della nuova Eurolega, composta da soli sedici team che si affronteranno in una competizione che assomiglia tanto ad un campionato sovranazionale. Inutile dire che per l'aspetto organizzativo e soprattutto economico le lingue ufficiali del torneo sono rispettivamente lo spagnolo ed il turco, avendo questi due paesi ben sette squadre ai nastri di partenza. Due iscritte se le dividono Grecia e Russia mentre una a testa per Italia, Germania, Israele, Lituania e Serbia. Di seguito il Power Ranking alla vigilia della stagione 2016/17, che si concluderà con la Final Four di Istanbul.



di Giovanni Bocciero

1- FENERBAHCE ISTANBUL
Dodici mesi dopo il Fenerbahce è ancora il favorito numero uno per aggiudicarsi l'Eurolega, ma non sarà affatto facile perché ovviamente gli avversari non staranno a guardare senza colpo ferire. L'amara finale di Berlino ha rilanciato le ambizioni di vittoria della truppa di coach Zeljko Obradovic che ha puntellato un roster che già era qualitativamente e quantitativamente profondo. Il volto nuovo è James Nunnally arrivato ad Istanbul da Mvp del campionato italiano con la casacca di Avellino, e che con il nostro Gigi Datome condividerà minuti e forse responsabilità. I veri acquisti sono però le conferme dei pivot Jan Vesely e Ekpe Udoh tentati in estate entrambi da un ritorno in NBA. Dixon, Bojan Bogdanovic, Antic, Sloukas, Kalinic e Mahmutoglu sono gli altri grandi protagonisti.

FONTE: WW.SPORTANDO.COM
2- CSKA MOSCA
Subito dietro al Fener ci sono i campioni in carica del CSKA Mosca, che proprio come i principali rivali hanno mantenuto l'ossatura della squadra mettendo soltanto qualche elemento che alzasse ulteriormente il livello. E allora partiamo proprio dagli innesti per coach Dimitri Itoudi, che ha migliorato il proprio potenziale attingendo dal campionato russo con l'esterno Semen Antonov dal Nizhny Novgorod ed il lungo James Augustine dal Khimki Mosca. La coppia in regia formata da Milos Teodosic e Nando De Colo è ovviamente una garanzia, così come il pivot bonsai ex Veroli Kyle Hines e la guardia ex NBA Cory Higgins. Il nucleo conta comunque sulla pattuglia sovietica composta dai vari Khryapa, Fridzon e Vorontsevich ed il role player Freeland.

3- REAL MADRID
Un gradino dietro, o forse soltanto mezzo, alle due principali favorite vi è il Real Madrid. I madrileni hanno dovuto modificare leggermente il proprio assetto, ma siam convinti che gli equilibri non saranno per nulla cambiati. Salutato Sergio Rodriguez che non ha voluto rinunciare all'opportunità di ritornare in NBA, il Real lo ha sostituito con il cavallo di ritorno Dontaye Draper grande fautore della splendida ultima stagione europea del Lokomotiv Kuban, dal quale è stato prelevato anche Anthony Randolph. Quest'ultimo va a rafforzare il reparto lungo in cui è stato inserito anche l'ex Siena Othello Hunter. Llull, Fernandez, Ayon, Maciulis, Carroll, Taylor, Nocioni, Reyes, Thompkins e la stellina Doncic fanno del Real Madrid una pretendente.

4- OLYMPIACOS PIREO
Al Pireo è passata la linea della continuità, e così sono stati confermati tutti i principali attori di queste annate: dal leader Vassilis Spanoulis all'estroso Georgios Printezis, dal preciso Vangelis Mantzaris al solido Kostas Papanikolau, menzionando poi Lojeski, Papapetrou, Agravanis e Athinaiou, giocatori più che utili alla causa. È stato confermato anche il nostro Daniel Hackett, che nel suo primo anno in maglia Olympiacos si è ritagliato uno spazio da protagonista. Si è cercato di alzare il livello della squadra pur con la partenza di Othello Hunter, innanzitutto con il recupero in quel ruolo di Patric Young lo scorso anno a lungo degente, al quale è stato affiancato un altro lungo atletico e dinamico come Khem Birch. Per aumentare il potenziale sugli esterni, invece, è stato ingaggiato l'ex Siena Erick Green pronto a portare tanti punti dalla panchina.

5- PANATHINAIKOS ATENE
Ritiratosi il faro Dimitris Diamantidis il Panathinaikos è pronto a ripartire con un roster che è composto da un mix di conferme e nuovi arrivi. I biancoverdi hanno fatto spesa in Spagna, dalla quale è arrivato l'asse play-pivot che ha fatto le fortune del Vitoria giunto sino alla Final Four di Berlino l'anno scorso, ovvero Mike James e Ioannis Bourousis. Dal Real è invece stato ingaggiato l'esterno K.C. Rivers. Tutti e tre sono transitati per l'Italia. Altro acquisto di spessore è Chris Singleton, anche lui visto a Berlino in occasione della Final Four con la sorpresa Kuban. Il roster del neo coach Argyris Pedoulakis potrà contare anche sulle conferme dei vari Calathes, Gist, Fotsis e Feldeine, altri conoscenti del nostro campionato.

6- BARCELLONA
Per i blaugrana questa stagione coincide con una sorta di rivoluzione a partire dalla panchina, dove il testimone è passato da Javier Pascual a Giorgios Bartzokas, coach del sorprendente Lokomotiv Kuban nella passata stagione. Con il suo arrivo a Barcellona si vuole cercare di avviare un nuovo ciclo di successi che non può comunque prescindere da Juan Carlos Navarro. In realtà il roster è stato aggiustato soprattutto in cabina di regia, con gli ingaggi dal Khimki Mosca di Tyres Rice e dell'ex Virtus Bologna Petteri Koponen, e con l'arrivo proprio dal Lokomotiv dell'ala spagnola Victor Claver. La squadra è completata dai vari confermati Tomic, Perperoglou, Doellman, Dorsey, Lawal, Ribas, Oleson ed il prospetto Vezenkov.

FONTE: WWW.FOXSPORTS.IT
7- OLIMPIA MILANO
È inutile forse ripetere sempre la stessa cosa. Quest'anno Milano si è attrezzata per fare non bene, ma benissimo in Eurolega. Da qui a dire che ci riuscirà ci passa ovviamente il mare, ma si ha tutto per riuscirci. I punti forti dell'Olimpia di coach Jasmin Repesa saranno gli innesti di giocatori di qualità come Hickman, Raduljica, Dragic e Pascolo; e la conferma del nucleo con il quale si sono gettate le basi per competere anche in Europa, da Gentile a Sanders a Cerella passando per Simon, Macvan, Kalnietis, McLean ed il neo capitano Cinciarini. La proprietà Armani ha ulteriormente investito nel parco giocatori, forse il divario con le big è ancora ampio, ma i playoff sono un obiettivo alla portata.

