Italbasket, le scelte di Sacchetti tra ritorni ed esclusioni
di Giovanni Bocciero
Nel numero 78 della rivista di Basket Magazine, che potete trovare in edicola, abbiamo presentato il doppio confronto che a fine mese l’Italbasket del ct Meo Sacchetti dovrà sostenere contro l’Islanda (articolo che trovate in fondo). E proprio dalle parole del tecnico azzurro abbiamo cercato di stilare quella che poteva essere la lista dei convocati per questa seconda e fondamentale finestra delle qualificazioni alla Fiba World Cup 2023. L’allenatore non si era sbilanciato all’epoca dell’intervista, ma aveva sottolineato quanto guardasse al campionato della serie A per tenere in osservazione qualsiasi azzurrabile che potesse fare al caso della Nazionale.

I RITORNI. Dei 16 azzurri convocati per il doppio confronto con l’Islanda, spicca sicuramente e con merito Amedeo Della Valle. La guardia di Brescia, secondo marcatore (19.4 punti di media) e migliore per valutazione (21.5) della serie A, torna ad indossare l’azzurro dopo la parentesi della bolla per le qualificazioni all’Europeo 2022 di Perm’. Soprattutto tornerà al PalaDozza, dove fu a dir poco micidiale con 28 punti contro la Polonia per le qualificazioni al Mondiale 2019. La convocazione dell’ex Milano certifica la necessità di talento offensivo per l’Italbasket, che nella prima finestra delle qualificazioni contro Russia e Olanda ha destato qualche perplessità soprattutto dall’arco.
Insieme a Della Valle si rivede in azzurro anche Paul Biligha, la cui ultima apparizione risale appunto alla World Cup cinese. Tre anni nei quali il centro ha avuto un limitato minutaggio all’Olimpia Milano non riuscendo ad esprimersi al meglio. La sua convocazione risponde ad un altro quesito che ci si è posti all’indomani dei primi due match verso il Mondiale 2023. Innanzitutto la cronica mancanza di fisicità ed atletismo sotto le plance, al quale ci auguriamo che possa metterci una pezza al più presto Paolo Banchero. Senza voler mettere inutili pressioni sul giovane talento di Duke, bisogna guardare al presente. E Biligha è un’alternativa più che valida ad Amedeo Tessitori, àncora della Nazionale nella prima finestra.
Non solo il tiro dalla distanza e la presenza sotto canestro, perché l’ultima versione dell’Italbasket ha denotato un terza difetto: la cabina di regia. Con Mannion indisponibile, Pajola apparso in affanno, è stato adattato a fare il regista Diego Flaccadori. Cosa sulla quale sta lavorando anche a Trento agli ordini di Lele Molin, assistente di Sacchetti in Nazionale. E allora complice anche l’infortunio che costringerà Leonardo Candi a stare ancora per un po’ lontano dai campi di gioco, ha strappato la convocazione Matteo Imbrò, che ha assaporato l’azzurro con sole tre presenze in altrettante amichevoli nel 2012 e nel 2016.
LE CONFERME. Coach Sacchetti non poteva naturalmente rinunciare a quella che è l’ossatura della sua Italia, composta dal blocco ‘olimpico’ Michele Vitali, Stefano Tonut, Amedeo Tessitori, Alessandro Pajola e Nico Mannion, così come ai suoi pupilli Nicola Akele, Davide Alviti e Leonardo Totè, con quest’ultimo che però è ancora in cerca della sua prima presenza con la Nazionale maggiore. Nonostante i suoi 25 anni, l’ala della Fortitudo Bologna rientra in quel ‘young core’ che il ct sta provando a far crescere, a far evolvere, e dei quali fanno parte Matteo Spagnolo e Gabriele Procida.
Due giovani talenti nostrani, che hanno ancora troppi alti e bassi ma dal potenziale sconfinato, addirittura in odore di draft Nba. Stemperando facili entusiasmi, per entrambi questa ennesima convocazione deve rappresentare un ulteriore step del loro percorso. Completano il quadro dei sedici nominativi i due brindisini Raphael Gaspardo, altro lungo atipico che tanto piacciono al tecnico, e Mattia Udom, ala che è stato l’ultimo dei 26 esordienti dell’Italbasket sotto la guida di Sacchetti nel match dello scorso novembre contro l’Olanda.
GLI ESCLUSI. Nell’articolo che trovate sulla rivista di BM in edicola, avevamo avanzato la possibilità di vedere tre giocatori in questa seconda finestra delle qualificazioni Fiba. Diciamo ognuno paragonabile ad un diverso livello di difficoltà che si potesse concretizzare. Ebbene, ne abbiamo azzeccato solo uno, ovvero Amedeo Della Valle, quello forse più semplice. Per certi versi ritenevamo semplice anche la convocazione di Andrea Pecchia, a maggior ragione dopo il suo exploit del gennaio scorso da 28 punti e 48 di valutazione nella vittoria di Cremona contro Sassari.
Giocatore sempre un po’ borderline quando si è trattato delle convocazioni con la Nazionale maggiore, credevamo che questa volta ce l’avrebbe fatta a guadagnarsi una maglia. Ma non è stato così, anche perché il ct è stato chiaro nel dirci che sceglie in base alle necessità della squadra ma anche in base a ciò che gli piace. Deve dunque ancora sgomitare il buon Pecchia. Da un Andrea all’altro, il terzo nome che avevamo fatto è quello di Cinciarini. Seppur ormai fuori dal giro dell’Italbasket, chi meglio di lui poteva sopperire alla mancanza di leadership in regia in questo momento. E forse ci ha dato ulteriore ragione la sua ultima prestazione, ovvero la prima tripla-doppia realizzata da un giocatore italiano. Nella vittoria di domenica di Reggio Emilia contro Treviso, il play ha messo insieme 12 punti, 10 assist e 11 rimbalzi.
Conti in rosso, Sacchetti può richiamare Della Valle
di
Giovanni Bocciero*
Articolo terminato il 24 gennaio
Sul
cammino della Nazionale italiana verso il mondiale del 2023 si presenta il
doppio confronto con l’Islanda. Per la seconda finestra delle qualificazioni
alla World Cup che si disputerà il prossimo anno in Giappone, Filippine ed
Indonesia, gli azzurri del ct Meo Sacchetti avranno il compito di addomesticare
la formazione della ‘terra del ghiaccio’. Contro Jon Axel Gudmundsson (che ha lasciato
da un mese circa la Fortitudo Bologna), Kristinn Palsson (che è maturato nel
vivaio della Stella Azzurra) e compagni, l’Italia giocherà il 24 e il 27
febbraio prossimi. Prima palla a due ad Hafnarfjordur, e sarà la prima volta
per gli azzurri che in Islanda non c’hanno mai messo piede. Per la verità,
contro la nazionale dell’isola del profondo nord europeo sarà solo il secondo
match che giocherà l’Italia, la prima ed unica volta - con annessa vittoria -
all’Eurobasket del 2015. Quel successo di Berlino che arrivò a fatica (71-64),
con un Alessandro Gentile che vestì i panni di miglior marcatore con un bottino
da 21 punti.
Entrambe
le compagini si presentano a questa finestra con una vittoria ed una sconfitta,
anche se sono proprio gli islandesi a poter guardare il bicchiere mezzo pieno
in virtù dell’exploit in Olanda (79-77). A maggior ragione, vincere il doppio
impegno contro di loro diventa già importante per gli azzurri, all’inseguimento
della Russia che dopo due gare è in testa al girone H a punteggio pieno. «Bisognerà
fare attenzione alle loro guardie - avverte Sacchetti -, ma sarà ancor
più importante la nostra gara. Mi aspetto più costanza nell’arco della partita,
cosa che ci è mancata nell’impegno con l’Olanda. Inutile dire che dobbiamo
vincere entrambe le partite con l’obiettivo di posizionarci quanto meglio in
classifica». Ad ogni finestra Fiba, ritorna anche la questione riguardante
i giocatori impegnati in Nba o in Eurolega che non possono essere convocati. «Purtroppo
è così, ma è una cosa che accomuna tutte le nazionali. Chi non vorrebbe
schierare i migliori giocatori. Noi guardiamo a chi abbiamo». Ma se c’è una
caratteristica da apprezzare in questa Italbasket, evidenziata nell’ultima
estate tra Preolimpico ed Olimpiade, è proprio la capacità di trarre il meglio
e il massimo da chi ha a disposizione. «Abbiamo dimostrato che la nostra
principale forza è nel gruppo - continua il ct -, nel quale ognuno
assume un ruolo ben definito. Quindi proseguiamo su questa strada».