8- EFES ISTANBUL
La seconda squadra di Istanbul per importanza ha continuato ad investire molto per allestire un roster che le permetta di competere a testa alta in questa Eurolega. Eppure i cambiamenti in casa Efes non devono passare inosservati, tra tutti quello del cambio in panchina dove al posto di Dusan Ivkovic è stato richiamato Velimir Perasovic che ha portato Vitoria all'ultima Final Four. Perso il fenomeno Dario Saric diretto in NBA, ma confermate le stelline Furkan Korkmaz e Cedi Osman con altrettante aspirazioni Oltreoceano, sono stati ingaggiati gli americani Bryce Cotton, Tyler Honeycutt, DeShaun Thomas e lo sloveno ex Gran Canaria Alen Omic. Confermati il francese Heurtel, Granger, Balbay, Brown e l'ex Varese Dunston.

9- BROSE BAMBERG
Il Bamberg del nostro Andrea Trinchieri si appresta a vivere un'altra stagione di alto livello, con l'obiettivo piuttosto dichiarato di provare a dare fastidio alle solite grandi d'Europa. Certo che l'addio di Brad Wanamaker sicuramente non farà sorridere in Germania, anche se la squadra non si è per nulla indebolita. Al collaudato gruppo vincente che potrà contare ancora una volta sul nostro Niccolò Melli, l'ex Siena Nikos Zisis, Miller, Harris, Strelnieks e Theis, sono state aggiunte delle pedine interessanti. Nel settore play-guardia da Vitoria è arrivato il francese Fabien Causeur, mentre direttamente dall'America il tedesco ormai trapiantato Maodo Lo. Nel reparto lunghi è invece giunto a portare manforte con la propria fisicità il bielorusso l'anno scorso a Reggio Emilia Vladimir Veremeenko.

10- DARUSSAFAKA
Il club turco è uno delle grandi e nuove novità dell'Eurolega, in cui dopo la prima esperienza della stagione passata sta dimostrando con gli investimenti di volersi affermare come un'autentica big. Per il momento sembra essere un po' indietro anche se non mancano affatto le possibilità ed il potenziale. Non a caso in panchina hanno deciso di puntare su di un coach tra i più vincenti d'Europa, tale David Blatt che è tornato nel Vecchio Continente dopo la parentesi di un anno e mezzo ai Cleveland Cavaliers terminata con l'esonero. Per quanto riguarda il roster, si è deciso di puntare soprattutto sul trio di esterni Wanamaker, il tiratore Dairis Bertans e l'ex NBA James Anderson. Al competitivo reparto lunghi che contava già Slaughter, Erden, Aldemir ed Harangody è stato aggiunto il francese Moerman prelevato dal Banvit.

11- BASKONIA VITORIA
Il Vitoria che ha raggiunto lo scorso anno la Final Four di Berlino è ormai un dolce ricordo, perché da allora sono tanti i cambiamenti che hanno coinvolto il team basco che conta soli quattro confermati: Adam Hanga, Kim Tillie, Jaka Blazic e Tornike Shengelia. Il nuovo head coach è l'emergente spagnolo Sito Alonso, che tanto bene ha fatto prima a Badalona e poi a Bilbao. Dovendo salutare tanti protagonisti partiti per altri lidi, il Vitoria ha cercato di rilanciare la propria ambizione con tanti ex NBA come Shane Larkin, il nostro Andrea Bargnani e Rodrigue Beaubois. A rimpinguare la panchina sono invece arrivati il playmaker brasiliano Rafa Luz e l'ala-pivot tedesca Johannes Voigtmann.

FONTE: WWW.EUROLEAGUE.NET
12- GALATASARAY ISTANBUL
La sorpresa della post season potrebbe essere il Galatasaray che in estate non ha badato a spese. La formazione del tecnico Ergin Ataman vuole proseguire sulla scia della vittoria in Eurocup della passata stagione, ed ha stravolto il roster puntando su talento ed esperienza. Si è addirittura permesso il lusso di sostituire in maniera più che egregia gli infortuni di Nenad Krstic (stagione già finita) e Vladimir Micov, unico confermato insieme a Guler e Schilb. La società giallorossa ha rovistato per mezza Europa ed anche dall'altra parte dell'oceano per allestire il telaio. Il mercato ha fatto registrare gli ingaggi degli ex NBA Russ Smith e Tibor Pleiss, dai concittadini dell'Efes sono arrivati Jon Diebler ed Alex Tyus, dal Bayern Monaco Deon Thompson, dalla Cina l'ex Milano Justin Dentmon, anche se gli innesti principali si sono avuti nel reparto delle ali, con il veterano Emir Preldzic dal Darussafaka e l'emergente Austin Daye da Pesaro.

13- MACCABI TEL AVIV
Una delle grandi d'Europa vuole rialzarsi dopo tanti bocconi amari costretti a mandar giù in questi ultimi due anni - appena nel 2014 vinse l'Eurolega -. Purtroppo per il Maccabi, però, il tempo della rivalsa non sembra ancora essere arrivato. Il roster è stato rivoltato come un calzino, con i soli Mekel, Ohayon, Landesberg e Pnini confermati. Il reparto esterni è stato costruito sugli ex NBA Andrew Goudelock e Sonny Weems con la rivelazione ex Gran Canaria D.J. Seeley a fungere da riserva. Il pacchetto lunghi è stato completamente rifondato sulla coppia ex Stella Rossa Quincy Miller (subito infortunato e rimpiazzato momentaneamente da Victor Rudd) e Maik Zirbes, e con il ritorno dell'ex Sassari Joe Alexander e Colton Iverson pronti a subentrare dalla panchina.

14- ZALGIRIS KAUNAS
Squadra solida e sempre tosta da affrontare, soprattutto in trasferta, lo Zalgiris Kaunas potrà dare fastidio a chiunque nella singola gara, ma non sembra avere le carte in regola per aspirare ai playoff. Il fulcro del gioco lituano sarà dettato dal settore play-guardie, con il canadese Kevin Pangos ex Gran Canaria ed il francese Leo Westermann ex Limoges - e cercato insistentemente l'anno passato proprio dall'Olimpia - che sono andati a ricostruire la cabina di regia, mentre al nazionale Renaldas Seibutis spetteranno le maggiori incombenze realizzative. Rinforzato il pacchetto lunghi con il centro brasiliano Lima e soprattutto l'usato garantito del nazionale ex Caserta Antanas Kavaliauskas.

15- UNICS KAZAN
L’Unics Kazan del nostro assistant coach Lele Molin si riaffaccia sull'Europa che conta, e lo farà con il collaudato roster che tante soddisfazioni gli ha regalato nell'ultimo periodo. Certamente, però, dovrà essere valutato il primo impatto fondamentale con la nuova competizione, e soprattutto le rotazioni dato che la panchina non sembra lunghissima. Detto ciò, la qualità del roster non si discute, con l’ex Olimpia Keith Langford pronto a bombardare i canestri avversari ed il regista spagnolo Quino Colom che vuole continuare a deliziare. Nell'area pitturata sono pronti a dare battaglia i centri Latavious Williams ed Anton Ponkrashov e l'ala grande greca Kostas Kaimakoglou, con l'unico innesto di spessore rappresentato dall'ala americana Coty Clarke di ritorno in Europa.

16- STELLA ROSSA BELGRADO
La Stella Rossa è uscita ridimensionata dal mercato estivo, avendo perso la coppia di lunghi composta dal centro Maik Zirbes e dall’ala grande Quincy Miller che hanno preso la direzione di Tel Aviv. Si è in parte cercato di sopperire a queste due partenze con l'ingaggio del pivot serbo ex Golden State Warriors e Panathinaikos Ognjen Kuzmic, ma non pare sufficiente. Proprio per questo ripetere il cammino dell'anno scorso, con il raggiungimento dei playoff, sembra pura utopia. Per il momento addirittura si trova sul fondo. Sugli esterni, invece, si potrà sempre contare sia sul cervello Stefan Jovic che sul poliedrico Luka Mitrovic, ai quali va aggiunto l’ex Olimpia Milano Charles Jenkins che è di ritorno in quel di Belgrado.

giovedì 6 ottobre 2016

NCAA: Duke ha le mani sul titolo

Coach K e Duke, razzia di talenti
Da Tatum a Giles, i migliori giovani nel college di Durham che punta al sesto titolo


di Giovanni Bocciero*

Coach Mike Krzyzewski è salito nuovamente sul gradino più alto del podio a Rio 2016, conducendo Team USA alla terza vittoria olimpica consecutiva dopo appunto quelle di Pechino 2008 e Londra 2012. Con questo successo l’allenatore membro della Naismith Hall of Fame dal 2001 si è anche messo definitivamente alle spalle l’avventura con la nazionale statunitense - il cui testimone passerà a Gregg Popovich - e così potrà concentrarsi unicamente a quello che è già il suo pensiero quotidiano: Duke. Coach K ed i Blue Devils inizieranno la stagione 2016/17 da favoriti numero uno per succedere a Villanova, ma soprattutto con l’obiettivo di appendere il sesto stendardo al soffitto del Cameron Indoor.
DOPO AVER PORTATO GLI USA AL TERZO ORO OLIMPICO, IL
TECNICO PIU' VINCENTE PENSA SOLO A DUKE
Questa valutazione è sostenuta a ragion veduta dagli addetti ai lavori del college basketball, nonostante l’addio prematuro di Brandon Ingram. La seconda scelta assoluta dell’ultimo NBA Draft, finito ai Los Angeles Lakers, ha fatto perdere un apporto da 17.3 punti e 6.8 rimbalzi all’ateneo sito nella città di Durham che, inoltre, ha salutato anche il laureato ed unico pivot di ruolo Marshall Plumlee (8.3 punti e 8.6 rimbalzi) ed il playmaker trasferitosi all’USC Derryck Thornton (7.1 punti e 2.6 assist). E allora come è possibile che Duke sia vista come la squadra da battere della nuova stagione? Ci sono diversi fattori che in qualche modo si integrano e si completano, come la presenza in roster del probabile player of the year, una squadra che potrà contare su una base solida di esperienza oltre che su di una rotazione piuttosto lunga, ed una recruiting class che a quelle latitudini fa venire subito in mente il trio Jones-Winslow-Okafor campione appena due anni fa.
Il ritorno all’università di Grayson Allen permetterà a Coach K di avere un leader dichiarato nello spogliatoio oltre ad un talento pazzesco che nella passata stagione ha prodotto 21.6 punti, 3.5 assist - primo in queste due graduatorie - e 4.6 rimbalzi. Pur andando sempre in doppia cifra nelle 36 partite disputate, tranne che nella gara contro Kentucky, spesso e volentieri le sue percentuali al tiro sono drasticamente calate soprattutto nei match clou con le varie Virginia, Notre Dame, Miami e nei derby con North Carolina. Deve dunque compiere un ulteriore e forse decisivo salto di qualità, anche dal punto di vista emotivo dato che in campo è autore di gesti poco piacevoli nei confronti degli avversari facendo trasparire una certa altezzosità piuttosto sgradita.
DUE RAGAZZI CAMPIONI DEL MONDO U17 E U19 E IL RITORNO DI
GRAYSON ALLEN PER UNA STAGIONE DA NUMERI UNO
Per quanto riguarda i freshman invece, a Durham ne sono atterrati ben quattro considerati tra i primi quindici liceali della classe. Il più atteso è l’ala-pivot Harry Giles, papabile prima scelta dell’NBA Draft 2017, che viene però da una stagione di inattività alla Oak Hill Academy dopo che per la seconda volta si è dovuto operare alle ginocchia. Proprio la prestanza fisica sarà un aspetto che lo staff dei Blue Devils dovrà valutare con molta attenzione, e non è escluso che il suo utilizzo possa essere altalenante e studiato a tavolino (si è appena operato di nuovo e resterà ai box per sei settimane rientrando a metà novembre, ndr). Come Giles anche l’ala piccola Jayson Tatum si è espresso ottimamente nelle nazionali giovanili statunitensi, vincendo insieme i Mondiali Under 17 ed Under 19, e rappresentando la crème de la crème insieme a Josh Jackson che giocherà per Kansas. Tatum, che ha convinto Giles ad accettare l’offerta di Duke, è un altro talento tanto atteso che però è troppo legato al pallone avendo fatto anche il play a Chaminade. E quindi dovrà sapersi calare al meglio nel nuovo scenario in cui va collocandosi, senza strafare anche se il volersi mettere in mostra sarà un’attenuante da considerare.
Tra le nuove leve figurano anche Jackson e Bolden. Il playmaker mormone Frank Jackson dopo aver verbalmente scelto di giocare per BYU è tornato sui suoi passi facendosi ingolosire dall’ambizioso progetto dei “dark blue” del North Carolina. Jackson è un grande realizzatore ma non un regista puro, il che potrà essere un difetto da non sottovalutare anche se insieme ad Allen - che potrà disimpegnarsi in questo ruolo - forma il backcourt più atletico ed esplosivo del campionato. Il centrone texano Marques Bolden riempirà invece il vuoto lasciato nell’area pitturata, ma se offensivamente è più che valido non lo si può dire anche difensivamente dove dimostra molta svogliatezza.
Per molti oltre ai su citati sarà fondamentale Matt Jones, giocatore sempre utile e che rappresenta l’autentica chiave del roster. Una pedina capace di portare sempre il proprio apporto, adesso con un tiro da tre e ora con un recupero difensivo. Un all-around che per certi versi si è dimostrato decisivo già nel titolo del 2015. Ragazzo per bene e che sta al suo posto, il classico sesto uomo fatto persona che all’occorrenza può anche partire in quintetto, rappresenta un collante non indifferente per Coach K. Della vecchia guardia farà parte anche Amile Jefferson, a cui è stata concessa la redshirt dopo l’infortunio che gli ha permesso di giocare soltanto nove partite nella passata stagione. Il nativo di Philadelphia porterà ulteriore sostanza e solidità, oltre all’ormai esperienza acquisita nei quattro anni in cui ha militato con Duke al pacchetto lunghi.
E non finisce qui, perché i Blue Devils hanno anche altri asset, per questo la rotazione è da considerarsi piuttosto lunga. Iniziamo da Luke Kennard, colui che ha il record di punti a livello di high school nell’Ohio. Al suo secondo anno sarà un’arma tattica da tener presente perché essendo un cecchino puro potrà aprire le scatole difensive degli avversari nelle giornate “no”. Ci si attende invece qualcosa in più da Chase Jeter, il quale arrivato da Las Vegas come un autentico prospetto lo scorso anno ha avuto una media di soli 7.8 minuti di utilizzo senza convincere. E dunque dovrà impegnarsi per dimostrare di non essere un bust. Infine vi sono il quinto freshman dell’estate, tale Javin DeLaurier, che da ESPN è considerato #44 della Top 100; e Justin Robinson, figlio di quel David colonna portante dei San Antonio Spurs, che dunque dovrebbero dare manforte al reparto delle torri.
"BANDITI" DAL CAMERON INDOOR TUTTI GLI SCOUT NBA
Da questa analisi si capisce in modo inequivocabile quanto gli addetti ai lavori abbiano ragione nel reputare Duke la favorita numero uno del campionato NCAA. A Durham ci sarà una vetrina davvero molto interessante da ammirare dove saranno esposti alcuni dei prodotti di maggiore spicco del college basketball. Ed ovviamente sarà alta la pressione dettata dal raggiungere il risultato pieno. Non a caso un tecnico saggio ed esperto come Krzyzewski ha incaricato l’area comunicazione dell’università di avvisare tutte le franchigie NBA che gli scout saranno “banditi” per tutta la stagione agli allenamenti dei Blue Devils. Le uniche eccezioni si avranno il 19 e 25 ottobre prossimi, in occasione dei pro days al Cameron Indoor, mentre le sole altre opportunità per visionare e soprattutto valutare i giocatori saranno appunto le partite. Spetta a Coach K trovare il giusto equilibrio in campo, ricordando che le grandi vittorie si costruiscono con tanta pazienza e passo dopo passo.