CABINA
DI REGIA. Una strada piuttosto chiara quella tracciata dal
tecnico azzurro da oltre due anni ormai. Ovvero, cambio generazionale e largo
ai giovani. Eppure il percorso delle qualificazioni alla World Cup è iniziato
con qualche perplessità. L’assenza di giocatori di impatto come Simone Fontecchio,
Achille Polonara o l’infortunato Nico Mannion, giusto per citarne qualcuno e
non i soliti noti, hanno avuto il loro peso e magari dato adito a qualche
alibi. Nelle prime due gare di qualificazione si è puntato il dito soprattutto verso
l’inesperienza - per età e non solo - che la Nazionale ha fatto trasparire a
tratti sia nella sconfitta con la Russia (92-78), che poteva essere anche più
pesante, che nella vittoria con l’Olanda (75-73), arrivata in un finale tirato
che poteva essere gestito meglio. L’assenza in particolare di Mannion, che
sappiamo essere anche un discreto tiratore, e la doppia opaca prestazione di
Alessandro Pajola, hanno evidenziato la mancanza di un leader in cabina di
regia, dove è stato provato/adattato Diego Flaccadori. E allora chissà che non
possa ritornare utile Andrea Cinciarini, che a Reggio Emilia sta vivendo una
seconda giovinezza. Giocatore intelligente ed esperto, miglior assistman della
serie A, potrebbe proprio fare al caso dell’Italia. «Non scartiamo nessuna
ipotesi - commenta ancora Sacchetti - e non precludiamo la convocazione a
nessuno. Guardiamo sempre con attenzione cosa ci dice il campionato, e chi sta
meglio. Nelle scelte che si fanno contano però diversi aspetti, e non solo
quello tecnico. Mi riferisco a quello caratteriale, a come un atleta vive il
gruppo. E poi è logico, un giocatore deve anche essere funzionale al modo in
cui voglio che la squadra giochi. Mi deve piacere».
Per
quanto riguarda invece la linea verde varata dal ct, che ha fatto esordire ben
26 giocatori in Nazionale maggiore, tanti dei quali davvero giovanissimi, la
visione è altrettanto chiara. «Monitoriamo tanti ragazzi e siamo pronti a
dargli lo spazio che si meritano. Ma una cosa è giocare nel proprio club,
un’altra è scendere in campo con in dosso la maglia dell’Italia». Parole
sacrosante che non devono però intimorire. Ad esempio nell’ultima finestra si è
messo in mostra Nicola Akele, in particolare nell’incontro con l’Olanda, quando
si è fatto trovare pronto a prendersi le sue responsabilità. Ragazzo che lavora
in silenzio, ha saputo aspettare il suo momento e adesso lo immaginiamo sempre
più protagonista. E chissà che non possa essere affiancato da un’altra giovane
ala per il doppio confronto con l’Islanda come Andrea Pecchia. Il giocatore di
Cremona si è conquistato i titoli dei giornali ad inizio 2022 con la
prestazione da 28 punti e 48 di valutazione con la quale ha spinto la sua
squadra a battere Sassari. A questo punto anche per lui non è impossibile
strappare la convocazione.