* per il mensile BASKET MAGAZINE

JuveCaserta col fiato sospeso

JuveCaserta, la lunga estate calda
Iniziato il nuovo corso e Iavazzi se ne va sbattendo la porta


di Giovanni Bocciero*

CASERTA - Un nuovo corso è iniziato per la JuveCaserta, ma la transizione per il momento è stata piuttosto turbolenta. L’estate - come da anni ormai - è stata denotata dalla paura di poter vedere giungere al capolinea l’avventura del club di Pezza delle Noci, proprio come accaduto nel 1998. Poi, dopo i consueti sforzi economici del patron Raffaele Iavazzi che ha permesso l’iscrizione, è stato il neo sindaco di Caserta Carlo Marino ad accostare sempre più il proprio nome a quello della società. È stato grazie all’intercessione del primo cittadino che la JuveCaserta ha trovato i nuovi proprietari, ovvero il gruppo Fortune Investment & Consulting, che hanno rilevato il 62% delle quote di maggioranza. Eppure la trattativa legata a questa cessione è andata per le lunghe, facendo pensare ad un’altra brutta telenovela all’ombra della Reggia. Alla fine seppur in ritardo si è partiti tagliando il nastro della nuova stagione.
UN GRUPPO INGLESE NUOVO PROPRIETARIO, IL GM GUASTAFERRO:
"SEGNALI POSITIVI, L'OBIETTIVO E' FARE MEGLIO DEL PASSATO"
E allora la parola non può che passare al general manager Gino Guastaferro, che si è subito attivato rimboccandosi le maniche ed operando senza troppi fronzoli. «Il mio ingaggio è avvenuto non nei consueti tempi tecnici, dunque siamo partiti in ritardo influenzati anche dalle vicissitudini estive della società - ha esordito il gm -, per cui un primo bilancio di questo inizio è legato al fatto che il mio obiettivo è quello di fare meglio dell’anno scorso. Di quanto non lo so, ma questo nuovo corso deve migliorare sotto tutti i punti di vista. Nonostante le difficoltà al momento ci stiamo riuscendo avendo superato i numeri di dodici mesi fa per la campagna abbonamenti. Per questo sono soddisfatto ma non significa che abbiamo raggiunto il nostro scopo, dato che c’è ancora tantissimo da fare. Vedo comunque segnali positivi visto che stiamo avendo una crescita costante ed è quello che più mi interessa per arrivare all’esordio in campionato al meglio. Del presidente Iavazzi posso soltanto parlar bene - ha continuato Guastaferro -, ho avuto modo di conoscerlo approfonditamente in questo breve periodo e se la pallacanestro è ancora a Caserta è soltanto merito suo. Eppure c’è ancora qualche pessimista che sperava nella morte sportiva della JuveCaserta. Non posso che essere contento del rapporto che si è instaurato con Iavazzi, e della fiducia che lui ha riposto nei miei confronti, e che credo stia ripagando con molta umiltà. Con la nuova proprietà - ha rivelato il dirigente bianconero - ci sono tutta una serie di piani da attuare che sono in divenire e che richiedono un necessario tempo tecnico. Ci si sta comunque muovendo tra le note difficoltà e siamo pronti rispetto a quelle che saranno le linee guida che si tracceranno e che a me toccherà il compito di perseguire e far rispettare nel miglior modo possibile. Visto quello che è successo negli ultimi anni - ha catechizzato Guastaferro - l’ultimo pensiero è proprio di non fare il passo più lungo della gamba. Stiamo procedendo step by step per cercare di impostare le cose al meglio così da arrivare ad una stabilità tale che possa permetterci di programmare a lungo termine. Ma al momento non lo possiamo fare perché abbiamo molti retaggi del passato. Io pongo un unico e solo obiettivo, al di là di alcune speculazioni provenienti dall’esterno, e cioè quello esclusivamente di fare meglio del passato con la certezza che non mi guarderò mai alle spalle ma soltanto in avanti per raggiungere il miglior risultato possibile per i veri ed affezionati tifosi, la società e lo staff tutto».
DELL'AGNELLO: "SIAMO ANCORA QUI E QUESTO E' L'ASPETTO
PIU' IMPORTANTE. SQUADRA TRASFORMATA"
Dal canto suo coach Sandro Dell’Agnello si sta preparando per affrontare un altro campionato che sicuramente non sarà facile, ma che si spera possa regalare qualche soddisfazione senza alcuna apprensione di fine stagione. «Dopo le tribolazioni di alcuni mesi adesso siamo più tranquilli, e questo lo si deve al presidente Iavazzi ed ai nuovi soci se siamo ancora qui a parlare di JuveCaserta. il che - ha sottolineato il tecnico - è l’aspetto più importante. Sui programmi futuri invece, ci sarà il tempo di vedere, parlare e verificare. Non possiamo fare un paragone tra la squadra dello scorso anno e quella di quest’anno perché sono state costruite in maniera differente, con caratteristiche diverse e quindi possiamo evidentemente parlare di due entità accomunate soltanto dal giocare a pallacanestro - ha analizzato Dell’Agnello -. Basti pensare al playmaker che l’anno scorso era un giocatore che pensava a far girare la palla mentre quest’anno è un realizzatore; oppure al pivot che è tecnico e può tirare anche da fuori e invece lo scorso anno era un rollatore dinamico e molto fisico. Prima di tutto bisogna inquadrare gli avversari - ha continuato l’allenatore parlando di prospettive -, perché determinati obiettivi te li puoi dare soltanto valutando il contesto in cui ti devi rapportare, e tante squadre ancora non sono al completo. La nostra intenzione è quella di cercare di sgomitare per stare il più lontano possibile dall’ultima posizione. Dell’anno scorso, comunque, vorrei evitare di avere a che fare con il numero elevato di infortuni che abbiamo avuto nell’arco del campionato».
Il general manager Guastaferro ha da poco avuto una riunione con la proprietà in cui sono stati stabiliti gli obiettivi da raggiungere e soprattutto il budget a disposizione, ma al momento il popolo di fede bianconera non dovrà aspettarsi nulla di stratosferico. Infatti, non cambia la programmazione che per il momento mira unicamente al breve periodo, ovvero a questa singola stagione, che giocoforza rappresenterà un anno di transizione in attesa di poter rivedere una JuveCaserta competitiva ed ambiziosa già a partire dall’anno prossimo, pur nell’ottica di una strategia manageriale che tenga bene impressa la metodologia del passo alla volta.
Ma prima che il campionato entrasse nel vivo, la piazza è stata colpita da un’altra, l’ennesima, scossa societaria. Infatti, a causa dell’interdittiva antimafia che pendevano come una spada di Damocle sulle proprie aziende, il fratello di Iavazzi è stato arrestato. Per questa faccenda giudiziaria, il nuovo gruppo di maggioranza della Fortune ha chiesto per via trasversale tramite l’intercessione questa volta al contrario del sindaco Marino che l’ex patron bianconero si allontanasse del tutto dalla società. La risposta di Iavazzi è giunta, piena di veleno, durante la presentazione delle nuove divise da gioco all’assenza di qualsiasi rappresentante del fondo inglese. L’imprenditore casertano, che ha annunciato di mettere in vendita il suo restante 38% di quote, nella nuova veste di “tifoso” si è lasciato andare ad opinioni piuttosto perplesse: «In alcune cose mi sono sembrati disorganizzati, “sciarmati”, ma se non fossi andato via non avrebbero continuato ad investire». Si sono avuti un susseguirsi di reazioni e dichiarazioni, che hanno investito anche gli stessi tifosi piuttosto scettici sulla nuova proprietà, con il futuro amministratore delegato della JuveCaserta Francesco Fulco che è rimasto amareggiato. Con Iavazzi che ha praticamente sbattuto la porta, c’ha pensato il legata rappresentante della Fortune Francesco Beneduci a buttare acqua sul fuoco, rassicurando l’ambiente piuttosto scosso che i programmi procederanno come stabilito.