PUNTI
DALL’ARCO. Dopo la trasferta in Islanda, le due squadre si
affronteranno tre giorni dopo al PalaDozza di Bologna. Inutile dire che si
spera l’Italia scenda in campo con una vittoria già in tasca, e con l’obiettivo
di centrare il bis. L’ultima gara che ha visto gli azzurri calpestare il
parquet dello storico impianto di ‘Basket city’ è stata disputata contro la
Polonia il 14 settembre del 2018. In quella occasione le due squadre si
contendevano la qualificazione al mondiale da disputarsi un anno dopo in Cina. Il
pubblico bolognese riempì l’impianto, sostenne la squadra con il suo tifo
caloroso, cosa che non dubitiamo mancherà neppure stavolta. Ma soprattutto ci
si entusiasmò nel veder brillare Amedeo Della Valle, capace quasi da solo di
abbattere la resistenza polacca con una prestazione da ben 28 punti, frutto di
una prova balistica dall’arco da 8/11. Altro aspetto nel quale Stefano Tonut e
compagni sono stati poco efficienti in Russia e contro l’Olanda. In quella
circostanza il cecchino di Brescia era stato il trascinatore dell’Italbasket (vittoria
101-82), e chissà che non possa guadagnare questa volta la convocazione per
ritornare ad indossare la canotta azzurra. Lui che dopo qualche stagione
sfortunata sta tornando a far vedere tutto il suo talento, tanto da essere il
miglior realizzatore della serie A.
In
quella stessa partita Michele Vitali non mise piede in campo. Eppure oggi è, se
non il capitano, un affermato co-capitano di questa Nazionale. Un giocatore
imprescindibile, capace di ricoprire più ruoli, dal protagonista al
comprimario, sempre a disposizione dell’allenatore e dei compagni. «Michele
è un giocatore che non ha avuto una strada semplice. Ha lavoro sodo - dice
Sacchetti -, con grande impegno ed abnegazione, ed è riuscito a costruirsi
la sua carriera. Ha avuto delle difficoltà ma è stato coraggioso a mettersi in
discussione giocando all’estero. E oggi è il giocatore che tutti ammiriamo».
LE SCELTE DEL CT. Dunque, chi bisogna
aspettarsi tra i convocati della Nazionale al raduno di Bologna del prossimo 21
febbraio? Sottolineando per l’ennesima volta che è importante centrare due
successi contro l’Islanda, bisogna anche dire che non guasterebbe facendolo con
un gioco convincente. Non a caso nell’ultimo aggiornamento del ranking Fiba
dello scorso dicembre, l’Italia è l’unica squadra della top 20 ad aver perso una
posizione a vantaggio della Lituania che è salita all’ottavo posto. Non è ciò
che più c’interessa, ma è sempre un segnale. Certamente il ct Meo Sacchetti non
può non partire da una base solida, ovvero dal già citato Vitali, così come il
compagno di squadra veneziano Tonut, così come il blocco della Virtus Bologna
composto da Pajola, Mannion ed Amedeo Tessitori. Quest’ultimo unico centro
italiano di ruolo a disposizione e àncora alla quale nell’ultima finestra ci
siamo aggrappati. Abbiamo citato Cinciarini e Della Valle che sembrano ormai
fuori dal giro della Nazionale eppure potrebbero risultare utili in questa circostanza.
Anche Akele così come Davide Alviti, con il placet di Milano, sono dei papabili
convocati, a maggior ragione perché pupilli del tecnico. Magari questa volta sarà
della spedizione anche Pecchia, invece di essere una riserva a casa. E poi
bisognerà capire se Sacchetti vorrà provare qualche giocatore diverso rispetto
allo scorso novembre. Ci vengono in mente Tommaso Baldasso, che sta però
trovando poco spazio tra le fila dell’Olimpia, o ancora Davide Moretti, che sta
provando a rilanciarsi in quel di Pesaro. Queste sono però scelte soggettive,
che rientrano in una sfera tecnico-tattica alla quale sono il ct può rispondere
secondo cognizione di causa. L’importante è che chiunque sarà convocato scenda
in campo per onorare la maglia. E su questo aspetto non nutriamo dubbi.
* per la rivista Basket Magazine