L'amore della piazza. Sosa il nuovo idolo

CASERTA - Caserta è città che vive di basket, lo si respira in ogni strada o vicoletto, e di conseguenza la tifoseria è molto critica e giudiziosa, cerca di partecipare alle vicende sportive ma anche dirigenziali della società. Non a caso in questa estate burrascosa è sorta l’associazione “Io sto con la JuveCaserta” che all’inizio si era ripromessa di raggiungere la considerevole cifra di 250.000 euro - pari alla quota per l’iscrizione al campionato - e poi ha cercato soprattutto di sensibilizzare il territorio in favore del club bianconero. Grande successo ha avuto il concerto-spettacolo del 14 settembre scorso, che ha visto il teatro cittadino praticamente sold-out con diversi artisti, soprattutto casertani, sposare questa causa. Proprio negli ultimi giorni l’associazione ha versato sul conto corrente della JuveCaserta tutta la somma raccolta, in quel evento e nei mesi scorsi, la cui cifra esatta sarà prossimamente comunicata. La tifoseria è legata visceralmente alla pallacanestro, ma le tante vicende societarie che si abbattono come temporali estivi, inaspettati e torrenziali, stanno minando e non poco questo rapporto. E bisogna anche dire che per la nuova proprietà c’è tutta una fiducia da conquistare con i fatti e non soltanto con i proclami che lasciano il tempo che trovano.
EDGAR SOSA IN AZIONE
La piazza sta vivendo così l’inizio di stagione, anche se un primo confortante segnale è giunto dai 1066 “aficionados” che hanno confermato il loro abbonamento, quantità che è in continua crescita. Eppure poco sotto quel numero, fermatosi forse alle tre cifre, è risultato essere il pubblico che ha seguito la squadra bianconera in occasione del torneo casalingo del “Città di Caserta”. Il PalaMaggiò semivuoto non deve essere stato un bell’impatto per gli uomini di coach Dell’Agnello, le cui scelte tattiche sembrano piuttosto chiare già da questa pre-season. Non si potrà fare a meno del newyorkese naturalizzato dominicano Edgar Rafael Sosa, autentico “crack” che si sta dimostrando sin da queste prime partite leader e scorer indiscusso. Tanti applausi per il prodotto di Louisville e protagonista dello storico “triplete” con Sassari, che è sulla buona strada per diventare il nuovo beniamino del tifo bianconero sempre facile ad appassionarsi a giocatori talentuosi e trascinatori, decisivi ed eclettici proprio come lo è lui. La 28enne combo-guard sarà chiamata a dimostrare la necessaria maturità da condottiero in un ambiente dove vincere lo scudetto significa aver raggiunto la salvezza.
g.b.




* per il mensile BASKET MAGAZINE

giovedì 29 settembre 2016

Serie A: Power Ranking 2016/17

Di seguito il Power Ranking della Lega Basket Serie A per la stagione 2016/17 che è ormai alle porte.


di Giovanni Bocciero


1- OLIMPIA MILANO
Roster: Ricky HICKMAN, Andrea Cinciarini, Mantas Kalnietis, Krunoslav Simon, Bruno Cerella, Zoran DRAGIC, Andrea LA TORRE, Alessandro Gentile, Rakim Sanders, Awudu ABASS, Simone FONTECCHIO, Davide PASCOLO, Jamel McLean, Milan Macvan, Miroslav RADULJICA.
Quintetto: Kalnietis; Dragic; Gentile; Pascolo; Raduljica.
Allenatore: Jasmin Repesa.

Quella che ha tra le mani il tecnico croato Jasmin Repesa è una vera e propria corazzata, costruita per stravincere tra i confini italici ma soprattutto per competere in quelli europei. Milano quest'anno non ha davvero scusanti con un roster da quindici giocatori che possono tranquillamente scendere in campo, ed una matrice italiana che finalmente fa sospirare. Soltanto la lunga stagione, tra partite (60 quelle sicure) e trasferte, può logorare questa squadra che comunque ha tutte le risorse umane necessarie.

La rinascita: È quella che dovrà avere Alessandro Gentile, il cui rapporto con i vertici dell'Olimpia sembra essersi incrinato. L'aver perso i gradi di capitano e le continue critiche del presidente Livio Proli devono tramutarsi in benzina nel cuore del figlio d'arte, che dovrà riprendersi le "scarpette rosse" sul rettangolo di gioco.

2- REYER VENEZIA
Roster: MarQuez HAYNES, Ariel FILLOY, Stefano Tonut, Riccardo Visconti, Tyrus MCGEE, Jeff Viggiano, Melvin Ejim, Michael Bramos, Hrvoje Peric, Tomas Ress, Benjamin Ortner, Jamelle HAGINS.
Quintetto: Haynes; Tonut; Bramos; Peric; Hagins.
Allenatore: Walter De Raffaele.

Una delle formazioni che ha cambiato meno, decidendo di ripartire dallo zoccolo duro per avere una continuità di risultati, come quelli che gli uomini di coach De Raffaele hanno certamente raccolto nella semifinale scudetto persa contro Milano. Il reparto che si è completamente rifatto il look è la cabina di regia, dove sono arrivati Haynes e Filloy. Altri piccoli accorgimenti si sono avuti nel reparto esterni con l'inserimento del tiratore McGee ed in quello interno con l'aggiunta del pivot Hagins.

La consacrazione: C'ha messo poco per digerire il passaggio dall'A2 alla Serie A, facendosi subito notare anche dal Ct Messina che l'ha selezionato per il Preolimpico. Adesso Venezia punterà ancor più forte su di lui, Stefano Tonut, che oltre al quintetto dovrebbe avere anche delle responsabilità.

3- SCANDONE AVELLINO
Roster: Joe Ragland, Marques Green, Fabio INCARNATO, Retin OBASOHAN, Adonis THOMAS, Giovanni Severini, Levi RANDOLPH, Salvatore Parlato, Claudio Strumia, Maarten Leunen, Andrea ZERINI, Kyrylo FESENKO, Marco CUSIN.
Quintetto: Ragland; Randolph; Thomas; Leunen; Fesenko.
Allenatore: Pino Sacripanti.

Si sarebbe voluto confermare gran parte del gruppo dello scorso anno, ma il mercato ha fatto intraprendere una strada diversa alla dirigenza della Scandone che ha comunque allestito un roster capace di ben figurare in campionato e negli impegni europei. La squadra sembra essere affidata completamente a Ragland, che sin dalla Supercoppa ha dimostrato di non temere alcuna pressione. La coppia Fesenko-Cusin è più di una garanzia nel pitturato, con solidità e fisicità.

La scommessa: Ha fatto un'ottima impressione Retin Obasohan, giocatore di qualità e di quantità, che sa rendersi utile sia in attacco che in difesa. Fisico forte e robusto per l'ex Alabama a discapito degli esterni avversari, a cui abbina tanta caparbietà e delle letture di gioco che sembrano quasi passare inosservate.

4- PALLACANESTRO REGGIO EMILIA
Roster: Andrea De Nicolao, Derek Needham, Stefano Gentile, Amedeo Della Valle, Pietro Aradori, Arturs Strautins, Achille Polonara, Delroy JAMES, Sava LESIC, Riccardo Cervi.
Quintetto: De Nicolao; Della Valle; Aradori; Polonara; Cervi.
Allenatore: Massimiliano Menetti.

L'addio dei lituani Kaukenas e Lavrinovic ha evidentemente aperto delle brecce nel solido telaio reggiano che, con il mercato, non sono state affatto riempite. Il figliol prodigo Riccardo Cervi sarà una presenza in area, così come Delroy James non farà mancare altrettanto dinamismo ed anche qualche bella iniziativa offensiva al reparto lunghi. Nonostante ciò, Reggio Emilia sembra aver fatto un passo indietro anche se resta un progetto che in tanti club dovrebbero perseguire.

La conferma: Viene da un'ottima annata in cui ha messo insieme numero molto interessanti. Adesso, però, Riccardo Cervi deve confermare di essere un assoluto fattore nell'area dei tre secondi tanto in attacco, dove ha fatto vedere grandi miglioramenti già ad Avellino, quanto in difesa, dove qualche ingenuità ancora la commette.

5- AQUILA TRENTO
Roster: Aaron CRAFT, Toto Forray, David LIGHTY, Andrea BERNARDI, Diego Flaccadori, Riccardo MORASCHINI, Betinho GOMES, Dustin HOGUE, Isacco LOVISOTTO, Filippo Baldi Rossi, Luca Lechthaler, Johndre JEFFERSON.
Quintetto: Craft; Lighty; Gomes; Hogue; Jefferson.
Allenatore: Maurizio Buscaglia.

La Trento dei miracoli agli ordini di coach Maurizio Buscaglia sembra essersi esaurita, e così come è giusto che sia sembra essere iniziato un nuovo ciclo. Solita formula del 5+5 con tanto spazio agli italiani, da Diego Flaccadori in rampa di lancio a Riccardo Moraschini che dopo essersi riciclato in A2 ritorno in massima serie per dimostrare il suo valore. Americani di qualità e di sostanza, come sono abituati ad ammirare a quelle latitudini, con Dustin Hogue che sarà da tenere d'occhio.

La chiave: Lo è sempre stato nelle squadre in cui ha militato, sia al college con Ohio State che da professionista in D-League. Trento non potrà che prescindere dal suo nuovo playmaker Aaron Craft, tanto fosforo al servizio dei compagni che dovranno prenderlo come esempio per l'impegno difensivo che c'ha sempre messo.

6- DINAMO SASSARI
Roster: Darius JOHNSON-ODOM, Rok Stipcevic, Lorenzo D’Ercole, Diego MONALDI, Trevor LACEY, Josh CARTER, Michele EBELING, Giacomo Devecchi, Brian Sacchetti, Dusko SAVANOVIC, Gabriel OLASENI, Tautvydas LYDEKA.
Quintetto: Johnson-Odom; Lacey; Carter; Savanovic; Olaseni.
Allenatore: Federico Pasquini.

Grande rivoluzione per la Dinamo che prova a mettersi completamente alle spalle l'ultima deludente stagione per ritornare a competere ad alti livelli. Gli unici confermati sono quelli della vecchia guardia che dovranno fare da ciceroni ai nuovi nell'ambiente sassarese, che ha cercato di guardare anche al futuro con gli ingaggi dei promettenti Michele Ebeling e Diego Monaldi. Darius Johnson-Odom e Tautvydas Lydeka, invece, possono essere una garanzia per il nostro campionato anche se si devono trovare i giusti equilibri.

La continuità: È quella che servirà al centro inglese Gabriel Olaseni per esprimersi al meglio in maglia Dinamo. All'università con Iowa ha dimostrato di possedere una grande etica del lavoro che gli ha permesso di migliorare anno dopo anno conquistando sempre più spazio ed aumentando la fiducia.

7- AUXILIUM TORINO
Roster: Giuseppe POETA, Chris WRIGHT, Donato VITALE, Davide PARENTE, Mirza ALIBEGOVIC, Tyler HARVEY, Deron WASHINGTON, Valerio MAZZOLA, Jamil WILSON, David OKEKE, Abdel FALL, D.J. White.
Quintetto: Wright; Harvey; Washington; Wilson; White.
Allenatore: Frank Vitucci.

Tabula rasa in quel di Torino dopo la faticosa salvezza conquistata l'anno scorso. Data fiducia a coach Frank Vitucci, si è confermato uno dei migliori giocatori dell'intero campionato come D.J. White. Sono state poi inserite nello scacchiere diverse pedine che in un modo o in un altro faranno al caso della squadra, come l'esperienza di Giuseppe Poeta, l'equilibrio di Deron Washington, la solidità di Valerio Mazzola e la sfrontatezza di Mirza Alibegovic.

La sorpresa: Appuntatevi il suo nome perché, se tutto andrà per il verso giusto, lo si vedrà presto in palcoscenici di tutt'altra importanza. Tyler Harvey si appresta ad affrontare questa stagione con il piglio di chi vuol far rivedere le performance balistiche avute ad Eastern Washington e che hanno attirato la NBA.

8- PALLACANESTRO VARESE
Roster: Eric MAYNOR, Aleksa AVRAMOVIC, Massimo BULLERI, Melvin JOHNSON, Daniele Cavaliero, Giancarlo Ferrero, Christian EYENGA, Kristjan Kangur, Matteo CANAVESI, Luca Campani, O.D. ANOSIKE, Norvel PELLE.
Quintetto: Maynor; Johnson; Eyenga; Kangur; Anosike.
Allenatore: Paolo Moretti.

Tra giocatori confermati, cavalli di ritorno e volti completamente nuovi, Varese aspira a conquistare un posto, forse l'ultimo a disposizione, per disputare i playoff. La principale certezza è il tecnico Paolo Moretti, che di anno in anno sta certificando la sua fama. Certo, forse il roster aveva bisogno di una maggiore qualità soprattutto tra le riserve, ma il materiale su cui lavorare non è affatto malvagio considerando anche l'impegno di coppa.

L'opportunità: Giocatore a tutto tondo che può però pagare lo scotto della sua prima vera esperienza a livello professionistico. Ma Melvin Johnson ha fatto vedere cose incredibili a Virginia Commonwealth, e se messo nel contesto giusto, potrà certamente replicarle senza troppi problemi.

9- PISTOIA BASKET
Roster: Ronald Moore, David Reginald COURNOOH, Corey HAWKINS, Brandon SOLAZZI, Eric Lombardi, Terran PETTEWAY, Marcus Thornton, Michele Antonutti, Marco Di Pizzo, Nathan BOOTHE, Daniele MAGRO.
Quintetto: Moore; Hawkins; Petteway; Thornton; Boothe.
Allenatore: Vincenzo Esposito.

Ripetere lo straordinario inizio di stagione scorso rappresenta quasi un miracolo, però neppure la striscia negativa del girone di ritorno è una buona fotografia per descrivere Pistoia. Tra conferme e nuovi arrivi anche in questa situazione la certezza è seduta in panchina, ovvero coach Vincenzo Esposito. Sarà interessante vedere quanto spazio riusciranno a conquistarsi gli italiani David Cournooh, Daniele Magro ed Eric Lombardi ancora in forte crescita.

Il cambio: Si è passati da un pivot come Alex Kirk ad un esterno come Terran Petteway, che a Nebraska ha fatto vedere delle qualità non indifferenti da leader. Senza ombra di dubbio sarà proprio l'ala piccola che ha fatto intravedere sprazzi di talento puro la chiave per i toscani.

10- PALLACANESTRO CANTÙ
Roster: Zabian DOWDELL, Marco Laganà, Vaidas KARINIAUSKAS, Salvatore PARRILLO, Fran PILEPIC, Tremmell DARDEN, Craig CALLAHAN, JaJuan Johnson, Romeo TRAVIS, Gani LAWAL, Francesco QUAGLIA.
Quintetto: Dowdell; Pilepic; Darden; Johnson; Lawal.
Allenatore: Rimas KURTINAITIS.

È stata un'estate dalle promesse disattese dal patron Dmitrij Gerasimenko, con ogni tipo di trattativa durata un'eternità. A cominciare dall'allenatore, dato che con tutto il rispetto per Rimas Kurtinaitis stiamo pur sempre parlando del ripiego del ripiego. E poi tutti i giocatori ingaggiati, o quasi, sono praticamente delle seconde linee. Valutando il roster attuale comunque, si dovrebbe rimanere nel limbo di chi punta ai playoff ma sembra non avere tutte le carte in regola per riuscire a centrare l'obiettivo.

L'atletismo: Se c'è un fattore su cui Cantù deve battere ferro, è proprio l'atletismo che si ritrova con la coppia formata da JaJuan Johnson e Gani Lawal. I due giocatori potranno letteralmente dominare nell'area pitturata concedendo dei vantaggi al gioco della squadra.

11- NEW BASKET BRINDISI
Roster: Nic MOORE, Marco SPANGHERO, A.J. ENGLISH, Matteo De Gennaro, Durand Scott, Marco Cardillo, Daniel DONZELLI, Giorgio SGOBBA, Kris JOSEPH, Amath M’BAYE, Robert Lawrence CARTER, Danny AGBELESE.
Quintetto: Moore; English; Joseph; M’Baye; Carter.
Allenatore: Meo SACCHETTI.

Brindisi vuole rilanciarsi dopo il cambio della guardia in panchina, ma per il momento la squadra di coach Meo Sacchetti alla vigilia dell'esordio in campionato sembra ancora un cantiere aperto. L'ossatura della squadra è stata tirata su per rispecchiare quello che è il credo del proprio allenatore, ovvero tanta corsa e tiri a raffica dalla lunga distanza. Da qui a valutare i pugliesi una contendente per la post season, però, ne deve passare di acqua sotto i ponti.

La regia: Sarà senza dubbio l'ago della bilancia, e porta il nome e cognome di Nic Moore, uno che ha la giusta leadership ed anche le capacità tecniche per sobbarcarsi tale peso. Uscito da Southern Methodist sotto la guida di un guru assoluto come Larry Brown, gli spetta il compito far quadrare i conti.

12- VUELLE PESARO
Roster: Marcus THORNTON, Ryan HARROW, Alessandro CASSESE, Brandon FIELDS, Marco Ceron, Simas JASAITIS, Michele Serpilli, Donatas ZAVACKAS, Giulio Gazzotti, Jarrod JONES, Landry NNOKO.
Quintetto: Thornton; Fields; Jasaitis; Zavackas; Jones.
Allenatore: Piero BUCCHI.

Nuovo corso sulla costa adriatica grazie all'arrivo di coach Piero Bucchi, ma essendo soltanto all'inizio i risultati non dovrebbero arrivare a breve termine. Si è cercato di allestire un roster che alla fisicità e la creatività degli americani guidati da Marcus Thornton affiancasse l'esperienza è la solidità di giocatori dell'est come Simas Jasaitis e Donatas Zavackas. Rispetto alle consuetudini degli ultimi anni si spera che questa stagione la salvezza venga raggiunta molto prima.

Il centro: Nelle rotazioni dovrebbe partire riserva, ma se tutto andrà come ci si aspetta, il camerunense Landry Nnoko dovrebbe metterci poco a prendersi il ruolo da titolare. Un'animale - nel senso buono del termine - l'ex Clemson pronto a svettare in rimbalzi e stoppate.

13- JUVE CASERTA
Roster: Marco Giuri, Edgar SOSA, Joshua BOSTIC, Darryl JACKSON, Daniele Cinciarini, Viktor Gaddefors, Dario CEFARELLI, Raphiael PUTNEY, Aleksander CZYZ, Mitchell WATT, Nika Metreveli.
Quintetto: Sosa; Jackson; Bostic; Putney; Watt.
Allenatore: Sandro Dell'Agnello.

Squadra rivisitata per metà ma che prova a ricominciare da alcune certezze, la difesa certamente, anche se l'estate è stata condizionata più per le vicende legate alla cessione della società. A uomini come Daniele Cinciarini e Viktor Gaddefors sono stati aggiunti elementi dal sicuro utilizzo come Aleksander Czyz, mentre Raphiael Putney e Mitchell Watt rappresentano due valide scommesse che se vinte potrebbero addirittura far svoltare la stagione ai casertani. Per il momento restano tra i team che sono in fondo alla classifica.

Il leader: C'è poco da girarci intorno, Edgar Sosa sarà il lider maximo della formazione, il giocatore da cui ci si aspetta la giocata vincente ma allo stesso tempo una continuità che rappresenta un po' il suo tallone d'Achilli. Se riuscirà a superare queste difficoltà per Caserta metà del lavoro sarà già compiuto.

14- BASKET CREMONA
Roster: Andrea AMATO, Tu HOLLOWAY, Gabe YORK, Elston Turner, Fabio Mian, Dario Boccasavia, Petar Jovanovic, Omar THOMAS, TaShawn THOMAS, Jakub WOJCHIECHOWSKI, Raphael Gaspardo, Paul Biligha.
Quintetto: Holloway; Turner; O. Thomas; T. Thomas; Biligha.
Allenatore: Cesare Pancotto.

Cammino all'indietro per la grande sorpresa dell'ultimo campionato, Cremona, che ha smantellato lo starting five che tante soddisfazioni ha regalato ai propri tifosi. Solida la panchina di coach Cesare Pancotto a cui molto probabilmente saranno perdonati degli errori, come ad esempio l'aver allestito un reparto lunghi piuttosto leggerino con il solo Paul Biligha. Sugli esterni invece c'è molta abbondanza di tiratori che se in giornata, possono mettere in grande difficoltà qualsiasi avversaria, pure la corazzata Milano come nel primo tempo della Supercoppa.

Il tiratore: In una batteria molto profonda di cecchini, spicca il rookie Gabe York le cui qualità balistiche sono eccezionali. In una squadra collegiale molto ambiziosa come Arizona, la sua capacità nell'aprire le scatole difensive è stata determinante in precisi momenti. Sarà lo stesso a Cremona?

15- LEONESSA BRESCIA
Roster: Luca VITALI, Marco Passera, Michele VITALI, Lee MOORE, Franko Bushati, David Moss, Marcus LANDRY, Davide Bruttini, Alessandro Cittadini, Jared BERGGREN.
Quintetto: L. Vitali; Moore; Moss; Landry; Berggren.
Allenatore: Andrea Diana.

La neopromossa ha allestito un roster che rappresenta un bel mix tra i protagonisti della promozione e giocatori esperti della categoria con un forte nucleo italiano. Tra le fila bresciane spicca comunque Marcus Landry, fratello del ben più noto Carl, che ha avuto una carriera sfortunata a livello NBA, ma che qui in Italia potrà rivelarsi un giocatore di primo livello. L'unico difetto è l'età media piuttosto altina ed una propensione agli infortuni che potrebbe creare non pochi problemi a coach Andrea Diana.

Il veterano: Da Luca Vitali ad Alessandro Cittadini, ci sono molti veterani, ma su tutti spicca l'ego di David Moss ed il suo ricco palmares. Dopo essere rimasto senza squadra, ha saputo riciclarsi in A2 aspettando la piazza giusta e portando il vissuto necessario. Sarà ancora decisivo?

16- ORLANDINA BASKET
Roster: Bruno FITIPALDO, Tommaso Laquintana, Drake DIENER, Janis BERZINS, Vojislav Stojanovic, Dominique ARCHIE, Zoltan Perl, Sandro Nicevic, Antonio IANNUZZI, Mario DELAS.
Quintetto: Fitipaldo; Diener; Stojanovic; Archie; Delas.
Allenatore: Gennaro Di Carlo.

Capo d'Orlando è attualmente la principale candidata a salutare la classe, in virtù di un roster che possiede poca qualità e poca sostanza. Escluse alcune eccezioni come, ad esempio, il redivivo Drake Diener. Evidentemente si cercherà di lanciare definitivamente i giovani talenti Tommaso Laquintana, Vojislav Stojanovic e Zoltan Perl. Altri giocatori, invece, sono completamente da scoprire in corso d'opera. La sensazione, comunque, è che strada facendo coach Gennaro Di Carlo avrà bisogno di un colpo alla Ryan Boatright per cercare di lottare sino alla fine per la permanenza in massima serie.

L'esterno: Cosa ci faccia in Sicilia non è ancora dato saperlo, ma il lettone Janis Berzins si candida certamente a poter essere una lieta sorpresa del prossimo campionato italiano. Giovane, qualitativo, con esperienza, solido, ha tutto per ergersi a miglior giocatore della sua squadra.